giovedì 5 maggio 2016

NON DEVONO VINCERE. VA BENE ANCHE LA MAFIA

BersaniPDdi Giangiuseppe Gattuso - Il 3 maggio scorso, ho visto “diMartedì” e, oltre all'esilarante Crozza, ho ascoltato attentamente l’intervista di Floris a Pierluigi Bersani. L’ho votato per le primarie e alle politiche del 2013, quando il PD non vinse, ma nemmeno perse.

Fu, però, l’inizio della sua fine e della “fortuna” di Matteo Renzi. E della situazione politica che ne è derivata fino ai giorni nostri. Quella indicata e voluta fortemente dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Bersani renziDi Bersani ricordo con un giudizio molto positivo le famose lenzuolate del 2007 quando era Ministro per le attività produttive. Una serie di liberalizzazioni, alcune delle quali, purtroppo, mai completate, che hanno inciso non poco sui procedimenti autorizzativi per le imprese, sulle liberalizzazioni e la concorrenza, semplificando la vita ai cittadini, anche con qualche risparmio per le famiglie. Sono passati 9 anni, e non ne sono state fatte altre. Peccato.

rideBersani croDel personaggio ho sempre apprezzato i toni, mai sopra le righe, la compostezza, il senso e il rispetto delle istituzioni. Probabilmente, nel 2013, allora non c’erano sentori di patti del Nazzareno, i tempi non erano maturi per un governo Bersani. E, poi, gli è mancata e gli manca quella spregiudicatezza e quel gelido cinismo che, in certe situazioni, possono fare e fanno la differenza.

prodi-mariniDopo il fallito tentativo di eleggere Romano Prodi e Franco Marini a Presidente della Repubblica, ha rassegnato con grande dignità le dimissioni da Segretario del partito. Subito dopo, però, la rielezione di Giorgio Napolitano per il secondo mandato. Un fatto che segnerà la storia della Repubblica.

Da Floris ha parlato con molta chiarezza e scandendo le parole. Il tema principale ha riguardato il referendum di ottobre sulla riforma costituzionale, un tema molto caldo che potrebbe mettere a rischio la prosecuzione del Governo. E queste sono le sue frasi che ritengo molto significative, sulle quali chi di dovere dovrebbe riflettere e agire di conseguenza:

ok BersaniGradirei poter votare si al referendum. Basta che non mi cambino le carte in tavola. Sento dire: la madre di tutte le battaglie fra l’Italia che dice si al futuro… e quelli che dicono sempre no. Quasi fosse una battaglia tra gli arcangeli e i gufi, …63 governi che hanno dormito e adesso arriva…

Io sono un democratico del Partito democratico. A me sulla strada di un plebiscito a due passi dal delirio non mi ci portano. Si devono fermare prima. Sento dire da questa nuova formazione ALA, i verdiniani, che vedono nel referendum una specie di pegno e che poi si candideranno con Renzi. Non sono d’accordo. Sento dire che questi comitati per il SI selezioneranno la nuova classe dirigente, mi pare che siamo già abbastanza accoglienti del lusco e del brusco…

Queste cose non c’entrano niente con la modifica della Costituzione. Se nelle prossime settimane queste cose le vedo rimuovere sarò felice di votare SI. Altrimenti sono mi sento libero. Non si deve dividere il Paese su un tema costituzionale, tra quelli che dicono no che non sono i baluba ma che ragionano con la loro testa. Si sta imbastendo un percorso politico che porta a dire: ci sono i barbari, cioè i populisti, e poi c’è l’ UNION SACRÉE, la grande alleanza di tutti quelli che non possono non vincere, perché se no arrivano i barbari.

Noi nella storia d’Italia li abbiamo già viste sta roba, che siccome non dovevano vincere i comunisti potevi fare qualsiasi cosa. Perfino metterti con la mafia.


Bersani e FlorisIo non nego che ci siano i populisti, però spesso chiamiamo populista ciò che non ci piace. E invece di gridare contro il populismo, gridare contro i 5 Stelle, adesso che abbiamo il governo, dopo 10 anni di Berlusconi facciamo 4/5 lenzuolate secche se vogliamo combattere il populismo. Io riconosco che per la difesa del cittadino dalle prepotenze del mercato non stiamo facendo abbastanza.”

Insomma, con la “salita” al colle di Matteo Renzi, Bersani ha assunto una posizione di adesione critica svolgendo un ruolo di guida sofferta di capo della minoranza. Ha, addirittura, votato no all’Italicum, la nuova legge elettorale approvata a maggio 2015. Per lui il PD rappresenta tutto, la sua vita la sua passione. E alle critiche, spesso feroci da parte dei partiti avversari per la sua permanenza all’interno della “ditta”, seraficamente risponde che il PD è la “sua” casa.

Giangiuseppe Gattuso
05 Maggio 2016

38 commenti:

  1. Raffaella Schiavone5 maggio 2016 22:54

    Bersani? Ridicolo,incoerente,un can che abbaia ma non morde,ha votato qualsiasi cosa salvo poi lamentarsi in tv,per il bene della ditta si capisce....Anche a Di' Martedi' ha criticato le riforme costituzionali,ma poi ha detto che voterà si.....PESSIMO !!

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  2. Una qualche coerenza gliela si deve concedere come anche una dignità che nel PD è abbastanza difficile da trovare negli ultimi tempi...non concordo col suo dare dei populisti a chi voterebbe no al referendum..c'è qualcuno...anche molti se è per questo che votano no perché queste riforme sono pessime...approvo il suo no all'italico. ..e se è vero ciò che afferma sul poco che si sta facendo per la gente...lo dica chiaro e voti no al referendum...questo sarebbe un gesto fermo e preciso...senza dorature di partito.

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  4. Bersani è una persona che suscita istintiva simpatia, si fa ascoltare per la sua chiarezza di linguaggio e non ha i modi sgraziati e ruvidi di Renzi. A sentirlo parlare, a volte, appare più antirenziano di Salvini. Detto questo, anche Bersani va purtroppo iscritto tra gli oppositori interni al PD che non si spingono mai oltre le dichiarazioni verbali. E' di quelli che quando li ascolti sembrano alla vigilia di una scissione ma, alla fine, i comportamenti non sono mai conseguenti e quando c'è da votare si riallineano immediatamente dimenticando le polemiche fatte fino al giorno prima. Siamo ormai abituati a questi ruggiti del coniglio che alla fine fanno il gioco di Renzi che si diverte con loro, come il gatto con il topo. La verità è che questi personaggi non hanno il coraggio della coerenza tra le cose che dicono e le cose che fanno. Mi dispiace perché Bersani è un politico intelligente, un democratico autentico. Purtroppo in un contesto così deprimente in cui si trova la politica italiana anche Bersani tiene famiglia.

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    1. Domenico Biondo6 maggio 2016 08:29

      Signor Alesi.
      Riferito a Bersani; Come fa a coniugare quanto da lei scritto: a) abituati al ruggito di coniglio di personaggi senza coerenza tra le cose che dicono e le cose che fanno.
      b) ma Bersani e' un politico intelligente, un democratico autentico. Si decida: Bersani.....quanto meno e' un inetto, un pavido, politicamente parlando.

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    2. Punto a) si può fare la voce grossa e non essere coerente al tempo stesso. Alzare i toni ed essere coerenti non sono concetti equivalenti. E' come dire bello ma cattivo. Perché mai non dovrebbero essere coniugabili questi due comportamenti? Punto b) L'intelligenza e l'essere democratico non contraddicono quello che ho detto su Bersani. Il concetto di democrazia non ha nulla a che fare con i difetti che ho segnalato sulla minoranza PD. Democrazia attiene al luogo delle decisioni. Su cosa dovrei decidermi?...

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    3. Maurizio, sinceramente mi stupisco dei termini usati nei confronti dell'on. Bersani, uomo che della coerenza ne ha fatto una bandiera. Avendo avuto una 30ennale esperienza politica, di quest’uomo condivido la frenetica ricerca del confronto e del dialogo. Lui confidava in un "cambiamento" di rotta dopo la disastrosa politica berlusconiana, fatta di scandali, di immoralità, di leggi ad personam, e di un totale sfascio economico prossimo al default di Giulio Tremonti. Lui era convinto, in presenza di una grande forza politica espressa dal movimento 5S, in una sorta di radicale metamorfosi, senza però riuscirci. Attualmente nessuno è in grado di poter affermare a priori che quel "cambiamento" sarebbe stato un fallimento, se non attraverso una sua personale presunzione. Ribadisco ancora una volta, che con il partito di Bersani, non ho alcuna appartenenza, ma se devo esprimermi sul blog del direttore Gattuso ho il dovere di essere al di sopra di ogni simpatia politica. Bersani aveva posto tutta la sua fiducia, nella nuova forza nascente grillina, ma come dimostrò quell'incontro in diretta, fu sbeffeggiato e ridicolizzato, in particolare, dalla signora Lombardi. Da uomo serio e responsabile, preferì rimettere il mandato nelle mani del presidente della repubblica. Caro Maurizio, dove noti l'uomo coniglio e la sua base di vigliaccheria politica? Lui è convinto, come lo sono io, che non è possibile fare politica costruttiva, escludendo tutti gli altri ed ogni altra espressione di pensiero.

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    4. Caro Franco forse nella foga di difendere Bersani hai letto un po’ di corsa il mio commento. Io non ho mai detto che Bersani è un coniglio ma ho parlato “del ruggito del coniglio” intendendo, con questa plastica espressione, l’atteggiamento di colui che vuole mostrare determinazione, non avendo il coraggio di far seguire comportarsi conseguenti. Se tu ritieni di poter smentire questa realtà sono pronto ad ascoltarti. Bersani, del quale ho già espresso il mio apprezzamento per la sua intelligenza politica, per il suo essere convintamente democratico, non ha mai votato contro un provvedimento del governo, pur avendolo contestato apertamente sui giornali e in televisione. E’ questo, caro Franco, il ruggito del coniglio. E’ il ruggito apparentemente minaccioso che non spaventa nessuno perché proviene da un leone che non morde mai. Questo è purtroppo l’atteggiamento di tanti cosiddetti oppositori renziani alla Cuperlo. Sempre contro, ma sempre sugli attenti quando devono votare. Per fare un esempio recente, Bersani ha votato le riforme Boschi-Verdini delle quali ha parlato malissimo a “di Martedì” tre giorni fa. Ha detto che voterà si al referendum su una legge che non lo convince e che Renzi sta enfatizzando a dismisura. Così come ha votato tutte le Finanziarie di cui ha contestato il basso profilo e l’inadeguatezza, così come ha votato la legge Forneri e tutto il resto. Allora, caro Franco, al di là della simpatia e della serietà di Bersani, se questo è il concreto agire di un uomo politico dove ho sbagliato la mia analisi? E sul famoso incontro con i grillini dobbiamo ancora una volta ricordare come sono andate le cose? Bersani, incaricato di formare un governo, voleva portare a casa il sostegno dei 5Stelle facendogli digerire un programma e una squadra di governo preconfezionata, senza avere concordato con loro un solo rigo e l’indicazione di un nome. Questi sono i fatti caro Franco per quanto possano dispiacere. Se Bersani avesse davvero voluto condividere un percorso comune con i grillini avrebbero scritto insieme a loro il programma e concordato il consiglio dei ministri. Non è mai avvenuto che si appoggi un governo che si sente estraneo. Era solo un modo per trascinare i 5Stelle in un’avventura della quale avrebbero portato la responsabilità politica, senza alcuna partecipazione diretta. E questo, per quanto inesperti, i grillini lo hanno capito.

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    5. Maurizio, amico mio, in politica ho tenuta la fretta sempre lontana dalle mie analisi politiche ed anche nelle decisioni, figuriamoci se dovessi usarla per difendere Bersani, persona a me simpatica ma non certamente di idee sovrapponibili alle mie. Sono abituato, come opinionista di diversi giornali locali, a mettere sempre da parte le mie appartenenze politiche, in quanto ritengo la politica un’arte, non una filosofia di lucido raziocinio, in cui far emergere prepotentemente il mio modo di pensare e di interpetrare ogni fenomeno che mi colpisce. Caro Maurizio, proprio perché ripudio a priori la fretta, considero l’importanza del dialogo ed il confronto con gli altri un sistema costruttivo per poterne uscire fuori in momenti di oscurantismo politico. Se rammenti su questo campo con te, ne abbiamo discusso spesso, quando affermavo con convinzione, l’importanza di un dialogo più serio e costruttivo tra il PD ed il M5S. Bene, io ero tra quelli che avrei visto con favore un impegno diretto del nuovo movimento, avremmo visto da subito le capacità operative di questa nuova generazione. Volendo giocare a “carte scoperte” ti confesso che sono ansioso di vedere al governo i grillini, iniziando dalla capitale, ma le mie simpatie devono restare fuori da quelle che considero riflessioni politiche. Ho fatto l’amministratore per 29 anni ma la mia preoccupazione maggiore è stata quella di capire coloro che la pensavano diversamente da me o addirittura diametralmente opposto. Io sono contro, come spesso leggo su questo blog da parte di qualcuno, ad ogni sorta di insulti verso i politici, quando viene ad essere lesa la dignità della persona. Tutti ricordiamo quel sorriso ironico della Lombardi con il quale sbeffeggiò Bersani. Secondo me non ebbe un comportamento decente, anzi mostrò di non avere alcuna cognizione del ruolo che in quel momento stava svolgendo, cioè un compito di enorme rilievo politico-istituzionale, come dimostrò il suo collega Crimi. Leggo spesso commenti fatti con estrema superficialità e totale mancanza di conoscenza dell’argomento discusso. Non vuole essere, come si dice, una “sviolinata” nei tuoi confronti, caro Maurizio, ma con te dialogo volentieri, sforzandomi di mettere a nudo il mio pensiero ed il mio senso di concepire la politica.

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    6. Franco ti ho sempre stimato e ti ritengo uno dei commentatori più signorili, oltre che informato e documentato. Anch'io mi alimento di confronto e di scambi di opinione, convinto come sono che solo gli stupidi non cambiano idea. Fatta questa premessa e dopo aver ribadito che non voglio vestire i panni del difensore d'ufficio dei grillini, trovo anch'io che l'atteggiamento dei due rappresentanti dei 5Stelle in quella occasione è stato deprecabile e poco costruttivo. Tuttavia rimane il limite di Bersani ricordato prima. Lui, da politico navigato avrebbe dovuto sapere come porsi di fronte a quella straripante e incontenibile energia rivoluzionaria. Con quale coraggio si poteva proporre una collaborazione con i 5Stelle senza rinunciare a una buona parte del proprio programma? Era pensabile che i grillini si potessero inciuciare col PD senza portare a casa nessun vantaggio politico, andando incontro a una sicura estinzione? Sono certo che su questo punto non intenderai darmi torto.

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  5. Bersani: ovvero, il signor vorrei ma non posso,quello che fa la storia con i se e con i ma. Bersani è un politico semplicemente inconcludente.

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  6. Michele Maniscalco6 maggio 2016 07:09

    Secondo me, fanno bene quelli della minoranza interna del PD, Bersani per primo a non fare una scissione. Questa farebbe il gioco di Renzi senza risolvere il problema di una sinistra consistente ed alternativa. Se Renzi perdesse il referendum di ottobre si riaprirebbero i giochi all'interno de PD con buone probabilità di un ritorno al Centrosinistra col grosso dell'attuale PD.

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    1. Bersani non deve fare necessariamente la scissione, nessuno gli lo chiede. Quello che non gli si perdona è l'incoerenza dei comportamenti rispetto alla sua pretesa di contestare le scelte della maggioranza. Non assume mai decisioni nette e, soprattutto, concrete

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    2. Franco Gentile6 maggio 2016 08:37

      Caro Sig. Maniscalco Lei è un uomo, come me del resto, che vive di speranze.......ma forse sarebbe bene che guardassimo avanti con un po' meno di fiducia..se il PD si è ridotto a questo stadio non è certo tutta colpa di Bersani ma forse anche da parte sua un po' più di coraggio non avrebbe fatto difetto.

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  7. Bersani da politico esperto utilizza la retorica per accattivarsi le simpatie degli italiani, peccato che stia in un partito ove ogni giorno arrestatano un componente. Riconosco la sua compostezza e la responsabilità che lo ha portato alle dimissioni anche se vi invito a ricordare che da 30 anni lo manteniamo noi e mai un gesto di responsabilità economica verso gli italiani, restituendo parte dei suoi compensi. Trovi il coraggio di fare scelte sensate per il popolo e dopodiché condanni il suo partito che recluta e candida persone che successivamente risulteranno essere condannati.

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  8. Ottima persona. Poteva essere un ottimo presidente del consiglio ma gli stolti grillini lo hanno fatto fuori rovinandogli la reputazione e facendogli perdere la sua dignità. In quanto alle sue analisi politiche mi sembra che ci sia molto del vecchio PCI.

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    2. Non è assolutamente vero che Bersani abbia perso la dignità per colpa dei "grillini". Bersani è stato pugnalato alle spalle degli "amici" del PD.
      Tutto è veramente cominciato quando sono state fatte cadere, proprio ad opera dei "Piddini Renziani", le candidature alla Presidenza della Repubblica indicate da Bersani. Superate quelle è venuta fuori, guarda caso, la proposta di Berlusconi perché venisse prorogato il mandato di Napolitano ( cosa mai avvenuta e neppure prevista dalla Costituzione) comunque avvenuto il colpaccio Napolitano ha manovrato per portare Renzi alla guida del Governo e c'è riuscito con l'appoggio palesamente reale di Berlusconi e c. Ed è subentrato il "patto del Nazareno"Questa è la "STORIA" il resto è solo mistificazione servile e che non aiuta certamente il PD ma anzi ne degrada lo status storico, politico ed etico. Cerchiamo, riuscendoci, una volta per tutte di dire la verità, quella reale non quella fantasiosa.

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    3. Condivido il pensiero e l'analisi di Franco gentile, sempre cortese ma lucido e puntuale.

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    4. Condivido in toto l'analisi fatta da Franco Gentile, come sempre oggettiva e seria. Certamente che ha voluto colpire la sua dignità politica, è stata quella frangia opportunista e sfascista del PD che ha sempre operato nell'ombra, creando situazioni ingovernabili.

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  9. Domenico Biondo6 maggio 2016 08:16

    Sintesi perfetta del momento di pazzia che stiamo vivendo. Lo testimonia il Bersani ( a Ballarò ) : ride, fino alle lacrime, alla comicità di Crozza, che accusa, deride, colpevolizza e " sfotte" , il Bersani stesso, le sue azioni e l'incapacità a sostenere una qualsivoglia posizione politica e non. E lui..... ride, come solo un'incosciente,. un 'imbecille può fare.

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    2. Andate a riguardare Crozza che sfotte Bersani. Vi accorgerete immediatamente della falsità del sorriso (recitato ad arte solo per dimostrare che accetta l'ironia). La falsità si recepisce subito guardando come il suo falso sorriso si interrompe di colpo passando ad un espressione seria e anche molto tirata. Normalmente, quando il sorriso è genuino, si interrompe molto gradualmente e in modo sfumato. Osservate la faccia di Bersani (ma il trucco è adottato da moltissimi altri che capitano sotto il tiro di Crozza), e ve ne renderete conto.

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    3. Maurizio...scusami, lascia che Crozza faccia ridere gli italiani che ne hanno tanto bisogno. Dovremmo addirittura farci una cultura di “Semiotica” la disciplina dei segni: "aliquid stat pro aliquo" (qualcosa che rinvia a qualcos’altro).

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    4. Infatti gli italiani ridono, eccome. Sono i politici che nascondono il loro imbarazzo con finte risate.

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  10. Cettina Alongi6 maggio 2016 08:35

    Bersani? Di certo uno dei migliori di questo manipolo di renziani verdiniani lecchini che hanno in tre anni trasformato il nostro partito in un comitato di affari vero e proprio, con tutte queste donnine in TV a strombazzare il verbo del capo e nessuna vera idea propria! La vita del partito è ormai trasferita nelle trasmissioni nelle quali ogni deputato ha un tema e non un ruolo da svolgere perché il ruolo è sempre quello di difendere le supercazzate di Renzi che ha fatto una riforma per legalizzare la dittatura! Bersani sembra sopra le righe ma doveva da subito, dallo stesso giorno della sua emarginazione semplicemente votare no a tutte le porcate! La minoranza si manifesta con il voto e io lo so bene perché ne dono stata vittima. Ma in politica devi essere leale almeno dove puoi, il voto è tuo e se non condividi esprimi il dissenso nella sede idonea!
    Per quanto riguarda il referendum io voterò contro e sto spendendo le mie forze in tal senso,perché sono populista a favore del popolo quel popolo costretto a digerire, per esempio, la truffa gravissima perpetrata da Renzi con i suoi collaboratori per salvare banca Etruria, una banca che per anni serviva a distribuire soldi a destra e a manca senza alcuna garanzia per favorire l'ascesa di Renzi e ovviamente il provvedimento osceno è stato fatto per salvare il padre della sua bella che stava ai vertici,senza pensare alle famiglie che hanno perso senza alcuna colpa i loro faticosi risparmi!
    Che dire poi dei voicher per lavoro? Dei tagli alla sanità, del l'avere incluso nel calcolo del l'isee anche le pensioni d'invalidità come reddito, del non aver abolito la prescrizione, non proseguo per pietà perché la gente disonesta in me provoca rabbia, la gente ignorante pena!

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  11. Non si esce dal PD e si lotta internamente fino alla defenestrazione dell'infiltrato nazzareniano Renzi. Io, come ho già detto e ribadito, ho accolto favorevolmente la volontà renziana di cambiamento e di riforme; ma la sua mente contorta ha fatto nascere riforme con meccanismi contorti e raffazzonati. Bersani è un signore ma oggi la politica ha bisogno di un totale cambiamento e di armi improprie per i vecchi politici come lui, atte ad abbattere un sistema che è difficilissimo scardinare ed eliminare. Quello che oggi chiamano populismo è voglia di vera Democrazia e volontà popolare; quella che chiamano anti politica è vera politica rivoluzionaria ed anti sistema.

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    1. Carmelo Sofia6 maggio 2016 17:34

      Bersani è un signore ma oggi la politica ha bisogno di un totale cambiamento come dici tu...Renzi ha cercato di andare oltre. ..ma abbiamo visto che alla fine si è dovuto fermare di fronte a certi poteri forti per non contrastare più del dovuto anche all'interno dello stesso PD . Credo che bisogna appoggiare una politica così forte ...si tratta di un cambiamento epocale con tutti i rischi che ne seguiranno....Non si esce da un pantano se non infangati.Vorrei ricordare a tutti gli scettici che il parlamento non sta lavorando per leggi ad personam. ..ma per cercare di migliorare il nostro sistema ...ultima per ricordare L'' eliminazione di un Senato con 315 senatori con stipendi e vitalizi pagati dal popolo Italiano .

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  12. Il chirichetto di Bettola non se la sente di “tradire” la sua chiesa; dunque una botta al cerchio e una alla botte...
    Renzi rappresente per lui il movimento, dopo il lungo periodo di letargo della politica italiana; l'uomo del fare, e proprio per questo Bersani lo appoggia.
    Il fatto è che il suo delfino fa pasticci e lui da il buon papà si limita ad alzare la voce, rimprovera, promette scapaccioni, senza mai però muovere foglia, senza incidere in qualche modo; e alla fine lascia passare tutto.
    Lamentarsi, prefigurare orizzonti oscuri serve davvero a poco; né serve a molto difendere populisti e pentastellati se poi...
    Che farà al referendum? Dopo rimbrotti e borbottamenti voterà un bel sì!
    Per Bersani c'è sempre un dopo per “rimediare” a ciò che è ormai accaduto, sempre un voler vedere prima che succede, per...
    Ma quello che succede è già successo ed è difficile rimediare, anche perché intanto il suo puledro continua a scalpitare, scalcia e corre all'impazzata; difficile frenarlo, dunque dopo non resta che piangere sul latte versato, altro che rimediare!
    Ogni volta la stessa cosa!
    Caro vecchio Bersi, non si può desiderare ciò che si lascia andare via, e vivere di illusioni.
    La fedeltà non sempre è ben riposta e cambiare rotta quando le cose precipitano non è tradire!
    Fare il padre nobile indulgente e comprensivo può essere molto più dasannoso che dare un bel calcio al figlio che se lo merita!
    Qui sta passando tutto, la corruzione fa parte del sistema, gli inquisiti in maggioranza sono tutti del PD!
    E tu che fai?
    Resti lì a dondolare il turribolo a spargere incenso per purificare l'aria?!
    Caro compagno, qui bisogna spalancare porte e finestre per ripulire questa chiesa di pretucoli eretici e corrotti: facce toste imperturbabili, senza pudore, sempre a dire “abbiamo fiducia nella giustizia”!
    E già...in attesa di indulti e archiviazioni!

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  13. Ho tanto affetto per Bersani, persona schietta e onesta, ma non sempre lucida e concludente nelle sue analisi.

    Non espressi un giudizio positivo sulle lenzuolate perché in esse vedevo il tarlo di una politica che non sa liberarsi da vecchie incrostazioni.
    Allora, criticai alcune sue scelte e, oggi, riconfermo le mie critiche.

    Rievoco qualche esempio perché si possa comprendere di cosa scrivo.

    L’abolizione del costo di ricarica
    Scelta molto popolare, ma culturalmente sbagliata. Non c’era motivo di ricorrere allo strumento del Decreto per misure urgenti sulla concorrenza. Tutti gli operatori applicavano quel costo. Abolirla non serviva a favorire la concorrenza, ma a solleticare gli umori populisti: nessun partito avrebbe bocciato quella misura accollandosene l’impopolarità. Il costo di ricarica serviva ai piccoli operatori per assorbire i costi fissi di sistema, in mancanza di una massa critica di clienti. Danno per i piccoli e favore per i grandi. Quale concorrenza? Questi errori suscitano perplessità in chi è attento alla libertà di mercato: spacciare il populismo per liberalizzazione non piace a un liberale e a chiunque sia attento alle decisioni pubbliche, aldilà che ne abbia o meno un vantaggio.

    Modifica delle detrazione per le ristrutturazioni
    Nel 2006, il ministro Bersani modificò il regime delle detrazioni sulle ristrutturazioni con effetto immediato su esercizio e ristrutturazioni in corso. Non si cambiano le regole del gioco a partita iniziata. Chi aveva avviato una ristrutturazione si ritrovò con benefici diversi da quelli inizialmente quantificati perché cambiavano aliquote di detrazioni e criteri di calcolo del tetto massimo. Così si alimenta la sfiducia in una vasta platea di cittadini.

    Questi sono segnali di una cultura zoppicante e vecchia sul piano liberale, della trasparenza e dello stato di diritto. Quella cultura accomodante che, utilizzando le pieghe del sistema, vivacchia strizzando l’occhio a chiunque sia portatore di voti o di interessi utili alla causa.

    In questa fase nasce il PD; un tormento continuo perché le anime del PD non hanno mai affrontato le questioni scottanti per definire un progetto comune di governo. Ricordate? E’ il periodo dei PACS… un delirio! Non sono stati definiti progetti comuni su: informazione, giustizia, scuola… Tutto affidato a un elenco generico di propositi senza definire il come, in che tempi, con quali mezzi e soprattutto perché.

    Il risultato è un partito di apparato sempre più sganciato dalla realtà. Nel 2006 vinsero le elezioni di stretta misura, ma non abolirono i finanziamenti alla scuola paritaria e il porcellum, due punti della propaganda elettorale. Non si dica che non avevano i numeri, perché questi erano obiettivi da imporre alla coalizione, a qualsiasi costo.

    Si arriva così alla pessima gestione della crisi di governo del 2008. Prodi ha avuto il merito, unico presidente del consiglio, di parlamentarizzare la crisi. Incassò la sfiducia in Senato e la fiducia alla Camera. Prodi e il PD avrebbero dovuto battersi con Napolitano per lo scioglimento del solo Senato, come previsto dalla Costituzione.
    Gli italiani avrebbero valutato se rafforzare il centrosinistra o meno. Nella prima ipotesi la maggioranza sarebbe stata ottenuta, nella seconda avremmo avuto una maggioranza diversa al Senato e allora sarebbe nata una nuova maggioranza con l’obiettivo di creare tra le forze politiche, come predicava Napolitano, la reciproca legittimazione per realizzare le riforme; esattamente quel che avvenne nel 2013, dopo aver disperso 5 anni.

    Eccoci al 2013 e alla pessima campagna elettorale di Bersani e Vendola: tenere aperta la porta a Monti che si candidava insieme a Casini e Fini. Dissi a Bersani che questa sciagurata scelta l’avrebbe pagata con la perdita delle elezioni; chiesi a Bersani e Vendola se volevano vincere o volevano coglionarci…

    Tanto affetto, ma se in politica non hai lucidità e capacità di analisi… potrà essere utile a te fare politica, ma non al Paese.

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  14. Salvatore Di Salvo6 maggio 2016 17:37

    Quelle risate alle "sferzate" di Crozza dicono tutto di questo ometto, sarà pure onesto, non ne dubito, ma la "dignità politica" latita!

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  15. MARISA BIGNARDELLI6 maggio 2016 18:39

    L’articolo è calzante e incalzante!Ho visto anch’io l’intervista a Bersani.Pur apprezzandolo, mi è sembrato l’uomo del dico e non dico; voto NO ma………. allora voto Si. Insomma ho visto tanta dietrologia, poco chiaramente espressa. Bersani non ama Renzi e quel che ha fatto e continua a fare, ama il PD ma non dissente e vota come vuole il rottamatore della classe politica che fu.Dov’è finito l’uomo progressista?Napolitano mi lascia a bocca aperta. L’Emerito ex presidente, interviene e ci indica la strada. Accettare, senza pensarci nemmeno le riforme costituzionali. Altro stile Mattarella, un po’ letargico, ma più signorile non impone e non entra nel merito delle scelte. Renzi chiama cambiamento lo stravolgimento. Per me, cambiamento è tutto ciò che contrasta una politica becera, che frappone i propri interessi a quelli reali dei cittadini, fatta di migrazioni all'interno dei partiti e discutibili unioni. Una politica che tratta gli italiani da stupidi obbedienti. Renzi farà il a porta a porta per convincerci e come, dice Ficarra, sto mettendo l’allarme alla porta. Trasformato il referendum costituzionale in una minaccia di lasciarci soli e derelitti Io vedo una grande fifa che ha un nome M5S. Mafia,inciuci,corruzione tutto va bene ,ma i grillini NOOOOOOOOOO!

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  16. Renzi : "Dopo 63 Governi .... finalmente SI CAMBIA !!!" ...quindi , i precedenti "tutti coglioni" , Bersani incluso ..... i Lancillotto possono evitare di fare tutte questi commenti dotti , che servono solo al " Guarda come sono bravo !!!!" ... Zaratustra ha parlato ....

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  18. Bersani è fondamentalmente una brava persona che crede nei valori di una sinistra, che però il signor Renzi, gli ha sottratto dalle mani e trasformata in un partito di centro che strizza l'occhio a destra. Ma lui è troppo affezionato al simbolo per abbandonarlo, lui crede ancora che ci possa essere spazio per un ritorno a sinistra del partito ed aspetta la caduta di Renzi. Intanto fa buon viso a cattivo gioco, mentre le sue battute, come scrive Maurizio Alesi, assomigliano sempre più ai ruggiti del coniglio. Troppo calcolatore e pavido per scontrarsi apertamente con chi lo ha messo all'angolo. Ma tutto sommato mi è simpatico, e mi dispiace che molti sostenitori del Pd, abbagliati dal venditore di sogni senza costrutto fiorentino, non gli riconoscano il merito di essere rimasto uno dei pochi ancora di sinistra nel partito. Ha avuto però il demerito, come lui stesso ha poi successivamente ammesso, di non aver compreso che il M5S, che aveva ottenuto il 25% del consensi, poteva essere una risorsa e non una forza, alla quale chiedere semplicemente i voti per la fiducia, senza offrire alcuna contropartita di governo. Un autogol fatale per lui.

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  19. Bersani..... ritengo, averlo votato il mio più grande errore, lo credevo un UOMO, mi sono resa conto è solo un povero uomo che teme di perdere la poltrona..... Chissà come mi era sembrato fosse uno tosto.... Grazie a lui, ci ritroviamo messi con il Rignanese, Lui volle le primarie aperte a tutti, mi chiedo se ha fatto il suo gioco in modo inconsapevole o sapendo che sarebbe finita così......

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  20. Leggo, con interesse, l'articolo proposto e i relativi commenti che rappresentano un approfondimento anche se esprimono pareri opposti a quello mio. Non riesco a capire il gusto che provano quelli che con vere e proprie zampate vergano giudici che non hanno nulla di civile. Entrando nel vivo del mio commento dico subito che ho una grande stima per Bersani. Lo ritengo un vero signore. Dopo il fallimento della sua politica si è messo da parte, non è da tutti. E' inutile rivangare le cause del suo fallimento e le persone che hanno remato contro, dico semplicemente che con Bersani presidente del Consiglio avremmo scritto un'altra storia. Il Bersani di oggi ha una sola aspirazione: salvare il PD dalla catastrofe che sta provocando il ciclone Renzi. La sua volontà di rimanere nel PD, che ritiene la sua casa, non è debolezza ma un atto di coraggiosa coerenza. Le cronache di questi giorni che ci informano di continui arresti di personalità del PD, episodi deprecabili, non devono far dimenticare che ci sono tante persone oneste che continuano ad avere il consenso di tanta gente alla quale sta a cuore la sorte di questo partito e, Bersani per loro rappresenta un punto di riferimento. Questa considerazione è valida per tutte le forze politiche. Molti di quelli che criticano la politica del PD hanno contribuito all'esaltazione di Renzi con il consenso elettorale alle europee. Quel consenso, da Renzi, è stato interpretato come una investitura al suo modo disinvolto di governare che lo ha spinto a pretendere la modifica della Costituzione. Quanto accaduto non è sola colpa del governo ma di tutte quelle forze politiche che avrebbero dovuto esaltare ciò che univa e non praticare lo sport della divisione con la scusa di rivendicare la propria diversità. Chiudo con una considerazione: un eventuale voto negativo, auspicabile, al referendum di ottobre ci dovrebbe portare a nuove elezioni. La legge elettorale dovrà essere integrata dal metodo di elezione per il Senato. Se dalle urne usciranno due diverse maggioranze, per la formazione del futuro governo, si cercheranno convergenze o si continuerà con la contrapposizione? La contrapposizione a chi gioverà? Per il Paese continuerà ad essere fonte di disastri! Fin da ora un richiamo alla moderazione finalizzato a creare un fronte comune per liberare le istituzioni e la società dalla criminalità.

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  21. Rosario Arcidiacono16 maggio 2016 12:50

    Bersani, persona buona ma incapace, non si è accorto che Renzi, mentre fingeva di appoggiarlo alle elezioni politiche del 2013, lo logorava ai fianchi e con la carica dei cento preparava, more solito, la pugnalata alle spalle. E se allora cadde sotto i colpi del tradimento renziano, ancora oggi, con la scusa di difendere la ditta, voterà Sì al referendum, destinandosi ad essere completamente radiato dal Parlamento e costretto a vedere la fine di quel PD che ormai esiste solo nei suoi sogni, mentre si ostina ancora a credere che il partito sia quello da lui sognato e non la creatura ibrida quale lo hanno trasformato gente come Renzi, Verdini, Antonio Romano e vari personaggi transfughi dalle barche in avaria come topi che fuggono per salvarsi dal naufragio

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