venerdì 5 febbraio 2016

Giornali, TV, Radio. Armi di distrazione di masse...


Italia 73esima libertà stampadi Gisa Siniscalchi - Quanto di ciò che accade, riportato dai media, è funzionale a distrarre dalla realtà, cosa sappiamo davvero di quello che succede nei palazzi del potere?
È una domanda che mi circola in testa da sempre, a maggior ragione ora, un tempo nel quale il trasformismo è diventato un modo di essere.
Cartina completa libertà di stampa.pngIl mio ideale di informazione libera viene ogni giorno violato, quasi massacrato dal modo con cui si lavora nei media, specie nel nostro Paese. Secondo Reporter senza Frontiere (organizzazione non governativa a difesa della libertà di stampa) siamo al 73° posto per la libertà di stampa (clicca per il dettaglio Italia). La Namibia, il Senegal, la Mongolia, fanno meglio di noi. (clicca per visualizzare la mappa del mondo e la classifica 2015)
Cartina libertà di stampa.pngIl “giornalista” deve riportare le notizie fedelmente, certamente può avere un suo stile, una sua visione di ciò che scrive, sa dare il suo personale contributo ma senza stravolgere i fatti, questo è stampa libera.
Purtroppo non è sempre così, spesso non è così. Molti giornalisti sono di parte, legati ai partiti, spesso, addirittura, militanti e dipendenti dai partiti. Le opinioni politiche, è giusto, ognuno le può avere e deve poterle esprimere, ma il vero cronista non deve farsene fagocitare.
C'è da pensare che le notizie riportate sui giornali e dalla televisione siano sistematicamente opera di scelte opportunamente studiate a tavolino; perchè in un dato momento si parla di un fatto che era quasi ignorato prima?
Si ha come l'impressione che ci diano notizie in determinati momenti, vuoi per mandare messaggi a volte rassicuranti, a volte nel verso contrario, spesso per  mantenere una sorta di status quo, o per innescare paure, mentre si esaltano le azioni dei potenti o dei politici di turno.
loghi-tg-nazionaliAncora più pervasive e “pericolose” sono le notizie via etere che entrano in tutte le case, a differenza del cartaceo che non tutti leggono. Notizie diffuse e sistemate nei posti e nei momenti giusti, si direbbe ben pilotate… perchè questo, se non per esercitare il controllo?
I media, di qualunque genere, hanno proprietari economicamente potenti, schierati politicamente, capaci di controllare come e quando dare certe notizie, di allarmare o tranquillizzare le popolazioni, e determinare cambiamenti utilitaristici. Un esempio semplicissimo, le Borse sono fortemente sensibili alle informazioni, magari un giorno c'è bisogno che il prezzo del greggio cali, gli speculatori lo sanno e agiscono di conseguenza. E no, non è la trama di un film, è realtà.
I politici sono complementari a queste azioni chiamiamole di posizionamento, prendiamo la Rai. Le scelte per la guida delle testate giornalistiche e delle reti sono appannaggio dei partiti, mentre da ogni parte si parla di liberalizzazione e di autonomia. Purtroppo ancora c'è sempre qualche partito che cerca di ottenere posizioni di comando e in genere ci riesce il partito più forte.
Testate quotidianiPerchè? Perchè si deve convincere, imbonire, rassicurare e soprattutto controllare gli "elettori", le pecore del gregge che essi governano, e la cosa più grave è che le pecore seguono, credono, alcuni per davvero, altri perchè vogliono credere. È più semplice far fare agli altri, al pastore del momento, a chi da la sensazione di procedere verso un positivo cambiamento. Salvo poi lamentarsi delle promesse non mantenute.
Gli organi di informazione del “sistema”, fanno sapientemente la loro parte. Danno man forte per enfatizzare quando serve, o, invece, impaurendo allo scopo di influenzare e indirizzare le opinioni dei cittadini verso ciò che fa meno paura, la regola del meno peggio è sempre comoda e funzionale.
È intimidazione o no?
È essere al servizio del potere o no?
Media Signpost Showing Internet Television Newspapers Magazines And RadioAvviene dalla notte dei tempi, ma non per questo si deve accettare ad ogni costo. Vi sono, e meno male, giornali e giornalisti liberi, e ci sono altri modi per chi vuole informazioni serie. C'è il web, una rivoluzione e un mezzo potente e libero per chi vuole conoscere la verità. Internet ha dato la possibilità alle persone di spaziare nel mondo dell'informazione e della cultura, un'arma intelligente per contrastare le situazioni evidenziate. E non è un caso il colpevole ritardo dell'Italia nel rendere accessibile la cosiddetta banda larga per tutti. Sono anni che se ne parla ma c'è ancora molto da fare.
E poi ci siamo noi, PoliticaPrima e come noi tanti altri blog, che aprono ai cittadini la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni. Non vogliamo certo vestirci di abiti non nostri, non siamo giornalisti, siamo solo persone appassionate e soprattutto che amano il proprio Paese. Capaci di apprezzarne la bellezza, ma anche i problemi e le mancanze, e con la voglia di dirlo e, magari, proporre soluzioni.
Gisa Siniscalchi.jpg
Gisa Siniscalchi
Fusignano (RA)
05 Febbraio 2016
















57 commenti:

  1. Libertà di stampa, Italia giù al 73° posto: “Intimidazioni da criminalità e politica”



    Libertà di stampa, Italia giù al 73° posto: “Intimidazioni da criminalità e politica”
    Media & Regime



    Il nostro Paese perde 24 posizioni nell'annuale classifica mondiale di Reporter senza frontiere. Colpa delle violenze contro i cronisti, ma anche delle cause per diffamazione "ingiustificate" intentate soprattutto da "eletti". Le mafie italiane equiparate all'Isis. Ma nel 2014 la situazione è peggiorata "in tutti i continenti". Russia e Cina sempre più verso gli ultimi posti
    Che altro aggiungere? Una cosa: Fortuna esiste POLITCAPRIMA!!! grazie di esserci.

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  2. Brava Gisa, hai portato all’attenzione il problema dell’informazione che ho sempre ritenuto il condizionamento più forte e sublolo, in grado di condizionare le scelte di una società intera, almeno quella italiota, molto più vulnerabile e permeabile a tutto ciò che passa il convento dei cosiddetti giornaloni, in mano all’alta finanza, alla confindustria, alla Fiat a quanti li usano per fini propri e delle loro aziende. Questo è il conflitto d’interesse più macroscopico e pericoloso per tutti i cittadini. Giornali che campano con i finanziamenti pubblici, anche se hanno solo 4 lettori e sono giornali di partito. Altri legati ad attività economiche delle famiglie di ministri, presidenti di Consiglio, aziende finanziate dallo Stato. Come si può pretendere che un simile groviglio d’interessi legati al potere possa pubblicare notizie veritiere, soprattutto quando ledono il prestigio e il consenso dei loro padroni? Come fa il quotidiano la Stampa, per esempio, giornale di proprietà della Fiat, a dare notizie sgradite al premier se quest’ultimo gli passa i soldi e gli incentivi, poniamo, per la rottamazione delle auto? E i giornali di Berlusconi, possono mai essere veritieri se i loro giornalisti sono a libro paga del caimano? La verità è che in questa repubblica delle banane dovrebbe essere proibita la proprietà di organi di informazione quando si svolgono altre attività imprenditoriali. Nei Paesi civili del mondo l’informazione è solo in mano ai cosiddetti editori puri, che di mestiere si occupano solo di dare le notizie, mostrando irriverenza e indipendenza dal potere. Ma siamo in Italia, e per di più dell’era renziana.

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  3. Gisa Siniscalchi, afferma delle cose vere. Nel nostro paese abbiamo una informazione serva. O è serva del potere, o è serva dell'opposizione. Quello che fa rabbia è che, per esempio, per quanto riguarda l'informazione televisiva, oltre a ricevere un'informazione , come ben descritta da Giss, si è anche obbligati a pagare un abbonamento per riceverla. A questo proposito si può ben dire: "oltre il danno, la beffa".Ricordate quando il servo di Berlusconi, tal Minzolini, usava la tv, ed il suo ruolo di direttore del tg 1 per propinarci i suoi peana per il suo padrone? Tutti i direttori del tg 1, e degli altri tg, sono schierati, ma nessuno si è comportato come lui. Per quanto riguarda l'informazione in generale condivido quanti scritto dalla signora Siniscalchi.
    Aggiungo che anche in questo campo la ricchezza fa la differenza. Infatti, o i giornali sono sostenuti
    dall'editore , oppure dal partito di riferimento. Come può esserci un'informazione libera ed indipendente se le cose stanno così? E' per questi motivi che il nostro paese sta così in giù nella classifica citata.In ogni caso io non mi meraviglio più di tanto (a parte i casi minzolini) dell'informazione, così come viene data. Mi sta invece sullo stomaco che la maggior parte della gente non legga niente. Di più, che la gente legga, o ascolti solo ciò che si sente voler dire. Come si spiegherebbe altrimenti la lettura di giornali come libero, o il giornale? Sia chiaro che ciò vale anche per i giornali che "stanno" a sinistra, solo che, a parte il manifesto (sempre sull'orlo di chiudere definitivamente), altri giornali di sinistramente non ne conosco.

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  4. Mario Scamardo5 febbraio 2016 22:51

    Discernere sulla Libertà non è cosa da poco, ritenendo che esistono tanti concetti di Libertà quanti sono gli uomini sulla terra.
    (Tratto dal mio romanzo I SETTE GIORNI DELLA TRASGRESSIONE)
    [...Una sera, quando toccò nuovamente a Giulia disquisire su un nuovo argomento, la ragazza volle parlare della Libertà:
    – Nessuno può impedire ad una persona di amarne un’altra, nessuno può impedire ad un uomo di pensare, di fantasticare, di sognare.
    Un uomo si può imprigionarlo nelle segrete più oscure, incatenarlo, strappargli la lingua e gli occhi, seviziarlo, ma non si potrà mai imprigionare il suo pensiero! L’uomo è libero di pensare, libero di amare, libero di sognare e di fantasticare.
    I potenti di tutti i tempi hanno dichiarato di lottare per la libertà. Sempre ci rendiamo conto che essa non è altro che un simulacro; spesso una scatola vuota, un simbolo a immagine e somiglianza di chi ne parla, utilizzabile a seconda del contesto e degli umori della folla.
    Siamo qualunquisti al massimo quando diciamo che le lussuose vetrine piene di beni, i grandi magazzini intasati, un attimo di pornografia e i miraggi dei mass-media tengono buono il popolo, e tanto lo vediamo come trionfo della libertà? In tanti, nascondendosi dietro la libertà d’espressione, sono in grado di strappare i sentimenti più comuni e più sacri. In nome della libertà sono stati e vengono perpetuati genocidi, sono state combattute atroci guerre, si uccidono ancora oggi milioni di donne e bambini o si lasciano morire di stenti, di freddo, di sete, di terrore, di violenza, di insicurezza, tutto ciò per la libertà.
    Ogni giorno nuove crociate si organizzano sulla base della più nera intolleranza, talvolta malcelata e mai sopita. La libertà ha la capacità di dividere il genere umano in degni ed indegni, amici o nemici, santi e peccatori, come se la quasi totalità dei potenti fosse la depositaria di ogni verità rivelata. I grandi iniziati, i giusti, imitati maldestramente dai cattivi potenti, non si sono mai posto il problema di lottare chi sbaglia, ma l’errore, non la lotta contro il peccatore, ma contro il peccato, tutto ciò che è nemico dell’uomo e non contro l’uomo.
    Tutti parlano e vogliono la libertà ma nessuno ci ha mai insegnato cosa essa sia. Se ci capita di scegliere le persone, le caratteristiche di cui di solito ci curiamo sono relative alla casta, alla cultura, al potere, all’intelligenza, all’onestà, ma quando abbiamo cercato in esse la caratteristica della libertà? Mai, in quanto nessuno sa, con cognizione di causa, essa cosa sia. In realtà dentro di noi non siamo capaci di essere liberi realmente, perché dopo avere severamente interrogato la nostra coscienza, ci persuadiamo che la libertà è solo un termine, neppure un concetto preciso e che l’unico impedimento a che essa si materializzi siamo solamente noi. Sovente osiamo dire: “sarò libero di fare” ma libero nei confronti di chi, e libero di cosa?
    E’ certo, che non riusciamo a renderci liberi noi stessi dalla nostra parte negativa, da quella soma che ci impedisce di migliorarci, di pietire, di disperare, di desiderare, di illuderci, di tramare, di non essere veritieri verso noi stessi.
    E’ possibile mettere un punto fermo nella vita, accettandoci per quello che siamo, per essere dotti da dove partire o su cosa star fermi se lo vogliamo, su come costruire e da dove cominciare a migliorarci o, se proprio vogliamo, a perderci?

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Giuseppe Nonno bit Fazzina5 febbraio 2016 23:03

    L'Italia è al 73° posto per la libertà di stampa perchè gli Italiani sono per la maggior parte degli idioti

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    1. Caro Nonno, gli italiani sono sempre gli stessi. Ma non possiamo nemmeno esagerare. C'è purtroppo una larga fascia di cittadini che segue pedissequamente le "indicazioni" e nemmeno si pone il problema. A questi basta che "altri" si occupino del loro presente e del loro futuro.
      Ma c'è anche tanta gente, di più tra le nuove generazioni, che ha una visione diversa e vuole dare il proprio contributo. Speriamo bene.

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    2. Angelo Malach Leone Rubino5 febbraio 2016 23:15

      Giangiuseppe forse non siamo per la maggior parte idioti . Ma non possiamo negare che ci comportiamo da tali.

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    3. Nonno bit Fazzina, invece di insultare gli italiani perchè non ti limiti ad insultare chi ci governa e i giornalisti che lo servono, o in seconda ipotesi perchè non vai ad annacarti i tuoi nipoti? Cosa devono fare gli italiani per non essere idioti? Non comprare i giornali? Già lo fanno. Che cosa allora, andare con i forconi e infilzarli tutti? Ti prego nonno bit, dacci la ricetta per non essere idioti. Pendiamo dalle tue labbra. Ma nel frattempo ricordati che anche tu sei italiano e non mi risulta che tu abbia fatto qualcosa per non essere idiota. Almeno finora

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  7. Bene fa Gisa a porre il tema della libertà di stampa.

    Il primo presupposto della libertà di stampa è l'indipendenza e l'autonomia dal potere politico e dal potere economico-finanziario.
    Mai esistita questa caratteristica nel nostro sistema.
    Dalla RAI ai grandi gruppi editoriali sono tutti espressioni o dipendenti dal potere politico o dal potere economico-finanziario a sua volta collegato al potere politico.

    Altro aspetto da evidenziare è che compito del giornalista non è solo riportare le notizie secondo la vecchia regola di dividere i fatti dalle opinioni, ma è anche (e forse soprattutto) favorire la comprensione dei problemi attraverso l'analisi e l'approfondimento.
    Questo significa che il giornalista non dovrebbe essere un "reggi_microfono" ma dovrebbe incalzare l'intervistato perché le sue affermazioni siano sempre accompagnate da argomentazioni o addirittura stoppare l'intervistato quando dice evidenti falsità.
    Esempio.
    Fioroni ha affermato che la stepchlid adoption aumenta il rischio di ricorso all'utero in affitto. Nessuno ha chiesto come? in cosa consiste l'aggravamento del rischio?
    Dorina Bianchi ha affermato alla Gruber di essere sempre stata eletta dagli elettori che l'hanno scelta nel suo collegio elettorale.
    Falso.
    Dorina Bianchi è stata nel 2001 eletta in un collegio uninominale; gli elettori hanno scelto la coalizione che in quel collegio era rappresentata da lei. Cosa potevano fare gli elettori di cdx in quel collegio? O votavano lei o votavano per il "nemico". A parte questa situazione in cui c'è stato comunque un voto diretto al candidato, nelle successive elezioni nessuno ha votato Bianchi poiché gli elettori potevano solo votare un partito e nulla più. La Gruber si è un po' distratta o confonde il giornalismo con la cortesia salottiera?
    Così facendo il giornalismo diviene uno strumento di disinformazione di massa che facilita lo scivolamento verso la banalità e il pensiero fatto di slogan.

    Conquistata la libertà di pensiero, occorre un pensiero da esprimere.

    Altro punto fondamentale è il diritto di microfono: chi decide chi deve avere il microfono.
    In Italia abbiamo la teorizzazione della "non notiziabilità".

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  8. Quella di Gisa Siniscalchi, sulla generalità dell'informazione è condivisibile. Essere al 73° posto per liberà di stampa non ci fa onore. I colpevoli, ovvero quelli che ci fanno precipitare così in basso, sono tanti. I soggetti che, con diversi azioni, contribuiscono alla qualità dell'informazione sono i politici, i proprietari delle testate per i giornali, i dirigenti per le TV e Radio, i giornalisti e i cittadini. Lasciando da parte il ruolo censorio dei politici e gli interessi dei proprietari non dobbiamo sottovalutare la sottomissione di certi giornalisti, arroganti con i lettori e sottomessi ai padroni. I cittadini, quelli che lo fanno, leggono i giornali di parte che pur non essendo organi di partito scrivono ed informano a senso unico. Medesima situazione la si registra nella scelta dei telegiornali o radiogiornali. Questa situazione di non interesse ad essere informati sempre e correttamente non si presta ad una orgogliosa pretesa di vedere, nel nostro paese, la libertà di stampa ai primissimi posti. Il limite della carenza informativa la si registra nel confronto politico fra colleghi di lavoro, fra amici e avventori dei posti pubblici: tutti hanno ragione. Se l'esigenza della corretta informazione è sentita, non mancano i buoni giornali, i bravi giornalisti e la buona informazione radiotelevisiva. Quand'ero giovane mi divertivo a leggere i corsivi di Fortebraccio (Mario Melloni) su l'Unità e il controcorrente di Indro Montanelli su Il Giornale. Due avversari che si stimavano ma entrambi esemplari di una onesta informazione. Approfittiamo del blog PoliticaPrima dove, liberamente, possiamo esprimere le nostre opinioni e contribuire ad un corretto dibattito senza preconcetti.

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  9. Giuseppe Vullo6 febbraio 2016 06:21

    Gisa, va bene abbiamo appurato che anche l'informazione è manipolata dal potere. Che soluzione suggerisci...abbattere il potere ? Ci sono tanti motivi per abbattere il potere...ma il primo di tutti è il " capitalismo " ! Tutti sappiamo che il capitalista fotte sempre il prossimo ! Quindi anche l'informazione è funzionale al capitalismo. Non parliamo poi di ingiustizie quotidiane, disoccupazione, povertà, sicurezza, reddito minimo etc. Complimenti per il tuo impegno !

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    1. Caro Pino per la verità che l'informazione sia "sensibile" al potere non l'ha scoperto Gisa, che opportunamente ce lo ricorda, altrimenti non si spiegherebbe perché la Rai continua ad essere in mano alla politica che ancora si arroga il diritto di nominare i suoi vertici, decidere i direttori generali, il Cda. Questi, una volta nominati, si adeguano immediatamente al nuovo inquilino di palazzo Chigi, pronti a baciare la fatidica pantofola. L'Italia è l'unico Paese civile ad avere addirittura una Commissione parlamentare sulla Rai. Più controllo di così.

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    2. Caro Giuseppe, come bene dice Maurizio, non l'ho inventato io, ne ho solo parlato, e cosa si fa in questo blog se non parlare della realtà?
      Poi ognuno è libero di essere d'accordo o no, grazie per il tuo apprezzamento per il mio impegno, è vero, mi impegno molto, in termini di ricerca piuttosco che nello scrivere...ancora grazie.

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  10. Brava Gisa, per aver trattato un argomento tanto importante e determinante , quanto ignorato nel nostro paese. Ormai da anni l'asservimento dei media Tv, radio, giornali, riviste e persino di libri al "sistema", dietro il quale una attenta e programmata regia, determina di fatto, quali notizie e circostanze e vanno raccontate, il modo ed soprattutto con quale punto di vista vanno presentate al pubblico, fino a determinare studiate simpatie ed antipatie politiche, condizionamenti nel costume di vita ed instillate convinzioni in tutti noi, spesso anche a dispetto di verità più che evidenti.
    Purtroppo l'assunto del "c'è scritto sul giornale" e “se lo dice la tv allora è vero”, è ancora presente nella maggior parte dei cittadini anestesizzati nella loro capacità di discernimento e consegna ai mezzi di comunicazione una enorme fraudolenta capacità persuasiva . La solennità dei telegiornali delle sacre verità preconfezionate ad arte pro o contro, sono finalizzate a determinare certezze, quasi mai rispondenti ai fatti reali o come dice Gisa, a distrarre l’attenzione da fatti ben più eclatanti e pericolosi per il “sistema”.
    I talk show, in cui i gli invitati ed i fatti si confrontano, sono scelti e preordinati, per trasmettere il messaggio finale voluto dal conduttore, sempre pronto ad interrompere e sviare diplomaticamente gli argomenti scomodi, dell’oratore di turno, mentre i giornali delle penne intinte nella menzogna, coprono i restanti spazi vuoti del bombardamento mediatico quotidiano. Come giustificare altrimenti il non invidiabile traguardo del 73° posto al mondo nella libertà di informazione?
    Eppure, basterebbe solo riflettere su chi siano i veri proprietari “dell’informazione” e quali siano i propri interessi, anche foraggiati dai lauti finanziamenti con soldi pubblici o a suon di poltrone.
    E’ un dato di fatto e noto che la RAI sia da tempo interamente lottizzata dal maggiore partito politico italiano, dove se non hai la tessera del PD non fai neppure l’usciere e che Mediaset sia di proprietà di Silvio Berlusconi e quindi sostenitrice dei suoi unici interessi. La quasi totalità dell’informazione cartacea del paese, è invece detenuta due grandi gruppi editoriali. Da una parte il “Gruppo l’Espresso” di proprietà di De Benedetti, tessera numero uno del Pd e dall’altra quello del “Gruppo Mondadori “, sempre di proprietà di Berlusconi, che recentemente ha anche acquisito RCS libri. Mentre per il barlume di capacità di riflessione che rimane ancora sulla scomoda rete, si moltiplicano apertamente, gli appelli dei “soliti” detentori di verità, perché anche quella venga finalmente “controllata”.
    Ma basta tutto questo per costringere i cittadini ad una riflessione seria su ciò che condiziona non solo il loro diritto ad una vera informazione, ma anche i suoi costumi, orientamenti religiosi, sociali e condizioni di vita? Ad oggi sembra di no. Da tempo abbiamo smesso di riflettere in proprio ed abbiamo abdicato in favore dei media, che al nostro posto, pensano e decidono di cosa è meglio o peggio convincerci.

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  11. Domanda ai commentatori e all'autrice: come mai l'unico giornalista premiato all'estero proprio per la sua libertà di stampa, tale Travaglio, viene cosi' tanto contestato in Italia?

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    1. Scusa, contestato da chi? Da chi ha interesse a non divulgare notizie, con la N maiuscola. Quello che non riescono a contestare a Travaglio (unico direttore che no gode di finanziamenti pubblici)è la veridicità di ciò che pubblica.

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  12. Stefania Sardisco6 febbraio 2016 09:21

    Solo ieri ho visto un video dove zio It, ops scusate, Sallusti dichiarava di aver scritto un articolo su maria goretti Boschi e di aver subito dopo ricevuto una telefonata da renzi con insulti e minacce! e........se lo dice Sallusti che è un mezzo venduto...

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  13. L’Unità, peer esempio ha avuto pagati con soldi pubblici i 107 milioni di debiti della vecchia gestione. Chi pensa che questo giornale possa parlare male di chi lo foraggia?

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  14. Purtroppo non è sempre così, spesso non è così. Molti giornalisti sono di parte, legati ai partiti, spesso, addirittura, militanti e dipendenti dai partiti. Le opinioni politiche, è giusto, ognuno le può avere e deve poterle esprimere, ma il vero cronista non deve farsene fagocitare.
    sopra ho riportato un pezzo dell'articolo e mi chiedo : perché parla solo dei giornalisti legati ai partiti ? non gli risulta che gruppi di potere sono più pericolosi ? basta guardare al gruppo Espresso repubblica ; al fatto quotidiano ; ai giornali della galassia Berlusca , al corriere della sera e così via . allora di queali giornalisti parla ? a quelli di una volta che facevano inchieste ? oggi ve ne trova tracce ? o serve solo per dire che alcuni sono di parte e/o tutti sono di parte tranne io ? L'ipocrisia lasciamola a quelli del family day che ne sono maestre

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    1. Ne ho parlato, non facendo nomi,ma ne ho parlato, proprietari economicamente potenti e tutti sappiamo chi siano, in ultima analisi,è molto grave che la maggior parte delle testate siano in mano a pochi potenti, e non serve solo per dire ...tutti o quasi sono di parte tranne io...tranne io chi? E' semplicemente una disamina nel panorama italiano della stampa come la vedo io....grazie del commento.

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    2. Certo che mettere il Fatto Quotidiano accanto a Repubblica, e la galassia Berlusca, lo trovo quanto meno azzardato. Ma ha mai letto una volta il Fatto?

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    3. Non so se è a me che lo chiedi, io leggo il Fatto quotidianamente, leggo Internazionale e anche altro, cerco di leggere un pò di tutto, anche Repubblica, anche per vederne le differenze...basta per poter affermare di conoscere un pò il panorama giornalistico???

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    4. No Gisa, lo dico a Salvo Papa.

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    5. Ok...scusa se ho frainteso...grazie

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  15. Raffaella Schiavone6 febbraio 2016 09:58

    Brava Gisa, hai toccato un vero problema del nostro Paese,cosidetto democratico...Secondo me bisognerebbe iniziare a risolverlo,approvando una SERIA legge sul conflitto d'interesse...Chi fa l'editore non deve avere tessere di partito in tasca..Ma la vedo dura...Abbiamo i poltici piu' trasformisti e corrotti che io ricordi...Si spalleggiano e proteggono fra di loro,tenendo il mondo reale fuori...Facile disporre dei denari per orientare tv e giornali a loro favore...e cosi' ci mettono in trappola..Io mi sento soffocare !

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  16. Michele Maniscalco6 febbraio 2016 10:03

    Come prima cosa ancora una volta grazia a Gisa che con i suoi articoli chiari, attuali, e dettagliati, ci permette di potere commentare in questo blog da indipendenti. Bisogna pur dire che anche qui non sempre i commenti sono obbiettivi ed imparziali. La RAI è stata sempre portavoce dei vari governi che si sono succeduti dal dopo guerra ai nostri giorni. Negli anni'70 c'è stata la spartizione dei TG. TG 1 alla DC, TG2 ai PSI, TG 3 al PCI. Erano di parte anche loro, però si poteva ascoltare tre campane dal tono diverso. Stava a noi fare una sintesi. Poi si mischiate le carte e la differenza e diventata impercettibile. Ricordo quando Vespa, Direttore del TG 1 disse: "il mio editore di rifermento è la DC. Rimango del parere che la RAI fintantoché non sarà privatizzata rimarrà sempre il portavoce del governo di turno, anche quando i pentastellati saranno al governo. Attenzione anche la privatizzazione non darà certezza di imparzialità. I giornali sono privati, ma sono imparziali? Noi lettori abbiamo fatto morire tutti giornali di partito, chiusi per mancanza di lettori. Erano si di parte, ma attraverso la loro parzialità, molte volte si arrivava alla verità.

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  17. Grazie Michele per il tuo sempre puntuale apprezzamento, eh si hai ragione non vi è alcuna certezza, anche la liberalizzazione non è che dia diverse soluzioni,è difficile pensare a cosa è meglio, il mio oltre che un appello a fare meglio è un ideale che non esiste più o solo in minima parte....grazie.

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  18. Che dire si e' gia' detto TUTTO SULLA STAMPA ..asservita purtroppo al potere politico e mai come dal Governo Berlusconi in poi e con Renzi si e' raggiunto un apice incredibile ..oggi la dittatura non e' tipo Hitler ect oggi la stampa e' un formidabile strumento per il lavaggio del cervello ..ottima direi difficile sfuggirgli si usiamo il computer navighiamo qua' e la ' convinti di sfuggire ai condizionamenti ..ma non e' cosi siamo nella morsa ..si fa per dire delle notizie che girano il mondo in un attimo ..Gisa ha scritto giustamente parlando del 73° posto .ma invece secondo me e' molto peggio ..molto ma molto peggio ..il vero ESEMPIO e' proprio il MENTITORE SERIALE CHE ...PURTROPPO CI GOVERNA ..mai visto o quasi un presidente del Consiglio sparare BALLE CHE DEFINIRE COLOSSALI E' SMINUIRLE lui e' perfettamente sicuro impossibile ricordarsene dopo qualche giorno ..perche' siamo sommersi da notizie al ritmo di una mitragliatrice .Ma lui e' furbo e' un boy scout furbo ..altroche' EBETINO come ingiustamente lo ha definito Beppe Grillo .Quest'uomo sa benissimo quello che fa lo fa scientemente .non spara le balle cosi ..e noi noi siamo in mezzo al fiume dlle notizie sballottati qua' e la ' ..e la verita' quale sara'? Dovremo andarla a cercare con la lanterna cosi come disse Diogene ma lui cercava ..L'UOMO ..con la lanterna ..ma noi cerchiamo invano una verita' che non troviamo mai ..troppo manipolata troppo effimera troppo breve ..dura questa' VERITA ? pochi istanti poi svanisce e rimaniamo con la mano vuota ..le mosche sono volate via ...

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    1. BEROSTE, nessuno ti caccia via se smetti di commentare come anonimo e metti il tuo nome e cognome. Tranquillo, siamo tutti persone per bene.

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  19. Io non guardo da mesi tg...approfondimenti....vivo lo stesso

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  20. Bell'articolo, davvero ! E adesso che si va per risalire la classifica? Da piccola la maestra Maria ci insegnò a leggere i giornali. Arrivò con un fascio di quotidiani e ci impegnammo a trovare le differenze su una notizia importante del momento. Facevamo la terza elementare ma avevamo capito subito cosa voleva da noi, capire la differenza fra il fatto e la notizia. Il fatto è quello che succede, la notizia è come viene riportata. E già allora capimmo quanta differenza emotiva c'è fra lo scrivere : "è morto un palestinese" piuttosto che "è morto un giovane palestinese" oppure " è morto un ragazzino palestinese per mano israeliana". Un paio d'anni ero fermamente convinta che "ci avrebbe salvato il web", ora fra siti acchiappalink e bufalari, comincio non solo a non credere più a nulla, ma a dubitare anche di cose che posso in ogni caso verificare. E comunque per me la televisione e i giornali sono morti. non li seguo da anni.

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  21. Liliana Olivieri6 febbraio 2016 11:00

    Che pretesa assurda avere libertà di stampa innumerevoli paese da anni governato da idioti che politica non sanno una beata mazza. Come può chi manovra il potere, rendere libera l'informazione, per questo quando la crisi morde e serpeggia il malcontento, ecco arrivare a bomba una notizia che distrae dal problema reale del paese. La cosa che più mi agita, non è l'approfittare dei governanti, ma la credulità degli italiani che malgrado siano dotati di pensiero e discernimento, credono a quello che ascoltano. Per questo abbiamo governi iniqui e movimenti come 5s che danno voce alla non politica, in sintesi ha detto bene un lettore (mi scuso se non scrivo il suo nome ma sono scarsa di memoria). Gli italiani anche se non sono idioti, si comportano da idioti. Solo degli idioti possono portare avanti governanti fasulli e movimenti incapaci di una politica seria.

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  22. Maria Lo Bue, Travaglio, l'unico giornalista italiano premiato all'estero per libertà di stampa, è invece interpretato nel nostro paese come fazioso, perchè fuori da coro dell'informazione di regime, i motivi sono ovvi. Gli stessi per cui le opposizioni, ai vari governi, diventano populiste, fanatiche, aggressive, incompetenti ed incapaci, secondo i media ufficiali, che "costringono" molti a tifare per delinquenti e disprezzare gli onesti.

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  23. Travaglio sta sugli zebedei a tanta gente perchè spara in faccia delle verità che non si vogliono sentir dire. Ma Travaglio è bravissimo, ed è anche intellettualmente onesto, il che non è poco. Il fatto che il suo giornale non riceva dei finanziamenti pubblici, lo rende libero di dire ciò che è vero.
    In ogni caso ci sono stati dei giornalisti, che, pur essendo schierati, dicevano cose intelligenti, e si confrontavano con argomentazioni serie, che potevano essere condivise o meno, ma sulle quali non c'era nulla da dire. Un esempio? Montanelli e Biagi.

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  24. Era proprio così come dice Michele : i tg della RAI erano divisi fra le forze politiche. Oggi mi chiedo, come fa la stessa Gisa, quale potrebbe essere la soluzione a questo degradante 73esimo posto. Non esiste un rimedio in questo momento perché il tessuto politico-sociale italico è marcio. Non ci potrà mai essere libertà di stampa fino a quando la politica sarà assoggettata ai potentati economico-finanziari e fino a quando la società italiana non avrà piu' bisogno di giornalisti eroi per ritornare a credere nei valori dei padri. Renzi ha proseguito o non ha intaccato l'eredità nefasta ed immorale del berlusconismo. Il servilismo e l'arrivismo sono i pilastri su cui si regge la nostra società. Nel 2016, siatene certi, raggiungeremo il 100esimo posto. Grazie Gisa.

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  25. ... Carissima Gisa, non è mio costume usare parole di circostanza, ho apprezzato tantissimo il tuo servizio dopo averlo letto con molta attenzione. Il mio commento è frutto della mia esperienza di opinionista di alcuni quotidiani e mensili locali. Hai perfettamente ragione quando dubiti sulla mancata fedeltà delle notizie riportate, qui bisogna fare una riflessione: spesso chi scrive, non ha frequentato una scuola adeguata che abbia stimolato una preparazione adeguata. La scuola deve dare agli aspiranti giornalisti corsi teorici su tutti i campi di interesse di un giornalista e le visite mensili di controllo dei giornalisti dai vari “Ordini regionali”. La conseguenza è un giornalismo che sceglie la via più breve, quella di viaggiare a rimorchio del potentato di turno. A questo punto non parlerei di informazione, ma di comunicazione, cioè di mettere in pasto al popolo una notizia atta a disorientarlo. Per questo motivo il giornalismo italiano non è credibile per una molteplicità di motivi che, stando a quanto emerge in letteratura, sono tra loro diversissimi. Una causa di scarsa credibilità si lega anche al ruolo sociale: il giornalismo italiano non è, infatti, mai riuscito a porsi come interprete credibile del proprio ruolo e la stessa democrazia. Infatti, ad differenza degli altri Stati, in Italia, la democrazia si è sviluppata senza quell'apporto determinante del giornalismo che invece si è registrato in altri Paesi. A mio parere altra causa importantissima di scarsa credibilità è insita nel livello di sistema, indissolubilmente legata al famoso conflitto d’interessi. Forse questa è, e rimarrà la grande anomalia dell’informazione italiana. Finché i giornalisti non riacquisteranno la coscienza del loro ruolo sociale ma soprattutto di quelli che sono i valori cui dovrebbe ispirarsi la loro attività, il giornalismo italiano non recupererà mai la propria credibilità e i giornalisti di quresto Paese continueranno a rispondere con incredulità alle domande relative alla loro consapevolezza di essere poco credibili. Però, cara Gisa, io sono abituato a non fermarmi alla semplice critica, ma a dare senso e importanza ad un’autocritica, spesso scomoda, mettendomi da parte del lettore. Un giornalista è credibile allorquando è il pubblico a concedergli la propria fiducia a seguito di una valutazione della sua competenza, della sua capacità di ricercare prima e raccontare poi la verità. ll pubblico ha un ruolo fondamentale, perché, come ci insegnano gli studi sulla sociologia relazionale, la credibilità rappresenta, appunto, una relazione. Ma, proprio per questa straordinaria facilità di accesso alla produzione e alla diffusione delle informazioni che caratterizza la nostra epoca, proprio per questo io penso che, tutti noi, abbiamo ancor più bisogno di giornalisti seri, responsabili e credibili. Alla prossima …. amica mia.




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  26. Tutti siamo di parte, se non lo fossimo non saremmo nulla.
    Anche giornali e giornalisti lo sono, mi sembra ovvio e naturale.
    Cosa diversa sarebbe essere costretti ad esserlo, ma sinceramente non credo che in Italia accada questo.

    Se poi vogliamo filosofare sul concetto di libertà pura, allora diciamo che sul pianeta terra non esiste e non può esistere.
    La pregherei di farmi un esempio presente o passato di uno stato o di una qualsiasi comunità dove sia sia realizzata la piena libertà.
    A noi di politicaprima, nel nostro piccolo, qualcuno ci impedisce la libertà di espressione?
    Lei conosce cittadini scomparsi o rinchjusi nei lager o buttati giù dagli aereoplani militari?
    Le dittature sono una bruttissima cosa,non esageriamo, mancheremmo di rispetto a miliardi uomini cheinvece le vere dittature le vivono e le subiscono.

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    1. La libertà "pura" esiste. Ma esiste solo quando non si sono fatti compromessi e si è nelle condizioni di dire pane al pane e vino al vino. Per quanto riguarda i giornalisti, è ovvio che ognuno di loro ha le sue opinioni. Infatti il giornalista serio è colui che dà le notizie, distinguendo i fatti dalle opinioni. Se fosse questa la deontologia professionale, ogni lettore potrebbe conoscere il fatto oggettive e inconfutabili raccontato, e capire qual è l’opinione del giornalista. Questo consentirebbe di ridurre le bugie e le interpretazioni di parte, che leggiamo in troppi organi di informazioni compreso ovviamente le tv, di Stato e non.

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  27. Tutti siamo di parte, se non lo fossimo non saremmo nulla.
    Anche giornali e giornalisti lo sono, mi sembra ovvio e naturale.
    Cosa diversa sarebbe essere costretti ad esserlo, ma sinceramente non credo che in Italia accada questo.

    Se poi vogliamo filosofare sul concetto di libertà pura, allora diciamo che sul pianeta terra non esiste e non può esistere.
    La pregherei di farmi un esempio presente o passato di uno stato o di una qualsiasi comunità dove sia sia realizzata la piena libertà.
    A noi di politicaprima, nel nostro piccolo, qualcuno ci impedisce la libertà di espressione?
    Lei conosce cittadini scomparsi o rinchjusi nei lager o buttati giù dagli aereoplani militari?
    Le dittature sono una bruttissima cosa,non esageriamo, mancheremmo di rispetto a miliardi uomini cheinvece le vere dittature le vivono e le subiscono.

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    1. Non esageriamo per cortesia, non ho detto nulla di ciò che lei afferma, non ho parlato nè di dittatura nè di costrizione, ma solo di opportunismo, è questa la realtà italiana di adesso, la dittatura c'è stata in altre epoche e certo meglio dell'Argentina degli anni 70 sicuro, ho parlato si asservimento, non di schiavismo è un tantino diverso, mi si passi il chiarimento.
      Il dibattito su politicaprima è libero e accettabile, magari evitando di uscire dal tema...grazie per il commento.

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    2. Egr. sig Volpe, avere una propria opinione non significa essere di parte, ed il giornalista non può essere di parte, altrimenti scrive con un motivo diverso dall'informazione. Mettersi al servizio del politico di turno non è più, a mio parere, giornalismo. Nessuno parla di costrizione e di mancanza di libertà ad esprimere le proprie opinioni, ma la Gisa nel suo servizio intendeva tutta un'altra cosa. Ci sono giornalisti onesti e bravi e ci sono quelli disonesti ed ignoranti e quest'ultima specie è quella che si adatta meglio al servilismo politico. Per caso si. Volpe ha dimenticato l famoso "metodo Boffo"? Ha dimenticato le tante calunnie scritte solo per obbedire a maggiorenti politici? Ha dimenticato la campagna internazionale di giornalisti strapagati per pubblicizzare le armi chimiche inesistenti di Saddam Hussein. E lei questi cialtroni me li chiama giornalisti? Come lo spiega lei quei titoloni apposti in prima pagina, solo per spaventare il lettore? Che giudizio devo avere dell'editorialista de Il Giornale che scrive in prima pagina: "Il senato sbaracca". Parlare in questi termini di una istituzione pubblica, non di un ovile o porcile. Per fortuna che ci sono questi blog che non hanno padrone e non devono riconoscenza e obbedienza a nessun padrone.

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  28. Sergio Volpe, non crede che in Italia accade questo? Sbaglia, perchè è proprio quello che avviene. Ben pochi sono i giornalisti che tifano per pura convinzione e quasi tutti invece quelli che lo fanno per opportunismo, incarichi, poltrone di comodo e soldi. Come può essere? Provi a leggere il mio primo commento e ne troverà le ragioni. Inoltre, il ricorso alle persecuzioni o deparassitos sono cose del passato, oggi i "proprietari" del sistema, hanno messo a punto tecniche di condizionamenti di massa che anestesizzano i cittadini e fanno crollare un intero paese come l'Italia al 73° posto per libertà di stampa. altrimenti come spiegherebbe il fatto che tanti continuano a fare il tifo per dei delinquenti e disprezzare i gli onesti?

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    1. Appunto...opportunismo e un tipo diverso di costrizione, del tutto volontaria, evitiamo di parlare di dittatura che è altra cosa.

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    2. Mi permette una domanda?
      Lei è una persona onesta o un delinquente?
      Le chiedo questo per capire se magari votiamo per lo stesso partito.

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    3. Bravo Giovanni Caianiello, in Italia avviene proprio questo, anche se ci sono giornalisti che esercitano la professione con serietà e diligenza.

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  29. Ovviamente gli onesti sono quelli di 5 stelle ed i delinquenti quelli del Pd.
    A volte capita di pentirmi nel fare un commento, questa è una di quelle volte.

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    1. Michele Maniscalco7 febbraio 2016 09:17

      No Sergio continua fare i tuoi commenti. Perché se non ci fossero commenti come i tuoi anche Politica Prima diventerebbe di parte. Non sono d'accordo con i commentatori che intervengono decine di volte per inculcarci il loro punto di vista.

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  30. Non ho problemi a risponderle. Il mio casellario giudiziale è pulito e lo è, documentato fino alle settima generazione. Come ha modo di leggere, io non ho fatto riferimenti politici, ma se proprio ci tiene a parlarne, il partito degli onesti, di sicuro non è il PD. Tanto per la cronaca, anche oggi ne hanno arrestato un altro (sindaco del PD). Ormai, potremmo creare una rubrica dal titolo "l'arrestato Pd del giorno". Un partito che ha dimostrato ampiamente di esprimere delinquenti, mafiosi, ladri e collusi e truffatori e questo Non sono io a dirlo, ma la magistratura. Quindi se mi chiede se voto per il suo stesso partito, le rispondo che non voto per i criminali che hanno distrutto questo paese. Spero di averle risposto sufficientemente.

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    1. ANche io come lei, ne ero certo, sono una persona onesta e perbene, cosi come lo era mio padre, e cosi come lo è mio figlio.
      Allora vede che votiamo lo stesso partito:

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  31. Una proposta piccola piccola per risalire la classifica potrebbe essere escludere i partiti dal controllo della RAI
    Non siete d'accordo?

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    1. Certo che si, sfido chiunque a non esserlo,temo però che in questo contesto, nel contesto italiano ove si parla ancora di tv di stato, mai avverrà..

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  32. Sarebbe il massimo, come restituire buona parte dell'informazione alla verità, ma considerata la sua lottizzazione fin quì creata dal PD, credo che al momento rusulti alquanto difficile.

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  33. Massimo Loreggian7 febbraio 2016 10:28

    Ciao Gisa. Ti ritengo una brava giornalista. Ciò che in genere viene denunciato in àmbito sociale deve di necessità essere denunciato sul singolo individuo. Se questo non può avvenire, nemmeno si può trovare una via futura. Il fatto che un uomo singolo sia o no in grado di compiere una qualsiasi azione proviene esclusivamente dalla sua intera compagine corpo/anima/mente. L'escludere una sola parte, conduce all'impossibilità di capire perché un uomo o una comunità di uomini facciano alcunché. Nel singolo che si mette a disposizione di un popolo ( in età generalmente "matura"), dovremmo vedere "incorporati" in tutto il suo essere,dei princìpi di libera moralità, dove azione e amore per l'azione siano un unico moto di VOLONTÀ. Per ogni individuo che si pone sulla "torre" si dovrebbe sapere quanto sia diventato Libero da ISTINTI, INCLINAZIONI e BRAME. Poi vi è il MOTIVO! Qui iniziano i veri guai! Se però MOTIVO è il ripiegamento verso la vita istintiva, le proprie inclinazioni e le brame di qualsiasi genere, che attualmente nessun uomo può OSSERVARE spiritualmente circa la benignità o la malignita`, siamo allora ad un punto cieco. Niente di quel che procederà dal singolo o da una comunità siffatta di singoli uomini, potrà mai produrre altruisticamente, dovendo cioè escludere l'egoismo/altruistico dal quale partono certi falsi impulsi sociali. Ogni singolo atto che emergerà con VOLONTÀ, entrerà in scena già corrotto o corruttibile! La gestione dello SCANDALO, umano o sociale, non può derivare dalla sua PUNIZIONE, incomprensibile per la moltitudine di uomini che operano comunque piccoli e grandi scandalo etici e materiali. Nessuno ne è,senz'ombra di dubbio, esente. Ognuno ha il suo scandalo, che tra l'altro porta con sé sul suo cammino. Occorre perciò capire cosa e come educare...Infatti: ORANDUM EST UT SIT MENS SANA IN CORPORE SANO, cioè tradotto giustamente "Vi sia il DISCORSO ( l'Educatio ) , affinché vi sia la MENTE SANA in un SANO CORPO! " Se questo non viene svolto da una famiglia degna di capacità etiche, non ci si potrà mai attendere nessun"frutto" di libera etica. Sarebbe, oltre ad una sciocca presunzione, anche una pretesa assurda. Cosa fare? Moltissimo! Ma soprattutto trasformarsi individualmente anche se "là fuori" vi fosse il DILUVIO! Se crediamo di poter continuare a vivere ancora per un po' sulla Terra, occorre vangare prima il proprio orticello, pensare al modo di non infestarlo, e non abbandonarlo agli eventi, come invece accade quando si PROTESTA ALACREMENTE contro qualcuno che minacci la mia vita. Un cordialissimo saluto.

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  34. Marisa Bignardelli7 febbraio 2016 17:07

    Bellissimo articolo che affronta un grosso reale problema che si aggiunge ai tanti che ci affliggono. Rimpiango i giornalisti dell’Ora che affrontavano inchieste di grande spessore con coraggio. La domanda sorge spontanea PENSO DA SOLO O PENSO QUELLO CHE VOGLIONO CHE PENSI NEI MOMENTI CHE VOGLIONO?Questo è il dilemma (si fa per dire)
    Cattivo giornalismo fatto da cattivi giornalisti perché assumerne di buoni non risponde all’ottica editoriale e partitistica Allora le assunzioni sono rivolte a coloro che sanno capire a quale padrone obbedire. Sicuramente i giornalisti sono bravi prestigiatori perché, nel processo d’informazione, giocando sapientemente, si può attrarre l’attenzione, si può spostare, si può tralasciare, si può mettere in prima pagina si può mettere in ultimo ecc….E’ verissimo che i mezzi di comunicazione di massa influenzano ed ecco che nelle campagne elettorali si gioca sui tempi di apparizione ma noi sappiamo che è un gioco. Ho notato, ultimamente, che mali affari, connessioni politiche con criminalità organizzata, scandali di tutti i tipi, che coinvolgono pure magistrati, stanno venendo fuori e sbandierati, libri inchieste sono pubblicati con successo!Ma allora dobbiamo essere ottimisti o semplicemente, con il disavanzo che abbiamo, i soldi per alimentare il clientelismo sono finiti!

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  35. Antonella Albertini9 febbraio 2016 13:19

    Qualunque giornalista esprime nell'articolo le proprie considerazioni e convinzioni personali; non è possibile riportare asetticamente i fatti senza l'interpretazione di chi scrive. Il giornalista espone un'interpretazione della realtà, noi lettori possiamo o non possiamo condividere, ma è comunque uno stimolo alla riflessione. In Italia c'è libertà di stampa; chi sostiene il contrario probabilmente pensa che siamo in dittatura....!! Al contrario c'è talmente tanta libertà che spesso giornalisti poco seri pubblicano notizie diffamanti verso persone, fatti che poi risultano inesistenti dalla magistratura. Diciamo che ci sono giornalisti seri che fanno con coscienza e passione il proprio lavoro e giornalisti spregiudicati che, pur di vendere, pubblicano anche notizie false. Come sempre un codice corretto di comportamento non riguarda tutti.

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