sabato 14 novembre 2015

Stragi a orologeria. Soliti ignoti e mandanti noti

10629651_10207575848465102_1945625959189952489_ndi Giovanni Caianiello - Sempre più spesso avvengono fatti aberranti e sempre più cruenti ed insopportabili, ma quello che non capisco è l’atteggiamento della gente e soprattutto la perseverante ignoranza,

isis-coranocon la quale continuano a rivolgere le loro invettive sommariamente contro il famigerato ISIS, quale unica matrice responsabile della efferatezze che tanto indignano ogni persona che tiene a definirsi umana. Senza comprendere che il fenomeno ISIS è creato, armato, controllato e gestito da menti e governi “superiori”, che si spacciano per democratici. La gente, dovrebbe invece cominciare a leggere, documentarsi e capire finalmente come stanno veramente le cose. Per esempio che il cosiddetto “Esercito del Califfato”, in realtà, costituito da bande slegate fra loro, operano in un territorio ampissimo e non da un vero e proprio ammassamento di truppe, così come alla pubblica opinione viene lasciato immaginare.

isis-califfato-defaultLa domanda che tutti ci dovremmo porci è: Ma è credibile che un qualsiasi Giulio Cesare di oggi, possa pensare convintamente di conquistare il mondo con un “esercito” così composto? Ovviamente nessuno. Ed allora, visto che così non è non potrebbe mai essere, qual è realmente il suo scopo? Perché le grandi potenze mondali, che possiedono enormi ed avanzatissime tecnologie belliche, fra quelle note e quelle sconosciute, non decidono di porvi rimedio? Ecco, è questa la domanda madre che i cittadini di questo mondo dovrebbero invece cominciare a porsi!

E’ davvero credibile che in un mondo super controllato, dove la corrispondenza, le abitudini ed anche le normali telefonate fra comuni cittadini ignari, vengono passate al setaccio e dove servizi di intelligence sono costantemente impegnati a spiarsi persino fra loro ed i rispettivi governi, possano non conoscere i fatti o nasconderseli fra loro stessi?

5-muhammad-editor-charlie-hebdoDopo Charlie Hebdo, oggi piangiamo solo le ultime vittime di queste orribili scellerate azioni “militari” nei confronti di povera gente innocente ed indifesa, colpevole di essere di nazionalità francese, così come sono stati colpevoli di essere russi quelli presenti sul volo abbattuto sul Sinai.

L’aggressiva e belligerante politica estera francese, prima in Libia ed oggi in Siria a chi ha dato fastidio? E quella russa sempre in Siria a chi sta creando problemi?

Dare una risposta a questa domande significa automaticamente evidenziare chi sono i veri colpevoli anche delle recenti stragi. Ma analizziamo i fatti:

Assad e Putin1. La Russia, decide di intervenire militarmente in appoggio al governo regolarmente eletto di Assad in Siria, assediato dall’ISIS.

Tutti noi diremmo che è cosa buona e giusta. Ma non la pensano però così gli americani, che hanno immediatamente e con veemenza incolpato Putin di ingerenze in un paese straniero, dimenticando che tra l’altro, loro sono anche alleati e che la Russia proprio in Siria, da decine di anni ha una propria base aerea. Il governo Usa è fortemente contrariato e riaccende la miccia della guerra fredda fra i due paesi, (le cronache dei giornali riportano l’avversità americana, proprio perché è inevitabile, ma lo fanno in modo molto soft e non a lungo, per non irritare le stelle e strisce), nel frattempo la Russia prosegue a testa bassa la distruzione degli avamposti e basi del “Califfato” mentre i generali Usa sono costretti a mordere il freno. Abbassano i toni, perché l’opinione pubblica di quel paese comincia a chiedersi con troppa insistenza perché stiamo difendendo l’ISIS?

2. La Francia, ne frattempo, decide autonomamente di agire e porta nella alleata Turchia, un contingente aereo, con il quale va a bombardare invece le postazioni dei ribelli siriani che si oppongono ad Assad, perché questi occupano e sfruttano i pozzi di petrolio sottratti al governo siriano. Lo scopo è quello di prenderne il controllo per primi, così come aveva già fatto in Libia, dove la Total era stata da sempre assente, mentre ora estrae anche in barba alla Chevron americana, per la legge del “ci sono arrivato prima io”.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ai Russi viene abbattuti un aereo di linea, mentre i francesi subiscono un gravissimo attentato in casa propria. Il messaggio ai due paesi è chiaro: Gli interessi americani non vanno ostacolati, altrimenti il terrorismo dilaga.

E sotto sotto, fintamente indignato, il governo di Obama, invece sorride e tiene banco. Ed anche perché la maggior parte dei cittadini, impegnati a dipendere dalle tv e dai giornali “amici”, non ne hanno coscienza, chi invece deve sapere sa, che l’esercito del Califfato è una loro creazione, armato e controllato e poi posto a fianco dei ribelli siriani, che invece finanziano ufficialmente alla luce del sole per combattere il governo di Assad, colpevole di non cedere alle multinazionali e banche del FMI su quel territorio.

12239561_10207575849065117_2588316454311217685_nL’importante è che il resto della opinione pubblica mondiale, continui a non fare caso al fatto che sono stati proprio gli americani ad indignarsi ferocemente e minacciare ritorsioni, quando i russi hanno preso a distruggere le postazioni dell’ISIS, il loro giocattolo in medio oriente costruito e coccolato dal Senatore McCain, che con loro ama anche farsi ritrarre, (come tante foto ricordo in rete) e che continuino a maledire gli immigrati, l’Islam ed i suoi fanatici seguaci, dimenticando o non volendo vedere che nella maggior parte dei casi, si tratta di mercenari pagati ed armati dall’occidente, per interessi che loro stessi neppure comprendono, mentre pochi fanatici vengono appositamente coltivati ed esaltati da raffinati e perversi manovratori ed aberrati fino al punto da farsi esplodere nel nome di Allah e noi tutti a maledire solo e solamente gli esecutori materiali, mentre i mandanti continuano a sguazzare indisturbati nei loro sporchi affari.

Giovanni CaianielloGiovanni Caianiello
14 Novembre 2015

20 commenti:

  1. Peter Schmailzl15 novembre 2015 09:56

    La violenza politica di stato, attuata da tutti stati d'occidente, nessuno escluso, l'odio seminato negli ultimi secoli ed il parasitismo europeo sono il terreno sul quale cresce il terrorismo pseodoreligioso.Lasciamo in pace Allah e Dio, non sono coinvolti, se non come estranei da usare come foglia di fico.

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  2. Caro Caianiello, il tuo articolo è buono e tempestivo, ma per la prima volta mi tocca dire che "non ho parole".
    Prima di tutto vorrei esprimere la mia solidarietà alle vittime, ai morti, ai feriti, a tutto il Popolo francese, all'Umanità.
    Che dire? Non ho parole ho detto, e forse il silenzio sarebbe il miglior commento al fatto.
    Ma noi siamo vivi, i nostri figli, i nostri fratelli, i miei nipotini, siamo tutti membri di una società che deve vivere in pace. Non possiamo essere, e tanto meno restare in balia di menti malate che ti possono uccidere mentre cammini ignaro per la strada.
    Anch'io sono tra quelli che pensano che la religione, in nome della quale (anche) uccidono, non sia quella giusta. Peraltro ritengo che nessuna religione lo sia (non sono un credente).
    La storia ci insegna che questo "oppio dei popoli" non ha portato mai bene.
    Come si può sostenere le "ragioni" di chi uccide in nome di un Dio che non hai nessunissima prova che esiste? Nel dubbio, perchè lo fai?
    Io non credo che si tratti solo di una guerra di religione, certo questa serve per alimentare il fanatismo, ma c'è dell'altro, sono quasi sicuro che c'è molto altro dietro questi gesti infami ed efferati.
    L'occidente ha le sue responsabilità, inutile negarlo.
    L'occidente si è arricchito sfruttando le loro risorse, e questo fatto pesa non poco per "giustificare" da parte loro gli atti terribili che comettono.
    Il petrolio, l'oro nero che le multinazionali (chiamate 7 sorelle) si sono prese a prezzi imposti da loro, non è una cosa da trascurare.
    Tutto il resto, che non sto ad elencare, che i vari Stati Europei, Francia ed Inghilterra in testa, che si sono presi con la colonizzazione di quelle terre è un retaggio culturale che molti di loro si portano dentro.
    Sia chiaro, non sto giustificando nulla, tento solo di capire (male forse) i motivi per cui delle menti umane arrivino a gesti di questa bestialità.
    Se penso all'azione di guerra di Bush in Irak, scatenata unicamente perchè la sua inettitudine ha permesso l'11 settembre, beh, non è una cosa ininfluente rispetto alla "giustificazione" delle imprese barbare di queste uomini che dicono di uccidere in nome della fede.
    E' vero, Oriana Fallaci lo aveva detto, loro non rispettano la nostra cultura. Ma nessuno pensava che scatenassero una guerra barbara per imporre la loro.
    Allora che fare? Io credo che tutti i Popoli civili (mussulmani civili compresi) dovrebbero coalizzarsi per sconfiggere i fanatici dell'isis e di tutte le altre formazioni collaterali. Per fare questo occorre che a monte ci sia una analìsi seria dei vei motivi per cui i fanatici hanno scatenato questi atti terroristici vigliacchi. Ripeto, io non credo si tratti solo di religione, ma anche di religione. Credo anche che se non si derimono tutti gli altri motivi, sarà inutile anche coalizzarsi. Mi auguro che la ragione faccia superare gli ostacoli che ancora ci sono, se non altro, in nome della vita.

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    1. Caro Mario, Io al contrario, sono credente ed è per questa ragione che ho subito rifiutato l'idea che un Dio possa volere o essere motivo di violenze, guerre e sopraffazioni. Molto più semplicemente , queste sono gesta esclusive della miseria umana.

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  3. Io me la prendo col Nuovo Califfato e domando a Caianiello, sei sicuro che il Nuovo Califfato sia un esecutore e non un soggetto che agisce in proprio?

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    1. Salvatore, su chi è il Califfato, da chi è stato creato, gestito e finanziato, ho scritto un articolo, spero esauriente, dal titolo ISIS. "L’esercito del Califfato cosa è, a chi conviene?" Il califfato è una creatura del governo americano, questo è più che dimostrato ed in quanto tale, non ha una sua autonomia decisionale, se non quella di eseguire gli ordini di chi li gestisce, gli americani appunto. Fra le file dell'ISIS, la maggior parte dei cosiddetti "islamici", sono dei mercenari che combattono per soldi. Ovviamente non mancano i fanatici appositamente esaltati, perfettamente manovrati , come quelli di Parigi. Questo purtroppo non sono idee, ma fatti concreti e provati.

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  4. antonella albertini15 novembre 2015 12:42

    I terroristi islamici sono terroristi. Non coinvolgiamo l'islamismo in queste violenze; nessun Dio ci incita alla guerra. Le follie del califfato vogliono conquistare l'area che corrisponde alla vecchia mesopotania. Guarda caso l'abbattimento dell'aereo russo e gli attentati di Parigi si verificano dopo l'attacco militare russo e francese in Siria. Mi sembra evidente la successiva ritorsione verso i due paesi. Secondo me la politica americana é totalmente sbagliata dato che vuole destituire Assad, l'unico che può aiutare l'occidente nella guerra contro l'isis; solo aiutando la Siria possiamo farcela perché pur essendo una dittatura può garantire stabilità nell'area. I precedenti di Iraq, Afganistan e Libia dovrebbero insegnarci qualcosa. L'ambiguità americana che foraggia i ribelli in Siria é da condannare senza esitazioni. Non bisogna perdere altro tempo, serve un'azione militare condivisa contro Isis, appoggiando la Siria. La teoria della creazione americana dell'Isis mi sembra surreale e voglio credere che non sia vera

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  5. antonella albertini15 novembre 2015 13:01

    Più precisamente penso che l'America sia responsabile indirettamente della nascita di Isis perché ha commesso errori enormi in medio orente:1) la destituzione di Saddam Hussein da parte di Bush con la giustificazione, poi smentita dai fatti, del possesso di armi di distruzione di massa . 2) imposizione di una "democrazia" fatta calare dall'alto che non si è mai realizzata e che ha prodotto solo guerre continue fra le diverse fazioni. 3) aver armato i ribelli siriani contro Assad. Purtroppo oggi stiamo subendo le conseguenze di questa folle politica estera americana. Dall'undici settembre ai fatti del 13 novembre a Parigi, passando attraverso numerose stragi ed attentati contro civili inermi in altri paesi. Mi auguro che Obama prima di finire il suo mandato inverta questa tendenza e scelga di combattere insieme all'Occidente e soprattutto insieme agli stati arabi come l'Arabia saudita, la Turchia e la Siria. Solo aiutando questi paesi potremo sperare di sconfiggere questo terrorismo

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  6. siamo sicuri che le B.R. in Italia agissero in proprio ? E sono passati tanti anni, erano nel nostro paese, i loro amici ed i loro nemici agivano apertamente sotto i nostri occhi. Per avere notizie dell' ISIS dobbiamo fidarci di un personaggio piuttosto discusso Rita Katz.
    L' unica cosa CERTA che gli attacchi di Parigi sono la conseguenza del tutto prevedibile del finanziare, addestrare ed armare gli estremisti sunniti in Siria e Libia per anni ...

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  7. Premetto che sarò piuttosto lungo, ma non posso liquidare la cosa in due parole.
    La ricostruzione di Caianiello sull’America che avrebbe creato e foraggiato l’ISIS fa acqua da tutte le parti, dimostra ignoranza e complottismo di bassa lega e compromette tutta la parte strettamente politica dell’articolo.
    Purtroppo ciò deriva da antiamericanismo ad oltranza, superficialità nel giudicare le cose ma soprattutto dilettantismo e poca voglia di approfondimento. Ognuno prende i titoli dei giornali e tira le conclusioni più vicine alle proprie idee politiche.
    Adesso sono costretto a dimostrare l’inconsistenza e la falsità della ricostruzione antiamericana di Caianiello.
    Non importa quale sia il colore politico dell’inquilino della Casa Bianca o il livello d’efferatezza dei suoi nemici: esisterà sempre e comunque uno sciame di complottisti pronti ad accompagnarne le gesta con le piú fantasiose ricostruzioni ai limiti della paranoia. Benché i miliziani dello Stato Islamico (IS) stiano estremizzando il significato del termine barbarie con quotidiane azioni d’inumana ferocia, anche per loro vale la massima «Il nemico del mio nemico è mio amico», e plotoni di presunti esperti e analisti, tutti votati alla causa antiamericana, s’arruolano indirettamente coi tagliagole diffondendo le idee piú sconclusionate sulla linea politica americana in Siria e Iraq.
    In questa sede esaminiamo le dieci teorie piú strampalate.

    1) Obama non aspettava altro che far la guerra ad Assad.
    Quest’accusa è una della piú scollegate dall’effettiva situazione geopolitica e dall’attuale linea politica della Casa Bianca. Infatti, Obama s’è dimostrato uno dei presidenti americani meno interventisti degli ultimi decenni. In Libia, è stato praticamente trascinato da Londra e Parigi nei raid aerei, e lo stesso atteggiamento esitante s’è avuto in Siria nei confronti d’Assad. Nemmeno il bombardamento dei civili da parte del regime, la presenza maggioritaria nella prima fase tra le file dei ribelli d’oppositori non islamisti e un’ecatombe umanitaria sono riusciti a convincere il presidente americano a un intervento di regime change. Assad è arrivato perfino a superare la «linea rossa» dell’uso d’armi chimiche sui civili senza subire l’enunciata reazione militare.

    2) Gli Stati Uniti hanno creato l’IS per fermare Assad.
    Tale teoria è la piú gettonata nei circoli del complottismo, e parte dalla semplificazione che tutto ciò che è in opposizione ad Assad in Siria abbia a che fare coll’IS. In realtà, gli USA, vista la reticenza a un intervento diretto, hanno armato quelle componenti dei ribelli siriani non islamiste e perfino in aperta ostilità coll’IS. Addirittura, recentemente, il Congresso degli USA ha votato a favore d’un emendamento che autorizza il Pentagono a addestrare e armare i ribelli siriani per combattere proprio i jihadisti dell’IS. Se la ricostruzione complottista fosse vera, che cos’avrebbe votato, il Congresso? Un emendamento che arma l’IS per combattere l’IS? Uno dei tanti cortocircuiti logici cui le teorie del complotto ci hanno abituati.

    3) Gli USA hanno armato l’IS.
    Tale bufala deriva dalla presenza d’armamenti e mezzi di trasporto americani nelle fila dei guerriglieri dell’IS. Peccato che, come testimoniato da diverse fonti, tali dotazioni siano il «bottino di guerra» dell’IS frutto dell’ingloriosa ritirata dell’esercito regolare iracheno armato da Washington.

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    1. Ovviamente la parola ignoranza non è usata in senso spregiativo, non mi permetterei, ma semplicemente nel senso di non sapere una certa cosa.

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  8. 4) Il senatore USA John McCain sarebbe entità grigia che relazionava CIA e IS.
    La quarta è tra le piú fantasiose. Nata sui social network e appoggiata poi da alcuni siti d’informazione «alternativa», si basa s’una foto scattata in Siria che ritrarrebbe il senatore americano McCain insieme al leader dell’IS al-Baghdadi e ad altri «capi d’organizzazioni terroristiche». In realtà, l’immagine raffigura McCain in un viaggio in Siria nel maggio 2013 mentre incontra Salim Idris, generale dell’Esercito siriano libero — gruppo fortemente combattuto proprio dall’IS. Pertanto, per gli amanti dell’intrigo a tutti i costi, basta una barba e una pelle scura per fare d’ogni musulmano un terrorista. E, al di là del clamoroso abbaglio, sarebbe bastata una breve lettura della biografia di McCain per capire che uno dei Repubblicani piú critici della Casa Bianca non poteva certo trasformarsi in «ambasciatore d’Obama col califfo».

    5) Ora gli USA sono alleati con Assad per contrastare l’IS.
    Nella propaganda antiamericana, questo è uno dei colpi piú a effetto, anche se non esiste alcun accordo tra Damasco e Washington. Peccato che in realtà sia stato il regime d’Assad a cercare d’approfittare della situazione tendendo la mano a una collaborazione con gli USA e proponendo un «coordinamento». La Casa Bianca ha rigettato piú volte tali proposte, proseguendo sul doppio binario delle operazioni contro l’IS e degli aiuti militari ai ribelli anti-Assad «moderati».

    6) Tutte le forze che combattono Assad sono l’IS.
    Altra semplificazione interessata della realtà. Nella guerra civile siriana, esistono decine di gruppi ribelli organizzati; l’IS ne rappresenta una semplice componente. Contro il regime d’Assad e contro lo stesso IS combattono numerose milizie, come i curdi delle YPG, del Jabhat al-Akrad, il Syriac Union Party, e soprattutto l’Esercito siriano libero. Lungi dall’essere un gruppo jihadista, quest’ultimo è guidato da ex ufficiali dell’esercito regolare siriano, ha una composizione multietnica, e persegue il rovesciamento d’Assad per istaurare un regime democratico e laico.

    7) L’IS è un movimento di resistenza alle «guerre americane».
    Questa forzatura, molto in voga tra chi propone il dialogo coi tagliagole, è funzionale alla rappresentazione dell’IS come una sorta di movimento di liberazione o addirittura come dei partigiani musulmani che combattono l’imperialismo americano. Il deputato del Movimento 5 Stelle Di Battista ha giustificato le azioni del califfato come una «reazione» possibile alle operazioni del Pentagono coi droni. Anche tale ricostruzione non ha alcun fondamento, poiché l’IS non è nato come reazione alle guerre americane, bensí come movimento regionale finalizzato alla creazione del califfato, un modello storico di governo fondato il giorno stesso della morte del profeta Maometto e che intende rappresentare l’unità politica di tutti i musulmani, sebbene la sua istituzione non sia prevista né dal Corano né dalla Sunna.

    8) Il video dell’IS della decapitazione di Foley è una finzione orchestrata dalla CIA.
    Qui entriamo nel pieno delirio complottista. Secondo il sito Guerra politica, che cita non meglio precisate «fonti del Cremlino», il video della decapitazione di Foley non sarebbe opera dell’IS, bensí un montaggio hollywoodiano della CIA. A contrastare facilmente questa teoria ci ha pensato Bufale.net, che ha dimostrato la mancanza d’una «fonte attendibile» e «immagini fotoscioppate» per suffragare tutta l’impalcatura logica. Come se non bastasse, ci ha pensato lo stesso IS a smascherare i complottisti della Rete, proseguendo nel macabro rito della decapitazione in diretta, diventata ormai un brand con decine di casi tra Siria e Iraq comprensivi di tentativi emulatori in tutto il mondo.

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  9. 9) Il soldato americano «arruolato» coll’IS.
    La bufala № 9 nasce su Facebook, e ritrae l’immagine d’un miliziano dell’IS col tipico tatuaggio d’un marine americano, presentata come «prova» dei legami tra CIA e califfato. In realtà, anche stavolta, l’immagine è stata fotoscioppata — un montaggio tra la vera immagine d’un combattente dell’IS e la foto d’un tatuaggio tratto da un sito tematico.

    10) In realtà, è tutta una questione legata al petrolio.
    Ogniqualvolta Washington compie un’operazione militare, come da copione, spunta l’accusa di muovere guerra per il controllo degl’idrocarburi. Questa teoria è stata divulgata in ogni modo per anni, sebbene abbia sempre avuto grossi limiti che, soprattutto oggi, non riescono a farla apparire diversamente da un mix tra mito e leggenda. Gli USA viaggiano, infatti, verso il primato mondiale nell’esportazione del petrolio, grazie al gas da argille e alle nuove tecniche estrattive. Inoltre, come suggerito da una recente analisi, se il petrolio fosse stato l’unica motivazione scatenante, altri obiettivi militari sarebbero stati ben piú attraenti nell’ultimo decennio, come il Venezuela, che rappresenta il primo Paese come risorse petrolifere al mondo. Infine, finanziare guerre per il petrolio non è economicamente conveniente: «Solo la guerra d’Iraq 2003–2010 è costata all’erario USA 1,1 miliardi di dollari, pari al costo d’oltre 2,5 anni di consumi petroliferi. Aggiungendo “Enduring Freedom”, lo stato di guerra, durato finora una dozzina d’anni, ha raggiunto il costo spropositato di 4–6 miliardi di dollari, pari a oltre 9–14 anni di consumi petroliferi».
    Guerra per il petrolio», un ritornello per tutte le stagioni
    In conclusione, l’aspetto piú paradossale di queste bizzarre ricostruzioni è che affibbiano a Obama straordinarie doti strategiche che in realtà non ha. Infatti, l’attuale presidente degli USA, lungi dall’essere un Machiavelli della geopolitica, è attaccato da piú fronti per il fatto di non essere capace di garantire una linea salda e coerente in politica estera. Un’accusa che trova conferma proprio nella timidezza con cui la Casa Bianca ha affrontato il dossier della guerra civile in Siria, nonché nella distrazione con cui ha sottovalutato la minaccia del califfato islamico.

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  11. Egr. Signor Pepe devo deludere le sue convinzioni, io non sono affatto antimericano, semmai non condivido le scelte politiche degli ultimi governi. Lei esordisce dichiarando che avrebbe smentito tutto quello di cui parlo nel mio articolo bollando il suo contenuto come stupidaggini antimericaniste ed addirittura informazione complottista. Ebbene Signor Pepe, ho letto attentamente la sua lunga arringa difensiva nei confronti del governo Usa. Sinceramente mi aspettavo prove dell'innocenza americana e non mere convinzioni personali, basate più sul buonismo che sui fatti, anzi ci speravo. Speravo di essermi sbagliato nel leggere i documenti di quel governo ed ascoltando le dichiarazioni dei Senatori al Congresso, sopratutto repubblicani, visto che i democrati si tengono ermetici, ma anche di aver visto e capito male quello che mi risulta invece in prima persona. Ma sono rimasto deluso, le sue personali convinzioni risultano molto lontane dai fatti reali, animate più dalla voglia di dimostrare l'indimostrabile, che attenersi ai fatti, molto lontani dall'idea buonista che le piace sostenere. La deludo ancora una volta, le mie fonti non sono né le tv nazionali, né i giornalini che si trovano in edicola, né le fantasie per boccaloni che spesso si trovano in rete, ma informazione d'oltreoceano ed il più possibile direttamente dai luoghi dove avvengono i fatti, mentre quei territori, che lei probabilmente ha visto solo in televisione dal comodo del suo divano, io li ho frequentati personalmente. Vi ero presente durante la prima guerra del golfo, lo sono stato durante la seconda, oltre ad aver operato in Iraq, Afganistan, in diverse zone di quell'area, in quelle del più vicino medio oriente ed ero operativo anche durante la guerra alla Libia ed al contrario di lei, parlo con cognizione di causa, di cose che conosco. Egr. Signor Pepe, quando si parla di qualcosa o si sistiene una tesi, bisogna anche conoscere i fatti e non credere di sapere e basta come fa lei solo perché così le piace credere. So bene da dove arrivano le armi per i ribelli siriani e chi ha servito all'Isis quelle loro, sopratutto quando gli hanno spalancato i depositi di armamenti iracheni, facendo finta di non vedere. Il governo autoproclamatosi sceriffo del mondo, non ha alcun diritto di internenire negli affari interni di un altro paese fino ad arrivare a rovesciarne governi ed addirittura finanziarne gli oppositori, per i propri interessi geopolitici, economici, delle sue multinazionali e mire espansionistiche, sotto il paravento dell'esportazione della democrazia sempre pelosa. L'iraq, l'Afganistan e la Libia, seppure con le loro contraddizioni, erano paesi gestibili e sovrani prima dell'intervento americano e dei suoi alleati fra i quali anche l'Italia, grazie al suo governo burattino. Interventi militari di "liberazione", che guarda caso, interessano sempre e solo e solamente paesi che occupano posizioni strategiche o hanno risorse da sfruttare, mai paesi poveri in preda a inumani guerre civili o governati da feroci dittatori, signori della guerra, padroni di vita e di morte dei loro cittadini e che ingrossano il proprio esercito, addestrando ad uccidere, persino bambini strappati con la forza ai propri cari. Solo in Africa, in questo momento, si combattono ben 17 guerre fratricide, in cui muoiono giornalmente uomini, donne e bambini, per la guerra, attentati oltre che di fame. In tutto questo dove sono gli sceriffi del mondo? A finanziare ed armare i ribelli siriani per abbattere il governo regolarmente eletto di Assad. In ogni caso, visto che lei è più avvezzo ad ascoltare la rete, ecco un video di un senatore americano che dichiara apertamente che sono proprio loro a finanziare e combattere a fianco dell'Isis e dei ribelli siriani.
    https://m.youtube.com/watch?v=25monlkMGao


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  12. Fortunatamente il mondo è bello perchè è vario. Se ci fosse il pensiero unico non mi piacerebbe affatto.Lei creda e pensi quello che vuole, io faccio altrettanto e mi pare questa una soluzione realistica ma soprattutto non offensiva nè prevaricatrice.
    I repubblicani nei confronti di Obama (un presidente che non amo) ne hanno dette anche di peggio.

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  13. Si può ave avere un idea su fatti e circostanze che lasciano spazio ad interpretazioni e libero pensiero, ma quando si pretende di addomesticare fatti reali e concreti, perchè coincidano con quello in cui ci piace credere, e pretendere di farne lezione, non solo è pretestuoso ma anche arroganza e presuntuosa ignoranza. Quando si vuol sostenere una tesi, bisogna conoscerne i fatti e non affidarsi all'avventura del proprio pensiero. Ed io, se permette, quello che scrivo lo conosco in prima persona, anche per averlo vissuto. oltre che essere confortato da fatti reali ed incontrovertibili. Per quanto riguarda Obama, se i repubblicani ne parlano male, questo è normale visto che è un avversario politico, ma il suo operato, non si è affatto distaccato da quello criminale di Bush, vero iniziatore della politica espansionistica in medio oriente a danno di governi e paesi sovrani. Politica estera, che se ha avuto modo di aprire il link che ho postato nel precedente commento, trova perfettamente sintetizzato in quella intervista al Senatore USA Rand Paul.

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  14. Caianiello, lei vuole la polemica. Allora mi dica cosa ha vissuto e mi dica i fatti reali e incontrovertibili, che io glie li smonto ad uno ad uno. Ma per favore, lasciamo stare. Io non voglio più perdere tempo con questo argomento, ho detto abbastanza, Ho pure detto che è bene avere ognuno le sue idee. Allora basta.

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  15. Ma che cosa deve smontare? Mi faccia il piacere, dove ho vissuto ed operato l'ho già scritto, mentre lei da "informato" da divano pretende di sapere. Si faccia il mestiere che ha sempre fatto e lasci perdere cose molto più grandi della sua comprensione.

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  16. Caianiello , non solo offende, ma anche provoca. le dò un consiglio, mi lasci stare.
    Divano, pretendere di addomesticare, arroganza e presuntuosa ignoranza, insomma la invito a non proseguire con questa spiacevole conversazione

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  17. Ed io la invito a non scrivere stupidaggini sui miei articoli. Grazie

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