lunedì 2 novembre 2015

Roma. Ignazio Marino fuori… democraticamente

20150610_orfinimarinodi Giangiuseppe Gattuso - Ne ho parlato abbondantemente, venerdì 9 ottobre, molti giorni prima della conclusione che conosciamo tutti.

Ignazio MarinoGli errori politici nella gestione della crisi della capitale più grave dal Dopoguerra, sono macroscopici e preoccupanti. Si è giocato col fuoco, con la pazienza dei romani, con l'immagine dell'Italia nel mondo senza rendersi conto che il tempo era già scaduto. Gli interessi dei partiti hanno prevalso obnubilando i cervelli. La strada era tracciata inesorabilmente da quell'inchiesta su "mafia capitale" che aveva fatto emergere un verminaio immondo. Quel "Mondo di Mezzo" sconvolgente, tra connivenze, interessi privati di politici, amministratori e criminalità organizzata. Si, era quello il momento di fermare tutto. Di individuare un nuovo percorso con coraggio e senso delle istituzioni.

Andiamo avanti. È stato fatto tutto secondo le regole del sistema democratico? Sono stati rispettati i principi fondamentali del rapporto cittadini ed eletti? No. Assolutamente no. E questo non è stato un bell'esempio di democrazia applicata. Anzi. Credo proprio abbia rappresentato uno dei momenti peggiori.

Non stiamo qui a disquisire se Marino doveva o poteva continuare e se avesse, fin dall'inizio, le capacità di fare il sindaco di Roma. Non voglio e non sono in condizione di affermarlo. Ai posteri il giudizio.

Orfini-twitter-grillini-dimissioni-MarinoMa qualcosa non ha funzionato e per troppo tempo. E il risultato, il metodo utilizzato segnerà la storia della città e del sistema democratico. Si, perché nessuno ha il diritto di stravolgere regole, prassi, e buon senso. Con cambiamenti repentini e stravolgimenti di linea in nome di interessi personali, di partito e non so che altro.

Le dimissioni "notarili", di venerdì 30 ottobre, dei consiglieri capitolini, autorevolmente imposte, hanno rappresentato un vulnus per la democrazia, un grave errore, un momento di cui qualcuno non potrà mai vantarne risultato e conseguenze.

Nessuno, e per alcun motivo avrebbe dovuto impedire la celebrazione dell'assemblea comunale, la massima rappresentanza dell'intera comunità romana. Il sindaco avrebbe potuto e dovuto esprimere le sue ragioni, i consiglieri avrebbero ribattuto, avremmo assistito agli interventi, ascoltato le voci e le ragioni politiche di chi rappresenta i cittadini e l'intero territorio urbano. Alla fine con un voto "democratico" avremmo, quasi sicuramente, avuto il medesimo risultato. E allora? Perché perdere tempo. Perché dare sfogo e spazio magari alle tesi non in "linea" e dissenzienti. Meglio andare per le spicce. Applicare metodi nemmeno in uso nelle aziende private di adeguate dimensioni.

Papa e TroncaCosa sarà adesso? Il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, immediatamente nominato Commissario, è già operativo. E domenica 1° novembre con la fascia tricolore ha già incontrato Papa Francesco. Non è stato necessario, e non ne ha sentito l’esigenza, incontrare l’ex sindaco per il formale passaggio delle consegne. Marino, "game over". C'è il Giubileo che incombe e ci sono i problemi di sempre da affrontare. Adesso non ci sono più scuse, tutto filerà liscio come l'olio. Il metodo, quello di Milano dell’Expo, è ben consolidato.

Poi, però, presto, il più presto possibile si vada alle elezioni. Quelle elezioni che da più parti ormai vengono quasi viste come un problema, un incidente che, se possibile, è meglio evitare. Troppi problemi, troppi incidenti.

È vero, c'è stanchezza tra i cittadini, c'è indifferenza, apatia, fatalismo. C'è una crisi della democrazia alla quale va posto rimedio. E chi ha voce in capitolo ha il dovere di porsi il problema e riflettere approfonditamente. Troppe sono le evidenze. E troppi segnali pervengono dalla società, voglia di non voto e voglia di decisionismo, e di prefetti. Buoni per tutte le stagioni e "fedeli" servitori dello Stato.

Giangiuseppe Gattuso
02 Novembre 2015

34 commenti:

  1. Peter Schmailzl2 novembre 2015 21:15

    Il clima politico nella capitale dell'Italia è talmente tossico che nesun sindaco potrà fare una legislatura completa, senza scendere a sporchi compromessi. Qui sono croste decennali da rimuovere, ci vorranno decenni con pala e piccone.

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  2. Viva la democrazia, siamo in Italia e lo possiamo toccare con mano, la scomparsa di questo sascrosanto diritto, un governo di non eletti, di nominati, che agiscono da nominati facendo il bello e il cattivo tempo, un bell'esempio di democrazia abbiamo dato in pasto al mondo.
    Discutere se Marino sarebbe stato un buon sindaco lascia il tempo che trova, in questo momento non è questo il punto nodale, è ben altro in campo, città commissariate, perchè è più semplice, non assolve nessuno, rende solo visibile la difficoltà di eliminare un problema di clientele e corrutele che ha invaso tutto e tutti, e non credo che un prefetto, anche se di ferro, riuscirà a mettere in ordine, ed eliminare tutto il marciume esistente.
    Ma ancora più ignobile è aver voluto far azione di forza, verso una giusta aspirazione al dibattito in aula consiliare, e Renzi potrà anche dire che il complotto non c'è stato, ma è sotto gli occhi di tutti l'evidenza dei fatti.
    A questo punto io credo che così come Marino è stato esautorato, così dovrebbe essere anche per questo governo.
    Mi si dirà che non è il momento, io dico invece che è ora il momento di far riemergere la democrazia, se vogliamo ancora definirci una repubblica democratica..cambiare si può e si deve.

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  3. Michele Maniscalco2 novembre 2015 22:00

    " Si era quello il momento di fermare tutto. Di individuare un nuovo percorso con coraggio e senso delle istituzioni".

    Condivido in pieno quanto scritto sopra dal Direttore del blog.
    Renzi poteva dimostrare , venuto a conoscenza del malaffare che esisteva nel suo partito romano, azzerando tutto, circoli e amministratori, che lui era estraneo a questo verminaio e perciò tentare un vero rinnovamento. Era quello il momento di chiedere le dimissioni di tutti e andare al più presto a nuove elezioni. Anche Marino, in quel contesto, si doveva dimettere per potersi eventualmente ricandidare, dimostrando che lui era estraneo a "Quel mondo di mezzo".
    Secondo me adesso è tardi per tutti. Auguro ai romani che non sia tardi per loro e che col voto di primavera sappiano scegliere da chi essere amministratati.

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  4. Riavvolgiamo il nastro. Il sindaco e la Giunta capitolina si sono trovati, appena qualche settimana fa, travolte da una bufera giudiziaria, politica e amministrativa senza precedenti nella storia. Neppure all’epoca dell’appestato Alemanno. Sono stati arrestati assessori, dirigenti di partito, consulenti del sindaco ed esponenti renziani del partito democratico di Roma. La Cassazione (dico la Cassazione) ha conclamato l’esistenza e la pervasività della mafia nei gangli dell’amministrazione comunale, al punto da prevedere lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Pochi giorni dopo, nell’ambito di “Mafia capitale” è seguita una seconda tornata di arresti eccellenti. Erano giorni in cui a Roma spadroneggiavano i Casamonica che si permettevano di far librare gli elicotteri sul cielo della capitale senza le necessarie autorizzazioni, durante i famosi funerali del patriarca. Eppure, di fronte a tale catastrofe, nessuno ha parlato di dimissioni di Marino o della sua Giunta. Nessuno ha inviato commissari prefettizi e, meno che, mai, nessun consigliere di maggioranza o di opposizione si è recato dal notaio per dimettersi. Anzi, l’intero partito, a cominciare dall’altro Matteo Orfini si è prodigato a fare da scudo umano al sindaco sostenendo che lui è una persona onesta e al di sopra di ogni sospetto; pertanto l’amministrazione aveva il dovere di andare avanti, con qualche piccolo avvicendamento in Giunta. Il governo nazionale infatti rimpolpò la squadra degli assessori con persone inviate da Renzi come il fido senatore Esposito che, essendo torinese, avrebbe fatto benissimo l’assessore ai trasporti di Roma. Ma Matteuccio andò oltre e inviò in Campidoglio anche il prefetto Gabrielli come badante del sindaco. Qualcuno sa spiegarmi perché improvvisamente, quando la bufera era già alle spalle, si ribalta la frittata e si decide di liquidare Marino senza neppure concedergli l’onere delle armi con un dibattito (espressamente previsto dal regolamento) nell’aula consiliare? Come sempre capita nell’era renziana, si è scelto il metodo “staisereno” per cacciare qualcuno a pedate e senza preavviso. Che cosa era cambiato nell’amministrazione da far precipitare la situazione e rendere la presenza di Marino intollerabile rispetto a prima? Per favore non ditemi che la causa sono i quattro scontrini incriminati (l’avviso di garanzia era un atto dovuto perché Fratelli d’Italia e i 5 Stelle avevano presentato un esposto). E poi Renzi non poteva cacciare Marino per gli scontrini poiché lui deve ancora spiegare quelli suoi, da Presidente della provincia e da sindaco di Firenze mai tirati fuori e oggetto di una inchiesta della Corte dei Conti. La risposta più plausibile sta nel fatto che con il prefetto Tronca (e i vice commissari), Renzi ha piazzato uomini suoi che risponderanno a lui e ai quali ha già fatto arrivare circa 500 milioni per Roma, che mai avrebbe dato a Marino. E’ la politica bellezza…

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    1. Dopo il commento del Dr. Alesi non mi pare il caso di aggiungere altro. E non c'è da farsi alcuna meraviglia se le cose sono andate e continuano ad andare come stanno andando. Fino a che l'attuale classe politica non verrà totalmente rinnovata sarà difficile che la politica italiana possa trovare altri sbocchi verso l'onestà e la corretta gestione del bene pubblico.
      Sarebbero assolutamente necessarie nuove elezioni e, ovviamente, che ad esse il popolo italiano partecipasse con serietà e nuova capacità e cultura politica. Avverrà ciò! Fino a che chi dovrebbe avere il supremo compito di prendere decisioni in tal senso tace e tacendo consente dubito che possano esservi soluzioni positive.

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  5. Gian Paolo Cazzago3 novembre 2015 07:13

    Orfini: un ometto mentalmente misero. Ma sa ciò che dice o pensa sembra di parlare a degli imbecilli, poichè forse ci è abituato.

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  6. Mah, credo si sia arrivati a un punto di non ritorno . Difficile ritrovare il bandolo per rifare la matassa . Eppure qualcosa dovrà succedere , al degrado di una finanza disinvolta si è affiancato il degrado di una politica irresponsabile , gli effetti si propagheranno nel sociale . Aumenta la disoccupazione e , conseguentemente , aumenta la criminalità diffusa . Ricorrere alle urne , non darà la soluzione . Lentamente siamo arrivati a questo punto , altrettanto tempo sarà necessario per uscirne , ma è necessaria la volontà collettiva , che temo non ci sia , perchè nessuno è disposto a fare un passo indietro o a riconoscere le proprie responsabilità! Si va avanti alla giornata , per il futuro qualcosa accadrà!

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    1. Salvatore Mancuso3 novembre 2015 09:41

      ...e sarà la politichetta di questa Italietta a far sì che accada...

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    2. Spesso, mi chiedo, il pensiero dei grandi che hanno fatto grande l'Italia dove sia finito. Dov'è finito il pensiero di Croce, di Gramsci, della Politica con la P maiuscola, della Letteratura, delle Scienze. È mai possibile che tutto si sia massificato ai livelli più bassi e si sia realizzata la profezia più temuta da Pasolini ?

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  7. Credo che Renzi abbia troppo voglia di strafare. Roma non giova certo al suo prestigio. Ma a parte questo stavo riflettendo sulla totale mancanza di rispetto che c'è oggi nei confronti della classe politica. Certo molti si meritano il disprezzo e la galera ma così non andiamo da nessuna parte. Poi queste cose le paga anche l'economia ed alla fine i più deboli. Come la classe politica possa recuperare dignità e credibilità non lo so e forse ormai è troppo tardi.

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    1. La verità, caro Pino Granata, non è che il danno alla nostra economia deriva dal disprezzo della politica da parte degli italiani. La nostra economia è in ginocchio per la pessima gestione della cosa pubblica, per l'altissimo tasso di corruzione, di interessi privati e di mazzette che ogni giorno sporcano la nostra immagine all'estero. Non confondiamo la causa per l'effetto.

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    2. E' questa la sacrosanta verità! Ha i8niziato Berlusconi col portare la mafia al governo, senza parlare di qualcun o di prima che addirittura aveva stipulato un accordo con tale nefasta organizzazione criminale, con l'avvento di Renzi la faccenda si è aggravata col fatto che l'inesperienza o la troppa furbizia, non si sa bene quale delle due,con la connivenza colpevole di chi, forse per ambizione, voleva un posto diverso nella storia, siamo arrivati dove siamo arrivati......Si può solo sperare in qualche "folgorazione" che illumini il popolo alle prossime elezioni ( ovviamente se ci saranno, il ché è dubbio se si va avanti così) e gli faccia indirizzare i voti verso le persone oneste. Poiché in verità sembra quasi impossibile trovarne!

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  8. Io credo che Roma il disastro di Roma dimostri ampiamente come i partiti siano ormai degradati ..corrotti ..e purtroppo li dimostri anche al resto del mondo :Il governo del MENZOGNERO renzi e' ormai palese agli italiani .questo dictat sulle divisioni rende chiaro ed eclatante la sua politica stile dittatoriale..ma forse no sanno benissimo che un confronto elettorale con il movimento cinque stelle sarebbe catastrofico ..e quindo rinvieranno le elezioni o meglio faranno modifiche alla legge elettorale prima delle elezioni romane.Il cinguettio menzognero di Orfini e' sintomatico ..la colpa di tutto e' dei grillini .strano che pero' nessuno dei grillini ha condanne avvisi di garanzia e ancora piu' strano che arrestino politic del PD ..Ai posteri l'ardua sentenza ? Con il pd al al governo il degrado politico continuera' ..e' troppo diffuso e stratificato ci vorranno tritolo e dinamite per togliere la crosta del malaffare e della corruzione .....

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  9. Gersado Gerlando Di Betta3 novembre 2015 10:10

    Marino sarà stato un bravo "Medico:ma quello che ha fatto come Sindaco a Roma è da galera, perché ha favorito l'illegalità totale in tutto e per tutto.E non ha capito che il suo capo , e i vertici del PD se lo sono giocato.

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  10. Concordo pienamente ogni parola del Signor Alesi! Ma voglio aggiungere una domanda di riflessione.....
    Marino è stato cacciato, pare, per degli scontrini e con tutta la disapprovazione del PD. Allora, perchè De Luca è ancora il Governatore della Campania??? Qualcosa, ovviamente e come sempre, non torna. Facciamoci due domande....e magari diamoci anche due risposte!

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  11. Renzi sa benissimo che a maggio perderà le elezioni, purché non vada a Luordes.
    Dunque?
    Non fare le elezioni!
    Ogni giorno di più somiglia al Benito di vecchia conoscenza: afferma, esalta, promette, "agisce"!
    E ordina l'assassinio dello scomodo Matteotti, in questo caso il laico Marino -pur se figura in scala ridotta- perché ficcava il naso dove non doveva.
    Il prossimo passo?
    Instaurare un sistema dittatoriale, con un rinnovamento pro ecclesia del concordato....e previa epurazione di chi gli si interpone.
    Diciannove servi sciocchi PD più altri sette "sostenitori" hanno obbedito senza fiatare dando le dimissioni alla faccia dei cittadini romani!
    E il numero dei gregari salirà per tema di perdere la poltrona del nuovo corso; pur se ci saranno le fuoriuscite di chi ha ancora un briciolo di dignità e di amor di patria!
    Ma già si vedono all'orizzonte gli "integratori" da ogni dove: rampanti futuri gerarchi, bava alla bocca, che renderanno inattaccabile il potere del nuovo dux!

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  12. C'è stata una volontà' politica e clericale per defenestrare Marino e Renzo non si e' attenuto ad una normale prassi democratica per farlo. Lo stesso Marino non si e' mostrato all'altezza del suo compito nella misura in cui con leggerezza ha trattato il problema della corruzione sistemica. Era il momento in cui si poteva dare un colpo mortale al malaffare ed alla cialtroneria politico-amministrativa romana e, come esempio, all'Italia tutta. Ora pero' si deve procedere nel cammino del risanamento e per farlo si deve tener conto che tutto il sistema e' marcio. Per non ripetersi e non essere prolisso, dato che già' ci siamo interessati dell'argomento, l'unico movimento anti sistema, che può' dare a noi ed alla stessa Democrazia un'altra possibilità', e' il M5S che non e' stato mai colluso con questo fetido marciume. Non bisogna votare, come utili idioti, un partito di Sinistra se lo stesso non parla e non si comporta come tale. Parola di un socialista iscritto al PD.

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  13. Antonella Deri3 novembre 2015 13:22

    Dopo 40 anni, dopo la porcata di orfini (volutamente minuscolo) dopo che non hanno permesso a Marino di potersi difendere pubblicamente con un dibattito... però difesero a spada tratta de luca... mi sto allontanando dalla politica perché mi fa venire il voltastomaco, il mio amato PD è stato distrutto da un pezzente con manie di destra... basta io chiudo con questo schifo almeno fino a quando non ritornerà ad essere seria

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  14. Gloria Trizzino3 novembre 2015 13:25

    A mio avviso il caso Marino, aldilà delle sue capacità, ma lui non è Orlando, mi sembra che sia stato gestito in modo prevedibilissimo. Anche la nomina del prefetto Tronca mi sembra temporalmente perfetta. Expo è finito. Come utilizzare tutte le strutture che lo hanno ospitato?

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  15. Valentina Falcioni3 novembre 2015 13:44

    io la vedo così:
    una capitale complessissima... sderenata da malaffare e corruzione, un sindaco che si è dimostrato meno efficace di quanto necessario... un'apertura di credito erratamente troppo lunga... perché già un anno fa molti pensavano fosse tempo che facesse un passo indietro.
    lo scrivo per i più ingenui: il pd è "partito di governo (legifera) e amministrazione ( gestisce denaro pubblico) e quindi, per forza, è nel pd che emerge l'altra faccia della situazione, il volto dell'illegalità, le infiltrazioni, gli "uomini cerniera" benché siano molto meno e difatti ovviamente è in questo vuoto che scoppiano gli scandali perché i malviventi cominciano a non avere più la tenuta pubblica... ma comunque qualche residuo, se deve esserci, sta nei gangli del potere, è ovvio. I gangli del potere che sono le teste di legno, gli uomini cerniera, diceva falcone... quelli che Carminati chiamava "terra di mezzo"... ecco: Orfini si inserisce incaricato come commissario, in questa situazione dopo che per ben due anni Barca ispeziona i circoli e fa il punto della situazione che, per l'appunto, è lo stesso della società tutta, Barca fa chiudere i circoli, isolando alcuni link fra poteri vari… tutto quello che peraltro ha ostacolato una azione più efficace della giunta (siamo ben lontani dal modello milanese che invece è tutto di stampo "aziendale")
    le dichiarazioni di Orfini, sono di uomo da apparato, a me suonano assai familiari, visto che quello stile, mi è fin troppo noto dopo aver militato nel PCI dal 1976... da persona formata in quegli anni, io, se fossi stata in Marino, quel famoso passo indietro lo avrei fatto un anno fa, ai primi avvisi di garanzia della giunta... ma io sono magari di un'altra generazione e in me convivono ormai due modi di vedere il fare politica e da entrambi osservo vizi e pregi.
    Ma ora siamo a una fase nuova: quella di "gringobig Tronca", si volta pagina!... chi sa far politica sa che nulla può rimanere fermo a guardare indietro, nulla può essere succube da un trauma… tutto va elaborato e nel movimento! la politica è fatta di tempi! gringobig TRONCA ha capito quello che aveva capito Rutelli e invece Marino non ha calcolato: che siccome Roma ospita dentro di sé uno degli stati più potenti del mondo… non si può pensare di avere un rapporto di cordiale antipatia di vicinato. Gringobig ha subito fatto gli onori di casa... ha fatto visita al santo padre e ha ricevuto parole incoraggianti dove l'altro... che sarebbe stato pure l'ospite-padrone di casa, è stato riferito "non esser mai stato invitato, sia chiaro"...Gringobig ha tirato fuori subito una squadretta di quelli che toccherà fargli la guerra per far sì che falliscano… ma guerra per le strade... perché questi sono tosti e pompatissimi dai successi lombardi. Gringobig offrirà una opportunità alla capitale che spero per i romani venga colta al volo e non col solito cinismo... che si capisca da parte di tutto il terziario meno parassita dove sta il quid della buona amministrazione che potrebbe comunque essere nei prossimi anni tenuto come palinsesto di metodo... che dire: il Pesidente del Consiglio è molto astuto, e piaccia o meno a mio giudizio ha fatto una mossa buona, mi auguro che la capitale sappia giocare bene queste carte.

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  16. Hanno già detto tutto Gattuso, Alesi, Gentile, e concordo con tutto ciò che i vari interventi hanno fin quì esptresso.
    Voglio solo aggiungere una rifelssione "ingenua", ed è questa: Finchè la verità, l'onestà, l'etica, il rispetto per le opinioni altrui, e quello per le persone in genere, non faranno parte della cultura degli uomini politici, o di chi intende far politica da professionista, è perfettamente inutile rivendicare tutto ciò che quì, molto lodevomente, è stato scritto.
    La politica è fatta anche di bugie, sgambetti, promesse iperboliche, alle quali si può far anche finta di credere, ma non di MAIALATE continue come sta avvenendo dalla"discesa in campo" di berlusconi, e di renzi, che continua l'opera. O si cambia il modo ed uomini nel far politica, oppure ci troveremo ancora quì a commentare le porcate di questi signori.

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  17. antonella albertini3 novembre 2015 15:57

    La vicenda di Marino dimostra una verità inconfutabile: la politica, in questo caso specifico il PD, può defenestrare un sindaco democraticamente eletto senza concedere neanche la possibilità del dibattito in consiglio comunale. Questo è un fatto gravissimo, di pura illegalità e si combina perfettamente con l'atteggiamento di Renzi verso il potere. Lui stesso, con modalità molto simili, svolge il ruolo di presidente del consiglio senza essere stato eletto dagli italiani e in assenza di questo mandato sta facendo riforme che modificano la costituzione e incidono fortemente sulla vita degli italiani. Esprimo il mio sdegno e la mia disapprovazione. Al contrario, Marino che si era adoperato a scovare il malaffare e a condurre una lotta contro la corruzione viene messo alla porta. Vergognoso il comportamento dei consiglieri del PD che hanno mandato TUTTI la lettera di dimissioni, sottostando senza un briciolo di dignità ai voleri del capo. Rimane soltanto da sottolineare l'ingerenza del Vaticano in questa vicenda, ingerenza che è stata determinante : la chiesa non poteva accettare la presenza in Campidoglio di un sindaco veramente laico come Marino. Quindi coincidenza degli interessi di poteri diversi. Stiano in guardia gli italiani perché sempre più spesso si ricorre alla nomina di prefetti o di commissari che fanno ciò che dovrebbero fare gli eletti democraticamente. Il tutto nella più clamorosa indifferenza

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  19. Quella romana, è una vicenda di uno squallore politico mai visto in questo paese, dietro la quale si nascondono ripicche ed antipatie personali, che alla fine sfociate in un epilogo, che se non fosse per la sua gravità, propria di una vera azione intimidatoria, sarebbe degna delle comari isteriche dei quartieri del Testaccio o Tor della Monaca. Come ricorda Giangiuseppe, alla fine hanno scelto il ricorso alle dimissioni di massa e quì, non mi sento di dar torto a Marino, quando afferma di aver ricevuto 26 coltellate con un unico mandante. Se si fosse democraticamente tenuta l’’assemblea comunale, Marino sarebbe stato lo stesso defenestrato, facendogli venir meno la fiducia, in quella occasione, si sarebbe chiesto di spiegare molte cose ed affrontare apertamente tanti argomenti dichiarati tabù per il suo partito. Si, perché la cacciata di Marino, non è certo dovuta agli scontrini, come ricorda acutamente Alesi, né tantomeno il fatto che sia stato indagato, altrimenti non si spiegherebbe il perchè ben quattro sottosegretari di questo governo, presidenti di regioni, sindaci e deputati inquisiti, condannati o per i quali ne è stato richiesto l’arresto, continuano a restare al loro posto. Allora bisogna cercare altrove le vere motivazioni. Per esempio, come dimenticare che Marino fu scelto da Bersani? Lo stesso Bersani che oggi pur giocando con due mazzi, rimane chiaramente sulla sponda opposta a quella di Renzi e che quindi, andava “avvisato”, su chi comanda nel PD e che non si ammetteranno ulteriori interferenze né per il presente, né per il futuro. A pagare potrebbero essere altri uomini dei padrini della vecchia guardia di sinistra che occupano posizioni politiche ed istituzionali. Insomma, sono tutti “avvisati”, proprio come si faceva in Sicilia fino a qualche tempo fa. Non a caso, l’intera vicenda a contorno, viene definita proprio “mafia Capitale”

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  20. Che peccato, anche Roma Capitale e' finita nelle mani degl'incopetenti, Marino e' una brava persona...., qualche errore lo ha fatto, ma chi non sbaglia mai....Vince ancora il ricatto, quello con il quale ancora una volta vince la prepotenza. Quel famoso governicchio di destra duro' ben vent'anni perche' gl'Italiani non hanno avuto il coraggio di licenziarlo prima, questo con la sua boria e le sue deficienze verra' travolto perche' e' un'esercito d'incapaci al comando di un furfantello che ha osato troppo....Date tempo al tempo, qualche mese ancora e verranno tutti travolti, questa volta la folla vince...., se stufata di attendere, questa volta vice finalmente la volonta' popolare contro li deficienti in carriera.........................

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  21. Marisa Bignardelli3 novembre 2015 21:04

    Marino due è l’articolo che ci dà una piena visione dell’uso e getta che si è fatto del sindaco Marino. Renzi ne esce proprio male, anzi malissimo. Marino è uno Stimatissimo professionista. Io mi chiedo com’è andato a finire in questo ginepraio. E’ stato accusato di tutto e di più. Questo mi fa pensare che è una persona onesta e che sarà rimpianto. Era meglio il sindaco Alemanno? Candidato a sindaco con l’appoggio di Renzi, in due anni come poteva aggiustare i guai di cinquant’anni? Marino non è così sprovveduto. Aveva iniziato a mettere le mani nel letamaio. Niente succede a caso é stata una carognata renziana e Marino è stato lasciato solo. Non gli si è concesso nemmeno l’onore delle armi, dopo essere stato presentato come il candidato ideale del PD. Marino non ha potuto portare le sue ragioni all’assemblea comunale. Democrazia? Un eletto dal popolo fatto fuori da un non eletto!Il degrado di Roma ormai fa paura a tutti e mettere la legalità dove l’illegalità impera, era competenza di funzionari incompetenti, ci voleva tempo e miracoli. Chi vorrà diventare sindaco a Roma? Chi ci proporrà Renzi? Diventare sindaco è come stare in mezzo al colosseo aspettando l’entrata dei leoni che ti sbranano Oggi, parliamo di Roma ma quante regioni e sindaci si riconoscono in quest’andazzo? Vogliamo parlare di Orlando e Crocetta e del degrado in cui siamo arrivati? Inoltre loro non hanno nessuna intenzione di dimettersi. Chi siamo noi dinanzi a Roma Capitale?

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    1. Buono il commento che condivido. Però attenzione a mettere insieme personaggi tra loro antitetici come Orlando e Crocetta. Orlando è un ottimo amministratore, riconosciuto tale a livello internazionale. E’ stato nominato copresidente della più importante organizzazione mondiale, presso l'Onu, dei comuni più rappresentativi del mondo. Grazie a lui, tutto il centro storico è diventato patrimonio dell'umanità sotto la tutela dell'Unesco, che vuol dire tante risorse finanziarie e tanto turismo. Purtroppo Orlando, o meglio, l'azienda Rap ha il fianco scoperto sull’organizzazione della raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (problema comune a tante altre metropoli italiane). Ma a parte questo non è minimamente commisurabile a Crocetta che ha prodotto il nulla, ha cambiato più di 50 assessori, non c'è una legge regionale importante che non venga impugnata, ha il record della disoccupazione in Europa e, proprio oggi, ha costituito il suo quarto Governo che rischia di esplodere già sul nascere.

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  22. Rosalba Ferrara4 novembre 2015 10:12

    Credo che in molti conoscono la favola del lupo e la capra bianchina, di Alphonse Daudet, dove una capra sfida il lupo con la sua testardaggine. Chi pensate che abbia avuto la meglio e l'ultima parola? Lo stesso è valso per Marino, che ha osato sfidare il suo partito con (Renzi il lupo), dopo una lotta risultata suicida: E' stato facile per il pd convincere 26 dei 48 Consiglieri, 19 dei quali controllati dal partito. Democrazia assoluta!!! Con due badanti assegnati a Marino, Orfini e Gabrielli, politico il primo, e amministrativo il secondo. In tutto questo, potremmo fare una giusta e lecita considerazione, occupandoci di un aspetto che è persino più importante della scelta sulle eventuali persone, e che possiamo tradurre in una semplice domanda:I cittadini sono migliori dei loro Sindaci?

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  23. Consiglio vivamente di leggere questo articolo di Fabio Martini, inviato de La Stampa, (clicca per leggere) pubblicato su Gli Stati Generali. Sarà sicuramente utile per capire meglio l'incredibile vicenda dell'ex sindaco di Roma il "marziano" Ignazio Marino. Tra qualche tempo chissà cosa penseremo di lui, e, in particolare, degli altri...

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    1. Fabio Martini è uno dei pochi giornalisti che stimo per la sua serietà professionale, la sua educazione, il suo stile deontologicamente ineccepibile. Credo che questo sia l'articolo su Marino, più equilibrato e analitico che abbiamo potuto leggere in queste ultime settimane

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