martedì 9 giugno 2015

Lo “STILE” nella gestione della Cosa Pubblica

res-publica-77285833di Piero Liga - L’eziologia di ciò che sta attraversando il Popolo Italiano,

da alcuni definito impersonalmente “Italia”, per altri “Il Paese” per altri ancora “La Nazione”, non è solo dovuta alla crisi economico-finanziaria poiché questa è solo l’effetto dello “STILE” di una “gestione della cosa pubblica”!

La “Res-Pubblica” dunque, prevista e sancita dalla Costituzione, spesso non riusciamo a scorgerla quando lo “stile” per gestirla è ben lontano da quanto in essa stabilito. Il fenomeno non è solamente attribuibile a coloro che si sono “incollati” alle poltrone del potere ma, anche ad una “delega in bianco” e senza controllo che i Cittadini hanno lasciato ai “loro – pseudo - rappresentanti eletti”. E ciò in cambio di una eventuale “riconoscenza” oppure per la scarsa possibilità di esercitarlo, questo controllo, per scarsa competenza, per accidia, per rassegnazione, per la preoccupazione che l’esercizio alla critica possa essere un delitto penalmente perseguibile! Nell’uno e nell’altro caso, a far da padroni non è solo l’ignoranza ma, anche, il “timore reverenziale”.

Dunque il problema non è solo il braccio di ferro per ottenere un centinaio di Voti che potrà determinare le sorti di un candidato, il problema è più “invisibile” e più determinate ed ha alcune variabili su cui “affonda le sue fondamenta”:

1. L’arroganza del Potere che “impone” senza accorgersene, perché presume che “può”, perseverare nel difendere le sue “posizioni”;

2. La ormai classica affermazione che nel caso si verifichi il cambiamento tutto potrebbe essere messo in discussione e tanto si potrebbe perdere se al potere andassero altri di cui non si conosce l’operato. Questa è una cultura radicata in alcuni segmenti della nostra popolazione che non “OSANO” spingere al “cambiamento”… ( chi cambia la via vecchia per la nuova peggio si trova!) perché non hanno avuto la possibilità e la capacità di assimilare quella che in gergo chiamiamo “coscienza di una cittadinanza attiva”!

3. La “mancanza di dibattito” all’interno dei partiti con i loro iscritti, con la cittadinanza, con il corpo elettorale, se non qualche mese prima della convocazione dei ”Comizi”! È molto interessante considerare quanto l’ignoranza di un popolo possa favorire i politici (onesti o disonesti che siano) poiché non hanno un controllo attivo su ciò che vanno realizzando!

4. La “mancanza di controllo” rende i “GOVERNANTI” più tracotanti, più arroganti, più inclini ai proclami o a promesse senza fondamento, spesso usate come vento per far piegare fronde di elettorato verso il consenso da dare al proprio partito!

5. L’Informazione non è diretta a due Vie, piuttosto ad una via, affidata ai Media che hanno il loro schieramento e, spesso, di parte! Oggi per avere consapevolezza e cogliere il senso di una notizia nella accezione più profonda “necessita” ascoltare più voci, leggere più giornali perché, attraverso una attenta riflessione, si possa comprendere ciò che sta accadendo dietro l’annuncio di un “politico” che fa il suo “MESTIERE”!

6. Il mestiere di Politico, infatti, è una delle professionalità più ambite… pochi anni di “durissimo” lavoro (c’è addirittura chi ha lavorato un giorno per avere 3 mila e più euro al mese!) per percepire o meglio – AVER DIRITTO – ad una dignitosa pensione. Disarcionare questo “SISTEMA o Stato” di cose è sicuramente un fatto “RIVOLUZIONARIO”. Ma oggi la rivoluzione passa attraverso una serie di Testimonianze che vanno oltre quel significato che la stessa accezione di rivoluzione, fino ad oggi, ci ha dato!

Mangiatoia RomaComportamento RIVOLUZIONARIO è dire, Pane al Pane e Vino al Vino, contrastare le menzogne dei Politici mestieranti, dare le giuste informazione ai cittadini, formare una coscienza di Cittadinanza attiva, far scoprire la bellezza della POLITICA come Servizio alle Comunità. E, soprattutto, come strumento attraverso il quale il “PROTAGONISTA” non è la Finanza, la Banca, l’Opera pubblica, il viadotto che crolla, oppure il mare inquinato! Queste cose sono importanti ma devono essere “considerate” come strumenti al fine della singola persona!

È la Persona, i suoi bisogni, le sue necessità di avere un sistema economico-finanziario non sbilanciato che non la dissangui, un sistema bancario che offre possibilità di far progredire le sue iniziative imprenditoriali senza pretendere esosi interessi. Le opere pubbliche non dovranno mai essere fine a se stesse oppure realizzate per favorire cricche o cordate trasversali. E i viadotti stabili servono a sviluppare i rapporti, non per “lucrare” utilizzando scarsa tipologia di prodotti o di beni impiegati.

L’ecologia, oltre a salvare la natura, in primis, salva la persona da patologie che poi si trasformano in spese per il Sistema Sanitario Nazionale e sofferenza per l’ammalato e per l’indotto familiare ed amicale.

mafia-capitaleL’Italia è come un CIRCO EQUESTRE a più piste… per il momento l’”occhio di Bue” – il potente riflettore che illumina nel circo i trapezisti -, ci sta mettendo in evidenza solo la pista di “MAFIA CAPITALE”. Ma ci sono altre PISTE ancora al buio. Ci vuole solo coraggio, ci vuole solo NON connivenza, ci vuole solo senso di Giustizia Sociale e ETICA nella Politica e nella Gestione del PROPRIO RUOLO ISTITUZIONALE perché queste altre piste vengano ILLUMINATE!

Stiamo aspettando… E che finalmente, in Italia, la legge sia “UGUALE per TUTTI”! Un elettorato, purtroppo, variegato nella maturità politica, potrebbe essere condizionato nell’esercizio “LIBERO” della Scelta segnata con la matita su una Scheda che “Qualcuno” paragonò ad una vera e propria RIVOLUZIONE!

E che sia una Rivoluzione grazie ai Movimenti che spontaneamente si mettono in gioco contro quel “POTERE” che mai andrà contro se stesso, semmai sfrutterà i deboli per meglio mantenere le sue posizioni!

Piero LigaPiero Liga
09 Giugno 2015

 

P.S. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa bellissima riflessione sulla delicata situazione politica nella quale ci troviamo. Le ragioni  risiedono, afferma l’autore, in uno “STILE” della gestione della cosa pubblica che ha dimenticato i valori fondamentali della nostra Costituzione. Gli esempi sono numerosi e c’è sconforto diffuso e preoccupazione. Ma solamente una maggiore consapevolezza dei cittadini, la partecipazione, la nascita di movimenti spontanei, può fare scoppiare quella rivoluzione culturale che è alla base di ogni processo di cambiamento.
Piero Liga, palermitano, Laureato in giurisprudenza e con un corso biennale presso l’Istituto di Giornalismo, opera da sempre nel sociale e nel volontariato. La sua attività professionale spazia dalla dirigenza ospedaliera alla formazione e alla progettazione nei corsi ECM con il Ministero della Salute. È consigliere di amministrazione in ONG, nonché del CESVOP (Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo). Appassionato di politica, è stato Fondatore e Segretario Politico del "Movimento Città per l'UOMO", un importante movimento politico di area cattolica nato negli anni ‘80 a Palermo.
E per farsi mancare nulla in questi mesi ha fondato
il “Movimento Ultimi”, di cui è Presidente, per sancire la propria volontà nel volersi spendere a favore e con i cittadini che non trovano utile collocazione nei partiti e nei movimenti presenti nel nostro panorama politico.

Da qualche tempo segue il nostro blog e questo è il suo primo articolo.

Benvenuto su PoliticaPrima e buon lavoro.

***

21 commenti:

  1. In sostanza, Liga dice che l'Italia deve essere rivoltata come un calzino, e siamo d'accordo. Siamo in attesa, però, che ci sia qualcuno che lo faccia, ma, questo qualcuno, non è ancora nato. Allora, aspettiamo ancora....

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    1. Ognuno di noi è chiamato ad intervenire! Se aspettiamo il Chi per noi corriamo il rischio di attendere invano. Se riteniamo che sia giusto e legittimo far di tutto ( ovviamente secondo la legge) per sbloccare sta situazione... non abbiamo alternativa: è un atto etico e va esercitato per il bene nostro e della Comunità ! Grazie !

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  2. antonella albertini10 giugno 2015 06:56

    non si può non essere d'accordo con le riflessioni scritte in questo articolo. Non perdiamoci d'animo e mettiamoci all' opera per promuovere un cambiamento radicale nella nostra partecipazione alla vita politica e sociale. Dobbiamo riprenderci i nostri spazi e il nostro diritto di controllo e di indirizzo dei nostri rappresentanti politici

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    1. Assolutamente ! Occorre confrontarci, occorre elaborare idee e strategie, occorre riappropriarci di quello che era il nostro "essere sociale" ovvero ri-conquistare quella "inclusione" che ci è stata ostacolata e da qualche tempo compromessa! - Incontri, dibattiti, proposte, commissioni, gruppi di studio e di interessi... questo stiamo promuovendo e sopratutto formare alla "CITTADINANZA ATTIVA e RESPONSABILE - Grazie !

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  3. Limpido e lineare il linguaggio usato e di facilissima comprensione la filosofia di fondo che ha ispirato l'Autore.
    Non si può far altro che concordare pienamente con quanto scrive.
    Una piccola aggiunta, se mi è consentito e non mi si ride dietro.
    La Costituzione Italiana, nata dalla sofferenza di venti e rotti anni di dittatura, a sua volta provocata da un regime di monarchia pressoché assoluta, è fra le più belle che ci siano perché i Padri Costituenti più che dei loro personali interessi e di quelli dei loro partiti, si preoccuparono di far si che a nessuno dei gerenti il governo potesse mai venire il ghiribizzo di diventare il padrone dell'Italia sia che fosse il Capo dello Stato, sia che fosse il Premier, sia che fosse l'ultimo dei cittadini è tale proposito fu ed è l'espressione di una forte volontà democratica. .
    Di questi tempi a qualcuno è saltato in testa il grillo di essere solo al comando e si sta forzando, in modo anche volgare, la mano delle istituzioni e dei singoli cittadini in tale senso. Se mi è consentito vorrei rivolgere un appello ai cittadini: Attenti! Oggi sembra facile accodarsi al più "in vista" ( non il più "forte" e le votazioni di ieri sulla scuola e i risultati delle regionali lo hanno dimostrato pienamente) ma si corre il rischio che domani ben forti pastoie potrebbero costringerci ad una vita, eticamente parlando, da schiavi. Pensiamoci su!

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    1. I Tempi cambiano e le priprie posizioni si "impongono" se chi sta in alto è cosciente che ai piani inferiori ciò che si allestisce ai piani alti poco interessa! A prescindere da ogni accademica considerazione che se da un lato offre la possibilità di "cogliere alcune Variabili" del perchè ci siamo ridotti così.... Ciò che importa è INFORMARE con OBIETTIVITA' ( la politica raramente loo fa!) e FORMARE i cittadini perchè non solo sappino interpretare le dinamiche di ciò che accade a loro insaputa ma intervenire con azioni mirate ( dibattiti, manifestazioni e quant'altro accorra ) per far capire a chi vorrebbe "imporre e parlare" a nome di una maggioranza di una percentuale di votanti al di sotto del 50% che le persone, i cittadini, sia legittimato a farlo. L'etica della politica chiamasi DEONTOLOGIA... e chi è al potere non può eluderla... diversamente sta "gestendo" un REGIME!

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    2. cONCORDO con Franco Gentile ..le sue parole sono chiarissime ..siamo ormai in un regime ..le ultime novita' della Rai lo dicono chiaro e forte ...due direttori di rete che hanno osato .sono saltati ..che dire se non augurarci che il referendum che chiuderebbe il cerchio del REGIME non passi ..sarenne allora la fine della democrazia .io spero non passi ..appunto l'etica della deontologia deontologia, dal greco δέον -οντος (deon) e λογία (loghìa), è letteralmente lo "studio del dovere", cioè la trattazione filosofico-pratica delle azioni doverose e la loro codificazione.in una intera classe politica non esiste per niente ,politica prima ci da l'opportunita' di parlare di avere differenti opinioni ..

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  4. Ho letto tutto d'un fiato questo bellissimo articolo di Piero Liga.
    Per la verità il termine "eziologia", con cui inizia la'rticolo non lo conoscevo. Mi scuso per l'ignoranza, ma il dizionario mi viene sempre in aiuto.
    Che dire a commento? Non c'è molto da aggiungere, l'articolista ha spiegato bene qual'è la situazione politica attuale, e quali sono le cause.
    E su queste che vorrei dire qualche cosa.
    Per esempio, l'estensore dell'articolo spiega bene i motivi per cui gli Italiani votano da una parte piuttosto che dall'altra. Non sono motivi nobili. Non lo fanno per convinzione, ma lo fanno per ottenere qualche cosa in cambio. Poi non controllano se questo qualche cosa in cambio (promesse elettorali) viene a loro data, ma si limitano a dire peste e corna del governo in carica.
    Non so se sono riuscito a spiegarmi bene, comunque così l'ho capita.
    Questo atteggiamento dei Cittadini nei confronti della politica e dei politici, è il maggior male di questa democrazia.
    E' la non partecipazione del Popolo alle varie fasi della politica attiva, la "ragione" che permette ai politici di perpetrare tutte le nefandezze di cui sono usi.
    La PARTECIPAZIONE attiva ed intelligente della gente, ai processi politici, in tutte le loro fasi, è la chiave per risolvere problemi quali: il qualunquismo. smascheramento delle bugie, non permettere le promesse che non verranno mai mantenute, e, sopratutto per impedire ai ladri di tutti i colori di fare il loro "mestiere".
    Di cosa c'è bisogno per realizzare tutto ciò? Ma innanzitutto partecipare, e pretendere di farlo, alla vita attiva della propria parte politica. Come? Anche con il tesseramento se serve, purchè non si entri acefalamente nei pacchetti di tessere dei soliti piccoli ras che ogni partito ha presente nelle sue fila.
    E poi bisogna finirla con le deleghe in bianco. Questo lo dico per tuttiu coloro che si fanno condizionare (sono molti) dai media schierati, oppure che votano per simpatie epidermiche. NO, questo non va bene.
    Infine, dopo aver "suggerito" delle cose che penso, ma che nello stesso tempo credo sia impresa impossibile realizzare, dico che a me non importa che uno sia di destra o di sinistra, mi basterebbe che questa posizione non sia presa come quella che prendevamo noi quando eravamo giovani che ci dividevamo ferocemente il tifo per i grandissimi Fausto Coppi e Gino Bartali.

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    1. Caro Mario,
      ho letto con attenzione il Tuo commento e non posso che essere d'accordo con TE! Ciò che ha accentuato la crisi, ed è stato ampiamente sottolineato da tutti, è questa "DELEGA" in Bianco data ai Parlamentari! Su questo però desidererei soffermarmi per amore di verità e per non "Validare" principi o concezioni errate. L'elegger un Deputato o un Senatore non dà al cittadino il potere di condizionarlo. Una volta eletti fanno parte del Parlamento, in piena libertà ! Non hanno neanche il Vincolo di "CURARE" obbligatoriamente gli interessi dei Collegi da cui provengono! Ecco la bellezza della Costituzione... hanno il Dovere di "prendersi cura" di TUTTA la NAZIONE e Legiferare ed amministrare in modo imparziale! Ma allora dove sta il "GAP" ? Sta nel fatto che - come abbiamo potuto notare e sperimentare sulla nostra pelle - le nostre Comunità non sono più state informate in modo obiettivo... I La maggior parte dei partiti hanno preferito scialacquare i loro finanziamenti per ostriche, biancherie intime e quant'altro - non lasciandosi mancare "NULLA"! - Sezioni chiuse, dibattiti spenti, gruppi inesistenti... Mentre quelle risorse sarebbero dovute servire per educare alla partecipazione, alla informazione, alla FORMAZIONE! Da qui il Mio TERMINE OLIGARCHICO-ARISTOCRATICO ! I Pochi (OLIGOS) hanno determinato pure chi candidare quelli che ritenevano i migliori ( ARISTOS) ergo OLIGOARISTOCRAZIA... in una REPUBBLICA DEMOCRATICA che si configura come "STATO SOCIALE DI DIRITTO" si resta basiti! Ecco perchè non serve consentitre la partecipazione... perchè soli in pochio ed i migliori da loro stessi scelti e definiti ne hanno legittimazione! Imediscono indirettamente con qualsiasi mezzo i momenti di partecipazione e di dibattito pubblico... se non hai risorse non puoi far nulla,,, Allora ciò che grida "VERGOGNA" è la condizione in cui migliaia di locali sono inaccessibili ad associazioni Culturali, socio-assistenzialie di Volontariato, dove i soci pagano quote mensili per affittarsi una sede dignitosa mentre la POLITICA, quasi volendoli escludere di PROPOSITO per non fare crescere la partecipazione li preclude e non le rende Fruibili... Manca il senso della CONDIVISIONE e della CORRESPONSABILITA' ! Il Sistema STATO ha lo scopo di promuovere i Cittadini, farli evolvere in scienza, conoscenza ed anche economicamente! L'ARS BONI ET AEQUI di giustinianea memoria è ben lungi dall'essere considerato... sembra essere diventato una S.P.A. dove ogni fazione tira per la propria convenienza... e tutto ciò potrebbe anche essere raffigurato come uno SQUALLORE che ci pervade e che ogni giorno ci rende più impotenti fino a quando non prenderemo coscienza che NOI POSSIAMO ! Facciamo vedere loro CHE POSSIAMO... ci vuole solo coraggio e senso di RESPONSABILITA'!

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  5. Armando Pupella10 giugno 2015 10:09

    Articolo, azzeccatissimo di cui condivido anche le virgole. La Politica per i cittadini e per le aziende, e non i sudditi e le aziende per la politica che considera entrambi come mucche da mungere continuamente. A Roma i politicanti hanno munto anche la Lupa del Campidoglio ed hanno lasciato Romolo e Remo senza latte ! La latteria non è solo a Roma, ma anche dalla Sicilia a Val Padana, come le aziende pubbliche partecipate, gettonopoli nei consigli comunali e sopratutto le 20 latterie, eufemisticamente chiamate regioni ordinarie e speciali. Senza le regioni ordinarie l'Italia realizzò il risorgimento economico post disastro della maledetta seconda guerra mondiale; fu aiutata dalle rimesse dei nostri emigranti e dai dollari del Piano Marshall ma non aveva l'enorme costo dei consigli regionali ordinari. Purtroppo esistevano già le regioni speciali. Oggi non ci sono dollarazzi quindi, a maggior ragione, urge eliminare la spesa pubblica asociale e improduttiva per far un altro miracolo economico ed amministrare la res publica con la diligenza del buon pater familias. Papa Paolo VI diceva che la Politica, quando è ben intesa, è un atto di carità. E Alcide De Gasperi aggiungeva: "Lo statista pensa alle future generazioni, il politico alle prossime elezioni ". Il lavoro è lo sviluppo economico sociale morale non arriva per legge né per decreto legge, ma amministrando la res publica con la diligenza del buon pater familias e con la competitività del made in Italy senza stressare ne' tartassare lavoratori ed imprenditori. Plurimae poltronae, carissima, inefficientissima, corruptissima res publica. Con la diligenza del buon pater familias, non solo dei politici ma di tutti, e con uno Stato snello, poco costoso, con burocrazia non asfissiante pur con globalizzazione, euro, o lira, possiamo essere in Europa primi inter pares.

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    1. Caro Armando, cosa potrei confutare... condivido la Tua osservazione. Ai tempi del Movimento mi sono inventato uno slogan " PER IL BENE DI TUTTI e NON PER GLI INTERESSI DI POCHI" a questo, ora avendo fondato i Movimento ULTIMI abbiamo aggiunto un'altra significativa frase che ha contenuti apprezzabili: " NEL PIU PROFONDO DI VOI STESSI SIATE CAPACI DI SENTIRE OGNI INGIUSTIZIA COMMESSA CONTRO CHIUNQUE IN QUALSIASI PARTE DI QUESTO PAESE" Dovrebbe essere il Parlamento a perseguire questi fini.... Giudicate VOI. Grazie Armando!

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  6. L'articolo di Liga dimostra (se ve ne fosse ancora bisogno), che ogni cittadino di buon senso e di sani principi sa benissimo come dovrebbe essere la buona politica e che cosa dovrebbe fare per onorare le sue alte funzioni. E' immaginabile che i politici di professione non sapessero ciò che tutti intuiscono istintivamente? Secondo me non è immaginabile. La qual cosa mi fa ragionevolmente pensare che il venir meno ai principi etici, morali e politici di chi ci governa (o ha comunque responsabilità in tema di Res Pubblica), è una precisa scelta di campo. Molti dei politici impresentabili ritengono più conveniente comportarsi in maniera opposta. Non abbiamo bisogno di ricordare le innumerevoli nefandezze commesse dalla politica, per esprimere giudizi inappellabili. Le recenti cronache giudiziarie presentano un quadro di uno squallore che supera ogni immaginazione, facendola assomigliare ad una associazione a delinquere, senza distinzione di colore e appartenenza politica (occorre sempre ricordare l'eccezione di M5 Stelle e pochissimi altri). Non si faccia tuttavia l'errore di pensare che esista un ceto politico tutto corrotto e una società civile tutta sana. Se la politica è arrivata a questo punto e se raccoglie anche tanto consenso non è per volontà dello Spirito Santo, ma perchè molta gente gli ha dato i voti. E se ha dato i voti alla parte peggiore della politica non c'è che una ragione: avere ricevuto dei vantaggi personali. Questa dovrebbe essere la vera e decisiva riforma che serve al nostro Paese. Cioè riuscire a liberare la gente dal ricatto e dal voto di scambio rendendola libera di esercitare senza condizionamenti il proprio voto. Ma per far questo bisognerebbe, innanzitutto, garantire a tutti i cittadini un minimo di indipendenza economica, senza la quale non può esistere la libertà di azione. Certo, poi c’è la categoria degli ingordi e dei collusi che, pur non avendo problemi economici, nella mala politica prosperano e fanno affari. Se i partiti, come è ampiamente dimostrato, non sanno selezionare la propria classe politica, sforziamoci noi ad acquisire una più attenta informazione su chi si presenta alle elezioni e, se non ci fanno esprimere le preferenze, puniamo i partiti che nelle loro liste candidano delinquenti e corrotti.

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    1. Non si può che essere d'accordo su ogni parola,, riga,, periodo e conclusioni!

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    2. Maurizio assolutamente concordo! Ecco perchè la GIUSTA ed OBIETTIVA informazione unitamente alla FORMAZIONE della CITTADINANZA ATTIVA è il verto ANTIDOTO a questa PATOLOGIA ... Grazie !

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  7. Il fenomeno non è solamente attribuibile a coloro che si sono “incollati” alle poltrone del potere ma, anche ad una “delega in bianco” e senza controllo che i Cittadini hanno lasciato ai “loro – pseudo - rappresentanti eletti”. E ciò in cambio di una eventuale “riconoscenza” oppure per la scarsa possibilità di esercitarlo, questo controllo, per scarsa competenza, per accidia, per rassegnazione, per la preoccupazione che l’esercizio alla critica possa essere un delitto penalmente perseguibile! Nell’uno e nell’altro caso, a far da padroni non è solo l’ignoranza ma, anche, il “timore reverenziale”.
    HO RIPORTATO SOPRA UNA PARTE DEL PENSIERO CHE PERCORRE TUTTO L'ARTICOLO PER POI LEGGERE ALCUNO COMMENTI CHE , O NON HANNO CAPITO NIENTE DI QUELLO CHE HANNO LETTO , O SONO TALMENTE ABITUATI AI LAI SENZA COSTRUTTO CHE NON RIESCE A CAPIRE CHE SI PARLA DI PARTECIPAZIONE ATTIVA E COSTRUENS PIUTTOSTO CHE IL SOLITO , " sono tutti uguali "come se non li avessi scelto noi , PER CUI MI SEMBRA ARDUO LO SFORZO DI PIERO SE NON RIESCE A CONVINCERCI CHE LA RIVOLUZIONE DEVE PARTIRE DA NOI E NON DALLA DELEGA

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    1. Tu sei Il protagonista, ho detto in un commento sopra... Tu insieme a coloro che ne avvertono la necessità... voi sommati a me e ad altri come noi... che hanno avuto la possibilità di comprendere... non è più tempo! Poi sarà troppo tardi!

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  8. la Politica bella, ecco, sarebbe bene fosse anche: La politica giusta.
    Quella tesa ad aiutare chi ha bisogno, quella che dovrebbe limitare, nei limiti, le diseguaglianze,
    Certo è che ilo nostro sciagurato Paese non è messo bene.
    Si puo' solo condividere in toto il bellissimo articolo.

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    1. Cara Francesca, grazie per la condivisione... ma devi fare anche uno sforzo in più: IMPEGNATI insieme ad altri per scongiurare il peggio, Grazie per il Commento!"

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  9. Il problema posto dall'autore credo sia quello centrale della politica italiana. La disaffezione e la non partecipazione dei cittadini. Insomma solo se ci mettiamo in testa di prenderci le nostre responsabilità le cose potranno cambiare. Ma per far tutto questo ci vuole un impegno enorme. Ci riusciremo?

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  10. Luciano Menghini10 giugno 2015 23:12

    Belle riflessioni, capita di rado leggere un'uomo he dice tutto cio' che pensa, un cane sciolto senza padrone che ama la liberta' e la esprime in tutte le sue forme....Complimenti a chi la pensa come lui, perche' solo cosi, mobilitando il pensiero si sveglieranno quelle coscienze incatenate e sopite che hanno timore ad esprimersi.......Grazie....

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  11. L’ondata di arresti non sembra destinato a placarsi, è un susseguirsi di eventi legati a mazzette per appalti e a favoritismi a loschi personaggi. Liga ha saputo dare una giusta testata al suo servizio definendo “Stile” la lunga ed interminabile era che sta avviluppando l’intera politica italiana, trascinando questo nostro Paese nel baratro della vergogna. L’Italia, sta svelando al mondo per l’ennesima volta la propria mancanza di cultura della legalità dimostrando quanto sia profondo e radicato il malaffare. Non esiste ambito della nostra vita associata in cui non ci si muove con il sotterfugio, gli ammiccamenti,l’arricchimento illecito, la volontà di scavalcare l’altro, senza citare le tante consorterie, i gruppi massonici fatti di mafie, elusioni di tasse e fatturazioni in nero. Si ha l’impressione cultura della illegalità si sia così radicata da entrare a far parte integrante del nostro DNA. L’impressione che ci viene segnalata dagli osservatori internazionali, è quella di un popolo che non sopporta le regole tanto necessarie in una democrazia compiuta. Il malaffare dilagante, ormai procede senza freni in tutti i gangli, sia pubblici che privati. Osservo, secondo un mio punto di vista, che il fenomeno non è destinato ad arrestarsi, in quanto chiunque sarà destinato ad operare, finirà per eludere e per evadere. Come se ne esce? Perché esiste una corruzione così diffusa e un così debole senso civico? Come mai esistono organizzazioni criminali così potenti e radicate? Perché facciamo di tutto per non pagare le tasse, non rispettiamo il patrimonio pubblico? Perché non avvertiamo la sensazione di far parte di una nazione, siamo pronti a credere negli uomini della provvidenza e ci identifichiamo nella nostra comunità solo quando gioca la nazionale di calcio? Da parte mia, ho sempre affermato che un motivo fondamentale alla base di questi mali va ricercato nella debolezza della nostra coscienza nazionale figlia di un paese nato male, diviso, giovane storicamente, con una struttura di potere economico e politico che non ha combattuto le mafie e le consorterie, ma le ha inglobate nel sistema legittimandone l’esistenza. Tutto ciò ha dato vita a un particolare sistema di valori che vede nel familismo amorale e nella cura del proprio orticello, i principi guida della vita associata. Hai proprio ragione tu, caro Piero Liga, noi italiani, della corruzione, della evasione e del malaffare in genere ne abbiamo fatto un “stile”.

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