venerdì 12 giugno 2015

IL "TAEG" OSSIMORO DEL POVERO RICCO...!!

Un_povero_riccodi Giuseppe Vullo - Mi sono sentito tremare le vene e i polsi, sconvolgere la materia grigia dei depositi cerebrali. Tutti i neuroni dall'accesso più recondito del midollo spinale, dai lobi frontali, fino al sistema limbico hanno subito una scarica adrenalinica ed un travaso di bile.

Dopo attenta lettura e riflessione, filosofica, semantica, economica, politica e sociale ho scoperto che..."IL TAEG" è tasso annuo estorsivo generalizzato...! Minchia...! Ma allora il taeg porta "attasso" cioè sfiga, sfortuna! Infatti il taeg, attassa i deboli, aumenta i ricchi e crea i poveri... ecco dove nasce l'ossimoro!

tanetaegMa che cavolo questo ossimoro...? Sono ossa di colore bruno...? O sono ossa da spolpare che i ricchi lanciano ai poveri, come si fa con i cani, dopo che si sono mangiati la carne ? Nossignori..! Sono i soliti greci... che saranno dei frodatori, insolventi, ma in quanto a filosofia e terminologia, infatti acuto e ottuso nella stessa parola, significa "ossimoro", come dire... ghiaccio bollente, silenzio assordante o povero ricco...! Chiaramente il ricco è acuto, mentre il povero è ottuso... perché il ricco che ha tanti soldi e non sa cosa farsene, con il trucco delle finanziarie concede il taeg al povero, il quale essendo bisognoso ed ottuso... accetta quasi contento che il ricco gli concede il denaro (sterco del diavolo) con il beneficio di un taeg irrinunciabile... e cosi il povero viene attassato, fottuto, cornuto e contento...!

InsolventiMa porca della miseria si può essere più ossimori di cosi...? Ma a parte gli scherzi dalla filosofia economica e politica, rientro alla realtà quotidiana! Dopo la rilettura di Insolventi contro le banche”, un libricino edito da Bompiani di cui avevo parlato il 27 aprile 2012, prendo una tazza di caffè e comincio ad agitarmi... poi prendo una dose di "tavor" e comincio a rilassarmi (anche questo è un ossimoro ), cavolo sembra quasi una malattia bipolare... alla faccia della psichiatria, della psicoanalisi e di Sigmund Freud e della "sindrome ossessivo-fobica"...! Forse come al solito sto uscendo fuori tema...? Comunque mi riprendo dalla paura e dall'ansia... prefigurando la stessa fine anche per me...! Comincio perciò, a ragionare gelidamente per trasmettere empatia e solidarietà, a tutte le vittime della finanza assassina, dello spread e del capitalismo moribondo che continua ad uccidere... il racconto infatti, riguarda la discesa agli inferi di un cittadino della Francia opulenta.

Bimbo poveroIl messaggio dell'insolvente del "MEKONG", fuggito in Indocina sommerso dai debiti ed inseguito dai creditori. Questa è la storia di uno di noi. All'inizio un uomo normale. Un libero professionista francese che caduto nelle spire del "TAEG" , dalle finanziarie a tasso zero, vittima del prestito flessibile, dell'offerta memorabile, dal mutuo per la casa, dalle rate per comprare l'ultimo pc, palmare e l'ultima tv a schermo piatto che trasforma la vita che è già piatta in un inferno.

DorisQuest'uomo è tutti noi. Azzannato da un" Ennio Doris" qualsiasi che ti piglia in trappola con il suo cerchio disegnato sulla sabbia, con la sua "Mediolanum" costruita intorno a te. Preso nel vortice e frenesia di consumatore compulsivo, vittima di un capitalismo senza regole, senza morale sempre più vorace sempre più cannibale prima ti blandisce e ti lusinga e poi ti uccide. Da "HOMO SAPIENS" ti trasforma in "HOMO CONSUMATORIS". Pronto a tutto per ottenere un altro prestito per ripianare i debiti precedenti, per bisogno di liquidità.

Gli squali della borsa sempre più ricchi, sempre più cinici. Attraverso i loro trader-canaglia dapprima cortesi e profumati in giacca e cravatta che poi si trasformano in rottweiler dei padroni del capitale circolante nel pianeta, distruggono la tua vita con un semplice clic...!! Protestato, fallito, insolvente! Cari amici cittadini globalizzati della terra ribellatevi prima che sia troppo tardi... difendete prima che venga ucciso dall'ossimoro del TAEG e (dalla finanza assassina), nostro fratello, povero ottuso... L'INSOLVENTE del MEKONG!!

Giuseppe VulloGiuseppe Vullo
12 Giugno 2015

11 commenti:

  1. Peter Schmailzl12 giugno 2015 10:10

    La trappola del consumo futile e della povertà persistente..... meglio essere che perdere tutto per l'avere (in vista), si può telefonare anche con un telefonino di 10 anni fa.
    PS, Sto scrivendo con un laptop che ha quasi 15 anni!

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  2. Dammi la tua anima e ti regalero' tutto quello che vuoi.....Questa e' la lusinga della societa' dei consumi. Personalmente sono abituato da sempre a non fare mai il passo piu' lungo della gamba, motivo per il quale anche se mi ritengo comunque ed in ogni modo schiavo di questa societa' che aborro, non saro' mai vittima di quelli che con il loro modo di concepire mi vogliono privare anche dei miei principi...L'appello e' questo, si vorrebbe essere tutti uguali, ma e' una favola...., c'e' e ci sara' sempre chi puo' e chi non puo', ingenuamente incomicio a pensare di ritenermi al di sopra delle parti, ma quando prendo coscienza mi rendo conto di essere uno schiavo, mi auguro pero' , mai una vittima incosciente...........

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  3. L'amico dott Vullo ha messo il dito sulla piaga ! Taeg, tasso estorsivo generalizzato, mai tale acronimo fu azzeccato ! Si tratta di estorsione delle banche al povero deficiente che ha bisogno soldi. Anch'io sono caduto nella trappola chiedendo 30 mila euro a findomestic, con un tasso finale del 12 per cento. Ora sono gia arrivato a 40 mila euro con gli interessi, ma la tragedia mia e di tanti è che ho perso il lavoro ed l'ufficio legale e riscossione crediti di findomestic si è messo in moto per pignorarmi la macchina e la casa ! Quindi dalla commedia siamo alla tragedia ! Veramente dovremmo ribellarci contro gli usurai della finanza.

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  4. Liliana Olivieri12 giugno 2015 12:32

    Ho sempre evitato di essere uno strumento di sfruttamento dei voraci bancari che ti incantano con la facilità di poter usare quello che ti offrono in modo suadente per poi divenire usurai inflessibili per un piccolo ritardo nel rendere il loro credito. Ho notato che speculano su tutto anche quando il conto in banca ha i tuoi soldi e usi solo quelli, a guardare bene e con diligenza, ti accorgi che sotto le voci più disparate ti sottraggono a piccole cifre il danaro a loro affidato, e non lasciatevi incantare del conto a tasso zero, non esiste, ogni piccola operazione ha un costo sempre e comunque. Anni fa, quando mi sono accorta di quanto ho descritto sopra, ho chiuso il conto in banca con meraviglia del direttore che mi ha chiesto la ragione di questo. Ho risposto con la mia solita abitudine a dire quello che penso senza mezzi termini: perché siete dei ladri! Ho un conto nelle poste e a parte una cifra contenuta annua, non ho più spese. Mi dispiace per coloro che hanno necessità di avere un conto bancario per esigenze lavorative, sto parlando dei pochi onesti e non degli speculatori che guadagnano sui poveri.

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  5. Maledetti ladri!

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  6. Bellissima e brillante galoppata pirotecnica nella "terra dei fuochi" che ci sta bruciando sotto i piedi con l'arma letale del TAEG. Ovvero: da dove nasce la povertà globale, come si arricchisce chi è già ricco, e come si impoverisce chi è già povero. I miei complimenti a Giuseppe Vullo!!

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  7. Giuseppe Vullo12 giugno 2015 15:06

    Ringrazio il poeta Salvatore R Mancuso, uomo di poche parole, ma nei suoi giudizi anche brevi , molto incisivo. Pertanto lo ringrazio doppiamente per il suo lusinghiero giudizio, sul mio articolo e per il commento in questo caso, oserei dire quasi prolisso !

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  8. Michele Maniscalco12 giugno 2015 16:13

    Difendo le banche. Non sono istituti di beneficienza, ma commercianti. Come tutti i commercianti comprano a un certo prezzo, mettono il loro ricarico, e vendono ad un prezzo maggiorato. La differenza sta nel fatto che la loro merce è il danaro. Cessione e acquisizione non sono definitivi come le merci, ma a tempo. Secondo voi il ricarico dei commercianti di merci è inferiore a quuello delle banche? Credo di no.

    Una volta, prima di "Findomestic", il piccolo credito era gestito direttamente dai commercianti. Vi assicuro che il loro TAEG non era inferiore a quello odierno delle banche. La differennza stava nella capacità di riscossione. Tanti non riuscivano a riscuotere i loro crediti e non avevano i mezzi per imporre la restituzione del credito. Con conseguenze che tante volte portavano al fallimento reale e non alla bancarotta fraudolenta. Poi è arriva "Findomestic".
    Dice ai commercianti: Tu pensa a vendere e a invogliare i clienti a comprare a rate, cerca d'imbrogliarli dicendo loro che comprare a rate è conveniente. Io Findomestic, ti do subito l'importo della merce venduta trattenendo una percentuale, in cambio tu non hai più nessun rapporto col cliente perchè a riscuotere ci penso io.
    Comunque anche le banche, nonostante la loro rigidezza nel concedere il credito non sempre riescono a riscuotere. A fine 2014 le sofferenze bancarie ammontavano a 183,7 miliardi di euro.

    E allora chi è il colpevole le banche o il consumismo? (mi riferisco al piccolo credito). Secondo me è il consumismo. Perche nel 90% dei casi si ricorre al il piccolo credito non per necessità, ma per acquistare merce non necessaria.

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  9. Tema rovente quello trattato da Vullo. Una società basata sul consumo che per forza di cose diventa vittima del sistema bancario, con annessi e connessi. Ma come dice bene Michele non c'ė tanto da stupirsi perché nella maggior parte dei casi tutto dipende da noi. Dalla nostra irresistibile voglia di "avere" qualcosa in piu del veramente necessario. E allora via al prestito facile, alle carte di ogni genere, alle rate allettanti e via dicendo. L'Insolvente francese ė fuggito sulle rive del Mekong dove, spero per lui, i servizi recupero crediti non riusciranno mai a trovarlo. Per tutti noi, invece, c'ė un solo modo. Resistere per quanto possibile.

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  10. Marisa Bignardelli12 giugno 2015 20:37

    Bello articolo Giuseppe!Vorrei sintetizzarlo prima scomodando Dante con un ossimoro"NO CI ALLEGRAMMO E TOSTO TORNO' IL PIANTO" e poi vorrei tradurlo in un proverbio siciliano "Tintu cu avi bisognu" Ricorrere al prestino strozzino per beni di consumo,però,mi richiama alla tua decrescita felice che vedo più come un limitare un consumismo piuttosto che un tornare indietro !Chi chiede il prestito per vera necessità,quello è da salvare dal taeg e dal bipolarismo sfociato in piena schizofrenia!!!Sempre un piecere leggerti Giuseppe !!!

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  11. Giuseppe, amico mio, devo complimentarmi con te sei riuscito ad unire in perfetta simbiosi : ironia e metafora, e lo hai fatto con grande professionalità comunicativa. Questi “Ossimori” , termini che si prestano a divagazioni fantasiose e forse sconosciuti sono quei sistemi escogitati da chi si preoccupa come ripulire le tasche a coloro che ricorrono alla pubblica finanza. In sintesi, trattasi di un effetto di paradosso apparente e sistemi retorici che mettono insieme due cose per affermare tutto e il contrario di tutto. Complimenti ancora, per la finezza con la quale hai saputo presentare le conseguenze sostanziali per chi si imbatte in certe operazioni.

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