mercoledì 4 febbraio 2015

Sergio Mattarella. Un Viaggio per l’Italia

S Mattarella viaggio in Italia

di Giangiuseppe Gattuso - Ha giurato. Ha fatto il suo discorso al Parlamento e all’Italia. E da ieri, 3 Febbraio 2015, è il Presidente della Repubblica, e lo sarà, visto il precedente, per almeno sette anni. Sono soddisfatto.

Lo sono come cittadino italiano, lo sono come siciliano e palermitano. E lo sono ancor di più perché me lo ricordo quando, per alcune questioni procedurali riguardanti le elezioni universitarie, ‘lui’ da giovane professore diede a ‘noi’ giovani della DC qualche saggio consiglio. E poi, più avanti, quando gestì da ‘commissario’ la Democrazia Cristiana di Palermo. Seppe reggere quel ruolo guidando una struttura di partito enorme e complicata. Anni difficili, controversi, situazioni che oggi appaiono chiare ma che allora non lo erano affatto.

giuramento-mattarella-1Come nel suo stile ha parlato senza enfasi, scandendo le parole, in frasi brevi e lineari, affrontando i temi più sentiti dai cittadini e le questioni più rilevanti per le forze politiche. Ha apprezzato la presenza dei giovani e delle donne di questo Parlamento sottolineando la sua funzione di arbitro imparziale e custode della costituzione.

Ha puntato il dito sulle questioni importanti come la scuola e il diritto allo studio; il diritto al lavoro. La promozione della cultura, e il superamento del divario digitale del nostro Paese. E poi i nostri tesori ambientali e artistici, la pace, i diritti dei malati, il sostegno alla famiglia.

Insomma, un buon discorso. Come era ampiamente previsto e giusto che fosse. Possiamo ben sperare.

Ovviamente stiamo parlando del Presidente della Repubblica, e non del sovrano illuminato con poteri di governo. Le troppe aspettative dei cittadini potrebbero essere infrante al cozzare della realtà. I poteri di governo sono altrove, il futuro del Paese è in altre mani. La potestà legislativa è, ancora, delle due Camere fin quando il bicameralismo non sarà effettivamente superato. Ma c’è tempo per questo.

Sarà già un grande successo, infatti, svolgere sul serio e senza tentennamenti quel ruolo di garante della democrazia, della Costituzione, e arbitro imparziale; tutto questo, insomma, se riuscirà a vigilare sulle nuove leggi, se riuscirà a limitare l’abuso della decretazione d’urgenza, se riuscirà a consentire a tutte le forze politiche, tutte, pari dignità nell’esplicazione della loro imprescindibile funzione politica.         

TraghettoMa questa mia breve riflessione non può finire così. Voglio proporre al nuovo Presidente un viaggio per l’Italia, partendo dal Nord. In treno. Il modo più efficace per conoscere meglio territori e popolazione; incontrare le eccellenze che ci inorgogliscono; ascoltare da vicino le esigenze e le preoccupazioni di tanti cittadini, le difficoltà quotidiane di tantissime famiglie. Per avere, insomma, una maggiore consapevolezza di ciò di cui ha bisogno il Paese che rappresenta.

E in questo bellissimo viaggio avrà modo di apprezzare e constatare il livello delle nostre infrastrutture, la quantità, la qualità e la diffusione territoriale. I servizi di trasporto ferroviario, la velocità e gli orari, il confort delle carrozze, man mano che ci si avvicina al Sud Italia. Per arrivare, senza soluzione di continuità, alla punta estrema dello stivale e della Sicilia.

treno_dentro_traghetto_NMa il rischio, Presidente Mattarella, è che a Villa San Giovanni, Lei debba scendere dal treno, con il suo bagaglio, e non per visitare quei luoghi, ma per attraversare lo Stretto di Messina. Si, perché le Ferrovie dello Stato, a partire dal prossimo mese di giugno 2015, non assicureranno più la cosiddetta “continuità territoriale”. E purtroppo non c’è il ponte, e non è nemmeno nelle previsioni di governo. In buona sostanza i passeggeri dei treni da e per la Sicilia non potranno più attraversare lo Stretto restando sul treno. Non ci sono i fondi necessari per assicurare un adeguato servizio di traghetti.  

Metropolitana dello StrettoNon si può interrompere un servizio così importante, un colpo terribile alla coesione economica e sociale, una disparità di trattamento che penalizza fortemente i cittadini siciliani ledendo quel “diritto alla mobilità” garantito dall’art. 16 della Costituzione. No, non si può accettare una simile ignominia. Uno schiaffo mortificante.

Ecco, caro Presidente, questa mi pare una delle prime emergenze da affrontare. Ci basta una Sua parola. La Sicilia e l’Italia non meritano tutto questo.

Giangiuseppe Gattuso
04 Febbraio 2015

22 commenti:

  1. Certamente il nostro Presidente avrà un bel da fare per risolvere i tantissimi problemi che attanagliano l’Italia, però, in questo momento, l’unico problema che secondo me è molto grave è quello che, a quanto pare, si sta raggiungendo quell’antico progetto di separazione della Sicilia dall’ Italia. Cosa voglio dire? Voglio dire ed uso a ragion veduta “ voglio” perché il nostro Presidente da buon Siciliano ha davvero un bel da fare perché dovrà fare di tutto per tenere l’ isola attaccata alla terra ferma a mezzo l’antica linea ferrata “Ferrabottu” che alcuni sciagurati vogliono eliminare, come se fosse semplice per un turista o viaggiatore scendere dal treno alla stazione di Reggio ed andare a prendere una nave traghetto privata per poi raggiungere la stazione ferroviaria di Messina e poter proseguire il viaggio. Discorso valevole anche per chi viaggia in treno dalla Sicilia verso il nord. Quindi, un bella gatta da pelare ed anche urgente per il nostro Presidente! Buon lavoro Presidente Mattarella!

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  2. La crisi economica riporta tutti, e tutto, indietro: ciò che era conquista si perde, ciò che era unità si scioglie, ciò che era continuità, si interrompe. Lo sa bene Il Presidente, ma non potrà farci niente.

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  3. Michele Maniscalco5 febbraio 2015 08:28

    "Purtroppo non c'è il ponte". Bravo mi piace quel purtroppo. Tutta l'Europa Costruisce ponti e scava tunnel, ma noi siamo "ecologisti".Il traghettamento dei treni è una cosa antiquata, ma è l'unica cosa che ci attacca, anche se in malo modo, all'Italia. Toglierlo significa allontanarci ancora di più.
    Giusta la sottolineatura che stiamo parlando del Presidente della Repubblica e non del capo del Governo. Spero che i suoi suggerimenti vengano accolti dal Parlamento
    Lunga vita a Mattarella.

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  4. Cettina Alongi5 febbraio 2015 08:55

    Non conosco un politico siciliano che abbia mai fatto qualcosa di utile per la Sicilia! Infatti abbiamo la rete ferroviaria più scarsa d'Italia!

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  5. Asia Lucia Cricchio5 febbraio 2015 09:34

    Farà questo viaggio da Nord a Sud? Io credo proprio di no! anche se preferirei sapere che mi sto sbagliando. Ad ogni modo l'articolo è un invito che condivido e che faccio mio. E per il bene di tutti noi spero che i democristiani non considerano i cittadini italiani di serie b.

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  6. Guido Ics Sara un altro caporale posto al servizio dei soliti poteri nazionali economici e occulti e sottomesso ai poteri esteri sempre economici ed occulti. Un altro presidente specie proveniente dalla corte costituzionale scioglieva le camere e li spediva tutti al voto con il mattarellum stante che gli eletti sono stati eletti in difformità delle norme costituzionali. Una situazione giuridica e politica è roba da paesi africani non da potenze democratiche occidentali. Qui tutto si dimentica finite le polemiche a caldo poi tutto scorre. Fanno discorsi che abili parolieri gli scrivono e che i politici leggono tediando il popolo e ricevendo il plauso degli intellettuali sempre pronti a bersi le belle parole dando per scontata la buna fede dell potere costituito. Si da importanza al fatto che va in giro con la panda poi magari ha le Ferrari in garage e se non ha le Ferrari qualcosa la compra con tutti i soldi che ha incassato con la politica. Il passato si scorda le ombre vengono schiarite dai riflettori massmediatiche che a comando creano l immagine del caporale di turno che diventa grande statista. Un esempio Matteo Renzi solo noi potevamo partorire un presidente del consiglio come Matteo Renzi o una ministra per le riforme costituzionale come la boschi. I nostri costituenti si staranno rivoltando nella tomba vedendo che la riforma costituzionale sia fatta a firma della boschi roba da morire di reflusso gastrico intestinale.

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  7. sergio potenzano5 febbraio 2015 10:08

    Su questo argomento ho già scritto qualcosa in un precedente articolo di qualche anno fa, ricordo chiaramente la rabbia che mi prese quando, dopo aver speso tanti soldi per il progetto, dopo aver trovato gli investitori ufficiali, quando sembrava che il ponte fosse già una realtà, ecco che si interrompe tutto, perdendo l'unica occasione vera che ci avrebbe, finalmente, attaccato fisicamente al resto dell'Italia, che avrebbe dato tanti posti di lavoro, incrementato il turismo, avremmo, persino, avuto qualche possibilità di avere l'alta velocità dei treni anche in Sicilia, e invece no!
    Spuntano come funghi gli ECOLOGISTI, quelli che si preoccupano dell'impatto ambientale, dimenticando che i traghetti, per funzionare, usano nafta, kerosene, benzina, e chi ha usato i traghetti sa cosa vuol dire rimanere sul treno quando si trova nella stiva, rischia di morire intossicato a causa degli scarichi delle auto, e già, a questo gli ecologisti non ci pensano, loro prendono gli aerei, che c....o gliene frega!
    Abbiamo agevolato l'intenzione di chi ritiene che la Sicilia debba essere regalata all'Africa, di chi ha ritenuto sempre che fosse una palla al piede dell'Italia.
    Adesso con l'interruzione della continuità ferroviaria, la frittata è fatta, altro tassello per il raggiungimento dello sfascio totale.
    Sono curioso di vedere la reazione delle istituzioni, cosa farà Crocetta? Si preoccuperà di risolvere il problema? Ai posteri l'ardua sentenza.

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  8. Diciamo la verità. Stimare Sergio Mattarella è un sentimento che sorge spontaneo. La sua serietà, il suo senso dell'equilibrio, la sua educazione e la sua preparazione giuridica fanno sfigurare i tanti nani che oggi assurgono indegnamente al ruolo di statisti. Credo che il suo intervento d'insediamento al Parlamento in Seduta comune passerà alla storia per come sia riuscito a far comprendere, anche ai più sprovveduti, il significato autentico della Costituzione. E' uscito fuori da ogni dotto tecnicismo riuscendo a calare il dettato Costituzionale dentro il vivere quotidiano della gente, in maniera ipersociale. Ha spiegato al Parlamento che c’è un solo modo di concepire la politica: occuparsi dei problemi dei cittadini. Questo non era mai accaduto prima (unica eccezione Sandro Pertini) e ci auguriamo che il Presidente appena insediato non smarrisca mai la direzione che ha intrapresa, poichè tante speranze e tante attese ha suscitato nei cuori degli italiani. Qual'è il problema? Il problema è che, come dice giustamente Giangiuseppe, il potere esecutivo dove si decidono le sorti del nostro Paese, dimora in altri palazzi dove le buone intenzioni di Mattarella dovrebbero tradursi in atti concreti. Al Presidente purtroppo non resteranno che le solite armi (un po’ spuntate) dei moniti, dei messaggi alle Camere, della cosiddetta moral suasion. Un esempio per tutti? I partiti hanno applaudito Mattarella quando ha parlato della corruzione in Italia. Due giorni dopo hanno votato, per l’ennesima volta, contro lo sblocco del ddl anticorruzione che giace in Senato da un paio d’anni.

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  9. Gabriele Marolda5 febbraio 2015 10:37

    Ben detto. Nel momento in cui un siciliano viene eletto alla massima carica pubblica, sembra un vero e proprio schiaffo a tutti i siciliani questa assurda decisione del sevizio ferroviario, che rende più gravoso lo spostamento dalla Sicilia al continente.

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  10. Il Direttore mi pare abbia esposto con sufficiente chiarezza, forse però cedendo ad un "naziionalistico" o "regionalistico" ma altamente comprensibile sentimento d'amore per la sua terra, quello che si attende dal Presidente Matttarella. Penso, comunque, che ciascuno di noi avrebbe fatto lo stesso. Ho paura, però, che il Presidente Mattarella debba affrontare, con priorità assoluta, ben altri e gravosi problemi dell'Italia.Intanto la necessaria riforma delle Camere rappresentative dividendone i compiti: alla Camera dei Deputati la legiferazione, al Senato la verifica e la rappresentività regiionale su come gestire le regole interessanti l'intera Nazione e quelle interessanti le singole autonomie regiionali, secondo il principio del federalismo concreto, nel rispetto degli usi e dei costumi come, alla fine, facevano i nostri antenati. Tale riforma delle due Camere però non deve intaccare minimamente il potere costituzionale e naturale del "popolo sovrano" delegando si i partiti a dare sostanza alle liste elettorali ma obbligandoli per legge ad ascoltare e tradurre in pratica i desideri della comunità:Ciò dovrebbe essere alla base di una seria Legge Elettorale da elaborare e promulgare sotto il diretto e incisivo contriollo della Corte Costituzionale al fine di garantirne, in primis, proprio l'aderenza al dettame sancito dalla Carta Costituzionale originaria. Di seguito s'impone una drastica riduzione dei "rappresentanti", (da cancellarne almeno la metà). Per il Senato, anzitutto va sancita l'abolizione dei Senatori a Vita, carica che nessuna nazione democratica prevede, poi dovrebbe essere formato da un massimo di tre rappresentanti per regione designati dal popolo sempre attraverso le primarie fissate per legge. A questo è necessario che si affianchi nel modo più concreto l'indipendenza assoluta dell' amministraziione della giustizia dal potere esecutivo. Infine affrontare il tema di una tassazione equa e solidale e, come avviene in tutte le nazioni avanzate, non fare, ad ogni cambio di gestione, condoni fiscali,. ma mandare in galera e non a curare i vecchietti gli evasori perché il delitto più grande di un cittadino è quello, a mio giudizio, di ostinarsi a non voler partecipare alla vita della comunità alla quale appartiene pagando un tributo proporzionale al reddito goduto perché questa la civiltà e il Medio Evo , e i faudatari, sono stati eliminati da un bel pò....almeno a parole. Alla fine: un augurio, sincero,leale,convinto al nuovo Presidente: quello di essere coerente con la sua vita passata fatta di concretezza e correttezza uniche e che è la garanzia per le persone oneste e che ancora si sforzano di esserlo, in un Italia che da venti anni è stata ridotta ad un postribolo dove i cittadini comuni e poveri, sono state vere e proprie "lucciole" al servizio dei potenti.

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  11. Ho letto con assoluto interesse “Un viaggio per l’Italia” di Giangiuseppe Gattuso, una sua fugace, ma convinta illuminazione circa un virtuale viaggio in treno del nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un servizio di piacevole fattura, non solo per avermi ricordato i miei 5 milioni di chilometri percorsi in treno, nei 36 anni di vita ferroviaria, ma per l’originalità con la quale l’amico Giangiuseppe propone al capo dello Stato, dopo che si sono spenti finalmente i fari sulla sua elezione. Certamente non si propone una mostra celebrativa e retorica bensì una reale presa visione per una soluzione spaziale nuova e diversa, oltre che una conoscenza storica ed entusiasmante della nostra Italia “insulare” e “peninsulare”. In sintesi un approccio visivo originale ed inconsueto, ancorché evocativo per ripensare un’Italia nuova, rigenerata, dopo un ventennio di incrostazioni e cattiva politica. Credo che con una figura semplice, ma pregna di una singolare onestà intellettuale e politica come Sergio Mattarella si possa concepire, in piena armonia con gli altri poteri dello Stato, una nuova strategia per poter tessere un nuovo futuro per l’Italia. Bene hai fatto, caro Giangiuseppe a mettere in risalto il problema dello “strittu” di Messina, certamente non più concepibile o prorogabile “SINE DIE”. E’ improcrastinabile assicurare questo servizio che tende a diventare sempre più precario, bisogna risolverlo, SINC ET NUNC, tanto per usare un sillogismo dell’amica Bignardelli. Qui faccio un sincero apprezzamento ed un plauso al popolo siciliano per la sua grande voglia di sentirsi italiano doc e mai escluso dal resto della penisola. Il discorso di insediamento conferma lo straordinario spessore personale del nuovo presidente, Sergio Mattarella, che si è presentato al Parlamento e al Paese con la sua ormai proverbiale concisione comunicativa ma riuscendo a spaziare, in maniera chiara ed incisiva, i problemi reali, ma soprattutto ciò che gli italiani volevano ascoltare. Ha posto con la solita puntigliosa voglia di farsi capire sempre, la volontà che intende adottare e porre il suo orientamento a concepire la carta costituzionale,ed i valori fondativi del nostro Stato. L'attenzione prioritaria - aggiunge - e la sensibilità dimostrate nei confronti delle difficoltà che vivono quotidianamente la famiglie, i giovani, le fasce più deboli della società, a motivo della crisi perdurante, così come il deciso richiamo ai temi della legalità. Insomma una figura rassicurante di un capo dello Stato garante delle istituzioni e dell'Unità nazionale …… una persona autenticamente vicina a tutti gli italiani. Questo è l’auspicio che ci poniamo con il tuo “viaggio”, caro Giangiusepe, altrimenti ancora una volta saremmo costretti a ripetere la famosa frase del famoso marchese Massimo Taparelli d’Azeglio: “Pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani”.

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  12. Franca Ciantia5 febbraio 2015 16:21

    Intelligente l'idea di Gattuso di volere mandare in viaggio per l'Italia il neo Presidente! Penso, però, che questo viaggio per l'Italia lo metterebbe davanti a tanti e tanti e tanti problemi che, come fanno tutti, per non sapere da dove cominciare lascia che le cose vadano come "devono" andare. Purtroppo l'Italia è tutta una indigesta massa di problemi e povertà, bellezza e intelligenze dove i primi restano irrisolti e le seconde non vengono sufficientemente valorizzate e trasformate in ricchezza!

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  13. Il mio parere" vero", caro Gianni, è che il Presidente Mattarella comincia ad entrare nelle mie simpatie. Lo trovo serio, non serioso, molto affabile pur se schivo , modesto ma pienamente consapevole delle gravose responsabilità che lo attendono e che gli auguro, di vero cuore, possa affrontare con coraggio e serenità. Non ho, volutamente , letto , prima di stilare il mio modestissimo parere, quello degli amici, molto più "competenti " di me, proprio perché voglio non esserne influenzata. Si, mi pare proprio che ci siano le premesse che possa esser IL PRESIDENTE , con tutti i crismi, della nostra Italia. Molto bella l’idea di un suo viaggio per il Paese, in treno, sarebbe un atto democratico, tra la gente, la sua gente che tanta speranza sta riponendo in lui! si accorgerebbe man ano che si avvicinerà al sud da Villa S. Giovanni, dei gravi disagi ... di cui, peraltro , sarà sicuramente a conoscenza. E che c'è tanto tanto da fare per eliminare o quanto meno , "attenuare" tante situazioni incresciose! Gli auguro un sincero Buon lavoro, per la Sicilia e per l'Italia tutta!

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  14. bellissimo articolo! Spero, neo Presidente della Repubblica, ricordi sempre di essere stato Membro della Consulta e si rifiuti firmare leggi anticostituzionali, credo sarebbe, unitamente alle richieste altre.un ottimo viatico per farne un ottimo PdR!!

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  15. Credo che il Nostro Presidente Mattarella non abbia bisogno di intraprendere tale viaggio per conoscere i problemi dell'Italia e degli italiani. Mi piace l'idea di questo viaggio virtuale proposto da Giangiuseppe! E' davvero interessante pensare ad un Presidente in viaggio per treni e, quindi, a stretto contatto con i suoi concittadini(tutti! Del nord del centro e del sud). E' come immaginarlo "persona comune" a dover affrontare i problemi quotidiani di noi tutti........Che dire? Mai dire mai!

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  16. E' difficile seguire questo blog. Ogni minuto ci si imbatte in mattoni tremendi da legere e da digerire, ogni due per tre abbiamo gli amici Luce e Gentile che ci addottrinano su tutto lo scibile. Insomma non si può mettere sempre per iscritto tutto quanto. Sarebbe meglio che ci si attenessimo tutti all'articolo che si sta commentando. Ve lo dice uno che ha avuto per anni l'inveterata abitudine di scrivere commenti lunghi, anzi lunghissimi, ma sembra avere perso questa consuetudine.
    Che dire dell'articolo di Giangiuseppe?
    E chiaramente diviso in due parti. La prima, come tutti abbiamo constatato, riguarda il discorso del Presidente, le speranze che ha suscitato, e , la cosa più importante, una riflessione sul fatto che il potere e anche il futuro dell'Italia non è nelle mani del Presidente ma in quelle del governo. Poi però il direttore si scorda quello che aveva testè scritto e comincia col suggerire al Presidente il viaggio in treno. Un'espediente retorico e letterario per parlare del taglio del servizio dei traghetti.
    Ora, a parte il fatto che mai il Presidente leggerà questo articolo, visto che il potere non è nelle sue mani, non avrebbe potuto meglio il direttore indirizzare la giusta e sacrosanta lamentela direttamente al Presidente del Consiglio, magari andandolo a pescare in facebook o spedendogli espressamente una lettera?
    E' evidente che il Direttore ha parlato a noi lettori del blog di questo problema, il che non è male, anche se rimane tra noi.
    Non sono d'accordo con l'amico Gentile quando dice che il Presidente Mattarella debba affrontare, con priorità assoluta, ben altri e gravosi problemi dell'Italia.
    Non sono d'accordo per il semplice motivo che non è il Presidente a dovere affrontare questi problemi, in quanto lui ha istituzionalmente Altro a cui pensare. L'ha detto chiaramente che sarà l'arbitro e non il giocatore.
    Comunque, mi sembra alquanto improbabile che Mattarella si farà un giro in treno per la nostra penisola.

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  17. Questo presidente mi piace molto. 
    Uomo sobrio, serio, di una famiglia tradizionale, legato ad essa da quei sentimenti di stima e di complicità che garantiscono saldamente l'unità dei suoi componenti.
    Il sorriso dell'uomo semplice ne rivela l'anima sensibile, e ciò arricchisce questa bella figura di un figlio della nostra Sicilia. 
    Io fino a venticinque anni fa ho abitato in via Libertà, esattamente in una delle casette del cortile Caravello. 
    Mi divideva dal suo palazzo il muro di cinta. Tutte le mattine, quando capitava, vedevo l'onorevole recarsi dal giornalaio poco più avanti e poi tornare a casa col suo pacco di quotidiani.  
    La moglie l'incontravo spesso, frequentava la parrocchia di San Michele, dove mi recavo anch'io quando ero ancora cattolica.
    Proprio a lei va oggi il mio ricordo, a lei che non c'è più ormai quasi da tre anni. Una donna colta, una mamma semplice e affettuosa, dedita alla famiglia, pronta a fare quel passo indietro, tutto femminile, per amore del marito sostenendolo anche con il silenzio. Politicamente non c'è niente da dire; qualcuno ha acidamente provato a risalire alla storia passata della famiglia per gettare ombre. Certo è che tutti, a parte i 5S, la Lega, e Forza Italia....per il “metodo”, hanno apprezzato la scelta fatta dall'abile stratega -gli va riconosciuto- Matteo Renzi. Il quale ha preso ben due grassi piccioni con una fava. Oltre a riscuotere l'approvazione generale, ha rafforzando la sua centralità di laeder nazionale, dando un bel colpo a Forza Italia, già nei guai per le beghe intestine, provocandone la divisione definitiva, e mettendo alle corde lo stesso Berlusconi. Il quale continua a sperare, non si rassegna, non può accettare questo colpo basso dal suo protetto di un tempo. Ma ormai è fatta: il nazareno non c'è più; tra la nonchalance della Serracchiani e il sorrisino soddisfatto di Renzi. Quoque tu..... ! Comunque il Berlusca si può consolare con lo sconto di pena avuto ultimamente; e marzo è ormai vicino.....! Tornando all'elezione di Mattarella, credo che anche a livello internazionale egli riscuoterà una buona stima, ridando così un po' di dignità al nostro paese. Un augurio di cuore ai due figli maschi Bernardo e Francesco; uno particolare alla figlia Laura che vedremo spesso accanto al padre in tutte quelle occasioni ufficiali che lo richiedano.
    Ecco, io mi auguro anche che il nostro presidente possa rappresentare un modello di vita familiare, perché la famiglia di oggi ha tanto bisogno di ritrovare quei valori e quei significati profondi che, purtroppo, in gran parte si sono perduti.
    In viaggio per l'Italia con la valigia? Perché no! Sulle orme di Pertini...!

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    1. Scusate la continuità del discorso senza alcuni "a capo": è avvenuto nel pubblicare. Succede!

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  18. Lo sappiamo bene che il Presidente della Repubblica non ha poteri di governo. Ma ha quel potere che gli deriva dalla sua autorevolezza, dal suo essere al di sopra delle parti. E quindi per essere il rappresentante di tutti i cittadini. Per questo mi pare un fatto importante invocare la sua attenzione per una questione non secondaria come quella della continuità territoriale che verrebbe interrotta dalle ferrovie dello stato

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  19. Pasquale Nevone6 febbraio 2015 16:28

    Mi associo alla soddisfazione e all'orgoglio di Giangiuseppe per l'elezione di Mattarella a Presidente della Repubblica.
    Sono sicuro che le qualità dell’uomo e del politico che noi palermitani conosciamo bene da 35 anni saranno presto conosciute ed amate dagli italiani.
    Sarà sicuramente un arbitro imparziale e silenzioso. Quando però dovrà intervenire, sarà fermo e risoluto. Non le manderà a dire.
    Purtroppo, in effetti, troppi italiani erroneamente gli chiedono di risolvere tanti e complessi problemi ,ma tutti sappiamo che non potrà mai farlo. Non siamo in una repubblica presidenziale, ma parlamentare.
    Ritengo, piuttosto, che anche lui, più o meno presto, sarà costretto dagli eventi ad uscire dagli schemi, cioè dal dettato costituzionale. Nella seconda repubblica tutti i suoi predecessori sono stati costretto a farlo.
    In definitiva, Mattarella potrebbe essere l’ultimo Presidente-notaio.
    Questa legislatura approverà italicum e monocameralismo. La prossima approverà la repubblica presidenziale.

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  20. Francesca Cottoni7 febbraio 2015 11:00

    Quello che ai scritto lo hai fatto con il cuore di siciliano... e capisco benissimo... io spero che questo presidente sia come dici tu. Il nostro paese ha bisogno di una persona corretta con la schiena dritta... e a voi siciliani vi auguro con tutto il mio cuore che faccia qualcosa per il vostro treno e che non sia necessario scendere per attraversare lo stretto di Messina...

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  21. Armando Pupella7 febbraio 2015 11:07

    Condivido l'articolo. Ha fatto bene il Presidente Mattarella ad invitare i "giocatori" a comportarsi correttamente; l'arbitro non può far miracoli quando i "giocatori" litigano, danneggiano la squadra e rischiano di far azzuffare i tifosi. I "giocatori" non si comportarono in modo corretto nel 1922 quando spianarono la via alla dittatura, dopo le ultime elezioni politiche, e prima della rielezione del Presidente Giorgio Napolitano a capo dello Stato; dopo le ultime elezioni politiche il Presidente G. Napolitano disse che I PARTITI LO AVEVANO LASCIATO SOLO. Per quanto riguarda l'articolo ho solo qualche riserva sull'abolizione del bicameralismo perfetto. Dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale l'Italia realizzò il miracolo economico anche col bicameralismo ma i politici di allora erano sobri e c'era la Repubblica Italiana, non la repubblica di tangentopoli e privilegiopoli. Ritengo che le leggi, cose delicate, è bene che vengano elaborate dai Deputati in collaborazione con il Senato, Assemblea di Anziani con maggior esperienza di vita. Il mondo è andato avanti con l'entusiasmo e la voglia di cambiamento dei giovani unità all'esperienza dei vecchi. Non è vero che il Senato rallenta l'iter legislativo ciò è causato, nelle due Camere, dalla presentazione di centinaia o migliaia di cavillosi emendamenti ad una proposta di legge, assurdità superabile modificando i regolamenti parlamentari. L'abolizione del bicameralismo perfetto non è la panacea di tutti i mali e non farà riprendere l'economia per la quale occorre uno Stato snello, con burocrazia semplice, e poco costoso come quello che negli anni sessanta del secolo scorso realizzo il risorgimento economico post seconda guerra mondiale. Sarebbe un bene per l'economia e per combattere la disoccupazione ridimensionare spropositati privilegi, eliminare poltrone in eccesso, abolire enti superflui (non le Province che è meglio ridurle di numero), e dimezzare il numero dei 630 Deputati e dei 315 Senatori che sono quasi il doppio di quelli degli USA con una popolazione di più di 300 milioni di abitanti a fronte di noi italiani che siamo 60 milioni.
    La cosiddetta "crisi" si può superare con soluzioni decenti ed efficaci senza rompere le tasche agl'italiani. Tasche nell'accezione di portafoglio. Superarla è urgentissimo anche per porre fine al triste spettacolo di italiani che dormono nelle stazioni ferroviarie, e alla tragedia di disoccupati e imprenditori che continuano a suicidarsi da ben 25 anni. Gentile Presidente Mattarella, buon lavoro! Molti, non conoscendo la Costituzione, pensano che il Presidente della Repubblica ossa risolvere i problemi. La nostra, GIUSTAMENTE, è Repubblica Parlamentare nella quale governa il Governo con l'approvazione del Parlamento. Il Presidente della Repubblica non ha responsabilità politica ma, come arbitro super partes, può essere da sprone ed un esempio di sobrietà ed amore per la Patria. Sia chiaro che Patria non significa mobilitare le Forze Armate per mortificare le altrui Patrie con l'aggressione. Le guerre, salvo le difensive, è molto igienico evitarle. La parola Patria, mentre sintetizza i Valori storici, culturali, religiosi, laici di un Popolo, è sinonimo d'impegno individuale e collettivo.

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