lunedì 31 marzo 2014

Le Urgenze ‘Vere’ dell’Italia

Matteo Renzi e Maria Elena Boschidi Giangiuseppe Gattuso - Sembra che i problemi di questo nostro Paese siano condensati nella necessità delle ormai famose riforme costituzionali.
Che il Parlamento meno legittimato della storia, con una buona dose di superficialità e presunzione, si appresta a fare. Modificando, con un accordo extraparlamentare a due, e fortemente, quella Carta costituzionale approvata dall’Assemblea Costituente, appositamente eletta nel 1946. Redatta dalla Commissione ristretta di 75 membri, tra le migliori intelligenze di quel tempo, che lavorarono intensamente per circa due anni e mezzo.
Riforme, senza le quali, viene ripetuto quotidianamente, non c’è speranza di salvezza, e che, se non approvate presto e senza indugio, il giovane neo Presidente del Consiglio ‘minaccia’ il ritiro dalla politica. Un atteggiamento e un’intransigenza politica che suscita perplessità.

Nello steso tempo, però, le difficoltà dei cittadini italiani continuano ad aumentare. Le disuguaglianze hanno assunto proporzioni gigantesche e la povertà stride ogni giorno di più. I freddi dati statistici non lasciano dubbi. Viviamo una lunga stagione di crisi, di depressione economica, di una condizione sociale di stenti per milioni di giovani, di donne, di famiglie, di anziani. Insomma, di tanta, troppa gente che ha, invece, il diritto di vivere un’esistenza dignitosa.

Ecco quindi il problema dei problemi. La questione per la quale il governo e la Politica hanno il dovere di decidere e porre rimedio. Ristabilire condizioni di vivibilità per tutti, mediante meccanismi chiari e certi di ridistribuzione delle risorse economiche per creare nuove occasioni di lavoro vero. Quella ricchezza enorme posseduta da una minoranza del Paese che grida vendetta. Si tratta di stabilire e attuare provvedimenti emergenziali, per iniziare a porre limiti ai compensi, agli stipendi di manager e dirigenti pubblici, così come alle pensioni. Superando dubbi e titubanze, modificando quelle norme atte a garantire sempre chi ha di più, e tirate in ballo al momento giusto a garanzia dei privilegi che si celano dietro i cosiddetti ‘diritti acquisiti’.

Lo scandalo dei compensi, prebende, stipendi esagerati, delle vergognose differenze di trattamento retributivo per mansioni e responsabilità analoghe, così come per le pensioni, è una questione vecchia, ben conosciuta e mai risolta.

Se ne parlava già nel 1972 in ‘La giungla retributiva’, di Ermanno Gorrieri, e nel 1976 ne ‘Il labirinto delle pensioni’, di Onorato Castellino. Due testi fondamentali per lo studio dei fenomeni retributivi e di disuguaglianza sociale, delle incongruenze e delle sperequazioni degli stipendi pubblici e delle pensioni, regolati da leggi complicate e contradditorie che hanno generato le enormità degli anni seguenti, fino ad oggi.

In una recente ricerca di Roberto Perotti, (coordinatore della segreteria di Matteo Renzi per la spesa pubblica), pubblicata su ‘lavoce.info’, vengono comparate alcune retribuzioni della pubblica amministrazione italiana e del Regno Unito. Dal confronto emerge la rilevante differenza degli stipendi italiani, relativamente alle categorie dirigenziali, molto più elevati di quelli britannici. Mentre si rileva, invece, una differenza inversa per le retribuzioni delle fasce basse e intermedie. In buona sostanza in Italia, ma non è una novità, i salari della classe media e operaia sono vergognosamente bassi. Praticamente, nel corso degli anni passati, c’è stato un tacito e connivente accordo tra la politica e il sindacato che ha determinato disuguaglianze e sacche di privilegi di cui nemmeno si conosce la reale entità. Altro spinoso e vergognoso problema riguarda le cosiddette ‘pensioni d’oro’. Un fenomeno nostrano che ha radici lontane e profonde.

renzi-slidePer intervenire concretamente, quindi, c’è bisogno di prendere coscienza, una volta per tutte, del momento grave che sta attraversando l’Italia e i suoi cittadini. Fissare un periodo emergenziale di 3 - 5 anni, durante il quale, per esempio, e per cominciare, dare concretezza all’idea di quell’imprenditore illuminato che fu Adriano Olivetti: dieci volte il salario minimo dei suoi dipendenti per determinare l'ammontare del compenso per i dirigenti di più alta fascia. E per le ‘pensioni d’oro’, invece, stabilire un tetto massimo di cinquemila 5.000 euro netti mensili. Le somme oltre tale cifra andrebbero destinate all’incremento delle pensioni minime, anch’esse vergognose, oltre che indegne.

Insomma, la struttura remunerativa italiana, così com’è non regge ed è profondamente ingiusta. Non ci può essere ‘revisione della spesa’ che tenga. E qualsiasi meccanismo pensato per ridurre la tassazione e il cuneo fiscale del costo del lavoro deve prima passare per questi interventi. È stato calcolato che riducendo del 20% gli stipendi dei dirigenti apicali e del 15 percento degli altri dirigenti, e tagliando gli stipendi dei manager pubblici e semi-pubblici, si potrebbero risparmiare da 800 milioni e 1 miliardo all’anno. E, afferma Roberto Perotti, senza licenziare né mettere sul lastrico nessuno.

Per far tutto questo non c’è bisogno di attendere le salvifiche riforme istituzionali. Non c’è bisogno di abolire il Senato e nemmeno di riformare il titolo V della Costituzione. No, caro Presidente Renzi non è affatto necessario. La fretta e la forza di cui dispone vanno immediatamente indirizzate per risolvere le vere urgenze che affliggono milioni di cittadini, mettendo così le forze politiche di fronte alle loro responsabilità. Su questi temi i cittadini potranno decidere sulla bontà della sua azione di governo. Tutto il resto è pura demagogia e ‘furbi’ spot elettorali che non servono all’Italia.

Giangiuseppe Gattuso

31 marzo 2014

P.S. Su PoliticaPrima abbiamo già parlato di questi temi 
1) Pensioni d’oro. Vergogna intollerabile
2) Pensioni d'oro e pensioni che verranno
3) Privilegi e uomini di Stato. Donato Menichella
4) Equità, povertà e stipendi d’oro
5) La regola morale di Adriano Olivetti
6)Una rivoluzione: un tetto massimo alle pensioni!

35 commenti:

  1. Giulio Cesare Renzi ieri 31 marzo, poteva subire dai senatori le IDI di Marzo e come minimo le Kalende greche. Ma i senatori del nulla nella loro ignoranza, hanno dimenticato che le IDI Marzo, sono fuori tempo massimo perché se si voleva ripetere la storia, si doveva fare il 15 marzo. Perciò Giulio Cesare Renzi corre veloce verso la dittatura amato ed osannato dal popolo. Ieri sono stati sconfitti..."i galli-grilli" che si sono alleati con le vecchie cariatidi, rodotà, zagrelbreskied, landini ed i pasdaran della costituzione mummificata. I 25 congiurati e pugnalatori sono stati arrestati, il capo dei "BRUTI del PD e del senato è stato isolato ed umiliato perfino da Napolitano. La Giannini è stata subito zittita altrimenti verrà degradata. Ora il dittatore Giulio Cesare Renzi prepara le liste di proscrizione contro i "BENALTRISTI". Il popolo esulta. Viva Giulio Cesare Renzi !

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  2. Sergio Potenzano1 aprile 2014 12:17

    Non riesco a comprendere quali interessi possano avere i politici italiani nei confronti di questioni che possono risolvere solo in parte alcuni problemi, e di contro, non far nulla per affrontare quelle che sono le vere difficoltà degli italiani.
    Si è tanto parlato e sprecato tempo per la cancellazione delle Province, come se fosse la causa di tutti i mali, e nessuno ha mai parlato degli sprechi e delle prebende delle Regioni, che hanno cifre a tantissimi zeri, adesso tutta l'attenzione verso l'abolizione del Senato, ma non si fa nulla per eliminare pensioni d'oro, e parcelle milionarie di Manager e super Dirigenti.
    Fanno capitomboli e salti mortali per regalare miliardi di Euro alle banche, e nessuno si preoccupa delle migliaia di aziende che hanno dovuto chiudere i battenti, licenziando migliaia di impiegati e operai che devono, a loro volta, inventarsi di tutto per sfamare le proprie famiglie.
    Insomma in questo benedetto paese abbiamo politici che sono molto bravi a occuparsi di falsi problemi, ma che diventano sordi, ciechi e muti, quando c'è da occuparsi delle vere emergenze che, se continuano a essere sottaciuti, rischiano di provocare fratture insanabili che porteranno inevitabilmente alla distruzione della nostra democrazia.

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  3. Maria Emilia Baldizzi1 aprile 2014 12:33

    Proprio ieri sera a Presa Diretta,la trasmissione di inchiesta condotta da (secondo me) uno dei migliori giornalisti italiani,Riccardo Iacona,si è parlato degli stipendi d'oro della regione siciliana tra consulenti,consiglieri e manager. nel frattempo la disoccupazione giovanile in Sicilia ha superato il 40 %.Che dire?? Renzi pensa ad abolire il Senato e intanto l'Italia va a picco. Il tuo articolo Gian mette il dito nella piaga.... ma la piaga è ormai purulenta..quale antibiotico ci vorrà per guarire?

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  4. Pasquale Nevone1 aprile 2014 15:46

    Condivido pienamente l'indignazione di Giangiuseppe Gattuso.
    E' insopportabile sbandierare la priorità delle riforme istituzionali.
    Solo la democrazia reale è l'unica vera emergenza prioritaria su tutto.
    La prima cosa da fare a dicembre 2013, infatti, era andare a votare subito per rieleggere un parlamento dichiarato nella sostanza incostituzionale.
    E’ inaccettabile un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale, e così pure tutte le massime istituzioni dello stato elette dal medesimo, che pretendano di accreditarsi come salvatori della patria ribaltando la verità, e cioè dipingendo le libere e democratiche elezioni come il vero attentato alla costituzione e allo stato di diritto poiché non danno un vincitore.
    Sappiamo, invece, che è la stessa classe politica che vuole la palude istituzionale per rendere permanente il consociativismo, chiamato “larghe intese”, e che mantiene le emergenze socio-economiche per restare al potere e conservare profitti e privilegi.

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    1. Pasquale, il parlamento attuale è stato eletto con le legge vigente nel febbraio scorso, che ora è stata abolita dalla corte costituzionale, ma non è un parlamento incostituzionale; casomai, è un parlamento politicamente screditato, ma la legislatura potrebbe anche durare altri quattro anni senza che alcuna legge venga calpestata. Motivi di opportunità vogliono che questo parlamento se ne vada al più presto, ma non ne farei un caso di parlamento incostituzionale.

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  5. Credo che le cose in Italia vadano bene, non esiste motivo per cambiare assolutamente nulla.
    Le famose riforme, di ogni ordine e grado rientrano nelle cose che si dicono da sempre, ma in realtà nessuno le vuole, tranne Renzi.
    Io sinceramente porterei a tre le camere, un sistema tricamerale, se due è meglio di uno, tre è meglio di due, questo è quantomeno logico.
    Per il resto non capisco ma mi adeguo.

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  6. Vorrei parodiare Alberto sordi come in un film alle prese con un piatto di spaghetti...mi hai provocato perciò io te magno ! Perciò al mio caro amico Gianni Gattuso risponderò in modo diretto ed alla sostanza del suo articolo di cui non condivido quasi nulla ! Non farò come l'amico Sergio Volpe che per non criticare l'articolo e non dare un dolore al direttore del blog, si rifugia nelle battute e nel sarcasmo...abolire una camera ? Giammai...anzi sarebbe meglio avere 3 camere, sic ! Alle assurde affermazioni di questo articolo dove si evince chiaramente una malcelata antipatia per Renzi e le sue frenetiche riforme. Legge elettorale ? Abolizione senato e titolo v (libertà di scempio e latrocinio della cassa comune). Naturalmente caro Gianni se vuoi continuo nella critica e polemica, perché mi hai invitato ad esprimere la mia opinione, se vuoi lo faccio sinceramente e senza ipocrisia. Il tuo articolo cosi sic et simpliciter è inquadrabile nel cosi detto " benaltrismo", bisogna lasciare tutto come è... sono ben altri i problemi. Ti sei messo dalla parte della casta e della minoranza mummificata nel suo credo istituzionale e costituzionale. Ma hai letto i sondaggi ? Gli Italiani vogliono l'abolizione del senato al 76 per cento, i benaltristi invece sono al 7-8 per cento. CMQ Ad esprimere questa posizione sei in buona ed illustre compagnia : i grandi costituzionalisti, che sulla costituzione ci campano, vedi Rodotà e Zagrelbreski(200 mila euro di pensione auto blu, 2 autisti ed altri privilegi) vuoi che continuo a snocciolare l'illustre compagnia che vuole lo status quo? La minoranza PD, Letta, Bersani, Camusso, Landini. Quella gente che vuol far finta di cambiare per non cambiare nulla ? Grillo che voleva mandare tutti a casa ed aprire il parlamento come una scatoletta !? Che delusione ! Perfino il giovane Di Maio improvvisamente ai miei occhi è diventato vecchio. In una intervista al corriere della sera ha dichiarato che lui è contro l'abolizione del senato. Evidentemente si è omologato al pensiero del capo, che non brilla per avere un pensiero coerente. Mi fermo qui. Non volevo intervenire per non dissentire pubblicamente dalle tue tesi. Ma se vorrai possiamo ancora esplicitare il nostro pensiero. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un giovane premier, che dice pane al pane, e vino al vino. Lui cerca di tirarci su, ma in tanti, anzi troppi cercano di tirarlo giù !

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  7. Naturalmente sarebbe auspicabile che altri intervenissero sui temi dell'articolo, perché è importante abolire o meno per es. il senato.

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    1. Gianni possiamo dire missione compiuta ? Con la nostra polemica artefatta abbiamo scaldato le batterie un po' scariche dei soci fondatori del blog. Il comitato dei vecchi saggi quasi al completo si è tuffato nella polemica. Mancano ancora tanti amici della prima ora, ma non disperiamo. Ora posso andare in sonno ? Ha ha hahaha(vorrebbe essere una risata). Aufwiedersehen.

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  8. L'arresto di 24 secessionisti veneti potrebbe essere considerata ancora una volta una burla. Ma questa è la seconda volta che succede. I veneti ancora pensano alla grandezza della repubblica di san marco ed alla serenissima. Sono passati 2 secoli ed ancora hanno nostalgia della potenza perduta. Nelle fosche previsioni che molti fanno sul futuro della nostra patria il virus della secessione potrebbe diffondersi. A proposito ho fatto il militare negli 71-72 al lido di Venezia nel battaglione san marco. Un paio di anni fa sono andato a fare il medico sempre al lido di Venezia. Ebbene perfino i bambini che io assistevo, mi chiedevano se ero siciliano o italiano. Perfino l'infermiera veneziana che mi accolse rivolgendosi agli altri Veneziani, mi indicava come "il medico della bassa"(bassa italia). Io per non essere da meno dell'infermiera Veneziana che mi arrivava all'ombelico, risposi un po' stizzito guardandola dall'alto in basso, dicendo: perché mi indichi come medico della bassa ? Forse perché tu ti senti infermiera "della alta"? Insomma poi sono andato a lavorare in un centro termale in trentino ed anche li il senso di patria, della bandiera e dell'Italia lo avevo solo io. Tanto che dovevo difendere la memoria dell'eroe del risorgimento Cesare Battisti che loro considerano un traditore, Traditore dell'Austria.

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  9. Analisi brillante, lucida e puntuale. E quindi? Manca la proposta, o ancora meglio la risposta all'arrogante ostentazione di soluzioni che a ben vedere soluzioni non sono, ma ulteriore rimescolamento di carte. Il guazzabuglio normativo non consente di valutare con assoluta precisione dove, come e con quali strumenti intervenire, senza provocare il collasso di nessuna delle altre componenti del sistema paese. Se osservate bene, al capezzale di questo perenne malato sono accorsi parecchi luminari i quali, ognuno per proprio conto, ha somministrato il proprio mix di medicine che non solo non ha dato ristoro alcuno ai sintomi che rientravano fra le più immediate competenze, ma hanno man mano fatto deflagrare ulteriori e numerose patologie. Delle due una (oppure tutte due all’unisono): o questi luminari sono degl’impostori che hanno lasciato ai libri l’onere di formare ogni volta un certo numero di universitari, o questi pur essendo a libro paga degli italiani contribuenti si sono venduti a gruppi d’interesse nazionali o esteri per operare contro gli interessi della collettività tutta.. Qualora in taluni casi così non fosse, costui o costoro investiti di responsabilità di governo, sono stati assolutamente inadeguati, e lo testimonia il fatto che il loro agire è stato lacunoso, frammentario e privo della necessaria visione di insieme. Detto questo non vedo altra soluzione che cancellare tutto, tornare a quanto prodotto dai costituenti e da lì ripartire.

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  10. Pasquale Nevone2 aprile 2014 17:44

    Insisto nel dire che la prima vera riforma da fare era andare subito al voto con la legge del porcellum, così come modificata dalla sentenza della Corte, a causa della evidente ricaduta di incostituzionalità su tutte le nostre istituzioni.
    Anch’io ritengo inderogabili le riforme e guardo con apprezzamento agli sforzi e ai “dolori del giovane Renzi” in questa direzione.
    Solo che, ribadisco, avrei preferito prima “riformare” e “legittimare” il parlamento e le istituzioni (vedi Governo e Presidente della Repubblica) con il voto anticipato, e poi procedere alle riforme (tutte) necessarie.
    Così non è stato perché si è detto che “votare” era inutile. Lo stesso Renzi ha detto di “stare sereni”, prima a Letta e poi a noi.
    Ritengo che le resistenze incontrate dal Matteo nazionale conseguono anche dal volere far fare le riforme ad un parlamento di nominati eletti con una legge incostituzionale.

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  11. Vedo che si avvicinano i campionati del mondo e, come è successo sempre, senza timore di essere smentito, tutti gli italiani diventano direttori tecnici della nazionale di calcio e tifosi. Ed il povero Prandelli quando la squadra perderà verrà crocifisso, ed ognuno ha una sua formazione da far giocare al posto di quella che ha giocato, e tutti diventiamo allenatori e ognuno ha suggerimenti da dare.
    Credo che in politica, in questo momento, ci si comporti allo stesso modo. Tutti abbiamo le ricette per far uscire l’Italia dalla recessione, tutti abbiamo le ricette giuste per il lavoro, nessuno è disposto a riconoscere ciò che sta facendo il povero Prandelli, pardon Matteo Renzi, come se si stesse grattando …, anziché lavorare per l’Italia.
    Infatti tutti vogliamo abbassare le pensioni d’oro e gli stipendi degli alti burocrati, tutti vogliamo tagliare le spese, però quando siamo al dunque e si toccano le Province o si presenta il d.d.l. per modificare le funzioni del Senato, tutti volevano fare le modifiche in modo diverso. Ed allora addosso all’untore, perché si è messo d’accordo con Berlusconi oppure perché i fautori di queste stesse riforme hanno nel frattempo cambiato idea.
    E mentre i penta stellati ancora consultano la rete per farci sapere come vogliono fare la riforma elettorale, e magari aspettano che Grillo completi il tour dei comizi (pardon spettacoli), che fa in giro per l’Italia a pagamento, la Camera ha già votato la legge in prima lettura.
    Prima ci lamentavamo dell’antipolitica e della casta. Ora che la casta sono diventati loro che facciamo? Aspettiamo oppure, forse è meglio…. vai avanti Matteo!


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  12. Pasquale Nevone2 aprile 2014 20:33

    Sono vecchio e nostalgico.
    Lo ammetto ed alzo bandiera bianca.
    Pur tuttavia, mi entusiasmo ancora oggi quando penso che nel 1946 le potenze vincitrici della 2.a guerra mondiale (vedi USA ed URSS) per riformare lo Stato Italiano da Monarchia in Repubblica "imposero" libere elezioni referendarie.
    Contemporaneamente per riformare la carta fondamentale dello Stato di diritto per passare dallo Statuto Albertino alla Carta Costituzionale tutte le forze politiche vollero l'elezione diretta di una Assemblea Costituente (i famosi 75 Padri Costituenti).
    Nel 1948 ci furono le elezioni del nuovo Parlamento secondo le nuove regole costituzionali.
    Oggi mi rattristo a vedere, sentire e difendere che si ritiene "giusto" prima far fare le riforme ad un parlamento anticostituzionale, e poi votare.
    E' come dire se la Repubblica e la Costituzione si fosse fatta fare prima al Gran Consigluiodel fascismo, epoi a tempo perso si fosse andato a votare..
    Non mi piace. Lo posso dire?

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    1. Caro Pasquale, scusami se intervengo ancora, ma vorrei chiarire una volta per tutte, che non c'entra niente nè lo Statuto Albertino, nè il Gran Consiglio del fascismo con quello che volevo sostenere io, ma solamente che nessun costituzionalista ha mai espresso alcun parere contro l'incarico affidato al Presidente Matteo Renzi: te lo spieghi il perchè? Semplicemente perchè la nostra è una Repubblica Parlamentare, e spetta al Capo dello Stato decidere a chi affidare la guida del Governo, ed al Parlamento dare la fiducia ai sensi della costituzione, fino alla scadenza naturale della legislatura. Spero di avere chiarito il dubbio, se dubbio c'era. Per il resto, mi scuserai, ma sono problemi di lana caprina. Un abbraccio, filippo.

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  13. Il senso dell'articolo probabilmente non è stato colto interamente. Anzi, forse, ne è stato percepito solamente l'aspetto di attesa dubbiosa nei confronti del giovane neo Presidente del Consiglio. Ma tolto questo, il resto, che è la parte più importante, ha un senso ben chiaro. E cioè: le difficoltà delle famiglie, dei giovani, dei disoccupati, le aziende che licenziano e chiudono, la povertà che incombe e la disperazione che avvolge buona parte della società, rappresentano le priorità sulle quali intervenire in ogni modo e con tutta la forza che il Governo dispone?
    In buona sostanza, le riforme costituzionali di cui si sta facendo un’imponente propaganda, la riforma/abolizione del Senato e gli altri interventi di manutenzione straordinaria della Costituzione rappresentano la priorità per questo Paese? È questo il momento, per un Parlamento politicamente illegittimo, di mettere mano alla Carta Costituzionale senza un disegno e un progetto d’insieme con il rischio molto concreto di fare delle cattive riforme?
    Insomma, Caro Pino Vullo, Filippo Ales e anche Sergio Volpe, i problemi sono effettivamente ‘altri’. E sono quelli di cui abbiamo parlato tante altre volte e che attanagliano i nostri giovani e le nostre famiglie.
    Il Senato, le Province, il titolo V, e anche la legge elettorale (fatta in questo modo pedestre), vengono dopo. Riguardano questioni che non hanno alcun effetto positivo immediato, e nemmeno nel medio periodo, nei confronti delle vere emergenze dell’Italia.
    Le cosiddette ‘riforme’ vanno fatte con cognizione di causa, con una visione d’insieme e tanta consapevolezza. E coinvolgendo tutti, anche chi non ci vuole stare, e non facendo finta. La fretta, la velocità, la grinta, il frizzante, possono e devono essere usati, invece, e lo ripeto, per le ‘vere’ emergenze.

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    1. Caro Giangiuseppe credo sia opportuno, a questo punto, un chiarimento sulla vicenda che ci vede contrapposti, perchè forse non ci siamo capiti da entrambe le parti. Ti dico subito che sono perfettamente d'accordo con te sulle cose che il governo dovrebbe fare, solo però tu ne parli come se queste fossero messe in agenda (e quindi messe nel dimenticatoio), mentre io ti ricordo che Matteo Renzi le ha in evidenza e le sta realizzando tutte, con i tempi che la burocrazia statale e parlamentare gli consentono.
      Ti ricordo pure che Matteo Renzi ha avuto l'incarico dal Capo dello Stato a fine febbraio, ed oggi siamo al 3 Aprile e credo di cose ne ha fatto tante. Tu dici che, praticamente, alla gente non frega niente della legge elettorale, o della riforma del Senato o della modifica del titolo 5 della Costituzione, tutte modifiche costituzionali già presentate in Parlamento. E del pagamento delle 80 euro in busta paga da Maggio, alla riforma del lavoro, che sono già in parte con decreto ed in parte con legge delega in Parlamento, che mi dici?. Si può chiedere delle coperture, ed anche queste saranno nel DEF che vedrà la luce la prossima settimana. E poi la revisione della spesa, dove si sta lavorando ai tagli alle pensioni d’oro e al riequilibrio degli stipendi dei dirigenti pubblici, che saranno riportate alla media di quelle percepite in Europa, che sta facendo il Commissario Cottarelli? E quanto sta facendo Renzi per il lavoro, per attrarre capitali stranieri, nei suoi viaggi in Europa dove si è fatto stimare da tutti? E’ lo spread che non era mai stato così basso?
      Intanto sono queste le riforme, di cui si parla da 20 anni e che nessuno, finora, aveva avuto il coraggio di portare avanti e che procureranno risparmi, guardando agli sprechi soprattutto delle regioni.
      Che siano poi queste riforme siano esattamente come li voleva Giangiuseppe o Sergio, Pino o Filippo, sono problemi che si possono risolvere anche dopo, ed in maniera più celere, non essendoci più la doppia lettura del Senato (e quindi il bicameralismo).
      Non erano forse queste le riforme che la gente si aspettava che avevano fatto avanzare l’antipolitica di cui Grillo si è fatto portabandiera? Ma se è questa la strada giusta perché Grillo si mette di traverso, e non fa votare le riforme? Ma perché criticare solo per il piacere di criticare?.
      Oppure il problema è quello di non guardare più le cose in maniera oggettiva, e di guardarle invece dall’orizzonte virtuale della forza politica in cui noi ci riconosciamo, facendo il più delle volte da megafono ad idee che non sono quelle nostre. Allora se dobbiamo essere sinceri e seri , “cambiamo verso” alle cose da guardare, questo non è tempo di bilanci, è il tempo del fare e di realizzare per cambiare l’Italia, come la maggioranza del paese ha già capito o va capendo…, almeno leggendo i sondaggi.

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  14. L’articolo del direttore sta suscitando un vero e proprio vespaio.
    Vorrei subito precisare una cosa: Dobbiamo smetterla una volta per tutte di dire che l’attuale è un parlamento delegittimato.
    E’ un parlamento eletto con le leggi vigenti al momento del voto e quindi pienamente legittimo fino al compimento dell’intera legislatura.
    Sulla opportunità politica che questo parlamento debba o meno andarsene al più presto, se ne può discutere, ma sicuramente è un parlamento legittimo.
    Questo governo è nato sotto l’azione e l’impulso di Matteo Renzi, ed è venuto a sostituire un governo, quello Letta, completamente fermo, inutile, capace di mettere soltanto tasse, come quello del suo predecessore Monti.
    La situazione in Italia è tale che non si può fare a meno di parlare di riforme. Tutto è da riformare in Italia, ma il principio da cui bisogna partire non è quello delle cosiddette riforme istituzionali, bensì quello di capire i reali bisogni della gente, le vere necessità di quella notevole parte della popolazione italiana che vive male, che non riesce ad avere un tenore di vita dignitoso per mancanza di denaro e a causa di una crisi che morde non i danarosi o i benestanti, ma quelli che senza lavoro o con pensioni misere hanno la vita piena di stenti. A costoro sicuramente non può fregar di meno se debbano o meno abolire il senato.
    Le vere priorità di qualsiasi governo sono le difficoltà dei cittadini, la loro sicurezza, le scuole, gli ospedali, l’occupazione giovanile, e così via, ma invece noi assistiamo sempre al solito balletto delle riforme istituzionali, su cui i politici litigano di brutto e su cui bisogna riflettere. Avete mai visto che i politici litighino seriamente sulla soluzione dei problemi che interessano i cittadini? Ancora è da venire il secolo in cui questo si verificherà.
    Stranamente, però, i politici si azzuffano sempre. E’, allora, interessante andare a vedere il perché.
    I motivi principali delle loro liti riguardano sempre e soltanto le cose relative alle loro posizioni politiche, alle loro poltrone, ai loro interessi nella spartizione del potere, alle cosiddette riforme istituzionali. Tutte cose che non interessano un fico secco ai cittadini che non hanno soldi, che sono alle prese con una burocrazia e un fisco indecente, che hanno il problema di mettere insieme il pranzo con la cena.
    Per chi ancora non l’avesse capito, i politici ci hanno sempre preso per il culo e continuano a farlo anche adesso.
    Le priorità indicate dal direttore nel suo articolo sono sacrosante.
    Sono un suo pallino particolare, ma ha ragione da vendere quando parla di pensioni d’oro, quando dice che i salari della classe media e operaia sono vergognosamente bassi; quando parla della profonda ingiustizia della struttura remunerativa italiana.
    Le priorità di questo governo, ma anche di tutti quelli che lo hanno preceduto, non sono le riforme istituzionali, che pure ci vogliono, ma le necessità vere e ineludibili del popolo italiano, della ex classe media che adesso è diventata classe povera, e della ex classe povera che adesso è diventata vera classe di indigenti cui non interessa un cazzo dell’abolizione o meno del senato.
    Fa anche un po’ di tristezza vedere persone intelligenti e brillanti Vullo che si allattarìano per problemi che riguardano esclusivamente questa classe politica che a tutto pensa fuorchè al bene comune del popolo italiano.
    Sì, è vero, l’abolizione del Senato sarebbe auspicabile, ma a questo punto non capisco come l’Italia sia sopravvissuta e, a suo tempo, abbia avuto anche il miracolo economico nonostante la presenza ingombrante del Senato, di questa istituzione la cui abolizione sembra sia diventata il principale problema da risolvere in Italia.
    Attenzione, io sono per l’abolizione del senato e per la cacciata dei vecchi tromboni, anche se continueremo a pagare loro delle pensioni stratosferiche.

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  15. Visto che il direttore ri-interviene, lo faccio anch'io.
    Piaccia o no si sta dibattendo su temi da anni sepolti o dimenticati.
    Si parla di riforma del lavoro, si parla di riforme istituzionali, si parla di legge elettorale, si parla di carceri e relative norme, si parla della devastante legge Fornero, si parla di super compensi ai menager, si parla anche di giustizia sociale.
    Ma il direttore sostiene che invece si dovrebbe trattare altri temi o di ''BENALTRO'', e siccome di solito mi trovo in sintonia con il suo pensiero credo possa avere ragione.
    Forse il clima un pò svelenito che Renzi cerca di creare lascia un vuoto nel nostro modo di intendere la politica.
    Passare da una politica ANTI ad una politica Per è un salto troppo complicato per le nostre abitudini.
    Facciamo continuamente riferimento alla Germania o agli Stati Uniti come modello di società avanzate, dimentichiamo però che loro hanno saputo sanno trovare una unità nazionale nei momenti difficili della loro storia, noi invece ci comportiamo come una armata Brancaleone veramente sconclusionata.
    Se è vero che siamo in un momento difficilissimo della nostra storia, allora la ricetta è quella di un unità nazionale più ampia possibile, ma una unità fertile che possa rimuovere ostacoli e non crearne.
    Renzi non ha escluso nessuno. ha invitato ed esortato tutti a partecipare ed a dire la loro, qualcuno ha accettato altri no, ma a questo punto ha il dovere di andare avanti e tentare di farcela, teniamo presente che governa da poche settimane, e speriamo bene.

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  16. Pasquale Nevone3 aprile 2014 10:16

    Caro Filippo, non ti crucciare. Non c'è nessun problema. Anzi ti ringrazio per la tua attenzione.
    Piuttosto, fammi ricordare che i costituzionalisti, pochissimi in verità e guarda caso in maggioranza ex giudici costituzionali, in sostanza si sono "limitati" a dire che la sentenza, benchè chiaramente ha dichiarato l'incostituzionalità del porcellum, pur tuttavia gli organi costituzionali già eletti con tale legge (Parlamento, Governo, Presidente, giudici Corte Costituzionale, nomine dei vertici dello Stato, etc...) sono da ritenersi "legittimati" a continuare ad esercitare le loro funzioni "solo" perché al momento del voto la legge non era gravata da rilievo, ma in verità anche perchè, comunque, sono organi costituzionali, cioè fondamentali per evitare la rottura dello stato di diritto e della vita democratica.
    Insomma, dici bene, la “lana caprina” c’è e molta pure, però è “prodotta” proprio da queste istituzioni “incostituzionali”, fatte di nominati “delegittimati moralmente” a fare una nuova legge elettorale (e diffatti non la fanno), che soffiano sulla crisi, la acuiscono sbandierandola ai quattro venti senza dare soluzioni concrete ed immediate (possibilissime), per restare asserragliati sulle loro poltrone perché sanno che non saranno comunque rieletti.
    Solo un nuovo Parlamento eletto con il “consultellum” può fare per davvero le riforme profonde di cui questo paese ha bisogno. La prova del nove è che finora non se ne è fatta neanche una, e ieri sera, mentre noi si discute, Berlusconi è salito al Quirinale per chiedere la sua “salvezza” giudiziaria, minacciando altrimenti l’addio alle riforme.

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  17. A l guerre comme a la guerre, caro Pasquale. Ognuno, Bwerlusconi compreso, usa le armi che ha o che crede di avere. Non ci si può scandalizzare sempre e comunque di tutto quello che fa l'ex cavaliere.
    Hai visto che adesso chi va con prostitute minorenni con 40.000 euro se la cava? Per Berlusconi invece, sette anni di galera.
    Ma smettiamola con le ipocrisie.

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  18. Pasquale Nevone3 aprile 2014 19:46

    Ma caro Nino,scusami, io nel mio ultimo commento non ho parlato di prostitute, nè ho citato Berlusconi per tirarlo in ballo sul caso Ruby.
    L'ho citato solo per rafforzare, con la sua salita al Colle di poche ore fa, la mia idea per cui il progetto riformista di Renzi sta correndo il rischio di fallire prestissimo e miseramente a causa del minacciato ritiro dell'appoggio di Forza Italia. Aggiungo la conferenza stampa di stamattina di alcuni senatori PD, tra cui l'ex giudice Casson, che si oppongono a Renzi.
    A me interessa solo questo: la costituzionale rappresentanza del popolo, il buon governo, la modernizzazione dello Stato, le riforme socio-economiche.
    Pertanto, scusami ancora, non vedo quale sarebbe l'ipocrisia da parte mia.

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  19. L'ipocrisia cui mi riferisco è della magistratura che per prostituzione minorile infligge 7 anni di galera a Berlusconi, mentre ad altri che vanno a prostitute minorenni dà la possibilità di uscirsene puliti pagando una somma di 40.000 euro. Se questa non è ipocrisia e, aggiungo io, malaffare politico, dimmi tu che cos'è.
    Faccio venia per non essermi espresso chiaramente.

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  20. Pasquale Nevone5 aprile 2014 09:38

    Adesso sì che mi è chiaro cosa intendevi per ipocrisia. Grazie per il chiarimento.
    Comunque a me non interessa, almeno in questo momento per l'Italia, entrare nel merito del consumo della prostituzione minorile da parte dei vip. Anche perchè a me è sufficiente provare il massimo ribrezzo morale indistintamente per tutti coloro che vi sono coinvolti. A tutti costoro nego definitivamente qualunque appello, sia giudiziario che morale, e soprattutto nego a costoro perfino "l'onore" di essere ricordati o citati.
    Piuttosto, ritornando con un flash sull'argomento dell'articolo, direi che vedo con preoccupazione, nonostante le mie personali convinzioni, l'oggettivo precipitare della crisi dei rapporti di Renzi con il PD e con FI, Entrambi i partiti si stanno coalizzando contro le riforme, mi sembra chiaro che stanno costruendo un motivo nobile o aspettando un suo passo falso per tirarlo subito.
    Penso che aspettano il risultato delle europee per buttarlo giù.
    Renzi, dal canto suo, è già all'erta e, infatti, per pararsi fa i tour internazionali per farsi scudo con gli apprezzamenti degli eurogovernanti che lo lodano a parole solo perchè sperano che sia l'unico in grado di fermare l'antieuropeismo elettorale italiano, ma alle sue spalle gli ridono dietro e parlano con Padoan e Draghi.
    In definitiva, non credo che il PD vincerà le elezioni, che significa superare il 37% (la soglia dell'italicum per il premio di maggioranza), drenando voti al franante M5S che, invece, prederà a favore di Tsipras.

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  21. Caro Pasquale, mi scuserai se intervengo ancora. ma leggendo quest'ultimo post credo sia necessario un chiarimento, anzi due: credo sia sbagliato non augurare a Renzi di passare il guado, perchè è in gioco l'interesse dell'Italia in questo frangente molto delicato. Penso avrai visto i giornali di oggi e avrai letto che il governo ha previsto 900.000 posti di lavoro che andranno a coprire la disoccupazione giovanile. Credo non sia proprio il caso di parlare di caduta del governo Renzi in questo momento, quando la gente non arriva a fine mese e il governo Renzi sta pensando come assegnare quasi un milione di posti di lavoro. Significa lavoro che farà risvegliare l'economia, i consumi e sappiamo tutti che bisogno c'è, con la disoccupazione giovanile che supera il 50%. Poi credo che non sia opportuno continuare con le baggianate su Renzi, perché non fa ridere i partner europei, ma li sta interessando con le cose che fa e che sta facendo. E se Draghi ha annunziato il provvedimento che mette a disposizione delle banche 1 miliardo di euro, lo fa principalmente per favorire il governo italiano e per la crescita dei consumi in Europa per combattere la deflazione.
    L’altro problema è il sistema elettorale per le elezioni europee. Non è vero quanto dici che vince chi supera 37%, perché alle europee non si vota con l’Italicum, ma con la legge elettorale europea che prevede una soglia del 4% per essere rappresentati. Sul resto: chi vince o perde a scapito, o a favore di chi altro, non mi voglio cimentare. Lascio a te le previsioni perché questo non è il mio campo. Con i sensi della mia stima, filippo

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  22. Ho letto l'articolo del direttore Giangiuseppe Gattuso e devo constatare che questa volta, con rammarico, non condivido quanto scritto. Infatti, nonostante accetti in linea di principio - data la cruda realtà economica che vive l'Italia - la necessità di effettuare dei tagli agli stipendi degli alti dirigenti della pubblica amministrazione, dei manager, dei politici e dei pensionati d'oro, di contro sono convito della tempestiva necessità di ammodernare un sistema politico oramai obsoleto, non adeguato alle grandi sfide economiche e finanziare di un sistema oramai globalizzato e aperto ai grandi mercati mondiali. Infatti, lo Stato non produce ricchezza, né tantomeno posti di lavoro. Però, di certo, può influire sulla distribuzione della ricchezza del Paese. Un sistema politico e amministrativo ingessato unitamente a una giustizia lentissima e aberrante non consentono alcun tipo di innovazione. Tutto ciò non può che sfavorire e disincentivare ogni tipo di investimento e sviluppo economico nel nostro paese e quindi sfavorire anche l'occupazione, che di seguito si specchia nella cruda economia reale delle nostre famiglie.
    Rimango allibito che si continui a elargire facile populismo a un popolo arrabbiato, scollato dalla politica, disincantato e oramai ridotto allo stremo, non rendendo verità alla giusta causa. Così facendo si favorirà solamente uno scontro generazionale e occupazionale tra chi è maggiormente garantito nei confronti di chi invece lo è meno, oltremodo senza arrivare ad alcunché. Infatti, nonostante la cifra di 800 milioni di euro derivanti dagli ipotetici tagli sugli stipendi dei max dirigenti, manager e max pensionati può sembrare rilevante, invece, è ben poca cosa rispetto al bilancio dello Stato Italiano fatto di cifre con moti più zeri...!

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  23. Riccardo Rini6 aprile 2014 09:35

    Leggo con interesse di tanto in tanto gli articoli di questo blog e questa volta voglio esprimere un mio pensiero. È vero, i tagli alle pensioni e agli stipendi dei dirigenti e manager pubblici rappresentano una cifra che non risolverebbe i problemi del bilancio dello stato e nemmeno quelli enormi del debito pubblico. Non c'è dubbio però che darebbero una scossa importante al sistema, sarebbe uno choc psicologico che spingerebbe tutti a fare di più, sarebbe un esempio fortissimo verso un sano principio di ridistribuzione della ricchezza. Non è poco. Per quanto riguarda, invece, le magnifiche riforme costituzionali concordo con il direttore. Mi sembrano, nella maggior parte dei casi, quello che si chiama fumo negli occhi. Molti provvedimenti, anche di forte impatto sociale, possono benissimo essere presi da questo governo e da questo parlamento così tanto 'legittimato' da potere modificare il nostro assetto istituzionale. Qualcuno, negli scorsi giorni, in TV, nei tanti dibattiti sull'economia e sulla politica, faceva ricordare all'interlocutore che nei tempi del boom italiano, quando diventammo la 5° potenza industriale del mondo, il sistema parlamentare era composto dalla camera e dal senato. L'Italia non ha mai avuto il problema di fare le leggi. Anzi ne ha fatte sempre troppe! E quando, per esigenze di ogni tipo, c’è stata la ‘necessità’ di approvarne di fretta qualcuna, non c'è mai stata alcuna difficoltà e nessun problema di ‘bicameralismo perfetto’.

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  24. Infatti il problema no sta nella capacità di legiferare bensì nella qualità. Le leggi, specie quelle i bilancio, consento anche la distribuzione del reddito. Oggi questo sistema di bicameralismo perfetto consente solo di legiferare con mille compromessi e quindi salvaguardando solo gli interessi politici. Solo chi non vuol vedere o sentire non può rendersi conto che questo è il vero nemico dell'innovazione, dello sviluppo e dell'occupazione.

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  25. Complimenti alla Tua lucida analisi. Ho ascoltato una seduta della Camera dei Deputati, tramite Rai GR Parlamento, sulla "soppressione- riforme province-citta' metrpolitane". Mi sembra UN KOLOSSALE PASTICCIO che provochera' piu' kaos dell'attuale. Da quando han iniziato a modificare la Costutuzione e ad aggirarla, scrivendo sul simbolo del partito (che viene riportato sulle schede elettorali) il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e' iniziato il kaos istituzionale; cio' contrasta col secondo comma dell'art. 92 della Costituzione. Lascino in pace la Costituzione; da quando anni fa hanno modificato il suo titolo V sono aumentati debito pubblico e contenzioso regioni-Stato.

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    1. quello che dici è vero sarà kaos

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  26. Corre corre e parla troppo Matteo Renzi. Fa promesse sui tempi delle 'sue' riforme ma è già abbondantemente oltre le date fissate. Forse farebbe meglio, molto meglio, concentrarsi su qualche priorità e tentare di risolverla. Ma capisco che è in campagna elettorale...

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    1. l'unica cosa seria per un vero cambiamento votare grillo

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  27. Ho qualche perplessità, che proverò rapidamente ad esprimere sperando di riuscirci.
    Premetto anzitutto che non sono mai stato un tifoso di uno o dell'altro gallo, e ritengo che ogni progetto, proposta, legge sia sempre liberamente opinabile e migliorabile. Capisco perfettamente, ed in buona parte potrei anche concordare con chi difende l'idea del bicameralismo paritario e perfetto che ha caratterizzato la nostra Costituzione dal dopoguerra in poi, ma al contempo mi meraviglio di questa sua strenua difesa che oggi sbuca improvvisamente fuori in ogni dove. Prima d'oggi sentivo solo sirene che denunciavano un'attività legislativa e di governo imbalsamata ed ingessata, e dunque incapace di porre mano alle riforme necessarie al rilancio del paese.Ricordo anche di aver sentito più volte parlare dell'inutilità del mantenere due camere espressione della casta, con i relativi costi, e talvolta ricordo anche di aver sentito questo ragionamento estendersi a tutto il parlamento. Pertanto capite la mia meraviglia nei confronti di questa lotta in difesa del senato elettivo. Sulla legge elettorale, parlando con onestà, credo che abbia un pregio: quello di prevedere un premio di maggioranza legato ad un doppio turno. Oltre questo pregio non ne apprezzo alcun altro aspetto, ed in particolare ritengo deprecabili le previsioni sulle liste bloccate e (soprattutto) sugli sbarramenti vertiginosi.
    Ah ecco, 'è anche l'infausto accordo con Berlusconi! Nel ribadire la mia totale disistima nei confronti del Berlusconi politico e uomo, mi permetto di segnalare che, purtroppo, un parte di italiani ha continuato e continua a votarlo, e che, d'altra parte non trovo grande credibilità o disponibilità a confronti proficui da parte delle altre forze politiche al di fuori della maggioranza. Il tentare di fare una riforma costituzionale condivisa con l'opposizione, al di fuori del merito della stessa, non mi pare indice di fascismo o autoritarismo. In conclusione, mi permetto di dire che tacciare questo governo di immobilismo mi sembra un'assurdità. Non entrando nel merito dell'opinabilità delle riforme stesse, vi sottolineo che in pochi mesi di governo, oltre alle due suddette riforme, sono in avanzato stato dei lavori o sono già state approvate altre misure quali, per mero esempio, il piano casa, le detrazioni irpef (quegli schifosissimi 80 euro), la riforma della pubblica amministrazione, i primi decreti in materia di lavoro, una proposta per la tutela delle coppie di fatto. Insomma, non sarà granchè, e possibilmente farà schifo, ma non credo si possa dire che al governo stiano con le mani in mano

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  28. Io ritengo che la responsabilità della tragica situazione attuale vada data principalmente agli Italiani che ancora sostengono e difendono l'operato di questo governo. ÷(

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  29. Caro Giangiuseppe, tutto si può dire ma non che questo Governo non risponda alle esigenze di coloro che rappresenta

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