mercoledì 6 novembre 2013

CHI HA PAURA DI GRILLO E DEL M5S

Eugeio Scalfaridi Giangiuseppe Gattuso - Eugenio Scalfari, su La Repubblica del 3 novembre scorso, ha inciso il suo preoccupato pensiero sulla situazione politica italiana.

l’Italia a rotoli se il M5S di Beppe Grillo dovesse vincere le elezioni europee di fine maggio 2014. Un tormento, espresso già altre volte, segnato da precise motivazioni. Andiamo incontro “ad una campagna di destra, xenofoba contro gli immigrati, qualunquista contro i partiti e le istituzioni”.

Beppe GrilloIl Movimento 5 Stelle, secondo lo Scalfari pensiero, “ha una sua politica ‘rivoluzionaria’ perché vuole abbattere l’architettura esistente ma con un obiettivo reazionario perché vagheggia una dittatura, la sua. Il movimento fa leva sui sacrifici, le speranze frustrate e la rabbia che gli italiani sentono con sempre maggiore acutezza. La colpa, e i responsabili sono i partiti che governano il Paese da oltre mezzo secolo, l’establishment economico, i sindacati, l’Europa. Questi sono i nemici da sconfiggere, mettere in fuga e sostituire. Con chi? Col popolo finalmente svegliato da Grillo, che sarà naturalmente lui a guidare, a istruire e ad educare”.

La questione è di notevole rilevanza. E, per certi versi, la preoccupazione di Scalfari condivisibile. O, ancora meglio, Scalfari-e-Cacciaricomprensibile. Tantissimo dal lato umano. Il fondatore di Repubblica, infatti, è intrinsecamente parte e emblematico rappresentante di quel sistema che il M5S ha giurato di volere distruggere. Per ricominciare. Daccapo. Per rifondare un sistema economico, sociale e politico, ritenuto, da non pochi liberi pensatori, vecchio e bisognoso di riforme profonde.

Preda di potentati economico-finanziari, lobby di ogni genere, e gruppi criminali. Un paese che, pur tra mille potenzialità e ingegni, resta vittima di apparati burocratici e politici complici e conniventi. Alleati, amabilmente, ad oliare meccanismi collaudati e consolidati per preservare potere e privilegi. E, se del caso, attivarne di nuovi. Sempre in perfetta sintonia per bloccare qualsiasi novità diretta a modificare lo status quo. Perfettamente inadeguati, perciò, a svolgere il ruolo di guida, di rilancio, e di profondo cambiamento di cui questo Paese ha urgente bisogno.

Grillo, sostiene Scalfari, “non è mai andato a scuola di economia. Ma sa interpretare, e semplificare, quello che molta gente pensa: spendere per creare posti di lavoro senza preoccuparsi delle coperture, rispondere a pernacchie alle direttive europee e mandare per aria l’euro. Meglio una moneta nazionale. Tesi analoghe a quelle sostenute a destra”. E pertanto siamo di fronte a “due populismi, due nazionalismi di estrema destra, demagogici, e irresponsabili”.

Un quadro pesantissimo. Una visione negativa, un giudizio ostile nei confronti di un grande movimento popolare. Fatto di gente di buona volontà, di giovani, di cittadini disillusi da decenni di mala politica, di donne entusiaste e motivate, di persone che hanno ritrovato la voglia di partecipare e di fare politica. Non è poco. È, invece, una grande opportunità, un processo di crescita civile che merita attenzione e non va demonizzato. Che va distinto dalle plateali, e spesso volute, intemperanze di Grillo. Un personaggio che non ha alcuna confidenza con il ‘potere’ e che non ha alcun interesse particolare personale o economico. Un ex comico di successo diventato un ‘politico’ sui generis.

franco-battiato-movimento-5-stelleSemmai, e questo rappresenta il vero limite, Beppe Grillo è, sostanzialmente, un ingenuo sognatore, intelligente e sensibile al sentire popolare. Un buontempone che ha coinvolto milioni di cittadini in una avventura politica certamente più grande di lui. Convinto di poter rendere gli italiani consapevoli del potere che deriva loro dalla sovranità popolare. Operazione difficile e forse impossibile. Nessuna paura, quindi, di Beppe Grillo. Così come del M5S. Anzi.

Giangiuseppe Gattuso
06 novembre 2013

25 commenti:

  1. Un'analisi da parte di Giangiuseppe davvero utile a chi, di fronte al M5S,ha avuto fin dalla sua nascita grosse difficoltà ad accettarlo e ancor più a seguirlo.Il fondatore,Beppe Grillo,un bravo comico,come poteva pensare di dedicarsi ad un nuovo,innovativo e rivoluzionario movimento politico,chi poteva crederci? Le sue idee trovavano un forte consenso popolare,perchè sembravano proporre quel forte cambiamento ,di cui c'è grande necessità in un momento di profonda crisi ,soprattutto cercato e propugnato dai giovani e da tutti coloro che non hanno più fiducia nelle istituzioni.Nonostante Grillo sia contestato e demonizzato dagli avversari ,non si può negargli quella sorta di simpatizzante fiducia nelle sue talora ardite convinzioni .Egli con la sua foga oratoria sa trascinare le folle che vedono il M5S al potere in un prossimo domani.Perchè no?

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  2. Piacciono anche a me le cose che sostiene Grillo.
    Intanto la cosa più bella è che darebbe circa 1000 euro al mese ad ogni persona che ne dovesse aver bisogno.
    Abbatterebbe immediatamente le tasse a tutti, sia lavoratori dipendenti che imprenditori.
    Darebbe a tutti i richiedenti una casa dignitosa a titolo gratuito se è il caso.
    Uscirebbe dall'euro portando l'italia in una fase di vero rilancio e di ricchezza.
    Mi piace anche la maniera che ha individuato per le risorse necessarie, il punto dirimente sarebbe quello di aumentare le ammende sui manifesti abusivi.
    Quindi dice cose giuste e facilmente realizzabili,a questo punto mi chiedo come è possibile non seguirlo conferendogli la totalità deli consensi?
    Spero che Grillo non si stanchi e non ci abbandoni, perché a quel punto uno stato estero potrebbe rubarcelo e fargli realizzare altrove i suoi programmi.
    Ma se dovesse accadere questo io espatrierei e sono certo che il mio amico Gianni sarebbe già pronto valigie in mano.
    Grillo credo che sia un profeta che è venuto a tendere una mano al mondo intero,il nostro compito è quello di credergli e seguirlo.

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  3. Maria Emilia Baldizzi7 novembre 2013 12:17

    Parto dall'articolo di Scalfari che tu Gian commenti molto bene..tranne un particolare che non condivido. Quando dici che la preoccupazione di Scalfari è comprensibile o addirittura condivisibile, in qualche modo sembra che lo giustifichi su quello che afferma.Invece Scalfari scrive a ragion veduta. Lui vuole salvaguardare la CASTA DI CUI FA PARTE.SAI CHE UNA DELLE PROPOSTE DEL MOVIMENTO è ABOLIRE IL FINANZIAMENTO ALL'EDITORIA? Da navigatissimo giornalista qual'è Scalfari deve ,(seconda me in pessima fede) insinuare nell'opinione pubblica valendosi del grande prestigio che il suo giornale gode,soprattutto tra i sinistroidi,( e qui lo dico non perchè io sia di destra ma perchè credo che la sinistra in italia non esiste più)che Grillo ha mire dittatoriali. Pensa anche dei miei amici ( Sel e PD) che non son certo dei cretini, vanno appresso a questa idea quantomeno bislacca. Nel frattempo il Movimento 5 Stelle va avanti con le sue proposte di legge regolarmente boicottate e respinte dalla Grande Alleanza. Bisogna andare ad elezioni e mandarli a casa. E' l'unica soluzione.Non c'è altro rimedio.Ma... gli italiani si convinceranno che continuando a votarli si suicidano?P.S.Anch'io penso che Grillo sia un profeta..e più passa il tempo più me ne convinco.

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  4. Chi ha paura di Grillo? Ho scritto molto su Grillo e quindi sono stanco di ripetermi, perciò sarò molto sintetico...hanno od abbiamo(mi ci metto anch'io) paura di Grillo tutti quelli che hanno qualcosa da perdere. Chi ha perduto il lavoro, la casa, non ha da mangiare...non ha certamente paura di Grillo...

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    1. Il mio giudizio su Grillo coincide perlomeno al 90 per cento a quello di Gianni. Condivido il fatto che è in buona fede, talvolta ingenuo, ma sicuramente alla base della sua politica urlata(che fa tanta paura alla casta), c'è un'etica politica appassionata. Naturalmente il fatto di criticare allo stesso modo sia il PD che il PDL gli attira gli strali congiunti della maggioranza delle grandi intese. Tutto quello che dice Grillo può sembrare populistico, ma è la verità. Quando dice che sia la dx e la sx sono responsabili dello sfacelo, però bisogna fare dei distinguo tra la destra berlusconista ed il partito democratico. Infatti la destra italiana ha avuto per 20 un capo monocratico, amorale, irresponsabile, anzi pregiudicato conclamato, interessato solo al proprio portafoglio, utilizzatore antidemocratico dei media illegittimamemente posseduti, il tutto finalizzato a fare soldi, fare scempio della legalità e democrazia, orientare il consenso fatto di voti che esprimono il peggio dei ricchi evasori e corrotti, il peggio della borghesia ed anche del popolo. Ma scoperto l'inganno anche nel suo partito personale, fatto di coristi e ventriloqui, cominciano i distinquo dei diversamente berlusconiani. Ecco perchè di fronte a questo losco figuro, uno come Grillo appare come un santo anzi un profeta. Quest'ultimo in alcuni momenti per il tono, e per sue certe affermazioni, ci suscita una certa ansia. Tutti abbiamo paura di uno che vuole distruggere tutto(partiti, giornali, istituzioni, privilegi etc.), senza in compenso avere un progetto rassicurante di come uscire dal pantano. Tra i due estremi uno eccessivamente amorale e l'alltro con etica radicale, forse per vincere le elzioni e realizzare un po di cose concrete in questo momento penso che sia meglio una via di mezzo come Renzi, un giovane pulito, entusiasta, rassicurante. Solo il suo partito eccessivamente democratico e confusionario ci lascia l'amaro in bocca, per scelte a volte incomprensibili e contraddittorie. CMQ voglio dare fiducia al giovane Renzi e perciò l'8 dicembre voterò per lui. Grillo valuterò di volta in volta, forse alle europee per scuotere quella burocrazia si potrebbe votare, cosi allentano un pò la morsa deflattiva e recessiva.

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  5. Forse Grillo è molto di più che un profeta.
    Mi sembra di sminuirlo paragonandolo ad un MOSE' qualsiasi.
    Io vedo in lui qualcosa di molto ma molto più grande.
    E non dobbiamo chiederci quale siano i suoi disegni,dobbiamo solo avere fede in lui.
    Quindi bene e complimenti per l'articolo e ancor di più per i commenti di valore.

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    1. Gli articoli di PoliticaPrima rappresentano l'espressione di un pensiero su un dato argomento e sono pubblicati per stimolare il confronto e raccogliere le idee di chi ci segue. Ogni autore, compreso il sottoscritto, scrive per questo. E non per avere complimenti ironici. Così come chi esprime la sua opinione con commenti più o meno approfonditi e condivisibili.
      Ovviamente, per quanto riguarda Grillo e il M5S, ognuno è libero di pensarla come crede.

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  6. Commenta F. Alberti: "..Forse Grillo è molto di più che un profeta.
    Mi sembra di sminuirlo paragonandolo ad un MOSE' qualsiasi.
    Io vedo in lui qualcosa di molto ma molto più grande.
    E non dobbiamo chiederci quale siano i suoi disegni,dobbiamo solo avere fede in lui....". Io capisco che Grillo rapprrsenta quanti non hanno più fiducia nell'attuale sistema, dei partiti e dei politici e di tutte le Organizzazioni che, secondo lui, a questa situazione ci hanno portato, così come rappresenta anche quelli che non hanno " nulla da perdere" vista la grave crisi economica, ma molte delle sue proposte non sono affatto miracolose, e potrebbero anzi portare ad un disatro ancor più grave dell'attuale. Tutti siamo d'accordo sulla necessità di una moralizzazione della vita politica, della riduzione dei costi della politica, della eliminazione della politica come mestiere,ecc... ma, fintantochè ci sono molti che lo considerano come F. Alberti, senza quello spirito critico che si deve sempre e comunque esercitare nella vita così come nella politica, credo che si rinnovi in chiave moderna la pervicace speranza italica, quella cioè che un uomo solo risolva i problemi degli italiani: una volta era il Duce, poi il Cav. ora Grillo...E, nel frattempo, la cronaca ha dimostrato come Grillo abbia negato l'apporto del suo Movimento per partecipare concretamente ad una maggioranza per cambiare, intanto, quel che si può....

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  7. Con l' avanzare degli anni può avvenire che alcune caratteristiche e difetti delle persone acuiscano e non ho mai pensato al sig. Scalfari come all' emblema dell' onestà intellettuale o al depositario delle verità assolute. Premesso questo, mi rifiuto di impiegare energie per difendere chicchessia, soprattutto allorquando le accuse e illazioni sono così prive di fondamento. Constatare che la visibilità venga concessa a chi, a volte anche inconsapevolmente, si è reso responsabile della costante divulgazione della propaganda di una nomenclatura politica ipocrita e collusa è un po' deprimente, e auspico che si possano creare nuove basi su cui lavorare per risalire la classifica dal 67° posto per la libertà d' informazione.

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  8. Sarebbe meglio che invece di un profeta assomigliasse ad un rivoluzionario

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  9. "Grillo a mio parere ha la capacità di dire ad alta voce quello che pensano milioni di persone, forse molti di più rispetto a quelli che l’hanno votato nelle ultime elezioni. Come non essere d’accordo sulla sua proposta di due legislature e via? O dell’abolizione dei privilegi della casta? Perché una popolazione sofferente, che fa sacrifici, che assiste all’aumento delle disuguaglianze sociali, che non vede un futuro per i giovani non deve credere a chi gli propone un cambiamento forte e radicale? Tanto più che dall’altro lato non vede prospettive. Il berlusconismo ha fallito la rivoluzione liberare (l’ha detto persino Feltri), il Pd si sta dimostrando un partito conservatore abbandonando la sua vocazione riformista, tutto preoccupato a che nulla cambi. E allora, che cosa ci si può aspettare da questo sistema che garantisce una governabilità, che però non governa le problematiche della società e si limita alla politica dei rattoppi?
    Mi rendo conto che Grillo suscita notevoli perplessità sia in tema di democrazia interna, che non fa ben sperare sul corretto funzionamento delle istituzioni, con possibili ricadute sulle garanzie democratiche oggi vigenti nel paese. Ma le masse quando sono esasperate non vanno per il sottile e la causa di questa esasperazione va ricercata nella inefficienza e nelle prevaricazioni delle classi dirigenti attuali. "

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  10. Leggendo questo blog mi chiedo se è un bene che abbiano chiuso i manicomi.

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    1. Cara Angela, a volte si scrive con ironia, e si cerca di rendere più leggero il proprio pensiero. Ma capita e si rischia di essere frainteso. In questo blog, dove chiunque può liberamente intervenire senza alcun controllo preventivo, può anche succedere di scrivere cose poco comprensibili.
      Ma noi continuiamo lo stesso.

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  11. Il fatto che Eugenio Scalfari si sia espresso in maniera così pesante contro i grillini me li fa sembrare più simpatici di quello che in realtà sono.
    Scalfari è il peggio del giornalismo italiano, è uno che ha un ego talmente smisurato che si permette di dare consigli al papa e, perchè no?, a Dio; è un servo di quel filibustiere di De Benedetti, o almeno lo è nella stessa misura in cui lo sono i giornalisti che scrivono sui giornali di destra nei confronti di Berlusconi.. E' uno che in questo sistema ci sguazza e si permette tutto. Ogni domenica ammorba le pagine del quotidiano La Repubblica con noiosissime articolesse che sono peggio della più rinutile omelia dell'ultimo parroco di provincia.
    Si crede domeneddio, ha il complesso di superiorità sugli altri; riassume in se stesso tutti i vizi e le debolezze di una sinistra stolta, autoreferenziale e per nulla superiore agli altri in fatto di moralità. La sua fortuna è stata la morte di Montanelli, il quale più di una volta, in televisione, lo umiliò riducendolo al silenzio e a fare la figura del pirla.
    Inoltre porta "attasso", per cui quelli che lui ha "sponsorizzato" sono tutti finiti nella polvere. Uno per tutti, Veltroni.
    Fossi in Renzi comincerei a toccarmi tutti i santi giorni, al risveglio, prima che la giornata si trasformi in un disastro, visti gli endorsement di Scalfari a suo favore.
    Il Movimento 5stelle. Beh, questi ragazzi che sono stati catapultati in men che non si dica nelle sale nobili di Montecitorio e Palazzo madama, stanno facendo il loro percorso parecchio accidentato ch forse li porterà ad imparare, anche se spesso mostrano presunzione e, anche loro, autoreferenzialità.
    Inoltre hanno le loro fobie e le loro prese di posizione "a prescindere", come la guerra senza quartiere che conducono quotidianamente contro Berlusconi, come se fosse la summa dei mali del mondo o il diavolo in persona.
    Sicuramente ci sono alcuni bravi ragazzi. Ma ci sono anche altri che si sono auto-esaltati per una condizione nella quale si trovano per la prima volta, per cui c’è una sorta di supponenza nel credersi i padroni del mondo.
    "Questa schifezza di legge elettorale ha portato in parlamento i nominati dei partiti ma anche i cliccati dei grillini. Loro sono dei fortunati, dei cliccati, nemmeno dei vincitori di concorso e nel cliccare molto pattume è entrato e pochissimo cervello è arrivato. La politica si è allontanata dal cittadino e l’ha lasciato disperato; e il cittadino ha trovato in loro un motivo per andare ancora a votare.
    Tra i grillini c'è gente a cui viene lanciato il messaggio sul computer per leggere quello che deve dire in aula.
    Nel momento in cui intervengono, un ascoltatore attentoi si accorge che di loro non c’è proprio nulla e viene da pensare che ci sia qualcun altro che glielo stia facendo leggere in parlamento. Evidentemente fuori sanno qual è l’ordine degli interventi e qualcuno, al momento giusto, gli lancia il messaggio sul computer. Io non so chi sia questo grande cervellone, ce ne saranno 2, 3, 4, 5, 8, 42 o uno solo. Però ho la sensazione che questo sia il sistema" (PAROLE DEL DEPUTATO DI "SCELTA CIVICA" ANGELO CERA).
    (continua)

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  12. Se dobbiamo fare un'analisi sui motivi del successo di questo Movimento allora ci sono un paio di riflessioni da fare.
    Il movimento di Beppe Grillo è finora riuscito nell'intento di unire e rendere “equivalenti” domande che fino a ieri erano sconnesse tra loro o che trovavano la propria rappresentazione in schieramenti politici contrapposti. Il boom elettorale va probabilmente cercato nella capacità di farsi portavoce di rivendicazioni eterogenee, mettendo nello stesso paniere temi che sono di sinistra (il controllo dei capitali finanziari, l'acqua pubblica, i beni comuni, le energie rinnovabili) con temi tradizionalmente orientati a destra (l'antifiscalismo, il parassitismo della politica, l'ostilità verso i partiti e l'idea che sono “tutti uguali”). Una spregiudicatezza che finora ha consentito al M5S di pescare voti nell'astensione e nei bacini elettorali sia di sinistra sia di destra. Le scelte comunicative dello stesso Grillo in campagna elettorale hanno infatti toccato temi tradizionali del repertorio leghista, soffermandosi in più occasioni sull'impossibilità degli italiani di pagare le tasse, sui piccoli e medi imprenditori strozzati dalle banche che non fanno più credito e, persino, mettendo in dubbio la legittimità di un sistema fiscale che servirebbe soltanto a drenare soldi nelle casse di partiti voraci e corrotti. C'è soprattutto il riferirsi a una società di piccoli proprietari minacciati, nei propri diritti e nelle proprie tasche, da poteri i più grandi, che di volta in volta possono essere incarnati dalle banche come dallo Stato, dalle multinazionali come dai partiti, dai gruppi economici come dalle istituzioni.

    Il futuro ci dirà se questo movimento durerà a lungo oppure, come penso io, si scioglierà nel giro di qualche stagione, soprattutto se la politicà tornerà a parlare il linguaggio della verità.

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  13. sono totalmente d'accordo col il più grande giornalista Eugenio Scalfari soprattutto per quello che ha detto di Grillo e non del grillini , cercare di confondere le acque è semplicemente vergognoso

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  14. BUUUUUUM !!! Ecco la parolina magica...VERGOGNOSO.
    Ma de che?

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  15. Hanno paura del m5s e di grillo tutti quelli che hanno gestito il potere fregandose degli italiani. Politici vergognosi e indegni che pensano solo a come mantenere poltrone e sordi.

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  16. Calogero Dolcimascolo8 novembre 2013 21:08

    Credo che la riflessione di Scalfari sul M5S merita un’attenta valutazione perchè non è solo un giornalista ma anche uno storico che ha vissuto di persona un periodo buio della nostra storia fascista. Il novecento politico Italiano ha segnato il passaggio dallo Stato liberale alla deriva fascista determinando nella rincorsa bellica una tragedia senza precedenti. La classe dominante moderata degli ultimi cinquanta anni nel nostro paese ha evitato scontri di forza pericolosi per il suo mantenimento al potere ed è stata in grado di realizzare "rivoluzioni passive", anche dopo tangentopoli cercando di adeguare lo sviluppo economico alle minime necessità materiali della popolazione subordinata in maniera analoga al quel pensiero di cui Gramsci chiamava il metodo dell'"americanismo". Oggi la mancanza di moralità a tutti i livelli, la deflazione economica e una crisi al buoi può determinare una deriva a destra specie se qualcuno parla di non comprare gli F35, garantire redditi di cittadinanza, e un forte nazionalismo chiudendo le barriere agli immigrati etc. L’equilibrio labile dell’americanismo intuito da Scalfari sembrerebbe destinato a rompersi spazzando via il riformismo pensato da Gramsci.

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  17. Condivido, sostanzialmente, le tue riflessioni sul movimento. Su Grillo politico nutro invece parecchie perplessità. Dovrebbe smetterla ( anche se credo sia impossibile per lui ) di urlare come un Masaniello ed essere più concreto e tollerante verso coloro che la pensano in modo un po' diverso e meno drastico. Insomma dovrebbe essere più aperto al dialogo.

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  18. Ottimo articolo, ai "giornalisti" come Scalfari non importa niente di come va o dove vada a finire il paese. Sa che senza il foraggiamento pubblico Repubblica chiuderebbe subito e questo gli basta ... sono quelli come Scalfari, De Benedetti, D' Alema, Berlusconi, i Craxisti, i loro amici Massoni deviati ed i clericofascisti ad aver ridotto l' Italia in catene non certo un comico che ha scoperto la politica l'anno scorso ...

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  19. Un ingenuo sognatore Grillo? Niente affatto Gianni. Ha pianificato per anni questa scesa in politica, anche se non pensava che la gente fosse così incazzata e disperata da seguirlo così in massa. Si è trovato impreparato al successo ottenuto ed ha avuto paura di non controllare più nulla e nessuno. La sua risposta è stata quella di costruire il partito più antidemocratico e personale del panorama politico europeo.
    Mi fanno sorridere quelli che mostrano comprensione nei suoi confronti. Il grillismo è un fenomeno di carta che si squaglierà alla prima vera tempesta d'acqua, non può reggere così. Che significa nominare un capogruppo ogni 6 mesi, se non la paura di creare una classe dirigente autorevole e competente che si comincia a porre i problemi di organizzazione di un vero partito, fisicamente presente nel territorio. Perché gli eletti devono continuare a versare la metà dei propri compensi a Grillo e Casaleggio? Perché l'unica linea politica che gli viene facile proporre è quella di distruggere uomini e cose? E tanti altri perché.
    No quella di Grillo non è la risposta che serviva al paese, semmai è la rappresentazione della confusione e del dilettantismo degli attori politici attuali. Presto tutto finirà, come è successo con il Dipietrismo. Prima sorgeranno quei partiti che faranno risvegliare la voglia di impegno e partecipazione alla vita pubblica, prima morirà il Grillismo.

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  20. Dopo il tormentone sulle palle d’acciaio che avrebbe il premier Letta, a dire delle Cancellerie Europee, come dice il giornale di Dublino, o di velluto come ha detto la Santanchè, riferendosi ad altri personaggi, o di altro materiale, ecco un altro tormentone che è arrivato e riguarda la parentopoli e le assunzioni di portaborse dei compagni o figli dei compagni (di letto) dei pentastellari.
    Che vogliamo, i giornali ne hanno sempre una! Ma non toccatemi, per favore, l’editoriale domenicale di Eugenio Scalfari, al quale sono affezionato e che leggo da sempre, praticamene da quando è uscito il primo numero di “Repubblica”, essendone un accanito lettore. Per me Scalfari è il migliore analista politico che abbiamo in Italia, checch’è ne possano pensare i suoi detrattori. Egli è un uomo di una grande cultura, che si legge con interesse, ed è seguito ed ascoltato dalle migliori penne del giornalismo italiano ed estero. Per non parlare della visita e dell’intervista a papa Francesco, di grande significato didattico ed umano.
    “Grillo, sostiene Scalfari, non è mai andato a scuola di economia. Ma sa interpretare, e semplificare, quello che molta gente pensa: spendere per creare posti di lavoro senza preoccuparsi delle coperture, rispondere con le pernacchie alle direttive europee e mandare per aria l’euro. Meglio una moneta nazionale. Tesi analoghe a quelle sostenute a destra. E pertanto siamo di fronte a “due populismi, due nazionalismi di estrema destra, demagogici, e irresponsabili”.
    Perché, non è forse questa la verità? Come fa uno che non conosce niente di economia parlare di uscire dall’euro. Ci porterebbe dritti alla deriva, alla catastrofe e quindi ad un uomo della provvidenza, che si trova sempre a portata di mano, ad un pazzo che potrebbe prendere il potere in Italia, che non sarebbe certamente Grillo. Ma poi chi sono questi grillini pentastellari? Anch’essi politici improvvisati, che dai discorsi fatti in Parlamento vorrebbero somigliare a Grillo, ma che vengono continuamente rimbrottati dallo stesso Grillo o da Casaleggio. Né è esempio ultimo il voto di stamani dato dai grillini alla Camera a favore della tassa su “google”, subito smentiti da Beppe Grillo.
    Non è questo il tempo del si salvi chi può, ma è quello di rimanere, se possibile, uniti per riformare i partiti e fare una buona legge elettorale per tornare al più presto a votare scegliendo possibilmente fra due candidati. Questo significa avere una democrazia rappresentativa in un’Europa unita che punti alla crescita con l’occhio rivolto agli svantaggiati ed a chi sta peggio.

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  21. chi ha paura di Grillo?tutti coloro che non vogliono cambiamenti,che prediligono lo status quo,che hanno continuato a votare i partiti tradizionali.......lavoro,privilegi caste,raccomandazioni,vantaggi personali perché sappiamo quanti intrecci sottobanco ci siano in ogni settore della politica,dell'economia,della società....e quindi ha paura di Grillo chi è aggrappato saldamente a queste logiche clientelari che seppelliscono la meritocrazia in nome del qualunquismo professionale e dell'inefficienza e che sono ancorate nella sabbia della corruzione e della smania di arricchimento senza fatica......ma la sabbia viene smossa dalle forti correnti....il M5S,è una forte corrente in tal senso ...ha smosso sull'onda della rabbia e del malcontento popolare tutto il marciume di questa politica corrotta....capisco poco l'ironia rivolta a questo movimento che è l'unica novità di questo panorama sconcertante di cattiva gestione della cosa pubblica....i partiti tradizionali sono indifendibili,quindi non mi meraviglio del successo di Grillo e non mi meraviglio di chi ha di lui paura.....e cioè di coloro che temono di non potere fare più parte delle caste....il M5S è l'unica spina sul fianco di questo governo,formato dalle stesse persone che tutti volevamo mandare a casa...dicevamo che ci voleva la Rivoluzione Italiana,come quella francese,ma i libri di Storia non ne parleranno mai fino a che non si vorrà davvero un cambiamento..ma quanti italiani sono disposti a cambiare?
    Sicuramente quelli che credono nella genuinità del movimento grillino,solo solo per mandare a casa questi politicanti da strapazzo.....

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  22. Giorgio Bisagna13 novembre 2013 21:24

    "Beppe Grillo è, sostanzialmente, un ingenuo sognatore, intelligente e sensibile al sentire popolare. Un buontempone che ha coinvolto milioni di cittadini in una avventura politica certamente più grande di lui. Convinto di poter rendere gli italiani consapevoli del potere che deriva loro dalla sovranità popolare. Operazione difficile e forse impossibile. Nessuna paura, quindi, di Beppe Grillo. Così come del M5S. Anzi."
    Caro Giangiuseppe, come hanno già rilevato altri commentatori, Grillo è tutt'altro che ingenuo, ha una conoscenza del mondo della comunicazione almeno pari a quella del suo "rivale" Berlusconi, veicola una falsa spontaneità, in realtà studiata accuratamente per "prendere la pancia della gente". Accusa gli altri di scarsa trasparenza ma ha fatto appositamente un "non partito" per non sottoporre i relativi bilanci al parlamento ( non ha restituito i finanziamenti perchè non glieli hanno dato per questo motivo), l'organo ufficiale è il blog beppegrillo, a lui intestato e lui è anche il proprietario del marchio 5 stelle. MAI in nessun partito è accaduto che una persona venisse espulsa senza alcuna procedura in contraddittoria, ma con una semplice inibitoria da parte dei suoi avvocati all'utilizzo del marchio. Il famoso "uno vale uno" si è trasformato in "io sono io e voi non siete un c..." di un altro Grillo, ma Marchese. E poi, diciamola tutta, Grillo pesca a destra, fa leva non sulla pancia, ma sull'intestino della gente, sobilla l'odio verso i migranti, lo strumentalizza, lo manipola a suo favore. Non una parola di lutto per i 350 morti di Lampedusa, ma una protesta contro la cittadinanza ai bimbi nati in Italia e contro le modifiche della legge sull'asilo. Il suo culto della personalità, traversate acquatiche ( vds Labor Enciclopedia del Ragazzo Italiano 1938), sono tutte strategie indirizzate ad un elettore ben definito, cui lui, golosamente ambisce, quello di destra, ma di una destra non idealistica, ma rozza e razzista, ed egoista, la destra leghista e berlusconiana, quella dei furbi che dopo avere lucrato diventano contestatori, quella di coloro che cercano di salire sul carro del nuovo vincitore o che sputano perchè le prebende di cui hanno lucrato sono finite.

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