giovedì 27 giugno 2013

REDDITO MINIMO GARANTITO. BOCCIATO!

Reddito di Cittadinanza copiadi Giangiuseppe Gattuso – Non è la prima volta che scriviamo di questo argomento. L’idea viene da lontano e attraversa quasi tutti i paesi europei tranne, appunto, l’Italia, la Grecia e la Bulgaria.
Si tratta di ristabilire un principio di equità per consentire ad ogni cittadino il minimo vitale che possa assicurare la “dignità” di uomo. Quella autonomia economica che segna la distanza tra la libertà e la schiavitù. Quella libertà che rende gli uomini cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri e capaci di scegliere e partecipare democraticamente alla vita politica del proprio Paese. “Partecipare democraticamente alla vita politica”. La ripetizione è voluta. Per sottolineare una questione fondamentale: la democrazia è vera se fondata sulla partecipazione dei cittadini detentori della sovranità popolare. E gli eletti rappresentano l’interesse esclusivo della comunità.
Il cosiddetto “reddito di cittadinanza”, quindi, rappresenta lo strumento per liberare dal bisogno e dalla schiavitù milioni di italiani. Si, perché, oltre 4 milioni di “poveri” certificati, oltre il 6% della popolazione, e altri 9 milioni (circa il 28%) a rischio povertà ed esclusione sociale rappresentano un vulnus gravissimo per la tenuta e l’equilibrio sociale del sistema. I segnali arrivano costantemente. La diminuzione dei consumi alimentari che si susseguono anno dopo anno. Gli indici sull’occupazione su base annua, (diminuzione di 219.000 unità rispetto al 2012), fanno rabbrividire e la mortalità delle imprese è in progressione continua. Le famiglie soffrono e il loro potere d’acquisto subisce una lenta ma inesorabile erosione.
Aumenta, invece, e consistentemente, l’impego delle organizzazioni umanitarie come la Caritas per alleviare almeno l’esigenza primaria dell’alimentazione. E, come ha riferito poco tempo fa, Gino Strada, il fondatore di Emergency, l’organizzazione da lui fondata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime delle guerre nel mondo, e della povertà, c’è una crescente richiesta d’aiuto anche da cittadini italiani (pensionati al minimo con un reddito inferiore a 500 € mensili) per la fornitura di assistenza sanitaria di cittadini che non possono permettersi nemmeno il pagamento dei ticket.
M5S MoVimento 5 StelleIn questo ambito si inserisce la mozione presentata in questi giorni al Senato dal M5S. Un indirizzo nei confronti del Governo per l’istituzione del reddito minimo garantito. In linea, peraltro, con la risoluzione sul «reddito minimo nella lotta contro la povertà e la promozione di una società inclusiva in Europa», approvata il 21 ottobre 2010 dal Parlamento europeo con una maggioranza di 540 voti a favore e 30 contrari.
La mozione presentata, in sintesi, impegna il Governo: ad assumere iniziative per introdurre il reddito minimo garantito, predisponendo un piano che individui la platea degli aventi diritto; a procedere al riparto delle risorse del fondo nazionale per le politiche sociali per rendere le risorse immediatamente disponibili; a reperire le risorse necessarie anche attraverso la lotta all'evasione fiscale, l'incremento delle imposte sul gioco d'azzardo, e le scommesse on line, nonché attraverso specifiche disposizioni volte alla redistribuzione delle "pensioni d'oro".
Ci sembrano dei suggerimenti molto condivisibili. Anzi, necessari e giusti. Una iniziativa lodevole e un comportamento conseguente agli impegni presi in campagna elettorale. Che entra nel merito di problemi veri, roventi, e che riguardano una delle emergenze, forse la più grave, di questo nostro Paese.
Bene. Sapete come è finita la mozione? BOCCIATA! Un accordo armonioso tra PD-PDL-SCELTA CIVICA con 181 voti contro e 50 a favore, M5S e SEL. La Lega si è astenuta, ma per il regolamento del Senato è come se avesse votato no.
Altro che interventi per l’emergenza, aiuto alla povertà, equità sociale e via dicendo. Tutte parole al vento. Per adesso l’attenzione riguarda l’aumento di un punto di IVA, ma già va bene rinviare la questione di 90 giorni, e il falso problema dell’IMU sulla prima casa.
La casta è ovviamente e lautamente tutelata. E del reddito di cittadinanza chissenefrega!
Giangiuseppe Gattuso
27 giugno 2013








27 commenti:

  1. Ma mi chiedo e mi domando e mi richiedo, come si possa chiedere simili fantasie , quando tutti i giorni moltissime partive iva chiudono i battenti...A monte di questo discorso c'e' prima di tutto la dignita' umana del lavoro EVITATA DA un protezionisme nei confronti delle caste , nessuno si batte per questa ingiustizia...dopo si potrebbe parlare di tutto.Prima si deve evitare che chi e' aperto...CHIUDA.

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  2. Maria Emilia Baldizzi27 giugno 2013 16:20

    Credo che non ci sia molto da aggiungere alle amare conclusioni di Giangiuseppe Gattuso. Credo che gli elettori onesti, o comunque in buona fede, del PD e PDL capiscano finalmente a chi si sono affidati.Il MOVimento 5Stelle li ha smascherati.Riconosciamogli almeno questo merito..

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  3. Potenzano Sergio27 giugno 2013 16:23

    È indecente l'indifferenza dei politici verso i veri problemi che affliggono l'Italia.
    Il reddito minimo garantito, oramai consolidato nella maggior parte dei paesi Europei "Civili"..... diventa una chimera per i disoccupati di un paese incivile come l'Italia.
    Mi vergogno di questi pseudo politici che non fanno altro che garantire se stessi, mantenendo sempre e a tutti i costi gli stessi privilegi di sempre, e che di fronte ad una proposta di legge che darebbe un po di respiro ai nostri giovani disoccupati, cosa fanno? Votano contro !!!!! VERGOGNA!!!!!!!

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  4. in compenso poi si preoccupano di mettere la tassa sulla sigaretta elettronica

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  5. Non parliamo poi del decreto lavoro, un altra farsa di questo governo, come possono aziende in crisi, assumere giovani magari con contratto a tempo indeterminato e che fine faranno tutti quei lavoratori dai 30 ai 40 ,50 anni che hanno carichi familiari e mutui da pagare??? Stiamo arrivando al limite della sopportazione non so se arriveremo a chiudere questo 2013 in condizioni "umane".

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  6. Tutti coloro che si sono presi la briga di averli votati si dovranno prima vergognare e poi pentirsi di aver fatto un gesto simile.
    Mi auguro che tra la gente che ha votato questi farabutti ci siano proprio quelli che del reddito di cittadinanza ne avrebbero avuto bisogno!!!

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  7. Vivo in un paese dove il reddito minimo e realtà e viene dato anche a cittadini UE residente nel paese. Sicuramente non diventi ricco con questi soldi ma ti assicurano la sopravvivenza. Lo stato sorveglia bene che nessuno approfitta cercando anche di collocare queste persone di nuovo nel mondo di lavoro.Che dire, dopo 17 anni sono stato costretto a lasciare l'Italia per colpa della crisi..............

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  8. Io penso che prima di procedere a qualsiasi tipo di critica circa la bocciatura della Mozione del Movimento 5 stelle sul reddito di cittadinanza bisogna capire l'entità del peso economico che un provvedimento del genere imporrebbe al sistema Italia.
    I costi di un nuovo sistema di welfare dipendono dalla scelta tra un sistema di salario di cittadinanza per tutti (come dice Grillo) e un reddito minimo garantito ai disoccupati.
    Prendendo a riferimento i dati delle dichiarazioni fiscali dei redditi 2011, si stima che la platea potenziale dei beneficiari del salario di cittadinanza a carico dello stato sarebbero, nell’ipotesi di 500 euro mensili, circa 25-27 milioni di persone (20 milioni che non hanno redditi, 2,2 milioni con redditi fra 0 e 1000 euro l’anno e la metà degli individui con un reddito fra 1000 e seimila euro l’anno) per un costo lordo di circa 150 miliardi di euro oltre a circa 600 milioni di minori introiti fiscali. A questo ammontare andrebbero sottratti i minori oneri per il sussidio di disoccupazione (circa 13 miliardi) e alcune agevolazioni previste dal sistema di welfare (borse di studio, tariffe sociali per le utilities e per mezzi trasporto e parte della cassa integrazione guadagni) con un costo netto di 120-130 miliardi.
    Nel caso di un salario di cittadinanza di 1000 euro il costo complessivo sarebbe più che raddoppiato, anche per il crollo delle entrate fiscali (oltre 3,5 miliardi).
    Invece il reddito minimo garantito ai disoccupati si rivolgerebbe a una popolazione di circa 6 milioni (3 milioni di disoccupati e 3 milioni di inattivi in cerca di lavoro) e costerebbe tra i 36, nell’ipotesi di 500 euro e i 72 miliardi lordi, nell’ipotesi di 1000 euro mensili.
    A tale ammontare andrebbero sottratti i 13 miliardi di sussidi di disoccupazione oltre all’eliminazione di altri costi in tema di sostegno al reddito come le borse di studio e le tariffe agevolate per accedere ai servizi pubblici. (fonte:sbilanciamoci.info)

    Se noi riflettiamo su queste cifre, la conclusione che potremmo tirarne fuori sarebbe la constatazione che la sola idea di un reddito di cittadinanza sia una roba da matti.
    Ma come, il governo non riesce a trovare i soldi, credo un paio di miliardi, per il blocco temporaneo dell'IVA e dovrebbe impegnarsi a trovarne 150?
    Via siamo seri, la proposta di Grillo è una magnifica utopia, ma fino a quando l'Italia non troverà una tale riserva di energia da rendersi economicamente indipendente da petrolio e gas, potendo così destinare allo scopo i miliardi necessari) nessun governo con la testa sulle spalle può accollarsi il peso di una decisione, quella di approvare la mozione 5 stelle, così grave e impegnativa. Gli stessi rimedi proposti dai grillini per reperire i soldi, non potrebbero coprire che una minima parete del fabbisogno. Non ci si può sempre appellare alla lotta all'evasione, perchè anche questa è una chimera; nessun governo è riuscito nell'impresa non dico di debellare ma neanche di ridurre a dimensioni accettabili un fenomeno endemico come l'evasione fiscale, quindi meglio non fare affidamento su questo. Riguardo l'aumento della tassazione sui giochi, si può fare, ma le entrate non aumenterebbero, perchè i soldi che girano sono sempre quelli, e chi adesso spende una somma X per il gioco, sempre quella spenderà, quindi giocherà di meno perchè giocare costerebbe di più, e le entrate NON aumenteranno.
    Le pensioni d'oro? E chi le tocca?, in Italia i diritti acquisiti non si toccano. Caso mai potrebbero essere ridimensionate le pensioni a venire.
    Insomma, io non sarei così incazzato per la bocciatura della mozione del movimento 5 stelle, non perchè l'idea sia malvagia, ma perchè l'Italia non è in grado di mettere in esecuzione una cosa così impegnativa dal punto di vista economico.
    E mi pare di aver detto tutto.

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    1. Al solito, l'amico Pepe, più che un commento scrive un contro articolo. Sempre ben documentato e con molta convinzione. Ammirevole.
      Ma le cose non stanno proprio così.
      Intanto la mozione proposta dai 5 Stelle riguarda il principio, l’idea, tra l’altro in linea con la risoluzione approvata dal parlamento europeo nel 2010 e attuata quasi ovunque. Un atto di indirizzo, un suggerimento per il Governo per individuare risorse e modalità di attuazione. Insomma, un appello a tutte le forze politiche su una questione di notevole rilevanza sociale.
      Ma andiamo alla questione risorse, che non ci sono. Caro Nino, la politica serve proprio a questo. Non è ragioneria e nemmeno solo tecnicismi. Ma serve a stabilire principi, indirizzi, visione del futuro attuando nell’immediato ciò che è possibile fare. Non serve avere montagne di soldi per attivare meccanismi e stabilire priorità. Ci vuole, invece, condivisione. E, per esempio, nel caso delle “pensioni d’oro” e dei cosiddetti diritti acquisiti, basterebbe una proposta approvata da tutto il parlamento, prevedendo una fase transitoria di emergenza per bypassare le insidie di legittimità costituzionale che i magnifici giudizi (in palese conflitto d’interesse) pongono costantemente.
      E ancora. Pensa alla realizzazione della rete autostradale. Non si è atteso di avere nelle casse tutte le risorse per iniziare i lavori. Ma si è prima approvata l’idea, si sono fatti i progetti di ciò che poteva essere realizzato e si è iniziato a costruirle. Anche se sono passati decenni e ancora non abbiamo finito.
      Non so se l’esempio è calzante al 100% ma penso di avere reso l’idea. Infatti, nel passato, si sono pure attuate sperimentazioni riguardo al reddito minimo d’inserimento con risultati altalenanti. Ma questo non è un buon motivo per non farne nulla. Ogni cosa può essere oggetto di aggiustamenti, di adeguamenti, di variazioni in corso d’opera. E poi, come mi piace ripetere, basta “copiare”, migliorandolo, ciò che altrove in Europa e nel mondo è attuato e funzionante. Semplice!

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    2. Io penso che per varare una riforma come quella sul reddito di cittadinanza bisogna che tutte quante le forze politiche raggiungano una unità di intenti superiore a quella prevista per le riforme costituzionali, per il semplice fatto che la costituzione può essere modificata più o meno a costo zero e basta essere d'accordo politicamente per realizzare i cambiamenti, mentre il reddito di cittadinanza è a costo altissimo. Si possono comunque iniziare i lavori preliminari per stabilire chi e quanti siano gli aventi diritto, si possono istituire gruppi di studio per cercare di capire come e dove reperire i fondi necessari, si possono fare tante cose, ma prima o dopo ci si dovrà scontrare con un ostacolo insormontabile, quello delle risorse, che per forza di cose finirà per ridimensionare drasticamente il progetto. Certo, un pò di soldi si troveranno e alcuni degli aventi diritto precedentemente individuati godranno del diritto di cittadinanza. Ma, come mi pare ovvio, si tratterà di una percentuale minima che lascerà fuori tutti gli altri, anche se aventi diritto pure loro.
      E però, è sempre meglio fare qualcosa che non far niente.
      Il problema è che io a volte vorrei andare a comprare, ad esempio, una cucina con mobili ed elettrodomestici del valore di 10.000 euro, ma so già che dovrò prenderne una di 600, al massimo 700 euro, perchè non ho le risorse che ci vorrebbero per prendere la cucina dei miei sogni.

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  9. Per avere il reddito minimo di cittadinanza penso si debba cambiare tante cose. Per prima cosa dobbiamo prendere atto che i paesi che si possono permettere di tale riddito sono quelli che hanno uno stila di vita politica ordinaria dove l'evasione è minima, dove i politici non rubano, dove c'è uno spiroto altissimo di senso di appartanenza, dove i pubblici dipendenti e i grandi manager servono umilmente alla collettività, dove insomma non si spreca nulla.
    Al contrario, in un paese come l'Italia succede spesso che il politico si candida per ottenere rapidamente uno stile di vita agiato o addirittura molto alto e per raggiungere a tale scopo è pronto ad ogni losco compromesso, con l'attuale legge elettorale dove i cittadini non valgono un granchè succede spesso che i corrotti abbiano carta bianca per autocandidarsi e magari cercare l'aiutino da qualchè poco raccomandabile affarista.
    I cittadini si sono impoveriti di più per colpa anchè della loro rinuncia ad essere cittadini, a prendere in mano la sorte del paese e fanno cadere la colpa sui politici, i loro dipendenti! (perchè tali sono)I risultati di tutto ciò sono davanti agli occhi di tutti, è normale che gran parte delle risorse pubbliche vengono bruciate in quella maniera. C'è da chiedersi dunque; si potrà trovare delle risorse per garantire un reddito di cittadinanza a chi ne avrà eventualmente bisogno? io penso di no, finchè non si troverà una soluzione a tutto ciò saremo solo in prenne emergenza, altro che reddito di cittadinanza!!!

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  10. Pasquale Nevone28 giugno 2013 22:39

    Approvo e sostengo la proposta del reddito di cittadinanza rilanciata dall'articolo dell'amico Giangiuseppe.
    Questa proposta nasce e si alimenta dalla constatazione che da un lato abbiamo milioni di disoccupati e poveri e dall'altro non c'è un centesimo pubblico per loro.Il risultato è la loro morte per fame oppure lo scoppio di un tumulto popolare gigantesco incontenibile.
    Egitto, Turchia, Grecia,Brasile (ad esempio) dimostrano ampiamente e chiaramente questo.
    Quindi, lo dico soprattutto all'amico Pepe, smettiamola di mettere la testa sotto la sabbia e fare lunghi discorsi ed analisi che, alla fine, non spiegano niente e soprattutto non indicano soluzioni di "salvezza" reale ed immediata.
    La politica e l'economia, cioè il gatto e la volpe che ci hanno depredato di tutto,non possono darci più nessuna soluzione, e prendono solo tempo facendo il megafono dei nostri problemi, invece dei risolutori di problemi.
    Quale proposta? Credo che l'unica sia cementare e far crescere un movimento popolare di opinione e azione civile unitario e trasversale e transnazionale su poche indicazioni materiale immediate e fattibili. Il reddito minimo per tutti i bisognosi, intanto.
    Insomma, questo sistema è rotto e morente, ma noi no. E allora buttiamolo giù e sostituiamolo con un sistema etico primario, dunque banche etiche, imprese etiche, economia etica, politica etica,etc..
    Grillo ci ha provato e c'era quasi riuscito. Lo hanno messo all'angolo unendosi compatti contro dilLui sfruttando le sue ingenuità politiche. Ma lo proposta è giusta.I sondaggi dicono che è comunque al 19%, quindi può recuperare facilmente. All'estero lo stanno copiando.
    E poi c'è un Papa come Francesco che ogni giorno che passa sta dimostrando che ha le idee chiare e le espone come una "road map" per uscire da questo morente sistema. Sta seduto sulla riva del fiume (quella dell'oltre Tevere), sapendo che il grande "big bang" è vicino, e intanto parla chiaro e tondo e indica l'unica strada possibile e vincente: umiltà, cacciata dei mercanti malvagi dal tempio delle nostre vite, e "REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE" fra tutti e nuovo stile di vita fatta di sobrietà e solidarietà.

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  11. Giorni fa, come scrive nel suo articolo Giangiuseppe Gattuso, è stata bocciata la proposta del M5S relativa al reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza è, per essere chiari, un contributo a chi non ha un reddito da lavoro e fino a quando rimarrà in tale condizione.
    E’ un reddito che sostituisce la CIG o i redditi di solidarietà che sono stati rifinanziati dal governo Letta per i disoccupati e fino a quando il cittadino italiano si troverà in condizioni di sopravvivenza. Penso che in questo caso ha ragione il Direttore quando sostiene che dare risposte al paese è compito di un governo politico, e questo con tutti i mal di pancia che vogliamo, è un governo con una maggioranza ampia, di larghe intese e può dare, se vuole, le risposte che il paese attende. E se non vogliamo che chi ha perduto il lavoro, o non l’abbia ancora trovato, non perda anche la dignità di essere uomo, lo stato deve farsi carico di questa situazione, e deve provvedere al suo mantenimento. Ora abbiamo le risposte del governo ed anche quelle positive dell’Europa. E’ il momento di agire, di investire, di fare progetti pubblici e privati, di avviare quella struttura che vada a superare il rigore, e rimetta quel circolo virtuoso che ci consenta di uscire dal tunnel.Troppi sacrifici sono stati imposti al paese e non può sopportarne altri. Si deve lavorare ora solo per la crescita dell’Italia.
    Non si può ammettere che uno Stato non riesca a far pagare le tasse a chi le può, o a chi ha di più, o magari essere d’accordo con chi li tiene nei paradisi fiscali , consentendo una evasione ed una elusione spaventosa, mentre non si trova il modo di garantire una forma di equità sociale che serva a dare un vero diritto di cittadinanza a hi ne ha bisogno. Oggi il paese ha bisogno di due cose principalmente: il lavoro per chi non ce l’ha ed il reddito minimo di cittadinanza per garantire “la dignità” ad ogni essere umano. La cosa assurda è che mentre da un canto il parlamento bocciava questa proposta, dall’altro lato la maggioranza cercava il compromesso per salvare gli F35 o ne patteggiava una riduzione, che significa una spesa di parecchi miliardi che non ci possiamo consentire. Oppure non so se vi sete accorti che nel decreto per il lavoro c’è un articolo che prevede di escludere dai previsti benefici i diplomati. Ma che scherziamo! Da un lato si vuole investire sulla cultura, e poi si penalizzano i diplomati, quelli che hanno fatto già un passo avanti verso quella direzione. Mi auguro che questo articolo venga subito modificato. “Vedremo questo governo all’opera”, dicevo in un precedente post, ma questo non è l’opera che volevamo noi. Non vorrei che, invece di opera intesa come azione, il governo Letta avesse inteso invece l’ “l’opera dei pupi”.

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  12. Due cose. Intanto bisogna capire se i soldi ci sono o non ci sono. Lo stesso Pasquale nel suo intervento sostiene che per milioni di disoccupati e poveri non c'è un centesimo pubblico. Se non ci sono,mi pare che non si possa far niente riguardo al reddito di cittadinanza, perchè, come dice il proverbio, non si possono fare le nozze coi fichi secchi.
    Abbiamo lo slogano buono per tutte le stagioni "RIDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE".
    Una bellissima cosa, un'idea che sta alla base di tanti ragionamenti provenienti dagli allora comunisti e da tutta la pletora di partiti e partitini tutti collocati a sinistra dello schieramento politico.
    La mia domanda è molto semplice. Conoscete qualche governo di sinistra, anzi, visto che parliamo di comunismo, qualche regime comunista che abbia realizzato questa famosa ridistribuzione delle risorse? A me risulta che in tutti i regimi comunisti , per fortuna ormai quasi tutti crollati, non si sia realizzata questa utopia, ma che invece le ricchezze abbiano soltanto cambiato di proprietario, concentrandosi nelle oligarchie del potere e nelle "nomenklature" che hanno sempre fatto strame di giustizia sociale e di eticità della politica, tenendo i popoli nella povertà più assoluta e vergognosa.
    Per tornare alla nostra Italia, abbiamo visto in occasione di qualche tornata elettorale precedente dei manifesti a cura, mi pare, di rifondazione comunista che dicevano:; "Anche i ricchi piangeranno", e la gente, spaventata, non li ha votati.
    Allora, perchè si realizzi l'idea un pò utopica esposta da Pasquale, cioè un sistema etico primario, dunque banche etiche, imprese etiche, economia etica, politica etica ci vuole una vera e propria rivoluzione copernicana del nostro sistema politico e sociale, cosa che allo stato attuale mi pare sia lontana non tanto dalla gente quanto dai nostri partiti e governanti.
    Riguardo gli F35, è inutile stracciarsi le vesti per dire che non si devono comprare. Ogni stato, e quindi anche l'Italia, ha il dovere di provvedere alla difesa del proprio suolo e al mantenimento della pace, ove richiesto dagli impegni e dalla collocazione politica nello scacchiere internazionale. Gli aerei che abbiamo sono vecchi ed obsoleti e devono essere sostituiti da quelli più nuovi ed efficienti. L'attrezzatura militare è necessaria per lo stato, è, per così dire, di default nella vita dello stesso.
    Magari non ci saranno occasioni di usare questi aerei, ma quando servono e non li abbiamo, cosa facciamo, andiamo al supermercato e li compriamo?
    Magari poi, quegli stessi che adesso non li vogliono,direbbero: ma dove sono gli aerei?
    Mi pare che questo sia un argomento pretestuoso, ma poi guarda caso sempre proveniente dalla sinistra, cui non va bene niente, ma che in questa Italia ci sguazza alla grande.
    Monte dei Paschi di Siena, "Abbiamo una banca!", Lusi, Penati, ecc. vi dicono niente? Ci sguazza, ci sguazza!!!

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    1. Caro Nino, capisco che a te piace far polemica a tutti i costi, ma mentre noi stiamo parlando di un reddito minimo di sopravvivenza per gli italiani che sono con il c…. per terra, tu dici che “l’Italia ha il dovere di provvedere alla difesa del proprio suolo e al mantenimento della pace, ove richiesto dagli impegni e dalla collocazione politica nello scacchiere internazionale.” E che “gli aerei che abbiamo sono vecchi ed obsoleti e devono essere sostituiti da quelli più nuovi ed efficienti. L'attrezzatura militare è necessaria per lo stato, magari non ci saranno occasioni di usare questi aerei, ma quando servono e non li abbiamo, cosa facciamo, andiamo al supermercato e li compriamo?”
      Sono le stesse parole usate dall’ex ministro La Russa alla Camera in difesa sugli F35, come se fare la guerra per l’Italia fosse un problema di vitale importanza , e/o come se questa spesa fosse più importante del reddito di sopravvivenza, questa si che serve davvero per il supermercato, senza considerare che dovremmo smetterla anche con le partecipazioni alle cosiddette “missioni di pace”, che tanti morti ci costano e ci sono costati finora e sono contrarie ai principi sanciti dalla costituzione italiana.

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    2. Se il mondo fosse pacificato non ci sarebbe bisogno di F35 e nemmeno di armi ed eserciti.
      Il problema è che la civiltà umana non si è ancora liberata dal fardello di guerre, rivoluzioni, regimi tirannici, rivolte ed oppressioni di vario genere.
      Fin quando le cose rimarranno così, lo stato ha il dovere, e dico dovere nei confronti del suo stesso popolo, di creare e curare un apparato di difesa. Non si può, infatti, in caso di necessità, lasciare il popolo indifeso. Potremmo dire che il caso di necessità è un'evenienza remota, ma con un islam fondamentalista che mette sempre il conto la guerra santa contro gli infedeli, e magari se la situazione internazionale dovesse disgraziatamente modificarsi in peggio, non ci si può fare trovare senza un minimo di difesa. E inoltre, in un quadro di alleanze tipo NATO ogni nazione deve fare la sua parte, quindi io non sarei così sicuro che la posizione tua e di chi non vuole gli f 35 sia la posizione giusta.
      Poi, non credo che il pensarla in modo diverso significa fare polemica a tutti i costi, per il semplice motivo che ogni opinione ha la sua ragion d'essere, anche la tua e quella di Grillo, per carità.
      Ho citato il pensiero dell'ex ministro La Russa? E che c'è di male? La Russa che cosa è, forse un impresentabile? Chi decide se qualcuno sia impresentabile o meno? I tuoi referenti politici? Non mi pare.

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    3. Per carità Nino, non volevo offendere né te, nè l’ex ministro Ignazio La Russa, anche se non gode purtroppo della mia stima, e sono perfettamente d’accordo sul fatto che le diversità di opinioni sono una ricchezza, e per questo motivo il confronto è stimolante. Però io mi riferivo al tema postoci da Giangiuseppe e proprio in questo periodo storico non ritenevo necessaria questa spesa nel bilancio dello stato, oggi.
      Anche perché il contratto, o meglio il protocollo d’intesa degli F35 è stato firmato quasi 15 anni fa ancora non è definito, se no non staremmo qui a parlarne.
      E per di più, a quanto pare, non ha tutte le garanzie di stabilità e come leggevo oggi è superato da altre tipologie di aerei più funzionali.
      Ma la diversità di opinioni tra noi è che la costituzione italiana ripudia la guerra come strumento per far valere le proprie ragioni, ed in ogni dissidio deve prevalere sempre la discussione e mai la guerra.
      Quindi, per me, non ci può essere in nessun caso la possibilità del ricorso a mezzi di questo tipo, ed è sbagliato anche partecipare a quelle che vengono chiamate “missioni di pace”, che sempre più spesso diventano “missioni di morte”. Con il rispetto dovuto alle nostre diverse opinioni, un caro saluto a te, Nino

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    4. E' interessante una tua osservazione. Quella riguardo al fatto che adesso ci sono altre tipologie di aerei più funzionali.
      Non vorrei che si spendessero tutti quei soldi per avere delle carrette volanti.

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  13. Sono in perfetto accordo con Grillo,persona seria e capace,basta tagliare i costi della politica per poter dare 1200 euro mensili a tutti quei cittadini che ne dovessero fare richiesta.
    E poi sono anche d'accordo per l'abbattimento di tutte le aliquote fiscali.
    Il programma di Grillo è di gran lunga il più e
    fattibile.
    Spero che inizi dai comuni amministrati dal m5s, per dare un esempio e fare una azione pilota per dimostrare come è semplice il progetto.
    Iniziare da Parma, come credo abbia già fatto e poi da ragusa etc.. etc...
    Quindi ottime le posizioni di Gattuso e Nevone, che dimostrano di avere le idee chiare, ed a loro mi associo .

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  14. Pasquale Nevone29 giugno 2013 18:52

    Caro Nino Pepe, è evidente che per i milioni di disoccupati non c'è un centesimo perchè ci teniamo "questo" sistema socio-economico che, come dice e spiega bene Filippo Ales,divora ed occulta quantità gigantesche denaro tramite caste, evasione, elusione, tangenti e mafie. Dunque cambiamo sistema e i soldi ci trovano. Non si tratta di riabbracciare il comunismo, ma di attuare una moderna socialdemocrazia (vedi ad es. la Danimarca).
    All'amico Sergio Volpe, invece, vorrei sommessamente rammentare ancora una volta che il sarcasmo alla fine non dice niente e non porta da nessuna parte. So benissimo, come tutti i nostri amici lettori di questo blog, che la tua risposta è sempre al stessa : questo governo Letta è il migliore possibile e dobbiamo tenercelo fino alla fine della legislatura perchè "ha avuto le palle" di smarcarsi da Grillo, cioè comunque il primo partito alle ultime elezioni con 8,5 milioni di voti, "pardon" , di "teste di legno".
    E allora, cari Nino e Sergio, cessate il primo di demolire e il secondo di deridere qualunque articolo e commento a voi non gradito perchè entrambi volete difendere a spada tratta questo governo che vi vede, benchè il primo di destra e il secondo di sinistra, uniti come dei gemelli siamesi. Mi permetto di ribadirvi che alla fine nessuno di voi due ha detto qualcosa su come si potrebbe uscire da questa spaventosa crisi,e quindi alla fine i vostri commenti risultano irrilevanti.
    Pace e bene a tutti.

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  15. Scusa Pasquale, mi vuoi spiegare da cosa hai capito che io difenda il governo? Leggendo i miei scritto non ho ancora visto una parola in difesa di questo governo.
    Io dico soltanto che i soldi non ci sono, o meglio, sono difficili da tirare fuori. Il reddito di cittadinanza va benissimo, purchè sia applicabile anche a me che dopo 20 anni di servizio prestato nell'Amministrazione Finanziaria dello Stato percepisco una pensione da fame, che non dico per un dovere di privacy verso me stesso. Se non fosse che ogni tanto faccio qualche serata musicale, non so come farei a tirare avanti. Pensa un pò quanto me ne possa importare di chi c'è al governo. L'ho anche detto, una volta, che sono tutti uguali, e i ladri e farabutti si trovano di quà e di là in proporzioni analoghe, ma Volpe mi ha rimproverato dicendo che pd e pdl non sono la stessa cosa. Allora, avete queste belle idee? Sono contento, ma che ci posso fare se io non riesco a vedere uno spiraglio di fattibilità? Cosa significa ciò, che difendo l'attuale governo?
    Mai e poi mai, maissimo! Se vanno tutti a casa ci potrebbe essere, tramite nuove elezioni, la possibilità che il popolo italiano si decida finalmente a buttare fuori dal parlamento chi ha dato cattiva prova di sè e a rinnovare tutto quanto.
    Sul fatto di demolire gli articoli che non mi piacciono, dissento perchè appunto si tratta soltanto di articoli di un blog, non di altro, e quindi cose che magari suscitano dibattiti e commenti, ma niente di più e il dibattito si alimenta soprattutto delle idee che non collimano.

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  16. Pasquale Nevone29 giugno 2013 20:51

    Nino, diciamo che il problema è semplicissimo: alle volte crediamo di essere contro una politica o un governo, ma poi si fa un ragionamento o si assume un comportamento che con assoluta evidenza ne costituiscono la difesa più accorata ed oltranzista. Scherzi della dialettica! Diciamo così, consentimi la battuta, tu sei filogovernativo "a tua insaputa".
    Proviamo a ragionare quanto basta.
    Dici che i soldi non ci sono. Ma questo è quello che dice questo governo e tu lo ripeti accettandolo senza riserva. Non ti fermi a pensare e a denunciare che questo governo "recita" mostrandosi con le tasche vuote invece di mettere in 24 ore un tetto (congruo) ad emolumenti e pensioni d'oro, aumentare le tasse a chi possiede veramente patrimoni ingenti, vietare il cumulo di incarichi retribuiti a chi ha già un reddito congruo, utilizzare subito tutti i soldi e patrimoni sequestrati alle mafie con sentenze passate in giudicato, lottare evasione ed elusione con riforme tributarie ad es. sul modello USA (ti puoi scaricare pure lo scontrino per l'acquisto di una camicia), riforme istituzionali drastiche, statalizzazione di quelle imprese italiane sane e produttive che si trasferiscono all'estero per guadagnare di più risparmiando sul minor costo del lavoro (es. OMSA, Indesit), etc...
    Perchè Letta e compagni non fanno niente di questo ed altro? Mentono! E vanno almeno rimproverati, ma certamente non omaggiati del nostro consenso.
    Per di più dici che rientri tra quelle persone che avrebbero beneficio dal reddito di cittadinanza. Allora qui, scusami, ma contrastarne pefino la sola proposta mi sembra "sindome di Stoccolma".
    Dunque, caro Nino, massima semplicità.
    Otgnuno faccia la sua parte. I poveri e bisognosi chiedano il pane, e i governi glielo diano usando il potere di governo per cambiare la società e le risorse in modo nuovo per garantire tutti.

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  17. Caro Pasquale,è ovvio che stessi ironizzando, però vorrei fosse chiara una cosa.
    Quello che io pensi di Berlusconi e del suo partito credo sia chiarissimo e notissimo,purtuttavia, tu davvero credi che io e ritengo anche tu, per quel che ti conosco, possa affidare la vita ed il futuro della mia famglia a Grillo?
    Se altri hanno questa voglia si comportino di conseguenza,io no.
    E per dirla ancor più chiaramente,alla luce dei miei nuovi convincimenti,che forse è stato un bene che il tentativo Bersani sia fallito, perchè saremmo sprofondati.
    CHiaro ?
    Aggiungo l'ultima ciliegia, se fossi costretto a scegliere in un cervellotico ballottaggio tra Grillo e Berlusconi, sceglierei il secondo.

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  18. Pasquale Nevone29 giugno 2013 23:48

    Sergio carissimo, sappiamo tutti e due, e credo anche tutti gli altri partecipanti a questo blog, che la situazione Italiana è gravissima, e che in Sicilia è ancora più grave, e che entrambe sono vittime dei propri errori e misfatti ma ancora di più dei misfatti e degli errori di una economia globale ormai "zombie".
    Dunque, uscire da questo tunnel non è facile nè indolore.
    Però, mentre fuori dall'Italia la politica cambia uomini e alterna programmi ora di deatra ora di sinistra, noi invece ci teniamo le stesse persone, al massimo i loro cuccioli, ma sopratutto, ciò che è peggio, non abbiamo un programma di politica economica e industriale, nè di rinnovamento sociale e statale.
    Sai che non ho mai avuto remore a palesare le mie simpatie per il PD, fin dalla sua nascita nel 2007, o almeno per quello che voleva e vorrebbe essere.
    Ma con altrettanta sincerità dico che non sono mai stato capace di mentire per "coprire" il partito che apprezzo, ma che so anche che sbaglia molto di grosso e, soprattutto, non riesce ad essere al'altezza pur avendo di fronte praterie sterminate per attrarre consenso convinto.
    Qualche commento favorevole che faccio in favore di Grillo è dettato dall'onestà intellettuale che devo a chi come lui ha detto per primo delle cose giuste e nuove, ha saputo comunicarle, e dal nulla in pochi mesi è diventato il primo partito in Italia. Poi ha pagato la mancanza del talento politico, suo e dei suoi ragazzi, ed è finito dentro il "sacco", ritengo definitivamente, del gatto e della volpe, cioè della politica e dell'economia.
    Grillo è morto, ma Grillo è ancora vivo, perchè ha indicato il metodo giusto da seguire e le proposte più concrete.
    Dunque, anch'io come te, oggi non affiderei me e la mia famiglia a Grillo (perchè è morto), ma neanche a Berlusconi(perchè esperto solo di cene eleganti). Lo vorrei affidare al PD, ma ragionando onestamente non si può negare che questo partito dopo 7 anni ancora non è nato, si dilania al suo interno in 17 correnti, non ha un programma per il paese, cannibalizza i suoi migliori dirigenti. In questo senso Renzi premier credo sarebbe un colpo d'ali, ma in tandem con Letta agli esteri e/o all'economia. Ma è ormai inevitabile che si uccideranno tra di loro,e vincerebbe Cuperlo (cucciolo di D'Alema).
    Insomma, credo che l'Italia potrebbe salvarsi , ma sembra che la sua cd. classe dirigente non lo voglia. E allora li temo e li detesto. Credo che entro la fine di quest'anno la crisi si aggraverà a tal punto che questa alleanza governativa contro natura salterà in aria,e dopo, quanto meno, verrà una nuova e vera maggioranza di governo ed una vera minoranza di opposizione.
    Per salvarci ci vogliono scelte forti, che le cd. larghe intese non possono garantire, e infatti...

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  19. Mi trovi in assoluta sintonia su tutto.
    Una solo cosa vorrei aggiungere ed auspicare, e cioè, che la stagione dei LEADERS, da me sempre avversata, si possa chiudere e concludere, basta con uomini soli al comando.
    Va bene Renzi, l'importante che non si ponga come un nuovo Berlusconi o Grillo o Monti o Di Pietro o Casini o altri che come padroni e monarchi del loro finto partiti ci hanno portato alla desertificazione della politica.

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  20. Pasquale Nevone30 giugno 2013 15:59

    Concordo pienamente con il tuo auspicio che, anzi, ritengo uno dei pilastri fondamentali per la ristrutturazione ed il rilancio dell'Italia.

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  21. L'ottimo Giangiuseppe Gattuso ha voluto rimettere il dito sulla piaga con un articolo lucido ed obiettivo a carattere divulgativo. Tralascio le immediate considerazioni-contro qualche discutibilissimo commento, per ricordare a chiunque legge che la ricca e civilissima Italia e la povera ed arretrata Ucraina non potranno mai essere alla pari, noi siamo più avanti e più civili. Purtroppo per noi italiani, l'Ucraina non abbandona i suoi cittadini, il reddito di cittadinanza, o come meglio vi pare definirlo, lì c'è mentre qui no. Qualcuno è in grado di spiegarne il motivo, magari utilizzando i numeri? Già che c'è, ci spieghi anche in cosa esattamente consisterebbe il nostro essere più avanti o più civili (così riteniamo di essere), consumiamo forse più coca cola e piatti di plastica, o siamo migliori di loro perché le portaerei dell'ex flotta Russa colano a picco da sole nei porti dell'Ucraina mentre la portaerei "Sicilia" (portaerei americana) non può colare a picco perché è un'isola?

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