sabato 6 aprile 2013

La Storia Patria chiude. Il presidente Puglisi sta fermo

Kore-Rettore-Puglisi-Giovannidi Giangiuseppe Gattuso - La Società Siciliana per la Storia Patria, istituzione culturale fondata nel 1863 da un gruppo di studiosi siciliani, è chiusa al pubblico.

Storia Patria chiusaSu un foglio di carta spillato sul portone di ingresso si legge: “Si comunica che i locali della Società Siciliana per la Storia Patria sono temporaneamente chiusi al pubblico dal 16 gennaio 2013”.

Da quel giorno sono trascorsi più di due mesi, nulla è stato fatto, e i dipendenti sono stati prontamente licenziati per mancanza di fondi.

Il Museo del RisorgimentoIl blocco dell’istituzione comporta anche la chiusura del Museo del Risorgimento "Vittorio Emanuele Orlando", riaperto, dopo un accurato restauro, il 29 maggio 2010.
Ricco di cimeli e documenti rari, il 9 settembre 2011 per la Cerimonia commemorativa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, il Museo ha ospitato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

BibliotecaStessa sorte per la Biblioteca, specializzata in storia della Sicilia, che raccoglie quasi centoventimila volumi dal XVI al XIX Secolo, periodici e fondi archivistici.

Una situazione, quindi, incresciosa per un bene così prezioso che non ha determinato adeguate reazioni nel mondo della politica, della cultura e della società civile. Tutti impegnati in altre faccende più importanti.

E il Presidente, il Prof. Gianni Puglisi, un luminare dell’Accademia Italiana, (già Assessore alla cultura del Sindaco Cammarata) continua a mantenere l’incarico come se nulla fosse. Non si segnalano proteste, coinvolgimenti delle istituzioni e della società civile, interventi forti e accorati. La Storia Patria rimane senza alcuna prospettiva.

A tal proposito è opportuno ricordare che il Prof. Gianni Puglisi è anche Presidente della Fondazione Banco di Sicilia. Con un’indennità mensile, pare, di 18.000 euro. È, inoltre, Presidente della Fondazione Biondo e del Teatro Stabile di Palermo. Una situazione che fa sorgere qualche dubbio di incompatibilità. Ma lo stesso Professore è anche Rettore dell’Università Kore di Enna, oltre che Rettore dell’Università IULM di Milano. È legittimo questo doppio incarico accademico?

Ingresso sbarrato Storia PatriaEcco ancora un esempio di mala politica, di istituzioni incapaci di ristabilire equità ed efficienza. Insomma, in questo momento così difficile per il Paese, per Palermo e per la nostra Sicilia; mentre ci si batte per ridurre sprechi e indennità a fronte del dilagare di nuovi poveri, è opportuno e necessario mettere mano a un così macroscopico cumulo di cariche.

Insomma, è urgente affrontare queste enormità che, oltre l’aspetto economico, già di per se rilevante, possa servire da esempio per dotare gli istituti culturali, come la Storia Patria, di amministratori attenti, impegnati e dediti alla ricerca di nuove opportunità per il loro rilancio.

Sarebbe, pertanto, apprezzabile, oltre che doveroso, ricevere risposte e interventi risolutivi da parte delle istituzioni che non possono rimanere sorde e cieche di fronte a tale vergogna.

Giangiuseppe Gattuso
06 aprile 2013

22 commenti:

  1. Cose vergognose,ma cicliche, oggi forse chiude o rischia di chiudere per ignavia per ignoranza e per assoluta mancanza di cultura ad ogni livello, specialmente di base.
    Negli anni del fascismo, l'istituto venne chiuso per decreto, pensando cosi di cancellare o riscrivere la storia.
    Pero' consoliamoci pensando che, ne allora ne tantomeno adesso, alla gente non importa un c....
    Comunque bravo gianni per aver ricordato,a chi fosse interessato,pochissimi,ciò che accade nei periodi ''neri'' della storia.

    RispondiElimina
  2. Qualcuno qualche nno fa disse: "con la cultura non si mangia! >> A bene guardare, però, qualcuno ci mania E' ANCHE DI GUSTO! Si chiudono aarchivi storici, musei e biblioteche..elimimiamo il passato. Come faranno le nuove generazioni a riflettere sul proprio futuro?

    RispondiElimina
  3. Vorrei ricordare pure che la stessa fondazione del Banco di Sicilia, a parte mantenere il nome, di siciliano non ha più nulla. Siamo in mano a stranieri che si sono impossessati di tutto ciò che ci apparteneva, compresi il70% del patrimonio artistico di ex proprietá della regione. Già da molti anni a questa parte è in corso una "svendita" da liquidazione folle dei beni immobili monumentali per risanare i debiti contratti nelle legislature precedenti, da governatori e sindaci malfattori. La cassa regionale era tra le più ricche di tutta Italia eppure sono riusciti a dissiparla interamente.
    Ma perchè non operano una conversione di tutti i beni confiscati alla mafia? che diavolo di fine fanno tutto questi tesori???
    il problema è siamo diventati terra coloniale di chi approfitta della nostra debolezza che parte principalmente dalla mentalità di quei siciliani che anzichè andare avanti con l'idea di progresso hanno voluto solamente affossaarci.
    Il presidente Crocetta sta lavorando FINALMENTE per ristabilire la nostra dignità umana e culturale. facciamolo presente ache a lui

    RispondiElimina
  4. E in tutto questo, il nostro caro sindaco Orlando che si è tanto fatto paladino della cultura, on la quale ha montato le proprie campagne elettorali...COSA STA FACENDO???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si fa riprendere in TV.

      Elimina
  5. Notizia di oggi sul Corriere della Sera : "Eurostat, l'Italia fanalino di coda per la spesa destinata alla cultura. Il nostro Paese al penultimo posto (seguito solo dalla Grecia) per la percentuale di spesa in istruzione. L'Italia è all'ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell'Ue a 27) e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l'8,5% a fronte del 10,9% dell'Ue a 27)".
    E poi ci chiediamo perchè chiude la Società Siciliana per la Storia Patria!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa Gattuso, ma l'Italia è all'ultimo posto solo per le spese destinate alla cultura e all'istruzione? Poi per il resto va tutto bene? Solo ieri tre persone si sono uccise per la disperazione dettata dal fatto che non arrivavano alla fine del mese. E quindi, anche se è un fatto molto grave, la chiusura della Società Siciliana per la Storia Patria, di fronte a queste tragedie, può anche passare inosservata. Il problema è che questi politici devono sbrigarsi a risolvere i problemi dell’Italia, dalla cultura al lavoro e all’occupazione. Cosa aspettano ancora?

      Elimina
  6. Pasquale Nevone6 aprile 2013 14:45

    Mi associo all'appello di Giangiuseppe Gattuso.
    E' impossibile ed ingiustificabile tollerare la chiusura di questa benemerita istituzione.
    La rilevanza culturale e storica della Storia Patria è fuori ogni discussione.
    Tenuto conto che la "spallata" finale per l'unità d'Italia partì proprio dalla Sicilia, che alla Storia Patria ha dato tanti importanti patrioti, come ad esempio Costantino Nigra che, su incarico di Cavour, si adoperò molto con successo a Parigi nella diplomazia francese per avere l'appoggio di quella potenza europea, e Francesco Crispi, notevole Presidente del Consiglio dei Ministri, si potrebbe avviare una campagna culturale e civile per erigere questa Istituzione Culturale ad Ente Pubblico Regionale senza scopo di lucro, beneficiario di un permanente contributo pubblico adeguato per il suo finanziamento.
    Ma già, dimenticavo.
    In Sicilia riteniamo di essere un altra cosa. Siamo "speciali, "NOI". A noi ci "attocca l'autonomia", e guai a chi ce la tocca. Lo Stato Unitario non è "anche" la nostra Patria, è un oppressore che ci ha depredato senza "nulla" darci in cambio. E questo tuttora.
    Quindi, ma chi ne se frega della Storia Patria.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pasquale Nevone6 aprile 2013 14:46

      Scusatemi. Mi dimenticavo del Prof. Gianni Puglisi. Quest'uomo è pluridecorato, pluriremunerato, onnipresente ai vertici di istituzioni accademiche, bancarie e culturali.
      Confesso che non ho mai capito quali doti personali così eccelse e indiscutibili possegga questo personaggio che, tra l'altro, non ha una grande notorietà presso il pubblico, ma solo verso gli addetti ai lavori della politica e loro simpatizzanti. Non è di parte, ma sopra le parti, anzi appartiene a tutte le parti. tutti lo vogliono, tutti lo chiamano. E lui è come il barbiere di Siviglia, e dice: uno alla volta per carità!!!
      Evidentemente, ci sono cose cose che noi umani non possiamo neanche immaginare.
      Pazienza, me ne farò una ragione.

      Elimina
  7. Già esistono personaggi che senza un apparente e chiaro motivo ,sono sempre ai vertici di qualcosa....non sono ne di destra ne di sinistra,o sono sia di destra che di sinistra.....chissa' cosa li leghi.

    RispondiElimina
  8. Giuseppe Cannata6 aprile 2013 16:56

    La vergogna, da siciliano palermitano, segue due diverse strade.. La prima: la chiusura di un luogo cultura.. Qualunque esso sia.. Che contenga 80 mila documenti o solo una pagina di corrispondenza firmata da Garibaldi...
    La seconda:riflettere e rendersi.conto che la mafia esiste.. Non uccide più forse, ma uccide lentamente...moralmente... Economicamente... Razionalmente... In società con lo stato, con i politici e sopratutto con le amministrazioni...inutile nascondersi dietro false speranze...... Questa è la vergogna più grande... L'essere.cittadino di una città bellissima,che, passo dopo passo, viene prosciugata dal di dentro... Ed essere italiano.. Abitare nella nazione più bella al mondo, che è governata da incompetenti.. Chiudere un luogo di cultura..... il problema vero è che in sicilia chiudere vuol dire non riaprire mai più.. E degrado e saccheggi faranno il loro corso... ma aprono... Aprono nuovi posti di commercio di droga,spaccio.. Aumenta la prostituzione... Ma come diceva qualcuno su... Con la cultura non si mangia..ma caro stato.. Forse mangi con altro no?che siano il commercio di droga e le buste dei mafiosi?... Ecco... mi trovo in portogallo a lavorare... Qui la gente è in crisi... Ma vengonogarantiti Servizi pubblici e cultura.... Abbiamo uno dei paesi più belli al mondo...tsk... Chiudere un luogo di cultura.. Ma bruciamoli allora sti libri no?...

    RispondiElimina
  9. Riguardo la chiusura della Società Siciliana per la Storia Patria, devo dire che non mi meraviglio più di niente. In una regione nella quale vengono decurtati di un quarto i già miseri quattrini dedicati all'Orchestra Sinfonica Siciliana, vero fiore all'occhiello della Cultura non solo siciliana, ma di tutta la nazione, può succederee di tutto, e siccome al peggio non c'è mai fine, adesso stiamo ad intristirci, a ragione, per la chiusura di questo pezzo importantissimo della cultura e della storia della Sicilia. Quando un popolo comincia ad essere privato della sua cultura e della sua storia, viene depauperato anche della sua dignità e della sua civiltà. Ecco cosa ci sta capitando, in questi tempi dove allignano i peggiori vizi usciti dal vaso di Pandora, dove i valori autentici del popolo e delle singole persone vengono mortificati e violentati da politici buzzurri e indegni.
    Sono andato a pescare in Blogsicilia una dichiarazione di Francesco Giambrone. Eccola: Stamane (18 GENNAIO 2013) l’assessore comunale per i Beni e le Attività culturali Francesco Giambrone ha avuto un colloquio con il segretario generale della Società di Storia Patria, Salvatore Savoia, cui ha manifestato la solidarietà dell’amministrazione comunale per l’attuale situazione di difficoltà, assicurando l’interessamento di Palazzo delle Aquile.

    “Condividiamo la politica di rigore rispetto alla spesa e la scelta di rivedere i criteri di distribuzione dei fondi di quella che una volta era la Tabella H del Bilancio regionale – ha detto Giambrone – ma siamo certi che la Regione non ha alcun interesse a penalizzare istituzioni di altissimo valore scientifico e culturale come la Società di Storia Patria. Ho già avuto in tal senso rassicurazioni da parte dei vertici dell’Assessorato regionale per i Beni culturali, circa l’adozione di misure che garantiscano l’operato di questo storico ente culturale.”
    Sono passati quasi tre mesi e la situazione è ancora al punto di partenza.

    Riguardo il prof. Puglisi...
    Il giornalista e scrittore Pino Aprile, nel suo libro "Elogio dell’Imbecille" sostiene una tesi che a prima vista può sembrare paradossale, ma ad un’attenta riflessione non è poi così peregrina.
    In una qualsiasi azienda capita a volte che un impiegato che dimostri doti eccellenti venga promosso al livello superiore, da dove, continuando a dimostrare doti di eccellenza, venga ancora promosso al livello superiore, e così fino al livello nel quale le sue doti, buone per i livelli precedenti, non bastano più, diventando, in parole povere, incapace a svolgere bene i compiti che il suo ultimo livello raggiunto pretende. In altri termini, i massimi dirigenti di enti, fondazioni e aziende varie, per il fenomeno già descritto, generalmente sono degli incapaci e degli imbecilli che continuano a stare in posti che non competono loro, anche perchè, da che mondo è mondo, mai un capo dirigente è stato rimosso per incapacità.
    Ecco, questa a me sembra una situazione che ben potrebbe attagliarsi al prof. Gianni Puglisi, dotato all'origine di buone qualità, ma messo in posizioni di eccellenza dove però lui è inadeguato, risultando essere come il famoso imbecille di cui Pino Aprile fa l'elogio. E allora, cosa ci aspettiamo dal prof. Puglisi, che si dimetta da tutte le sue cariche, dove lui, ancorchè inadeguato, guadagna un sacco di denaro? Sarebbe come chiedere al famoso tacchino di mettersi volontariamente a disposizione per essere invitato a pranzo nel giorno di Natale.

    RispondiElimina
  10. Sta accadendo, sotto i nostri occhi, una cosa orrenda che si chiama sindrome del disastro. I crolli sono uno dopo l'altro e nessuno che ne sia responsabile e molti che sanno solo fare spallucce e segni di impotenza. Dobbiamo reagire a tutto questo: organizzarci in associazioni, in sindacati, in partiti, in tutto ciò che ancora c'è e in tante altre cose da inventare e organizzare. Schivare la sindrome da disastro, vuol dire allontanare da noi tutto ciò che hanno prodotto questi venti anni di linguaggio scurrile, di psicologia familistica (che non c'entra nulla con la tutela delle famiglie, che infatti non sono per nulla tutelate)di ignoranza esibita come una bandiera o come un trofeo. Ripristiniamo la liguistica e la lingua italiana, lo stile e la nostra civiltà, che non sono da rottamare. Chiudere la Società di Storia Patria è un fatto gravissimo e faccio appello al Presidente Crocetta, perchè a questo scempio si ponga rimedio. Ma dobbiamo smetterla di pensare che gli italiani (cioè i cattivi, mentre i borboni erano belli e i miserabili stati preunitari, che hanno lasciato ai francesi, per sciatteria e miserabilità, il 40% di quanto derubato dai napoleonici, del nostro patrimonio culturale fossero da conservare e non conferire alla pattumiera della storia)siano sempre gli altri: siamo noi, siamo. Io sto con l'Italia di Mazzini, Garibaldi, Mameli, Santorre di Santarosa e anche di Cavour. Qualcuno pensa che io sia confusionario. Non credo, non credo proprio.FGM (Consiglio di leggere il saggio "La classe politica" di Gaetano Mosca, palermitano, inventore con Wilfredo Pareto della moderna sociologia: non potrà che fare bene: sciogliere qualche lingua dei nostri rachitici politici e consigliare prudenza a qualche altro).

    RispondiElimina
  11. Ancora sul Prof. Puglisi. Mi risulta inaccettabile che codesto Prof. , contemporaneamente Presidente della Fondazione Ex Banco di Sicilia (Ente che per statuto devolve i suoi profitti in beneficienza e mecenatismo) e Presidente della Storia Patria, remunerato per ambedue le cariche (più tutte le altre), non ritenga opportuno attivarsi per far confluire sulla Storia Patria significativi contributi per la sua riapertura.
    Lui può elargirli personalmente o farli elargire dagil innumerevoli, prestigiosi e opulenti Enti ed Istituti che presiede, e/o dagli altolocati amici, mentori e benefattori (pubblici, privati e "personali") che frequenta.

    RispondiElimina
  12. Gli incarichi sono come il denaro: più ne hai, più te ne danno. Semmai la colpa è del Prof. Armando Plebe, accademico di Filosofia presso l'università di Palermo, che gli diede la prima spinta... poi lo promossero Preside della Facoltà di Pedagogia (con l'aiuto del PSI e sorpresa di molti)... poi tutto è diventato facile, magari passeggiando - con "gentile" spregiudicatezza - su tanti cadaveri di uomini di cultura ben più
    meritevoli e blasonati. Ma forse sono solo dicerie di gente poco informata...

    RispondiElimina
  13. Quanto all'Università di Enna, essa "notoriamente" è basata su principi meritocratici e lontana da qualsivoglia cointeressenza di politici... se vi si guardasse dentro con un certo piglio investigativo, "forse" ci si renderebbe conto di tante cose. In fondo un insegnamento che faccia 'curriculum' non si nega a nessuno, che diamine!

    RispondiElimina
  14. Lui è solo uno dei tanti....!
    Piuttosto, che sta succedendo? Chi "ha ucciso" Davide Rossi?
    Penso che abbiamo perso la tramontana: una società allo sbando, i valori non sono neanche nominabili, la parola morale infastidisce.
    I giovani hanno avuto tutto e non hanno niente, i politici rubano a mani piene, sfrontati, senza vergogna, le chiese assoggettate al pensiero comune, annoiate, tirano avanti, appresso ai sagrestani di bottega.
    I suicidi per fame aumentano.
    Intanto il governo, CHE C'E', non fa un bel niente e sbaglia i conti....Pensa un po'!
    Grasso non apre alle commissioni: che delusione (dolorosa...). Perché?
    Quale meraviglia dunque se il "plebico" furbastro di turno, in questi anni di storia patria ingloriosa, si è accaparrato cariche ben retribuite!
    Piuttosto, qualcuno si è mai preoccupato di valutare questo egregio signore riguardo le competenze richieste per avere così alti incarichi? E aggiungo: possibile che la statura morale di una persona non abbia più alcun valore per la scelta di dirigenti, soprattutto quando si tratti di tempi della cultura?
    Si può mettere un drappo d'oro sulla soma di un asino?
    Grillo scoperchia le tombe? Ben venga!
    E è solo l'inizio!

    RispondiElimina
  15. bruno la menza7 aprile 2013 12:20

    le strategie politiche culturali sono ormai chiare.
    Dal famoso "con la cultura non si puo' fare un panino" di Tremonti si evince lo spirito con cui si vuole proseguire e si e' di fatto proseguito.
    I musei, i teatri, i cinema, le biblioteche e le librerie sono luoghi dove le persone ritrovano se stessi tramite il messaggio di qualcuno che ha inventato o scritto o rappresentato qualcosa.
    Se quel qualcuno e' omologabile al pensiero corrente allora non vi sono problemi:
    c'e la grande fratella TV che ce la prompina in tutte le salse.
    non correggete prompina perche' non e' casuale.
    In quanto alla dietrologia sulla iperpresenza di Gianni Puglisi mi sento onestamente assente dalla polemica.
    Non conosco Puglisi se non per sentito dire e stradiere; non posso in questo momento attribuirgli oltremisura le cause del degrado della societa' italiana sotto il profilo dell'impegno culturale perche' lo sovradimensionerei.
    Sono preoccupato per la libreria Flaccovio, per la ex Sellerio.
    Ormai i supermarket della cultura sopravvivono solo se vendono anche telefonini e gratta e vinci.
    Ho visto persone che grattavano la copertina dei libri convinti di trovare qualche cosa sotto : i libri si leggono; si vince qualcosa di piu' se li apri e ne prendi i contenuti.
    Comunque, onestamente, non vedo di cosa debbano vantarsi la Grecia e l'Italia in termini di beni culturali da salvaguardare.
    La culla della civilta' ormai e' google e facebook.
    Meglio un bel museo di ipad che uno di storia patria.
    Mi permettero' di suggerire un nome per la presidenza di questo museo, ma temo che Pasquale Nevone non sara' allineato alla mia ipotesi.
    Addirittura Sergio Volpe fara' illazioni sul perche' reputo che il Prof Gianni Puglisi sia il piu' meritevole di presiedere la nuova istituzione.
    Da tutto il mondo verranno a vedere il primo modello di informatizzazione e omologazione del pensiero; scorreranno i filmati in cui i nazisti bruciavano in piazza i libri, i quadri, le pergamene.
    La borghesia sara' allineata e coperta a tutte le scelte culturali come lo e' stata allora.
    Mentre tutto bruciava le persone erano dietro le finestre a guardare, la borghesia palermitana e' dietro la finestra a vedere il museo di storia patria.

    "Provate pure ad esservi assolti, siete lo stesso coinvolti"
    F. De andre'

    RispondiElimina
  16. Caro Bruno, mi sembra che tu voglia asserire che se Puglisi è il Presidente della Storia Patria, e se la Storia Patria è fallita, allora anche Puglisi è un "fallito".
    Sbaglio, esagero, o concordiamo?.

    RispondiElimina
  17. ignazio coppola7 aprile 2013 19:06

    La chiusura della Storia Patria, tra l'incuria e l'indifferenza delle istituzioni comunali e regionali, è un ulteriore atto criminale nei confronti della cultura della nostra città. Un patrimonio di documenti, di libri, di giornali d'epoca e di testimonianze destinati al macero ed all'oblio. Chiudere questa importante fonte di cultura e di sapere significa infatti decretare la cancellazione di una parte pregnante di memoria di quegli avvenimenti che hanno contraddistinto la storia della Sicilia. Un atto criminale che finirebbe per dare soddisfazione a quei ragionieri in tredicesima, come Tramonti ed i suoi sodali, che, in nome di una politica del rigore, sostengono da tempo con protervia ed ignoranza che: "con la cultura non si mangia". A costoro ed alle istituzioni miopi davanti a tanto scempio, vale la pena ricordare che i beni culturali ed il turismo sono e dovrebbero essere tra le più significative risorse economiche ed una autentica ricchezza della nostra regione e per questo vanno preservati e valorizzati. Altro che petrolio e raffinerie che hanno arrecato danni e disastri incalcolabili all'ambiente e alle bellezze naturali della nostra terra. La cultura è oggi per questo un patrimonio su cui opportunamente investire non chiudendo ma anzi potenziando e rilanciando quei siti, come l'Istituto di Storia Patria che sono autentici presidi della nostra storia e delle nostre tradizioni.

    RispondiElimina
  18. Noi siamo il nostro passato! Senza di esso non è possibile avere un futuro! Le nostre radici rappresentano quello che trasmettiamo al mondo, sia nel bene che nel male, e se pure quello che ne detiene la memoria diventa un mero gioco di politici che curano solo i propri interessi, allora dobbiamo GRIDARE LA NOSTRA RABBIA AL MONDO!

    RispondiElimina
  19. Siamo titolari, nella nostra terra di Sicilia, di uno dei più grandi "giacimenti" culturali del mondo, come certifica l'UNESCO, sinora abbandonato a se stesso e malamente utilizzato.
    Auguriamoci che con i soldi che riceveremo con il riconoscimento dell'art. 37 dello Statuto Speciale Sicilano, si pensi quantomeno in parte, a tutelare il nostro patrimonio culturale (soprattutto per quelle strutture che sono a rischio chiusura). Ciò potrebbe diventare, con una oculata gestione, anche una risorsa attiva nel bilancio della Regione Siciliana.

    RispondiElimina