domenica 3 marzo 2013

Facciamo Grillo premier e scopriamo se è un bluff

Grillodi Nino Pepe - GRILLO, come dicono tutti, ha vinto le elezioni, il suo è il primo partito d’Italia. Ai tempi della Prima Repubblica sarebbe stato il premier designato.
Il Capo dello Stato, dopo le rituali consultazioni, gli avrebbe conferito l’incarico di varare il governo della Repubblica. Adesso le cose sono un po’ diverse; siamo reduci da quasi venti anni di bipolarismo e i riti della Prima Repubblica ci sembrano roba da preistoria. Ma, a ben guardare, la politica italiana è in una situazione da cui è difficile venire fuori. Abbiamo Grillo che si rivolge agli interlocutori politici con una sfrontatezza e un linguaggio diretto, pesante e non consono alle apparenti delicatezze con cui i vari rappresentanti politici sono soliti affrontarsi e apostrofarsi. Ha dato del “morto che cammina” a Bersani, ha detto che sono tutti “una faccia da culo” e simili amenità, ma fra un insulto e l’altro ha anche detto “Datemi la fiducia e guiderò il Paese con gli eletti nella lista del Movimento 5 stelle”.
Questa provocatoria proposta è stata presa come una boutade, una delle tante battute del comico Grillo. E invece potrebbe essere un’opportunità da cogliere al volo. Essendo il leader del primo partito italiano non gli si può negare il diritto di dire la propria e magari di provare a fare il premier. Visto che, finora, il PD non è riuscito, per ovvi motivi, a trovare il bandolo della matassa; infatti non vuole fare il governissimo con Berlusconi perché in tal caso avrebbero tutto da perdere, dovendo sfidare il malcontento dei propri elettori, ma soprattutto perché il loro esecutivo attirerebbe le feroci critiche di Grillo e farebbe levitare il consenso al Movimento 5 stelle, col rischio, anzi la sicurezza, che alle prossime elezioni Grillo arrivi alla maggioranza assoluta dei consensi, con conseguenze che al momento non è facile prevedere né ipotizzare.
L’altra soluzione, cioè quella di fare il governo in alleanza col Movimento 5 stelle è impraticabile perché Grillo non acconsentirà mai a questo inciucio, e allora perché non accettare la proposta provocatoria del comico genovese e farlo premier? Non avendo i numeri necessari per governare, avrebbe bisogno del sostegno delle altre forze presenti in parlamento. PD, PDL e Monti potrebbero sostenere questo governo, magari per un periodo limitato. In questo modo la politica potrebbe uscire dal “cul de sac” in cui si è cacciata e potremmo testare la consistenza e la pasta di cui è fatto questo Movimento 5 stelle. Mettendolo alla prova, le cose sono due: o riesce a realizzare i programmi che gli hanno portato tutti questi voti, oppure potrebbe creare più guai di quelli che già ci affliggono, e in tal caso ci vuole un attimo a togliergli la fiducia e a mandarlo a casa.
A questo punto, il Grillo sfiduciato perderebbe l’appeal sul suo elettorato e il consenso al suo Movimento rientrerebbe in percentuali ad una cifra, rendendolo irrilevante politicamente, e disinnescando potenziali malcontenti popolari. Questa mi sembra un’opportunità che PD e PDL dovrebbero cogliere, ma sapranno essere lungimiranti, sapranno guardare oltre il proprio naso, sapranno scegliere la gallina domani piuttosto che l’uovo oggi? Io personalmente ho molti dubbi in proposito, e penso che quella di Grillo sia veramente una boutade, perché a mio parere non accetterà mai di diventare premier, preferendo ricoprire il suo vero ruolo di opposizione.

Nino-Pepe  Nino Pepe
  03 marzo 2013

11 commenti:

  1. Questa volta con il mio grande amico-avversario Nino Pepe sono totalmente d'accordo. Poichè ci siamo rotti e non c'è tempo da perdere il quirinale dia l'incarico a chi ha vinto le elezioni. Vediamo subito se è un bluff perchè è facile distruggere, insultare, imprecare, ma c'è un tempo per tutto ed ora è il tempo di governare perchè la pentola bolle e bisogna trovare i maccheroni da cucinare...lo stomaco non aspetta. Non possiamo mica mangiare imprecazioni, insulti e slogan. Abbiamo sempre detto i giovani ed i cittadini al potere. Ora lo sono... dimostrino con i fatti che non abbiamo sbagliato a votare. Il presidente Napolitano inghiotta il rospo perchè anche lui ha sbagliato quando sottovalutò la crescita dei grillini dicendo che l'unico boom che lui conoscava era quello economico degli anni sessanta. Ora egli anche "OBTORTO COLLE" dia l'incarico a Grillo, perchè tutti i vecchi sapientoni della politica non sono più legittimati dal popolo, hanno solo combinato disastri grandiosi insieme agli sprechi ed alle ruberie più squalificanti. Ed ora hanno pure la faccia tosta di lamentarsi. Ma che teste di caaaa...

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  2. Almeno qualche aspetto divertente della vicenda si vive e si legge.
    Ed infondo è bene che sia cosi'.
    Gli aspetti meno divertenti li viviamo e li vivremo ognuno singolarmente.
    Tornando però a noi,mi chiedo se non sarebbe meglio che Grillo fosse il prossimo presidente della repubblica?
    Deve o non deve il capo dello stato essere il simbolo del suo popolo?
    Allora se il capo dello stato deve essere la proiezione dei cittadini,perche' non Grillo?
    Io personalmente lo vedrei meglio di Berlusconi,al quale destinerei la presidenza del senato.
    Perche' trovare o cercare soluzioni diverse e non rappresentative,l'italia e' Grillo-Berlusconi,il resto e' nulla,estrema e polverizzata minoranza,della quale,purtuttavia,io faccio parte.

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    1. Capisco il sarcasmo dell'amico Volpe e siccome questo viene fuori anche in altri suoi commenti mi chiedo se non sia una forma di autodifesa, la sua. E' chiaro, "mala tempora currunt", ma la sempiterna modernità di questa frase ci deve insegnare che tempi buoni non ce ne sono mai stati nelle nostre vicende storiche degli ultimi due millenni e anche oltre. Mi chiedo ancora un'altra cosa. Se il PD, a suo tempo, avesse accettato la proposta di riforma elettorale del PDL che l'avrebbe portato adesso ad avere in senato una maggioranza di 170 senatori, più che sufficiente per governare senza problemi, l'amico Volpe nei suoi commenti sarebbe stato sempre sarcastico o piuttosto entusiasta dell'evolversi della situazione? Domanda: chi ha la responsabilità di non avere accettato la ormai famosa proposta del PDL ? Magari la senatrice Finocchiaro, o non piuttosto tutto il gruppo dirigente del PD pregiudizialmente ed insensatamente schifato da qualsiasi cosa potesse provenire dai barbari del centro-destra? Di solito si dice "chi è causa del suo mal pianga se stesso", io invece penso che a piangere in questo momento sia l'Italia. Conclusione: questi dirigenti del PD, tafazzisti e causa dei loro mali dovrebbero tutti andare a casa per manifesta incapacità. Magari qualcuno di essi potrebbe essere una persona per bene e magari onesta, me sempre INCAPACE. E allora via !!!!!!

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  3. Una bella provocazione questa di Nino Pepe. Ma resta tale. E questo perchè il PD è il partito che comunque ha la maggioranza assoluta alla Camera e il maggior numero di senatori al Senato.
    Il presidente Napolitano, quindi, non potrà non incaricare Bersani per tentare di comporre il Governo del Paese. Non ci sono altre soluzioni e il senso di responsabilità prevarrà.
    Il Movimento 5 Stelle farà la sua parte così come faranno tutti gli altri partiti. Credo che non serva a nessuno drammatizzare e cercare di scaricare ad altri le colpe di tanti anni di cattiva politica e di gestione del potere in tutte le sue più squallide espressioni.

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  4. Filippo Ales4 marzo 2013 00:11

    Mi pare non ci sia niente da aggiungere a quanto bene illustrato dall'amico Sergio Volpe al quale commento mi asssocio.

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  5. Gabriella c.4 marzo 2013 15:01

    Di certo c'è solo che siamo nei guai,ho veramente la sensazione che il peggio debba ancora venire.

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  6. Permettetemi di citare un pensiero di Francesco Alberoni su questo passaggio dalla seconda alla terza repubblica.
    "Il passaggio dalla seconda alla terza Repubblica avviene con la comparsa di un movimento collettivo: il Movimento Cinque Stelle di Grillo. Questo movimento è molto più solido di quanto immaginano oggi numerosi giornalisti e politici. Oltre una grande capacita di trascinamento ha una ideologia che ricorda l'anarchismo e il leninismo del primo novecento: rifiuto della delega, democrazia diretta, abolizione dei partiti, dei sindacati e di molte istituzioni statali. Sarà perciò molto più difficile la sua integrazione nella democrazia parlamentare."

    Mi pare che il noto scrittore abbia centrato il problema.

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  7. Il M5S, quantunque abbia vinto questa tornata elettorale ed avendo pieno diritto di partecipare alla guida di questo martoriato paese, non ne farà parte. E’ giovane, con nessuna esperienza e con poca fiducia verso le altre forze politiche presenti in Parlamento. Il Movimento Cinque Stelle non ha voglia di farsi inghiottire da un sistema politico ben conosciuto ai vecchi politicanti, né può governare con altri componenti politici con un programma diverso dal suo. Al massimo sarà disponibile a sostenere qualche provvedimento. E allora Bersani ed il suo PD dovranno essere realisti, coraggiosi e rivoluzionari. Dovranno trovare un accordo con il PDL su alcune riforme essenziali riguardanti la politica e le istituzioni, da attuare entro un breve termine. Molti autorevoli esponenti di questi due Partiti si sono manifestati in tal senso. Potrà essere garantita la stabilità e sarà evitato un rapido ritorno alle urne che renderebbe davvero drammatica la situazione italiana. Nel frattempo il partito di Grillo farà l’opposizione e acquisirà esperienza. Non solo, il Parlamento porterà avanti il programma dei grillini e sarà ridotta la frattura tra elettori ed eletti che per tanto tempo ha determinato nel Paese uno stato di sofferenza e di faticosa ricerca per una migliore condizione economica e sociale.

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  8. Totò Cianciolo5 marzo 2013 14:09

    La drammatizzazione comunicativa è il punto di forza più efficace del M5S e questo lo sa bene il suo leader. Credo sia giusto tradurre in sintesi l'attegiamento del movimento di Grillo; "accetto il confronto ma solo nelle sedi istituzionali". Il resto è tattica comunicativa, dato il consenso ricevuto abbastanza vincente.

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  9. non illudiamoci grillo sarà una meteora.

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  10. Caro N.Pepe può essere che Grillo sia un bluff. Ma già l'effetto grillino contro i politici delinquenti si è fatto sentire. Il precedente parlamento di indagati e collusi che avevano respinto gli arresti contro 1) cosentino, tedesco, de gregorio, viespoli. Orbene i primi due sono in carcere. Gli altri 2 ai domiciliari.La smilzo De gregorio passerà comodamente la sua pena nella sua casa ai parioli. Certo con i tre milioni di euro con cui si è venduto a berlusconi, se lo può permettere. Scandaloso! CMQ si aspetta ora il pesce grosso...sembra che con i cittadini grillini, non ci sia più impunità in parlamento!

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