martedì 1 gennaio 2013

AUGURI A TUTTI I SICILIANI DI BUONA VOLONTÀ

Antonio IngroiaBeppe GrilloPietro Grassodi Ignazio Coppola - Tutti contro tutti. L’uno contro l’altro armati. Bersani contro Monti, Casini contro Bersani, Berlusconi nell’ordine contro: Bersani, Monti, Maroni, la magistratura, la sinistra e Napolitano,
Bersani Maroni contro Monti e Berlusconi, Monti contro Berlusconi e Bersani, Grillo contro tutti,Mario-Monti Ingoia rancoroso contro Grasso e chi più ne ha più ne metta… Questo è lo sconfortante quadro politico dell’anno appena trascorso che viene offerto, da questa classe politica di irresponsabili, in vista delle imminenti scadenze elettorali e in un paese sempre più sul baratro e, stando così le cose, condannato a rassegnarsi ad un futuro senza speranza.
Casini-PierTutto questo senza il minimo rispetto nei confronti degli Italiani e mentre aumenta la povertà, la disoccupazione, la contrazione dei consumi e della produzione, i rincari dei generi di prima necessità, dagli alimentari, ai carburanti, all’aumento delle tariffe della varie utenze, alla riduzione del Silvio-Berlusconipotere d’acquisto dei lavoratori (quelli che hanno salvato il loro posto di lavoro) e dei pensionati, questi su citati signori che continuano a litigare tra loro, causa ed effetto di questo disastro, si ripropongono spudoratamente come se niente fosse successo alla guida di un Paese ridotto da loro stessi ad una colossale bisca in cui le uniche cose che funzionano e che sono in crescita sono appunto, autorizzate da questo stato biscazziere, i gratta e Giorgio Napolitanovinci, il dieci al lotto, il superenalotto, il lotto, il calcio scommesse, il bingo, le macchinette mangiasoldi e tante altre diavolerie che saccheggiando dalle loro tasche miliardi e miliardi di euro, hanno ridotto milioni di italiani allo stato di ludopatici. Questo è un paese corrotto ed in sfacelo, nel nome di uno Stato tutt’altro che etico e morale, che ci consegnano tra le macerie coloro che ci Maronihanno governato sino ad oggi e che si ripresentano e si ripropongono alla guida del governo come intendono fare soprattutto Berlusconi e Monti con tanto di agenda dettatagli dalla Chiesa e dei “poteri forti” che lo sorreggono, per completare l’opera di impoverimento e di distruzione portata avanti scientificamente e senza soluzione di continuità.
E i siciliani dinanzi a questo quadro deprimente che non promette nulla di buono per il futuro, saranno ancora una volta inerti e passivi spettatori? È giunto il momento, al cospetto di questi scenari fatti di liti, di meschinità e di rivalità personali che nulla hanno a che fare con la dignità della politica, e peggio ancora di scontri finalizzati alla tutela dei poteri forti e a discapito delle classi più deboli e delle zone più emarginate del paese, verso le quali vi è il palese tentativo di privarle, come ha cercato di recente di fare il governo Monti, delle loro prerogativa autonomistiche, di rialzare la testa e rivendicare con forza rispetto al potere centrale la propria autodeterminazione con la piena applicazione dello Statuto regionale da sempre disatteso ed in gran parte mai applicato da una classe politica ascara e servile ai desiderata romani.
È una strada obbligata se si vuole restituire alla Sicilia e ai siciliani, a dispetto di chi vuole cancellarne la storia, l’identità e l’autonomia, il loro diritto di essere Rosario Crocettaa pieno titolo e con pari dignità cittadini e non colonia di questo Paese. È una strada che, a quanto, sinora, ci è stato dato da intendere ha intrapreso il nostro presidente della Regione Rosario Crocetta quando ha affermato all’atto del suo insediamento: “L’Autonomia Regionale va difesa. Nessuno si aspetti mediazioni infinite, nessuno ci crei imbarazzi di sorta, perché i siciliani non sono più disponibili alle mediazioni con il passato”. Un messaggio che è un apertura di credito nei confronti del nuovo presidente del governo regionale e che va accolto positivamente dai siciliani di buona volontà, all’alba di questo 2013 ricco di incognite, come un augurale e buon viatico di speranza per il loro riscatto e per il loro futuro.
Ignazio-Coppola  IGNAZIO COPPOLA
  01 gennaio 2013



2 commenti:

  1. mariapia labita1 gennaio 2013 19:36

    Espressione ben azzeccata " Quadro Deprimente ".....Quale futuro per la Sicilia dove ormai nessun giovane e anziano più spera.
    Superata ormai la mezza età da tempo e spossata da una vita di precarietà a servizio dello Stato,posso dire di sentirmi come tanti dentro un budello oscuro all'interno del quale non si intravede alcuna luce.All'interno del tunnel, senza strada di ritorno, si odono le voci dei LITIGIOSI della POLITICA. "Politica?" ...o forse si tratta solo di "Interessi personali di poltrone varie?" E, mentre tutto va allo sfascio, tra i nauseati siciliani si diffonde sempre più lo sconforto.Se davvero i politici tenessero alle sorti del Paese al di là degli schieramenti dovrebbero(in nome di questo dicharato Amore per la "Politica")trovare idee, soluzioni, percorsi condivisi e renderli CONCRETI per il BENE comune cioè di TUTTI e NON dei soliti Amici Parenti e Conoscenti.

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  2. Ha ragione da vendere Ignazio Coppola. Una situazione politica al limite del grottesco ci porterà alle elezioni del 24 febbraio, appena tra 52 giorni. E ci sarà ancora Giorgio Napolitano. Lui che ha imposto Mario Monti e ha determinato il governo tecnico che passerà il testimone al nuovo governo. Ma siamo sicuri che nell’animo del presidente della repubblica e in quello dell’attuale premier c’è questa volontà? Tutto suona un po’ strano, i messaggi di fine anno, la sottolineatura che la nostra costituzione non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio e che, pertanto, l’inserimento del nome del candidato nei simboli è del tutto arbitraria e rappresenta una forzatura alle prerogative del capo dello stato, insomma ci fanno capire che il nuovo governo, con buona probabilità, sarà ancora deciso dal Giorgio nazionale. È un bene? Non lo so e mi piacerebbe altro, molto altro. Purtroppo, però, il panorama politico del Paese è quello che conosciamo. Ma, come continuiamo a ripetere da tempo, tutto è, invece, nelle mani degli elettori, di quei cittadini che hanno la forza, la voglia, e la consapevolezza, di disegnare il loro futuro. Capiranno?

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