martedì 6 novembre 2012

ANALISI POST ELETTORALE. E SONO DOLORI!

ARSdi Giangiuseppe Gattuso - Devo confessare che avevo sorvolato sui numeri reali delle elezioni regionali del 28 ottobre 2012. Probabilmente la soddisfazione per i dati del sondaggio di PoliticaPrima, mi aveva distratto.
Adesso dopo qualche giorno di sano riposo ritengo interessante e utile ritornare sul punto. Vediamo come stanno le cose. Nella tabella che per comodità riporto, ho cercato di mettere a confronto i dati del 2008 con il 2012 sia per i voti in assoluto tra partiti presenti nelle due competizioni, sia aggregando i risultati, per quanto possibile, per aree politicamente omogenee. I numeri sono quelli del sito istituzionale della regione siciliana, un servizio elettorale organizzato male, anche dal punto di vista grafico.Tabella elettorale 2012Emergono alcune verità incontestabili, la prima quella dell’affluenza che si è fermata a poco più del 47,41%, anche se bisogna considerare che si è votato solo un giorno, come nel 2006, quando l’affluenza è stata del 59%. E su questo dato, qualcuno ha addirittura palesato, strumentalmente, una delegittimare dell’elezione del nuovo Presidente. Alle Europee del 2009, per esempio, nella circoscrizione insulare, il dato dell’affluenza si è fermato al 47,14%! Ma nessuno mise in dubbio quei risultati. Altro dato interessante è il voto per i candidati a Presidente che raggiunge i 2.024.696, mentre quello per le liste si ferma a 1.915.689. Quasi 110.000 elettori non hanno votato alcun partito, a conferma della disaffezione dilagante.
PDHo provato, poi, a confrontare i voti dei partiti. E qui c’è il segno tangibile dell’uragano che ha investito la Sicilia. Iniziamo con il PD. Nel 2008, sommando i voti del partito (505.922) con quelli del candidato a presidente, Finocchiaro (83.950), si ha un totale di 589.872. Che confrontati con quelli del 2012 (257.274) danno una perdita secca di 214.252 e un – 36%. Se non consideriamo i voti del candidato presidente la perdita arriva a - 49%.
PDLNel PDL la situazione è ancora più grave. I voti del partito nel 2008 sono stati 901.503, mentre nel 2012 solamente 247.351. Sommandovi anche i voti di Miccichè si arriva a 362.795, con una perdita di 538.708 consensi e un – 40%. Se il confronto lo limitiamo ai voti del solo PDL la perdita sale a – 70%! Un dato lampante della crisi di un partito arrivato al capolinea. L’UDC, nonostante la fuoriuscita degli ex amici di Cuffaro, molti dei quali confluiti nel Pid e non solo, ha ottenuto un risultato di tutto rispetto. Praticamente a due punti percentuale dal PDL.
La sinistra pura e dura (Sel, Verdi, Fds) ottengono un risultato misero, frutto della divisione e della pedestre operazione Fava/Marano. Insomma da 131.476 della lista comprendente anche Rita Borsellino nel 2008, sono passati a 58.753, e a un -55%. La Destra di Musumeci ottiene un discreto risultato e quella del Pid (grazie agli apporti di candidati ex Pdl) riesce a superare di poco il 5% per l’accesso all’assegnazione dei seggi. Il FLI, invece, resta fuori, un altro campanello d’allarme per Gianfranco Fini.
Lombardo RaffaeleIl dato più eclatante, però, riguarda i voti della galassia che faceva capo all’ex Presidente Raffaele Lombardo. Da 597.911 del 2008 (somma delle tre liste: Mpa, Delfino e Autonomisti) si è arrivati a 182.596. Esattamente a un – 69%! E anche confrontando i voti del solo Mpa il risultato è un – 51%.
C’è, quindi, uno sconfitto più degli altri. Un dato significativo che emerge dai risultati e che, se possibile, segna definitivamente, in negativo, un’esperienza di governo unica nella storia della Regione Siciliana. Un disastro politico che ha coinvolto larga parte della rappresentanza assembleare. Adesso è tutto da ricostruire e non sarà facile.
Simbolo 5 stelleL’ultimo e dirompente risultato è quello del Movimento 5 Stelle. Un successo annunciato, e ampiamente previsto da PoliticaPrima. Che cambia profondamente l’assetto politico di questa regione. Primo partito, 15 eletti, una forza d’urto notevole, il M5S ora dovrà dimostrare in che cosa consiste l’originalità della sua proposta. Adesso la sua azione si dovrà esplicare da dentro le istituzioni. La protesta si scontrerà con i meccanismi, i regolamenti e le leggi. E sarà una prova dura e rischiosa, molti siciliani li aspettano al varco e molti sperano in loro.

Giangiuseppe-Gattuso  Giangiuseppe Gattuso
  06 novembre 2012


11 commenti:

  1. Riflessioni del tutto condivisibili, su dati oggettivi.
    A questo punto, affinché si possa continuare in qualche modo, dovremmo prendere esempio dagli U.S.A.; finite le elezioni, con i loro immancabili veleni, "resettare" il sistema e collaborare tutti determinando condizioni di contorno favorevoli per un govermo che ha dinnanzi un compito arduo.
    Ne saremo capaci? Sapremo comportarci come in una democrazia matura come quella americana? O continueremo con logiche del tipo "io mi guardo il mio e poi succeda quel che deve succedere!" Vedremo.

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  2. Giuseppe Arena7 novembre 2012 11:30

    E' vero dovremmo prendere esempio dagli U.S.A., Obama ha vinto con netta superiorità e ha ringraziato l'avversario che a sua volta si è complimentato con lui. Da noi tutto questo è un sogno utopistico, tra vincitori e mancati vincitori (già da noi non perde mai nessuno) vomitate di veleni.
    Noi elettori aspettiamo con trepidazione l'inizio della nuova legislatura, abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo espresso liberamente il nostro voto e adesso tocca alla politica ed au politici (sic...) di governare.
    Caro Salvo sono d'accordo con il Tuo commento mi permetto di modificarne il finale: saranno capaci? Sapranno comportarsi come in un democrazia come quella americana? O continueranno con le logiche del mio è mio e poi si vedrà.
    In America la maggioranza ha eletto Obama ma una volta eletto è diventato veramente il Presidente di tutti, quì da noi? Ai posteri l'ardua sentenza.
    Complimenti a Giangiuseppe creatore e anima di questo Blog.

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  3. Sui dati riportati dal direttore non c'è molto da dire, trattandosi di numeri, tuttavia ritengo che questo tipo di risultati abbia rispettato ampiamente le previsioni.
    Con quello che la politica ha proposto al popolo siciliano non credo che ci sarebbe stato posto per altri risultati.
    Il popolo non è fesso e neppure bue, come qualche sconfitto potrebbe credere.
    Per la verità io personalmente mi sarei aspettata un'astensione maggiore, vista la generale disaffezione a questa politica malata e corrotta, ma evidentemente sia l'impegno di Grillo sia il fatto che i candidati, soprattutto quelli uscenti, si sono impegnati a coltivare per bene il loro orticello, alla fine il calo complessivo di votanti non è stato catastrofico.
    Il segnale però è forte perchè, a mio parere, chi non è andato a votare (escludendo comunque la quota fisiologica del non voto), lo ha fatto perchè non ha trovato tra tutte, un'offerta politica degna di essere considerata.
    Bisogna che la politica rifletta su questo e cominci a rinnovarsi per ritrovare un primato che ha perso da tempo, il primato della politica di cui parliamo tanto nel nostro blog.

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  4. P.S. : absit iniuria verbis, oppure in italiano "senza offesa", ma come sarebbe più bello il nostro blog senza tutti i salamelecchi conclusivi di tanti commenti, del tipo : complimenti a tizio, anima del blog, complimenti a caio per il suo meraviglioso articolo, complimenti a sempronio per l'esattezza della sua analisi, ecc. ecc.
    Non c'è bisogno di queste cose, ormai siamo adulti, cerchiamo di affrancarci da questi vezzi.
    Ovviamente questo è soltanto un mio pensiero personale.

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    1. Giuseppe Arena8 novembre 2012 08:50

      Rispetto il Tuo pensiero personale così come in tante altre occasioni ho apprezzato il Tuoi commenti. Oggi invece non ne ho capito il senso. Sono convinto che quando ci si complimenta con qualcuno lo si fà con sincerità e non per secondi fini. Non sono salamelecchi non c'è motivo e in quanto adulti e vaccinati concediamoci ogni tanto qualche "vezzo" che se fatto con amicizia e sincerità può fare solo piacere.

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    2. Io comunque non mi riferivo a te in particolare, anzi proprio tu sei uno di quelli si complimenta di meno e inoltre ammetto che qualche volta anch'io mi sono concesso, qualche "vezzo" del genere. Nulla da dire sulla sincerità e amicizia, però è proprio questo il punto, perchè proprio che questa abitudine e il mostrare appunto "troppa" amicizia contribuisce anche a dare, ad un esterno che si avvicina come lettore o come collaboratore, l'idea di un circolo di amici e non esattamente spalancato.

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    3. Scusate qualche errore di distrazione

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  5. "Dolori" incontestabili quelli descritti da Giangiuseppe Gattuso. I numeri, che anch'io adoro quando bisogna analizzare i risultati elettorali reali e non virtuali,danno la misura certa del nuovo quadro civile ed istituzionale della nostra Regiopne, antesignana più che mai di quello che avverrà in Italia fra 6 mesi.
    Diagnosi: disastro assoluto! Ogni 10 voti ben 6 sono sono astenuti, bianche o nulle, 1 al centrosx, 1 al centrodx, 1 dispersi ed 1 M5S.
    La situazione attuale e prossima ventura, quindi,è molto complessa ed instabile, oltre che di stallo assoluto. Tutto ciò, insomma, non consentirà alla Sicilia politica di fronteggiare adeguatamente la sua crisi finanziaria.
    In prospettiva vedo una grande attesa con provvedimenti tampone da "pannicelli caldi" fino ad aprile 2013, e poi, dopo le politiche, un grande rimescolamento dei partiti e degli eletti con dissoluzioni eclatanti e nuovi matrimoni impuri che ci daranno un nuovo quadro politico inedito e rinnegatore di questo voto popolare legittimo, anche se aritmeticamente miserevole.
    Stiamo in guardia e pronti alla nuova "battaglia".

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  6. Non mi dilungo sul fare un commento all’articolo di Giangiuseppe Gattuso, condivisibile in pieno, perché i numeri …sono numeri, e poi perché una riflessione sul voto l’avevo già fatta il 31 Ottobre u.s.
    Mi piaceva soffermarmi però, un attimo, sul commento di Salvo Geraci, a proposito delle elezioni americane, quando dice “finite le elezioni, con i loro immancabili veleni, occorre "resettare" il sistema e collaborare tutti determinando condizioni di contorno favorevoli per un governo che ha dinnanzi un compito arduo”
    Ma quando ci sveglieremo un giorno e vedremo in Italia, o in Sicilia, un leader di partito che perde le elezioni e, anziché dire sempre e comunque di avere vinto per alcuni decimali (come avviene dalle nostre parti…), prende il telefono, telefona al suo avversario, vincitore, si congratulerà con lui e la sua famiglia per la vittoria, e dirà che da quel momento sarà a disposizione del nuovo presidente?
    Ma questo non è segno di civiltà, di buone maniere, non significa fare il bene comune dei cittadini?
    Invece sembra che in Sicilia la campagna elettorale non finisca mai, pronti alla battaglia sempre, ma per cosa?
    per il bene comune o per i propri vantaggi personali?

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  7. L'analisi matematica di Pasquale Nevone è molto vicina alla realtà, ma io non vedo in maniera totalmente negativa il fenomeno dell'astensione. Indubbiamente se il 60% dell'elettorato non va a votare l'impressione che se ne ricava è generalmente negativa e frustrante, soprattutto per chi viene trombato mentre si disperde un vero tesoro di voti, per avere i quali (il trombato) sarebbe disposto anche a pagare.
    A ben vedere l'astensione è un fenomeno più evidente e radicato soprattutto nelle democrazie più avanzate; basta vedere quello che succede in America. In democrazia ognuno è libero di esercitare o meno il suo diritto al voto, per me non si tratta di un diritto-dovere. Io mi sento libero, in democrazia, di andarmene al mare o di andare al circolo dei bocciofili a passare il mio tempo nella giornata elettorale, senza sognarmi di avvicinarmi al seggio e senza che qualcuno abbia a ridire sul mio comportamento.
    Se non vado a votare vuol dire che mi fido di chi ci va, tanto le istituzioni continueranno a funzionare perchè altrimenti non si può.
    Al contrario, non mi fido delle maggioranze bulgare, non mi fido dei posti in cui va a votare il novantanove per cento degli elettori perchè o ci vanno per la prima volta non avendone avuto prima la possibilità, o ci vanno perchè sono obbligati ad andarci.
    Preferisco vivere in un paese libero dove, se a causa del mio non voto avrò un governo che non mi piace, potrò prendermela soltanto con me stesso.

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  8. Una replica per Nino Pepe. Facciamo finta che i cittadini siano i passeggeri di un pulmann che devono decidere dove andare e che deve guidare. Che penseremmo di quei passeggeri (60%) che se ne infischiano, che gli è indifferente la loro destinazione e chi li guida?
    Io personalmente scenderei subito da quel pulmann e me la farei a piedi!
    Ma poichè l'astensionismo è dilagante e crescente, allora facciamo come in USA. Quando sono indette le elezioni , chi vuole votare si deve prima iscrivere nelle liste elettorali e solo quelli esercitare il diritto di voto. In Sicilia questo avrebbe abbattuto del 60% le spese elettorali.

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