lunedì 8 ottobre 2012

LUDOPATIA LA PESTE DEI NOSTRI GIORNI

di Giuseppe Arena - Donne-e-ludopatiaIl governo ha perso la sua partita sull'azzardo. Dopo tanti proclami, allontanare le sale slot dai punti molto frequentati come scuole, chiese, associazioni, centri giovanili, residenze per anziani etc. etc...
Si parlava di una distanza non inferiore a 500 metri (sarebbe stato meglio, magari, a non meno di 1 Km.) e invece, addirittura, nella bozza del decreto se ne prevedono 200 di metri. Tutto questo dopo un braccio di ferro (almeno così raccontano i beni informati) tra il ministro della salute e quello del tesoro. A pesare, sicuramente, i timori di un calo delle entrate, per l'erario, dalle tasse sui giochi e la salvaguardia degli interessi delle grandi società concessionarie.

Si è vero dopo anni di silenzio e immobilismo qualcosa hanno deciso, ma sostanzialmente mi pare un buco nell'acqua.
In un periodo di crisi, come questo, tutti tentiamo la carta del gioco: gratta e vinci, enalotti normali e super, sale slot, e ancora scommesse, casinò, poker e bingo anche su internet (chissà un colpo di fortuna e mi sistemo).

LUDOPATIANessuno pensa, però, al rischio di assuefazione e quindi malattia da gioco e più tecnicamente "LUDOPATIA".
Noi tutti parliamo di politica, dibattiamo sui candidati, ma loro (i candidati) non una parola su questo argomento. Capisco che andremo a votare per la nostra Regione e quindi elezioni amministrative ma coloro che voteremo fanno parte di partiti che sono presenti anche a livello nazionale e per questo dovrebbero pretendere attenzione, sull'argomento, in modo incisivo e definitivo.
Non può il governo pensare solo all'erario e quindi alle maggiori entrate tributarie (per appianare questo maledetto debito pubblico) per poi dovere investire nella sanità per recuperare questi drogati del gioco.
Chiedo ai politici, tutti e in modo particolare a chi ci legge, che una volta tanto siano veramente seri (sulla salute non si scherza) e mettano nei loro programmi come intendono risolvere questo problema. Lo chiedo a tutti i candidati; deputati e presidenti del nostro Parlamento "IL PIU' ANTICO D'EUROPA" si il Parlamento siciliano.
Si facciano carico e si impegnino a fondo per debellare questa PESTE dei nostri giorni senza se e senza ma.

Giuseppe-Arena   Giuseppe Arena
   08 ottobre 2012






11 commenti:

  1. Giuseppe Arena ha lodevolmente evidenziato un gravissimo problema attuale, una vera e propria piaga sociale.
    Il più disonesto e ladro dei giochi proposti dallo stato italiano è il superenalotto, nel quale la probabilità di «fare sei» è una su 622 milioni.
    Nonostante questo, il gioco introdotto nel 1997 in sostituzione dell’Enalotto continua a far sognare (e a far spendere) gli italiani: solo nel primo mese di quest’anno i giocatori alla ricerca dei numeri fortunati hanno generato introiti per circa 183 milioni di euro. Moltiplichiamo detts cifra per dodici e abbiamo una cifra che supera i venti miliardi di euro.
    Una cifra davvero considerevole, che appare comunque modesta rispetto ai numeri esorbitanti che sostengono l’intero settore dei giochi a premio: secondo «Azzardopoli», il dossier presentato dall’associazione Libera, il fatturato annuale di questo business sfiora i 76 miliardi di euro, muove gli affari di 5 mila aziende e mobilita il 4 per cento del Pil con il contributo di metà della popolazione nazionale.
    Si tratta, insomma, di un vero e proprio fenomeno di massa che nella sua dimensione patologica ha contagiato, secondo stime diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi un milione di italiani: nel nostro Paese la ludopatia, che poi altri non è che la dipendenza dal gioco d’azzardo, è una vera e propria catastrofe, resa ancora più drammatica dall’acuta fase di crisi economica che stiamo vivendo. E' assolutamente paradossale come, in un periodo di grave incertezza, siano sempre più numerosi i cittadini che scelgono di sfidare sconsideratamente la sorte nella speranza di risolvere i problemi del quotidiano.
    Non ci sono soldi, non si arriva a fine mese, ma i soldi per giocare si trovano sempre.
    Le macchinette mangiasoldi, distribuite con generosità da questo ignobile stato biscazziere in ogni posto frequentato dalle persone, tipo bar, punto giochi, circoli ricreativi, ecc. ecc. provocano spesso danni in famiglia, liti e rovine dovuti a giocatori che perdono tutti i loro risparmi giocando in preda ad un delirio che è difficilmente comprensibile da parte di chi non ha la cattiva abitudine del gioco.
    Ci vuole l'impegno di tutte le amministrazioni regionali e locali per contrastare questo fenomeno.
    La regione Sicilia, nella sua autonomia, potrebbe legiferare in materia, ma occorrerebbe anche che i sindaci usassero l'autorità della quale dispongono per cercare di limitare al massimo i danni di questa piaga che sta minando alla base il risparmio delle famiglie, cioè una delle cose buone che ci sono ancora rimaste in Italia.

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    1. Giuseppe Arena9 ottobre 2012 12:09

      Dici bene Nino, mancano leggi specifiche (che lo Stato non fà, forse, per i troppi interessi, come ho detto prima) ma con la buona volontà e con quello che gli amministratori hanno a disposizione si dovrebbe, almeno, tentare di arginare questa piaga. Invece silenzio assordante...!!!

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  2. Che bell'argomento, chi mi conosce sa che io un po' di titolo e competenza in materia l'ho maturato.
    Allora facciamo ordine, abbiamo da un lato uno stato carnefice, dall'altro un popolo di povere e stupide vittime.
    Il rastrellamento di risorse attraverso i ''giochi'' e' al momento una delle voci più significative del bilancio, parliamo di 40 miliardi di euro, bene andiamo avanti, questi miliardi vengono ''RUBATI'' alla gente più umile, più povera e purtroppo più ignorante.
    Dico rubati perchè è il termine giusto, il meccanismo e' lungo da spiegare, ma vi assicuro che i soldi che i poveracci immettono nelle macchinette in primis e nei gratta e vinci, non e' definibile nella categoria del denaro perso al gioco, bensì , nella categoria del denaro buttato in un tombino.
    Famiglie rovinate, sfratti, utenze staccate, usurai che ingrassano, organizzazioni mafiose che impongono le slot in quasi tutte le attività commerciali, tutto questo senza nessuno scrupolo da parte dello stato.
    Aggiungo che tutto questo non porta nessun posto di lavoro anzi fa chiudere piccole aziende che a causa di un familiare ''Ammalato'' si sono rovinati tutti.

    Cosa diversa sarebbe invece l'apertura di un paio di casinò in sicilia, questi si che porterebbero non meno di 20 mila nuovi e veri posti di lavoro.
    Si rafforzerebbe il turismo in tutti i suoi settori, e così i trasporti il commercio e tanto altro.
    Insomma a mio avviso sarebbe un'immensa occasione di sviluppo, ed e' proprio per questo che alla sicilia tutto ciò viene impedito.
    Comunque l'argomento e' troppo lungo e complesso, spero che qualcuno se ne interessi, ed allora io sarà pronto ad approfondire.

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    1. Giuseppe Arena9 ottobre 2012 12:14

      Sono d'accordo lo Stato invece no perchè con la scusa che si possa riciclare denaro sporco ci vieta questa possibilità. Già in Sicilia abbiamo la mafia, ma il governo e i suoi tecnici non pensano che in tutta questa massa di soldi il riciclaggio di fatto avviene?

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  3. Stiamo parlando di una malattia psichiatrica che è presente nel DSM,cioè formulario diagnostico per la psichiatria. La ludopatia è anche chiamata manifestazione "ossessiva-compulsiva di personalità". Questa malattia è favorita dall'affievolimento etico individuale e sociale...in particolare nei sistemi capitalisti. é pressochè impossibile nei sistemi comunisti e islamici. Nel sistema liberista gli interessi convergenti degli stati e delle mafie, lucrano sulle dipendenze e sulle fragilità degli individui. La ricchezza dell'uno sulla rovina dell'altro. Tutto tollerato e legalizzato. Sono d'accordo con S. Volpe, che i dusturbi ossessivi-compulsivi per il gioco d'azzardo, potrebbero essere sfogati nei casinò dove vige il controllo sociale. Non si capisce perchè in alcune zone del paese(venezia, campione) queste attività sono consentite, mentre in sicilia non lo sono. Salvo poi che i giocatori siciliani vanno a giocare a "Malta, Croazia" etc. Tra le ludopatie e le dipendenze bisogna menzionare le nuove fenomenologie legati al WEB. Ci sono ormai milioni di persone che dipendono in maniera patologica dal monitor e dalle sue espressioni più poplari e commerciali. Socialnetwork(face-book-twitter e i vari tipi di blog , tra cui il nostro. Si è arrivati al punto che il più famoso, FB , si è quotato in borsa. Ma non si capisce quale sia il sottostante economico, che suscita valore per gli azionisti. Ammenochchè quest'ultimo non sia il commercio delle identità lasciate gratuitamente dagli "allocchi" anche con corredo di fotografie e dati personali. Anch'io per motivi diversi ho partecipato a questo gioco, ma cercando di difendermi inserendo dati non sempre veritieri. CMQ tra uno stato ipocrita, speculatori privati, mafiosi riciclatori, il povero ammalato, ossessivo-compulsivo viene stritolato legalmente!

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    1. Giuseppe Arena9 ottobre 2012 12:21

      Ho affrontato questo tema perchè molta gente che ho incontrato mi ha chiesto di farlo presente ai vari candidati. Gente onesta che in un momento di crisi ha provato a dare un aiuto alla fortuna e che poi per sfortuna si sono lasciati prendere la mano. Non hanno giocato solo i risparmi ma quel poco di stipendi o ancora peggio le misere pensioni. Per poi, quasi, ravveduti trovarsi da soli. A chi rivolgersi? Si ci sono centri e medici, ma sapete qial'è l'iter burocratico? Non ve lo dico perchè mi viene da piangere.

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    2. Stare in Facebook, a vagare tra una chat, una notifica e un messaggio è indubbiamente una cosa negativa le cui ricadute psicologiche sono ancora oggetto di studio, ma non può paragonarsi alla ludopatia vera e propria, perchè normalmente uno in FB perde soltanto tempo, mentre tra slot machine, gratta e vinci, superenalotto e giochi on line la ludopatia svuota le tasche degli sventurati giocatori. Sono due cose non del tutto assimilabili tra loro. Ma siccome al peggio non c'è fine, tutti e due i fenomeni fanno parte di quella via larga e scivolosa che porta alla perdizione.

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  4. Senti Giuseppe se ti può essere utile, io 2 anni fa avevo avuto un contratto di assunzione come medico psichiatra,a Brusson in val d'aosta presso la colonia estiva di olivetti. Quest'ultima è stata trasformata in "clinica della salute e della mente" che tratta specificamente di "ludopatie" compreso le dipendenze da gioco d'azzardo. La gestisce l'imprenditore della sanità Caprara con la direzione sanitaria di Vittorino Andreoli. Dispongono di 79 posti letto convenzionati con la regione valle d'aosta. Io sono rammaricato di non aver accettato l'incarico per motivi familiari.

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  5. Il gioco appartiene alla sfera del costume sociale, dell'intrattenimento, della leggerezza del vivere. Il gioco nasce come bisogno di evasione, lo si costruisce come meccanismo più o meno complesso a seconda di quanto o come ci si vuole divertire,ci si appassiona per il piacere e la soddisfazione che può dare, poi diventa sfida con la sorte e con se stessi, poi diventa ossessione, infine se ne rimane imbrigliati senza più alcun controllo perchè quell'innocente gioco è diventato un "gioco più grande di noi". E'un rapporto che lo si inizia da padroni, ma nel quale molto facilmente si diventa schiavi.
    Alla rovina del giocatore contribuiscono vari soggetti loschi, i tipici "il gatto e la volpe" di Pinocchio,tra i quali sommo sconcerto è dato dalla presenza dello Stato come loro più o meno consapevole "supervisore", senon addirittura capo clan.
    Il gioco , però, è e rimane importante. In natura il gioco è simulazione della realtà nella quale i cuccioli imparano le strategie per sopravvivere, e gli adulti fanno "ripetizione" e affinamento delle stesse regole.
    Quindi, ritengo, il gioco non è "malvagio" in sè, anzi è un buon compagno di "svaghi", di legerezza. Al giocatore viene richiesto solo la giusta misura che, come insegna il farmacista, è il "q.b.", il quanto basta.
    Insomma, se il gioco diventa "pathos" ciò è tutta e solo colpa del solto "uopmo nero" che è dentro ciascuno di noi, quello che vive di cupidigia, di rivalsa, di testardaggine.
    Il gioco è un sogno che si tramuta in delusione e può degradare in incubo.
    C'è proprio grande differenza tra il gioco e la vita?

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    1. Giuseppe Arena10 ottobre 2012 09:21

      L'uomo tende sempre a strafare e non si sazia mai. L'uomo nero che è in noi ci fa fare cose che a mente fredda mai ci sogneremo.
      Ma allora è sempre colpa nostra?
      Una volta il gioco d'azzardo era vietato dalla Legge, oggi mi pare che lo Stato agevoli questo vizio. Una volta le forze dell'ordine facevano il blitz nelle bische clandestine, si clandestine. Oggi il blitz lo si fa nelle sale-slot perchè con un telecomando si staccano le macchinette mangiasoldi dai MONOPOLI e quindi evadono le tasse. Poi se il malcapitato LUDOPATICO ha perso tutto compreso la dignità di uomo "CHI SE NE FREGA".
      Il quanto basta, il giocare responsabilmente è per mettersi la coscienza a posto, è come le sigarette, te lo dico che fanno male ma se vuoi fumane quanto ti pare (tanto più fumi più incasso).
      E allora quando un uomo non è più in grado di ragionare e sperpera il patrimonio la famiglia lo fà interdire, lo Stato invece che fà ti agevola a sperperare.
      A tutto c'è un limite e quando lo superiamo non c'è nessuno che accende l'autovelox?

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  6. Giuseppe Arena11 ottobre 2012 09:09

    Ho notato che quanto ho scritto ha anticipato di un paio giorni alcuni articoli dei telegiornali ed in particolare del TG regionale.
    La LUDOPATIA è un male veramente distruttivo, non uccide solamente il malato ma tutti quelli che gli sono vicini e nessuno fà nulla.
    Ho avuto l'onore di 5 commenti, tra i quali quello di Vullo che è un esperto.
    So che qualche politico ci legge ma nessuno ha ritenuto di intervenire. Non voglio pensare che, gli interventi non pervenuti, siano dovuti a interessi di campagna elettorale; meglio pensare che presi dal furore e dagli impegni nessuno ha avuto il tempo di prendere, su questo BLOG, un impegno senza se e senza ma.
    Questo tipo di impegni, che sono molto seri, potrebbero avvicinare la gente colpita dal male alla politica perchè potrebbero sentirsi confortati pensando che qualcuno possa esser loro vicino.
    Meditate gente,meditate.

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