mercoledì 27 giugno 2012

IN NOME DELLA LIBERTÀ E DELLA PACE

no-guerradi Giuseppe Arena - Ogni giorno radio, televisione e giornali ci informano sulle varie missioni di pace nel mondo, con notizie, servizi e scoop anche in esclusiva. Ma il troppo storpia. Dietro i comunicati e i filmati girati con dovizia di particolari, ci sono i bombardamenti, gli attentati le tragedie e i morti veri.
Anche se per molti (purtroppo) tutto ciò assume la forma di un grande spettacolo. Forse tutta questa informazione ci fa abituare alle scene di guerra anche a quelle raccapriccianti, ma certo non ci fa abituare (spero) alle conseguenze che essa comporta.
Noi tutti ci chiediamo se queste missioni sono necessarie e se valga la pena di sacrificare tante giovani vite. Ma è giusto che gli oppressi vengano liberati, e ancora meglio se ciò avvenisse con l’intervento della sola diplomazia. La bandiera dell'ONU garantisce, deve garantire, il rispetto dei diritti civili e la sicurezza dei popoli. E per questo occorre preoccuparsi che non perda autorevolezza.
L'articolo 11 della nostra Costituzione recita: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Certo le guerre in sé, non sono, e non saranno risolutive di tutti i mali, perché non è in gioco solamente il rispetto delle regole di convivenza tra i popoli, ma è in gioco il destino del mondo intero. Si deve sempre intervenire per la pace e per la libertà e per questo dobbiamo essere presenti là dove serve. La nostra speranza deve essere quella che tutti i popoli siano liberi e che la politica internazionale lavori, sempre, per una fattiva e duratura democrazia ripristinando nei cuori della gente quei sentimenti di fiducia e lealtà reciproca.
Un pensiero di gratitudine va, doverosamente, ai nostri militari che con professionalità e spirito di sacrificio affrontano ogni giorno il rischio della propria vita. Una particolare preghiera per i nostri ragazzi morti nell'adempimento del proprio dovere.
Non mi piace la guerra ma la LIBERTÀ si.
“Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori la povera gente faceva la fame ugualmente” (da “Contro la guerra” di B, Brecht).

Giuseppe Arena   GIUSEPPE ARENA
   27 giugno 2012

3 commenti:

  1. Il Bene e il Male, la Pace e la Guerra, sono da sempre nel cuore dell'uomo.
    Questo fa dell'uomo un Angelo e un Demone nello stesso corpo e nello stesso spirito, e anche nello stesso momento.
    Questo è un mistero nato nell'eternità. Sappiamo soltanto che l'uomo ha il libero arbitrio, cioè la capacità e il potere di capire e scegliere liberamente se fare il bene o la guerra.
    In definitiva l'uomo ha sempre fatto e farà solo quello che gli conviene e gli piace.
    E già, l'uomo non meritava il Paradiso Terrestre, m acredo che non meriti neanche la Terra.

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    1. GIUSEPPE ARENA28 giugno 2012 08:42

      E' l'umano l'alieno dell'Universo?

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  2. No, non lo è!
    L'uomo è integralmente terrestre.
    Purtroppo è predatore per "diletto".
    Per lui l'universo è il suo "piano B", la sua via di fuga dalla terra quando l'avrà completamente devastata per il "diletto del proprio dominio".
    Come spiegare altrimenti che l'uomo, pur sapendo cos'è la pace e anelando la libertà, passa la vita ad organizzare e a fare la guerra?

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