La Costituzione italiana, la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la Carta delle Nazioni Unite, il Diritto internazionale identificano l’antisemitismo come reato e ne stigmatizzano la pericolosità sul piano culturale, politico e sociale.
Dal 1948, fondazione dello Stato di Israele, l’opinione pubblica italiana e quella internazionale, con il peso sulla coscienza delle storiche persecuzioni subite dagli ebrei e per non aver impedito gli efferati crimini nazisti di sterminio e genocidio, si è schierata compatta sentimentalmente e politicamente con il nuovo Stato, ribadendone in ogni occasione il diritto all’esistenza, minacciata dai Paesi arabi vicini.
Tuttavia dal 1967, contando sulla vasta bonomia occidentale, Israele dopo aver lanciato una guerra di aggressione ai paesi vicini, ha inteso mutare i confini del suo Stato con la forza delle armi. Da allora occupa illegalmente, in violazione di una molteplicità di Risoluzioni dell’ONU e del diritto internazionale, territori arabi (Cisgiordania, alture del Golan e Gaza) dai quali ha espulso parte della popolazione autoctona, e ha discriminato e perseguitato quella rimasta.
Specialmente nell’ultimo decennio, da quando è al potere la destra estremista, radicale, xenofoba, razzista, chiaramente anti palestinese, la condotta del Governo, delle autorità militari, civili e religiose israeliane, in spregio alla Carta delle Nazioni Unite, è stata caratterizzata da un crescendo di violazioni del diritto internazionale con umiliazioni, spoliazioni, oppressione, colonizzazione illegale, occupazione militare, negazione dei diritti dei palestinesi.
Come reazione al massacro del 7 ottobre 2023, in cui commandos di Hamas da Gaza hanno fatto un’incursione in territorio israeliano causando oltre mille morti civili, il Governo e il Parlamento di Gerusalemme hanno fatto il salto definitivo del fossato per negare apertamente ogni soluzione di pace, di accettazione di uno stato arabo di Palestina, vietando per legge ogni negoziato, non riconoscendo l’internazionalizzazione di Gerusalemme e perseguendo una politica colonialista spinta non solo nella distruzione totale di Gaza, con sterminio della sua popolazione, ma estesa alla Cisgiordania e al Libano.
La sproporzione e la ferocia, con cui Israele ha reagito all’attacco subito, ha superato di oltre 10 volte la crudeltà nazista che prevedeva, come è stato nell’attentato di via Rasella, la morte di 10 persone per ogni tedesco caduto. Ogni anno l’Italia commemora i martiri innocenti della barbarie nazista consumatasi alle Fosse Ardeatine, ma dimentica le vittime palestinesi dei bombardamenti e delle fucilazioni dell’esercito israeliano (130.000 di cui 20.000 bambini, con 250.000 feriti o mutilati).
Il Governo estremista di Israele non si è fatto scrupolo di uccidere civili, bombardare e distruggere case, ospedali, scuole, edifici di culto, infrastrutture. Come se non fosse sazio del massacro, Netanyahu ha attuato una politica di espulsione forzata degli abitanti locali, affamando quelli che hanno inteso rimanere nel proprio paese e trattandoli come prigionieri cui sono negati aiuti alimentari, sanitari, energetici e persino di materiali di ricostruzione delle case.
Questo massacro ha suscitato nel mondo intero una reazione di indignazione di cui non hanno tenuto conto i Governi degli Stati Uniti, Italia e Germania.
Il Governo estremista di Israele non si è fatto scrupolo di uccidere civili, bombardare e distruggere case, ospedali, scuole, edifici di culto, infrastrutture. Come se non fosse sazio del massacro, Netanyahu ha attuato una politica di espulsione forzata degli abitanti locali, affamando quelli che hanno inteso rimanere nel proprio paese e trattandoli come prigionieri cui sono negati aiuti alimentari, sanitari, energetici e persino di materiali di ricostruzione delle case.
Questo massacro ha suscitato nel mondo intero una reazione di indignazione di cui non hanno tenuto conto i Governi degli Stati Uniti, Italia e Germania.
Palazzo Chigi, con tutta la sua maggioranza parlamentare ha scientemente dimenticato che la legge italiana 962 del 1967 (cosiddetta legge Moro), disciplina la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, recependo nel nostro ordinamento la Convenzione ONU del 1948. Essa punisce severamente chi causa deliberatamente la morte o lesioni gravi, pratica la tortura e riduce alla fame, un gruppo etnico, razziale, religioso. Vale la pena rileggere l’art.1: Chiunque, al fine di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale, commette atti diretti a cagionare la morte o lesioni personali gravissime a persone appartenenti al gruppo, è punito con la reclusione da ventiquattro a trenta anni. La stessa pena si applica a chi, allo stesso fine, sottopone persone appartenenti al gruppo etnico a condizioni di vita tali da determinare la distruzione fisica, totale o parziale del gruppo stesso. E proseguendo la legge nell’art. 2 condanna la deportazione di persone appartenenti a un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso a fine di genocidio con una pena da quindici a ventiquattro anni.
Sono considerati come aggravante l’istigazione e l’apologia dei delitti menzionati puniti con la reclusione da tre a dodici anni.
Le cronache sono piene di testimonianze sull’istigazione a sopprimere i palestinesi da parte di due ministri del governo israeliano Smotrich e Ben Gvir.
Inoltre l’art.10 del codice penale intitolato “delitto dello straniero all’estero”, punisce, secondo la legge italiana, lo straniero che, … commetta in territorio estero, a danno dello Stato o di un cittadino un delitto per il quale la legge italiana stabilisce l’ergastolo o la pena non inferiore nel minimo a un anno, a richiesta del Ministro della Giustizia, o su querela della parte offesa.
Sembrano rientrare in questa fattispecie gli atti di pirateria, sequestro di persona, umiliazioni fisiche e morali, inflitte dai militari israeliani ai cittadini italiani, componenti della flottiglia pacifica di barche civili con bandiera italiana diretta a Gaza con gli aiuti umanitari.
In questa disamina di atti normativi non può essere tralasciata la menzione della legge costituzionale italiana del 21 giugno 1967, n.1 dal titolo, non equivocabile “Estradizione per i delitti di genocidio” che toglie l’ombrello protettivo della non estradizione per motivi politici, prevista dall’art. 26 della Costituzione.
Il ministro della Giustizia Nordio, distintosi per la riforma costituzionale bocciata dal popolo, per aver concesso la libertà ad un criminale sul cui capo pendeva un mandato di cattura della Corte penale internazionale, ed aver reso impossibile l’arresto senza preavviso di un delinquente, sembra entrato in sonno. Non ha dato seguito alla richiesta di estradizione, nonostante la denuncia per istigazione pubblica a commettere genocidio presentata alla Procura di Roma dalla Hind Rajab Foundation (bambina uccisa a freddo dai soldati israeliani) contro i ministri israeliani distintisi per incitamento alla violenza sostenitori della politica di cancellazione del popolo palestinese. Oltre a Smotrich e Ben Gvir anche la ministra Idit Silman in un comizio a Gerusalemme (marzo 2025) ha indicato lo svuotamento di Gaza della sua popolazione come unica soluzione, negando il diritto all’esistenza del popolo palestinese. Questi ministri vanno portati in giudizio perché sin dal gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia, all’unanimità, ha ordinato a Israele di prevenire e punire proprio l’istigazione al genocidio contro i palestinesi di Gaza.
L’inazione dell’Italia, paese che ha ratificato lo Statuto di Roma e la Convenzione sul genocidio, risponde ad una precisa volontà politica che sfocia in complicità nella violazione degli obblighi di legge nazionali ed internazionali.
Torquato Cardilli
24 settembre 2026
Inoltre l’art.10 del codice penale intitolato “delitto dello straniero all’estero”, punisce, secondo la legge italiana, lo straniero che, … commetta in territorio estero, a danno dello Stato o di un cittadino un delitto per il quale la legge italiana stabilisce l’ergastolo o la pena non inferiore nel minimo a un anno, a richiesta del Ministro della Giustizia, o su querela della parte offesa.
Sembrano rientrare in questa fattispecie gli atti di pirateria, sequestro di persona, umiliazioni fisiche e morali, inflitte dai militari israeliani ai cittadini italiani, componenti della flottiglia pacifica di barche civili con bandiera italiana diretta a Gaza con gli aiuti umanitari.
In questa disamina di atti normativi non può essere tralasciata la menzione della legge costituzionale italiana del 21 giugno 1967, n.1 dal titolo, non equivocabile “Estradizione per i delitti di genocidio” che toglie l’ombrello protettivo della non estradizione per motivi politici, prevista dall’art. 26 della Costituzione.
Il ministro della Giustizia Nordio, distintosi per la riforma costituzionale bocciata dal popolo, per aver concesso la libertà ad un criminale sul cui capo pendeva un mandato di cattura della Corte penale internazionale, ed aver reso impossibile l’arresto senza preavviso di un delinquente, sembra entrato in sonno. Non ha dato seguito alla richiesta di estradizione, nonostante la denuncia per istigazione pubblica a commettere genocidio presentata alla Procura di Roma dalla Hind Rajab Foundation (bambina uccisa a freddo dai soldati israeliani) contro i ministri israeliani distintisi per incitamento alla violenza sostenitori della politica di cancellazione del popolo palestinese. Oltre a Smotrich e Ben Gvir anche la ministra Idit Silman in un comizio a Gerusalemme (marzo 2025) ha indicato lo svuotamento di Gaza della sua popolazione come unica soluzione, negando il diritto all’esistenza del popolo palestinese. Questi ministri vanno portati in giudizio perché sin dal gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia, all’unanimità, ha ordinato a Israele di prevenire e punire proprio l’istigazione al genocidio contro i palestinesi di Gaza.
L’inazione dell’Italia, paese che ha ratificato lo Statuto di Roma e la Convenzione sul genocidio, risponde ad una precisa volontà politica che sfocia in complicità nella violazione degli obblighi di legge nazionali ed internazionali.
Torquato Cardilli
24 settembre 2026



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