venerdì 1 dicembre 2023

UNA RIFORMA AL GIORNO TOGLIE IL GIUDICE DI TORNO

di Maurizio Alesi - Leggendo le proposte della maggioranza sul pacchetto Giustizia fortemente voluto dal ministro Nordio vengono i brividi, almeno alle persone oneste e perbene. 
Questo governo e la sua maggioranza intendono abolire il Codice penale, almeno nella parte che riguarda i colletti bianchi e le mani sporche e, naturalmente, l’intera classe politica dai consiglieri di circoscrizione ai presidenti del Consiglio passando da sindaci, assessori, ministri e “semplici” parlamentari che si vorrebbero al di sopra della legge.

Scriveva Marco Travaglio in un suo recente editoriale: se portassimo una persona bendata alla Camera o al Senato, ignara del luogo in cui si trova e gli facessimo ascoltare gli interventi della maggioranza sulla giustizia penserebbe di trovarsi in una riunione di criminali che discettano su come sfuggire alla legge. Ogni giorno che passa l’attacco alla magistratura e all’ordinamento giudiziario che punisce gli amministratori infedeli e corrotti si fa sempre più duro. Spuntano nuovi emendamenti che massacrano la giustizia già abbastanza demolita e svilita dalla riforma presentata dal ministro della (in)giustizia che ha provocato la rivolta di tutte le Procure italiane, costituzionalisti, giuristi e intellettuali. 

Uno dei cavalli di battaglia del governo Meloni è l’abolizione dei trojan, tranne che per mafia e terrorismo, per intercettare corrotti e delinquenti sostenendo che costituisce una grave violazione della privacy dei cittadini, nonostante gli importantissimi risultati giudiziari ottenuti grazie a questo insostituibile strumento investigativo. Vogliono limitare le intercettazioni e la loro pubblicazione volta ad informare i cittadini che, secondo l’etica contorta della maggioranza, dovrebbero sapere delle inchieste giudiziarie sui politici solo dopo la sentenza passata in giudicato, quindi dopo dieci anni. Nel frattempo, l’indagato o il condannato, continuerebbe imperterrito a ricoprire incarichi istituzionali e ad essere votato dagli ignari elettori all’oscuro della condotta di questo o quel candidato. Ma questi impuniti che siedono sui banchi del governo non hanno limiti all’indecenza e pensano come aumentare i loro scudi giudiziari per poterla fare franca alla faccia dei comuni mortali. 

Dopo aver eliminato il reato di abuso d’ufficio (in tutte le sue fattispecie penali compresa anche la raccomandazione in un concorso o in una gara d’appalto che non saranno più perseguibili), con la risibile “paura della firma”, Forza Italia e Lega propongono di abolire anche tutti i procedimenti in corso per abuso d’ufficio contro le direttive europee che vanno nella direzione del mantenimento di questo reato per il quale si era espresso anche il Presidente della Repubblica. Ma questa destra è fatta così, è la rappresentazione plastica di una cultura ispirata all’autoritarismo, all’idea che chi è eletto non debba governare ma comandare essendo legittimato a fare tutto ciò che vuole senza rispondere a nessuno, forte del consenso ricevuto dagli elettori. Questa concezione dispotica del potere che guida l’esecutivo meloniano assume sempre più consistenza. Basta guardare alla visione che esso ha delle istituzioni e della Costituzione che vuole picconare e stravolgere ponendo al centro del nostro ordinamento l’uomo forte al comando, al di sopra e a prescindere dal parlamento e dagli altri poteri dello Stato democratico. 

La cervellotica proposta di riforma costituzionale (che non esiste in nessun paese del mondo), sul cosiddetto “premierato” non è altro che il tentativo di annullare i poteri del Quirinale e del sistema parlamentare previsto dai padri costituenti che, insieme alla separazione delle carriere dei magistrati, pone le basi per la sottomissione dell’ordine giudiziario all’esecutivo, vecchio pallino di Licio Gelli. In questa inquietante cornice si inserisce la proposta di abolizione della legge Severino che prevede la sospensione per 18 mesi degli amministratori dopo la condanna in primo grado. La decadenza dei sindaci, inoltre, nella proposta di modifica, è prevista solo per condanne definitive superiori a due anni liberalizzando ogni abuso perpetuato da sindaci e assessori che vengono autorizzati a dispensare favori ad amici e parenti, a fare turbative d’aste senza pagare dazio. E che dire della vergognosa demolizione delle leggi varate dai governi Conte che hanno moralizzato la politica con la spazza corrotti, la riforma della prescrizione bloccata dopo il primo grado di giudizio che adesso il governo vuole ripristinare introducendo la porcheria della improcedibilità gettando1 al macero migliaia di processi. Ma l’attacco alla democrazia colpisce anche i giornalisti per i quali è previsto un procedimento disciplinare e una multa fino a 37 mila euro per chi pubblica atti d’indagine, ancorché non sottoposti al segreto istruttorio. 

Il culmine dell’indecenza però è l’introduzione delle pagelle ai magistrati a cui partecipano anche gli avvocati difensori. Non si sa ancora quali organi e con quali criteri verranno espresse le valutazioni, come gli scolaretti, che possono costare anche la decadenza dalla magistratura per chi riportasse giudizi meno che sufficienti. Il problema è che si vorrebbe valutare l’operato dei giudici sulla base dei tempi dei processi assegnati, come se tutti i processi richiedessero gli stessi tempi: dalla rapina al maxiprocesso. Naturalmente le pagelle sono previste solo per i magistrati, mentre i ministri si giudicano da soli. L’obiettivo del governo è senza dubbio quello di intimorire i magistrati a cui si manda il messaggio che di fronte al potente di turno sia più conveniente assolvere (o addirittura non indagare), per non passare guai.

Maurizio Alesi

01 Dicembre 2023

13 commenti:

  1. Non credo che i magistrati si facciano "intimorire"... Tutt'altro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo il governo può mettere alle strette la magistratura con riforme sempre più punitive. La separazione delle carriere tra PM e giudici è il primo passo verso la dipendenza delle procure sotto l'esecutivo. A quel punto, non tutti i magistrati se la sentiranno di rischiare la propria carriera. Questo governo è un pericolo reale ed attuale per la tenuta del nostro sistema democratico

      Elimina
  2. Non posso scrivere quello che penso di certi mostri che di umano non hanno nulla... Spero che paghino presto per tutto il marcio che hanno nel cervello. Povera Italia.

    RispondiElimina
  3. La verità su questo governo la dice Marco Travaglio che non fa sconti a nessuno. Però l'indice di gradimento della presidente del Consiglio resta alto. Non so come finirà ma sicuramente siamo di fronte a una maggioranza che non ha alcuna intenzione di mollare l'osso.

    RispondiElimina
  4. Senza rossore e senza vergogna

    RispondiElimina
  5. Siamo governati da gentaccia, dove l'arroganza e l'ignoranza sono "valori" che hanno nel loro dna... hanno impoverito il popolo a favore dei potenti impossessandosi di tutto i mezzi d'informazione, adesso stanno mettendo le loro mani " sporche" sulla giustizia con i giudici sotto il loro controllo ed il gioco è fatto!!!... Ci riusciranno???... A vedere il punto in cui siamo ed il rincoglionimento del popolo italico, ci sono ahimè buone possibilità... SVEGLIAAAA ITALIANIII !!!...

    RispondiElimina
  6. Non hanno nessuna vergogna, ma del resto se vengono lasciati fare senza nessuna protesta, sarebbe da balordi non proseguire nei propri intenti , che anche se risaputi, hanno ottenuto una maggioranza. Mia nonna diceva: cu è lu curnutu, carnalivari o cu ci va appressu?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Maria, lo diceva anche il mio papà “u veru cannilivari è cu ci va appressu” e molti italiani lo sono.

      Elimina
  7. La gente non va a votare e lascia campo libero a questa gentaglia che continuerà a fare le porcate che vuole, non vedo via d'uscita

    RispondiElimina
  8. Non riesco ad inserire il mio commento.

    RispondiElimina
  9. Devono aver combinato qualcosa di grosso questi farabutti. Armadi pieni di scheletri per pilotare la magistratura come vogliono e renderla innocua

    RispondiElimina
  10. Dopo l’esternazione del Ministro della Difesa nei confronti della Magistratura ho seguito, in diretta radio, il dibattito al Consiglio Superiore della Magistratura presieduto dal Presidente della Repubblica. In quella sede il Ministro della Giustizia ha detto: "La leale collaborazione tra Csm e Ministro è la chiave per restituire al Paese una giustizia sempre più vicina ai bisogni della collettività. Questa è una delle direttrici essenziali del disegno riformatore portato avanti dal Governo. Le riforme in tema di giustizia non andranno mai a intaccare la piena libertà e indipendenza della magistratura”. L’intervento del Ministro, molto ossequioso, mi ha dato l’impressione dell’inizio di una fase distensiva e di collaborazione fra i due poteri. Ma dopo aver ascoltato la dichiarazione di Crosetto alla Camera e quella della Premier ho capito che il vero obiettivo del Governo è quello di screditare la Magistratura. Condivido l’articolo di Maurizio Alessi. Anche la proposta di riforma costituzionale è destabilizzante. Il costituzionalista Michele Ainis afferma che l’elezione diretta del Premier è una riforma sfascista che rischia di indebolire Quirinale e Parlamento. Servono correttivi per evitare un pasticcio istituzionale. Sento di affermare che stiamo attraversando un brutto periodo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lorenzo, sul fatto che si stia attraversando un brutto periodo non ci sono dubbi! Anzi, io direi che siamo nella........ tu mi hai capito, vero?

      Elimina