Amici della Politica

Quante volte, negli ultimi anni, ci siamo ritrovati a parlare, a riflettere, a commentare i fatti della politica con un senso di sconcerto e frustrazione. E ci siamo chiesti perché siamo arrivati a questo punto, senza accorgercene.
L’entusiasmo, l’impegno e la passione ci faceva sentire “protagonisti”. Ci dava la forza di andare avanti e combattere battaglie, a volte aspre e con poche soddisfazioni.
Però sentivamo di esserci, di svolgere un ruolo, di contribuire a creare qualcosa di positivo per la società.
Ognuno di noi credeva fortemente in quella “missione” che ci faceva impegnare nei partiti, nelle assemblee, nelle battaglie elettorali. Da quelle universitarie fino alle elezioni europee, nessuna esclusa. E spesso assumendoci l’onere e l’onore di correre direttamente senza alcuna garanzia di successo.
Tutto questo adesso, come ben sappiamo, non c’è più. C’è, invece, da diversi anni, un sistema “nuovo” e uomini nuovi che hanno distrutto i partiti tradizionali, che hanno avuto la forza di farci credere che prima era tutto sbagliato. E tutto inquinato.
Niente più partecipazione, niente più tessere, niente più assemblee né tantomeno congressi.
A decidere sulla linea politica, sui programmi, sullo sviluppo, sulla giustizia e sul futuro delle nuove generazioni, bastano pochi “eletti” e un solo capo.
Per noi tutto questo non va bene. E la nostra colpevole assenza, il disimpegno e l’indifferenza di tanti altri amici, ha contribuito al consolidamento di un “sistema politico” sempre più distante dai cittadini e sempre più concentrato nelle mani di alcuni potenti.
E allora. Se crediamo nelle nostre idee al di là degli schieramenti, se vogliamo provare ancora a “esserci”. Senza nostalgie e rimpianti. Se vogliamo tentare di cambiare qualcosa per riaffermare il valore della Politica e il suo Primato, non ci resta che impegnarci. Basta volerlo e partecipare.


8 commenti:

  1. Tutto questo non c'è più i nostri entusiasmi derivavano da persone che hanno avuto il coraggio di stare in mezzo alla gente e sentire di persona i bisogni le esigenze e dare conforto a tutti senza distinzione.
    Il coraggio del fare di essere presente assumendosi le responsabilità questo è il segreto per entusiasmare.
    Ma la storia ci insegna che queste persone vengono sempre spazzate via perchè gli interessi della politica non sempre corrispondono agli interessi della Società.
    Noi crediamo alle nostre idee e vogliamo provare ad esserci, non sono rimpianti o nostalgie ma considerazioni oggettive, ma chi avrà il coraggio di mettere la campanella al gatto?
    Meditate gente, meditate.

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  2. CARBONARI?

    Sante considerazioni... non possiamo limitarci a scrivere, elevandoci a politologi e magari soddisfacendo solo il nostro narcisismo. Rischiamo di divenire una sorta di carboneria, utile solo per accrescere i "si dice"!
    Bravo, Giuseppe.

    SALVO GERACI

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  3. Abbiamo vissuto quasi un ventennio ,che tra illusioni e delusioni ,ci ha certamente un po' confusi.Adesso il ventennio si e' spento sotto ogni aspetto ,non rimangono neppure macerie a testimonianza di quanto accaduto,e' proprio evaporato senza lasciare tracce ne' positive ne' negative,tra qualche tempo verra'perfino difficile ricordare o ricostruire,sara' come un sogno o un incubo ,dopo averlo vissuto non sapremo forse dare neppure una dimensione spazio-tempo.Adesso ci siamo un po' svegliati ma e' come se non avessimo la piena consapevolezza di cio' che e' accaduto ne' di cio' che accadra'.Continuiamo a confondere amministratori e governanti ,con politici e pensatori ,anzi andiamo oltre immaginiamo una figura unica chiamato ''leader'' che sia tutto in uno ,come un piatto unico indinstinto sbrigativo ed economico.Potrei e vorrei scrivere per ore su questo ,ma non e' quello che voglio.Voglio di questo discutere e confrontarmi,per questo mi fermo per leggere le opinioni degli amici di politicaprima che considero interlocutori di qualita' e spessore.

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    1. se facciamo un rapido conto i quarant'enni di oggi (che avevano 20 anni all'inizio dello sfacelo a cui assistiamo oggi) sono cresciuto con questo modo di fare politica e di governare e, ahime! non conoscono altro... (qualcuno ha provato la scappatoia 'di pietro' o 'lega' a seconda del proprio orientamento politico) di conseguenza è molto difficile entrare nel loro modo di vedere il politico o il partito... ancor peggio per i vecchietti perchè adesso, con i tempi resi più difficili, hanno terrore di tornare ai tempi del dopoguerra!!! I giovani invece sono stati 'regolamentati' dalla scuola resa si proposito 'più ignorante'!!! Si salvano i giovani che per loro stessa natura 'si ribellano' e cercano alternative all'attuale situazione in vari modi... ma cambiare il sistema arraffa-tutto e molla-il-popolino-che-consuma-troppo ci vuole tempo, costanza, coraggio e un'onestà di fondo così difficile da conservare!!!

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  4. Entusiasmo e ricordo di una politica ormai estinta.
    Entusiasmo e ricordo del senso dello Stato.
    Entusiasmo e ricordo di valori ormai smarriti.
    Ma come si può perdere tutto ciò?
    Noi siamo l'entusiasmo ed il ricordo. Inneggiamo e paventiamo il cambiamento, ma noi siamo il vecchio, siamo responsabili di aver collocato con l'entusiasmo ed ogni positivo proposito, la classe politica al posto che oggi occupa, sia nello scenario nazionale che regionale o comunale. Nessun cambiamento potra mai arrivare da coloroo che hanno perpetrato questa o quella scelta. Siamo colpevoli di aver determinato e contribuito alla nomina di una classe dirigente che si è costruita o precostituita "per prerequisi", (ottenuti dal fattore politica). Noi oggi siamo o saremo il cambiamento se sapremo riconoscere le scelte e gli errori. Noi oggi siamo o saremo il cambiamento se sapremo rinunciare ai nostri provilegi.
    Chiunque non dia testimonianza di rinuncia, non può essere credibile e non costituisce il cambiamento. Ricerchiamo con attenzione i vecchi valori ed il cambiamento si manifesterà da solo.
    Riflettiamoci!!!!!!!!!!!

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  5. bruno la menza18 marzo 2012 10:24

    la voglia di cambiare un sistema che sembrava ormai incancrenito ha portato ad un periodo di transizione che sembra non finire piu'.
    La perversione del "one man " al potere con le sue doti taumaturgiche ha ridotto il sistema ad una totale assenza di voglia di partecipare.
    Spulciando fra i miei appunti del periodo di "lotta" ho rivisto alcune considerazioni dei poeti, cantanti e scrittori del maggio francese.
    In particolare mi ha colpito una frase rivolta alla borghesia francese che si allontanava schfata dalle lotte degli studenti e degli operai:
    "la paura di cambiare vi ha fatto girare il mento,il fuoco ha risparmiato le vostre millecento, ma anche se ora vi siete assolti, siete per sempre coinvolti"

    Ecco il punto, la paura di cambiare ci ha portato ad una autoassoluzione di massa, e' forse il momento di autocoinvolgerci.

    Auguri e Salvo Geraci per il ruolo che assumera' in questa vicenda politicoprima contro i mulini a vento dei politicoprivi.

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  6. Caro Bruno sono perfettamente d'accordo con te, ma ricordati che qualcuno nel lontano 1963 disse "Per una volta non chiederti quel che il tuo paese può fare per te. Chiediti, invece,cosa puoi fare tu per la tua nazione". oggi più che mai dobbiamo concentrare l'attenzione al risanamento della politica. Auguroni a Salvo Geraci il "faro" di PoliticaPrima.

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  7. Vannuccio Zanella10 febbraio 2013 19:21

    Vorrei fare solo un brevissimo cenno...ci siamo seduti sugli allori credendo che la politica fosse, innanzitutto, vantaggio. Non abbiamo pero' saputo a CHI sarebbe andato il vantaggio. Si e' fatto politica per rincorrere il voto, non per dare vantaggi ai cittadini: semmai sempre e solo alla cerchia degli amici. Ci stupiamo ora se gli Italiani sono stanchi (per quanto rimangano, ahime', sempre e comunque a livello di pecoroni...) e starnazzino con Grillo nelle piazze? Perche' non dovrebbero? E finora e' andata bene perche' non e' mancato il misero tozzo di pane e perche' ci continuano a combattere una guerra tra poveri: altrimenti sarebbe stata rivolta civile. E non e' detto che non ci sara'......

    Vannuccio Zanella

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