lunedì 2 maggio 2022

OSTILITÀ A TUTTO CAMPO

di Torquato Cardilli - Dopo due mesi e mezzo di guerra in Ucraina, ipocritamente definita da Putin operazione militare speciale, e altrettanto ipocritamente sovvenzionata da Biden, con l’appoggio di Johnson, perché duri il più a lungo possibile a spese degli ucraini, con l’obiettivo di fiaccare la potenza militare ed economica del Cremlino, il precipizio dell’ostilità più dura tra America e Russia è diventato profondo quanto la fossa delle Marianne.
Oltre al sanguinoso scontro armato (gli esempi di Baghdad, Kabul, Damasco, Aleppo, Tripoli hanno fatto scuola) che ha ridotto l’Ucraina ad un cimitero a cielo aperto in un apocalittico ammasso di macerie e costretto all’emigrazione un fiume di 5 o 6 milioni di profughi senza casa, la battaglia tra le due superpotenze è a tutto campo su ogni tipo di attività.

L‘ostilità, costellata da insulti triviali, ha travalicato i limiti del bon ton dei rapporti tra stati codificato dal diritto, il rispetto politico, diplomatico, militare, economico, energetico, alimentare, sportivo, per entrare anche nel campo delle istituzioni internazionali e delle carte bollate.

In questa corsa verso l’abisso sono coinvolti anche gli alleati, che marciano alla cieca, senza porsi un obiettivo, un limite, senza valutare il pro e il contro né considerare un dato certo: dallo scontro tra Titani sarà la Cina a trarre il massimo vantaggio.

Il Governo italiano in questa pericolosa situazione si comporta da scolaretto ubbidiente verso l’alleato, ma da ras arrogante verso il Parlamento scavalcando la procedura dell’ottenimento della piena autorizzazione, come si conviene quando sono in gioco la pace e i principi fondamentali garantiti dalla Costituzione.

Le forze politiche, al di là degli schieramenti, dovrebbero vincolarlo a non superare la linea rossa oltre la quale il popolo italiano non è disposto a seguire la chiamata dello sceriffo capo verso un ignoto destino.

L’opinione pubblica italiana non può chiedere conto delle scelte politiche di altri Stati, ma ha il diritto di essere per lo meno informata sulle scelte del suo Governo, soprattutto quando esse significano rinunce e sacrifici per un popolo appena uscito dalle ristrettezze della pandemia e che sperava di potersi riprendere.

Agli aiuti economici e sanitari già concessi, alla prova di solidarietà sociale verso i profughi accolti, alla adesione alle sanzioni sempre più severe e sempre più dannose per noi costretti a sacrifici addizionali, si aggiungono ulteriori e nuove richieste di provvedimenti di aperta ostilità che spaccano il mondo.

Come noto il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, fu istituito con la risoluzione dell’AG 60/251 del 15.3.2006, con 170 voti a favore, 4 contrari (Stati Uniti, Isole Marshall, Palau, Israele) e 3 astenuti (Bielorussia, Iran, Venezuela). Ora è tornato improvvisamente alla ribalta dell’attenzione pubblica.

Gli Stati Uniti hanno presentato all’Assemblea Generale dell’ONU la richiesta, co-sponsorizzata dall’Italia, di mettere ai voti una misura gravissima, attuata in passato solo una volta (2011) contro la Libia, poi riammessa appena ucciso Gheddafi, come se quel paese fosse diventato improvvisamente rispettoso del suo statuto. Si è trattato della richiesta di espulsione della Russia dal Consiglio dei diritti umani.

Appare abbastanza curioso che gli Stati Uniti, che si erano opposti alla creazione del Consiglio (forse volendo coprire se stessi e l’alleato Israele per le loro accertate violazioni) abbiano invocato presso l’Assemblea Generale l’espulsione dal Consiglio del loro principale nemico politico a livello mondiale, senza considerare che continuano a sedere nella stessa Istituzione paesi antidemocratici, non certo immacolati sul rispetto degli stessi diritti umani, come Cina, Cuba, Kazakistan, Libia, Uzbekistan, Pakistan, Somalia, Sudan, Eritrea!

Sarebbe interessante per l’opinione pubblica italiana conoscere in base a quale intesa politica nel Governo e nel Parlamento, il Ministro degli Esteri abbia dato ordine alla nostra Rappresentanza Diplomatica presso le Nazioni Unite di co-sponsorizzare questa richiesta americana che costituisce una severa presa di posizione contro Mosca che ci verrà senz’altro rinfacciata per anni, senza averci dato alcun utile.

L’Assemblea Generale ha votato per l’espulsione della Russia (che resta uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto), con 93 voti a favore e 92 di diverso colore: 24 contrari (tra cui Cina, Cuba, Iran, Nicaragua, Siria) e 58 astenuti (tra cui Arabia Saudita, Egitto, Brasile, India, Nigeria, Pakistan).

Per regolamento gli astenuti non vengono calcolati nel quorum (78) richiesto dei due terzi dei votanti per cui l’obiettivo americano (e italiano), è stato raggiunto, anche se i paesi con la maggiore popolazione mondiale hanno ritenuto di non condividere la decisione nel merito e per un latente sentimento di anti americanismo serpeggiante nei propri popoli.

Questa votazione è stata rivendicata come un grande successo personale dell’ambasciatrice USA presso l’ONU Linda Thomas Greenfield, vera guerriera agli ordini della sottosegretaria agli affari politici Victoria Nuland responsabile per gli affari euroasiatici, paladina della causa ucraina.

Il nutrito curriculum della Nuland ricorda che sotto la presidenza Bush è stata la principale consigliera in materia di politica estera del vice presidente Cheney, il falco anti Iraq, ambasciatrice presso la Nato, portavoce del Dipartimento di Stato, ambasciatrice in Ucraina con l’obiettivo di normalizzare il paese facendolo uscire dalla crisi politica, componente del gruppo di esperti dedicato alla realizzazione del progetto “New Yalta European Strategy”, di cui faceva parte anche Zelensky.

La Nuland, interpretando con eccessivo zelo le istruzioni operative ricevute, esercitò pressioni su Zelensky per la scelta di chi dovesse essere chiamato a far parte del governo ucraino. Alla timida critica sollevata dall’Unione europea per tale intromissione, aveva reagito con il classico slang da caserma: fuck Europe, in Ucraina decidiamo noi chi deve far parte del Governo secondo i nostri interessi.

Dopo la pubblicazione di questa vergognosa manifestazione di arroganza politica la Nuland non ha smentito, né ha pensato di dimettersi, ma ha accusato la Russia di averle sferrato un colpo basso per aver diffuso l’intercettazione captata illegalmente.

Il Dipartimento di Stato, forse ringalluzzito per questo effimero successo sul Consiglio dei diritti umani, ha chiesto ora all’Indonesia che ospiterà il prossimo G20 di espellere la Russia anche da quel consesso internazionale dei maggiori paesi per Pil e popolazione.

Nella contrapposizione a tutto campo, gli Stati Uniti oltre all’aiuto straordinario in armamenti all’Ucraina per 33 miliardi di dollari in armi pesanti e cash, aggiuntivi ai 7 miliardi già erogati, hanno inoltre manifestato l’intenzione di coinvolgere la Corte Penale Internazionale, fondata nel 1998 con lo statuto di Roma.

Anche in questo caso non aderirono all'istituzione della Corte gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, mentre Israele, Sudan e Ucraina pur avendovi aderito hanno dichiarato espressamente di non voler procedere alla ratifica.

Quanto a noi siamo in una posizione a dir poco imbarazzante. Pur essendo stati il paese ospitante del trattato di Roma non abbiamo ancora adempiuto alla clausola obbligatoria che impone ad ogni stato aderente che abbia ratificato l’accordo, di adeguare il proprio ordinamento interno allo statuto della Corte Penale Internazionale.

Come è intuitivo, la richiesta americana è risultata irricevibile perché la Corte penale internazionale è competente a giudicare in materia di genocidio solo tra stati firmatari che abbiano già ratificato il trattato, cosa che esclude sia gli Stati Uniti, sia la Russia, sia l’Ucraina.

Gli Stati Uniti resisi conto di aver fatto fuoco con una pistola scacciacani, intenzionati a portare comunque alla sbarra la Russia, hanno chiesto l'istituzione di un terzo Tribunale speciale come quello che fu creato per giudicare il presidente della Serbia e quello del Ruanda. Come dire che la prospettiva di una pace tra i due grandi si fa sempre più lontana.

Torquato Cardilli

02 maggio 2022

8 commenti:

  1. All'alba del 2000 (e con l'atomica!), invece di convincere con le armi=sconfiggere (Russia-Usa), meglio far vincere la morale=educare (cultura)! https://www.francescoandreamaiello.it/wordpress/?p=4154

    RispondiElimina
  2. Lillo Antinoro3 maggio 2022 07:35

    Di Putin, Biden e Zelens'Kyj, non me ne può fregare più di tanto. Sono tre dittatorelli di bassa lega che stanno distruggendo, per i loro interessi, L'Ucraina e L'Europa.
    L'italia in un mese, a causa delle sanzioni fatte alla Russia, è passata da una crescita del + 4,6 a una perdita di -0,2 mentre Draghetto è il Bibitaro girano il mondo mettendosi loro a 90 gradi e purtroppo mettendoci l''Italia intera.
    Per l'italia la vera guerra è questa è l'abbiamo già abbondantemente persa.

    RispondiElimina
  3. Antonio Lello3 maggio 2022 07:35

    ecco i comploytisyi

    RispondiElimina
  4. Francesco Andrea Maiello3 maggio 2022 07:43

    L'Italia (Novella Nato)... promuovere la cultura per la pace e non l'armatura (Biden) per la guerra (Putin)! https://www.francescoandreamaiello.it/wordpress/?p=892

    RispondiElimina
  5. Antonio Nardone3 maggio 2022 08:12

    Le considerazioni sono una mirabile, spassionata, lucida imparziale analisi di quello che sta accadendo.

    RispondiElimina
  6. Filomena Zinfollino3 maggio 2022 11:11

    Guardando questa foto sembra una passeggiata dopo una riunione di lavoro, a due passi sempre se sono in Ucraina, l'inferno, a me quei risolini negli occhi degli sciacalli a trattare di operazioni e armi mi fa venire una rabbia un voltastomaco che non finisce mai quanto poco conta la vita x queste merde ,provo un disgusto ma anche per i popoli che non capiscono che si stanno battendo x essere carne da macello dentro un ingranaggio ipocrita, poveri noi usati a uso e consumo.

    RispondiElimina
  7. Dante Casavola3 maggio 2022 12:14

    Con l'appoggio di più stati, non solo USA e UK, la risoluzione di condanna dell'ONU contava 140 stati contro solo 5, compresa la Russia.

    RispondiElimina
  8. Filomena Ruggiero3 maggio 2022 12:16

    Verissimo.... chissà come mai... noi comuni mortali riusciamo a capire TUTTO QUESTO.... e loro NO. La sete del potere... dell'onnipotente. ..VERGOGNA. Esseri immondi... non avete rispetto per l'essere UMAMO🤦‍♀️

    RispondiElimina