mercoledì 26 agosto 2020

IO VOTO SI. REFERENDUM PER LA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI

di Giangiuseppe Gattuso - Il prossimo 20 e 21 Settembre voterò convintamente SI. Il Disegno di Legge Costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari ha superato a grande maggioranza le quattro votazioni previste.Un obiettivo di cui si parla da decenni. In buona sostanza portando i deputati a 400 e i senatori a 200 non facciamo altro che allineare i nostri numeri con quelli delle maggiori democrazie europee. Mentre restiamo ben al di sopra del numero dei parlamentari Usa che hanno una popolazione oltre cinque volte la nostra.

La nuova legge consentirà di avere un Parlamento più agile, più snello, più operativo, con maggiori responsabilità in capo ad ogni eletto. Il tema della rappresentanza dei territori, così tanto sbandierata da chi è contrario, è questione sostanzialmente irrilevante. Così come 945 eletti “rappresentavano” il popolo, allo stesso modo potranno farlo, e pure meglio, in 600. Avranno più peso specifico, più responsabilità e maggiore ruolo. E la nuova, ennesima, legge elettorale porrà rimedio a eventuali limiti di rappresentanza territoriale che si dovessero evidenziare.

I cittadini, se solo ne avessero effettivamente voglia, e pur con le difficoltà di un sistema politico non proprio aperto, hanno comunque gli strumenti per partecipare. E i nuovi strumenti che la rete offre ne sono la prova vivente. Non si può sempre piangere ma mai impegnarsi sul serio. 


Diciamoci la verità, della vasta platea degli elettori delle forze politiche in campo, quelli che si impegnano sul serio a svolgere attività di supporto e a contribuire alle scelte e partecipare sono un’esigua minoranza. È stato più o meno sempre così. E chi ricorda come funzionavano i partiti della Prima Repubblica potrà confermare. Infatti, è nella partecipazione all’interno di partiti e movimenti che si può incidere e contribuire a fare scelte diverse e a modificare la linea politica. Non basta affatto la croce sul simbolo al momento delle consultazioni elettorali per poi disinteressarsi completamente delle attività dei “nostri” rappresentanti.

Ecco perchè la riduzione del numero degli eletti non può essere di alcun nocumento alla democrazia e alla rappresentanza popolare. Semmai ne potranno giovare i lavori d’aula, le commissioni, le assemblee che composte da un più ristretto numero saranno più gestibili e produttive anche in termini di qualità legislativa.

Ed è veramente paradossale assistere all'attività del variegato fronte del No a cui partecipano pure quelle forze politiche che in Parlamento hanno votato compattamente per la riduzione degli eletti.

Siamo passati dal Si alla prima votazione del 7 febbraio 2019 al Senato con una maggioranza di 185 voti a favore e 54 contrari. Alla seconda del 9 maggio 2019 alla Camera con una maggioranza di 319 a favore e 107 contro. Alla terza dell’11 luglio ancora al Senato con 180 voti a favore e 50 contrari e, infine alla quarta votazione alla Camera l’8 ottobre 2019 con una maggioranza schiacciante di 553 voti e 14 contrari.

Sarebbe bastato questo iter parlamentare per chiudere il ragionamento e la partita. Ma, si sa, la Politica è bella perchè è varia e le sorprese non mancano mai. E, infatti, dopo il fallito tentativo dei Radicali di raccogliere 500.000 firme per proporre il referendum popolare, ne hanno raccolto soltanto 669, sono scesi in campo i parlamentari. Pure quelli che avevano approvato in aula il disegno di legge costituzionale. 71 senatori, oltre un quinto previsto dall'articolo 138 della Costituzione, hanno firmato per chiedere il referendum. Hanno avuto un ripensamento. Ma va bene così. I cittadini potranno in questo modo esprimere il loro convincimento e confermare o meno la volontà del Parlamento.

Resto uno di quelli che ritiene sacra la volontà popolare. Anche quando “affierra cazzi ntall'aria…”.

Un detto molto significativo a Palermo. 

Giangiuseppe Gattuso
26 Agosto 2020

29 commenti:

  1. Anch'io, senza se e senza ma

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  2. Quando dicono ........
    la RAPPRESENTANZA!!
    Se ne RIEMPIONO la bocca di questa BALLA, per salvarsi la POLTRONA.
    E qualcuno ci crede pure.
    Alzi la mano chi si sente "rappresentato"!
    Ma poi.
    SALVINI eletto in CALABRIA.
    SPERANZA in TOSCANA.
    PITTELLA in CAMPANIA.
    BOSCHI a BOLZANO.
    E così via.
    Sarebbe QUESTA, la rappresentatività locale??
    Gente che non è MAI stata in luoghi che dovrebbe rappresentare???
    #IoVotoSI
    un post di Michele Varraso

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    1. Simone Zagarolo27 agosto 2020 00:14

      ma che centra questo con il taglio dei Parlamentari? Che forse diminuendo i Parlamentari cambierebbe la rappresentanza o peggiorerebbe la situazione che tu denunci. Dunque la tua sarebbe una soluzione? Allora che si dica chiaramente che non si vuole una democrazia rappresentativa ma solo una oligarchia di capi partito. E finitela dunque con questo nascondersi dietro un dito e con questa ipocrisia!!!
      Sarebbe più corretto per voi dire SII non vogliamo il Parlamento , ma solo alcuni capi partito che decidono tutto!!!!

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  3. Santussa Andriano27 agosto 2020 00:16

    Io voto SÌ.

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  4. Gualtiero Modesto27 agosto 2020 00:17

    #IoVotoNo

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  5. Alle ragioni del “SI” si contrappongono quelle del “NO”. Sono altrettanto valide?! Bisogna argomentarli evitando di omologarsi alle decisioni delle forze politiche, anche a quelle di riferimento. Così facendo si rischia di snaturare il valore costituzionale del referendum. Referendum che poteva essere evitato solo se la legge fosse stata approvata nella seconda lettura con una votazione, da ciascuna delle Camere, a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. Poiché non si è verificato è scattata la possibilità del referendum. Tale referendum si differenzia da quello abrogativo: non prevede alcun quorum. Questo tipo di referendum ha lo scopo di verificare se esiste una corrispondenza fra le esigenze politiche del Paese e la volontà politica del Parlamento. E’ un atto di revisione: il prevalere del “SI” da il via all’efficacia della legge; con il prevalere del “NO” la legge viene considerata come mai emanata. Il referendum è il più importante istituto di democrazia diretta in quanto prevede l’intervento diretto degli elettori senza il tramite dei propri rappresentanti politici. Serve a garantire l’integrità del principio della sovranità popolare per dimostrare che il Parlamento non è il solo organo sovrano. Ho ritenuto di concentrare il mio commento sul valore del referendum e non descrivere le ragioni del mio voto che ho già descritto in diverse occasioni. Ho il massimo rispetto della volontà degli altri e convintamente, esercitando il diritto/dovere di libero arbitrio: voterò’ “NO”.

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    1. Raffaella Schiavone27 agosto 2020 10:38

      Lorenzo Romano Il referendum è passato grazie al soccorso all'ultimo momento della Lega...

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    2. Lorenzo Romano27 agosto 2020 11:38

      Raffaella Schiavone, allora il mio commento sul valore del referendum non conta per il semplice fatto ch'è stato reso possibile dal soccorso della Lega?! Non ho alcuna affinità con la Lega, con la Costituzione tantissima.

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  6. Salvatore G. B. Grimaldi27 agosto 2020 07:16

    Anche solo per fare l'esperimento; poi se il cambiamento non ci piace, cambiamo di nuovo, ma l'immobilismo, non è né sperimentazione, né progresso, né miglioramento, né cambiamento; non è nulla. È l'asservimento ai privilegi di molti, in danno di tanti.

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    1. Simone Zagarolo27 agosto 2020 10:41

      e che l'uovo kinder. Se la sorpresa non ci piace ,poi cambiamo??? Certo che avete un senso della democrazia tutta vostra!!! Già la piattaforma Rousseau!

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  7. Salvatore G. B. Grimaldi27 agosto 2020 11:54

    la democrazia è proprio essere liberi di scegliere e non accettare passivamente scelte altrui, o dogmi di fede. Quindi; siccome rubano, sono assenteisti, hanno stipendi troppo alti e immeritati, abbiamo il numero di parlamentari e senatori più alto in Europa e nel mondo, lasciamo tutto com'è?!

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  8. Ornella Ferrara27 agosto 2020 11:55

    Io voto NO

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  9. Alessandro Grasso27 agosto 2020 11:58

    USA ... 306 Milioni di abitanti 500 Parlamentari, Italia 60, milioni di abitanti "la Battaglia dei Mille" un Esercito di "Parlamentari" mi viene da pensare che un parlamentare Americano equivale 4 volte un Parlamentare Italiano, sarà tutta colpa dei raccomandati, tipo Amici e Parenti?
    Anche perchè in tanti hanno scuola elementare e medie altri ancora qualche falso Diploma.
    NOI Cittadini Onesti per quanto tempo ancora dobbiamo pagare a tutta questa GENTAGLIA NULLAFACENTE E PERALTRO ASSENTEISTI???
    NON SAREBBE ORA DI DIRE: "ADESSO BASTA"???

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    1. Alessandro, NON SONO ANALFABETI, anche con la 5 elementare, ma SONO LAUREATI in scecchjnologia per essere comandati a imbrogliare e rubare ai cittadini italiani onesti che si spaccano la schiena e il fegato per tutta la vita e NON arrivano a godersi la MISERA PENSIONE.

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  10. Barletta Angelo27 agosto 2020 11:59

    Siamo tutti con te voteremo si per mandarli a casa i politici che non si presentano in mai in parlamento sono ladri dei stipendi

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    1. Purtroppo se vince il SI non puoi stabilire se mandi a casa i politici che non si presentano in parlamento, o i migliori. L'unica certezza è che mandi a casa 340 parlamentari. Nessuno sa chi tornerà.

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  11. VOTARE SI AL REFERENDUM E' GIUSTO, COME DIMOSTRANO I SOSTENITORI DEL NO.
    La bontà e l’esigenza di votare SI al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari è platealmente offerta dagli stessi sostenitori del NO. Se una parte così cospicua di parlamentari che hanno sostenuto la riforma in Parlamento con numeri sempre in crescita nell’arco di un anno; se la legge costituzionale è stata esitata quasi all’unanimità; se, pur non ricorrendo nessun obbligo di richiedere il referendum confermativo (avendo raggiunto la maggioranza qualificata), è stato richiesto; se i medesimi parlamentari che hanno votato a favore della riforma si prodigano per richiedere l’indizione del referendum confermativo (inutilmente, considerati i numeri parlamentari a favore). Se tutto questo è vero si dimostra che una certa percentuale di deputati e Senatori sono di troppo, sono inutili e da sfoltire poiché hanno fatto perdere un anno intero alle istituzioni (a parte i lavori preparatori), impegnandole su un tema che adesso si vuole gettare al macero, infischiandosene del dispendio di energie, di denaro pubblico e gettando discredito all’istituzione più importante del Paese. Si ringraziano i voltagabbana per il gentile supporto alle ragioni del SI.

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  12. orazio focarino27 agosto 2020 12:44

    Papponi, portarborse, poltronari e ladri votano NO.

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  13. Io voto si alla faccia di quelli che votano no

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  14. Giuseppe Vullo27 agosto 2020 14:17

    Sono totalmente d'accordo con questo articolo, infatti non capisco perchè questo inutile referendum, dopo che il parlamento si è pronunciato varie volte per il taglio di 340 inutili parassiti. Ed allora mille volte si..si..si..peccato per i soldi buttati...ma quelli del no ci costringono ancora di più a fare campagna per il "SI" come ai tempi del divorzio! Allora siiiiiiiiiiiiii

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  15. Raffaella Schiavone27 agosto 2020 17:43

    Il costituzionalista Roberto Zaccaria vota sì al referendum
    Il “Sì” al taglio degli eletti renderà più efficiente il sistema”.
    Voterò Si' per 3 motivi:
    -In primo luogo perché è un intervento puntuale, circoscritto e non stravolge la Costituzione, come la riforma di Matteo Renzi del 2016.
    -Poi perché in quasi tutte le riforme costituzionali degli ultimi anni la riduzione dei parlamentari è stata un elemento costante: nel 2006, quando ero in commissione Affari costituzionali, avevamo presentato un testo per ridurre i deputati da 630 a 500».
    -Infine perché questo è il trend europeo. In ordinamenti molto vicini al nostro – come la Francia – si vuol fare lo stesso. A Parigi dal 2018 discutono di ridurre i parlamentari del 30%: è un progetto molto simile al nostro.
    Non ci sarà nessun problema di rappresentanza. Con il “sì” alla riforma si passerebbe a un rapporto di un deputato per 150mila persone e di un senatore ogni 300mila. Non sono numeri drammatici. È una scelta, ma non la trovo in contrasto con i nostri principi costituzionali e neanche con le altre costituzioni europee. Dopodiché questo è solo un primo passo e se vogliamo migliorare la rappresentanza è necessaria una legge elettorale proporzionale, ma questa va fatta dopo e non prima della riforma: è una legge ordinaria e non costituzionale.
    Quali altri vantaggi porterà la riforma? «Dal punto di vista della funzionalità, avere commissioni significativamente meno numerose è una buona scelta. Chi è stato in Parlamento sa che nell’80-90% dei casi i parlamentari seguono le indicazioni delle segreterie di partito quindi se ce ne sono un po’ di più o un po’ di meno non cambia niente. Cosa va cambiato è la qualità della rappresentanza e il ruolo del Parlamento rispetto al governo, ma tutto questo non viene messo in pericolo dalla riforma. Non vedo nessun rischio per la democrazia e nessun rischio della rappresentanza. Credo che il sistema possa essere più efficiente se si modificano anche i regolamenti parlamentari e si limitano alcune distorsioni come le prassi delle fiducie in blocco o dei maxi-emendamenti».
    Gli interventi della riforma Renzi erano enormemente superiori: in quel caso si scriveva una nuova Costituzione. La Costituzione va cambiata con piccoli interventi: invece di scrivere un libro tutto insieme, se si scrive un capitolo per volta è meglio.
    L'autorevolezza del Parlamento non dipende dal fatto che siano 600 o 430, ma dalla qualità dei suo rappresentanti"

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  16. Dite a questi signori perché gli stessi che hanno approvato definitivamente ad ottobre scorso con stragrande maggioranza... gli stessi hanno chiesto insieme alla Destra il referendum e adesso votano contro il taglio.
    Che razza di minchioni!!!
    Destra e sinistra pari sono sempre quando si tratta di mantenere questo sporco Sistema o conservare gli scranni ove poggiano i loro disonorevoli culi.
    Elucubrare, parlare...per far rimanere le cose come stanno.
    Poi piangete e protestate, invece di prendervi a schiaffi sonoramente.

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  17. Salvatore Mancuso27 agosto 2020 17:45

    È la prova del degrado e della miseria di certi politici e della loro politica.

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  18. Salvatore Totò Granata27 agosto 2020 17:47

    Io sono orientato per il no, piuttosto mi adopererei per diminuire le indennità e innalzare, ove fosse possibile, la qualità degli eletti. Stiamo trattando il parlamento come se fosse un ricettacolo di delinquenti, ma non credo sia proprio così. Temo quando si tenta di restringere lo spazio democratico.

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  19. Rosario Filippo Tomarchio27 agosto 2020 17:48

    Il vostro amico Giangiuseppe Gattuso cerca di cambiare le cose, in maniera goffa e strumentale.
    Francia e Germania, hanno più parlamentari di noi. Smettetela di prendere in giro gli elettori!

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    1. Luciano Bianchi27 agosto 2020 17:49

      NO SMETTILA TU DI PRENDERE PER IL C GLI ALTRI.... 345 PARLAMENTARI IN MENO SONO UNA MANNA.... 345 STIPENDI IN MENO E SNELLIMENTO DELLE CAMERE.. CHI VOTA NO TUTELA I PARASSITI...
      p.s Giangiuseppe Gattuso e' un signore... io fossi in lui avrei bannato le tue boiate

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  20. Io non andrò a votare fosse per me ne toglierei ancora di più .

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  21. Gianluca Passio28 agosto 2020 20:06

    Condividete nelle.vostre bacheche ed è ora di farla finita!
    Marcucci dovresti tacere e andare a fare compagnia al tuo amico renzi. Gli intrighi della famiglia marcucci in Toscana.
    Nel 2006 non entra in Parlamento ma diventa sottosegretario al ministero dei Beni culturali nel governo Prodi con Francesco Rutelli. Nel 2008 è al Senato con il Pd. Marcucci è un sostenitore della prima ora del “rottamatore”: nel 2012 i primi circoli toscani a sostegno della candidatura di Renzi alle primarie del centrosinistra nascono proprio in provincia di Lucca. Rieletto nel 2013 (stavolta per la “propaganda elettorale” dichiara appena 19.841,55 euro), nella scorsa legislatura Marcucci è stato presidente della commissione Cultura del Senato e sicuro punto di riferimento a Palazzo Madama per Renzi fino alla scalata a Palazzo Chigi. «Mi sento a tutto tondo un parlamentare di Lucca» ha dichiarato in passato: il 4 marzo nel collegio uninominale della città è stato però sconfitto dal candidato di centrodestra Massimiliano Mallegni. Marcucci è arrivato terzo con 26% dei consensi. È stato ripescato nel collegio plurinominale, come previsto dalla legge elettorale voluta dal Pd.
    Oltre a sedere in Parlamento con un importante incarico, il capo dei senatori democratici ha “poltrone” (sette solo in Italia) in società riconducibili alla galassia familiare. È consigliere delegato di Sestant investimenti srl e di Sestant internazionale spa, le due holding finanziarie a presidio degli asset di famiglia in Italia e all’estero. Tra questi c’è il controllo del colosso Kedrion spa , di cui Marcucci è consigliere ai conti e prima ancora dirigente. «Ho avuto una bellissima esperienza aziendale - ha raccontato - che mi ha visto ricoprire il ruolo di amministratore delegato della nostra azienda farmaceutica di famiglia fino al 2006, per circa dieci anni» . Si tratta di un azienda fondata nel 2001 e specializzata in produzione e distribuizione di prodotti medicinali derivati da plasma umano è stato consigliere. L’amministratore delegato è oggi Paolo Marcucci (1963), fratello maggiore di Andrea: la società ha 2.317 dipendenti (poco meno della metà in Italia), un fatturato da 659 milioni e utili per 11,75 milioni (bilancio 2016).
    I Marcucci sono infatti attivi da anni nel settore degli emo-derivati e dei vaccini. Il padre Guelfo acquisì Sclavo (Siena) da Enimont nel 1990 per cento miliardi di lire e ancor prima rilevò Aima Plasmaderivati (Rieti) e Farma Biagini (Pisa). Dalla ristrutturazione del settore farmaceutico del gruppo Marcucci nasce Kedrion. Il patriarca rimase coinvolto nelle vicende giudiziarie legate allo scandalo del sangue infetto, quando a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 migliaia di persone furono infettate con il virus di Hiv ed epatite C tramite la trasfusione di sangue ed emoderivati non controllati. Due i filoni di inchiesta per epidemia colposa: come ha ricostruito L’Espresso uno a Napoli è stato archiviato nel 2008 perché finito in prescrizione, l’altro a Trento si è concluso con il proscioglimento per Guelfo Marcucci e il secondogenito Paolo (1963). In un altro procedimento nel capoluogo campano, dove si procedeva per omicidio colposo plurimo, la posizione di Guelfo Marcucci era stata stralciata a ottobre 2015 per la riconosciuta incapacità cognitiva dell’imprenditore, malato da tempo. Guelfo Marcucci morì due mesi dopo. Aveva 87 anni.
    https://www.google.com/amp/s/www.ilparagone.it/forum/marcucci-renzi-azienda-famiglia/amp/

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