venerdì 27 dicembre 2019

DICIOTTI E GREGORETTI: DICIAMOCI LA VERITÀ

di Maurizio Alesi - Il 20 gennaio 2020 la commissione per le Immunità deciderà se Salvini dovrà essere giudicato dal tribunale dei ministri sul caso Gregoretti, per abuso di potere e sequestro di persona. Bene fanno i grillini a votare a favore, diversamente da come fecero sul caso Diciotti, quando il capitano arrivò a minacciare la rottura del governo gialloverde nel caso in cui il M5S avesse votato l’autorizzazione a procedere. E il cazzaro fu puntualmente accontentato da Di Maio, Conte e 5S al completo facendola franca.

In un contesto di sodalizio parlamentare anti giudici, il capitano continua a perseguire la strada dell’impunità sperando di sottrarsi (per la seconda volta), all'azione giudiziaria.

Chi ha seguito con attenzione (sottolineo con attenzione), entrambi gli episodi sa che si tratta di casi analoghi di esseri umani lasciati in mezzo al mare su due navi: la Diciotti con 177 migranti a bordo e la Gregoretti che ne aveva 135. Entrambe erano in dotazione alla Guardia costiera italiana e dunque costituivano suolo italiano a tutti gli effetti. L’ex ministro però, incurante della circostanza, vietò comunque alle due navi l’attracco nei porti italiani. Ma allora perché Di Maio stavolta si comporta in maniera diversa rispetto alla Diciotti.

Si sente dire da parte grillina che il caso Gregoretti è diverso in quanto il suo blocco non fu deciso dal governo ma dall'ex ministro Salvini, diversamente dalla Diciotti che fu (secondo Di Maio) una decisione collegiale. Ora è noto che in nessun consiglio dei ministri si è mai votata la decisione di lasciare in mare aperto la nave Diciotti, né può avere valore di prova contraria l’autodenuncia fatta a suo tempo da Toninelli, Conte e Di Maio che infatti furono subito estromessi dal procedimento per manifesta infondatezza, avendo il tribunale individuato come unico responsabile l’ex ministro che, come fu accertato, firmò un provvedimento individuale.

Identica procedura fu adottata con riferimento al blocco della Gregoretti.

La verità (mai ammessa da Di Maio) è che il M5S compì un errore colossale salvando il capo della Lega e patendo il primo rilevante abbandono di molti elettori di sinistra. Che la posizione grillina non fosse stata affatto convinta lo dimostra l’atteggiamento ondivago tenuto dai 5S che in prima battuta, dopo la disponibilità a farsi processare annunciata da Salvini, si schierarono per l’autorizzazione a procedere. Quando Salvini cambiò idea gridando al complotto, anche i grillini cambiarono idea e, dopo molte indecisioni, fecero decidere agli iscritti per non sporcarsi le mani. Ma per i 5S fu dura poiché dovettero trovare improbabili argomenti a supporto della loro scelta. Infatti invocarono, a sostegno di Salvini, un generico interesse pubblico che avrebbe giustificato il suo comportamento. In realtà l’interesse pubblico era scontato altrimenti non si sarebbe trattato di un reato ministeriale ma di un reato comune.

Quello che i giudici contestarono al leghista non era infatti di essersi mosso per fini personali, bensì perché egli non ha agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante, ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo. Questa era l’unica condizione plausibile che avrebbe reso legittima l’azione di Salvini. Vi era certamente un interesse pubblico, ma non era preminente in quanto si sarebbe potuto trattare con l’Europa anche facendo scendere i naufraghi, affidandoli al controllo della forza pubblica in attesa di un accordo evitando di lasciarli in quelle condizioni di forte carenza igienica per tanti giorni.

Valutato il caso in specie si impose la valutazione del tribunale dei ministri. I 5S votarono insieme a tutto il centro destra al completo contro la richiesta di autorizzazione a procedere, salvando il cazzaro dalle grinfie giudiziarie.

Plauso al M5S per aver cambiato idea sul caso Gregoretti e che forse gli farà anche recuperare un po' di fiducia smarrita ma Di Maio, secondo, me farebbe bene ad ammettere pubblicamente che sulla Diciotti si commise un errore, magari in buona fede, magari con l’intenzione di evitare una crisi di governo al buio. Sarebbe un atto di umiltà e di chiarezza apprezzato dagli elettori e dagli italiani e, indubbiamente, molto più dignitoso che arrampicarsi sugli specchi tentando di spiegare improbabili differenze tra i due casi che la gente non capisce.

Purtroppo i due episodi hanno un fortissimo legame che li rende identici e sovrapponibili a prescindere dagli argomenti da azzeccagarbugli usati. Nessuno è al di sopra della legge e nessuno può darsi il privilegio di far decidere alla politica ciò che costituzionalmente deve essere accertato dalla magistratura. A nessun cittadino comune è data la possibilità di sottrarsi all'azione giudiziaria facendosi scudo con la propria immunità. Forse Salvini sarebbe stato assolto dalle accuse ma ce lo devono dire i giudici con le loro sentenze. Il compito di stabilire chi è innocente e chi è colpevole è affidato alla magistratura, non alla Commissione Gasparri e neppure al Parlamento.

L’errore dei grillini sta tutto qui nell'aver derogato, per la prima volta, ad uno dei pilastri della sua identità politica: concedere sempre e per tutti l’autorizzazione a procedere nel rispetto della separazione dei poteri. Quella della Diciotti fu certamente una brutta pagina che lasciò tanta amarezza e tanto disorientamento nel popolo grillino. Se c’è un modo che può aiutare a farla dimenticare e a riconciliarsi con i delusi non è il voto a favore sulla Gregoretti (che pure è importante), ma fare un bagno di umiltà riconoscendo l’errore, liberandosi una volta per tutte da un imbarazzo che altrimenti si ripeterà ogni qualvolta i 5S saranno chiamati a votare sull'immunità di qualcuno. Sono sicuro che potrà solo giovare al movimento.
  
Maurizio Alesi
27 Dicembre 2019

3 commenti:

  1. In entrambi i casi ci fu la richiesta di archiviazione del tribunale di Catania.
    Quello ordinario che giudica tutti i cittadini
    "La politica migratoria è competenza del governo" la motivazione
    Il parlamento respinga come fece allora
    La ocean wiking è stata lasciata in mare per 15 giorni in attesa delle elezioni in umbria che schifo l' ipocrisia

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    1. Vadim Nardone Ma tu conosci come funziona la magistratura? Chiedere l’archiviazione non vuol dire archiviare, ma semplicemente esprimere un parere la cui decisione è demandata al giudice competente.

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  2. Sgarbossa Sante11 gennaio 2020 17:54

    Sono pienamente d'accordo con Alesi

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