lunedì 4 novembre 2019

INFRASTRUTTURE MALATE. CANCRO INESTIRPABILE!?

di Giangiuseppe Gattuso - Ho impiegato circa due ore e mezza per un tratto di strada che nei decenni precedenti percorrevo in un’ora. Parlo della cosiddetta “Veloce” Palermo/Agrigento. Da oltre sei anni ormai un calvario.
Una Via Crucis che affligge migliaia di cittadini costretti a subirne le difficoltà, i rischi, le perdite di tempo e i danni economici. Una vicenda, purtroppo come tante, che rappresenta l’emblema di un sistema arrugginito, complicato, ridicolo, ingiustificabile.

Capace di resistere ad ogni maggioranza politica, ad ogni intenzione di cambiamento, a vecchie e nuove forze politiche. E, credetemi, non c’entrano nulla le scarse risorse, non c’entrano le tangenti, e nemmeno la mafia. Anche perchè se le opere non si fanno e, principalmente non vanno avanti non possono esserci tangenti e speculazioni. Che però esistono, eccome se esistono. Ma non è di questo che voglio parlare.

Mi riferisco alle cosiddette incompiute. A quella maledizione che colpisce con cattiveria scientifica ogni iniziativa nel settore delle infrastrutture italiane e siciliane in particolare. Un destino, un incantesimo, un incubo.

Qualcosa che dovrebbe fare arrossire fino alla mortificazione con il cilicio frotte di parlamentari, uomini di governo, sindaci, dirigentoni, manager, imprese grandi e piccole. Magistrati ordinari, e della Corte dei Conti. Opinionisti, “giornalisti” e tromboni da talk show. Che passano il tempo a saltellare da una TV all'altra, probabilmente per arrotondare, ma sicuramente per attaccare con rara disonestà intellettuale gli ultimi arrivati a difesa delle mangiatoie e delle prebende garantite da sempre dal “sistema”.

Il caso siciliano racchiude in sé il peggio. L’inarrivabile. Progetti faraonici che credo siano appositamente concepiti e redatti per non essere mai finiti. Per ottenere sempre qualcosa in più, per lucrare il lucrabile senza un occhio di riguardo alle esigenze del territorio e dei cittadini. La Palermo/Agrigento ne rappresenta interamente il senso. Rispecchia una “cultura”, una concezione della Politica, dell’amministrazione e del governo della cosa pubblica antitetica alle reali esigenze dei cittadini. Intossicata ormai da regole e prassi ideate e sedimentate per ottenere un tale risultato. Non può essere diversamente, credetemi, non si può.

E non c’è riuscito l’allora Presidente del Consiglio Renzi. Che, quando a fine dicembre 2014 si sparse la notizia del cedimento di una piccola parte del fondo stradale della rampa di accesso dell’ormai famoso viadotto “Scorciavacche”, appena inaugurato, sparò un potente e minaccioso tweet che lasciava presagire un veloce intervento risolutivo. Il ministro era Maurizio Lupi e poi Graziano Delrio. Sono passati quasi cinque anni e tutto è rimasto fermo, immobile, bloccato. Il viadotto è perfettamente integro ma la rampa, subito dopo l’incidente velocemente smantellata, attende ancora di essere ricostruita.

E non è cambiato nulla con il Governo Gentiloni e con ancora il Ministro Delrio. Così come con il Governo Conte1 e il simpatico Danilo Toninelli al Ministero delle Infrastrutture che tanto si è dato da fare. E adesso con il Governo Conte2, Ministra la PD Paola De Micheli e Vice Ministro Giancarlo Cancelleri M5S. Che essendo siciliano di Caltanissetta, e con una certa esperienza politica seppur d’opposizione in Regione Siciliana, conosce bene il problema. È stato lui l’artefice della realizzazione della famosa e meritoria TRAZZERA con i fondi risparmiati dal gruppo degli eletti all’ARS.

Però, ripeto ancora una volta, non si tratta di uomini e, lo dico con amarezza, non si tratta nemmeno di forze politiche nuove e con tanta voglia di cambiare.

Si tratta di estirpare un sistema malato. Si tratta di stravolgere i cervelli, azzerare norme e regolamenti. Si tratta di coinvolgere in questo processo il sistema giudiziario e dei controlli che fanno quasi a gara a chi è capace di bloccare meglio e più a lungo. E, possibilmente, senza nemmeno entrare nel merito delle effettive responsabilità, a cominciare dall'enorme danno erariale mai perseguito fino in fondo.

Ci arrendiamo? Moltissimi lo hanno già fatto. È sparita pure la voglia di protestare. C’è una quasi totale accondiscendenza verso un sistema ritenuto immutabile, potente e inattaccabile da distogliere da qualsiasi iniziativa. Una tristezza.

Ecco perchè mi fanno tenerezza i ragazzi del M5S massacrati ogni giorno per la loro presunta incompetenza e colpevoli del blocco delle opere a prescindere. Mentre dei danni precedenti, delle immani vergogne lasciate in eredità, dello sperpero inenarrabile, delle responsabilità non perseguite, non se ne parla. Meglio continuare a divertirsi al tiro al piccione stellato. Si colpisce facile e senza rischi.

Giangiuseppe Gattuso
04 Novembre 2019

15 commenti:

  1. Giangiuseppe, nonl'hai scritto tu che il Parlamento è lo specchio della società? Ecco, qui, in queste tue parole, c'è la risposta al problema che hai segnalato.

    RispondiElimina
  2. Roberto Dalla Spada4 novembre 2019 19:44

    Missione impossibile, siamo un paese fallito

    RispondiElimina
  3. Maria Anna Giannopolo4 novembre 2019 20:44

    Sembra la resa del " non voler fare"... Devono risultare fattivi e credibili..
    Le elezioni sono alle porte...!

    RispondiElimina
  4. Concetta Maria Sapienza4 novembre 2019 20:45

    Bandiera bianca

    RispondiElimina
  5. Purtroppo gli "Ex ragazzi" sono ormai parte del sistema e, seppur mantenendo ancora alcuni valori morali, hanno imparato bene l'arte del compromesso, della tattica e del come stare all'interno del potere di cui sono diventati esperti come gli altri partiti. E' inutile girarci intorno: una fase si è chiusa e una nuova stenta a decollare. Il M5S non è nè carne nè pesce incistato com'è nelle stanze del comando dalle quali non sembra voler sloggiare. Il M5S fa quel che può con tutti i limiti e i compromessi fisiologici e patologici imposti dagli alleati. Io non mi aspetto nessun miracolo e, come emerge dai sondaggi in caduta libera, neppure gli elettori che hanno perso ogni speranza di una vera e significativa svolta politica. I 5S sono nè più nè meno che lo specchio della politica tradizionale tanto bistrattata. Il richiamo a Cancelleri è proprio l'evidenza più eclatante di come anche i grillini pensano a posizioni personali e a scalare i vertici istituzionali. Ha lasciato in asso il suo seggio di capo dell'opposizione all’Ars dopo aver chiesto i voti ai siciliani ed essere stato eletto contro un governo di Centro destra. No, non mi piace affatto questo nuovo corso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gaetano Losavio4 novembre 2019 21:11

      Maurizio Alesi in primis non e' il m5s che e' cambiato ma grazie ad una legge elettorale diabolica ha dovuto entrare in parlamento con forze che sempre odiera'. Siete vittime dei media che con insistenza fanno sempre piu' capire che nel sistema c'e il m5s, niente di piu' errato se seguite ogni giorno l'operato dei nostri parlamentari. Se il m5s non si fosse adoperato a formare questi schifosi due governi ad oggi Rdc, quota 100, spazzacorrotti, codice rosso, decreto dignita'. taglio vitalizi, taglio numero dei parlamentari, taglio pensioni d'oro, ecc ecc le avremmo potuto fare dall'opposizione? allora iniziate a scrivere beno baggianate e tornate in voi senza farvi influenzare se avete una vostra identita'.

      Elimina
  6. Potrei rispondere alla tua spocchia rinviandoti alla catastrofe elettorale in cui è caduto il M5S, sperando di tacitare la tua megalomania e la tua pretesa di dare lezioncine a chi può farti un corso accelerato di politica. Ma sono sicuro che al fanatismo non c'è limite e perciò ti lascio ai tuoi sogni e alle tue speranze. Non hai ancora capito che i provvedimenti da te ricordati appartengono al passato e che, ora, i 5S hanno perso ogni capacità attrattiva sprofondando nei sondaggi, a livello locale e nazionale.

    RispondiElimina
  7. Andrew Scafidi5 novembre 2019 00:12

    Si quando si andrà alle elezioni, vi arricriati tutti.
    Vedrete come ve la faranno nuova l'Italia, se non se la finiscono di mangiare prima.
    Mi sembrate tutti sognatori.
    Salvini dal 1990 ha solo beneficiato di stipendi. E chi lo conosceva prima?
    Adesso con questa storiella dei migranti si è evoluto tutto insieme se diventò un mago delle soluzioni.
    Padre Eterno assista l'Italia che è meglio.

    RispondiElimina
  8. Armando Pupella5 novembre 2019 19:23

    I SOLDI, IMPOSTE E TASSE DEGL'ITALIANI, NON VANNO SPRECATI PER SPESE SUPERFLUE. Vanno impiegati per lo sviluppo socio-economico anche per porre fine alla tragedia di suicidi di disoccupati e imprenditori che continua da molti anni. Devono essere impiegati per ammodernare e manutenzionare le infrastrutture come strade, autostrade, scuole, e per difenderci dalle annuali alluvioni e dai frequenti terremoti. Il Giappone balla più dell'Italia ma i suoi terremoti no fanno danni come da noi. È questione di Vita ! Questione di pelle !
    La ricetta per risorgere viene da molti secoli fa: "Pluralitas non est ponenda sine necessitate (Non bisogna moltiplicare gli enti -e le poltrone- senza necessità "), Guglielmo di Occam 1290 - 1324. -------- Troppe poltrone (prima della riforma costituzionsle del settembre 2019 Senatori e Deputati erano quasi il doppio di quelli degli enormi USA con circa 300 milioni di abitati) dall' Etna alle Alpi !
    Nel piccolo Molise, con appena 320.000 abitanti circa, si trovarono i denari per aggiungere al Consiglio Regionale ed a quello della Provincia di Campobasso i il Consiglio Provinciale d'Isernia, ma non si trovarono per costruire a San Giuliano di Puglia (nel Molise) una scuola antisismica. La scuola crollata sulla maestra e sugli scolaretti, tra i quali la figlia del Sindaco , fu l' unico edificio crollato durante il terremoto del 2002. Ciampi, allora Presidente della Repubblica, disse: "Non abbiamo protetto i bambini".

    RispondiElimina
  9. FORZE POLITICHE NUOVE E CON TANTA VOGLIA DI CAMBIARE IL CONTO CORRENTE!!!!!!!

    RispondiElimina
  10. Giangiuseppe, con quale coraggio o sfacciataggine continui ancora a compatire i ragazzi del M5S, a tuo dire, massacrati ogni giorno. Questi signori, con in testa il loro "leader" politico Di Maio, si sono massacrati da soli, perchè sono a lontananza siderale dalla politica. Hanno gonfiato le vele della nave Salvini e la loro imbarcazione è rimasta a secco tra gli scogli e la tempesta di un mare in burrasca. Hanno fatto una campagna vergognosa solo contro il PD, ora vi rendete conto che il nemico è quello che gli fornivate il vento in poppa. Proprio tu, caro Giangiuseppe, ti lamenti del cazzaro verde, e prima dov'eri? a sfottere con il tuo sarcasmo chi ti suggeriva che il vero nemico del M5S era la lega. Ti divertivi ad insultare chi era convinto che il vero nemico del popolo e della democrazia non era il PD ma la Lega del bullo milanese. Sul tuo blog ho scritto per circa 3 anni ed ero orgoglioso di parlare di politica, immaginando che si ragionasse senza paraocchi e limiti mentali. Ora convinciti una volta per tutte che il M5S, quando è passato dal gioco al costruire, si è reso conto che a metterci la faccia si corre il rischio di fare figuracce. Scusami se dopo 2 anni, mi permetto di scrivere sul tuo blog, lo faccio con il nome e cognome che conosci. Tuttavia sappi che ho voluto solo comunicarti che il tempo è galantuomo. Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Franco, sul fatto che il M5S viene massacrato sui media fin dalla sua nascita non possono esserci dubbi. Sulla distanza siderale io conosco solo quella che mi separa dal cazzaro verde e dalla lega. Purtroppo non riusciamo a trovare un punto d'incontro perchè tu hai un viscerale pregiudizio nei confronti del M5S. Per il resto possiamo discutere quanto vuoi.

      Elimina
    2. Caro Giangiuseppe, perchè continui ad accusarmi di essere nemico viscerale del M5S? Non è affatto vero, sebbene non elettore del movimento, apprezzavo la sua opera, ma contestavo le scelte che faceva e il suo odio esclusivamente verso la sinistra, in particolare contro il PD. Se rileggi i miei commenti e qualche mio articolo, erano queste le mie perplessità, dopo i mancati accordi con Bersani e successivamente con Renzi. Il M5S rappresentava la vera svolta delle politica, perciò dopo il mancato accordo, se si ritornava alle urne, il M5S avrebbe certamente superato il famoso 40/100, mentre Di Maio ha preferito Salvini perchè lui stesso è un uomo cresciuto nella destra. Una mossa politica, questa, utile per consegnare lo scettro del "cambiamento" nelle mani del buffone milanese. Queste erano le rimostranze verso quel piccolo uomo chiamato Di Maio, e io che avevo il coraggio di esternarle, venivo accusato di SPAG, o addirittura bannato dalle amiciziie, come ha fatto qualche fasullo "superuomo" della politica nei miei confronti.Scrivo tutto ciò con profondo rammarico.

      Elimina
  11. Bocca della verità8 novembre 2019 19:56

    Sig. Gattuso, Lei veramente crede che DI MAIO sia minimamente in grado di assolvere al ruolo che si è preso?

    RispondiElimina
  12. Per risalire si deve toccare il fondo, sono pressoché certo che mezze seghe come Di Maio e Dibattista ci riusciranno a toccarlo, quando Grillo li prenderà a calci in culo e tornerà a guidare il partito allora forse si risalirà.

    RispondiElimina