mercoledì 18 settembre 2019

ITALIA VIVA... VIVA L’ITALIA!

di Michele Ginevra - Matteo Renzi lascia il PD, e già qualcuno si straccia le vesti temendo l’imminente caduta del governo, nonostante il suo “stai sereno”, di lettiana memoria, comunicato telefonicamente al premier Conte.
Io non sarei così sicuro di un imminente pericolo per il governo. Coloro che sostengono che il Matteo di Rignano abbia scelto questa tempistica per uscire ufficialmente dal PD con lo scopo di tenere sotto scacco il governo, secondo me fa un errore grossolano di valutazione: Matteo Renzi, con la sua brillante intuizione di far nascere questo governo M5S-PD, lo teneva già sotto scacco il governo, senza avere la necessità di uscire dal PD per ottenere questo scopo.

Infatti un numero congruo di parlamentari, sufficienti per far mancare il numero alla maggioranza “ubbidivano” già ai suoi ordini. Avrebbe potuto farlo cadere (e potrebbe farlo cadere) in qualsiasi momento pur rimanendo all’interno del Partito Democratico. Allora perché uscire dal PD? Che avrebbe creato un nuovo partito non era una novità, tutti se l’aspettavano, averlo fatto dall'interno di un governo è stata una vera genialata, e vi spiego perché.

Nei 14 mesi di governo giallo-verde, il PD e tutta la numerosa componente parlamentare renziana erano stati messi all'angolo e condannati all'irrilevanza politica, compreso quel Matteo Renzi che per tanto tempo ha tenuto in mano le sorti dell’intero paese. È qui che viene fuori l’intelligenza politica del “cazzaro rosa” che dopo il suicidio politico dell’altro cazzaro, intuisce che è arrivato il suo momento per tornare a tessere le fila della politica italiana.

Circostanza che lo induce a fare quel triplo salto mortale con avvitamento, che lo porta a trasformare il “mai col M5S” al “necessario governo col M5S” per salvare l’Italia, come dice lui, dalla destra fascio leghista e dal tracollo finanziario quasi certo, per una difficile manovra finanziaria che incombe alle porte. Ecco allora che una volta fatto il governo, (la cui tenuta è controllata da un numero importante di suoi parlamentari) ed entratoci a pieno titolo con due suoi ministri e qualche sottosegretario, caccia fuori dal cilindro la seconda genialata: uscire dal PD.

Perché questa decisione adesso? Forse per tenere sotto scacco il governo, come leggo in tante analisi? Niente affatto: sotto scacco lo teneva già il governo con i suoi parlamentari. Il motivo, a mio parere è ben altro e risiede nelle prossime scadenze, a cominciare dalla prossima primavera, che riguardano le nomine in scadenza in circa 400 partecipate statali, dove risiede una parte importante del potere economico-finanziario del paese (quello politico ce l’ha già stando al governo).

Il fatto di stare al governo non come un semplice parlamentare del PD ma come capo politico della terza o quarta forza di governo che tiene in piedi la compagine governativa, gli dà una forza contrattuale nelle nomine di gran lunga superiore. Infatti, questa “debolezza” contrattuale rimanendo all’interno del PD, Renzi l’ha pagata proprio durante la nomina dei sottosegretari, per la quale non a caso si è lamentato e non a caso, dopo quelle nomine, ha deciso di anticipare i tempi della formazione del suo nuovo partito “Italia Viva”.

Giuseppe Conte stia pur “sereno” che la “volpe di Rignano” il governo non lo farà cadere, non ne ha interesse. Non per niente questo governo, che piaccia o no, è una sua creatura... chapeau!... e Viva l’Italia!

Michele Ginevra
18 Settembre 2019

28 commenti:

  1. Non dimenticare mai che è l’uomo dello “stai sereno” un serpentello? Può darsi

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  2. Il Sistema ha fatto passare il testimone di questa corsa a staffetta da Matteo a Matteo, scopo far cadere il governo andare ad elezioni per ridare il testimone a Salvini, lui è l'eletto del potere e nessun altro, se il popolo non sta attento, riceverà, corona scettro e pieni poteri.

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  3. Quello che molti non considerano, abbarbicati come sono a certi schemi, è che a differenza di chi lo ha preceduto nelle uscite dal PD, vedi Bersani o Speranza che si sono cercati spazi a sx del PD,con risultati risibili, Renzi punta dritto al centro, che finisce con l'essere l'area moderata e spesso silente che nel paese costituisce maggioranza. Per potere conquistare questo spazio ha bisogno di tempo, e per garantirsi questo tempo non può che confidare nella durata di questo governo. Se questa intenzione poi potrà coinvolgere frange di elettorato che non si riconosce più in Forza Italia, ma che non intende spostarsi su posizioni estreme come fratelli di italia o ancor meno lega, questo lo vedremo. Ma perchè non si debba avere una visione più ampia nelle idee e nel tempo necessario, senza guardare alle congiure di palazzo? Se questo governo cade non cadrà per Renzi!! si dovranno cercare altrove eventuali responsabilità. Non esiste che dopo avere relegato all'angolo Salvini, possa lui rimetterlo al centro. Pensarlo è una offesa all'intelligenza di Renzi.

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    1. Mi pare un ragionamento molto condivisibile.

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    2. Lo penso anch'io

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    3. Questo non impedirà comunque a Renzi di controllare che non si faccia troppo male alle potenze che lo sostengono da sempre... E quindi a rendere questo Governo meno efficiente di quanto avrebbe potuto essere senza questa scissione

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  4. Un idiota ha fatto tanti danni, basta!

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  5. si fracasserà e questa volta in modo irreversibile il premier Conte non si farà mettere i piedi in faccia da questa nullità, questo governo nasce attraverso un lavoro svolto da Conte e Di Maio e renzi nulla ha a che fare con loro

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  6. Sul tenere sotto scacco sono perplesso, potrà tenere sotto scacco il PD, per quella parte di compartecipazione che ha nel governo, ma tenere sotto scacco l’intero governo , lo ritengo davvero eccessivo. I 5Stelle hanno un programma ed una tempistica, non elemosinano carriere ne spartizione di posti, solo soluzioni per i problemi degli italiani ! Se la questione si inquadra da quest’ottica, decadono tutti i ricatti possibili ed immaginabili verso il Movimento 5STELLE, il ricatto resta solo verso noi cittadini.

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    1. lo scacco consiste nel semplice fatto che lui controlla un numero di parlamentari sufficiente per far mancare la maggioranza al governo, ma come ho scritto nell'articolo, io non credo abbia interesse a fare cadere il governo almeno fino all'elezione del nuovo PDR, dove potrà giocare un ruolo decisivo essendo l'ago della bilancia

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  7. Egle Maria Villa18 settembre 2019 16:52

    Gli serve il tempo per organizzarsi e per chiedere, o meglio pretendere, quello che gli serve: obbligati a cedere a leggi da lui volute.
    Proprio per questo ha “bisogno” di questo infame governo
    Illusi o di parte? Comunque preoccupante

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  8. Se così fosse, Franceschini non sarebbe già all'opera per cercare di rimpiazzare i 15 senatori.

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    1. Egle Maria Villa18 settembre 2019 17:00

      Donato Corona preoccupante... per chi usa il cervello
      Il sito del partito di: Renzi Italia Viva, è registrato ad agosto 2019. In pratica appena tornato dal Bilderberg. Il golpe è servito.

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  9. Ragionate da vecchi DC, e non vi siete accorti che la società è cambiata. Il centro è sparito insieme al ceto medio che Monti e Renzi hanno massacrato. Ormai siamo di fronte ad una lotta di classe silente, ed il ceto medio non ha bisogno dell'elemosina degli 80 euro, può solo scegliere tra destra o sinistra. Il centro, che da sempre tende a mantenere lo status quo, non ha più spazio, perché la storia chiede ormai scelte che determinino cambiamenti rivoluzionari a destra o a sinistra.

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  10. Certo il nome e' una garanzia ITALIA VIVA --FORZA ITALIA ..e' solo una battuta ..lui e' l'aLter ego DI sALVINI ERA GELOSO COME HA DETTO CGILLO DELLA minchiata DI sALVINI ORA ESSENDO ANCHE LUI MALATO DI ONNIPOTENZA ora la MINCHIATA la deve fare anche lui e di colpo e' diventato l'uomo si fa per dire del momento ora e' di lui che devono parlare ma era tutto programmato come qualcuno ha gia scritto IL SITO DEL NUOVO PARTITO E' STATO REGISTRATO AD AGOSTO 2019 MA TU GUARDA CHE COMBINAZIONE !!-

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  11. Lillo Sorrentino18 settembre 2019 21:23

    Lo ripeto..
    Le vie di Silvio sono infinite.

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  12. Grazie, l'analisi mi sembra alquanto interessante, lucida e diversa dalle solite.

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  13. Renzi l'unico Leader che c'è oggi nella Politica Italiana.

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  14. Si vede che è un nome momentaneo. Nome più stupido per un partito o movimento non potevano trovare.

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  15. Scusami ma non sono d'accordo. ...lui è uno scacchista e mira sempre allo scacco matto. ...ha un cervello da bambino viziato dove vorrebbe sempre primeggiare senza preoccuparsi delle conseguenze e di ciò che potrebbe succedere al resto del mondo....

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  16. Rocca Maria Rosa18 settembre 2019 21:27

    Da Italia Viva a Forza Italia... è un attimo!

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  17. Secondo me lui sa benissimo che con i 5 stelle non può allargarsi, certo avrà la sua parte ma quello che gli interessa è eliminare nutella. Ora molti di FI e lega transiteranno in questo contenitore. Quando sarà pronto staccherà la spina.

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  18. Silveli Küchler18 settembre 2019 21:29

    Ma perché mai dovrebbe avere leva contrattuale se si è messo fuori dal partito con cui il M5S ha stretto un patto di Governo? È evidente che chi si fa un neo partito si mette fuori da questo perimetro è quindi è già molto se Conte non sostituisce i suoi viceministri e sottosegretari assegnati 5' prima di fare il suo passo di lato. A maggior ragione se volesse imporre suoi nomi controversi per qualche x motivo, gli si dirà di NO e se lui vorrà far cadere il governo (non gli conviene) lo si sfiderà a farlo. Comunque non mi stupirei se tutta questa mossa preludesse a qualche giochetto con Salvini

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  19. Salvatore Falzone18 settembre 2019 21:30

    Credo che abbia fatto ciò che tutti sapevamo con la tempistica giusta per consentirgli di riprendere un ruolo chiave nella politica italiana. Immagino che il suo orizzonte sia il patto del Nazareno, una formazione neo liberista che guardi, a seconda dei casi, sua a destra che a sinistra, giocando il ruolo di equilibratore rispetto a eventuali coalizioni sia di destra che di sinistra. A questo punto sarà fondamentale il ruolo che deciderà di svolgere il PD che ha, a questo punto, la possibilità di erodere consenso al M5S spostando l'asse delle sue politiche a sinistra senza inseguire Renzi alla ricerca dei voti dei moderati. L'unico orizzonte possibile che vedo per il PD è un'alleanza strategica e sistematica con i pentastellati e la ricerca di una possibile unificazione della sinistra riformista e di governo. Renzi squaglierà FI e potrà essere l'ago della bilancia della politica dei prossimi anni. Zingaretti adesso è chiamato al coraggio delle scelte, ma mi pare inadeguato.

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  20. Michele Giangrasso18 settembre 2019 21:32

    In questo momento, la maggioranza dovrebbe essere composta da 5 partiti 5 stelle, PD, Italia viva, LEU e italiani all'estero. Cioè un pentapartito, molto diffuso nella prima repubblica, praticamente un passo indietro di quasi trent'anni, quando partiti che avevano il 2% condizionavano le scelte del governo e la distribuzione di circa 500 incarichi, per la direzione di una miriade di aziende controllate dallo stato. Una repubblica, dove per la classe politica, l'interesse della collettiva è l'ultimo dei problemi. Il passato ce l'ho insegna, in tali situazioni, alla fine il popolo potrebbe preferire di dare i pieni poteri a un solo uomo. Prima o poi si tornerà al voto, Salvini e tanti tanti non aspettano altro.

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  21. Mi dispiace dissentire dalla tesi di Michele Ginevra con cui spesso mi trovo d’accordo. Se Renzi esce dal PD e fa il suo partitino, proprio adesso dopo essere stato determinante per la formazione del nuovo governo, non può esservi altra finalità se non quella di tenere sotto la sferza l’esecutivo Conte. È vero che il Bomba aveva già la maggioranza nei gruppi parlamentari ma non gli bastava, poiché sarebbe stato difficile spiegare agli elettori la sua presa di distanza da un governo il cui socio di maggioranza è il suo partito. Rendendosi autonomo dal Pd, partecipando al governo con propri gruppi parlamentari, si pone invece nelle condizioni di assoluta libertà di azione ogni qualvolta lo ritenesse opportuno, fino al punto di ritirare la fiducia con la conseguente caduta del governo, se e quando lo ritenesse necessario. Ha preso le distanze dal suo ex partito definito inadeguato, inconcludente, litigioso e troppo a sinistra: “bandiera rossa non sarà mai la mia canzone”. Questo darà legittimità al suo dissenso ogni volta che lo vorrà. Certo parteciperà al banchetto delle 400 nomine sedendosi a capotavola ma, soprattutto, ha bisogno di tempo per far decollare il suo soggetto politico e non c’è miglior occasione per avere i riflettori su di sé, da una posizione di governo. Forse il pericolo per l’esecutivo Conte non sarà imminente ma certamente Renzi non fa un partito per fare la ruota di scorta dei grillini aspettando la scadenza naturale del governo. Lui odia i 5S, non vede l’ora di vederli nella polvere e assurgere ad ago della bilancia occupando uno spazio politico centrista. A lui interessa tornare a Palazzo Chigi, con qualunque coalizione e con chiunque lo spingerà verso quella meta. Renzi non è un gregario e presto uscirà le unghie imponendo le sue condizioni. Per tornare alla ribalta non esiterà a marcare le differenze con Conte, il PD e il M5S. Occorre non sottovalutare quel bullo che ha una smania di potere come nessun altro a mia memoria.

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  22. L’analisi di Michele Ginevra è interessante. Sul personaggio Matteo Renzi, secondo i punti di vista, si possono ricamare tante ipotesi, ma non si deve cadere nell’errore di sottovalutarlo. Lui non si affida al caso, è abile a sfruttare o provocare le situazioni per un suo personale tornaconto. È uscito dal PD perché questo partito non ha più nulla da dargli. Il PD, da Renzi, è stato usato come locomotiva per arrivare a Palazzo Chigi. Ha raggiunto vette impensabili, la più significativa quella del 41% alle europee. Ma la sua avversione per la sinistra lo ha portato ad un repentino tracollo: ha perso credibilità e ha danneggiato il PD che ha pagato a caro prezzo. Da parte sua mai una autocritica, ha addossato la colpa a coloro che sono stati costretti a lasciare il partito. Ora, per scelta personale, è toccato a Renzi lasciare il PD. Da molti è considerata una ulteriore scissione della sinistra, ma sbagliano perché il PD ha perso l’anima della sinistra e per colpa di Renzi. Malgrado la generosità e la fedeltà di Piero Fassino, le note di “Bandiera Rossa” non si sono mai sentite nel PD. Ora il PD ha un compito difficile: unire tutte le anime della sinistra per arginare la preoccupante avanzata di una destra nazionalista e sovranista. Anche il M5S deve fare la sua scelta: non può continuare a sostenere la teoria che destra e sinistra non esistono. Ma torniamo a Renzi per chiederci il perché della scissione e del momento di attuazione. Dicevo prima che lui non affida niente al caso: tutto ha una logica. Da avversario a qualsiasi accordo fra il M5S e il PD è diventato l’artefice principale che ha permesso la nascita del Governo Conte bis. Giusto il tempo dei passaggi istituzionali per completare la compagine governativa e Matteo Renzi provoca quella scissione evocata da tutti. Ora che si è concretizza, tutti parlano di inopportunità e inutilità. Non è così per il narcisista Matteo Renzi che dice: “C’è un futuro ricco di difficoltà, ma bellissimo…” In quel futuro, lui, vuole avere visibilità e libertà di agire con l’obiettivo di spodestare Salvini. Motivo per cui non ha alcuna voglia di mettere in crisi il Governo Conte. Non vuole elezioni anticipate, ha bisogno di tempo. Quel tempo necessario per approvare una legge elettorale proporzionale possibilmente con uno sbarramento basso, anche per lui è tramontata la stagione del sistema maggioritario. Comunque, salvo imprevisti, questo Governo dovrebbe durare fino al mese di febbraio 2022 quando scadrà il mandato di Mattarella. Giannelli, nel Corriere della Sera di oggi, con la sua vignetta descrive in modo efficace la situazione: titolo “Come nasce un nuovo partito da Forza Italia a Italia Viva”; in fondo un Berlusconi che dice: “L’Italia è il Paese che amo”; in primo piano un Renzi che dice: “Matteo Renzi è la persona che amo”. A noi non resta che auguraci che questo Governo possa completare la legislatura con l’obiettivo di dare le giuste risposte ai bisogni dei cittadini.

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    1. Certo che Renzi ha bisogno di tempo per far crescere la sua creatura. Ma sarà lui a decidere quanto lungo sarà quel tempo. Se il governo si troverà in brutte acque, per qualunque ragione tali da perdere consenso, lui approfitterà della eventuale difficoltà per prenderne le distanze e fare come ha fatto Salvini l'8 agosto scorso. Non dimentichiamo che si chiama sempre Matteo Renzi. Non è mica un omonimo, è proprio quello di "Enricostaisereno".

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