mercoledì 19 giugno 2019

LA STRATEGIA DEL M5S PER FERMARE LA DERIVA

di Michele Ginevra - Se a medio e lungo termine non ci sarà un cambio di strategia politica nel M5S, non vedo un futuro particolarmente roseo per questo movimento. Lo dico da esterno osservatore e da persona non ostile pregiudizialmente al M5S.
Lo spazio a destra è ormai monopolizzato dalla Lega; chi, di provenienza da quell'area, aveva votato 5 stelle, oggi preferisce cambiare cavallo vincente, preferendo l'originale destra alla sua copia sbiadita. Guardando a sinistra invece il M5S ha davanti una prateria, vista la debolezza di quelle forze politiche cosiddette di sinistra: moltissime di quelle persone, orfani di movimenti politici che incarnassero quei valori, hanno riposto le loro speranze nel M5S che nelle ultime politiche ha preso milioni di voti proprio da quell'area (vedasi gli studi sui flussi elettorali dell'Istituto Cattaneo).

Oggi molti di quei cittadini, delusi da questa, per me scellerata, alleanza con la lega, hanno abbandonato il M5S, ma non sono tornati a votare PD o LeU, ma hanno preferito astenersi. Non sono solo quelli come me che provengono dal mondo comunista, ma moltissimi sono cittadini che guardano a una più equa distribuzione della ricchezza e a una migliore condizione di vita per le fasce più deboli (il RDC va in questa direzione) alla difesa dell'ambiente, a una scuola e una sanità pubblica, e tanti altri valori da sempre cari alla sinistra e oggi disattesi dai partiti che si autodefiniscono di sinistra, che proprio per aver disatteso quei valori hanno perso i milioni di voti andati ai 5 Stelle.

Naturalmente questo non vuol dire che il M5S non debba guardare con attenzione anche alle problematiche delle piccole e medie imprese, anzi. La cosa fondamentale è non rincorrere la destra sulle disumane politiche sull'immigrazione (che comunque occorre governare ma con umanità) o su fantomatiche leggi sulla sicurezza e legittima difesa o su una flat tax che favorisce i ricchi o peggio ancora su attenzioni rivolte più al ricco nord (come il discutibile decreto sulle autonomie di quelle regioni) che al depresso sud, dove peraltro il M5S fino a ieri è stato maggiormente premiato.

Quindi, secondo la mia visione personale, le strategie future dovrebbero andare in questa direzione: solo così potrà recuperare i milioni di elettori che hanno preferito l'astensione, cercando per quel che sarà possibile, anche un dialogo con quelle forze collocate a sinistra, se non si vuole un netto ridimensionamento del Movimento anche negli anni futuri e la cocente disillusione di poter cambiare questo paese.

Qualcuno mi obietterà che con il PD è impossibile che il M5S possa dialogare. Oggi probabilmente è vero, specie in questo PD inquinato da persone di dubbia levatura morale (i fatti di Lotti e la magistratura ne sono un esempio) e da personaggi corrotti a vari livelli, locali, regionali e nazionali. Pertanto se il PD non sarà in grado di fare i conti con la questione morale al suo interno, tanto cara a Berlinguer, non credo si potrà mai avviare un dialogo costruttivo con i 5 stelle in funzione anti destra liberista e reazionaria.

So bene che questo PD non ha nulla a che fare con il PCI di Berlinguer: il PD ha stravolto il suo DNA trasformandosi in un partito liberista. La mia è solo una speranza (probabilmente illusoria) che questa forza politica, costituita ancora oggi da milioni di persone, possa depurarsi sia dai delinquenti sia da quei dirigenti che hanno portato il partito a una deriva di destra. Che, guarda caso, sono per lo più i medesimi personaggi.

Mi rendo conto che è una missione titanica, ma quelle persone perbene che stanno ancora lì dentro hanno il dovere morale di provarci. L'ho scritto altre volte: contrastare la destra oggi non è facile, il vento spira da quelle parti, ma da uomo di sinistra e da meridionale lo percepisco quasi come un dovere, specie questa destra (lega-FdI) reazionaria, xenofoba ed antimeridionalista.

Occorre un'unione di tutte le forze antifasciste ed anti reazionarie del paese: per fare questo non basta il solo PD (specie questo PD oggi più vicino alle destre che non alla sinistra) né il solo M5S, perché occorrono i numeri per arrivare ad una maggioranza parlamentare, e pertanto è d'obbligo un dialogo tra il M5S, la sinistra radicale (se riesce una volta per sempre ad essere unitaria) ed un PD rinnovato negli uomini e nella linea politica. È difficile, lo so, ma non vedo all'orizzonte una maniera diversa per contrastare questa destra... e io non voglio rassegnarmi a questo scempio!

Michele Ginevra
19 Giugno 2019

16 commenti:

  1. Certamente le europee hanno dato un risultato ..incredibile sono anche io ..convinto che l'alleanza con la Lega non e' per niente piaciuta agli elettori del M5stelle .e ci hanno punito .Purtroppo quella alleanza e' stato un clamoroso errore commesso in ..PERFETTA buonafede invece Salvini era sempre lo stesso .ovvio ha cambiato il partito togliendo semplicemente la parola NORD .e questo ha fatto confluire gli elettori ma lui l'uomo e' sempre lo stesso della Lega LADRONA e' stato abilissimo con le felpe e piu' clamoroso il Rosario baciato dimostra che il suo staff ha studiato bene l'importanza di questi gesti vuoti ma clamorosi . Io pero' mi chiedo quanto durera' ancora il CONTRATTO ..ormai vacilla la lega non e' un nostro alleato ma un furbo cavallo di troia di Berlusconi ..il popolo ci ha fatto capire una sola cosa con l'ONESTA' non porti voti il cambiamento e' molto piu' complicato ESISTE UNO ENORME ZOCCOLO DURO DI MALAFFARE ..e con l'onesta' non convinci nessuno ..

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  2. "A sx preferisce il pd piuttosto che una copia sbiadita"

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  3. L'istituto cattaneo evidenzia chiaramente che i voti 5* sono finiti alla lega
    Il consenso verso il governo è rimasto intatto
    Peccato che in 2 mesi di campagna elettorale il m5* fosse all' opposizione

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    1. MIchele Ginevra20 giugno 2019 10:12

      Il riferimento all'Istituto Cattaneo nell'articolo riguarda le elezioni politiche dove milioni di voti provenienti dalla sinistra sono confluiti nel M5S facendogli raggiungere la storica percentuale del 33%. Alle europee la metà dei voti persi è andata alla lega (come ho scritto si preferisce sempre l'originale alla copia) una piccolissima parte è tornata al PD e l'altra metà (i voti provenienti dalla sinistra)si è astenuta. Da questa analisi dovrà ripartire il M5S se vuole continuare ad esistere, puntando cioè a reciperare quei voti andati nell'astensionismo perchè quegli elettori non si sentono più rappresentati da nessuna forza politica, M5S compreso. I voti persi a destra difficilmente potrà recuperarli perchè nella lega e in FdI quegli elettori hanno trovato la loro casa naturale ben organizzata e vincente.

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  4. Salvatore Laterra19 giugno 2019 18:52

    Poi, comunque occorrono i Leader!

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  5. Toh, un'analisi che non accusa i media delle legnate elettorali prese dal M5S. Si comincia a pensare ...

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  6. La strategia della soluzione dei problemi, sulla quale è imperniata la politica del M5S, non ha alternative. Su questa base, e sulla coerenza fra parole e fatti, si è retto e si regge il M5S. Ogni altra scelta è snaturante della originalità politica del Movimento. Da qui l'uso del contratto di governo nei rapporti con le altre forze politiche per formare una maggioranza. Da qui il no alle alleanze. Questa sua diversità dagli altri partiti è stata la sua forza, e può essere la sua debolezza. Che fare? Secondo me deve continuare sulla linea di sempre, e rischiare. Il suo unico rapporto deve continuare ad essere con la società e con i movimenti suoi simili.

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    1. Michele Ginevra19 giugno 2019 21:33

      Salvatore, in linea teorica è così ma rimarrebbe una pura illusione: la realtà è ben più concreta nel senso che per governare (e quindi incidere sulla società) occorre avere una maggioranza parlamentare e non è realistico che il
      M5S (come nessun altro partito) potrà avere il 51% alle elezioni. Per cui un’alleanza occorrerà pur farla, cosa che in effetti ha fatto con la lega (non prendiamoci in giro con la parola contratto) ed è stato secondo me, per i motivi che ho espresso nell’articolo, un errore strategico colossale di cui ne ha pagato un prezzo altissimo... e temo che continuerà a pagarlo.

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  7. Bocca della verità19 giugno 2019 19:28

    L'unica speranza anche se remota è che i 5 stelle puntino veramente su Conte, persona gradevole e perbene, mandino Di maio Toninelli e tanti altri a vendere ghiaccioli allo stadio.Grillo e Casaleggio per gatantirsi il potere hanno messo in prima fila gli asini, questo è il logico risultato. La prossima volta avranno numeri da setta segreta, poi spariranno.

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  8. Condivido il pensiero e l'analisi di Michele Ginevra. Ho tuttavia da sottolineare, che il partito che si autodefinisce con mirata autocelebrazione di sinistra, sperando di continuare a vivere di crediti, neanche propri, è stato la causa principale del disastro di questo paese, dalla 5^ potenza mondiale all'orlo del fallimento, avendo (con Romano Prodi, l'uomo al servizio delle banche americane), smembrato e svenduto i suoi asset economici, industriali alla finanza e multinazionali ed aver sottoposto la sovranità del governo nazionale alla mercè della oligarchia di poche famiglie di banchieri.
    Io non credo che vi sia speranza di ravvedimento nei personaggi che tutto ciò, hanno condiviso e tifato, nel sacro interesse di carriere ed incarichi istituzionali. Non credo neppure, che tra di loro ci siano "brave" persone, perchè chi è tale, ancor quando non condivide certe scelte di partito, non continua a restare negli stessi scranni dei malfattori.
    La Lega, il partito più vecchio, con il leader più anziano politicamente e che è invece percepito come il nuovo per la propaganda martellante, sostenuta dai media, non perchè Salvini stia simpatico a tutti i partiti, ma perchè tutti immaginano che oggi, rappresenta l'unico argine alla deriva 5 Stelle, il nemico giurato di ogni forza politica.
    I fatti lo dimostrano chiaramente, ma rimane un fuoco di paglia, destinato a spegnersi, alla resa dei conti, quando quelli che l'hanno votato capiranno che è tutto fumo ed arrosto poco, anzi, quasi niente. La differenza, come sempre la fa il popolino, che sui social neppure ci entra. Quello che crede ai miraggi ed alle parole, ma che sconosce totalmente i fatti, come il parcheggiatore che candidamente dichiara: Ho preso il reddito di Cittadinanza, per questo ho votato Salvini.

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  9. Salvini ha sbagliato a dare il reddito di cittadinanza ai posteggiatori abusivi, che continueranno a fare quello che facevano. Ora vuole sfasciare l'europa ed è andato a leccare le palle a Trump .

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  10. 1. Salvini non ha dato il RdC a nessuno, anzi era contrario alla legge.
    2. Il parcheggiatore in questione, aveva dichiarato che dal prossimo sabato, non avrebbe più svolto il lavoro di sempre perchè percependo il Reddito non poteva più farlo. Infatti, solo a Palermo, erano già stati scoperti ben 52 percettori del reddito, impegnati in lavori in nero. Immediatamente applicata la misura di perdita del titolo e dovranno restituire quanto fino allora incassato con la card, ma anche denunciati presso la Procura della Repubblica. Rischiano fino a sei anni di carcere. Il parcheggiatore questo lo aveva saputo ovviamente. Fine dei furbetti.

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    1. Lo ha dato Salvini lo ha fatto il governo danno soldi ai delinquenti per continuare a fare i delinquenti.

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  11. Il movimento può prendere batoste finchè si vuole, resta il fatto che malgrado ciò, riesce in un modo o nell'altro talvolta a sfruttare i limiti di un sistema spesso avviluppato dalle sue stesse contraddizioni, come nell'ultimo esempio riguardante lo stop a Foa, mal digerito dal cartoccio, dovuto al voto congiunto tra pentastellati e pd, che lo stesso sistema ha appena 'liquidato' come un 'flirt' tra i due schieramenti, resta solo da vedere come la 'prenderà' l'istituto cattaneo di 'turno' ma comunque i cittadini meno distratti dalle d'urso, gruber & co, dovrebbero interpretare come una ennesima dimostrazione di coerenza degli 'incompetenti' e 'incapaci'; per gli 'altri' mi spiace per loro, ma credo che il giustissimo consiglio che vedo scritto da Mario Cinà potrebbe essere molto utile

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  12. Lillo Sorrentino19 giugno 2019 21:36

    Condivido al 100% l'analisi di Michele Ginevra.
    Però c'è un però. Nel M5S non esiste una figura di sinistra neutrale, trascinante da uomo solo al comando, così come molti elettori sia di DX che di SX cercano da sempre per il tifo da curva.
    Le buone intenzioni sappiamo che contano poco.

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  13. Benito Alberto Ruiu19 giugno 2019 22:42

    Chi segue la politica da qualche decennio non può dimenticare le tante mode elettive o forse per salire sul carro del vincitore. E' accaduto piano elettorale politico ecsuvquello amministrativo. Con la DC e con il PSI e in misura minore anche con il PRI con l'effetto Spadolini alla Presidenza del Consiglio...con la lega bossiana e con FI di Berlusconi. Gli italiani a mio parere sono sensibili a seguire la moda e il culto della personalità è una nostra debolezza. Vi ricordate l'onda lunga di Craxi? Cio Non toglie che il M5S debba aggiustare il tiro della sua strategua politica e fare più esperienza sul campo.se i valori di cui ha garantito la osservanza e la difesa non saranno la coerente finalità significa che anche in quel Movimento si sono insediati furbi furbetti. Spero tanto di no.

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