lunedì 29 ottobre 2018

VIRGINIA RAGGI. ECCE HOMO

Il sindaco Virginia Raggi per la prima volta indossa la fascia tdi Maurizio Alesi - Uno degli sciacallaggi più meschini su Virginia Raggi è quello sul processo in cui è imputata come sindaca di Roma. Le indagini a suo carico scaturirono da una denuncia, obbligando la magistratura ad aprire un fascicolo.

Il solito Corriere della Sera titola: “fu Marra a indicare il nome del fratello” Il Messaggero: “Nomine: decideva Marra”; La Repubblica: “si arriva alla condanna” e ancora: “colpo alla difesa della Raggi”. Si vuol fare passare il messaggio che il processo diventa sempre più complicato per la Raggi e la sua condanna è sempre più vicina. Esattamente il contrario della realtà.

Si parla già delle sue prossime dimissioni in ossequio al codice etico del M5S e alla legge Severino che le impone in caso di condanna, anche di primo grado.

La vicenda, come è noto, riguarda due fratelli entrambi dirigenti del comune di Roma. Il primo, Raffaele Marra, responsabile delle risorse umane. Il secondo, Renato Marra è un graduato dei vigili Urbani che, dopo 20 anni di servizio, aveva presentato legittimamente la domanda per dirigere il comando della polizia municipale. La Raggi ha sempre sostenuto di aver agito, in materia di nomine, in piena autonomia senza subire alcuna interferenza da parte del fratello Raffaele, come sospettato dall’accusa e asserito dalla stampa che va sproloquiando di un suo ruolo attivo e condizionante.

Proprio a causa di questa volgare disinformazione, non tutti hanno capito bene di cosa è accusata la Raggi. La sindaca non è imputata perché Raffaele Marra ha agevolato la nomina del fratello Renato a capo dei vigili. E non è neppure accusata (come si lascia credere sui giornaloni mistificatori), del fatto che Marra abbia interferito o sia entrato in conflitto di interessi familiari per sponsorizzare suo fratello. Queste imputazioni riguardano infatti il solo Marra, accusato di abuso d’ufficio. Alla Raggi non è contestato di aver commesso illeciti o aver agevolato la nomina di Renato (che infatti non è mai diventato comandante dei vigili).

La Raggi è sotto processo per “Falso ideologico” avendo dichiarato per iscritto alla responsabile dell’anticorruzione del comune di aver deciso, in assoluta autonomia come previsto dal regolamento del Campidoglio, la nomina di Renato Marra senza subire nessuna pressione da parte del fratello Raffaele che ebbe solo un ruolo esecutivo come capo delle risorse umane del comune.

I Pm ritengono che la Raggi abbia mentito all’anticorruzione per nascondere l’influenza esercitata da Raffaele Marra che, di fatto, avrebbe deciso la promozione del fratello. La Raggi potrebbe essere condannata solo nel caso in cui venissero provate le presunte pressioni, volte a costringere la sindaca ad eseguire un provvedimento che lei non avrebbe mai eseguito. Quello che nessuno scrive sui giornali è che, da quando il processo è iniziato nel 2017, non c’è nessun testimone, nessuna intercettazione, nessuna email, che abbia potuto dimostrare forzature indebite da parte di Raffaele Marra.

Va ricordato che il fratello Renato venne spostato presso l’ufficio Commercio e Turismo dell’assessorato. Un avanzamento di carriera molto modesto e ben al di sotto delle sue aspirazioni: fare il comandante dei vigili urbani (fascia 1 in posizione apicale), avendone anche i titoli e l’anzianità di servizio necessari. La Raggi, pur riconoscendone la legittimità e la regolarità, bocciò la sua domanda per il comando dei vigili urbani al fine di evitare possibili strumentalizzazioni legate al fatto che la pratica avrebbe dovuto essere istruita dal fratello, nella sua qualità di direttore del personale.

La sindaca, che non voleva neppure essere sfiorata dalle polemiche, propose quindi una promozione (che era dovuta), molto meno importante e tale da non creare maldicenze su privilegi parentali. Marra occuperà infatti un ruolo all’interno della medesima fascia 3, la stessa che aveva nel corpo dei vigili urbani. Va detto che, proprio per il rigore morale tenuto da Virginia Raggi, Renato Marra dovette rinunciare ad una sua legittima aspirazione, solo per il fatto di avere un fratello nella stessa amministrazione comunale.

La Raggi, dopo essersi consultata col suo assessore Meloni, procedette alla nomina del funzionario che, come si è detto, andò al settore Commercio e Turismo col gradimento dello stesso assessore Meloni. Questa versione, acquisita agli atti del processo, non è mai stata smentita da nessuno e, anzi, è stata confermata da tutti. Risulta anche da una chat di Raffaele Marra che egli abbia semplicemente parlato con l’assessore Meloni (senza fare nessuna pressione), indicando l’opportunità di nominare il fratello al Turismo, visto che la Raggi aveva respinto la domanda per il comando dei vigili urbani.

A carico della Raggi non esiste nessuna prova, né testimoniale né documentale, che lei fosse al corrente dell’interessamento del fratello di Marra. Non c’è nessuno che lo abbia dichiarato in un anno e mezzo di processo. Esiste invece la prova del contrario, cioè che Virginia Raggi non sapesse proprio nulla sui movimenti di Marra in direzione del fratello. Questo emerge chiaramente dalla chat di Raffaele Marra nella quale la Raggi, avendo appreso dai giornali che il passaggio del fratello al settore Turismo ha comportato un aumento di stipendio, lo chiama e gli dice: “ma perchè non me lo hai detto che la promozione di tuo fratello avrebbe comportato un aumento di stipendio. Questo non mi sta bene”.

Si aggiunga, a sostegno della sindaca, che il trasferimento di Raffaele Marra non era un provvedimento individuale, ad personam, ma rientrava in una rotazione complessiva di tutti i 200 dirigenti del comune che, come Marra, avevano presentato domanda di avanzamento di carriera. Dunque nessun privilegio familiare. Tuttavia, mentre dal processo emergono ogni giorno prove dell’assoluta correttezza della Raggi, i giornali di regime scrivono il contrario.

Maurizio Alesi
29 Ottobre 2018

26 commenti:

  1. Raffaella Schiavone29 ottobre 2018 23:26

    è un argomento che mi rattrista molto e gli attacchi sono ripresi,con una manifestazione che può incidere sull'esito del processo...

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    1. Francesca Stefani29 ottobre 2018 23:31

      Per niente anzi direi il contrario.

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  2. Billeci Giovanni29 ottobre 2018 23:32

    Tolto questo fastidio faranno di tutto per addossarle altre accuse che dopo tanto sbraitare cadranno come pere mature

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  3. Il titolo ECCE HOMO è irriguardoso come è irriguardoso paragonare la vicenda Raggi alla vicenda umana del nostro Redentore.
    Detto questo, sono assolutamente d'accordo con Alesi e con la non colpevolezza della Raggi. Il partito di Repubblica-l'Espresso ha già dato il giudizio di condanna, ma si tratta fi due giornali nemmeno buoni per avvolgerci le uova o le sarde salate sfuse, sono la vergogna del giornalismo italiano.

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  4. La principale colpa della Raggi è di essere arrivata ad occupare la poltrona di primo cittadino della capitale, un totem per la politica nazionale. Una lesa maestà. Praticamente uno schiaffo insopportabile per l'immagine del sistema partitico. La campagna denigratoria della stampa e delle Tv, ormai punta al tanto peggio tanto meglio,infatti, promuovono addirittura un sostituto della Lega, per loro più abbordabile. Alla Raggi, non hanno mai perdonato il no alle olimpiadi di Caltagirone, né le buche che stanno sparendo dalle strade. Ma sono convinto che alla fine resteranno delusi. La condanna non ci sarà perché mancano i presupposti, ma non si arrenderanno e certamente troveranno altro.

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  5. Francesca Stefani30 ottobre 2018 06:58

    Se leggete bene la vicenda Raggi non ha commesso nessun reato. Il fatto non sussiste così sarà assolta.

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  6. Salvatore Mancuso30 ottobre 2018 06:59

    È guerra totale di mafia capitale, con i suoi mezzi di disinformazione, contro l'onestà che è al governo della città.

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  7. Ecce Homo è riferito al flagello subito da questa donna dal giorno in cui è entrata in Campidoglio. Non ci leggo nessun accostamento sacrilego a Nostro Signore. Mi sembrava l’espresione più efficace per descrivere una indegna campagna di odio e delegittimazione senza precedenti.

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    1. Tra sacrilego e irriguardoso c'è una grande differenza. Comunque il senso è chiaro.

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    2. Credo non vi fosse neppure mancanza di riguardo. L'espressione usata voleva solo richiamare, per immagine, un percorso oggettivo di sofferenza e di ostilità che il destino aha riservato alla sindaca di Roma. Comunque era mia intenzione far riflettere sui contenuti dell'articolo, più che sul titolo.

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  8. Ma come è possibile che la magistratura imbastisca un processo su una mera ipotesi astratta, teorica?

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  9. Io investirei tempo ed energie per capire ciò che sta facendo Virginia Raggi per Roma ed i romani, come ad esempio sta risanando i bilanci comunali, come quelli dell’azienda trasporti, come intende investire sul territorio o sviluppare i servizi sociali, del resto tutto materiale già in cantiere avanzato, piuttosto che perder tempo a dimostrare ai corrotti, anche politicamente, che siamo dinanzi ad un sindaco limpido, per la prima volta nella storia della capitale, per grandezza di spirito pari a Giulio Carlo Argan, storico dell’arte.

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    1. Solo per la precisione: prima di venire a vivere a Roma anche io credevo, visto da fuori, che Argan fosse stato il miglior sindaco. Da quando vivo a Roma ho scoperto che per i romani (dal caldarostaro al magnate) “il sindaco “ più amato è ricordato è Petroselli. Lo citano e lo rimpiangono in ogni occasione.

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  10. Virginia non ha commesso reati e non è accusata di averne commessi.
    Che cazzo di processo è

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  11. Simone Zagarolo30 ottobre 2018 17:35

    Il reato contestato è falso in atti pubblici Quello stesso reato per gli altri politici e sindaci che sono stati accusati , voi grillini avete chiesto le dimissioni e l'arresto immediato!!!!
    Ora un po' di onestà dovrebbe farvi riflettere sui due pesi e due misure!!!!!

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    1. Informati prima di avventurarti in cazzate. Il reato contestato è falso ideologico. E non lanciare accuse universali, impara a distinguere le persone a cui ti rivolgi.

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  12. Chiamatelo come volete, dipende dalla convenienza e dal proprio punto di osservazione, intanto un reato è stato perpetrato. Lasciamo lavorare i giudici, l'importante è stabilire un concetto fondamentale: Non è la stessa cosa governare o stare all'opposizione, perchè le pagliuzze diventano travi e viceversa.

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  13. Giuseppe Bavari30 ottobre 2018 19:13

    ...credo sia fondamentale conoscere in quale modo si siano svolti realmente i fatti legati alla vicenda 'Marra' prima di esprimere una personale opinione che fosse orientata nella direzione di "condanna" o "assoluzione" di Virginia Raggi in ordine alle responsabilità che le sono state contestate. In prima istanza, tuttavia, analizzando la vicenda leggendo i giornali, non parrebbe che Virginia Raggi avesse compiuto conclamate dirette irregolarità e lo stesso capo di imputazione contestatole dai Giudici lo dimostrerebbe sia pure parzialmente. Vedremo gli sviluppi.

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  14. A fasi alterne e secondo le convenienze, i politici indagati, dalla stampa o dagli avversari, vengono condannati senza appello. Pur conoscendo il principio costituzionale che l’imputato è innocente fino a prova contraria questi giudici improvvisati surrogandosi alla giurisdizione ne anticipano i tempi emettendo la sentenza di colpevolezza. Quando, poi, il giudice naturale emetterà una sentenza motivata di assoluzione, i forcaioli si guarderanno bene dal chiedere scusa anzi, quando si presenterà l’occasione, con disinvoltura, si ripeteranno. Per questa gente ho nutrito e nutro il massimo disprezzo: non si può, per un sospetto, infangare una qualsiasi persona. A volte, anche le valutazioni politiche, possono essere viziate da preconcetti o avversioni personali. Anche, in questo caso, è consigliabile astenersi dal giudicare lasciando al soggetto indagato la scelta politica conseguente: restare o lasciare. Ovviamente mi riferisco a quei presunti reati per i quali non è prevista la sospensione immediata dall’incarico. Non è il caso del Sindaco Virginia Raggi che comunque, a prescindere dall’imputazione, si deve attendere il corso della giustizia. La questione giudiziaria non deve distoglierci da esaminare la situazione amministrativa di Roma e del giudizio che ne danno i cittadini romani. Non si può far finta che tutto vada per il verso giusto. Fuori dai partiti è nato un movimento civico che ha portato in piazza non pochi cittadini romani, fra questi tanti che hanno votato M5S, per gridare all’amministrazione capitolina: “Roma dice basta”. Sulle questioni amministrative sono i romani che bocciano Virginia Raggi. Loro, che vivono i disagi giornalieri, hanno il diritto di critica e di pretendere che l’amministrazione recuperi i ritardi. Il tempo c’è e, con la dovuta volontà politica, si può recuperare. Gli esempi di ottima amministrazione non mancano, basta ricordare il Sindaco più amato e mai dimenticato dai romani: Luigi Petroselli. Il Sindaco che ha realizzato il grande progetto di avvicinare culturalmente e fisicamente le periferie e le borgate al centro della città.


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    1. Il sindaco Petroselli fa parte di un'altra era geologica, quando invece del PD c'era il PCI di Berlinguer che, se fosse ancora vivo, avrebbe preso a calci in culo tutti questi parassiti del cerchio fradicio renziano e di tutti i suoi leccaculo. Mi sembra improprio infilare sul tema del processo alla Raggi, una protesta (come tante ce ne sono politicizzate o meno), sull'operato della sindaca.

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  15. Gli esami (giudiziari) per il sindaco di Roma Virginia Raggi non finiscono mai. Tutto ciò che accade, è sempre colpa della sua inadeguatezza. Come resiste non lo so ma questa donna ha attributi innegabili. Prima l’inchiesta della procura di Roma sul nuovo stadio,poi su Raffaele Marra. Napolitano invece non si tocca .L’emerito Presidente diede a Raffaele Marra due onorificenze: Commendatore dell' ordine al merito della Repubblica italiana, e attestazione al merito della Sanità Pubblica. Il sindaco Marino sbraita che è stato lui a ridimensionarlo. Bugia Ignazio Marino. Gli diede la guida di una direzione esistente all'interno del dipartimento risorse umane sulle relazioni sindacali e anche la delega sul «trattamento giuridico-contrattuale- Per quanto mi riguarda Virginia sarà assolta ma le persecuzioni continueranno. Deve cadere e dimostrare che far parte dei grillini equivale all’assoluta incompetenza. Una disinformazione voluta,lavora in questa direzione. Roma è difficile da amministrare e risente di tutte le nefandezze subite. Vogliamo parlare ,però,anche di tanti comuni disastrati da amministrazioni poco pulite?Parliamone pure………

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  16. Sig Alessi io e lei abbiamo polemizzato fino ad arrivare ad un armistizio. Lungi da me l'idea di rimperlo, vorrei condividere con lei, e no con Gattuso un pensiero se lei lo vuole. Senza nessuna nostalgia per il passato ma con rispetto della memoria, guai a perderla, mi chiedo e le chiedo, come sia possibile incontrarsi o scontrarsi su personaggi come la Raggi o REnzi o Di maio o Salvini? Non crede che sia mortificante per tutti noi metterli al centro di qualsiasi tipo di dibattito ? Capisco anche che la minestra è questa e la finestra sa sempre là e ben in alto, ma tutto questo non mi da gioia ne compiacimento. Non le piacerebbe ad esempio discutere di Politica e di cioò che dovrebbe rappresentare e non rappresenta più?

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    1. Questo è davvero un bel tema e sarei contento se lei potesse scrivere un articolo per stimolare un dibattito che si preannuncia interessante e partecipato. Dovendo esprimere giudizi sui politici, sul governo, sulle opposizioni bisogna fare i conti con i protagonisti attuali che, nel bene e nel male, decidono il nostro futuro. La Raggi mi sembrava un tema da dibattere in quanto, oltre ad essere il sindaco della capitale, è sempre (suo malgrado) al centro dell'attenzione massmediologica, a mio parere sovraesposta e flagellata. Nel mio piccolo, piccolissimo ho inteso bilanciare i continui attacchi alla Raggi offrendo un contributo di chiarezza che mi sembrava opportuno. Io credo che lei debba avere maggiore fiducia in Giangiuseppe Gattuso che è una persona perbene, mite, preparata, aperta al confronto con cui è piacevole discutere. Spero che lei abbandoni qualche pregiudizio che tutti possiamo avere, ma che dovremmo tentare di eliminare col dialogo. Siamo curiosi di leggere il suo pensiero in modo più esteso e ragionato di quanto si possa fare con un commento.

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  17. Apprezzo il garbo con il quale ha risposto al mio commento a Lei rivolto.

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  18. Il sindaco di Bagheria %stelle, non risponde ai giornalista e fugge via, immagino in difficoltà in quanto la sua casa stessa è abusuva e dovrebbe abbatterla, ma si è impegnato in campagna elettorale che avrebbe potretto tutti gli abusivi di prime seconde terze e quarte case, infatti ha vinto. Tutto questo è bene o è male? Chi lo sa...

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  19. Di sicuro in galera non la mandano in ganera ci vanno solo i poveracci.

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