domenica 19 agosto 2018

QUEL PASTICCIACCIO DI VIA NIBBY: AUTOSTRADE, LA GALLINA DALLE UOVA D’ORO

Copertina autostrade-benettondi Francesco Salvatore - Via Nibby è una tranquilla traversa di Via Nomentana, vicino Villa Torlonia, dove continua ad avere sede la governance, prima di Autostrade Costruzioni e Concessioni S.p.A.

che faceva riferimento all’IRI e poi di Autostrade per l’Italia S.p.A. entrata a far parte del gruppo Atlantia, che fa riferimento alla famiglia Benetton. Per brevità, nel seguito, la prima viene indicata con Autostrade IRI e la seconda con Autostrade Benetton. Oltre alla sede della governance le 2 “Autostrade” hanno in comune il fatto che in passato è stata, ora è e, quasi certamente, continuerà a essere una “gallina dalle uova d’oro”.

IRI-logoQuesta favorevole caratteristica, nel periodo precedente alla privatizzazione del 1999 – forte anche di una governance particolarmente attenta agli aspetti finanziari, gestionali e manutentivi - contribuì a far diventare Autostrade IRI un’eccellenza mondiale nel campo delle costruzioni - fino al 1975 quando intervenne il blocco delle costruzioni – e della gestione autostradale fino alla privatizzazione.

A ciò contribuì anche il fatto che per convenzione gli utili superiori all’8% andavano devoluti allo Stato, quindi c’era una spinta a investire i proventi, oltre che in una efficace gestione e manutenzione, anche nell'innovazione sfruttando pienamente le risorse umane disponibili all’interno; in virtù di ciò, tanto per citare qualche esempio, fu Autostrade IRI a introdurre:
  • il pedaggio digitalizzato – inizialmente con biglietti che non erano altro che schede perforate il cui contenuto veniva successivamente trasferito nel cervellone elettronico di Calenzano e successivamente, con la sostituzione dei terminali elettromeccanici dei caselli con quelli elettronici, con schede magnetiche direttamente collegato con il cervellone centrale -;
  • lo studio di usura delle pavimentazioni per la manutenzione preventiva e programmata;
  • gli asfalti innovativi – fonoassorbenti e idroassorbenti;
  • le strutture per la verifica delle opere d’arte – ponti, viadotti e gallerie;
  • la rilevazione dinamica dello stato della pavimentazione – rugosità, regolarità, profilo longitudinale, buche, raggio di curvatura, pendenze…;
  • l’esazione elettronica del pedaggio – prima con il via card e poi col Telepass;
  • la valutazione del costo sociale della qualità del servizio d’uso di autostrada, in termini di sicurezza, fluidità e fruibilità;
  • la valutazione della qualità del servizio d’uso di autostrade; ecc..
Nel corso dei sui 70 anni di storia, Autostrade IRI dovette anche superare la crisi energetica del 1973 che, provocando una caduta vertiginosa del traffico e, conseguentemente, degli introiti destò preoccupazioni in merito alla tenuta del piano finanziario.

Insomma, nel panorama industriale italiano Autostrade IRI si dimostrò un’azienda di punta, in grado si camminare sulle sue gambe e allargare anche il suo business con contratti di consulenza all’estero (partecipazione a: studi di fattibilità per il ponte sul Bosforo, al progetto per la messa a pedaggio dell’autostrada M6 a Birmingham, all’implementazione della prima autostrada a pedaggio con finanziamento privato degli Stati Uniti, the Dulles Greenway, in Virginia). Insomma un’azienda in ottima salute.

1340958043520.jpg-romano_prodiIn vista dell’entrata nella zona Euro, con la finalità di fare cassa per rispettare i parametri stabiliti, nel 1996 l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi avviò il processo di messa sul mercato del gioiello di famiglia e, per invogliare gli investitori, introdusse un vantaggioso meccanismo di adeguamento dei pedaggi – price cap funzione di: variazione tariffaria ponderata, inflazione programmata, produttività attesa, qualità del servizio - e allungò la durata della concessione di 20 anni (dal 2018 al 2038).

Così nel 1996 fu il premier Massimo D’Alema che, senza nemmeno tentare la via della gara pubblica che avrebbe permesso di scegliere la migliore offerta del mercato, al termine di una trattativa privata vendette Autostrade IRI alla famiglia Benetton per 6,7 miliardi. Giusto per avere un ordine di grandezza del prezzo di vendita si tenga conto che nel 2017 l’utile lordo della sola Autostrade Benetton è stato di 2,4 miliardi.

A partire dalla privatizzazione, Autostrade di Benetton, inaugura una stagione di gestione improntata al recupero dell’efficienza che non sempre, come si è visto con il disastro di Genova, si sposa con l’efficacia. Così, grazie a un efficace lavoro di lobby, riesce ad avere la convenzione che in caso di revoca le garantisce il riconoscimento del valore attuale dei guadagni attesi fino al termine della concessione, cioè l’abbattimento del rischio d’impresa.

gross-pietroA contorno, vale citare che Gian Maria Gros e Piero Ciucci, rispettivamente, presidente e direttore generale dell’IRI quando curarono il passaggio di Autostrade IRI alla famiglia Benetton, divennero Presidente di Autostrade Benetton dal 2002 al 2010 il primo e presidente Anas nel 2006 dopo l’incarico di amministratore delegato della “Società per il Ponte sullo Stretto”. Potrebbe trattarsi di un caso ma essendo fattuale non va sottaciuto.

Sempre sul fronte delle attività di lobby, Autostrade Benetton vive spesso circostanze vantaggiose come, per esempio:
  • la possibilità di operare per 14 anni senza il controllo da parte di un Authority, infatti l’autorità di Regolazione dei Trasporti sarà resa operativa solo nel 2013;
  • nel 2008 l’adeguamento automatico delle tariffe al 70% dell’inflazione reale invece di quella “programmata”, solitamente usata per i provvedimenti di politica economica;
  • nel 2013 le gradite attenzioni del ministro di Monti, Corrado Clini che, con un decreto su misura, bloccò la richiesta di € 870 milioni di risarcimento per il danno ambientale causato dalla costruzione della Variante di Valico;
  •  simonetta-giordani-enrico-letta-1050586sempre nel 2013 il premier Enrico Letta nomina sottosegretario al Turismo Simonetta Giordani, dirigente di Autostrade Benetton. A margine va evidenziato che Autostrade di Benetton da sempre ha sostenuto l’associazione VeDrò di Enrico Letta come anche che Letta fa parte del Consiglio di Amministrazione di Abertis – concessionaria autostradale spagnola - acquisita nel 2017 dai Benetton;
  • ancora nel 2013 Maurizio Lupi, ministro di Letta autorizza adeguamenti di tariffe, che a fronte di un’inflazione del 1,2%, in media fanno registrare aumenti del 3,9%;
  • nel 2018 Graziano Delrio, ministro di Gentiloni proroga al 2042 la concessione di Autostrade di Benetton a fronte dell’impegno degli investimenti necessari per la realizzazione della “gronda” di Genova.
Infine, e veniamo all’attualità, il trattamento dell’informazione mainstream, pronta a amplificare le dichiarazioni di coloro che:
  • additano chi, a suo tempo, criticò la realizzazione della “gronda” (come se il fare o non fare qualcosa dipendesse da chi sta all’opposizione e non da chi governa);
  • paventano pericoli di crolli di borsa, quando viene annunciato l’avvio della procedura di revoca della concessione nel rispetto della trasparenza indispensabile al libero mercato, cioè quello che non è avvenuto in passato con i crac bancari;
  • lanciano allarmi sulle ricadute occupazionali, come se la revoca della concessione comportasse la chiusura dell’azienda, una notizia smaccatamente e ingenuamente falsa visto che subentrerebbe nella gestione l’Anas, come avvenne nel 1977 a seguito della revoca della concessione alla S.A.R.A. - Società Autostrade Romane ed Abruzzesi S.p.A
La stessa informazione mainstream che si mostra estremamente discreta nel fare il nome di chi è al vertice della governance di Autostrade di Benetton, cioè la famiglia Benetton, quasi come se il rispetto imponesse di non sputare nel piatto.

alessandro-e-luciano-benetton-854192In conclusione, dal confrontando delle due Autostrade: Iri e Benetton salta all'occhio come il peccato originale di voler fare cassa con una gallina dalle uova d’oro non si è rivelata tutt'altro che una panacea, considerando che nel 1999, anno della privatizzazione l’Italia era già rientrata nei parametri per l’ingresso nella zona Euro e che, anche nelle peggiori previsioni, la gallina avrebbe continuato a deporre uova d’oro nelle casse dello Stato, sia in termini finanziari che di ricadute sociali derivanti dalla qualità del servizio offerto al trasporto su gomma in termini di sicurezza, fluidità, fruibilità. In buona sostanza la differenza fra Autostrade IRI e Autostrade Benetton l’ha fatta l'enorme profitto a favore dei privati.

Francesco Salvatore okFrancesco Salvatore
19 Agosto 2018

35 commenti:

  1. Boschetti Vinicio19 agosto 2018 12:29

    Berlusconi e il ministro Mattioli. Conte ha sbarcato il lunario era a libro paga di Benetton e Salvini per la campagna elettorale ha preso 150 mila euro anche dai Lattai che protestavano che ci hanno rubato i soldi a noi e all'Europa, senza parlare dei 49 milioni condannato a via definitiva.

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    1. penso che lei possa essere in grado di stare nel tema proposto...se si applicasse un tantino

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    2. Caro Vinicio, perchè non entri nel merito dell'articolo? Ti farebbe bene, come sicuramente ti farebbe altrettanto bene prenderti MAALOX e GAVISCON insieme. E buona domenica

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    3. E niente, Boschetti lo sparacazzate non c'è la fa, d'altro canto se non fosse un cazzaro Repubblica di fascio Scalfari non lo avrebbe cagato.

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    4. Vannuccio Zanella19 agosto 2018 14:05

      Boschetti Vinicio, senti chi parla di PROTESTI... un esperto, evidentemente....

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    5. Boschetti Vinicio19 agosto 2018 14:11

      Io sparo cazzate tu hai il salame agli occhi. OK lascio alla tu intelligenza.

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    6. ah io? Tu che parli di Conte a libro paga di Benetton per una sola consulenza più di dieci anni fa, per poi con la revoca delle concessioni spiegaci dove favorirebbe i Benetton, siccome sei ritardato e lo sappiamo tutti, non ci arrivi nemmeno con i disegnini numerati. Se io sono a libro paga di una persona la favorisco, non la danneggio, il mondo alla rovescia di Boschetti.

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    7. Boschetti Vinicio19 agosto 2018 14:13

      Bruno, OK difendi il signor Nessuno

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    8. No difendo la logica e l'intelligenza umana in questo caso, poi la "sinistra" che difende una famiglia di miliardari, arricchiti più del dovuto Grazie ai regali fatti in gran segreto dai suoi stessi politici é il massimo, ripeto, il mondo alla rovescia Viní.

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    9. Vannuccio Zanella19 agosto 2018 17:53

      Bruno, il buon Sig. Boschetti non ha intrinsecamente la capacità di analizzare i fatti, ma solo di "sparare a vanvera": dimostrazione ne sia la carriera giornalistica che l'ha portato ai vertici del giornalismo nazionale, a essere candidato al Premio Pulitzer e ad arrivare da protagonista davanti ai tribunali italiani. Naturalmente il Suo stile editoriale (chiamato dai più "menare il can per l'aia") ha fatto scuola.

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    10. Silvio Barbata19 agosto 2018 17:54

      Bruno Soma questa è la controprova della corruzione del sistema instaurata a tappeto dal PD...io non ho nulla contro il privato che produce con creatività e vende sul mercato...ma un privato che si arricchisce con le tasse pagate dagli italiani è un'aberrazione assoluta, una mostruosità etica, e un abbrutimento culturale...ma soprattutto un'ingiustizia totale.

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    11. Boschetti, ma che stai a dire, cose senza senso. L'articolo, stai nell'articolo.

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  2. Giacomo Ferraro19 agosto 2018 12:36

    Un pagamento frazionato, parte in soldi parte in nomine, poveracci

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  3. L'attuale ministro delle infastrutture Toninelli olte che Di maio, che dicono di sapere tutto da tempo e sanno chi sono i colpevoli, perchè non hanno chiuso quel ponte? Se sanno parlino e dimettano, altrimenti tacciano e rispettino il lutto nazionale.

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    1. A prescindere dalle banalità su Di Maio e Toninelli, e dalla pervicace insistenza a utilizzare l'anonimato, cosa c'entra questo commento con il merito dell'articolo? Perché non contesta ciò che è stato scritto con dovizia di particolari da Francesco Salvatore?

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    2. evidentemente il tema non interessa ma non riesce a contenere la voglia di trattare altri temi più congeniali agli interessi del commentatore che si cela, e secondo me fa bene, dietro l'anonimato

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  4. Sig Gattuso le sue puntualizzazioni ogni volta che si toccano i suoi datori di lavoro sono penose. cancelli pure ma questa rimane la verità ta l'altro chiara e risaputa.

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    1. Come potrei cancellare una banalità così stupida. La lascio così chi legge potrà valutare. Serenamente. Mi creda, mi mortifico per lei.

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  5. Luigi Cianciolo19 agosto 2018 14:07

    Per il Signor Boschetti, se viene dimostrato che Salvini ha messo in tasca dei soldi dovrebbe andare in galera come un normale cittadino, o magari come è avvenuto per qualche politico che ha avuto la sciagurata avversione per la sinistra in Rolex, ma detto questo le voglio ricordare che in questa nuova sciagura (cercata) sono morte 43 persone di cui più di una mezza dozzina erano bambini. Era da tempo, dai primi del 2000, che andava avanti la "babbiata" delle perizie ed interventi "maquillage", tanto per dare l'illusione che comunque si faceva manutenzione e tutto fosse sotto controllo. Ahimè il ponte l'ha pensata diversamente, ha mandato tutti a quel paese e 43 innocenti ci hanno lasciato la loro vita, e che dire, che avevano pure pagato un pedaggio più caro del 40% rispetto alla migliore concorrenza europea, quella che interviene tempestivamente per eliminare il problema è che procede anzitempo in situazioni potenzialmente analoghe?

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  6. Lillo Antinoro19 agosto 2018 14:15

    Caro Giangiuseppe ma cosa pretendi da Boschetti. Lascialo nei suo mondo fantastico e nei suoi sogni, poi ci pensano gli elettori ad ogni elezione a svegliarlo cu quattru timpuluna. L'altro giorno dialogavo con una attivista di sinistra la quale mi diceva ciò che le persone più illuminate sostengono " i peggiori nemici della sinistra siamo noi stessi, perché incapaci di prendere atto del nostro fallimento e di ricominciare tornando alla gente nelle piazze, dimenticando gli amici della Leopolda".

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    1. Vannuccio Zanella19 agosto 2018 14:16

      ma Boschetti Vinicio non si rende conto che è LUI stesso il peggior nemico di se stesso, specialmente quando scrive e parla...

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    2. Marianna Palisano19 agosto 2018 14:18

      Io l'ho bannato... tutte queste provocazioni fanno male al Movimento ed al nuovo governo... c'è gente che ci crede... bannatelo anche voi che così lo bannerà anche facebook e si leva di mezzo... cosa ci date retta a stu cretino?

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  7. Vincenzo Angione19 agosto 2018 14:22

    Delrio pur ignorando due interrogazioni parlamentari sulla questione a lui rivolte, incurante della problematica ha avuto tempo e coraggio per rinnovare la concessione ad una società inadempiente e già nota in quanto tale già da prima della tragedia. Ha pure disposto che la concessione e il rinnovo diventassero segreti di stato.
    Chi prende soldi dai Benetton?Chi è malafede?

    Da parte sua Di Maio ha chiesto a Renzi di provare di non avere i Benetton tra o suoi finanziatori e tra quelli del Pd, come da lui spergiurato, rendendo pubblici i finanziamenti. Ad oggi non li ha resi ancora pubblici.

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  8. Vincenzo Angione19 agosto 2018 14:24

    Reagire da tifosi a difesa del pd e comunque contro Salvini o Di Maio, anziché ammettere che almeno questa volta chi ha privatizzato (Prodi) è indifendibile come chi lo ha consentito con i suoi voti all'epoca (Bertinotti, Il Pds, e poi il Ds e infine il Pd), come chi ha prorogato le concessioni senza vigilare (D'Alema da prima e poi il Pd di Renzi e Delrio).
    Non mantenere ciò e ridurre come sempre la discussione a una lotta contro Salvini o il movimento cinque stelle offende i morti.

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  9. Lillo Antinoro19 agosto 2018 14:26

    Servirebbe una normicina che obblighi tutte le fondazioni a rendere pubblici gli elenchi dei finanziatori, così sapremmo qualcosa di più su Renzi, Letta, Dalema, Tremonti etc.

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  10. ..."Quando poi a tutto questo aggiungi i privilegi e le scorrerie del capitalismo nostrano che viaggia sotto scorta politico-mediatica della sinistra e si mangia o svende quel che faticosamente ha messo insieme lo Stato italiano, allora la rabbia schiuma e si fa scomposta. Quando senti, per esempio che il presidente dell’Iri sotto cui avvenne, col governo di centro-sinistra guidato da Prodi, la cessione delle Autostrade ad Altantia (cioè al gruppo Benetton & C.), diventa poi presidente della stessa società Atlantia (sto parlando di Gros-Pietro, attualmente presidente d’Intesa-San Paolo) beh, allora capisci che il patto sociale è saltato non solo perché si è imbarbarita la società e l’antipolitica che l’esprime, ma anche e soprattutto, perché un ceto dominante, tra potentati e partiti, ha abusato del potere, della società e della gente e l’ha pure disprezzata. I grillini, i populisti, non sono il rimedio al crollo del patto sociale ma non sono nemmeno la causa, piuttosto sono il sintomo e l’effetto. La causa principale è in quei potentati, nelle oligarchie di sinistra, nei poteri giudiziari, nei giornali e tv di servizio. Rispetto a questo blocco, il centro-destra berlusconiano (e finiano) è stato inefficace, consenziente e da ultimo anche connivente. Con quella classe dominante, la società è cresciuta per conto suo, si è inselvatichita, si è imbastardita.

    Ora tutto questo non ci porta a soffiare sul fuoco della guerra civile e incivile e ad armare il risentimento né ci porta a elogiare l’ignoranza e l’arroganza delle masse come rimedio all’abuso di potere. Ma ci porta a sognare disperatamente che passata la furia e il dolore del momento, il trauma del crollo, venga fuori un maturo senso dello Stato con un’adeguata classe dirigente e si ricomponga un decente patto sociale. Altrimenti non solo il ponte crollerà, ma anche la terra che sta sotto."

    Tratto da Marcello Veneziani, Il Tempo 19 agosto 2018

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    1. Salvatore Mancuso19 agosto 2018 17:56

      Avevo letto Veneziani e avrei condivido, non l'ho fatto perché c'è un giudizio di Veneziani sui Cinquestelle totalmente inadeguato, o sbagliato.

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  11. Pare che una parte particolare della convenzione sia secretata. Ma come vedi la cosa da capire per fare giustizia è: nella convenzione era previsto che gli uffici del ministero dovessero controllare? O (come si dice e sarebbe aberrante) i controlli erano stati delegati ad Autostrade? Nel primo caso c’è da colpire duramente i dirigenti ben pagati e messi lì credo poco per merito; nel secondo c’e’ da mettere all’ergastolo chi approvo una clausola che prevederebbe che a controllare il controllato sia lo stesso controllato: una follia mai vista. Andando avanti a scavare con il bisturi ne verranno fuori delle belle perché siamo in quel campo, cancro dell’Italia, del perverso rapporto economia privata/stato/burocrazia (fonte di corruzione e di arretramento della sana economia nazionale). È uno snodo molto importante (anche per la ripresa economica) e se si va avanti cambieranno molte cose perché la catena burocrazia - economia - politica verrebbe colpita nel cuore. Vediamo, perché finché tratti vitalizi (quattro deputati ormai novantenni), pensioni cd d’oro (tutti sessantacinquenni senza potere) non ci sono resistenze come quando tocchi interessi forti e potenti: se la questione si allarga c’è da spettarsi una reazione spietata e subdola.

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    1. Francesco Salvatore19 agosto 2018 18:02

      i controlli sono previsti anche da parte di un Authority che anche se con molti anni di ritardo è stata messa nelle condizioni di agire... ma, visto quello che è successo e il fatto che la differenza fra le Autostrade Iri e Benetton è il profitto... ogni speculazione è lecita.

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  12. Armando Pupella19 agosto 2018 18:01

    La sinistra non ha effettuato liberalizzazioni ma privatizzazioni; e l' Italia e la sua economia sono state sinistrate .
    La sinistra statalista che effettua privatizzazioni non può non provocare disastri non solo economico.
    Privatizzazione sinistra ! A pensar male si fa peccato ma si "rischia" di azzeccarla.

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  13. Discutiamo dei morti, della viabilità mortificata e delle connivenze politiche, ed è giusto farlo, ma dovremmo anche provare ad uscire dai soliti rassicuranti schemi mentali e provare a comprendere il complesso meccanismo di una governance parallela del paese, composta da intrecci fittissimi tra imprenditoria, politica, banche, stampa e Tv, tutti uniti al doppio filo gestito dalla finanza speculativa che da anni gestisce, attraverso propri emissari, la vita del paese. Francesco Salvatore, elenca una serie di fatti e circostanze indiscutibili e documentati, che dovrebbero fare sobbalzare dal divano ogni persona dotata di un minimo di capacità di discernimento. È deludente invece costatare che sono ancora in tanti a mortificare la propria intelligenza, continuando a sostenere un sistema guasto autoreferenziale e corrotto.

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  14. In questa tragedia annunciata eccome mi chiedo e' vero quello che ho letto sul "SEGRETO DI STATO " su questo ponte crollato e sopratutto "PERCHE'?qualcuno sa di piu' su questo mistero ?

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    1. il segreto di stato copre gli aspetti finanziari e, in particolare, i parametri per l'adeguamento tariffario con il meccanismo price cap

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  15. Beppe Grillo ha prromesso che non si pagheanno più pedaggi autostradali, ma solo per gli Italiani di pelle bianca e non gay. Mi sembra una cosa buona che ci porterà tanti voti.

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  16. L’articolo mette a nudo uno dei tanti aspetti negativi del modo di concepire la politica negli ultimi 30 anni. Il Paese, a fase alterne, è stato governato da politici mediocri che non hanno saputo dare risposte ai problemi della collettività. Già, anni prima, Enrico Berlinguer diceva: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.” Hanno occupato quasi tutto ma sono rimasti sottomessi al potere economico che con i suoi tentacoli riesce a condizionare qualsiasi scelta politica. Il caso “Autostrade Benetton” poteva essere ridimensionato. Il governo Prodi, avendo rilevato alcune anomalie, nel 2006 obbliga i gestori privati a legare gli aumenti dei pedaggi a sostanziosi interventi di ammodernamento e manutenzione. Caduto il governo Prodi, nel 2008, il governo Berlusconi elimina tutti i vincoli, cambia le condizioni della concessione dando vita all’attuale contratto capestro con il quale si affidano le autostrade ai privati. Dopo nessuno ha provato a ripristinare i vincoli con l’aggravante di aver abdicato al potere di controllo. Ora occorre un nuovo patto. La Politica deve rivendicare il suo primato anteponendo a qualsiasi interesse privato il bene del Paese. Sembra che il Governo si stia movendo in questo senso, va sostenuto da tutti. La stagione delle polemiche, delle critiche e delle accuse dovrebbe cedere il passo a quella della concreta azione.

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