lunedì 27 agosto 2018

L’ACCOGLIENZA E L'EUROPA CHE NON C’È

di Giovanni Caianiello - Ho letto spesso e continuo a leggere gli elogi e la sincera ammirazione di tanti per i cosiddetti “padri fondatori” e “padri nobili” della presunta Europa dei popoli.
Nel farlo, mi è inevitabile una puntuale delusa constatazione, pensando a quei padri fondatori e nobili, che con raggiri e inganni hanno invece collaborato nel dar vita ad una mera organizzazione farsa, nata su presupposti in antitesi con quelli immaginati dalle masse, per instaurare un unico governo dominante, che attraverso l'utilizzo di politiche finanziarie, come armi di conquista, hanno dato il via allo scardinamento delle democrazie e sovranità nazionali, al fine di subordinare le politiche economiche territoriali alla finanza delle Corporation angloamericane.

Complottismo, è il termine con il quale hanno sapientemente liquidato ogni forma di conoscenza della verità. Ripetuto e ridicolizzato dai proseliti politici e giornalisti asserviti come metodo di distorsione di massa. Nei fatti, riuscendo a nascondere la disastrosa portata di un disegno criminale di una Europa non dei popoli, ma totalmente al servizio di gruppi di poteri, guarda caso, tutti ispirati al pensiero unico dei loro creatori, le potenti famiglie dei Rockefeller e Rothschild, alle quali, non è stato più sufficiente più il potere bancario ed aver messo le mani praticamente su ogni risorsa mondiale, occorreva creare un loro personale governo mondiale. Progetto realizzabile attraverso la drastica riduzione di sovranità nazionali e democrazie (concetto affermato e confermato in diverse loro dichiarazioni), per il raggiungimento di un “NUOVO ORDINE MONDIALE”.
Giorgio_Napolitano_2014Lo stesso, del quale, nel silenzio generale dei media, ha apertamente parlato con entusiasmo e forse anche con troppa leggerezza l'ex PdR Giorgio Napolitano il 22 Aprile 2015 al Senato, ormai da Senatore a vita.

"Questo è il momento dopo il 1989 in cui si impone la costruzione di un NUOVO ORDINE MONDIALE. Siamo giunti al dunque, bisogna riflettere su come sia giusto e sostenibile un ordine mondiale. Dobbiamo guardare al domani...”. Dichiarazione incredibile dall’ex Capo dello Stato che chiarisce fino a quale livello è giunta la ramificazione dei nuovi padroni del mondo, nelle istituzioni del paese. Senza dimenticare che fu proprio “re Giorgio” a portare a palazzo Chigi, l’Advisor della banca d’affari americana Goldman Sachs Mario Monti e membro delle più potenti organizzazioni di poteri europee come il Bilderberg e Trilateral, fondate proprio dai Rockefeller.

"Questo è il momento dopo il 1989…”. Già, dopo il 1989...” . Infatti, proprio tre anni dopo, il 2 Giugno del 1992, a bordo del panfilo reale Britannia, i banchieri e politici più potenti del mondo, si riunirono per stabilire le politiche finanziarie speculative e soprattutto le privatizzazioni selvagge che da lì a poco sarebbero cominciate. Sventrare e svendere o gioielli di famiglia degli stati europei e in particolare dell'Italia fu la parola d’ordine. Ma l’argomento principe fu la creazione della moneta unica con la quale avrebbero assoggettate le democrazie. A bordo di quel panfilo, al quale si accedeva solo su invito Reale, era presente tra l'altro anche quel Mario Draghi, da Direttore generale del Tesoro a Presidente del comitato per le liberalizzazioni. Sarebbe poi stato premiato con l’incarico a governatore della Banca d'Italia, a sostituire Antonio Fazio, costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo di Bancopoli, e successivamente promosso a quello della BCE, a dirigere e gestire la truffa più grande della storia europea, quella della moneta di proprietà di privati, appositamente creata per creare un debito matematicamente irrestituibile, prestata ad interessi agli stati, fino ad allora sovrani, per poi da creditori prenderne il possesso politico, sociale e delle sue risorse.

Ciò è esattamente quello che è stato effettivamente realizzato.

Oggi infatti ogni azione di governo e del parlamento italiano è subordinata al “ce lo dice l’Europa”. Questa la vera Unione Europea, non certo quella falsamente decantata dalla propaganda dei media, Tv e giornali. Un’Italia costretta a prendere atto del vero volto di Bruxelles che dimostra a chiare lettere, di non essere affatto ispirata ai princìpi di solidarietà e di responsabilità, che pure falsamente vengono fumosamente declamati quali valori fondamentali dell’Unione.

Chi ha creduto alle belle parole ed alle menzogne di una Europa dei popoli, oggi è disorientato dalla sua puntuale e pressante ingerenza a maglie strette sui bilanci, sulle leggi del Parlamento, in materia sociale ed economica, pensioni, salari etc... mentre evidenzia tutto il suo totale menefreghismo quando i problemi riguardano altro, mentre è sempre pronta a mettere il fiato sul collo a paesi su materia economica e piegarli al rispetto delle “regole”, sotto la minaccia di spread e Troika.

Il disinteresse invece sull'accoglienza, ha finalmente mostrato tutta la sua indifferenza per i diritti dei migranti, lavandosi le mani sul tema dell’accoglienza, che per quanto auspicato ed incoraggiato anche economicamente, non rientra nelle sue priorità e vocazione unicamente affaristica.

La questione era comunque andata alla grande fino a quando governi scendiletto hanno consentito, grazie anche agli emissari, proprio della finanza che hanno occupato incarichi di ministri e addirittura Presidenti del Consiglio, di vivere di rendita sugli sbarchi, accoglienza programmata, localmente anche egoisticamente e pelosa.

Migranti-sulla-nave-Diciotti-625x350È invece sulla vicenda Diciotti, che il vice primo ministro Di Maio prende il pallino in mano e minaccia l’Europa che non c’è, di tenersi parte dei venti miliardi di euro che l’Italia versa annualmente nelle casse europee. E come era prevedibile, quando si parla di soldi, manco a dirlo, l’Europa è sempre pronta a mostrare i muscoli senza alcuna esitazione. La reazione è immediata, tramite l’intervento del portavoce della Commissione Alexander Winterstein, che afferma l’inutilità delle minacce e che versare il contributo è dovere”. Di Maio ribatte che non arretrerà di un millimetro se la Commissione non dimostrerà di meritarseli.

Personalmente dubito fortemente che l’Europa che non c’è, possa violentare il suo credo finanziario per convertirsi al sentimento di carità umana, ma soprattutto, che i suoi burattinai siano disposti a considerare proprio la questione migratoria come una priorità.

Il governo gialloverde potrebbe aver imboccato la via dello scontro diretto, che forse velatamente molti cittadini più o meno sparano da tempo.


Intanto, la procura di Agrigento, decide di indagare Il ministro Salvini per sequestro di persona ed altri capi di imputazione, un atto impopolare, che a molti suona quasi un regalo inaspettato alla causa della indifferenza europea, ma che in ogni caso è senza alcun dubbio contrario al volere espresso dalla maggioranza del popolo, “che non c’è”.

Giovanni Caianiello
27 Agosto 2018

11 commenti:

  1. Mi trovo d’accordo con Giovanni sulla sua riflessione e sulle valutazioni politiche che ne trae. A me sembra che tutti i mali non vengano per nuocere. Dallo scontro con l’UE, infatti, auspico che si possa arrivare ad una delle due ipotesi possibili: lo scontro vada avanti senza fare sconti a nessuno, nel caso si continua a fare orecchie da mercante, oppure si pervenga ad un confronto serio e inedito con Bruxelles, da affrontare con la schiena dritta, fino a quando non viene riconosciuta la dignità del nostro Paese e la condivisione delle responsabilità comuni all’Unione, primo tra tutti gli impegni sulla ripartizione dei profughi. La parte su cui dissento da Giovanni è quella relativa alla valutazione dell’iniziativa del dr. Patronaggio, a carico di Salvini. Quando un magistrato individua una o più ipotesi di reato non deve preoccuparsi se il suo gesto è impopolare o è condiviso dalla gente. Il magistrato è posto dalla nostra Costituzione in una posizione di assoluta autonomia e indipendenza, proprio perché la sua funzione non richiede necessariamente consenso. I suoi atti devono essere liberi e sganciati da ogni meccanismo di gradimento popolare. È questa garanzia, che mette sullo stesso piano l’ultimo sfigato e derelitto dei cittadini con i potenti che detengono le sorti del Paese. Non si cada nella banalità di chi sostiene che Salvini è indagato per aver difeso i confini. Se Patronaggio ha aperto un fascicolo vuol dire che, sia pur nella nobile intenzione di difendere i propri confini, ha individuato materia per ipotizzare illeciti penali. Naturalmente sono solo ipotesi, siamo solo all’inizio e può darsi che da qui a poco l’inchiesta venga archiviata ma, per favore, nessuno si strappi le vesti solo perché Salvini viene trattato come qualunque cittadino sarebbe stato trattato trovandosi nella stessa situazione. I politici, come chiunque altro, soggiacciono al rigore della legge e sono soggetti all’azione giudiziaria. Attendiamo sereni e rispettosi il prosieguo dell’indagine.

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    1. Peccato che qualche tempo fa, nel settembre del 2017, era stato lo stesso Patronaggio a riscontrare tutti i rischi che possono derivare dall'immigrazione clandestina nel nostro Paese. Patronaggio definiva l'immigrazione "pericolosa" e in un'intervista a La Stampa aveva sottolineato tutte le criticità legate ai flussi migratori riferendosi agli sbarchi "fantasma" sulle coste di Agrigento, Linosa e Lampedusa: "Sono quasi tutti tunisini, più qualche maghrebino ma i motivi per cui arrivano in Italia potrebbero non essere solo legati a bisogni economici. Tra loro ci sono persone che non vogliono farsi identificare, gente già espulsa in passato dall’Italia o appena liberata con l’amnistia dalle carceri tunisine o magari che ha preso parte alle rivolte del 2011", affermava Patronaggio.
      Dopo avere espresso queste opinioni, non mi sembra che sia il più adatto ad aprire questa indagine. Oltretutto le accuse contro Salvini sono state smontate dall'ex PM Nordio, che non è un pischello, e non soltato da lui.
      Io sento odore di ricerca di pubblicità a zero costo.

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    2. Cosa c’entrano le opinioni di Patronaggio sul fenomeno dell’immigrazione, con quello che è successo a bordo della nave Diciotti. Hai letto i capi di imputazione ipotizzati? Ti sembra che si riferiscano a comportamenti vaghi, generici, che riguardano punti di vista diversi, oppure contemplano quanto è realmente accaduto e quanto tutto gli italiani hanno potuto constatare. Secondo te i magistrati non dovrebbero avere una loro opinione su quanto accade nel mondo?

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    3. Giovanni Caianiello27 agosto 2018 23:13

      Maurizio, nessuno credo si strappi le vesti per l'indagini a carico di Salvini. In merito deciderà il Tribunale dei Ministri e se il caso la Corte europea. Ho semplicemente affermato che questa indagine, rischia di essere una sponda per la propaganda di Salvini.

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  2. L'Europa accoglie gli stranieri in quanto abbiano diritto all'asilo politico o alla protezione sussidiaria, non accoglie, giustamente, gli immigrati illegali alias economici di cui noi abbiamo fatto il pieno, vedere risposta del Belgio sul caso della Diciotti, non accogliamo immigrati illegali, idem la Libia che non li accetta indietro.

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  3. Leggendo l’articolo di Giovanni Caianiello, ho la sensazione di trovarmi di fronte ad un trattato squisitamente storico con enunciazioni di fatti e documenti in una sequenza temporale ritenuti fedeli alla realtà. Quello che mi preme riprendere in questo articolo è un aspetto rimasto marginale, e che merita invece di essere approfondito. Si tratta della differenza tra il lavoro dello storico e quello di altra fattura, che comunemente viene chiamata “dietrologia” e che continuerò a indicare in questo modo, non avendo trovato un termine migliore. Credo che l’autore mi scuserà se affermo che lo storico basa le sue ricerche sulla lettura,
    sull’interpretazione e sulla scelta di documenti provenienti da fonti primarie, senza le quali non può essere ricostruito alcun avvenimento. A differenza dello storico, il lavoro dietrologico normalmente non si preoccupa troppo del riscontro documentale: parte da ipotesi, ma soprattutto opera per deduzione. L’autore mi trova certamente daccordo nel ritenere improcastinabile un nuovo assetto della politica europea, non può assolutamente rimanere abbarbicata alle sue origini che spinsero i vari governi a
    tentare una politica comune. Non dimentichiamo i primi trattati risalenti agli anni ’50, quando l’Italia era privo di qualsiasi risorsa energetica, ad iniziare dai combustibili fossili. Non voglio dilungarmi su questo argomento, ne ho parlato abbastanza in alcuni articoli pubblicati su questo blog, anni fa, ma voglio mettere in evidenza che l’entrata nell’euro è stata una decisione assai sofferta, non un complotto ordito dalla finanza mondiale. L’Italia entrava ed usciva dallo SME a convenienza, svalutando o rivalutando la lira, fino a quando il giochino fu scoperto dagli altri stati.
    Voglio ricordare inoltre che in Europa, eravamo agganciati all’ECU in un periodo di spaventosa inflazione. Certamente, dopo il 1989 era necessario un NUOVO ORDINE MONDIALE, la cortina di ferro era stata definitivamente abbattuta, come era definitivamente caduta l’economia del socialismo reale. Credo che non è affatto vero che la metamorfosi geopolitica era parte integrante di un …..”progetto realizzabile attraverso la drastica riduzione di democrazia e sovranità nazionale”…. Queste sono fantasiose ricostruzioni che ho letto su un tipo di stampa comunicativa che inneggia a particolari controriforme atte ad alimentare una nuova strategia della tensione. Chi non applaudì alla caduta di quel muro? Tutti abbiamo inneggiato alla vittoria del mondo capitalista ed alla economia del libero mercato. Tutti avemmo la sensazione che ci fossimo ormai avviati verso quel mondo liberale e capitalistico di cui gli USA avevano contribiuto attivamente ad abbattere. Purtroppo questa illusione si sbriciolò insieme alla frantumazione delle Twin Towers l’11 settembre del 2001. Alla fine di queste mie considerazioni attendo fiducioso questo “cambiamento” tanto auspicato, ma non lo condividerò MAI se sarà Salvini a realizzarlo, perchè chi sa dirigere la propria rabbia e protesta verso pericoli immaginari, distoglie l'attenzione da minacce autentiche e autentici complotti. Auguro a Di Maio tanta forza per non soccombere al bullo milanese.

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    1. Silvio Barbata27 agosto 2018 23:12

      non mi convince...perché ciò che si vede, non dovrebbe essere così come si evince, sol perché lei non è d'accordo? La Germania che ha pagato i costi della riunificazione con il cambio 1 a 1 (marco-euro)...e gli altri Stati cominciando da Prodi si sono piegati a un cambio che dimezzava il potere d'acquisto...poi quali sarebbero i veri complotti...mi fa qualche esempio? la BCE che presta il denaro stampato a interesse nominale mentre il costo di tipografico di una banconota da 100 euro si aggira intorno ai 10 cent...forse questo non è un complotto?

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    2. Giovanni Caianiello28 agosto 2018 09:32

      Franco, fermo restando la fedele fotografia di quell'epoca, il nuovo Ordine Mondiale, al quale si riferisce Giorgio Napolitano, progettato e decantato dai "benefattori" (esistono precisi documenti, fatti e dichiarazioni dirette, che ne comprovano la reale portata), non ha trovato applicazione appena dopo il 1989, e nè poteva, dal momento che era ancora solo un embrione, e non è ancora totalmente realizzato oggi. Infatti, le parole di Napolitano: "Questo è il momento dopo il 1989 in cui si impone la costruzione di un NUOVO ORDINE MONDIALE. Siamo giunti al dunque..." lo ricordano esattamente. Lei precisa: "Credo che non è affatto vero che la metamorfosi geopolitica era parte integrante di un …..”progetto realizzabile attraverso la drastica riduzione di democrazia e sovranità nazionale". Mi permetto di evidenziare che "credere" o non credere, è un atto di fede e quindi una scelta a prescindere dai fatti. Constatare è cosa diversa, perchè basa le covinzioni su documenti, fatti e circostanze provati ed inoppugnabili. Il disegno criminoso, del resto è ormai apertamente dichiarato direttamente dai portagononisti, dalle loro organizzazioni e dai fatti. A tal proposito, le consiglio un libro di un bravissimo giornalista d'inchiesta, lo stesso al quale Roberto Saviano condannato per plagio, ha dovuto risarcire per aver scopiazzato i suoi articoli ed il cui lavoro certosino, ha portato alla luce fatti e documentati incontestabili sulla programmata riduzione di democrazia e sovranità nazionali ad opera della sulla finanza e le sue ramificazioni all'interno della politica ed istituzioni. La Matrix Europea.

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    3. Se le può essere di conforto, il libro di Francesco Amodeo da lei suggerito l'ho letto, e non ho avuto alcuna difficoltà a giudicarlo privo di alcuna credibilità. E' un libro dichiaratamente di parte e in grado di insegnarmi assolutamente nulla, come non è in grado di insegnarmi nulla lo stesso Saviano. Lo spiegato chiaramente nel mio commento, sono giornalisti dietrologi con una enorme fantasia utili a disorientare l'opinione pubblica.

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  4. Di maio per non parlare di Conte come appar evidente sono meno che due comparse. Conta solo Salvini, quindi speriamo in lui augurandoci che non ci porti alla rovina. La missione di Salvini è quella di sfasciare l'europa nell'interesse di Putin o non so di chi o di cosa.

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  5. Dare la colpa ai “padri fondatori” della situazione fallimentare di questa Europa mi sembra esagerato. Dai propositi del manifesto di Ventotene “Per un’Europa libera e unita” siamo approdati ad una situazione di grande divisione e continui litigi, ovviamente la colpa è degli Stati membri che antepongono gli egoismi nazionali ad una politica di aggregazione. La questione migranti non affrontata in modo unitario sta dimostrando l’aspetto peggiore di una Unione ormai fallimentare tenuta solo, apparentemente, unita da interessi economici. Assenza, quasi totale, di politiche per i popoli. Di tutte le belle prospettive dei vari trattati sono rimasti la politica monetaria e l’imposizione dei vincoli ai bilanci pubblici degli Stati membri. Se si vuole mantenere in piedi l’Unità europea, i trattati sono tutti da rivedere. Gli Stati, in certe situazioni, non devono essere lasciati soli ma aiutati con la sussidiarietà. La vicenda Diciotti ha confermato la totale mancanza di un accordo unitario capace di coinvolgere tutti gli alleati e, non si può pensare che possa essere surrogata da accordi momentanei fra due o più Stati. Orban, con la sua proposta: “Ungheria pronta ad aiutare a espellere migranti, ma non a ripartire quote UE”, non offre niente a Salvini salvo assecondalo nel giuoco muscolare contro l’Europa. Di questo passo il problema migranti si presenterà drammaticamente alla prossima nave. Allora! Le minacce devono essere sostituite dall’azione politica. Salvini, già da domani, può incominciare a convincere il suo amico Orban a rivedere il Trattato di Dublino modificandone il regolamento o sostituendolo con un nuovo accordo. È ovvio che il Governo, nei rapporti con gli altri Stati e l’intera Europa, deve mostrare una politica unitaria nella figura del presidente del Consiglio.

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