sabato 17 marzo 2018

REDDITO DI CITTADINANZA E I SOLONI DEL NO

Di Maio Redditodi Maurizio Alesi - Dopo l’attacco al M5S per tutta la campagna elettorale, il blocco economico, politico, finanziario, editoriale prosegue compatto nel tentativo subdolo di screditare Di Maio per presunta incapacità sui temi economici.

Il tema su cui l’establishment ama intrattenersi di più, è il reddito di cittadinanza. I suoi detrattori sanno bene che si tratta di una proposta rivoluzionaria mai presentata prima. Ed è proprio per questo che la osteggiano con sorrisini di sufficienza e mettendosi la bocca a culo di gallina.

Continuano a giocare con le parole presentando il ddl grillino come una manovra assistenzialistica che svuota le casse del Paese, rovina la nostra economia (come se non fossero loro i responsabili del disastro in cui ci troviamo), e induce la gente a starsene sul divano a girarsi i pollici invece di cercare un lavoro.

Così viene raccontato il disegno di legge dagli scienziati che ci hanno sempre (s)governato. Al coro non poteva mancare il “colto” Vittorio Sgarbi: “i voti ottenuti dal M5s sono provenuti da una parte d’Italia non produttiva che aspetta il reddito di cittadinanza». Infatti fa l’assessore regionale in Sicilia perché si considera una persona improduttiva e, come tale, percepisce un lauto stipendio per infangare, con le sue volgari esibizioni, le istituzioni e la Sicilia. Lui sì che percepisce uno stipendio di cittadinanza, nell’accezione dispregiativa usata da egli medesimo.

C’è poi la categoria dei dotti “analisti dei flussi elettorali”, sicuri che il Centro e il Meridione hanno votato M5S per le “promesse clientelari” di Di Maio. In casa PD invece il voto di scambio è sconosciuto e, quando c’è, riguarda “fritture di pesce” e il ”re delle clientele come Dio comanda” (De Luca dicit). Come quei gigli di campo di F.I. e del centrodestra, indignati per il voto “comprato” al Sud dai grillini. In realtà cercano solo di giustificare il loro fallimento elettorale per i guasti arrecati al Paese producendo corruzione, spreco di risorse, affari e ruberie.

image_1521313322_11894196Il 5Stelle ha conseguito un risultato fragoroso in tutta la penisola, da Trento a Pantelleria, con una cifra che, ovunque, è al di sopra del 20% con punte del 70% in alcune realtà locali. Il dato nazionale del 32,7% è il consenso che arriva dai giovani, pensionati, imprenditori onesti, professionisti, ceto medio e disoccupati lasciati a marcire nell’indifferenza di chi oggi si scandalizza se qualcuno finalmente si occupa di loro.

Continuano a ripetere: “noi vogliamo dare lavoro non l’assegno portato a casa”. Parlano come se loro, invece del reddito di cittadinanza, gli assicurassero un’occupazione sicura. Naturalmente l’occupazione sicura non c’è e non può darla chi ha prodotto al Sud una disoccupazione tripla rispetto al Nord. Secondo loro una famiglia bisognosa dovrebbe preferire la promessa di un lavoro che non ci sarà, e rifiutare l’orrendo e repellente reddito di cittadinanza che invece garantirebbe loro le necessità primarie, elementari (vitto, alloggio, vestiario) per la loro sussistenza. Fingono di ignorare che da molti anni i giovani vanno all’estero a cercare lavoro perché in Italia è scomparso dai radar.

Oggi chi non ha, o ha perso il lavoro a 50 anni e oltre, non ha nessuna speranza di trovarne uno. Ecco perché l’iniziativa del 5Stelle è l’unica risposta, l’unica speranza per sopravvivere e ridare dignità a milioni di italiani che non hanno i soldi per curarsi e persino per mangiare. Si dica con onestà che il reddito di cittadinanza risponde ad un principio di solidarietà e di umanità. Un’opportunità sempre negata a chi non ha di che vivere.

I vecchi soloni alla Brunetta & c. si permettono di ostacolare un provvedimento giusto ed equo contro la povertà. E propongono tasse uguali per tutti: il precario del call center come Berlusconi o De Benedetti. Parlano di spreco di risorse quando la loro flat tax al 23% costerebbe 40 miliardi all'anno, una al 20% ne richiederebbe 63 e una al 15% imporrebbe coperture fino a 102 miliardi.

REDDITODICITTADINANZA-Movimento-5-Stelle-come-ottenereIl disegno di legge del 5Stelle ha un costo di 14,9 Mld per 8,5 milioni di persone e non è affatto un provvedimento assistenzialistico ma, al contrario, genera sviluppo consentendo di spendere qualche euro a chi prima non l’aveva. Persino Papa Francesco ha affermato: “il welfare non è un costo ma un mezzo per lo sviluppo”.

Il testo di cui si parla è stato scritto con senso di responsabilità ed è destinato a situazioni-limite in cui vivono singoli e famiglie a rischio emarginazione. Si rivolge a tutti (tutti, non solo ai raccomandati), i cittadini in condizioni di indigenza (povertà assoluta). È inferiore alla Naspi erogata dall’Inps ed è proporzionata allo stato di bisogno. La soglia di povertà è stabilita in 780 € al mese (9.360 euro l’anno). Lo Stato contribuisce a versare alle persone che percepiscono una somma inferiore, la quota che manca per raggiungere la cifra minima, considerata necessaria per la sopravvivenza. Per una famiglia con due figli la soglia è di 1.638 € al mese. Inoltre integra la pensione fino a 780€.

Per ottenerlo occorre: 1) iscriversi ai Centri per l’impiego; 2) seguire percorsi formativi per il reinserimento nel mondo del lavoro; 3) non rifiutare più di 3 proposte di lavoro; 4) non recedere da un contratto senza giusta causa, due volte in un anno. Il provvedimento, inoltre, non altera il rapporto deficilt/Pil e la soglia del 3%. Dunque non sono soldi elargiti a pioggia come affermano i morigerati e onesti Berlusconi, Renzi, e Salvini. I principali responsabili di miliardi dilapidati in prebende, favori agli industriali amici, corruzione che hanno il coraggio di parlare di spreco di denaro quando serve per la povera gente.

Nei Paesi dove si pratica un welfare serio, c’è un tasso di occupazione più alto ed esiste in tutta Europa: Francia, Germania, Svezia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta. In Danimarca ammonta addirittura a 1.400 euro a persona. Ma in Italia i politici competenti non lo vogliono, anche perché loro percepiscono già il “Reddito Massimo Garantito”. Garantito dalla permanenza trentennale in Parlamento. E senza neppure frequentare corsi di formazione.

Maurizio AlesiMaurizio Alesi
17 Marzo 2018

25 commenti:

  1. Claudia Cucuccio17 marzo 2018 22:56

    Bravo Maurizio Alesi!!

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  2. Concordo con tutto l'articolo di Maurizio Alesi, in particlare con questa frase:
    "Si dica con onestà che il reddito di cittadinanza risponde ad un principio di solidarietà e di umanità. Un’opportunità sempre negata a chi non ha di che vivere" .

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  3. Raffaella Schiavone18 marzo 2018 00:53

    In questa campagna elettorale ho avvicinato diverse tipologie di cittadini,dai professionisti,agli operai,medici,avvocati e....tanti bisognosi...i quali non andavano a votare perchè ormai "svuotati"...Allora deduco,da questa mia piccola esperienza,che il M5S è stato sravotato in chi crede nei valori di solidarietà e non guardando egoisticamente al proprio orticello,io fra questi...accorciare le diseguaglianze e dare il minimo indispensabile è quello che piu' mi ha affascinato del progetto 5 stelle! Grazie Maurizio per il tuo articolo....

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  4. Molto esplicativo il tuo articolo, Maurizio, e concordo su tutto. A parte ciò che dice la capra, tutte le altre critiche alla proposta 5S dovrebbero scivolare sul piano dell'indifferenza; se non sulla rabbia e sulla vergogna. Non si vuole prendere atto della realtà o si vuole farla rimanere tale mettendo avanti delle proposte che aiuterebbero solo i loro agiati elettori ed i propri insulsi interessi. Con Berlusconi si evidenzia sempre un conflitto d'interesse e con Salvini una mentalità nordista e destrorsa. L'indigenza e la povertà è un fatto acclarato ed una comunità che si rispetti non può tollerare un così grande divario fra ricchi e poveri. Gli italiani hanno fatto una scelta e speriamo che gli eventi possano darci l'opportunità di mettere in pratica il programma del Movimento.

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    1. Alba Ponticello18 marzo 2018 14:59

      È vero, Nino, l'indigenza e la povertà sono diventate intollerabili e mortificano padri di famiglia che sino a qualche anno fa portavano "la spesa" a casa.

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  5. Vadim Nardone18 marzo 2018 10:09

    Si dica però quello che è: reddito minimo garantito!!!
    Esiste dappertutto il reddito di cittadinanza solo in alaska

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    1. Non è un reddito minimo garantito. Si chiama Reddito di cittadinanza ne l Ddl presentato. Probabilmente è stato scelto questo nome per distinguerlo da altri interventi tipo: sostegno al reddito, reddito di inclusione sociale, salario minimo garantito, salario d’ingresso ed altre misure che, peró hanno ben altre caratteristiche. La proposta del 5Stelle è quella che interviene su una platea di disagiati molto più vasta e non ha le caratteristiche di mera assistenza sociale che hanno le altre iniziative. Io guarderei alla sostanza più che soffermarmi al nome. E' quella che conta

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  6. Raffaella Schiavone18 marzo 2018 10:14

    chiamalo come vuoi.........purché si attui

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  7. Liano Auletta18 marzo 2018 10:17

    Un articolo scritto punto per punto alla perfezione, più chiaro di così non si poteva. Standing ovation per Maurizio Alesi.

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  8. Michele Principato18 marzo 2018 10:20

    Due parole sul "Reddito di Cittadinanza", spinge le persone a cercare lavoro, a iscriversi ai centri per l’impiego, a frequentare corsi di formazione e a rientrare quindi tra le forze lavoro.
    Con i dati 2017, un aumento del tasso di partecipazione di 1 milione di persone consentirebbe un margine di deficit strutturale maggiore per circa 19 miliardi di euro al governo italiano. Se consideriamo che la spesa prevista per la creazione del Reddito di Cittadinanza (un reddito minimo condizionato) del M5S depositato in Senato a prima firma Catalfo, è di circa 14,9 miliardi di euro, possiamo concludere che questa misura si potrebbe totalmente auto-finanziare. Il Reddito di Cittadinanza, con l’obbligo imposto ai percettori della ricerca del lavoro e dell’iscrizione ai centri per l’impiego, fa aumentare il tasso di partecipazione. Quest’ultimo fa aumentare il Pil potenziale e quindi i margini di deficit strutturale consentito. Il tutto nel quadro delle attuali regole comunitarie. p.s. I soldi si prendono dallo spreco, partecipate farlocche etc. etc. , lo stato italiano spreca ogni anno 30 miliardi di euro, Cottarelli docet!!!!

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  9. "I SOLONI", sono curiosamente convinti che gli italiani sono stupidi perché gli stupidi fanno, o almeno lo facevano fino a quando non avevano alternative nella scelta politica. Ora che mostrare sempre maggiore intelligenza è anche la categoria dai cinquant'enni in poi e cioè il loro vecchio zoccolo duro, loro continuano a non capire e ripresentano sempre le stesse tecniche d'assalto, basate sulla demolizione mediatica dell'avversario, che però funzionano sempre meno, anzi fanno il gioco dell'odiato nemico. Infatti, i 5 Stelle sono volati al 32.7 % e loro in caduta libera. Insomma, la fase di estinzione politico giurassico è comunicata.

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  10. Rosalba Vitti18 marzo 2018 15:50

    E continuano a dire che l'Italia è divisa in due ... Al sud i pigroni che non vogliono lavorare, al nord gli alacri lavoratori che hanno votato altro... Basta guardare i numeri per smentirli e vedere che il Movimento 5 Stelle è stato il più votato nella stragrande maggioranza delle regioni italiane. Ma a "lor signori" non interessa la verità!

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  11. Non ho difficoltà ad ammettere che “il reddito di cittadinanza risponde ad un principio di solidarietà e di umanità”. Mettiamo da parte la propaganda, la campagna elettorale è finita, per analizzare come concretamente possa essere realizzata la proposta anche per non illudere coloro che da questo provvedimento sperano di uscire dall’emarginazione riscattando la propria dignità. Non bisogna nascondere che sull’argomento, all’interno del M5S, girano due proposte contrapposte. Quella provocatoria di Grillo che partendo dalla tesi di una “Società senza lavoro” lancia la proposta di un reddito di cittadinanza per nascita: consentire a ciascuno lo stesso livello di partenza. Di Maio, intervenendo alla Confcommercio di Milano, precisa: <>, aggiunge che il Movimento vuole uno Stato che: <>. Dalle parole di Di Maio emerge con chiarezza che il progetto iniziale subirà, prima di concretizzarsi, modifiche. Ho letto con attenzione il progetto: garantire un reddito che oscilla dai 780 euro per una persona singola ai 1,872 euro per un nucleo familiare di cinque componenti, è un progetto ambizioso che andrebbe oltre il provvedimento, in atto, del reddito di inclusione. Si prevede che siano interessati nove milioni di italiani. Il nodo da sciogliere consiste nel recuperare i fondi. Per l’ISTAT basterebbero 16,9 miliardi, per l’INPS 30 miliardi, per il M5S 20 miliardi. Prendendo come riferimento la stima del M5S: dei 20 miliardi, 13 sarebbero tasse e 7 tagli con un aumento della pressione fiscale dell’1%. Risorse da non paragonare, come giustamente ricorda Maurizio Alesi, con quelle che occorrerebbero per applicare la flat tax. Per inciso: le due proposte non conciliano con un eventuale governo Lega M5S. Per concludere non sono contrario ad un intervento a favore delle fasce più deboli. Non ho fiducia sui tagli, sforbiciare qua e là non è facile. Virginia Raggi, in campagna elettorale, aveva promesso tagli agli sprechi per 1,2 miliardi, ora ha dovuto chiedere allo Stato 1,8 miliardi per affrontare la questione delle periferie.

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    1. Renzi aveva affidato a Cottarelli il compito di tagliare le spese inutili. Ebbene, Cottarelli ha trovato 13 miliardi da recuperare immediatamente. Il problema è che Renzi, invece di tagliare le spese indicate dall'economista, ha tagliato Cottarelli e lo ha mandato a casa. Se Di Maio va al governo, ha già detto che si atterrà ai tagli individuati. Sono già 13 miliardi da mettere a disposizione del reddito di cittadinanza. La differenza è stata già indicata e non prevede, ovviamente, nessun aumento delle tasse.

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  12. TOTALMENTE D'ACCORDO CON MAURIZIO ALESI. COMBATTERE POVERTA' E INGIUSTIZIE SOCIALI. QUESTO E' UN VERO PROGRAMMA DI SINISTRA. BISOGNA RIPENSARE ED ABBATTERE IL CAPITALISMO E LA GLOBALIZZAZIONE DEL PROFITTO, DEL PLUS-VALORE, BISOGNA ESSERE CONTRO LO SFRUTTAMENTO DELL'UOMO SULL'UOMO. W KARL MARX ! SE NECESSARIO OCCORRE LA PATRIMONIALE E L'ESPROPRIO PROLETARIO.

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  13. Sig. Alesi, Lorenzo Romano ha cercato di rendere reale e ragionevole come poter applicare questo benedetto e demagogico "Reddito di cittadinanza", ma come al solito, lei cerca di raggirare il discorso con delle infantili spiegazioni che non hanno alcun fondamento, ne pratico e ne logico. Continua ancora a parlare di Renzi,e non tiene presente che la campagna elettorale è finita da un pezzo. I dubbi sulla ricerca di risorse per questa "umana" riforma sono fisiologici che sorgano. Si parla di coperta piuttosto corta e lei dovrebbe ammettere che la parola "taglio" comporta sempre delle privazioni a servizi e diritti sociali esistenti. Risorse che sostengono la povertà assoluta e l'indigenza, esistono anche se necessitano di ulteriori ritocchi. Ma lei, che tipo di società intende creare? Per fare un esempio semplice, a Napoli che impera incontrastato il lavoro nero, e quindi non dichiarato,lei ed il suo amato Di Maio a chi darebbe il R.d.C.? Ossequi.

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    1. Andrea Colombo20 marzo 2018 16:59

      @Anonimo
      Il lavoro nero il RdC lo farà finalmente emergere senza problemi. Il problema semmai sarà la portata del lavoro nero oggi sommerso e di cui difficilmente oggi si ha un dato preciso.
      Ad esempio:
      Un lavoratore in nero che vuole il RdC è costretto ad accettare un lavoro in regola, quindi dedicherà la propria giornata a quello e non ad altri lavoretti extra, che comunque dovranno essere stroncati con determinazione a tutela degli onesti.
      Anche i ricatti tipo restituzione di contanti al datore, pratica tristemente diffusa in diverse realtà del sud, finirà in breve. Il lavoratore rifiuterà subito di restituire ciò che è suo, pena denuncia al datore, e in caso di licenziamento o fallimento del datore disonesto, il RdC subentrerà a favore del lavoratore.
      I furbi saranno ripagati con la moneta che meritano.
      Se a questo aggiungiamo che chi oggi non ha un impiego potrà avere la formazione necessaria e che oggi non ha comunque, non vedo proprio gli svantaggi a cui fa riferimento.

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    2. Il lavoro nero non nasce col RdC. Da anni, anche senza questo provvedimento, ci sono migliaia di impiegati che percepiscono lo stipendio e al pomeriggio svolgono un altro lavoro, naturalmente in nero. Non capisco questa osservazione. Il lavoro nero può annidarsi ovunque anche senza percepire il RdC

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    3. Andrea Colombo21 marzo 2018 12:57

      @Maurizio Alesi
      Ha frainteso il mio intervento, o forse non mi sono spiegato a dovere.
      Non ho detto che il lavoro nero nasce con il RdC, ma che emerge: ora le cifre sono solo stimate, con il RdC l'evidenza del fenomeno sarà netta.
      Parlo anche di quelle situazioni a metà, ad esempio il part-time a cui faceva riferimento o la restituzione dei contanti di cui sopra, per cui ogni persona dovrà fare una valutazione seria e onesta sulla propria posizione lavorativa, visto che per le dichiarazioni mendaci si rischierà grosso.

      Ho la netta impressione che vedremo un fiorire di richieste per persone che, ufficialmente, oggi risultano totalmente assenti nel mondo del lavoro mentre in realtà svolgono, o anche solo in parte, lavori in nero (sottopagati, niente contributi, niente malattia o infortunio, niente ferie pagate, ecc. ecc.).

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    4. Condivido ciò che hai scritto, caro Andrea, e mi auguro che gli italiani diventino finalmente onesti attraverso la politica del M5S. Sarei davvero felice e cambierò immediatamente idea su un popolo dedito alla delinquenza ed al malaffare. Sarà la volta buona? I miei capelli bianchi mi suggeriscono di no. Comunque grazie Andrea.

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    5. Caro Andrea, la mia replica era rivolta ad un altro interlocutore su Fb. Probabilmente è stata trasferita sul Blog e riferita, erroneamente, al suo commento. Me ne scuso.

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  14. Bravo Maurizio! Fare chiarezza è giustissimo’unico vero reddito di cittadinanza l’hanno conosciuto la classe politica che ci ha rappresentato. Si parla tanto di povertà, di famiglie che non riescono a campare per poi dileggiare e distorcere un provvedimento presente già in quasi tutta Europa. Niente di assenzialistico. Il reddito d’inclusione era limitatissimo e difficilissimo da ottenere. Il reddito di cittadinanza è un aiuto ma non prescinde da paletti ben definiti. Che comprendono la frequentazione a corsi professionali non rifiutare il lavoro, iscriversi al Centro per l’impiego. Una legge che contrasta in maniera reale le diseguaglianze, l’emarginazione, l’ignoranza e mette al primo posto il diritto al lavoro. Parlare ancora di voto di protesta con risultati simili è una vigliaccheria bella e buona. Dire che si sono riempiti la bocca di bugie è un’offesa agli elettori. Nessuno che dica che siamo stufi di una politica fatta per interessi personali, per sistemare parenti e amicidi favoritismi e costi della politica altissimi, del disgusto per la casta. Il voto al M5S non è stato un voto di protesta ma di voglia di cambiamento forte anche da parte di un ceto medio appiattito e scomparso. Auguriamoci solo che possano governare

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  15. Grazie per l'articolo.
    Vorrei cogliere l'occasione per un suggerimento. Con la stessa forza con cui difende questo provvedimento, l'M5S dovrebbe concentrarsi sulla diminuzione delle tasse. Siamo uno dei paesi peggiori al mondo per oppressione fiscale. Gli ammortizzatori sociali, come dice la parola, sono strumenti per attutire i brutti colpi dell'economia, ma non sono la soluzione. Abbassare le tasse è una delle necessità che il nostro paese ha per ridare respiro all'economica in modo strutturato. Inoltre più tasse i governanti raccolgono e più rischi ci sono di corruzione e sprechi. Mi dispiace che di riduzione dell'oppressione fiscale l'M5S non ne parli molto di più e con massima priorità.

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