domenica 15 ottobre 2017

DESTRA E SINISTRA NEL CROLLO DELLE IDEOLOGIE

marx-hegeldi Patrizio Laconi - In realtà si potrebbe dire anche Destra e Sinistra nel mondo globalizzato perché i due fenomeni sono praticamente concomitanti e interconnessi.
Voglio essere schematico perché è mia intenzione solo fornire degli spunti di riflessione. Nella Sinistra il crollo delle ideologie ha comportato:

1) Il tracollo della visione storicistica, secondo cui la storia non può che conoscere progresso. Questo è un mito davvero ormai irrecuperabile. Ma per alcuni versi era fondante (e rassicurante per la sinistra stessa). Ereditato da Hegel attraverso Marx, possiede anche una filiazione nell'escatologia cristiana, ma lo stesso positivismo e liberismo ne hanno fatto un cardine a giustificazione che certe “disfunzioni del modello” si sarebbero messe a posto sotto la spinta del progresso scientifico e l’espansione del mercato. Singolare come, se il crollo del finalismo storico ha investito la sinistra sconquassandone i principi fondanti, questo mito resista ancora nel neoliberismo.

2) Il venir meno dei soggetti protagonisti della lotta di classe come persone capaci di prendere di coscienza in modo immediato (o quasi) dello sfruttamento capitalistico e di conseguenza auto-organizzarsi nella lotta. L’organizzazione classica della fabbrica è sparita da un pezzo, e quando persiste, non persiste in termini temporali da consentire quei processi, frantumata dalle delocalizzazioni intermittenti e dal sottoproletariato a buon mercato che preme.

Silvio e Putin3) Il tracollo di un qualche modello alternativo al capitalismo pervasivo. L’Unione Sovietica era, per la stragrande maggioranza dei partiti di sinistra, un modello da cui poter almeno prendere alcuni riferimenti, anche condannandone il regime dispotico. E per altri versi, lo stesso occidente capitalismo era costretto in molti casi a prudenza dall'esistenza di questo contraltare. Tutti gli esempi che si possono fare per dimostrare che quella prudenza sia andata spesso a gambe all'aria, non smentiscono il fatto che un freno alla colonizzazione globale ci sia comunque stato.

Da queste premesse si possono trarre della conclusioni. Il punto 1) getta qualunque azione politica nel rischio di sconfitta che non si circoscrive necessariamente alla sola battaglia contingente, la lotta stessa è avvolta da una fluidità che ha bisogno di essere continuamente motivata, nella presa d’atto che non c’è un insieme di forze compatto che garantisce il raggiungimento del “Fine”. Se dall'orizzonte vengono espulse la Grandi Mete, è nel contingente e nella sua precarietà che bisogna darsi un assetto. Tutto questo riguarda ormai peraltro ogni aspetto della cultura globalizzata. Se dovessimo guardare in direzione della scienza, per esempio, dovremmo concludere allo stesso modo.

Dal punto 2) si vede che tra le classi sfruttate non ce n’è una che gode di una visuale più ampia e possiede per sua natura mezzi e forme organizzative privilegiate. Qualcuno si strappa le vesti quando vien ricordato che il sindacato è tutto da rifondare, ma questo mi pare solo un ovvio corollario a quanto detto.

Il terzo punto è quello che a mio avviso genera ancor più la sindrome di navigazione in mare aperto e affila in modo tremendo le armi agli avversari. Per quello che a loro serve, con una visione culturale solo strumentale ai loro fini, lo Storicismo non è appunto tramontato e hanno fin troppo buon gioco ad accusare gli avversari di percorrere strade che la Storia ha dimostrato errate.

Fin qui la Pars Destruens. Ma la domanda è allora cosa resta della Sinistra? E quali rimangono i valori fondanti?

Provo anche qui ad essere schematico

Umberto Garimberti1) La lotta contro ogni tipo sfruttamento dell’uomo sull'uomo. Per la Sinistra deve continuare a rimanere troppo vaga (non errata s’intende!) una generica aspirazione all'uguaglianza che non vada più alla radice. Ha ragione Umberto Garimberti quando dice che, riguardo all'analisi dell’evoluzione del capitalismo, se Marx si è sbagliato si è sbagliato solo per difetto.

Per altri versi invece sono proprio talune suggestioni del socialismo utopistico che un pensiero pragmatico e critico deve saper riscoprire.

Par82431392) La ricerca di Unione tra popoli per una nuova presa di coscienza dei problemi globali. Da un lato penso alle varie Internazionali che furono (con tutti gli errori, sia chiaro). Gli errori non cancellano la necessità di arrivare a coinvolgere maggiormente. Tutto questo è oggi pura utopia, eppure è necessario, anche per i problemi che riguardano non solo i “più deboli e indifesi del pianeta” ma anche i suoi beni e le sue risorse. La crescita infinita non esiste, come tutti sanno facendo finta di non sapere. Qui la citazione dell’enciclica di Papa Francesco è d’obbligo, comunque la si pensi.

3Democrazia1-557x262) La difesa della democrazia, pur nell'assunzione di tutta la sua relatività. Anzi proprio dalla coscienza della sua relatività s’impone la necessità di renderla sempre più sostanziale, difenderla contro tutti gli attacchi che ora subisce, dal dilagare di un autoritarismo soft, che via via la conculca.
E per questo è inutile far finta che non esistano tecnologie che migliorano il grado di informazioni disponibile per il cittadino e fanno in lui maturare giudizi consapevoli da esprimere in modo diretto.

4) L’idea di un alto valore della moralità e soprattutto del senso comunitario. Questo dovrebbe pervadere e caratterizzare ogni forma organizzativa dal basso verso l’alto. E tutto questo nel mentre che il potere dominante percorre le vie di un’etica capovolta, in cui non solo la violenza agli uomini e ai beni è ogni giorno messa in opera, ma anche la corruzione e il malaffare spesso sono mezzi di cui si serve per mantenere sé stesso, come mai era divenuto così palese.

Vorrei aggiungere un quinto ma non ultimo punto. Anzi forse il più importante. La consapevolezza che non si possono non commettere errori e che dagli errori s’impara, specialmente quando gli obiettivi sono complessi.

Patrizio LaconiPatrizio Laconi
15 Ottobre 2017

P.S. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa interessante riflessione su un tema fondamentale per ragionare di Politica. Destra e Sinistra e il crollo delle ideologie, un’analisi efficace fino ai giorni nostri e una difesa della democrazia che deve essere resa sempre più sostanziale. Utilizzando al meglio le tecnologie disponibili che permettono ai cittadini una partecipazione consapevole e la possibilità di attingere alle informazioni in modo diretto e sempre meno condizionabile. Patrizio Laconi, nato a Nurri (NU) nel 1953 vive a Cagliari e si è sempre occupato di scuola popolare per adulti. Laureato in Fisica Teorica ha insegnato matematica, elettrotecnica, elettroni e informatica. Ha partecipato al stesura del manuale di Elettronica edito dalla Hoepli, ha fondato la “Leonardo Software House”, ha collaborato con l’istituto L'istituto di Fisiologia dell'Università di Cagliari nel campo dei Sistemi di riconoscimento immagini e metrica 3D. Appassionato di Politica ha seguito con un certo interesse i nostri dibattiti e questo è il suo primo articolo su PoliticaPrima.
Benvenuto e buon lavoro.
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11 commenti:

  1. Tutto bene, quanto ad analisi ed agli obiettivi. Manca il soggetto rivoluzionario. Dove nascerà? Come farlo nascere?

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  2. Chi governa il destino politico-economico del pianeta (i cosiddetti poteri forti mondiali), non consentirà mai di tornare indietro. Ormai vige la legge del più forte e la selezione naturale di Darwin. Il mondo è dominato dal denaro. Chi ne possiede tanto decide anche per gli altri, tutti gli altri saranno destinati a vivere di stenti e di assistenza. La logica perversa è quella di farti sentire libero nelle scelte mentre ti tengono al guinzaglio. Anche la capacità di ribellione appare velleitaria e si verifica solo episodicamente e localmente.

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  3. Raffaella Schiavone16 ottobre 2017 11:02

    Ho letto con interesse...e sono pessimista alla luce del lento decadimento in cui è scivolato il nostro Paese...lentamente ci hanno tolto diritti,lentamente, si' da accettare qualsiasi misura decisa dalla politica,come necessaria contro la crisi e,protagonisti di questa deriva sono stati i partiti TUTTI,ormai senza ideali...

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  4. Gaetano Landolina16 ottobre 2017 12:29

    Condivido in pieno ,viviamo talmente avvinghiati a questo sistema che anche le piccole ribellioni fanno parte della commedia in cui tutti ci immedesimiamo e ci sguazziamo

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  5. Complimenti all'autore che, con un approccio di imparzialità scientifica, fornisce un quadro sistemico in cui vengono posti in luce i riferimenti che si è abituati a considerare in un ottica del passato, che non si attaglia al contingente.
    L'analisi che ne segue è efficacemente schematica e fornisce spunti di riflessione su cui si infrangono molti degli slogan e dogmi che animano le discussioni i cui protagonisti sembrano giocattoli a molla, a suo tempo caricati, ma che ora si muovono in tondo senza sapere perché.
    Troppo spesso si vive il presente con una mentalità inadeguata, senza la voglia di sforzarsi ad analizzare il contingente e rinunciare al senso di protezione che ogni fede elargisce in cambio della ragione.

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  6. Ringrazio intanto tutti, anche coloro che hanno espresso perplessità, perché i dubbi son sempre preziosi. Francesco ha colto perfettamente lo spirito e la sostanza di questa mia nota, così come Giangiuseppe che mi ha aiutato notevolmente. Tra l'altro il suo precedente articolo ha strettissimo legame col mio pensiero, come cercherò di dimostrare in un'altra nota , se mi riesce.
    Qui vorrei solo mettere in guardia, da qualcosa che emerge in modo particolare dal commento di Raffaella Schiavone: è quel "TUTTI" scritto con la lettera Maiuscola. Devo dire in modo netto che non sono d'accordo e non solo, perché esiste qualcuno che sì - siede in parlamento - ma che non ha mai governato con nessuno, fino a prova contraria. Ma quel tutti non mi piace per una questione va ancora più a monte. Se non ci abituiamo a vedere le differenze, allora sì che diventa difficile il cammino. Non è vero che il cinismo di Berlusconi è simile alla sostanziale buona fede di Bersani. Poi posso anche convenire che la sostanziale buona fede di Bersani ha prodotto danni mica da poco, ma questo è un altro discorso e vorrei che la differenza fosse avvertita non perché domani ci si debba proporre un'alleanza di qualche natura (son lontano mille miglia da qusto modo di pensare), ma oerché, se non notiamo le differenze, allora è segnoi che i nostri strumenti di analisi sono poco accurati e ci dobbiamo preoccupare per noi stessi. Lo dico davvero in maniera accorata e rispettosa: il pessimismo cosmico uno lo può anche coltivare nell'intimo, ma rende vana l'azione politica ( di questo bisogna che se ne convinca), non solo per ciò che attiene al singolo, ma per l'innesco inarrestabile di sfiducia che ingenera, tutto pervadendo. E allora sì che la situazione non può che peggiorare.
    Anche chi ha posto il problema dei "nuovi soggetti che mancano" merita una risposta più articolata e non mi pare il caso in questa sede, spero di poterci tornare.

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  7. Interessante l'articolo di Patrizio Laconi: concetti espressi in modo schematico e comprensibile. Sono molti i filosofi che si sono interessati della Storia e lo Storicismo ci ha fatto capire che, al di là del significato intrinseco della Storia e quello espresso con maestria da Vico, Marx, Hegel ed altri, essa resta sempre magister vitae. Noi abbiamo acquisito la consapevolezza che esiste la differenza fra Destra e Sinistra - la Sinistra intesa come difesa degli inalienabili diritti umani - e che questa differenza potrebbe non essere evidente subitaneamente, ma potrebbe evidenziarsi col tempo e col ripetersi dei "cicli". Il Comunismo é finito perché utopico, anche se adesso si rende necessaria una bella dose di utopia, generatrice di energia travolgente, per sconfiggere l'artefice di tutte le nefandezze su questa terra: il potere economico-finanziario, il Capitalismo sfrenato. C'è stato un momento, come dice Patrizio, che era proprio l' ideologia Marxista a fungere da deterrente, ma oggi il Moloc é libero di produrre distruzione e miseria perché incontrastato. Adesso io dico che dovremmo essere discepoli più attenti della Storia, perché ci vuole poco a capire dagli avvenimenti da essa prodotti che, essendo noi geneticamente tarati e marchiati dunque dall'egoismo, potremmo aspirare solo ad un Socialismo Liberale, che dovrebbe rappresentare gli ideali della Sinistra e che ci potrebbe regalare pace e giustizia sociale con un un bel Contratto Hobbesiano.

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  8. Doriana Consiglio17 ottobre 2017 10:01

    Di fronte un'analisi così esaustiva i complimenti sono doverosi. Complimenti e grazie a Patrizio Laconi, soprattutto per l'apertura possibilistica contenuta nella chiosa: l'errore fa parte del cammino e dovremo sbagliare per poterci correggere e raggiungere l'obiettivo cui tendiamo...

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  9. Un benvenuto a Patrizio Laconi e al suo articolo di spessore e che denota una conoscenza storica e un gran senso critico. Le riflessioni si susseguono nella mia testa. E sono tante. E forse il mio commento sarà un po’ sporadico Caduta delle ideologie e dunque appiattimento sul fronte di opinioni, valori e credenze che denotavano e distinguevano un partito. . Il crollo delle ideologie è crollo di valori La storia non conosce linearmente solo progressi ma anche regressi. Io sono Siciliana erede del regno delle due Sicilie e lo so bene. La caduta di ogni pudore e morale porta alla ricerca del bene individuale a scapito di un bene collettivo. E’ la forza dei poteri forti che determina il divenire degli eventi mondiali. E persino della salute. Il sapore della globalizzazione non doveva essere questo! La globalizzazione dei muri e dei tanti nazionalismi mi lascia perplessa. Il villaggio globale di cui tanto si teorizzò non c’è sicuramente. Un tempo ci si ribellava a uno stato di perenne emergenza morale e sociale. La classe degli intellettuali, gli studenti scendevano in piazza. E ora?mugugni e lamentele Dobbiamo ammettere che la crisi che stiamo vivendo è peggiore di quella che riusciamo a raccontarci. Leggendo la tua conclusione mi ci ritrovo perfettamente. La scienza non è più sinonimo di certezze e allora voglio tentare ciò che dici Voglio guardare verso un nuovo assetto nella precarietà e nell’immediatezza. Spero che il tuo bell’articolo trovi commenti, magari, più adeguati del mio.


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    1. Ben detto Marisa!

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    2. Silvio Barbata22 ottobre 2017 14:35

      Nino Risitano, i teorici del villaggio globale e dell'appiattimento ideologico delle identità...hanno seminato il male...uno degli imperativi etici è il principio di responsabilità, il male non è casuale eppure la massima parte dell'umanità sembra non imparare nulla dalla storia e dalle esperienze precedenti e continua a reiterare sempre gli stessi errori..e dare credito agli ideologici delle solite idee sballate, le stesse idee che sono state causa dei mali attuali...è veramente impressionante l'autolesionismo di intere generazioni.

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