martedì 17 ottobre 2017

Dedicato a Grasso e Mattarella. Il mito delle liste corte

renzi-grasso-mattarella-di Sergio Bagnasco - Sul mito della conoscibilità e delle liste corte. Nonostante i roboanti trionfalismi, la certezza è che il Rosatellum-bis porterebbe al 100% di eletti privi del sostegno diretto degli elettori.
Quindi è perfettamente incostituzionale, come il porcellum.
Il candidato uninominale che risulterà vincente lo sarà anche grazie al voto di coloro che non lo votano ma scelgono una lista a lui collegata.
Il candidato uninominale perdente ... non è eletto ma i voti da lui ottenuti concorrono alla elezione dei candidati delle liste bloccate a lui collegate. Una situazione illogica che è la negazione dell'uninominale in cui l'elettore sa perfettamente cosa produce il suo voto.
Mattarella giudice costituzionaleSecondo alcuni sarebbe la Corte costituzionale ad aver raccomandato le liste corte e questo renderebbe superflua la preferenza.
A parte il fatto che è falso che la Corte abbia affermato che basti il requisito della conoscibilità per rendere legittime le liste bloccate, sarebbe sufficiente un minimo di conoscenza delle tecniche elettorali per rendersi conto che la conoscibilità dei candidati in questa ipotesi di legge non ha alcun pregio.
La conoscibilità ha un valore quando l'effetto del voto si esaurisce nella circoscrizione, come succede in Spagna, dove anche la soglia per concorrere alla ripartizione dei seggi è circoscrizionale.
Ciò significa che l'elettore sa esattamente cosa potrà produrre il suo voto: concorre ad eleggere esattamente quel ristretto gruppo di candidati inclusi nella lista che vota e conosce. Quella è solo quella.
Con il Rosatellum-bis, invece, il voto va a finire in un totalizzatore nazionale.
Quindi, il mio voto serve con certezza a contribuire alla ammissione di un partito alla ripartizione dei seggi a livello nazionale.
Se il partito è ammesso alla ripartizione, anche grazie al mio voto, saranno eletti coloro che hanno preso più voti in una classifica nazionale del partito collegio per collegio.
Ergo, il mio voto dato a Pavia può favorire l'elezione di un candidato a Cosenza.
A cosa serve in queste condizioni che le liste siano corte e quindi conoscibili i candidati?
Dovrei conoscere tutti i candidati d'Italia.
Sul piano giuridico la Corte già dal 1975, sentenza n. 203, ha affermato che i partiti non violano alcun diritto nel decidere l'ordine di presentazione dei candidati perché l'elettore può con il voto di preferenza scegliere il proprio rappresentante.
Ne consegue che se i partiti decidono l'ordine di presentazione ma privano l'elettore del diritto di scelta ... siamo in una ipotesi perfettamente incostituzionale.
Grasso PietroQuesto è un punto fermo e noto a tutti i costituzionalisti, anche se quelli in servizio permanente per il Renzi di turno fingono di ignorarlo.
Questo aspetto fu ampiamente discusso negli anni '80 e fu proprio per questo che si arrivò al referendum per abrogare la preferenza multipla e non la preferenza in sé.
Guarda caso la Corte ha ricordato questa sentenza del 1975 anche tra le argomentazioni di censura del Porcellum.
Riflettano meglio Grasso e Mattarella se non vogliono confondersi con gli specialisti in leggi suine.

Sergio BagnascoSergio Bagnasco
17 Ottobre 2017

19 commenti:

  1. Estremamente didattico, oserei dire secondo una deformazione professional, ch tradotto significa: anch chi ha la testa dura deve capire. Complimenti quindi per la sostanza e la chiarezza con cui vine espressa. Condivido completamente


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  2. In pratica, se andremo a votare con questo Rosatellum, per non farsi fagocitare il voto all'interno delle coalizioni,bisognerebbe votare un partito che si presenta da solo.

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  3. Il ragionamento non fa una grinza, Sergio. Io ho però ribadito più volte che la Corte Costituzionale dovrebbe essere consultata in situazioni molto problematiche; per me infatti tutto è ammissibile costituzionalmente se viene data al cittadino la possibilità di votare per il Partito, il Movimento o l'Aggregazione politica ove siano elencati, é logico, i nomi dei partecipanti alla competizione elettorale. Sono per il maggioritario con un grande premio di maggioranza e questo perché a 68 anni ho capito che le leggi più semplici e chiare portano giovamento alla Democrazia, preservandola da imbrogli, voti di scambio, precarietà di governi ed interferenze mafiose.

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    1. Sergio Bagnasco17 ottobre 2017 21:52

      Non è rilevante ciò che a ciascuno di noi può legittimamente risultare gradito ma ciò che è conforme alla Costituzione che o si rispetta o si cambia.

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  4. Armando Pupella17 ottobre 2017 16:02

    Io la penso ancora così:

    E BASTA COL TORMENTONE DELLA LEGGE ELETTORALE ANDANDO DA PORCELLUM IN PORCELLUM !

    Quando boccio' il porcellum, la Corte Costituzionale disse che possiamo votare col proporzionale, e aggiunse che il Parlamento, eletto col porcellum, poteva rimanere per evitare, giustamente, vuoto di potere e caos. Questo Parlamento si sarebbe dovuto e si dovrebbe occupare SOLO degli affari correnti, e avrebbe dovuto e dovrebbe varare una legge elettorale decente; invece ha fatto leggi molto strane nonostante sia stato eletto col poco democratico e incostituzionale porcellum
    Applicando al proporzionale il CORRETTIVO della sfiducia costruttiva si assicurano massima rappresentativita' democratica e stabilità di governo che evita frequenti e lunghe crisi di governo, al buio. Con sfiducia costruttiva, mentre si sfiducia il governo, simultaneamente si concede la fiducia al nuovo governo; se in Parlamento non c'è maggioranza per la sfiducia il governo rimane in carica. E basta con candidati nominati dalle segreterie dei partiti ! Si dia a noi italiani la possibilità di scegliere chi votare tra diversi candidati. E senza i cavilli aritmetici dello sbarramento e del premio di maggioranza !

    IL COMPIANTO GIUDICE PAOLO BORSELLINO AVEVA RAGIONE. MA CON UNA LEGGE ELETTORALE DECENTE E DEMOCRATICA.

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    1. Simone Zagarolo17 ottobre 2017 21:55

      La conoscibilità dei candidati è solo una questione di danaro! Più appari in tv , nei cartelloni pubblicitari,nei Talk Show , rilasci interviste e più sei percepito cono conoscibile!!!

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    2. Sergio Bagnasco17 ottobre 2017 21:57

      La conoscibilità non è solo una questione di denaro.
      Mai tutti i candidati risultano conosciuti grazie alla TV.
      Questo ragionamento vale per pochi ed è esattamente quel che vogliono: che si voti il leader del partito.
      Ma allora a che servono i parlamentari?
      Votiamo i partiti e ciascun segretario poi vota in rappresentanza di un pacchetto di voti, come fossimo in un consiglio degli azionisti.
      La scelta della persona serve proprio a creare una effettiva rappresentanza.

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  5. In parlamento siedono centinaia di bravi ragazzi 5 stelle che non sono stati scelti da nessuno. Eppure sono bravissimi.

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    1. Sergio Bagnasco18 ottobre 2017 00:12

      Il 25% circa degli eletti nel M5S è in altri lidi.
      Sono bravissimi anche questi?

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  6. Giuseppe Granatelli17 ottobre 2017 21:58

    E’ falso?
    Vogliamo provare a fare parlare la Corte Costituzionale con la sua sentenza?
    “In definitiva, è la circostanza che alla totalità dei parlamentari eletti, senza alcuna eccezione, manca il sostegno della indicazione personale dei cittadini, che ferisce la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione. Simili condizioni di voto, che impongono al cittadino, scegliendo una lista, di scegliere in blocco anche tutti i numerosi candidati in essa elencati, che non ha avuto modo di conoscere e valutare e che sono automaticamente destinati, in ragione della posizione in lista, a diventare deputati o senatori, rendono la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri CARATTERIZZATI DA CIRCOSCRIZIONI ELETTORALI DI DIMENSIONI TERRITORIALMENTE RIDOTTE, NELLE QUALI IL NUMERO DEI CANDIDATI DA ELEGGERE SIA TALMENTE ESIGUO DA GARANTIRE L’EFFETTIVA CONOSCIBILITÀ DEGLI STESSI E CON ESSA L’EFFETTIVITÀ DELLA SCELTA E LA LIBERTÀ DEL VOTO (AL PARI DI QUANTO ACCADE NEL CASO DEI COLLEGI UNINOMINALI).”
    A me non sembra proprio falso.

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    1. Sergio Bagnasco18 ottobre 2017 00:34

      Facciamo l'analisi logica di quanto hai letto.

      Intanto da questo brano non si può dedurre che sia sufficiente che le liste siano corte perché siano conformi alla Costituzione.

      Infatti, la Corte scrive che il porcellum NON È COMPARABILE con altri sistemi, nemmeno con quelli in cui ci sono POCHI CANDIDATI in CIRCOSCRIZIONI RIDOTTE.

      Quindi, occorre mettere in relazione il numero dei candidati con le dimensioni della circoscrizione e il meccanismo di proclamazione degli eletti.

      Per esempio come avviene in Spagna in cui le liste sono bloccate, le circoscrizioni piccole con soglia circoscrizionale e il voto esaurisce i suoi effetti nella circoscrizione.

      Da noi, invece, il voto ovunque dato concorre a un risultato nazionale poiché serve in prima battuta a determinare se una lista è ammessa a livello nazionale alla ripartizione dei seggi; quindi risulteranno eletti coloro che si sono piazzati meglio a livello nazionale.
      Ne consegue che il voto a Torino può essere determinante per eleggere un candidato a Messina.

      Il voto non esaurisce i suoi effetti nel collegio in cui è espresso; a che serve che io conosca i candidati del mio collegio se con il mio voto posso eleggere persone di altri collegi?

      In secondo luogo, le sentenze vanno lette per intero. E prima di questo passaggio che tu citi la Corte richiama la propria sentenza del 1975 in cui afferma quanto ho ricordato. Perché lo fa?

      Trasformare un ragionamento in cui si sottolinea la incomparabilità di una normativa elencando altre tipologie in una affermazione di compatibilità di queste altre normative con la nostra Costituzione è una operazione da gioco delle tre carte.
      Infatti, nulla in questo ragionamento autorizza a concludere che tutti gli altri sistemi siano compatibili con la nostra Costituzione.
      La Costituzione francese prevede, per esempio, il voto indiretto che la nostra non prevede.

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  7. Per me va bene che non ci siano i voti di preferenza. le preferenze fanno vincere solo ladri e farabutti.

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    1. Sergio Bagnasco18 ottobre 2017 00:37

      Infatti negli ultimi parlamenti non abbiamo avuto ladri e farabutti, vero Anonimo fuori come un balcone?

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  8. Io non capisco cosa lei voglia dire. Ribadisco però di essere contraria alle preferenze ai voti comprati e alle campagne elettorali dei candidati in cerca di voti comprati con soldi che hanno rubato o che ruberanno.

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  9. SONO IN PIENA SINTONIA CON L'ANOnimo precedente . HO una certà età vivo in sicilia e potrei faRE UN elenco infinito DI Eletti con le preferenze tutti mafiosi lADRI E cORroTTi. NON FACCIO I NOMi SolO pERcHè non voglio noie ma vi assicuro che non si salva nessuno.

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  10. Sergio Bagnasco18 ottobre 2017 19:21

    E questi mafiosi spariscono eliminando le preferenze?

    Che ingenua bugia vi raccontate.

    Anzi c'è il rischio che i mafiosi comprino la candidatura rafforzando i rapporti tra mafia e politica.
    Infatti, in questi anni senza preferenza (dal 1994 i parlamenti sono eletti senza preferenza) non mi sembra che siano mancati i ladri e i mafiosi in Parlamento e direi che i politici locali hanno spesso svolto la funzione di assicurare potere ai partiti nazionali in cambio di libertà di monovra sul territorio.
    Così la penetrazione criminale nelle istituzioni ha raggiunto livelli mai visti.

    Inoltre, la preferenza unica è molto difficile da condizionare mentre in assenza di preferenza è facile ottenere un posto in cima alla lista.

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  11. Sig badnasco lei forse non vive in sicilia e neppure al sud ma qui la storia è diversa.

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  12. Sergio che questa legge è una solenne fregatura alla maggior parte di noi è stato chiara subita. Dopo tante sollecitazioni a fare una legge elettorale come si deve, il risultato è che comunque voteremo per chi non vogliamo votare. La maggioranza non la raggiungerà nessuno e inizierà la transumanza. Partitini di nessun conto saranno corteggiati. Gli italiani non lo meritavano! Si sappiano regolare e andando a votare. Io mi chiedo se sia veramente incostituzionale. Ho sentito l’intervista a Rosato e lui dichiarava che nessuno può attaccarla, può solo piacere o non piacere. Mi sono chiesta se sarebbero capaci di arrivare a una legge non valida dopo due respinte. Sarebbe la loro fine definitiva. Sono quello che sono ed è inutile dirlo ma una terza legge incostituzionale!la legge potrebbe essere attaccata dalla corte di Strasburgo e questo melo aspetto. Personalmente non volendo rischiare voterò un partito che non propone ammucchiate e tranelli. Il M5S è stato attaccato più volte per non essere propositivo anzi di essere spropositivo.La legge elettorale caldeggiata dal movimento ebbe contrasti per il Trentino e si preferì farne una nuova. Ricordo male?Quanta confusione! Non usiamo a vanvera la parola “competente” politica. Non lo sono ma sanno fare di tutto per tenersi le loro poltrone e i loro privilegi.
    Grasso e Mattarella taceranno?Intanto si risente parlare di Verdini.Che nausea!

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