domenica 13 agosto 2017

Siciliani Liberi. Un voto consapevole per cambiare

La Rosa Siciliani Liberi logodi Michele D’Amico – In Sicilia le elezioni sono ormai alle porte e il prossimo 5 novembre i cittadini saranno chiamati a eleggere il presidente e la coalizione per il governo dei prossimi cinque anni.
Chi scrive non intende esprimere un giudizio sull'operato del governo ancora in carica. E ciò per due ordini di ragioni: la prima, la più importante, è che i siciliani sono un popolo storicamente intelligente e capace di discernere se la politica che ha governato la Sicilia e i siciliani lo ha fatto in loro favore o se, al contrario, ha mal governato e ne ha tratto un uso strettamente personale e di parte. La seconda nasce dalla convinzione che discutere dell'azione politica del governo in carica significherebbe scadere al medesimo livello di chi ha “guidato” l’isola nell'ultimo quinquennio.

Rosario-Crocetta-PDTale convinzione assume ancor più valore se una nuova compagine intende proporre un programma politico che non abbia nulla in comune con quello realizzato finora. I risultati dell’azione politica, infatti, sono evidenti e riscontrabili anche da coloro che non vogliono deliberatamente vedere.

Il ruolo esercitato dal sistema dell’informazione, dalla carta stampata, Tv, radio e internet, nella formazione delle coscienze, è in questo caso fondamentale e può determinare le scelte degli elettori. I cittadini infatti possono avere consapevolezza delle nuove proposte politiche, dei loro programmi e delle idee da mettere in pratica per la soluzione dei problemi della Sicilia.

Sia subito chiaro: non esiste alcun obbligo giuridico che costringa gli organi d’informazione a diffondere i programmi delle forze in campo. Tuttavia esiste un obbligo morale non scritto che, se applicato, ridurrebbe la distanza tra chi ha mezzi finanziari per farlo autonomamente e chi, invece, non ha le risorse economiche necessarie. In tal modo aumenterebbe per i cittadini la possibilità di conoscere i programmi delle forze politiche in corsa per il governo regionale. E il valore democratico e l’imparzialità degli organi di informazione assumerebbe un importante significato. In ultima analisi si offrirebbe agli elettori la possibilità di operare una scelta di voto ancora più libera e democratica.

Siciliani Liberi manifestazioneFatta questa premessa, mi preme spiegare le motivazioni che mi hanno spinto a condividere il percorso politico e il programma del Movimento dei Siciliani Liberi, e del candidato Presidente Roberto La Rosa. Un Movimento costituito da uomini e donne che amano la Sicilia e i siciliani. Cittadini che non hanno mai avuto alcun incarico politico, convinti che il futuro non può essere di coloro che hanno “governato” la Sicilia negli ultimi venti anni. Ma è di quei siciliani affrancati da quei partiti che hanno promosso logiche di spartizione di potere per soddisfare i bisogni di pochissimi a danno di un'intera collettività.

Alfano-Crocetta-Renzi AgIl futuro, ritengo, è dei cittadini che non si rassegnano allo squallore cui abbiamo assistito e stiamo ancora assistendo in questi giorni. Un parlamento che non ha prodotto nulla negli ultimi tre mesi, afflitto da logiche spartitorie e aritmetiche per comporre gli schieramenti, dominato dai partiti che hanno condotto la Sicilia in fondo ad un baratro.

Per questo è necessaria una forte campagna di sensibilizzazione nei confronti di quel 50% che non andando a votare rinuncia ad esercitare quella sovranità che gli appartiene per Costituzione. E bisogna anche rivolgersi agli indecisi, ai delusi che hanno sostenuto i partiti responsabili di questo scempio. Nella consapevolezza che un nuovo corso politico in Sicilia è possibile, nella misura in cui noi lo vogliamo andando a votare.

Tutti noi elettori il 5 novembre prossimo saremo chiamati ad esercitare il più nobile dei diritti/doveri, quello del voto: quello sarà il momento in cui il governo e i partiti verranno giudicati, e sarà il momento in cui tutti insieme decideremo il nuovo governo della Regione Sicilia. E’ una grande responsabilità che i siciliani dovranno affrontare facendo tesoro dei gravi errori commessi nel 2012. Una scelta, la mia per prima, che determinerà il futuro nostro e quello delle nuove generazioni. Non è possibile sbagliare ancora.

Michele D'AmicoMichele D’Amico
13 Agosto 2017




28 commenti:

  1. spuntano come funghi i benefattori della Sicilia , ad un paio di mesi dalle elezioni , fondano movimenti con due , tre componenti , propongono programmi delle buone intenzioni , per fare stare tutti bene . la soluzione della bacchetta magica ! forse la loro presenza genera più confusione di quanta ce ne sia in giro , con l'effetto di rafforzare le ragioni di chi si resterà a casa il 5 novembre prossimo !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Signor Reina, lei ha ragione se si riferisce alle liste fai da te che spuntano a due mesi dalle elezioni. Ma in questo caso il deficit d'informazione è tutto suo. Non è una colpa, perché il sistema mediatico censura tutto ciò che è nuovo. Ma noi siamo nati, come associazione (Noi Siciliani Liberi) all'indomani delle elezioni del 2012. Abbiamo fatto per tre anni attività di sensibilizzazione e divulgazione culturale sui temi dello Statuto e dei diritti violati dei Siciliani. Intorno al 2015 ci siamo resi conto che tutti i partiti italiani erano semplicemente sordi ad ogni nostra richiesta, ed abbiamo cominciato a fare politica attiva. Il 3 gennaio 2016, insieme a tanti altri siciliani, abbiamo costituito il Movimento Politico "Siciliani Liberi". Ci siamo presentati anche alle elezioni comunali di Palermo, le più difficili, dove abbiamo preso poco meno del 2 %. Siamo nuovi, ma siamo in crescita. Noi non siamo "spuntati" ora, e siccome riteniamo che il voto dato ai partiti italiani sia comunque un voto perso, non abbiamo alcuna intenzione di considerare il 5 novembre un punto d'arrivo. Per noi il 5 comincia il nostro impegno a difesa della Sicilia, meglio se da dentro l'ARS, ma lo faremo comunque, qualunque sia il risultato. La Sicilia è una colonia da liberare. Si unisca a questa lotta di liberazione. Una buona domenica.

      Elimina
    2. Luciano Bianchi13 agosto 2017 21:18

      Luciano Bianchi veramente non siete gli unici che vogliono liberare la Sicilia da cdx e csx che l'hanno distrutta ... c'è pure il M5S... oddio magari non conta nulla, però Cancelleri ci prova. Massimo Costa, direte agli elettori con chi vi alleerete, visto che nn siete al 51% ? per lo meno il m5s è chiaro... nessuna alleanza....

      Elimina
  2. Silvio Barbata13 agosto 2017 11:23

    NON CREDO AL VOTO...! C'è qualcosa di inquietante in questa enfasi del voto... chi governa malamente e si è fatto i quattrini e i privilegi; dopo 5 anni, se ne vanno a casa e basta...?! questa sarebbe la punizione! Poi si va a votare per far cosa...? sperare che gli altri governino bene...! è una speranza (in questo sistema)inconsistente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Attenzione ai pericoli creati dall'astenzione, se pochi votano, il peso dei voti di scambio aumenta ed aumenta anche il peso di gruppi fanatici, volete regalare la vostra terra ad una piccola setta esaltata??
      Il non voto apre la strada all'inferno!

      Elimina
    2. poca cosa, il segno di croce su un simbolo per determinare il proprio futuro, anche se dietro quel segno ci dovrebbero essere programmi scritti e volti che dovrebbero attuarli. L'esserci limitati solo a quella azione e non aver vigilato sull'esecuzione dei programmi ha determinato il concetto dell'inutilità del voto. Un po' tanta è anche colpa nostra.

      Elimina
    3. non possiamo tagliare loro le teste è illegale

      Elimina
  3. Giuseppe Centinaro13 agosto 2017 11:27

    L'art. di D'Amico, è un pezzo onesto che invita a prendere coscienza di situazioni avvenute e di soluzioni possibili,certo se tanti Sicilia (per protesta) non vanno più a votare e si rimettessero in gioco credo che molte cose potrebbero veramente cambiare e come stiamo notando il vento sta cambiando!!!

    RispondiElimina
  4. La speranza è l'ultima a morire...l'importante è non confondere la speranza con l'illusione.

    RispondiElimina
  5. Che dire sicuramente i Siciliani sanno a chi votare ..certo non per chi vorrebbe il mai dimenticato ponte sullo stretto la sdm societa' sullo stretto di Messina e' in liquidazione ha speso oltre 300 milioni di euro ..mi chiedo per chi ? e per che cosa ?.la gestione Crocetta ad acchiometro mi sembra un pochetto ...fallimentare chi sarebbero gli uomini nuovi alla ribalta ..chi ? forse sarebbero meglio gli onesti ..incapaci ed inaffidabili forse troppo ...onesti .La parola ONESTA'rende allergica molta gente in Sicilia e nel resto dell'italia allora facciamo grandi coalizioni ormai e' la parola CHIAVE DI TUTTI I PARTITI ..COALIZIONE non importa l'ideologia l'appartenenza ...l'importante e' la capacita al alla disonesta al malaffare all'inciucio ..quella e' la vera gente competente ..tutto il resto e' solo ..NOIA !!

    RispondiElimina
  6. L'articolo di Michele D'Amico e lineare. Che il Presidente de i "Siciliani Liberi" non abbia mai fatto parte di quell'ecumenico groviglio di biasimevoli figuri,che hanno governato la Sicilia fino ad oggi, non può che gratificare lui e lo stesso Movimento. La posta in gioco però è molto alta in questa tornata e dividere le forze fra i Movimenti votati al cambiamento può essere deleterio; a meno che non si voglia adottare una strategia comune ai due Movimenti, atta a ricevere voti dagli indecisi e da chi non sia ancora convinto della benefica azione politica dei 5S.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Potrei parlarle dei limiti, seri, che ha il Movimento 5 Stelle nell'inquadrare correttamente la Questione Siciliana. Ma voglio dimostrare buona volontà. Il problema non è nostro. Sono loro che "non si alleano con nessuno prima delle elezioni". E facendo così si condannano alla sconfitta. A questo punto a chi non crede che il Movimento 5 Stelle sia la risposta, cosa resta da fare? Noi presentiamo la nostra lista. Se non vinceremo da soli, sonderemo prima loro, per vedere se con loro sarà possibile un accordo, e voglio augurarmi che facciano altrettanto. Ma devono smetterla di dire che risolvono tutti i problemi della Sicilia tagliando indennità e vitalizi. Noi dobbiamo recuperare i 10 miliardi l'anno che l'Italia sottrae alla Sicilia, poi i 10 milioni delle indennità ci possono anche stare, ma sono 10 milioni, un millesimo di quanto ci spetta. Puntare su questo significa ingannare gli elettori.

      Elimina
  7. Credo fermamente che ogni proposta "Politica" abbia ragione di esistere e fa bene alla democrazia. Il Movimento Siciliani Liberi è nato da qualche tempo e ha partecipato alle elezioni per il sindaco di Palermo. Ovviamente la scadenza del 5 è imminente e l'incidenza che un tale movimento può avere nell'elettorato non può fare la differenza. C'è, comunque, da apprezzare lo spirito di cambiamento che li spinge, l'affrancamento dai partiti tradizionali e l'interessante programma che propongono.

    RispondiElimina
  8. Indubbiamente il nome e' sintomatico MOVIMENTO siciliani liberi ..ricorda abbastanza un altro "movimento " ....e' un tentativo di convogliare voti e sottrarli ad un altro "movimento " ..chissa' ben venga .ala Sicilia DA TEMPO IMMEMORE DEVE FARE I CONTI CON LA FORZA OSCURA .....oggi un po ..trascurata..lo ripeto vedremo il 5 novembre cosa il popolo siciliano fara' ....e poi ridico la frase scontata ....ai posteri l'ardua sentenza ...

    RispondiElimina
  9. Non sappiamo nulla di questo movimento. In genere non mi piacciono gli indipendentisti, i sicilianisti, i separatisti e, comunque, tutti quelli che si richiamano alle tematiche localistiche. Credo sia stato un errore di comunicazione avere preparato un programma di 61 pagine che nessuno mai leggerà. Meglio sarebbe stato focalizzare 5 punti essenziali, centrali e di facile comprensione e, su quelli, chiedere il giudizio dei siciliani. Vedremo soprattutto chi saranno i protagonisti di questa nuova formazione. A me non basta che non abbiano mai fatto politica prima, ci sono già altri movimenti che offrono tale requisito. Io guardo alla moralità, all'etica e alla credibilità dei candidati anche se sono alle prime armi.

    RispondiElimina
  10. Credo che il dott. D'Amico sia in errore anche se in buonafede. Cito un paragrafetto e vado a spiegarmi: "Sia subito chiaro: non esiste alcun obbligo giuridico che costringa gli organi d’informazione a diffondere i programmi delle forze in campo. Tuttavia esiste un obbligo morale non scritto che, se applicato, ridurrebbe la distanza tra chi ha mezzi finanziari per farlo autonomamente e chi, invece, non ha le risorse economiche necessarie. In tal modo aumenterebbe per i cittadini la possibilità di conoscere i programmi delle forze politiche in corsa per il governo regionale. E il valore democratico e l’imparzialità degli organi di informazione assumerebbe un importante significato. In ultima analisi si offrirebbe agli elettori la possibilità di operare una scelta di voto ancora più libera e democratica".
    I giornalisti atti a diffondere i programmi dei politici ci sono già, si chiamano addetti stampa. Gli altri giornalisti invece non possono, deontologicamente parlando, fare "pubblicità" a questo o quel politico per la semplice ragione che se lo facessero andrebbero contro le regole dell'Ordine che li vuole apolitici ed imparziali, vietando loro appunto di fare pubblicità e/o propaganda. Se tu sei un politico carismatico e con idee capaci di portare frutto e prosperità al bene comune, esse parleranno per te e si sa, il passaparola è facile quando si vuole. Ma per favore, smettiamola di dire ai giornalisti cosa devono scrivere, fate il vostro mestiere e lasciateci fare il nostro.

    RispondiElimina
  11. Michele D’Amico chiude il suo articolo appellandosi alla responsabilità dei siciliani con l’invito ad esercitare, all’appuntamento elettorale del 5 novembre, il nobile diritto/dovere del voto evitando di ripetere gli errori del 2012, con “Una scelta, la mia per prima, che determinerà il futuro nostro e quello delle nuove generazioni. Non è possibile sbagliare ancora.” - HA RAGIONE! – Non ho alcun pregiudizio per i movimenti politici che avanzano sulla scena sociale. Devono, per la loro credibilità, rappresentare una ventata di novità nelle persone e nel programma, credibile e attuabile, che deve avere elementi di rinnovamento rompendo la continuità con il passato delle clientele e delle connivenze illegali. La Sicilia ha il più alto indice di povertà: una persona su due vive sotto la soglia di povertà assoluta con grave rischio di emarginazione sociale; reddito inferiore del 29% rispetto alla media nazionale; crescita debole che aumenta la disoccupazione. La crisi ha aumentato le diseguaglianze economiche e sociali, possiamo affermare che la Sicilia è in ginocchio per la povertà e la disoccupazione. Tuttavia, la Sicilia, è una regione dalle grandi potenzialità. Dal settore agricolo arrivano segnali positivi: con progetti mirati per il turismo ambientale e quello culturale valorizzando il patrimonio museale e archeologico si potrebbero realizzare dei programmi di itinerari turistici-culturali che svilupperebbero una catena produttiva dal settore alberghiero alla ristorazione e, in generale, al commercio. Più ricchezza per l’isola, più occupazione e meno povertà. SICILIANI LIBERI! SI! Da un sistema di potere, da sempre, opprimente e umiliante. Il compito è arduo. Le elezioni siciliane, precedenti a quelle nazionali, assumono un significato politico importante il cui esito è affidato alla consapevolezza di un voto per cambiare il futuro della Sicilia e dei siciliani. Tutto dipende dalla capacità di quelle forze politiche o movimenti nel trasmettere fiducia e credibilità.

    RispondiElimina
  12. Maria Luisa Cosentino14 agosto 2017 00:32

    Ecco correttamente le persone per bene si affrancano dai partiti tradizionali che hanno solo generato porcate!

    RispondiElimina
  13. Giuseppe Centinaro14 agosto 2017 00:33

    Gli alberi si riconoscono dai frutti che producono e Noi Siciliani abbiamo coltivato tanti alberi che hanno dato sempre lo stesso frutto "l'INEFFICENZA" Vorremmo coltivare alberi nati in Sicilia che diano frutti Siciliani ai Siciliani!!! Se poi il selvatico autoctono non dà i frutti che ci aspettiamo si può sempre INNESTARE con INNESTI di Qualità ....ma intanto l'alberello Siciliano ha attecchito !!!

    RispondiElimina
  14. Si, ma poi dopo che verranno eletti cosa faranno, rimarranno li da soli o si alleeranno sempre con i vecchi partiti che hanno ridotto la Sicilia in un posto da terzo mondo? Questa è la mia preoccupazione

    RispondiElimina
  15. Lillo Camilleri14 agosto 2017 00:38

    Non voglio giudicare questo movimento, posso solo dire che siamo alla vigilia di un appuntamento vitale per tutta la Sicilia e come da prassi, nascono nuovi movimenti. La partitocrazia ci ha abituato a queste manovre per squarciare i voti del popolo e rimanere sempre lì al comando. Spero che i Siciliani non cadano più in questo tranello e possano premiare l'unico Movimento che fino ad oggi ha fatto i nostri interessi, un Movimento al quale dare fiducia perché non colluso e affidabile: M5S.
    FORZA SICILIA E CORAGGIO SICILIANI, QUESTO CAMBIAMENTO È PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa "fede" nel 5 Stelle io l'ho persa qualche anno fa. Prima o poi toccherà anche a lei. Si ricordi di questo commento. Tutti i partiti italiani non possono fare gli interessi della Sicilia, tutti! Perché la Sicilia non è Italia. E' una nazione a sé, non indipendente.

      Elimina
  16. Scaglia Emanuele Biasin14 agosto 2017 09:06

    Proliferano i movimenti e le liste di sconosciuti. Ma i voti di questi signori... Che maggioranza sosterranno dopo il voto? Perché se si capisce questo spesso si capisce chi è il capobastone.

    RispondiElimina
  17. Raffaella Schiavone14 agosto 2017 09:07

    Disperdere voti in tanti rivoli e riavremo gli stessi...è una strategia...

    RispondiElimina
  18. Angela Terrazzini14 agosto 2017 09:10

    L'unica cosa che potrà salvarci, cari Siciliani, è qualcosa di nuovo, perché il vecchio l'abbiamo già provato. E voi tutti, davanti al nuovo, girate la testa, diffidenti e ancorati alle abitudini. O peggio, agli orticelli da coltivare!
    Coraggio, invece di macchiarvi d'accidia, informatevi! Leggete il programma! Siate presenti agli eventi! Chiedete! Provate a conoscere i candidati personalmente! Presentate le vostre richieste e i vostri sogni!
    Animate questa Sicilia, moribonda sotto la schiavitù italica della sporcizia politica! Forza!

    RispondiElimina
  19. L'unica cosa sarebbe sciogliere la regione Sicilia e passare alla gestione ministeriale di tutto così questi stronzi si vanno a cercare tutti un lavoro se ne sanno fare uno.

    RispondiElimina
  20. Siciliani Liberi Movimento nato dal basso da gente comune semplice che ci sta mettendo il cuore l'anima e la propria faccia ha un proprio progetto di rinascita semplicemente autonomista indipendentista completamente all'opposto dei partiti tradizionali causa del danno arrecato a questa terra. Questo siamo noi. Le opinioni degli altri di chi vede dappertutto il male in buona o malafede può suscitare interesse per capire il loro pensiero. Questo movimento nato per la Sicilia è partito con il piede giusto. I Siciliani hanno bisogno di tempo per capire questo progetto è superare la loro diffidenza. Una cosa è ferma Siciliani Liberi non è alleato di nessuna forza politica. Siciliani Liberi è per la Sicilia ed i Siciliani!

    RispondiElimina
  21. marcello Panzica cittadino romano15 agosto 2017 19:32

    é vero che il sindaco di un grosso centro vicini palermo abita in una casa abusiva? se è vero si spieba la posizione filomafiosa dei cinquestelle.

    RispondiElimina