giovedì 3 agosto 2017

POLITICA E DEMOCRAZIA. ELETTI ED ELETTORI

Ambrogio_Lorenzetti_Buongovernodi Lillo Antinoro - La democrazia è sempre frutto di una grande intesa tra cittadini e chi li rappresenta.
Questa intesa, che per molto tempo è stata di natura ideologica o di appartenenza territoriale è stata la radice che legava la politica la gente.
In quest'ultimo ventennio l’elemento ideologico è venuto meno e quello di appartenenza territoriale si è fortemente affievolito per cui l'intesa si è incrinata. L'elettorato non comprende più il linguaggio della politica, mentre la politica non riesce più a leggere le dinamiche della società.

L'astensionismo elettorale, sempre più crescente negli anni, è la testimonianza di come gli italiani non riconoscono più alla politica il ruolo che gli dovrebbe appartenere e il fondamento di qualsiasi democrazia: la rappresentanza.
La politica non viene più percepita come una delle parti che danno vita alla democrazia, ma come un nemico o controparte.

Ambrogio_Lorenzetti_BuongovernoMi sovviene in merito un pittore del 1300, il Lorenzetti, il quale nella Sala dei Nove del palazzo comunale di Siena ha realizzato un affresco con il quale ha voluto rappresentare gli effetti del buon governo e del cattivo governo. Questo affresco è il primo manifesto di un certo modo di fare politica. Il buon governo viene rappresentato come un potere a servizio della gente. Il pittore inserisce al centro dell’affresco, insieme al potere, un popolo laborioso e partecipe della res pubblica.  Il malgoverno viene rappresentato solo, circondato dalla discordia, dalla corruzione e dalla tirannia. Chiediamoci ora quale debba essere l'elemento che faccia sì che la politica possa esplicitarsi in un buon governo. Questo elemento non può che essere l'etica. La politica come polis ethikos, ovvero gestione etica della res publica mirata al raggiungimento del bene comune e la politica economica come attività mirata fa crescere la ricchezza della nazione garantendo ad ogni cittadino dignità e benessere attraverso il lavoro.

DEMOCRAZIA-POPOLARESe la politica, come già detto, ha il dovere di mirare al raggiungimento del bene comune, è anche vero che ogni forza politica ha una sua ricetta per il raggiungimento di tale obiettivo. Questo fa sì che l'elemento etica non incida solo nel rapporto tra politica cittadino, ma anche in quello tra politica ed elettore. L'elettore scegli una forza politica sulla base di uno specifico manifesto e dei suoi contenuti e si attende che l'attività e le scelte di tale forza siano coerenti con il proprio programma.

In realtà troppo spesso la politica dei politicanti, dimentica questo principio che presiede al rapporto, svende il proprio manifesto secondo la logica perversa per cui la democrazia significa dialogo e come tale compromesso. Questa è la logica di tutti coloro il cui unico obiettivo è governare a tutti i costi e detenere il potere per interessi personali o per conto terzi. Questa visione becera della democrazia è un malcostume della politica italiana, la falsa ed ipocrita idea che il dialogo e il compromesso siano sinonimi di democrazia e stabilità. Il compromesso è sempre una sconfitta per la democrazia. Gli eletti sono tali perché scelti sulla base di un programma chiaro con contenuti chiari.

Chiunque attraverso il dialogo politico modifica il contenuto del proprio manifesto tradisce il patto etico tra elettore e politica. Oggi in Italia sono tanti che si preparano a tradire gli elettori. Propagandano un manifesto nella consapevolezza che dovrà essere cambiato giustificando tale cambiamento con l'interesse primario della stabilità politica della Nazione per cui necessitano nuove e diverse scelte rispetto a quelle con le quali ci si è presentati agli elettori e si è ottenuto un certo consenso.

camera-aula-vuota-733x488-610x350Tutti siamo consapevoli che una legge elettorale proporzionale sarebbe  l'elemento che determinerebbe tale tradimento,  eppure la vuole Renzi, la vuole Alfano con uno sbarramento al 3%, la vuole Berlusconi nonostante quest'ultimo con una legge elettorale di tipo maggioritario insieme al centrodestra vincerebbe le elezioni, rimanendo però prigioniero di Salvini e della Meloni , mentre con una legge proporzionale continuerebbe a manovrare il gioco con il solo il 13% dei voti potendo scegliere tra gli alleati naturali del centro-destra e l'alleanza con Renzi.

Questa politica, fatta da gente spudoratamente senza etica, è quella del dialogo del compromesso e dell'inciucio. Oggi gli unici elettori che hanno certezza che il loro voto non sarà svenduto a nessuno e che sarà mantenuto il patto etico stipulato con la forza politica che hanno prescelto, sono quelli del M5S. Qualche nostalgico della vecchia politica ritiene questa scelta l'anticamera della dittatura, senza rendersi conto che nelle grandi democrazie, da sempre il dialogo è prerogativa di forze politiche che hanno manifesti similari, perché similare è il retroterra culturale e politico.
È normale che forze di destra o di sinistra dialoghino tra di loro ma tra forze politiche che dovrebbero rappresentare interessi diversi non si instaura nessuno dialogo.

Parlamento ingleseI Laburisti inglesi non vengono a patti e compromessi con i Conservatori. Svolgono il loro ruolo di opposizione nel rispetto della volontà degli elettori che hanno dato loro fiducia. In Italia chi tradisce la volontà dell'elettore è uno statista illuminato. Che strana democrazia siamo. Io non sono un pentastellato ma condivido il loro modo di interpretare il rapporto con il loro elettorato. Dovremmo augurarci che tutta la politica italiana sia rispettosa del rapporto che si instaura tra elettori ed eletti nel momento in cui la gente ci dà la propria fiducia. Fiducia che purtroppo una politica becera comincia a tradire prima ancora di avere acquisito il consenso popolare.

Lillo AntinoroLillo Antinoro
03 Agosto 2017

P.S. Lillo Antinoro è un appassionato di Politica e segue da tempo il nostro blog. I suoi interventi, sempre puntuali e significativi, sono dettati da una lunga esperienza nel mondo della politica e del lavoro. Ha fatto studi classici e giuridici e ha svolto per diversi anni funzioni direttive presso organi di controllo regionali. Ha collaborato attivamente con assessori e ha svolto funzioni di Commissario presso enti regionali. La sua passione politica inizia prestissimo e molto giovane assume la carica di Segretario Provinciale della FGR, la federazione giovanile del partito repubblicano. Nella seconda Repubblica, anche lui, subisce il fascino di Silvio Berlusconi e aderisce a Forza Italia che lascia molto presto. Dopo qualche altra vicissitudine, sempre nell’ambito del centro destra, dal 2014 si allontana dal mondo della politica attiva e fa il libero pensatore. Questa interessante riflessione sulla democrazia e il rapporto tra l’eletto e gli elettori è il suo primo articolo per PoliticaPrima. Benvenuto e buon lavoro.
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26 commenti:

  1. Silvio Barbata3 agosto 2017 23:47

    Non va a fondo delle questioni...è difficile trovare chi è in grado di andare alla radice dei problemi; rimane in superficie generalizzando tra etica e politica...senza avere chiaro probabilmente la complessità del termine "etica", tutti parlano di etica a destra e a manca...faccio un esempio: il regime attuale della Corea del Nord è strutturato in modo fortemente etico...così come tutti i regimi totalitari sono stati regimi rigidamente etici. In Italia l'alterazione di fondo è dovuta alla modificazione della politica stessa in ideologia...sono finite le ideologie e i partiti, ciò che è uscito dalla porta è rientrato dalla finestra, la politica in sé, si è trasformata in ideologia! Non affronta sufficientemente la distorsione dovuta al sistema; rimane a navigare su un vago idealismo statalista rispetto al quale non riesce a intravvedere alternative sia giuridiche sia antropologiche sia culturali sia morali legati alle questioni sociali come il lavoro, che continua ad essere considerato secondo un retaggio marxiano o capital-liberista.

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  2. Sergio Chinelli4 agosto 2017 00:13

    Mi piacciono molte cose, specialmente la parte che in Inghilterra non fanno inciuci ma purtroppo lo vorrebbe anche Trump, ed è una cosa che avviene in moltissimi stati, loro hanno la regina che lo è per buona parte delllo stesso mondo, e possono sopravvivere da soli noi no
    E comunque l'ideologia non esiste più
    Come non esiste più il comunismo
    Oggi vinci e governi solo se entri in una lista

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  3. La Repubblica è la cosa del popolo, e popolo non è ogni unione di uomini raggruppata a caso come un gregge, ma l’unione di una moltitudine stretta in società dal comune sentimento del diritto (iuris consensu) e dalla condivisione dell’utile.
    Che ne dite di queste parole messe in bocca a Scipione da Cicerone? Mi sembra che possano calzare con l'ottimo articolo di Lillo.
    Egli parla di chiarezza, di onestà intellettuale e di etica. Queste qualità vanno riproposte nello scenario politico perché lo si deve a noi stessi e agli altri che verranno dopo di noi.
    Certamente, Lillo, il popolo non è un agglomerato qualsiasi di persone, ma dovrebbe essere un grande agglomerato coeso nell'osservanza delle norme etiche regolatrici.
    Esso però ha la necessità di vedere in chi lo rappresenta il primo garante di tale principi: cosa molto difficile perché il marcio nelle alte sfere si è stratificato ed incancrenito.
    Oggi nessuno dialoga, sia perché non lo vuole fare, sia perché non lo sa fare o perché non può farlo. I 5S, che non si sono lordati in questo grande porcile, possono avere, come la stanno già avendo, una corsia preferenziale con il popolo, con le sue attese.

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    1. Carlo Capilupi4 agosto 2017 12:38

      Sono d'accordo. Peraltro oggi parlare di etica è come cercare un ago nel pagliaio. Una perla tra milioni di ostriche.

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    2. Carla Di Summa4 agosto 2017 12:54

      Concordo in pieno e sono piuttosto avvilita nel vedere questo scenario politico fasullo ed assolutamente privo di regole e serietà. ...sembra di assistere ad un film dove chi comanda detta regole assurde e di parte...abbatte in ogni modo possibile chi gli va contro ...comanda tv e giornali. ....insomma un vero e proprio "direttorio "....che si autodefinisce "democratico".....forse perché tanti...troppi imbecilli si ostinano ancora a votarli!!??

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    3. Silvio Barbata4 agosto 2017 12:56

      Carla Di Summa rendiamoci conto però di una cosa molto concreta...il governo renzi in due anni ha legiferato, da abusivo, destrutturando senza guardare in faccia nessuno quelli che erano fondamenti di democrazia...un esempio per tutti è la riforma della scuola detta "Buona"...una catastrofe ma perfettamente funzionale agli ordini sovrapolitici delle plutocrazie finanziarie internazionali. Tutto ciò è stato accettato passivamente come se fosse calato da una divinità è spaventoso...è stato possibile grazie alla capacità propagandistica dei media sotto l'alleanza tra PD e la pseudo destra capitalistico-liberista (son due facce della stessa medaglia)

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    4. Enzo Costanzo4 agosto 2017 13:00

      capisco la tua avversione, ma continuare con questa sciocchezza dell'abusivismo, è un disconoscere la costituzione. governi abusivi in italia non ne sono mai esistiti! i governi non vengono eletti dal popolo ma ottengono la fiducia dal parlamento, quello si, eletto dal popolo. se perdiamo di vista questo aspetto fondamentale, ogni discorso anche dal punto di vista etico va a farsi benedire! perchè ogni conduzione di ragionamento politico va fatto nell'alveo costituzionale, per il quale vi siete in molti spesi per la sua immutabilità, quindi ora rispettiamo ancor di più la costituzione.

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    5. Vannuccio Zanella4 agosto 2017 13:24

      Enzo Costanzo ha ragione, la forma sulla sostanza, basta che ci dia ragione. Secondo Lei il parlamento italiano, che ha eletto Renzi e Gentiloni, e' rappresentativo della scelta popolare? Ci si nasconde sempre dietro una foglia di rosmarino della "forma". Tra l'altro un parlamento eletto con una norma parzialmente incostituzionale, quindi minato all'origine nella legittimita' (visto che Lei ci tiene tanto alla formalita' costituzionale: o questa ipotesi non fa bene alla Sua riflessione?)

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  4. Condivido questa analisi di Nino parola per parola! Finiamola con i giochi dialettici, la volgarità dell'insulto che vorrebbe sancire una identità superiore ma che altro non è che l'ammissione di mancanza di validi argomenti da contrapporre. a giustificazione del proprio dissenso. Non fa bene a nessuno tale condizione perché non aiuta ciò che vorrebbe sostenere e nel contempo abbassa allo stato di ridicolo e di pettegolezzo spicciolo l'importanza del tema trattato.
    Si rivaluti la Grande Politica dei grandi "statisti" che l'Italia ha sempre vantato di avere nel corso della sua millenaria storia. Si ritorni all'altissimo concetto greco-latino della vocabolo "Repubblica", ovvero "cosa (interesse) pubblica" "di tutti" coloro che ne giustificano l'esistenza senza distinzione di ceto, clan, o posizione sociale od economica ma di comunità viva e attiva con interessi certamente personali ma curati con lo sguardo alla collettività nell'intento di un progresso costante dell'esistenza e delle esigenze di ogni componente di essa,.
    Complimenti all'Autore dell'articolo e speranza che il suo pensiero possa essere condiviso da tutti gli italiani di buona volontà!

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  5. Enzo Costanzo4 agosto 2017 16:53

    Il parlamento non è chiamato ad eleggere alcun presidente del consiglio che è nominato dal presidente della repubblica previa consultazioni: la rappresentanza popolare è quella che si disegna in parlamento ivi compresi i voltagabbana, non piace a nessuno ma è così, e sino a quando un governo ha la fiducia del parlamento esso è pienamente legittimo. Sulla elezione del parlamento la corte costituzionale è stata chiara sulla legittimità dell'attuale parlamento, quindi c'è poco da riflettere. a febbraio scadrà il quinquennio, eleggeremo il nuovo parlamento, non eleggeremo alcun presidente del consiglio, per quanto coalizioni e partiti ne vorranno indicare uno per ognuno, ma chiunque verrà chiamato a formare il governo, lo potrà fare se avrà una maggioranza parlamentare. Nessuna legge elettorale del resto potrà mutuare una struttura che solo una modifica costituzionale può consentire. Avere definito seconda repubblica, quella fase storica successiva alla fine della Dc ancor prima dell'avvento di berlusconi ma anche di prodi, secondo me è e resta una sciocchezza, come anche chi guarda ad una terza repubblica. Le repubbliche cambiano se cambiano le strutture costituzionali, non i partiti o le leggi elettorali. e sino ad ora così è stato. Forse se passava il referendum, si sarebbe potuto parlare di una nuova repubblica, ma così non è stato, e quindi, restiamo la repubblica voluta nel 46, incline all'inciucio, che non piace a nessuno, ma sul quale tutti viviamo e sguazziamo.

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    1. Maria Luisa Cosentino4 agosto 2017 21:13

      Ma perché parli di referendum, cosa in concreto, ci avrebbe traghettato verso la seconda repubblica?

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  6. Tiziana Castoro4 agosto 2017 16:54

    Sono le persone ad essere inclini all'inciucio, non la nostra Costituzione.

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  7. Enzo Costanzo4 agosto 2017 18:09

    Vannuccio Zanella e quindi? diciamo la stessa cosa. e allora non si può parlare di governi abusivi e non rappresentativi della volontà popolare che si esprime attraverso la formazione delle due camere

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    1. Vannuccio Zanella4 agosto 2017 21:15

      Enzo Costanzo: NON stiamo dicendo la stessa cosa...ripeto...a Lei piace la forma che da' giustificazione alle Sue teorie. Come se bastasse essere corretti in una procedura per legittimarla o per renderla "etica" (argomento dell'articolo del sig. Lillo Antinoro).

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    2. Enzo Costanzo4 agosto 2017 21:18

      La cancellazione del senato di fatto avrebbe cambiato di sostanza il tutto e non mi pare poco.

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  8. "La democrazia non è solo espressione della libertà, ma anche approfondimento della dignità umana nel suo pieno significato" (Aldo Moro). Il nostro sistema politico si basa su una democrazia rappresentativa che si concretizza in particolari organismi in grado di orientare attività e scelte politiche, sono i partiti politici e il corpo elettorale che costituiscono l'anello di congiunzione fra le istituzioni rappresentative e la volontà popolare. Una volta il rapporto fra questi due organismi era consolidato dall'appartenenza ideologica, oggi il rapporto è volubile, quasi umorale, o di completo abbandono. Una delle cause è rappresentata, come afferma Lillo Antinoro, dal fatto che "la politica non riesce a leggere le dinamiche della società", quindi incapace di dare risposte ai bisogni della società. La mancanza di risposte o provvedimenti inadeguati che spesso aggiungono ingiustizie a quelle già esistenti induce l'elettore sfiduciato a disertare le urne. Il numero delle persone disinteressate alle competizioni elettorali aumenta. Quando il voto perde di valore, diminuisce la rappresentanza e rappresenta una sconfitta per la democrazia. Se democrazia vuol dire potere esercitato dal popolo, con la partecipazione dimezzata si inclina il concetto costituzionale di sovranità popolare. L'equilibrio del sistema democratico è basato sull'organizzazione democrazia dei partiti o movimenti i cui veri soggetti sono i cittadini (esplicita affermazione nell'art. 49 della Costituzione). I partiti, detti organismi di base, con la collaborazione degli iscritti dovrebbero, per trasparenza selezionare i candidati ed elaborare il programma da sottoporre al patto con gli elettori. Durante la legislatura, il rapporto fra forza politica ed elettorato si inclina non per il modo di agire ma per l'immobilismo. Senza la pretesa di confondere i ruoli fra maggioranza e opposizione o, visto che si afferma il superamento del concetto di destra e sinistra e la totale scomparsa delle ideologie, fra opposte concezioni. Su decisioni ad esclusivo beneficio della collettività, non può venir meno il confronto fra tutte le forze politiche. In questi casi il Compromesso Politico inteso quale mediazione virtuosa, da qualcuno definita "L'arte nobile del compromesso politico", diventa indispensabile e non può essere liquidato col l'alibi dell'inciucio, come intrigo, per non far niente perpetrando lo stato di immobilismo che aggrava i problemi dei cittadini. Gli elettori sono liberi di orientare il loro voto con la consapevolezza che in democrazia si deve accettare il responso delle urne evitando la strategia della delegittimare a vicenda. Fra le regole della convivenza politica e costituzionale, quella elettorale è la più importante. Ecco da dove iniziare.

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  9. Tiziana Castoro4 agosto 2017 21:16

    Quanto fiato e parole e disquisizioni sprecati. NON LAMENTIAMOCI: ABBIAMO QUELLO CHE CI MERITIAMO... Gente che sgomita per un selfie con il personaggio di turno. Dal Tg1 in onda adesso.

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  10. Sergio Chinelli5 agosto 2017 10:54

    Prima erano governati da una setta , ora dagli hacher

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  11. Lillo Antinoro5 agosto 2017 10:55

    Quando determinate scelte della maggioranza coincidono con il manifesto presentato agli elettori dalle forze politiche di opposizione, non vi è compromesso ne tradimento delle promesse elettorali se l'opposizione vota con la maggioranza. Faccio un esempio : l'eliminazione dei vitalizi. Il M5S lo ha votato con la maggioranza perché era nel suo programma, in questo caso non vi è alcun compromesso. Ciò che è importante è che l'azione politica sia della maggioranza che dell'opposizione sia sempre coerente con la proposta elettorale. Proprio perché oggi sono venute meno le ideologie, acquista maggior valore il manifesto elettorale. Una volta un comunista votava PCI e un cattolico votava DC a prescindere dalla proposta elettorale, oggi l'elettore sceglie sulla base della proposta politica ed economica, per cui i compromessi rompono il patto elettorale. L'elettore ti scegli perché tu faccia determinate alleanze e in parlamento determinate scelte, nel momento in cui diverse sono le alleanze e diverse sono le scelte in quel momento il compromesso diventa una falsa rappresentazione della democrazia.

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  12. Silvio Barbata5 agosto 2017 10:56

    Per essere sintetici senza lunghi discorsi farraginosi e affettati...alla fine si continua a rivoltarsi in una retorica ingannevole...la trasformazione della cosiddetta democrazia in religione...e si fanno discorsi di "teologia politica"...nella civitas non c'è nulla di sacro ma solo di utile e opportuno...lo Stato non è un ente metafisico...e la democrazia, con tutti i suoi apparati può andare pure a farsi fottere quando non corrisponde più a nessun bene...il sistema va abbattuto...tabula rasa, non ci sono grandi discorsi da fare...le istituzioni il popolo...la politica che non "sa più leggere..." l'antipolitica...il voto...l'astensionismo...tutte fregnacce...il voto non serve a nulla ed alimenta l'antidemocraticità del sistema marcio. Le rivoluzioni hanno un senso, quando è troppo è troppo...il sistema va sostituito completamente ma non con la trappola del falso senato che aveva preparato il massone renzi.

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  13. Sergio Chinelli5 agosto 2017 11:11

    Con il vero Senato quello da pagare

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    1. Silvio Barbata5 agosto 2017 11:13

      La Costituzione la voleva sfregiare renzi...con il falso senato da continuare a pagare! come fa a coltivare la menzogna come orizzonte ideologico! lei è un grillino...ormai è chiaro!

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    2. Sergio Chinelli5 agosto 2017 11:29

      Sono PSI di Boselli

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  14. MARISA BIGNARDELLI5 agosto 2017 20:19

    Un benvenuto a Lillo Antinoro e un augurio di poter commentare i suoi futuri articoli di cui non ci priverà. Lillo ha spiegato con grande chiarezza il BLACK-OUT comunicativo tra cittadini e politica. L’astensionismo è diventato un nuovo partito ma non è né una soluzione né una cosa buona e giusta Noi dobbiamo riappropriarci della rappresentanza. E’ vero che i nostri politicanti amministrano la res privata. Sparano cavolate e fanno riforme per cui occorre la controriforma. Una domanda sorge spontanea. Diventare politici è per sempre? Devono pur avere i tempi per arricchirsi e sistemare la famiglia ma non esagerano troppo?Non mi risulta, però, nessuna manifestazione popolare di rilievo. In quest’etica di disvalori noi ci abbiamo sguazzato. Ora piangiamo lacrime di coccodrillo!Dov’è il popolo laborioso e partecipe? Ogni giorno abbiamo esempi di mal costume e di corruzione tra i cittadini Ora siamo preoccupati perché abbiamo capito che l’emergenza, i nostri politicanti non sono in grado di affronarla. Accanto alla parola “etica” aggiungiamo responsabilità e tutto diventa più completo. L’etica della responsabilità comporta scelte di cui tutti devono aver chiare le ricadute. Comporta preoccuparci delle future generazioni, dei deboli dei malati. Io rabbrividisco al sentire parlare della competenza politica e mi vengono davanti per es. tutti i disastri ambientali a causa di scelte scellerate. Leggendo il tuo articolo mi è venuto in mente il ritratto di Dorian Grey e Il Faust Anche i nostri politicanti venderebbero l’anima pur di restare in sella. Nessuna ideologia può contenere la res privata. Nessuna speranza che cambieranno. Affineranno i metodi per darci fumo negli occhi. Noi dobbiamo far di tutto per cambiare questo stato di cose. L'etica della responsabilità celo impone.

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  15. Ho sempre sostenuto che il vero male della politica sono i cittadini. Quasi sempre osteggiano e disprezzano l'operato di quelli che hanno sostenuto, ma continuano imperterriti a lasciarsi abbindolare sempre dagli stessi personaggi ad ogni tornata elettorale. Stupidità, ignoranza o semplicemente masochismo? Alla faccia della coerenza. Ma gli italiani sono fatti così, si lamentano delle spiagge sporche, ma vi abbandonano i resti di abbacchio e le frittate prese di sabbia, perché l'importante non è fare, ma indignarsi. I politici lo sanno e condividono. Lillo Antinoro, con il quale mi complimento, mette il dito nella piaga, la mancanza di ideali e la spudorata carenza di etica da parte dei politicanti di professione. Caro Lillo, se la politica è espressione dei cittadini, tutto ciò non deve creare meraviglia. Disonorevoli sono gli eletti, ma almeno quanto i loro sostenitori. La madre zoppa, fa figli storpi.

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  16. La politica è ormai, nell’accezione comune, sentìna di scelleratezze impossibile da enumerare. Etica è la parola magica, rivoluzionaria, pre-politica che dovrebbe informare l’agire di tutti noi e, soprattutto, quello dei politici. Diceva Julius Evola in “Orientamenti”: “se uno Stato possedesse un sistema politico o sociale che, in teoria, valesse come il più perfetto, ma la sostanza umana fosse tarata, ebbene, quello Stato scenderebbe prima o poi al livello delle società più basse, mentre un popolo, una razza capace di produrre uomini veri, uomini dal giusto sentire e dal sicuro istinto, raggiungerebbe un alto livello di civiltà e si terrebbe in piedi di fronte alle prove più calamitose anche se il suo sistema politico fosse manchevole e imperfetto.” Purtroppo “la sostanza umana … tarata” siamo noi e fin quando non faremo un coming out ci sarà poco da fare

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