sabato 24 giugno 2017

TROPPE BUGIE. ANGELO TOFALO QUERELA RENZI

dangelo-tofalo-querelai Giovanni Caianiello - Con il tempo, tante cose diventano obsolete. Una di queste è il settimo comandamento, “Non pronunciare falsa testimonianza”, che per riceverlo Mosè dovette scalare il Sinai.

Si dice che la bugia sia una affermazione intenzionale per trarre altri in errore, per nascondere una propria colpa o per opportunismo, ma rimane uno strumento utilissimo per tanti e per alcune professioni addirittura quasi irrinunciabile.

In Romania, i turisti della città di Sibiu, sono invitati a non raccontare alcuna bugia nella zona pedonale della città, mentre possono tranquillamente farlo sul “Ponte delle Bugie” appositamente destinato. Se questa regola venisse applicata in questo paese, comprendendo il parlamento, le Tv ed i giornali, buona parte dei politici sarebbero costretti alla santificazione!

Renzi-Grillo-640Ma con i veri professionisti, i simulatori incalliti, ci sarebbe comunque ben poca poco speranza. Ad esempio, a un ex Presidente del Consiglio, il “Grillo parlante”, ben prima della sua esperienza a Palazzo Chigi, aveva già ricordato questa sua personale virtù, durante l’incontro streaming nel 2014; “…sei un ragazzo giovane ma allo stesso tempo vecchio…”, “… non sei credibile, …dici una cosa e poi la smentisci il giorno dopo”, ed ahimè la cronaca, ha purtroppo confermato che aveva piana ragione.

Daria Bignardi: “Lei non vorrebbe fare il presidente del Consiglio?
Risposta: “Passando dalle elezioni, non passando dagli inciuci di palazzo”, “Diamo un hashtag, #Letta stai sereno, nessuno ti vuol prendere il posto, vai avanti, fai quello che devi fare…”.

Vespa e RenziDa Vespa: “Leggo sui giornali, Renzi vuole il posto di Letta, se io puntassi ad una ambizione personale, avrei giocato un’altra partita, non mi sarei messo a candidarmi come segretario del Pd…”.

Dal giornalista Damilano: “Io ho sempre detto in tutte le interviste che sarei passato dallo scalone principale… lo ridico oggi, se domani mattina crolla il governo Letta, questo diciamolo bene, perché si dimette, perché … per il Kazakistan o per il Turkistan, il Turkmenistan o Azerbaijan, per qualsiasi paese crolli il governo Letta, io ritengo… che o passi dal consenso popolare o non sei credibile”.

E invece, subito dopo, diventa P.d.C. proprio grazie agli inciuci e trame di Palazzo, e proprio ai danni del suo stesso compagno di partito. Infatti, tre settimane dopo al Quirinale: “Ho ricevuto dal Presidente della Repubblica, l’incarico di provare a formare un nuovo governo”. Ovviamente, inciuciava da tempo con Napolitano per soffiare la poltrona a Letta, proprio mentre dichiarava pubblicamente esattamente il contrario.

Un Tradimento in piena regola ed una pugnalata alle spalle per Enrico Letta, tutto basato sulla slealtà e menzogna. La poltrona è più importante della dignità.

Enrico Letta e Matteo Renza durante il tradizionale suono della campanella  utilizzata dal premier per dare inizio alle riunioni del Cdm a Palazzo Chigi, Roma 22 febbraio 2014 ANSA/ DI MEOPoi, “…è ora di finirla con chi viene eletto con i voti di qualcuno e poi passa di là... vale per tutti, a destra e a sinistra. Se io prendo e decido di mollare con i miei, è legittimo farlo. Però allora devo anche avere il coraggio di avere rispetto per chi ha votato, di dimettervi dal Pd e dal Parlamento”. In effetti, anche in questo, ha chiaramente smentito se stesso. Nella sua maggioranza, di cambia casacca, ne ha già accolto circa cento.

…Berlusconi è colpevole per un reato che fa particolarmente rabbia… il punto vero è, che in un qualsiasi paese, quando un leader politico viene condannato, con sentenza passata in giudicato, la partita è finita, game over!”. Ennesima inaffidabile dichiarazione. Ecco poco dopo la sua dichiarazione: “Mi limito a dire che c'è una profonda sintonia tra le proposte del Pd e quelle di Forza Italia che abbiamo avuto modo di discutere oggi con Silvio Berlusconi e Gianni Letta…”.
Io non sono come tutti gli altri che si aggrappano alla poltrona, questo referendum è importantissimo, se lo perdo, con quale faccia posso continuare? …”, “Se vince il No non solo mi dimetto, ma lascio anche la politica”, “O facciamo le riforme o non ha senso che io stia al governo. Se non passa la riforma del Senato, finisce la mia storia politica”. 

E poi alla Camera: “Io prendo qui l’impegno esplicito, in caso di sconfitta, trarremo le conseguenze…”,
Se lo perdo vado a casa, noi non siamo la casta ...”. Dopo l’ennesimo sondaggio in cui il voto referendario sembra favorevole al No, cambia registro: “Se vince il No, non è la fine del mondo e non mi dimetto” ed oggi è ancora al suo posto per tentare un nuova scalata alla poltrona di Palazzo Chigi. Insomma, un uomo di parola. Quando si dice la coerenza!
Ma il lupo perde il pelo ma non il vizio, si lascia prendere la mano e ci ricasca, perché dire bugie è cosa seria, bisogna raccontarne sempre tante di continuo. E il 14 giugno scorso dalla Gruber dichiara con fare convinto: “Il tema migrante esiste, e credo che nessuno lo neghi, ma io mi domando uno che sta a casa sul divano con i bambini, se ha dei figli, …voi vi sentite più tranquilli ad aver al Viminale un signore che si chiama Marco Minniti o ad avere Luigi Di Maio o l’esperto di sicurezza dei Cinque Stelle che si chiama Tofalo, che è andato un Libia a trattare con la parte sbagliata… non se n’era accorto che erano… con i trafficanti contro il governo libico… contro la comunità internazionale…”

Angelo Tofalo M5SE, questa volta Angelo Tofalo, componente della 4° Commissione difesa e membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, proprio non ce l’ha fatta a trattenersi ed ha querelato Matteo Renzi, per le menzogne raccontate. La sua indignazione è palpabile: “È inaccettabile che una persona possa raccontare pericolose menzogne ed indecenti falsità per attaccare due componenti di una forza politica di opposizione senza alcun contraddittorio e mediazione della conduttrice, per questa ragione, ho deciso di tutelare la mia onorabilità e di dare mandato ai miei avvocati di procedere nei confronti di Matteo Renzi”.

1. “In tutta la mia vita, non son mai stato in Libia, spero però di andarci presto per festeggiare la pace di quei popoli”.
2. “Non sono nelle condizioni di trattare con nessuno, i governi ed i ministri trattano, non i parlamentari, soprattutto quando all’opposizione prendono nota ed interrogano il governo”.
Il desiderio irrefrenabile di occultare la verità e di generarne una propria, ad unico scopo denigrativo politico e personale, è uno dei più alti esempi della creatività negativa umana. Spregevole, quanto inspiegabilmente condivisa da tanti.

Mi sono sempre chiesto infatti, perché tanti cittadini restano sostenitori di personaggi così sconcertanti ed ambigui? Cittadini che presi individualmente, sono sempre pronti a discutere di correttezza ed onestà intellettuale ed a condannare senza appello propri conoscenti, amici e persino parenti, perché colti a raccontare e costruire menzogne, fino a togliere loro la personale confidenza o frequentazione, allo stesso tempo però, assurdamente, continuano a sbavare per chi fa le stesse cose ed anche peggio in televisione, sui giornali e con i fatti. Questo proprio non lo capisco. Altro, che la tanto decantata onestà intellettuale!

E chi segue e sostiene i bugiardi patologici e compulsivi, vanno considerati altrettanto bugiardi, oppure inconsapevoli cacatua loro vittime predestinate?

Giovanni CaianielloGiovanni Caianiello
24 Giugno 2017

20 commenti:

  1. Renzi non è solo un bugiardo seriale, ma anche un pericoloso diffamatore.
    Finalmente qualcuno che ha il coraggio di denunciarlo per la grave scortettezza del suo comportamento.
    In ogni caso appare evidente che il soggetto è affetto da bipolarismo, patologia che dissocia la personalità dell'individuo rendendolo inconsapevolmente ambiguo e inaffidabile.
    Trattandosi di un politico, l'anomalia assume aspetti allarmanti, che non possono essere trascurati e tollerati per salvaguardare gli interessi della collettività. E chi sostiene ancora questo ciarlatano è da ritenersi corresponsabile dei disastri che lui combina.

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  2. Questo caso è emblematico in riferimento al l'attendibilità di Renzi. Credo però, Giovanni, che l'ambiente sia diventato così suburrico da non produrre più alcuna meraviglia. È un continuo gioco al massacro o a chi la dice più grossa.

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    1. Io posso comprendere chi racconta bugie o inventa menzogne, perché è ovvio, lo fa per costruire un proprio vantaggio personale, ma quelli che mi sconcertano, sono i loro sostenitori. Posto che dal mio punto di vista, chi si prodica per un malvivente, un truffatore, un ladro o un bugiardo, è colpevole tanto quanto. Come ho già scritto, dov'è l'onestà intellettuale tanto decantata anche da molti commentatori?

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  3. sono ANNI che abbiamo visto RENZI la spudoratezza arrogante DEL BUGIARDO SERIALE ..ma solo io l'ho visto ?? eppure ha vinto le primarie .questo la dice lunga..bellissimo articolo di CAIANELLO CHE CONDIVIDO ..UN CIARLATANO PERICOLOSO ..lui rimpiange L'AEREO PRESIDENZIALE CON IL QUALE HA GIRATO IL MONDO COME UNA TROTTOLA ..e' sempre stato cosi gia' da sindaco di Firenze individuo secondo me ..pericoloso vendicativo uno scialacquatore seriale ..

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  4. caro Giovanni grazie per aver fatto un compendio delle più plateali bugie che rappresentano il pilastro della sua indiscussa..."competenza.
    Ora resto in attesa di leggere i commenti che, in mancanza di tesi "a difesa", caricheranno lancia in resta per denigrare l'opposizione che rifiuta di essere orgogliosa delle catene che vorrebbero imporle

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    1. Francesco, io non giudico la persona, che trovo sconcertante ed inadeguata. M ricorda quelli che in tanti ambienti, pur di emergere sugli altri, non avendone le capacità, tentano di mettere in ombra il valore degli altri, ma rimango stordito da quelli che gli sbavano dietro.

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  5. Come sai, caro, Giovanni, la nostra Italia è l'Italia dei furbi, dei furbastri, dei menzogneri e degli opportunisti,che si fanno ben rappresentare dai loro pari.

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  6. L’ITALIA

    L’Italia presente
    è l'Italia di sempre:
    l’Italia
    che prima sbaglia
    e poi si pente,
    l’Italia
    misteriosa
    e strafottente,
    l’Italia
    di chi lavora
    e di chi non fa niente,
    l’Italia
    di chi è ricco
    e di chi non ha niente,
    l'Italia
    di chi è paziente
    e di chi è prepotente,
    l'Italia
    contraddittoria
    e inconcludente,
    l’Italia
    di chi dichiara
    di cambiare tutto
    per non cambiare niente.

    (22-giugno-2010)
    Di salvatore r. mancuso

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  7. Eugenio Magrini25 giugno 2017 10:53

    Le dice anche Trump e tutti sono contenti di lui Da noi sono 70 anni che ci prendono in giro ed a noi piace Non capisco questa sorpresa

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    1. è sorprendente che ci si possa sorprendere del fatto che qualcuno trovi sorprendente la "presa in giro" dei politici

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  8. il vostro settarismo mette paura

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  9. Riccardo Russo25 giugno 2017 21:27

    Chissà se un giorno riusciremo ad avere una politica libera da personaggi abili ammaliatori ma assolutamente inadeguati. Forse la speranza è nei giovani, nella loro voglia di cambiamento.

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  10. Negli anni 50/60, nel paese dove sono nato, durante le campagne elettorali per le amministrative comunali si materializzava un'associazione di beneficenza, la "San Vicenzo", che scompariva a elezioni ultimate. Questa associazione consegnava alle famiglie bisognose, erano tante, tre chili di pasta e buoni povertà da spendere nella bottega alimentare del padre del candidato sindaco. Mi viene in mente la reazione indignata di mio padre che non accettava quell'offerta malgrado ne avevamo bisogno. Ad alcuni veniva promesso un periodo di lavoro nei "Cantieri Scuola", promessa che si realizzava per pochi e brevi periodi. Quando ho lasciato il paese ero privo di qualsiasi bagaglio politico. Dedicavo il mio tempo alla scuola, allo studio, a dei lavori saltuari che mi permettevano di acquistare i testi scolastici. Unico mio impegno sociale: il contributo alla realizzazione di un progetto di scuola serale per il recupero della terza media inferiore. Catapultato nella realtà del Nord: la contestazione giovanile del 68 e le lotte per i diritti dei lavoratori mi spinsero a diventare protagonista, per la scelta di parte furono determinanti anche gli episodi sopra descritti. Dopo quella scelta ho vissuto una lunga stagione di impegno politico: militanza e attività amministrativa senza mai tralasciare quella lavorativa di pubblico dipendente. Oggi, all'età di 72 anni, dopo 43 anni di lavoro sono un pensionato libero da qualsiasi vincolo salvo quello familiare, in particolare esercito con gioia il ruolo di nonno. Ho voluto fare questo lungo e noioso preambolo, chiedo scusa, per cercare di far capire le ragioni della concezione del termine "Bugia", in campo politico. La bugia, dichiarazione falsa e ingannevole, non rende onore a nessuno in particolare ai politici e ai pubblici amministratori. E' odiosa, purtroppo ampiamente utilizzata nel mondo politico. Ben più grave della bugia, ritengo, l'uso della demagogia. Fare false promesse per carpire il consegno lo ritengo il più grave reato ideologico che denota la totale assenza di onestà intellettuale politica. Le bugie e le contraddizioni di Renzi fanno parte di un sistema malato dove le forze politiche si esercitano a delegittimarsi a vicenda. Nella contrapposizione sfrenata non avendo idee valide si ricorre alla demagogia e per screditare l'avversario si inventano bugie. Dibattiti poveri nel Parlamento ma impegnativi nei tribunali per difendersi dalle querele. In questo magma si fonde un elettorato minimale, i cortigiani che riescono a trarre benefici da un certo modo di far politica. Tutti gli altri si dividono in due gruppi: quelli, in aumento, che non vanno a votare; quelli che cercano, silenziosamente o con esplicite contestazioni, mantenendo gli iscritti la postazione e i simpatizzanti il consenso, cercano di cambiare la linea della forza politica di riferimento. A questi si deve il massimo rispetto, sono vittime consapevoli alle quali non possono essere imputate le colpe di coloro che, pro tempore, dirigono la forza politica. Salvatore Mancuso con la sua poesia "L'ITALIA" descrive, meglio di un lungo trattato, la realtà del nostro Paese.

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  11. Maria Luisa Cosentino26 giugno 2017 10:06

    Ma mi spiegate come fate a parlare di onestà intellettuale con riferimento a chi mangia e beve (in tutti i sensi) alle nostre tavole?

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  12. Santussa Andriano26 giugno 2017 13:07

    Ciò che davvero mi fa male è, appunto, come possono star ancora dietro a cotanta menzogna alcune persone.

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  13. Luciano Bianchi26 giugno 2017 13:09

    Il letamaio Repubblica pubblica un articolo su tutte le bugie di Trump.... Che strano, il buffone pagliaccio e magnone di Rignano racconta balle gigantesche da una vita, ma Repubblica non ha mai fatto un articolo sul mentitore seriale... chissa' perche'...

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  14. Asia Lucia Cricchio26 giugno 2017 13:10

    Senza dubbi chi sostiene un bugiardo è un bugiardo. Se non fosse bugiardo allora potrebbe essere incapace di intendere e di volere e dunque avrebbe bisogno di un curatore, che appunto integri la sua capacità di agire .

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  15. Stai scrivendo di Grillo piccolo e sfigato ducetto, miglior raccontatore di Palle della Repubblica Italiana e di tutti i Grullini credenti a tutte quelle Pataccate. Brava hai fatto una ottima disamina de 5pirla (impara a commentare senza offendere, oppure aspettati lo stesso trattamento)

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  16. Maurizio Stabile26 giugno 2017 13:20

    Domanda. Perché la gente continua a dare credito ad un mentitore seriale? le bugie sono dimostrate, registrate, riproposte sui social eppure. Ancora vengono ascoltati. Ipnosi?

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  17. La solite Pataccata alla Grillo senza costrutto. Vogliamo vedere la querela annunciata ed il pronunciamento di in giudice. Lo sai quelle scritte sono solo polemiche politiche leggermente meno pesanti della Grillo idea. Almeno non contengono offese pesanti alle persone. Mai ritratto anche con minacce pesanti alle donne. Detto da un grillino (non tu) sono medaglie al volare agli anti pluripregiudicato. Saluti, questa volta pubblici

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