lunedì 12 giugno 2017

Amministrative 2017. La resurrezione dei partiti

Salvini-Berlusconi-Renzidi Giangiuseppe Gattuso - La possiamo definire resurrezione, quella che emerge dai dati delle elezioni amministrative dell'11 giugno 2017.
Quasi ovunque, infatti, il centro destra risulta addirittura più in forma del partito democratico, così come c'è un vistoso, quanto in parte prevedibile, arretramento del M5S.

I casi più rilevanti sono quello di Genova, per le ovvie ragioni dovute al fatto di essere la città di Beppe Grillo. E, per certi versi, anche Palermo la capitale della Sicilia dove l'immarcescibile Leoluca Orlando detta legge da 37 anni. Il quale stavolta, grazie alla nuova legge elettorale approvata dagli "scienziati" legislatori del parlamento siciliano, che hanno abbassato la soglia al 40%, vince al primo turno con il 46%. Un’ideona tutta sicula che la distingue dal resto d'Italia.
Il successo di Orlando, però, sindaco per la quinta volta, è incontestabile. Il suo acerrimo sfidante per la seconda volta, il giovane Ferrandelli, si è fermato al 31,33%. Per Forello dei 5 Selle non c'è stata storia, fermo al 16,34%.

Leoluca-OrlandoIl prof. Leoluca Orlando, "il sindaco lo sa fare", ha preteso e ottenuto che i simboli delle sette liste a sostegno della sua candidatura non riportassero sulla scheda elettorale espliciti riferimenti ai partiti. Una mortificazione che anche il PD ha accettato per non rischiare una molto probabile sconfitta. Il cosiddetto effetto trascinamento delle liste, infatti, ha contribuito al successo perché il voto ad un candidato di una lista a sostegno va automaticamente anche al sindaco, e, in questo caso la somma supera il 48%. Fabrizio Ferrandelli ha invece accettato il sostegno di tre partiti del centro destra con i loro simboli insieme alle sue quattro liste civiche.

Pirondini Grillo Di MaioMa se a Genova il candidato ufficiale del M5S, Luca Pirondini, si è fermato al 18%, forse a causa delle clamorose polemiche per l'estromissione della vincitrice delle "comunarie" Marika Cassimatis, ferma però a un misero 1%, a Palermo il candidato grillino Ugo Forello ha scontato le feroci lotte intestine dell'altrettanto clamorosa vicenda delle firme (false) "copiate".

PizzarottiNon c'è dubbio, però, che fatte salve queste due situazioni particolari, il dato generale rispecchia per il M5S un saldo negativo. Non bastano, essendo elezioni locali, le giustificazioni sulla loro poca valenza politica. Il colpo, bisogna prenderne atto, c'è ed è rilevante. E non può sfuggire il caso Parma, dove Federico Pizzarotti, primo sindaco di una città importante conquistata dal M5S, dopo l'uscita dal Movimento, va al ballottaggio con un ottimo 34,78% contro il candidato del centro sinistra Paolo Scarpa al 32,73%. Mentre il candidato grillino ufficiale è praticamente sparito. 

Sono segnali emblematici di una sofferenza profonda, di una difficoltà politica del M5S che ha forse raggiunto il suo punto più basso. Che il "sistema" partitocratico avesse attivato ogni arma a sua disposizione era ed è nelle cose. Lo scontro è sempre stato rovente e le armi messe in campo per fronteggiare i barbari grillini sono di ogni tipo.

I cittadini, almeno quella larga parte che si fida totalmente dell'informazione tradizionale, cercano garanzie e sfuggono l'impegno diretto. Vogliono sindaci e consiglieri comunali, a cui delegare tutto, dei partiti tradizionali e "collaudati". E sembra non si lascino turbare dalle nefandezze perpetrate in questi ultimi decenni. Contenti loro.

Antonio-DAlì-con-Silvio-BerlusconiUn esempio per tutti il caso Trapani. Dove due dei cinque candidati alla carica di sindaco, rappresentanti del potere di sempre, Mimmo Fazio, parlamentare regionale e già sindaco della città e il Sen. Antonino D'Alì di Forza Italia e grande amico di Berlusconi, sono stati raggiunti meno di un mese fa da gravi problemi giudiziari. Bene, gli elettori trapanesi hanno premiato Fazio, primo con il 32,42%, che va al ballottaggio con il candidato del centro Sinistra. Mentre il Senatore D'Alì con il 23,64% è arrivato terzo a un'incollatura. Così tanto per capire di cosa stiamo parlando.

Detto questo mi sento di dire che il fenomeno M5S, nonostante questo difficile passaggio elettorale, non è affatto da considerare concluso. E può essere interpretato come un’opportunità, un nuovo modo di fare Politica, di partecipazione, di impegno, di libertà e di responsabilità diretta dei cittadini alle decisioni e alle scelte per il bene collettivo. È, in fondo, la mia percezione e il motivo per il quale li osservo con attenzione.

Pirondini Grillo Di MaioE può, invece, essere considerato come il male assoluto, l’antipolitica, un pericolo per la democrazia, l'emblema dell'incompetenza e dell'incapacità a governare, una setta in mano ad duo Grillo/Casaleggio che hanno come unico obiettivo quello del potere e dell'arricchimento. 

Sono due interpretazioni opposte, facce delle stessa medaglia. Che solo il tempo e una auspicabile crescita culturale, insieme ad una sempre maggiore consapevolezza del ruolo del "cittadino/politico" potrà definitivamente dirimere.

Giangiuseppe Gattuso
12 Giugno 2017

30 commenti:

  1. Una società malata non può generare rappresentanti sani.Questa, per me, è l'amara verità da digerite

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  2. Osservando le variazioni rispetto alle ultime amministrative (2102) non mi sembra che in termini percentuali ci sia stato un arretramento del M5S. I dati parlano chiaro
    CARRARA +11,91%
    ALESSANDRIA + 0.44%
    ASTI + 6.18%
    GENOVA + 4.28%
    LODI + 3.82%
    LUCCA + 0.44%
    ORISTANO + 7.07% ma nel 2012 non si era presentato
    PALERMO + 8.99%
    TARANTO + 8-07%
    diminuzioni percentuali invece ci sono state e, salvo PARMA dove ha toccato il 16.43%, negli altri casi sono state percentuali che non hanno superato il 2.5%, in particolare:
    LA SPEZIA - 1.68%
    MONZA -2.27%
    PIACENZA - 0.79%
    PISTOIA - 1.02%
    VERONA - 0.03%
    Francamente, sulla scorta dei precedenti numeri, un antagonista dovrebbe invece preoccuparsi perché il fenomeno risulta tutt'altro che in decrescita

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  3. i numeri dicono che il M5S non è andato ai ballottaggi ma non che ha perso voti, quindi ancora una volta un'informazione edulcorata

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  4. Io non sono d’accordo con l’analisi dell’amico Giangiuseppe, cioè che “il "sistema" partitocratico avesse attivato ogni arma a sua disposizione era ed è nelle cose. Lo scontro è sempre stato rovente e le armi messe in campo per fronteggiare i barbari grillini sono di ogni tipo”.
    Se diamo uno sguardo a tutte, dico tutte le tornate elettorali precedenti, non è mai successo che giornali, radio, televisioni e quant’altro abbiano determinato il successo o l’insuccesso elettorale di chicchessia.
    Il popolo magari avrà bisogno di un po' di tempo per realizzare, ma non è cretino e non è nemmeno “bue” come qualche preteso intelligentone di sinistra, tipo Scalfari, pretende che sia. Prima o poi il popolo capisce e sceglie.
    E’ pur vero che le amministrative non sono il tipo di elezioni che possano favorire i 5 stelle, ma alle amministrative dell’anno scorso i 5 stelle sono andati molto bene, e dunque adesso il calo c’è stato e anche inaspettato, almeno in queste proporzioni.
    Ma dimentichiamoci che sia colpa del sistema che usando tutte le armi a disposizione abbia determinato questo calo. Se il sistema potesse realmente influire, non vedo come i 5 stelle possano essere il primo partito d’Italia.
    Io ricordo quando, qualche decennio fa, i radicali arrivarono al 9% non so bene in quale in quale tipo di elezione, forse a Roma alle amministrative. Ricordo ancora le espressioni trionfali di Pannella e della Bonino; peccato che alle successive elezioni ritornarono al loro consueto 1%.
    Io credo che i 5 stelle dovrebbero riflettere sul fatto che non hanno una classe dirigente, che i loro candidati non li conosce nessuno, e che questo nelle elezioni amministrative conta moltissimo. Sono onesti, fino a prova contraria, sono volenterosi, sono in contrapposizione al resto della politica italiana, ma io credo che il compito di governare la nazione sia superiore alle loro possibilità.
    Grillo deve smetterla di tuonare un giorno si e l’altro pure contro l’euro e contro l’Europa, altrimenti non andrà da nessuna parte. L’idea di abbandonare euro ed Europa deve ancora essere elaborata e metabolizzata dal popolo; insistere su questo tema, a prescindere dal fatto che Grillo possa anche avere ragione, è ancora presto, deve passare ancora tanto tempo.
    Infine, stringi stringi, io penso che Grillo non abbia voglia di andare al governo di questa nazione. Il giorno in cui ci riuscisse, sarebbe l’inizio della fine per lui e per il suo movimento. Dopo un anno di governare Roma, tutti hanno capito che non è cosa loro; figuriamoci come potrebbero fare col governo dello stato.
    Il loro ruolo è soltanto quello di fare opposizione, di sfasciare, di avere voglia di rottamare; lì ci riescono. Hanno un Di Battista che sembra nato per questo. Per il resto staremo a vedere.

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  5. Ho letto con attenzione il servizio e posso dire che, in linea di massima, condivido totalmente l’analisi fatta nel servizio. Purtroppo i risultati sono quelli evidenziati, i numeri sono grandezze matematiche alle quali corrisponde un intrinseco valore, non sono parole che possono dare adito alle varie interpretazioni. Tuttavia, caro Giangiuseppe, ci andrei cauto, a definire “resurrezione” i consensi sensibilmente lievitati alla coalizione di centro destra, ma piuttosto l’esito positivo di una cruenta guerra senza esclusioni di colpi ufficialmente dichiarata tra il PD ed il M5S. Berlusconi, Salvini e tutti gli appartenenti al famoso ventennio, come si dice in gergo, hanno vissuto di “rendita”. Sono stati letteralmente ignorati dai due duellanti, malgrado i grandi disastri fatti, da questi ultimi, sia in politica economica che sociale. I pentastellati si sono accaniti contro Renzi, come se avesse governato da mezzo secolo, ed i renziani contro i grillini come se fossero già al governo del Paese. Da questo incessante flagello, il centro destra è riuscito ad uscire indenne ed a portare avanti il suo subdolo gioco basato su falsità e demagogia. Per Leoluca Orlando, come da te riscontrato, è stata davvero una manna dal cielo, la soglia del 40% per potersi accreditare la maggioranza, perché, come ebbi a dire in un commento, prevedendo il ballottaggio, avrebbe certamente perso la poltrona per la presenza di personaggi vicino al PD. Però, per onestà intellettuale e per la conoscenza diretta di Orlando, sono convinto che attualmente è la figura più idonea a guidare la difficilissima situazione palermitana. Ora, se vogliamo avere un quadro più preciso di cosa ha prodotto questa consultazione amministrativa, dobbiamo attendere l’esito dei ballottaggi, dove prevarranno ancora una volta gli strascichi della lotta senza esclusione di colpi tra il PD ed il M5S. Sotto il profilo della politica nazionale, a mio modesto avviso, non è cambiato assolutamente NULLA, il sistema rimane ancora tripolare, ed il M5S rimarrà sempre la prima o seconda forza politica. Chi è convinto del ripristino del sistema bipolare, come faceva notare qualche illustre commentatore televisivo, commette un gravissimo errore di valutazione. Caro Giangiuseppe, se vogliamo uscire da questa empasse mi auguro che si apra una nuova stagione politica, dove sarà il dialogo ad emergere e non lo scontro sistematico. Ecco questa, credo, è la lezione che dovremmo recepire da questa consultazione: vince chi riesce, seppure con scaltrezza, a defilarsi da scontri ed inutili insulti.

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  6. miracolo della Raggi e della Appendino oltre che dei deputati eletti in regione che hanno approvato tutta la politica di rosario crocetta per poi starnazzare come oche impazzite al profilarsi delle elezioni.

    tra il marcio storico e i falsi salvatori gli elettori hanno scelto il marcio storico almeno si può sperare in un po' di proteste di piazza invece di assistere a quelle patetiche uscite degli stellati con i loro noiosi video sul tubo e le figurine panini con cui impestano la rete

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  7. La resurrezione dei partiti, quelli di destra con egemonia leghista! Aveva ragione Bersani: certe politiche fanno ritornare le destre. Il centro-destra va avanti mentre il centro-sinistra insegue registrando un ulteriore arretramento del PD. Fra 15 giorni il risultato del ballottaggio ci dirà se la bilancia penderà a destra o a sinistra: qualsiasi risultato non cancellerà i dati analitici di questa prima tornata elettorale. Non mi soffermo sui casi Palermo e Trapani: in altre realtà verrebbero definiti anomali, in Sicilia sembrano normali. La volontà degli elettori va rispettata. Il risultato del M5S merita una particolare attenzione. Malgrado il deludente risultato non lo si può definire una sconfitta: non ha sfondato secondo le aspettative dei simpatizzanti e osservatori. Parlando di aspettative questo risultato negativo deve far riflettere. Perché gli elettori insoddisfatti hanno preferito ingrossare la schiera degli astensionisti anziché aumentare i consensi del M5S?! Forse è venuta meno la fiducia, per quali motivi: l'analisi spetta al M5S. Da osservatore esterno e per il modo di concepire la politica penso che il continuo conflitto fra Grillo/M5S e Renzi/PD può interessare i tifosi delle due formazioni ma non entusiasma più gli elettori che pretendono atti concreti per il cambiamento. Lo penso anch'io che il fenomeno M5S non è da considerare concluso, tutto dipende da loro: sapranno cogliere, con umiltà, l'ammonimento degli elettori cambiando strategia nell'insegna del corretto confronto e rispetto degli avversari?! Si vedrà! Già da eventuali indicazioni di voto al ballottaggio, dai punti di vista degli osservatori, si potrebbero ipotizzare le future strategie del Movimento.

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    1. Non é solo questo. I 5stelle continuano nella politica di rottamare tutto il resto della politica, tutti quelli che non sono loro e probabilmente la gente si è stancata di questo atteggiamento.

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  8. Le Elezioni amministrative non fanno testo e sottolineano ancora una volta la negazione del bene comune e il legame al carrozzone clientelare. Il test importante saranno le prossime elezioni politiche. Grillo ha mostrato, negli ultimi tempi, una maggiore ponderatezza e deve proseguire su questa strada, mettendo in risalto le proposte programmatiche che parlano di onestà, giustizia sociale e strenua lotta al Sistema: su questo il M5S si giocherà la sua credibilità e la sua stessa esistenza. Il Berlusca ha goduto di molta visibilità, ma spero che la Destra capisca che, per il proprio bene e quello della Nazione, uomini come lui dovrebbero essere cancellati dalla scena politica. Il PD, con Renzi, dovrebbe prendere atto della propria natura e collocarsi definitivamente a Sinistra dichiarandosi Partito Socialdemocratico, facendo alleanze consone al suo status e portando avanti programmi di salvaguardia dello Stato Sociale; Renzi però in questo è poco o per niente affidabile.

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    1. Caro Nino,complimenti. Ecco finalmente un commento sensato, privo di retorica e di preconcetto rifiuto. Non si riesce a comprendere che il M5S ha poco interesse a conquistare un comune, certo se gli capita non è che lo butta via, ma il fine ultimo è lo Stato! La politica degli Enti Locali, come si diceva una volta, si sa bene che più che azione di fondo è tesa a soddisfare gli immediati interessi della comunità locale tenendo, ovviamente, d'occhio gli interessi particolari di chi viene "eletto" ( il più delle volte perché è imparentato con tutto il paese)e dei suoi personali amici-elettori. Ma il M5S ha altri obiettivi, che ovviamente, vengono trascurati dai vari commentatori: quelli del riscatto dell'Italia dalla schiavitù della mafia per riportarla al ruolo di Stato Sovrano nello spirito, forma e sostanza, dell'art.1 della Costituzione. Il giorno che si arriverà a comprendere questo sarà davvero il giorno della vittoria dell'"UOMO SAPIENS" sull'informe gregge di pecore che seguono ciecamente l'ariete diretto verso il burrone nel quale si guarda bene di precipitare salvandosi, come si dice sportivamente, in corner..........

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  9. Caro Giangiuseppe su tante "questions" poste nell'articolo sono d'accordo con te come sempre ma questa volta mi permetto di non essere d'accordo sull'analisi che riguarda il M5S. Non è vero che abbia perduto consensi, non ha avuto abbastanza consensi da conquistare i comuni ma sul piano generale a mio parere, confortato dalla pubblicazione analitica di alcuni dati, ha guadagnato qualche punto che lo portano, in campo nazionale,a mantenere saldamente le posizioni raggiunte. Direi che, come qualcuno ha fatto giustamente osservare, al M5S non interessano le "poltrone", anche se poi gliene capita qualcuna non la rifiuta, il Movimento punta allo stato centrale perché è nato con un DNA risanatore teso alla moralizzazione dello Stato come tale e non come proprietà privata di un Berlusconi o un Renzi di turno. Certo, visto l'andazzo generale, è un po difficile comprendere che si possano avere di queste idee balzane(per i benpensanti italiani) ma la realtà è questa: piaccia o non piaccia ai "soloni" della politica in auge.

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    1. Carissimi Franco Gentile e Nino Risitano non comprendo tutti i vostri sforzi nel correre in aiuto al M5S, a mio parere non si ravvede alcuna necessità. I risultati sono valori matematici non possono essere ne ristretti e neppure dilatati, esprimono il loro reale valore numerico. Dobbiamo imparare a rispettare quello che ci trasmette il popolo degli elettori e non ciò che vorrebbe dettare la nostra opinione. Probabilmente sono abituato a leggere una forza politica da ciò che realizza e non da ciò che propone. E’ notorio che le proposte, evidenziando il “nuovo”, faccia facilmente breccia nell’animo umano trascurando molto spesso la riflessione su ciò che potrebbe concretizzarsi in futuro. Per cortesia, non mi si venga a dire che la sconfitta del M5S in questa tornata elettorale è da attribuire al non attaccamento alle “poltrone”, di tipo periferico, per badare a quelle del potere centrale, altrimenti ci prendiamo in giro da soli e cadremmo rovinosamente nella moralità della favola di Esopo , “La volpe e il lupo”. Mentre sono d’accordo a ritenere le amministrative di valore diverso dalle consultazioni politiche e credo di aver detto, nel commento precedete, che sbaglia chi ritiene conclusa il “fenomeno” pentastellato. Caro Franco Gentile, probabilmente, data la nostra età, credo che non riusciremo a vedere il giorno in cui si celebrerà la vittoria dell’ HOMO SAPIENS su quel gregge del quale io e te siamo parte integrante. La natura del popolo italiano è, e resterà una costante, non sarà mai una grandezza variabile, detta in termini matematici. Tu sei davvero convinto che il M5S è in grado di fare tutto questo? Io me lo auguro, ma sono certo che resterà un’utopia destinata a restare scritta solo negli annali della storia. Noi, in quanto popolo degli elettori, dobbiamo essere vigili nelle nostre scelte, cercando di ridurre il malcostume attraverso i mezzi a noi consentiti. La realtà che ci affligge, non sono soltanto i politici corrotti, a tal proposito direi che rappresentano il frutto della nostra rappresentanza, ma l’intera collettività con le sue istituzioni. Di leggi, decreti leggi e regolamenti, siamo i più ricchi del mondo, manca solo la nostra coscienza per applicarle. Caro Nino, sei sicuro di aver notato una “certa ponderatezza” da parte di Grillo? Questa volontà di moderazione, di confronto, ma soprattutto di dialogo non lo vedo da parte di nessuno, altrimenti non si spiegherebbe la mancata approvazione di una legge elettorale. Non mi stanco mai di ripetere che nella nostra Italia spira un vento di guerra totale fatta di bugie, insulti, di uno stupido tifo politico, condito di un esasperato personalismo politico di tipo narcisistico. Caro Nino e caro Franco, evitiamo di vedere tutto il male proveniente da una sola parte, e noto anche che nessuno cita il Salvini, l’uomo che sta facendo resuscitare il ventennio fascista. Ora sta girando il mezzogiorno d’Italia in lungo ed in largo, adulando in modo subdolo coloro che per anni ha definito : ladri, nullafacenti ed antropologicamente diversi. Malgrado tutti i suoi sforzi nell’apparire “italiano” non riesce ancora a cancellare il sostantivo NORD dal suo logo elettorale. Credetemi, amici miei, avendo vissuto in politica per 40 anni, ma quella con P maiuscola, sono davvero avvilito. Che dire, mi auguro un sussulto di ragionevolezza da parte di tutti ed un piccolo sforzo che vada nella ricerca di ciò che potrebbe unire e non a ciò che divide.

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  10. Gloria Trizzino13 giugno 2017 15:36

    No comment: stiamo a vedere.

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  11. Rosa Pentastelle13 giugno 2017 15:37

    Mi piace la tua ultima frase: "contenti loro".

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  12. uscire dall'Europa si deve ma non si può certo uscire con questa classe politica fatta di scemi e con una nazione corrotta il cui potere e frammentato ogni autonomia locale ha il suo gruppo di potere siamo in un sistema dove prevale il regionalismo.

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  13. Angela Maria Lanfranchini13 giugno 2017 15:41

    La gente si è stancata, per non usare frasi più appropriate, perché grillo parla contro la UE e poi votano tutto a favore; sparla del PD e poi i suoi candidati sono ex piddini e di fatto lo sostengono, come in Sicilia. Gli attivisti si negano tutto. Giggino e diballa non si possono sentire. Gli eletti sono una manica di inetti, arroganti. Insomma.
    Se il movimento vuole salvarsi deve selezionare persone migliori e non essere immobilista nelle amministrazioni.

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    1. Angela, Giggino e Di Batti sono persone normalissime come tante, sbagliano quando vogliono darsi una dimensione che non è alla loro portata. Apprezzo il loro interessamento ci giovani politici, ma non possono permettersi di ritenersi depositari delle verità assolute.

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  14. Filippo Minacapilli13 giugno 2017 15:48

    Tutti gli indagati cantano vittoria!

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  15. Angela Maria Lanfranchini13 giugno 2017 15:51

    Aggiungo. Il fatto che Grillo imperi è un'altra nota stonata. Sembra un asilo con la maestrina. Inoltre, i modi di Grillo quando cercano di intervistarlo...pare un mongolo. Capisce solo lui e voi cosa voglia comunicare. Urta.

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  16. Salvatore Lo Giudice13 giugno 2017 15:59

    la gente vede che non cambia niente e non va a votare a Palermo è andato a votare il 50% degli elettori ed Orlando è stato eletto con il 20% dei voti degli elettori....questo i guasti del dopo referendum dove tutti volevano un cambiamento che non c'è stato......il paese reale si allontana dagli aficionados degli Eletti del popolo......

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    1. Caro Salvatore Lo Giudice io ho votato SI al referendum e non me ne pento, perchè ritenevo del tutto eterogenea quella maggioranza messa insieme solo per odio verso una persona, per spiegarlo meglio, un "branco" messo insieme solo per sbranare qualcuno, proprio come avviene nella savana africana e spiegati da Piero Angela. Ora questa maggioranza, compreso una parte dei “bolscevici” del PD che cosa è in grado di produrre? Pare… assolutamente nulla!! Si prospettava addirittura una ridicola deriva autoritaria. Mi chiedo: “L’intesa che si sta rafforzando tra la lega fascista ed il M5S cos’è?

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  17. Lillo Antinoro13 giugno 2017 16:02

    La politica, come sempre, è in malafede. Tutti sappiamo che le amministrative non hanno alcuna valenza politica. La scelta del sindaco è dei consiglieri è molto condizionata da rapporti interpersonali. Un sindaco che si presenta con sette liste civiche, mette in circolazione almeno 200 candidati, con relative famiglie, con gli amici di ciascuno, con colleghi di lavoro etc. Quando sento fare certi discorsi, io che sono un vecchietto della politica mi viene da ridere. La gente non sa che vi è anche una tecnica per predisporre le liste. In una città di 50 -60 mila abitanti dove ci si conosce e soprattutto si conoscono le appartenenze politiche, si candida in una propria lista un membro della famiglia che appoggia un sindaco avversario. E di variabili come questa se ne mettono in atto a decine. Se dovessimo pensare che queste elezioni hanno una valenza politica, il PD palermitano può mettere un cartello " chiuso per cessata attività" infatti la lista civica formata dal PD e dal partito di Alfano ha preso 8,5% dei voti, se valenza politici c'è, il PD e Alfano sono stati mandati a casa, se valenza politica c'è anche FI è rimasto sotto il 10%, in particolare è arrivata a 8,7%, se valenza politica c'è, il primo partito a Palermo è il M5S con il 13,3 %. Se metti quattro nani uno sull'altro e raggiungi l'altezza di 197 cm, non significa che chi di suo è alto 185 cm è diventato basso

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  18. Mi pare che a dare risalto ai sindaci e farli diventare super star sia stato il movimento 5 stelle prima del loro avvento e la loro stupida propaganda sulle amministrazioni comunali a nessuno fregava un fico secco di chi vinceva le comunali.

    Adesso un elezione in una città diventa un evento mass mediatico nazionale con tutte le becere tifoserie impegnati a fare propaganda.

    sulle liste civiche collegate al sindaco concordo ma non è difficile se si hanno argomenti e si segue una strategia politica renderle inoffensive certo se la campagna elettorale si svolge solo con insulti generici ad un partito e figurine panini non si riesce a smontare la macchina.

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  19. Lillo Antinoro13 giugno 2017 17:05

    Con tutto il rispetto per la sua tesi mi permetta di confutarla. Tempo fa c'era un Sindaco nella mia città che aveva male amministrato, i cittadini erano scontentissimi. Tutti consigliavano all'uscente di non ricandidarsi. Questo signore si è ricandidati, ha creato tutta una serie di liste civiche ed è stato riletto con il 75%dei voti. Alle amministrative un numero congruo di liste e la qualità delle stesse determinano al, 60% l'elezione di un candidato a sindaco. Se vai con una sola lista è come andare in guerra con la pistola ad acqua. Per tale motivo, guardando i risultati nelle varie città ritengo che i migliori risultati sono quelli della lega e del M5S. La verifica a Novembre in Sicilia. La mia è una tesi che se non riscontrata a Novembre si trasformerà in una cazzata.

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    1. Concordo con Antinoro ..assolutamente il Movimento si e' presentato da SOLO ..il resto e' una vera accozzaglia di simboli e liste varie ..adesso bisticeranno per le POLTRONE ..ripeto da SOLO ..ed ha guadagnato sopratutto nelle cittadine dove non esisteva ..

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    2. Mi scusi sig. Antinoro, a scanso equivoci non è mia intenzione difendere nessuno, ma se il M5S non intende dialogare con nessuno e la presunzione li fa sentire completi, la colpa a chi intende addossarla? A chi riesce a dialogare? Perchè ogni forma di accordo viene "venduto" al pubblico per inciucio? Tuttavia, è di queste ultime ore che ha capito la lezione anche il Beppe, che sta cercando di creare qualcosa con la destra fascista di Salvini. Auguri.

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  20. Armando Pupella13 giugno 2017 17:53

    E l'astensione è stata molto alta. Il Sindaco di Palermo è stato rieletto col 22,5 % circa degli iscritti a votare e con la legge elettorale della regione siciliana che, con un cavillo aritmetico, stabilisce la maggioranza assoluta non al 50% + 1 ma al 40%

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  21. Raffaele Bonafede13 giugno 2017 23:30

    Sono sostanzialmente d'accordo. I cittadini si sono resi conto dell'inconsistenza del M5S resa palese dal quasi completo fallimento delle sue amministrazioni.

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  22. Luciano Bianchi13 giugno 2017 23:31

    IL PD RISPETTO ALLE PRECEDENTI AMMINISTRATIVE HA PERSO VOTI....CANTINO PURE VITTORIA

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  23. MARISA BIGNARDELLI15 giugno 2017 19:39

    Lascerò scorrere il mio commento sull’onda emozionale da cittadina che ha parlato e si è misurata con tanta gente prima e dopo le elezioni. Mi soffermerò sulla Sicilia, su Palermo perché per ovvie ragioni ne ho avuto esperienza diretta La mia terra è ricca di bellezze naturali, di ricchezze artistiche ma è poverissima di uomini politici pronti a lottare per la sua ripresa. Prima di tutto al consiglio comunale si è candidata mezza Palermo. L’elezione è stata resa farraginosa e complessa con tantissime possibilità di schede nulle. La scheda era un lenzuolo. Difficoltosa pure chiuderla Orlando per la V volta sindaco, dovrebbe suonare stonato e invece sembra un risultato scontato, aspettato( Certo i suoi avversari l’hanno aiutato). Non è vero che i palermitani lo amano. Ha pecche grossissime per esempio pulizia e viabilità. Ferrandelli rappresentava il nuovo ed era molto ben visto. Appoggiato da politici che, con una parola sicula, schifiamo, ha deluso. Il M5S non ha pagato la questione delle firme false. Ha avuto un risultato deludente perché si è presentato con un candidato deludente e molto discusso per trasparenza. E’ stato meglio pure per 5S che non sia diventato sindaco. Ricordiamoci sempre che il movimento si presenta da solo. Organizzazione discutibilissima. Gli scrutatori e le guardie di servizio sono state tenute oltre 30 ore senza sosta (cari ragazzi tutta la mia solidarietà) Presidenti di seggio non all'altezza della situazione Che confusione !Orlando Cascio sa come deve fare a diventare sindaco. Emblematico il ballottaggio di Trapani dove uno dei futuri sindaci invita a non votarlo perché è perseguitato dalla legge. E' veramente da folli solo la essersi presentato e demenziale averlo votato Il M5S deve riflettere e cambiare molti atteggiamenti.Proponga personaggi veri e celi faccia conoscere e valutare. E alla fine va bene il voto in rete. Comunque sempre amministrative sono alle politiche vedremo cosa succederà.

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