giovedì 4 maggio 2017

I LIMITI DEL M5S. POTRANNO ESSERE SUPERATI?

Grillo Casaleggio Davidedi Giangiuseppe Gattuso - Colgo preoccupazione nelle discussioni che mi capita di avere con amici e personale politico di una certa esperienza.
E ho una qualche difficoltà nel trasmettere ciò che penso della “Politica ”, della democrazia, dell'impegno nelle amministrazioni e nel Governo del Paese. Insomma quasi su tutto. E mi spiace non essere compreso e, per giunta, essere tacciato di grillite acuta. Un'affezione, forse patologica come la SPAG, da non denunciare i loro tanti e gravi difetti e di non esprimere preoccupazione, o addirittura paura, per una loro avanzata dalle conseguenze pesanti.

Succede quando parlo con amici più o meno della mia età ma anche con chi è più giovane di me. Persone serie, rispettabili, perbene che hanno “vissuto” intensamente quegli anni, calcato i marciapiedi della politica partitica, partecipato alle operazioni "politiche" di quei tempi. Insomma, gente che ha passione e crede sinceramente che al di fuori delle strutture partitiche ci sia pochissimo spazio per altre avventure. Quelle che diffusamente e con facile approssimazione vengono definite populiste e anti qualcosa e qualcuno. I movimenti nati e cresciuti sui sentimenti di protesta e insoddisfazione, quelli del contro tutto e del sempre "no". Insomma tutto ciò che si ritiene "antipolitica" di cui il Movimento 5 Stelle ne è la sintesi perfetta.

dimaio-grillo-raggi-dibattistaPerché, viene detto, è una forza politica senza storia, senza ideali, senza cultura, senza personaggi di spessore, inesperti e incompetenti. E, in buona sostanza, pericolosi. "I nuovi barbari che spuntano da luoghi ignoti non Vandali nè Visigoti. Hanno intenzioni nobili e progetti futuribili: sono inarrestabili. Invadono strade e piazze deserte senza combattere: si fermeranno solo quando andranno a sbattere." Una significativa immagine che prendo a prestito da Salvatore Mancuso, fine osservatore politico e poeta.

Ma vediamo qualcuno dei limiti e difetti di questo Movimento che mi vengono costantemente sottolineati scatenando vivaci dibattiti e, qualche volta, incomprensioni profonde.

<<Non hanno esperienza, storia, competenze.>> E come potrebbero averne. Sono nati spinti da un lungimirante buontempone con la fissa di un ideale della Politica al limite dell’utopia. Partendo dai suoi innumerevoli spettacoli in giro per l'Italia e poi dagli incontri organizzati utilizzando un mezzo potentissimo, e sottovalutato all'inizio dai più, come internet. Gente comune con una preponderanza evidente di giovani e giovanissimi che hanno acquisito consapevolezza e voglia di partecipare alle decisioni sul loro futuro. E quindi nessuna o pochissima esperienza, né storia e, ovviamente, con le sole competenze acquisite in ambito scolastico e universitario o sul lavoro. Loro sono contro il professionismo della politica. In larga misura lo sono anch'io.

Le regole per accedere, semplici e rigorose, non consentono a chi ha già dato alcuna possibilità d'inserimento. C'è una sorta di filtro che blocca chiunque provenga da partiti o da incarichi precedenti nelle istituzioni.

<<Dicono sempre "no" e hanno la presunzione di essere i migliori e gli unti dal Signore.>> I parlamentari eletti nel 2013 dicono spesso no, è vero. Ma lo dicono sui temi che loro non condivido e sulle leggi che ritengono sbagliate. Ma sono capaci di dire pure si agli argomenti che ritengono giusti e utili a prescindere da chi li propone. Questo dicono e questo fanno. Sul fatto di essere i migliori, o, come si usa dire "unti dal Signore", questo fa parte dei luoghi comuni e dell’attività di tanti attivisti che scrivono per entusiasmo, convinzione, per provocare o anche per ignoranza. I "grillini" non arrivano da Marte, sono cittadini italiani con tutti i pregi e i difetti del caso. E quindi sbagliano, afferrano lucciole per lanterne, così come gli altri attivisti e simpatizzanti dei partiti.

Davide Casaleggio con la conduttrice Lilli Gruber durante ''Otto e mezzo'' in onda stasera su La7, Roma, 6 aprile 2017.  ANSA/ ETTORE FERRARI










<<Sono dei pupi guidati dal dittatore Grillo e da Casaleggio figlio, che tutto decidono>>. Di Beppe Grillo ho parlato altre volte. È fissato nel volere cambiare totalmente il sistema partitocratico, utilizza un linguaggio antitetico alla moderazione, e ha la presunzione di volere affermare troppe volte la sua verità. Non ha incarichi istituzionali, non ne vuole e non potrebbe averne. È il "garante" del Movimento che, dicono, si occupa di fare rispettare le regole interne. Nessuno, però, mette in dubbio che il suo ruolo è anche quello di capo politico. Lo è per forza di cose, perché il Movimento lo ha creato lui, e perché, ritengo, non ne potrebbero fare a meno. Senza la sua "presenza", almeno ancora per qualche anno, rischierebbero il collasso. Le decisioni, però, vengono prese consultando gli iscritti attraverso la rete. E gli eletti sono tenuti a prenderne atto. L'attività parlamentare, è stato sottolineato innumerevoli volte, non è soggetta a imposizioni o indicazioni da parte di Grillo. I gruppi operano autonomamente. Davide Casaleggio, lo ha sempre dichiarato, e appena qualche giorno fa a Otto e Mezzo, svolge una funzione operativa di collaborazione tecnica sulle piattaforme informatiche a supporto dell'attività dei 5 Stelle. Non ha ruolo politico nel senso che intendiamo noi.

E se fosse vero che la "gestione" delle votazioni per le "comunarie" o le "parlamentarie" e via dicendo, dipende da chi mette mano ai server centrali, non si spiegherebbe come mai i voti ottenuti da un candidato al Parlamento o a sindaco di una grande città risultino così risicati. Se fossi io o qualcuno come me a “gestire” lo strumento farei tutt'altro. E spunterebbero numeri molto ma molto più consistenti. La questione, quindi, dei numeri bassi e del metodo di selezione resta un limite sicuramente da superare.

<<Non prendono posizione riguardo le elezioni di leader di altri paesi.>> I 5 Stelle non sono catalogabili e si ritengono oltre la destra, il centro e la sinistra, sono trasversali. E non indicano la loro preferenza perché ritengono la volontà popolare predominante su qualsiasi ingerenza esterna.
Le Pen MacronCome nel caso della recente elezione del Presidente USA e, proprio di questi giorni, il ballottaggio tra Le Pen e Macron in Francia. Sbagliano? Forse si. Perché su certe posizioni politiche, come nel caso francese non si può essere equidistanti. Io non voterei mai Le Pen. E lo dico.

<<Non fanno alleanze e vogliono governare da soli, una dittatura>>. Questo, forse, è uno dei limiti più significativi che può determinare il futuro politico del Paese. E, dicono in tanti, come è successo nel 2013. Il rischio, molto realistico, è quello di "costringere" tutti gli altri a “sacrificarsi” per assicurare una maggioranza a sostegno di un governo, per l'ennesima volta, delle larghe intese. A meno di risultati clamorosi il M5S difficilmente, pur conquistando il primo posto alle politiche, otterrà una maggioranza parlamentare.

Di MaioInsomma, paradossalmente, la loro intransigenza anti alleanze può, invece, fare il gioco degli avversari. Sbagliano? Secondo il pensiero classico, quello che ci ha accompagnato fin dal dopoguerra, quello della politica come mediazione, del compromesso, delle coalizioni tra partiti ancorché diversi tra loro, è un terribile errore. E lo è anche per me. Anche se proprio questo limite può, alla fine, risultare il loro valore aggiunto.

Per concludere, e per tornare alle chiacchierate con i miei amici dell’altra “politica”, devo confessare che, pur con i limiti di cui abbiamo parlato, e altri ancora, la loro eventuale avanzata non mi suscita particolare preoccupazione. Ecco la differenza.

Giangiuseppe Gattuso
04 Maggio 2017

47 commenti:

  1. Raffaella Schiavone4 maggio 2017 23:20

    Chapeau ! Niente da aggiungere se non che possiamo e dobbiamo migliorare...Avanti M5S !!!

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  2. Neanche a me,suscita preoccupazione la loro avanzata, forse un po'di preoccupazione dovrebbero averla loro stessi, perché, pur avendo fatto tanti passi avanti, non hanno ancora raggiunto il livello di preparazione e maturazione necessari per i massimi livelli di di responsabilità di governo.

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    1. Giovanni Caianiello6 maggio 2017 08:16

      Salvatore, giusta la tua riflessione. Sappiamo però benissimo che quando si va alle urne la scelta è inevitabile, o bianco o nero. Ciò premesso, la domanda è spontanea: Quale competenza e capacità hanno dimostrato di possedere quelli che ci hanno governato e quelli che continuano a farlo? Posto che i risultati sono impietosi e raccapriccianti per come hanno ridotto questo paese e dove lo stanno ancora conducendo?

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    2. Salvatore Mancuso6 maggio 2017 08:29

      Non faccio paragoni, Giovanni, con quelli che ci hanno sgovernato finora. Competenza e capacità io li metto in relazione agli obiettivi ed ai progetti strategici, di reale cambiamento, dichiarati dagli stessi Cinquestelle.

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  3. i 5 stelle non possono e non devono fare alleanze con gli altri partiti, a costo di rimanere sempre all'opposizione. Nel momento in cui facessero una qualsiasi alleanza, il movimento in brevissimo tempo si dissolverebbe, per un motivo ovvio che nemmeno vale la pena spiegare. Il loro piano dovrebbe essere a lungo termine, perchè questa politica tende sempre a perdere consensi, e quindi gratta e gratta, il consenso popolare potrebbe col tempo spostarsi per il 50% più uno a loro favore. Il movimento 5 stelle è disposto ad aspettare il totale disfacimento della vecchia politica, per il quale i tempi sono lunghi? In altri termini, vogliono aspettare almeno 20 anni nella speranza di racimolare la maggioranza assoluta? Io non credo, perciò a mio parere finchè ne avranno voglia resteranno sempre all'opposizione fino a quando si stancheranno e lasceranno perdere.

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  4. Fino a qualche anno fa, c'erano pochi italiani che non si lamentassero per per come andavano le cose in questo paese e nella propria quotidianità, spesso accettando con rassegnazione gli eventi. "Ci vorrebbe una rivoluzione", "quando c'era lui...", oppure " vorrei essere Presidente della Repubblica per un mese", "dovrebbero essere i cittadini a governare e non i politi", "largo ai giovani". Chi non ha mai detto o sentito dire cose del genere? E, sarà perché sono stati tanti a dirlo, che alla fine è successo per davvero. Dei cittadini, non professionisti della politica, sono arrivati inaspettatamente in Parlamento a rappresentare le istanze della gente comune. Ed adesso, che però ci sono, altri cittadini cosa fanno? Incoerentemente li avversano e guarda caso, tra questi, c'è sopratutto quella generazione che soleva maggiormente lamentarsi. Quella degli over cinquant'anni. Notoriamente, salvo qualche eccezione, poco propensa ai cambiamenti, visti come una minaccia alla più rassicurante rassegnazione. Se è vero che gli anziani sono il passato ed i giovani il futuro, mi chiedo, che diritto hanno i primi di ostacolare i secondi, condizionando con la propria apatia e fossilizzazione, le generazioni future? Oggi, gli italiani che si lamentano sono enormemente aumentati, eppure gli innamorati dei propri carnefici continuano ad essere afflitti da sindrome di Stoccolma.

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    1. La rassegnazione è il veleno della speranza

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    2. Con l'insoddisfazione e la sfiducia nella vecchia politica, i 5 stelle con il loro entusiasmo e la loro onestà potrebbero raggiungere il 40% se la loro comunicazione fosse migliore, generalizzassero di meno nel protestare, argomentassero meglio, fossero più autocritici e meno vittimisti. Nei loro siti si trova spesso qualunquismo ed approssimazione. Insomma devono migliorare.


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  5. Bravissimo,ottima esposizione e chiara spiegazione della tua posizione politica rispetto a questo partito la cui avanzata non mi preoccupa. Questi "nuovi invasori" della politica incuriosiscono non poco!

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  6. Ancora una volta , un movimento politico non è un partito politico ! Il movimento vive perchè al suo interno ha vita e la vita elabora una visione del mondo pressocchè totalizzante . Quel modello lo vuole imporre alla società tutta , pertanto quali alleanze con chi vive con altro modo di pensare . I partiti politici non hanno vita al proprio interno , solo burocrazia , non si vive , sono impiegati che non promuovono più un progetto di vita da imporre alla società , sviluppano pratiche burocratiche di un sistema di potere collaudato , farraginoso , corrotto , proprio quello che i valori del movimento combatte . Certo , chi a livello istituzionale del movimento ha un ruolo non ha quell'esperienza nella gestione dei meccanismi di potere che ha qualche suo collega dei partiti , non riuscirebbero a comunicare neanche verbalmente perchè , pur parlando la stessa lingua , fanno riferimento a linguaggi diametralmente opposti . Isolati ? Si nel contesto delle relazioni dei partiti , no con la società intera , con la quale cercano di avere un contatto diretto , men che meno coi militanti . Ecco se non si riescono a capire queste differenze , si continuerà sempre con le stesse semplificazioni disinformate . Intanto i 5Stelle riempiranno sempre di più le piazze , staranno sempre di più coi cittadini , ascolteranno i loro bisogni , li tradurranno in istanze politiche in progetti di legge , come già sta avvenendo , all'insaputa dei riottosi , dei resistenti , dei disinformati . Il Movimento 5Stelle cresce , cresce inevitabilmente il consenso , perché , allo stato attuale , solo loro sono la speranza nel futuro , con tutti i limiti delle "inesperienze" e del fare utilizzando creatività , perché , a volte , percorrere i binari dell'esperienza , porta facilmente a delinquere ! Per chi vuole sperare nel futuro , inizi a guardarli con minori pregiudizi e maggiore attenzione , ripeto solo in loro è il futuro , con altri é morte . Provare chi non crede !

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    1. Salvatore Mancuso6 maggio 2017 08:31

      Vito, non creiamo nuovi miti, però.

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    2. Ma quali nuovi miti, Salvatore! Io semplicemente dico, dinanzi al peggio che c'è in giro, loro sono dei missionari calati dal cielo! Non maturi? Mettiamoli alla prova perché laddove si misurano hanno dato buoni risultati. Parlo delle commissioni ministeriali, amministrazioni locali eccetera. Io mi fido della loro buona volontà a riuscire.

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    3. Salvatore Mancuso6 maggio 2017 08:36

      "Missionari" è proprio la loro mitizzazione. E a un rischio attinente alla supervalutazione

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    4. Senti, coi tempi che corrono, trovare chi fa politica e non è avido di denaro, anzi del proprio lo restituisce per nobili iniziative, come li chiameresti tu? Se rifletti bene, per quel po’ che ti conosco, credo che daresti loro l'etichetta di "santi" (scritto minuscolo, da non confondere col sacro). Io li definisco missionari laici, ovviamente, perché si son dati la veste dell'altruismo, del collettivo come fine ultimo, tant’è che del loro mandato non ne fanno professione, è limitato nel tempo, dicono due mandati! Cosa che non condivido affatto.
      Coi miei 65 anni non sopravvaluto proprio nulla! Diciamo, sono meno prudente di te e meno sospettoso, ma questo perché ai valori umani del disinteresse voglio continuare a credere, è la mia natura laica.
      Il timore reale, invece sai qual è? Il trasformismo! Già vedo rampolli di passati notabili DC, candidarsi a sindaco 5 Stelle! Mi fa un po’ di senso! Del trasformismo temo proprio, anche perché sembrano avere doti camaleontiche innate che li mimetizza anche agli occhi di chi li ha visti nascere e crescere, ma non possiamo impedire loro di partecipare, almeno sino a quando avranno la fedina penale pulita. In questo il movimento deve continuare ad essere intransigente, almeno com'è ora.

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    5. Salvatore Mancuso6 maggio 2017 08:45

      Tu pensi che i cuffariani si infiltreranno nel Movimento?

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    6. Allora, sinceramente non temo questo tipo di infiltrazioni, anzi lo escludo, il controllo è serrato, i candidati li determinano gli iscritti al meetup locale, le iscrizioni sono certificate. Se le correnti politiche avessero avuto l'opportunità di infiltrarsi, non avrebbero avuto né astio ne terrore. No infiltrazioni di cariatide politiche, decisamente lo escludo. Il mio riferimento è a qualche parente stretto di vecchio notabile DC, ma irrilevante ai fini dell'inquinamento. Termometro è il terrore che hanno i partiti dei 5 Stelle che si avvicinano al governo. Sanno che i primi provvedimenti restrittivi saranno rivolti ai loro privilegi.

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    7. Salvatore Mancuso6 maggio 2017 08:54

      Allora non c'è pericolo. I processi politici hanno una soggettività ed una loro oggettività. In questa fase l'oggettività è prevalente, per questo i Cinquestelle vanno avanti.

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  7. Michele Maniscalco5 maggio 2017 06:54

    Quello che mi preoccupa e che nel caso in cui i risultati delle prossime elezioni politiche dessero una maggioranza sufficiente per un governo M5S e quel che resta della sinistra, loro, i pentastellati si rifiutassero di fare una tale alleanza in attesa di una loro maggioranza assoluta. Questo significherebbe riconsegnare il Paese nelle mani di Renzi e di Berlusconi.

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    1. Letizia Lopez5 maggio 2017 09:30

      Ottima riflessione.
      Se dovessero vincere il M5S il problema non è dello stesso ma bensì dell'avversario
      Mio caro amico il vero problema è la VERA MANCANZA DELLA POLITICA
      Abbiamo persone di grande esperienza in questo governo che hanno solo lavorato per loro stessi come si dice : le lobby
      Ora sta al M5S ad avere il SENSO VERO DELLA POLITICA lavorare per il PAESE
      Mettere fretta per governare mi sembra azzardato VORREI CHE FOSSERO BEN PREPARATI SU TUTTI I PUNTI DI VISTA Spero di essere stata chiara
      Soprattutto trovare la persona giusta alla guida del paese .

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  8. giangiuseppe,la discussione è più complessa, in molti punti.
    1 il 5stelle non fanno alleanze con chi ha distrutto il paese.
    2 il 5 stelle dicono sempre no. questa è la solita manfrina sinistrorsa radical chic. come si può votare la legge costituzione, voucher, imu banca d'italia e etc. etc? in 4 anni di governo il paese è bloccato, perchè tutto quello che hanno proposto è stato bocciato. non mi dire che il pd è di sinistra, perchè berlinguer si rivolta nella tomba. è un mondo alla rovescia in cui la "sinistra" segue il programma di destra. il pd in 20 di politica, in cui otto anni e sei mesi di governo ha sfornato leggi ultra capitalistiche, pro casta, pro banca, pro lobbies.
    3 dove governano lasciano la cittadina migliore di come l'hanno trovato.
    4 la pen è di destra estremista;macron è l'avatar dei rothschild.

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  9. enzo costanzo5 maggio 2017 07:47

    Passare per bastian contrario non è che mi entusiasmi, ma vorrei dire:la gente vota grillo o chi si candida con grillo?può sembrare poca cosa ma invece non lo è. Io aspetto di capire cosa succederà a Palermo. Ad oggi c'è un candidato sindaco, non si vedono i candidati consiglieri, non si vede il gotha del movimento palermitano e sappiamo il perché.in termini normali non potrebbe sorprendere una percentuale vicina allo sbarramento, eppure forello viene accreditato di un 20%almeno. Quanto ci sta di suo? Niente,se non l'intenzione di chi vorrà sfruttare la inevitabile popolarità che trarrà da questa esperienza, per poi candidarsi alla Camera ,come i ben informati vanno svelando. È se così sarà, poi vorrò capire dove sta la differenza con gli altri. E se è vero che un navigato non può entrare nel movimento, il navigato può trovare il pupiddo casto e puro da far entrare e sostenere, perché anche questo succede,specialmente nelle piccole realtà locali.detto questo non temo per la democrazia sino a quando potremo tenere in mano la matita.ma non mi si parli di santificazione di un movimento che per unicità di scopi si ritiene l'unico in grado di risolvere le cose.

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  10. A parte le facili strumentalizzazioni accennate da Giangiuseppe, i 5S non rappresentano un problema ne' per la politica ne' per la stessa democrazia; essi sono una bellissima novità nel nostro panorama politico perché vogliono dare allo stesso l'impronta moralizzatrice da tempo agognata. Questa morale "imposta" è indispensabile per risollevare le sorte di questo Paese. Molti ci credono, molti si battono insieme a loro perché, a dispetto delle corbellerie sull'immaturita' e sul l'incompetenza, essi hanno donato un po' di freschezza giovanile rivoluzionaria, rifiutando qualsiasi compromesso con il vecchio insano assetto politico. È questo l'inciampo, direi l'unico problema: potranno i 5S, da soli, arrivare a Palazzo Chigi? E se non riescono nell'impresa, per quanto tempo ancora potranno, all'opposizione, mantenere l'attuale consenso? Questi due quesiti pongono in essere l'unico grande problema per loro e per la stessa nostra Nazione

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  11. Chi auspica il rinnovamento del parlamento, chi auspica di cambiare tutto, non puo'considerare che cio'che vige ora, cio'che governa oggi il paese deve essere risanato dalle scorie e dai diavoli. Si diavoli perche'oggi siamo governati dalle lobby e dalle massonerie, perpetuare con i soliti noti sarebbe un'errore madornale. Comprendo Grillo e lo apprezzo, comprendo lui ma lo temo. Considerando quanto sopra,non posso dire che non lo votero',perche'.....,semplicemente perche'questo parlamento e'inquinato, qualsiasi argomento ha mille facce, non credo in loro, questi attuali, non posso fare a meno che credere in Grillo, con la speranza che non faccia alleanze con chi e' diverso da lui,tipo lega e fratelli. Vorrei cambiare ilpaese, al difuori dei colori delle sigle e degl'anonimati. Vorrei la serenita' per ricostruire cio' che abbiamo perso, la vivibilita'........

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  12. Giangiuseppe ha elencato i punti controversi che caratterizzano i 5 Stelle. Sono le espressioni che tutti sentiamo dire in giro. Anch’io, come l’autore, penso che il punto cruciale e dirimente sia la questione delle alleanze. Senza giri di parole penso che il movimento, così com’è, è uno straordinario e prezioso strumento di controllo democratico nei confronti di una classe dirigente mediamente corrotta, incapace e fuori onda rispetto ai problemi reali del Paese. Se il movimento intende rimanere tale come forza di opposizione - ancorchè inflessibile, coerente ed efficace – i limiti di cui parla Giangiuseppe possono anche starci e non incidono sulla loro azione di forza di opposizione in Parlamento. Se invece si pongono davvero l’obiettivo di governare questo Paese qualche riflessione si pone soprattutto, e prima di tutto, sul problema delle alleanze. Qui non c’è da fare molte ipotesi: o si raggiunge il 50,01% dei consensi rinunciando ad ogni tipo di accordo, oppure la maggioranza si raggiunge solo trovando fuori dal movimento i voti da sommare alla loro percentuale. Se qualcuno pensa che con l’attuale distribuzione del consenso i 5 Stelle possano arrivare da soli al fatidico risultato, può continuare a sperare. Io che sono uno pragmatico lo ritengo piuttosto irrealistico ma è solo la mia modesta opinione. Allora che fare? Continuare a lasciare il Paese nelle mani del sistema “marcio e corrotto”, in attesa che la metà e più degli elettori italiani si convertano al grillismo conferendo loro la maggioranza assoluta, o trovare il modo di dialogare con chi, all’interno dei vari partiti, abbia le caratteristiche morali, politiche ed etiche per scrivere un programma condiviso? In questo caso si andrebbe a Palazzo Chigi già dalle prossime elezioni inaugurando e mettendo alla prova un nuovo corso politico, fuori da questa ipotesi vedo solo il logoramento progressivo della spinta propulsiva del movimento. Ci saranno pure tra i partiti alcune persone presentabili con cui dialogare e con cui sottoscrivere un patto per l’Italia. Si faccia questo esperimento con chi ci sta, si faccia un appello a chi è disposto anche a rompere con le proprie appartenenze per mettersi a disposizione del Paese. Se poi qualcosa non andrà per il giusto verso, i 5 Stelle hanno gli anticorpi per non restare invischiati nella palude.

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  13. Monica Modica5 maggio 2017 09:09

    Basta leggere queste stronzate sul movimento5stelle .... non intendo rispondere ad ogni argomento portandone altri a dimostrazione della bontà del movimento e contro il PD o altre parti politiche che hanno portato il paese a questo punto. No ne vale la pena perché la faziosità e il pregiudizio, evidente nei tuoi articoli, non permette il confronto.
    Ti ringrazio per la tua solerzia nel condividere ciò che scrivi, ma non condivido neppure una parola.

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    1. Come sarebbe a dire "non permette il confronto". Nel momento in cui hai detto la tua opinione ti stai confrontando. Se poi non ti piacciono le idee degli altri è un altro discorso. Continua pure a dissentire.

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    2. Raffaella Schiavone5 maggio 2017 09:49

      Giangiuseppe Gattuso fazioso? Ha solo riportato cio' che tutti noi del Movimento ci sentiamo dire dagli altri! E se leggi i commenti ti accorgerai di quanto il confronto ci sia! Bene cosi'.....

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  14. Ottime riflessioni, Giangiuseppe. Le condivido in toto e non posso aggiungere altro perché rischierei di rovinare il tuo limpido pensiero.
    Mi limito ad osservare che il Movimento 5 Stelle, come tutte le forze politiche di questo mondo, non ha la pretesa di avere in tasca alcuna verità tranne quella che proviene dalla voce dei cittadini oppressi dalla dittatura partitocratica che si è impossessata della democrazia.
    Ci sono ovviamente margini ampissimi di miglioramento e di correzione di tutti quegli aspetti inerenti alla conduzione tecnico-pratica del Movimento che, progressivamente, sta avanzando e penetrando nella coscienza di milioni di persone intenzionate a dire basta alla politica della corruzione, del malaffare, della doppiezza, dell'usurpazione dei diritti, dell'illegalità, dei giochi sporchi di palazzo, della prepotenza, dell'arroganza, dell'inefficienza, dell'incapacità cronica e del desiderio sfrenato di potere fine a se stesso.
    Sono obiettivi raggiungibili soltanto attraverso la consapevolezza di volere e potere collaborare tutti insieme per spazzare via il marciume che paralizza il nostro Paese. E questo, per interesse non di qualcuno ma della collettività.
    Buona giornata.

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  15. Si tenga Renzi & C. che di esperienza ne hanno, compresi i Razzi, i Scilipoti e ....

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  16. Osservando gli eletti del 5 stelle noto che tutti hanno le stesse caratteristiche quasi come se una regia ne ha curato la selezione in base ad un principio che fa prevalere le di più le attitudini che le competenze. Una volta eletti, questi devono essere bravi con internet per mandare tutto ad una 'squadra di esperti' che li istruisce si cosa dire e cosa fare e forse è per questa ragione che è stato posto il divieto di partecipare ad interviste o nei talk televisivi si perderebbe la tecnica comunicativa studiata che è fatta per un uso in rete e non in tv o consci che quel profilo di candidato farebbe emergere l incompetenza dei selezionati. si potrebbe pure aprire sui metodi usati per la selezione delle primarie on line metodi facilmente manipolabili visto l uso del metodo Condorcet che è anche noto perché offre la possibilità, all'occorrenza, di “ritoccare per arrotondamento tendenziale” il risultato finale. immaginiamoci per un attimo questo metodo per l elezione del capo del governo o del capo dello stato in caso di repubblica presidenziale, difatto dalle consorterie delle logge passeremo alle consorterie del webb ancora molto più oscure forse perchè alla fine sono sempre le stesse persone che operano in rete con le stesse conoscenze e le stesse ambizioni. Il mondo viaggia su più livelli su un livello ci sono i conoscitori i veri registi del pianeta su un altro la massa da sempre manipolata e lasciata nell'ignoranza. '
    La massa da sempre è stata caratterizzata dall'ingenuità che la porta ad essere manipolata. il popolo di face o della rete che dir si voglia non ha idea che tutto ciò che circola in internet è frutto di poche persone che scrivono i temi che poi vengono rimbalzati questi prendono il nome di "Influencer".
    In parole povere, alcuni (pochi) utenti condizionerebbero le masse di fruitori di Internet nelle loro scelte, dal film da vedere nel weekend, fino alla lista da votare alle elezioni.... (1) continua

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  17. (2) Maestro in questa arte è Casaleggio associati ma neanche gli altri non scherzano su questa nuova tecnica che a quanto sembra è la nuova arma per plasmare le menti e controllare il pensiero politico e sociale delle masse. Per Casaleggio la rete è un ossessione ( e guarda caso pure per i grillini a cui è stato inoculato il nuovo virus) Ne è un teorico e uno dei guru delle nuove frontiere del marketing digitale e di cosa si possa fare attraverso i social network grazie a strategie di comunicazione del passaparola estremizzato usando i social e internet, una forma di promozione non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio a un numero esponenziale di utenti.

    “L’influencer è un asset aziendale, senza l’influencer non si può vendere, c’è una statistica molto interessante per le cosiddette mamme online, il 96 per cento di tutte le mamme online che effettuano un acquisto negli Stati Uniti, è influenzato dalle opinioni di altre mamme online che sono le mamme online influencer. “
    Se andiamo ad analizzare il sistema di diffusione online del fenomeno Beppe Grillo è facile constatare quanto questa strategia sia efficace. E non solo per Grillo, visto che il numero dei clienti e delle partnership italiane e statunitensi vanno ben oltre alla promozione del comico genovese.

    Le comunità online originate dalle connessioni, come Facebook, sono le più frequentate (25 per cento degli utenti) e le più importanti per i giovani sotto i 20 anni, seguono, con circa il 20 per cento, quelle con attività in comune e condivisione di interessi. La maggior parte degli utenti delle comunità ha un’età tra i 20 e i 40 anni. In questo contesto operano gli influencer forse nasce da ciò l affermazione di grillo di volere togliere il voto ai pensionati magari facciamo votare solo il loro target di riferimento.

    Ecco fatto il ritratto del militante grillino tipo. E chi sono gli influencer di Grillo, dove si muovono, dove agiscono? All’inizio sulla rete di Meetup, la piattaforma a pagamento statunitense molto pubblicizzata dalla Casaleggio Associati e dai loro partner statunitensi è praticamente obbligatoria per chi voglia aderire alla rete degli amici di Grillo. per intenderci, meetup è stata la piattaforma usata per lanciare in USA il fenomeno dei tea-party

    Gli ‘influenzatori’, formati e preparati dalla Casaleggio alla scuola della Webeggs e soprattutto dei nuovi media-guru americani, sono giovani operatori stipendiati per ‘creare’ opinione. Tali personaggi sono pagati per scrivere articoli, rilasciare commenti, subissare di ‘Mi Piace’ o ‘Non Mi Piace’ e creare videoclip con il preciso obiettivo di influenzare la opinione degli altri utenti, in particolare quel 90% di fruitori inattivi. Il tutto, nella maggior parte dei casi spacciandosi per utenti casuali e sottacendo il dettaglio di essere degli spot pubblicitari viventi. Farebbero ciò che da anni fanno molti giornalisti, politici e accademici.

    paradossale per i Grillini o in generale per il popolo che si definisce internettiano e amante della democrazia diretta via web apparentemente avulso al condizionametno dei media classici attaccano i giornalisti e gli accademici quale parte integrante del sistema di potere, per poi farsi loro stessi portatori di idee altrui. rilanciano argomenti concetti e slogan che diventano l'oggetto di discussioni nel web con un interscambio con il mondo dei mass media che rilanciano a loro volta gli stessi argomenti e gli stessi temi.

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  18. Armando Pupella5 maggio 2017 12:45

    Ottimo articolo. Il populismo è conseguenza della mala politica, dal magna magna della repubblica di tangentopoli e privilegiopoli (ex Regno d'Italia ed ex Repubblica Italiana) che con i suoi spropositati costi, gravando anche su lavoratori ed aziende, danneggia la competitività del made in Italy, sul mercato interno e su quello della globalizzazione. Ma è possibile il risorgimento economico-occupazionale-sociale-morale-demografico. Democrazia non significa solo governo del popolo con i suoi rappresentanti ma anche governo per il popolo promuovendo lo sviluppo economico e sociale, invece siamo in piena decadenza. Democrazia è quando il voto coincide con gli interessi delle élite, altrimenti le élite e le varie lobby bancarie, petroliere, finanziarie, partitocratiche, ecc, la chiamano populismo. Populismo un ca.......volo ! Totò, maestro di vita, esclamava : "Poi dice che uno si butta a sinistra ". Oggi Totò griderebbe: "Poi dice che uno si butta a destra". E sarebbe populista, secondo tante teste di ka....iser indipendentemente dal loro colore che si scolaro gridando: Populisti!
    Loro Signori della inefficiente ipocrita malapolitica mi stanno scansando i cabasisi. Emblematica la polemica sulla laurea con tanti politici non laureati e la Ministra della Pubblica Istruzione con la sola licenza media inferiore!

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  19. Cettina Alongi5 maggio 2017 12:47

    Se i politici che hanno esperienza fanno leggi che vengono bocciate dagli italiani e dalla Corte costituzionale e poi fanno una legge con i voucher e poi la ritirano, e ieri la barzelletta della legittima difesa ad orari prestabiliti, figurati come la gente potrà continuare ad affidare loro il governo!
    Questi hanno esperienza solo a senso unico e cioè a fare alleanze, cambiare nome ai loro partiti e organizzare leggi per tutelarsi come fra poco vedremo nella nuova legge elettorale.
    La verità è una sola !
    Pensano di gestire un popolo di pecore ma ogni tanto trovano qualche crasto!

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  20. Elsa Emanuela Stella5 maggio 2017 12:49

    A me la loro avanzata suscita non poca preoccupazione - pur ritenendo che alla prova dei fatti, come a Roma, si riveleranno portatori del nulla; - senza contare che manco il prete al catechismo mi aveva convinto, figuriamoci una setta i cui burattinai hanno solo lo scopo di fare soldi e guadagnare potere.

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  21. Andrea Falzone5 maggio 2017 12:53

    Me lo auguro ma temo che non accadrà mai! Fino a quando il padrone resterà il comico opportunista e sarà circondato dalla sua corte dei miracoli...per i tantissimi attivisti in buona fede...non vedo nessuna possibilità di "maturazione"!

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  22. Pasquale Nevone5 maggio 2017 15:16

    La media dei sondaggi elettorali dice che con l'attuale consultellum alla camera l'unica maggioranza si avrebbe con l'alleanza Pd-M5s con il 57%.
    Poiché il m5s non vuole allenarsi con nessuno si avrebbero 2 conseguenze : o il ritorno alle urne o una maggioranza di cd.salvezza nazionale.
    In entrambi i casi il m5s andrebbe in dissoluzione elettorale, anche perché il maggioritario non lo vuole più né la Corte né gli elettori.
    Auspico elezioni alla scadenza naturale per maturare una maggiore chiarezza in tutte le forze politiche.

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  23. Era ora che si ponessero all’attenzione dei commentatori, di Politicaprima le riflessioni ai quali ognuno è chiamato a rispondere con la coscienza. Il servizio apprezzabilissimo sotto ogni aspetto, per trattarlo richiede onestà intellettuale, ma soprattutto una serena valutazione dei fatti. Tuttavia partire dall’attuale situazione politica ed economica, non risponderemmo ai quesiti posti da Giangiuseppe con oggettività di giudizio, ma tornando indietro di almeno 10 anni lasciati spalle. Un decennio che ha visto un negativo mutamento, circa i rapporti di forza tra la nostra economia e la nostra società inquadrata nel contesto europeo. A distanza di anni quel primato maturato negli anni 80, non solo è venuto meno, ma nel 2016 abbiamo toccato il fondo dell’unione europea, una catastrofe maturata soprattutto nel periodo 2007-2016. Resta una crisi devastante alla cui soluzione anche noi italiani abbiamo contribuito, attraverso una lotta politica senza esclusione di colpi, basata sulla reciproca e sistematica colpevolizzazione dell’avversario, rinunciando, a priori, qualsiasi forma di dialogo. NON MI STANCHERO’ MAI DI RIPETERE CHE IN POLITICA, NESSUN MIRACOLO PUO’ MANIFESTARSI ATTRAVERSO LA MANO DELL’UOMO. Tutte le forze politiche, nessuna esclusa, intendono salvaguardare i propri interessi, trascurando il problema fondamentale del Paese: lo sviluppo economico che rappresenta il fondamento oggettivo che sorregge il sistema dei diritti. A ciò ha seguito il ribollire di una rabbia, che si è manifestata soprattutto sul terreno politico e l’ampia partecipazione popolare al referendum del 4 dicembre altro non è che un grido disperato contro una classe politica che sembra aver smarrito ogni lucidità, che spesso parla di un Paese che non esiste se non nella rappresentazione di comodo di chi non sa vedere. Tanta rabbia e tanta protesta che è ampiamente dimostrata dalla sostanziale stabilità dei sondaggi a favore dei pentastellati,che hanno buon gioco nello sfruttare la loro condizione di ritenersi totalmente fuori da qualsivoglia responsabilità di questa disastrosa situazione. Beppe Grillo, astutamente, intende interpretare il difensore delle periferie abbandonate e tutti coloro che per un motivo o per un altro, hanno subito, comunque, un impoverimento, ma fin’ora non ha spiegato come intende risolverlo e con quale politica economica. Questo è l’anello mancante per essere certi che il M5S al governo potesse arrestare la china verso una deriva economica ancora più grave. L’unica proposta avanzata ritenuta cavallo di battaglia, è il cosiddetto salario di cittadinanza, certamente utile ai consumi interni ma inutile a creare ricchezza. In una società che non solo ristagna ma regredisce, il relativo onere può essere solo posto a carico delle famiglie. Non sarà sufficiente mettere in atto la collaudata furbizia di non essere ne di destra e ne di sinistra. Fare opposizione è una cosa e governare è un’altra e non è affatto automatico che, quando gli altri cadono, tu sia pronto ad esser l’alternativa. Costituirsi in una nuova forma di governo, richiede molte altre cose: la fantasia per non calcare sempre le stesse strade fallimentari e inventarne di nuove, la conoscenza di un mondo che cambia velocemente, la capacità tecnica di prospettare alternative concrete ed articolate e non vuoti slogan. Infine, la visione organica dei problemi con una visuale a 360°, l’individuazione del nemico con cui scontrarsi e i possibili alleati da trovare, una squadra affiatata e capace, una organizzazione vasta e diffusa in grado di reggere il consenso. Tutte cose, caro direttore, diciamocelo con sincerità, il M5s oggi non ha, perciò si preoccupasse di ridefinire il processo della sua offerta politica, rendendola ancora più appetibile e positiva se non vuole essere scavalcato dai fatti. Dobbiamo convincerci che a tutt’ora le forze politiche italiane non sono pronte,lo sono forse dal punto di vista della tattica elettorale. Ma quanto ad elaborare uno straccio di progetto, che affronti i nodi reali della crisi italiana, la notte è ancora lunga.


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  24. Emanuele Gioia5 maggio 2017 18:01

    Ho letto con attenzione la tua riflessione . Chiara, semplice, espressiva; ho cominciato ad apprezzare il M5S anche se ho ancora qualche dubbio, di certo non sui giovani politici che ammiro molto, ma sulle direttivi che gli vengono impartite. In un momento in cui l'obiettivo è di sconfiggere il "cattivo di turno" ovvero il PD non ci voterei mai a favore invece..... . Ricorderai quando, lo scorso anno (credo) si arrivò all'ultima consultazione per l'elezione di un giudice della Consulta e se in quella votazione non si fosse eletto, per legge, sarebbe caduto il governo. Fu allora che fu dato un giudice al M5S è tutto rimase così come era. Comunque ti sono grato per l'invio della tua lettera e alle prossime elezioni a Palermo saprò per chi votare.

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  25. Giangiuseppe, sei uno che osserva senza pregiudizi, eserciti conoscenza con la professionalità che dovrebbe avere chi fa informazione senza il fiato del padrone sul collo. Tante di queste piccole realtà stimolano la crescita culturale e migliorano le relazioni tra i lettori. Grazie per il servizio che gratuitamente presti alla collettività!

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  26. Credo che nessuno al mondo sia perfetto. Ci si divide, infatti, in due categorie: l'imperfetto che ne ha coscienza e quindi continua a studiare per migliorare e usa gli errori di percorso per crescere, e chi si sente perfetto tra gli imperfetti continuando, così, a sparare a salve palloncini pieni di carta. Se si ha voglia di informarsi un po da soli, dato che i tg disinformano di proposito, tacciono di proposito e scaricano fango di proposito, ci si accorgerebbe che i 5stelle, là dove sono stati messi al comando, non solo hanno fatto bene ma hanno migliorato le situazioni. Sul fatto che si dice che "dicono sempre NO" è una grossa balla! quanti NO hanno ricevuto i 5stelle da quando sono al parlamento? UNA MAREA! l'ultimo sul taglio ai vitalizi. Quindi, l'unica cosa che mi sento di dire è "INFORMATEVI DA SOLI" !!!

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  27. Claudia Anna Bianca6 maggio 2017 13:31

    Forse nel tempo....ma non ora Giangiuseppe. Ora è il tempo di altri. Loro verranno dopo. Ma devono cambiare innumerevoli cose ed imparare tanto. Lo stanno facendo? Bene. Un conto sono qualche città,altro il governo di un paese. Ancora più problematico perché puntano all'autosufficienza (vogliono fare tutto loro). Non puoi andare in Europa con Taverna . E neppure con chi è un tantino più presentabile ma assolutamente impreparato. Sai più di me che Forello, (persona non perbene, di più) al massimo può fare il consigliere comunale. Ma non il sindaco di questa problematica città. Meglio Nadia. Meglio persino Orlando.....persino a Torino la Appendino comincia a fare acqua (e Fassino le consegno' una città che era un gioiello e con i conti in ordine). E li promuovi ora al governo del Paese? Giangiuseppe manco tu mi pari.......

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  28. Ho cercato di leggere "tutti i commenti."
    La gente NON crede più nella Politica...
    eppure ci ritroviamo Renzi di nuovo a capo di un Partito!
    La gente è profondamente arrabbiata ...ma anche DISORIENTATA.
    Parliamo di Palermo dove tutti si candidano a sostegno di tutti e poco importa se ci sta il simbolo oppure no ma ...NEI FATTI...non sappiamo più se si tratti di candidati a sinistra o di destra.
    E gli elettori di sinistra sono arrabbiati...
    E gli elettori di destra sono arrabbiati...
    Non ci sono state espressioni dei Partiti ma tutti i partiti stanno puntando sui vari cavalli da corsa.
    Non riesco a immaginare quel che potrebbe accadere.
    Penso solo che sia assolutamente necessaria la Partecipazione di TUTTI per non lasciare in mano le sorti ora di Palermo e poi della Sicilia e ancora successivamente l'intero Paese nella mani di chi tiene solo ed esclusivamente alle poltrone. Con le Primarie del PD, ad esempio, abbiamo perso un'occasione per bocciare Renzi. LA RETE è riuscita a convincere la gente comune a non partecipare purtroppo. Chi vivrà vedrà...ma, ahimè,ahinoi, potremo cadere più in basso di dove siamo caduti oppure ci sarà la possibilità di riemergere dalla palude?

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  29. Più che di incomprensione parlerei di eccessiva attenzione su una forza politica, il M5S, che malgrado la novità non può egemonizzare il dibattito politico in un sito che deve garantire lo spazio a idee e sensibilità diverse. Sull’argomento, i commenti che si attengono al tema diminuiscono senza contare quelli che si astengono stufi di essere dileggiati da coloro che sono affetti da vera “grillinite acuta.” Una domanda: le persone serie, rispettabili, perbene che hanno vissuto calcando i marciapiedi della politica hanno forse perso la capacità di guardare ed analizzare la realtà che ci circonda? Negli ultimi anni abbiamo accumulato tante delusioni da non giustificare una qualsiasi novità dai contorni tutti da definire: il 40% degli elettori che disertano i seggi è preoccupante. Rinnegare il passato, gli ideali e i punti di riferimento vuol dire tradire la propria esistenza. Ieri, le maggiori forze politiche, parlavano di solidarietà nazionale. Aldo Moro affermava: “Governare significa fare tante cose importanti ed attese, ma nel profondo vuol dire promuovere una nuova condizione di vita.” In un quadro politico di contrapposizioni e delegittimazione reciproca i limiti appartengono a tutte le forze politiche. Il M5S deve scendere dal piedistallo e incominciare a pensare ad un progetto per il paese da condividere con altre forze politiche per il prossimo governo, un simile passo, oltre a maturità politica, dimostrerebbe senso di responsabilità verso gli elettori. Quando l’affluenza alle urne superava il 90%, Enrico Berlinguer sosteneva che sarebbe del tutto illusorio pensare che una forza politica da sola, anche con il 51% dei consensi, potrebbe garantire un governo di alternativa democratica. Per l’ennesima volta dico di non avere paura dell’affermazione del M5S e contemporaneamente non ritengo la supremazia di una qualsiasi forza politica nel rispetto di tutti gli elettori. Alcide De Gasperi che considerava la politica come servizio diceva:” Si parla molto di chi va a sinistra o a destra, ma il decisivo è andare avanti e andare avanti vuol dire che bisogna andare verso la giustizia sociale.” Occorre l’impegno di tutti, nessuno escluso.

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    1. Silvio Barbata7 maggio 2017 19:21

      Discorso da rifiutare in radice, perché la "grillinite acuta" la percepiscono coloro che sono "abituati" ipocritamente al sistema questa è la vera piaga dell'Italia...abituati a una politica teatrale narcisistica e autoreferenziale...per quanti decenni o secoli dobbiamo ancora sentir parlare da imbonitori di "giustizia sociale...di andare avanti, ecc ecc ecc." se questo di oggi è il risultato. un paese distrutto proprio da quelli che per decenni ci hanno parlato della "politica come servizio" e bla bla bla...questo sistema è un cadavere che puzza se vogliamo salvarci bisogna sotterrare il cadavere e cambiare sistema.

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    2. Silvio Barbata, ma tutte queste teorie o certezze da dove le apprendi? La politica non è semplice come la interpreti tu, occorre impegno continuo non solo da parte dei politici, ma anche da parte del popolo intero. Smettiamola di sfogare la nostra rabbia solo contro coloro che ci hanno governato fin’ora e non parlo solo di quelli attuali. Chi non ha mai peccato scagli la prima pietra e ti renderai conto che tutti o per lo meno, la maggioranza, tirerà indietro la propria mano. I nostri politici sono la rappresentazione di un popolo marcio e corrotto dove è sparita del tutto la cultura della legalità. Tu credi ancora che basta seppellire l’attuale cadavere politico per sistemare la situazione economica e sociale della nostra Italia? E chi sarebbe il “Becchino” in grado di sotterrare e cambiare sistema? Beato te, che hai questa fiducia…. I buoni propositi in politica non sono mai stati sufficienti, ce lo insegna la storia, non le chiacchiere.

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  30. Alba Ponticello7 maggio 2017 15:14

    Giangiuseppe, condivido le tue riflessioni e le tue affermazioni.In effetti quali capacità e quali doti di bravi ed onesti politici hanno mostrato e mostrano la maggior parte di quelli che ci governano, da un po' di anni ,per votarli ancora ??? Solo promesse e parole ...tante parole..!!! Una politica che quasi sempre aiuta banche,alta finanza,gli amici,i parenti. Una squallida politica nepotistica. Il divario tra chi ha molto e chi ha poco o niente si è sempre più allargato. E allora...?? Ben venga un Movimento o un Partito nuovo. Trovo giusto dare fiducia ai nuovi che avanzano,prestando molta attenzione alle loro proposte e alle loro scelte.

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  31. MARISA BIGNARDELLI8 maggio 2017 20:07

    Articolo chiarissimo, lucido che ci pone una domanda. Come tutti, anch’io ho osservato questo “MOVIMENTO” L’ho visto crescere, l’ho seguito con grande diffidenza. Poi, mi son fatta conquistare dalla dirompente forza. Ascoltare parole come: democrazia, trasparenza, onestà, mi ha dato un immenso piacere, Si può definire il movimento dell’antipolitica solo se contrapposto a una politica becera, opportunista, incompetente, disonesta, antidemocratica ecc…. Io parlerei, altrimenti, di politica come avrebbe dovuto essere e come ,finalmente,ci viene proposta.
    Il movimento è nato con regole ben precise. E denuncia pure in casa sua e non vi pare che sia un ulteriore prova d’incorruttibilità? Qualche cioccolatino avariato c’è e ci sarà ma non mi farà odiare il cioccolato. I pentastellati sono accusati di non essere competenti e di non avere storia. Con riferimento alla parola “competenza” che giudico inadeguata per la nostra politica. Vorrei chiedere che competenze politiche hanno?Un politico competente deve, attraverso le risorse date, le conoscenze e le capacità portare soluzioni superiori alla situazione data usando tutti i mezzi a disposizione come gestione delle risorse, organizzazione, capacità di avere chiara visione dei problemi, previsionalità ecc…Il disastro idrogeologico italiano non mi sembra frutto di competenza. Andiamo alla storia. Domenica Macron è Sato eletto presidente della Francia.Non ha grande esperienza politica e ha fondato un partito che in breve tempo l’ha portato all’Eliseo- Che storia ha Macron?eppure i francesi non hanno esitato. Noi dobbiamo tentare e non rischieremmo niente, vista la situazione attuale. La loro identità nasce da un distacco netto. Se troveranno giuste proposte le sosterranno. Sono ottimista riusciranno a superare i limiti. Veleggeranno loro ma Anche gli altri partiti non potranno che migliorare. qualcuno avrà queste doti (pochi) Per quanto riguarda il M5S, tutti noi abbiamo un grosso debito con loro. Che ci piaccia o no ci ha aperto gli occhi, ci ha costretto a guardare, ha denunciato magagne.Ci ha dato il “Qualcosa che vale”che avevamo completamente perso

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