domenica 18 settembre 2016

IL CLIMA UNITARIO DEI COSTITUENTI

Renzi Berlusconi costituentidi Lorenzo Romano - Alla fine degli anni sessanta, al ritorno dai corsi serali della Statale di Milano mi fermavo a Piazza Duomo dove diversi capannelli di persone parlavano di politica.

Il confronto era animato e malgrado l’esagitazione degli interventi non si arrivava mai all’offesa personale. Questi confronti erano giornalieri e in caso di maltempo da Piazza Duomo i capannelli si spostavano sotto l’adiacente Galleria. Io passavo da un capannello all’altro limitandomi all’ascolto.  

MilanoAgli inizi degli anni settanta, per un insieme di fattori, fui rapito dalla militanza politica attiva. Ho usato il termine “rapito” per descrivere il pieno impegno che mi ha costretto a diverse rinunce personali. Dopo molti anni, senza rimpianti, ho dovuto lasciare perché non condividevo alcune trasformazioni per molti ritenute ovvie. Non ho abbandonato l’interesse per la politica, anzi, libero da qualsiasi condizionamento analizzo gli avvenimenti con più oggettività. Il confronto con gli altri, dai capannelli della piazza, si è trasferito nella rete che raggiunge le piazze di qualsiasi città.

E PoliticaPrima rappresenta una immensa agorà dove ci si può liberamente confrontare. A differenza dei capannelli, su certe tematiche si assiste ad un confronto fra tifoserie. Molti non condividendo le idee degli altri cercano di smontarle con la supponenza o con le offese. Anche se questo accade con maggiore frequenza su Facebook che non direttamente sul blog. Non ho alcuna intenzione di fare moralismo e non intendo rinunciare, come hanno fatto alcuni, a continuare ad esprimere le mie idee sempre nel rispetto di coloro che la pensano diversamente.  Vorrei partire dai fatti romani per esternare la mia idea di politica.  

Fatela lavorare raggi renzi-2L’attenzione quasi morbosa dell’informazione sui preliminari della giunta capitolina dimostrano la volontà di demolire, nel nascere, una qualsiasi novità che potrebbe mettere in crisi un sistema basato sulla speculazione e affari criminali. Virginia Raggi ha capito che per eliminare le sacche di inefficienza della macchina burocratica comunale e delle aziende municipalizzate ha bisogno di elementi esperti che conoscono bene il meccanismo di quegli apparati. La scelta della Raggi di scegliere gli esperti al di fuori del M5S ha scatenato le reazioni di personaggi di rilievo all’interno del movimento.

Questa ingerenza sta indebolendo la figura della neo eletta che rappresenta la speranza della stragrande maggioranza dei cittadini.  La questione romana, con l’augurio che con il dovuto tempo dia concrete risposte ai problemi della città e dei suoi abitanti, ci porta a considerare come possa essere governato il Paese.  Sono convinto che, da sola, una forza politica non potrà mai ribaltare il sistema con l’ambiziosa prospettiva di eliminare qualsiasi diseguaglianza, potrà solamente amministrare l’esistente con il rischio di aggravare la situazione.  

Da questo rischio non è escluso nessuno dei possibili vincitori alle prossime elezioni. Il risultato per garantire una maggioranza dovrà essere drogato con il premio di maggioranza che nella consistenza esprime una minoranza.  Attualmente, nelle intenzioni di voto, Il PD e il M5S sono appaiati, segue la coalizione di forze eterogenee di destra. Assieme rappresentano circa il 90% di quelli che votano, circa il 55%.  La forza politica che vincerà le elezioni non riuscirà a raggiungere il 25% del totale degli aventi diritto al voto.  

NO Si referendumNel futuro, con il combinato disposto legge elettorale e riforma costituzionale, se al referendum prevale il SI, avremo governi minoritari con ampi poteri. Se prevale il NO, occorre una legge elettorale che garantisce la maggioranza nelle due Camere. Il deficit di rappresentanza rimane inalterato e a lungo andare disertare le urne può diventare una patologia anche letale per la democrazia.  

NO Si referendumFra quelli che non votano gli indifferenti sono pochi, la maggior parte è gente delusa che non ha fiducia negli attuali soggetti per diverse ragioni: dalla questione morale all’assenza di una progettazione politica credibile.  Un buon politico non rapporta il suo successo a sterili percentuali ma alla consistenza della base elettorale, più ampia è la partecipazione più si consolida la sovranità popolare. Tutti quelli che mirano al successo elettorale senza tenere in considerazione il dissenso dei non votanti utilizzeranno il mandato per continuare a governare nel solito modo, e le promesse di cambiamento? Pura demagogia!  

Se anche noi seguendo la logica che la ragione sta solo da una parte, consideriamo nemici tutti quelli che la pensano in modo diverso oppure riteniamo disonesti tutti quelli che votano altre forze politiche rafforziamo quel tipo di politica manovrata dalle forze economiche.  

La divisione ci indebolisce mentre il sistema si rafforza. La mia non è una prospettiva di governo di coalizione ma una unità di azione su un progetto per trasformare l’Italia in una nazione dove eguaglianza e giustizia sociale, previsti dalla Costituzione, siano al primo posto. Si dovrebbe creare il clima unitario dei costituenti, l’impresa è difficile. Quei politici erano colti e illuminati quelli attuali lo sono meno o per niente.

Lorenzo RomanoLorenzo Romano
18 Settembre 2016

27 commenti:

  1. Nel tempo della politica - mercato si uniscono gli interessi e si formano i comitati d'affari. Non c'è speranza senza una forza che rovesci il tavolo dei losch affari.

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  2. Quelli attuali non sono uniti, ma inciuciati

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  3. In estrema sintesi (se non non si finirebbe mai di discutere) io dico questo: insisto nell'affermare che l?italia è un'anomalia assoluta nel panorama europeo, per ragioni storico-culturali molto complesse impossibile da sviscerare anche in un articolo. Questa anomalia consiste nell'avere una visione della politica malsana e distorta ma non solo questo, il potere è riuscito a far passare l'idea che la corruzione, il compromesso, l'interesse di parte, il clientelismo, sia "intrinseco" alla politica, in ciò è il capolavoro diabolico...in una democrazia sana la politica e il potere non è fine a se stesso ma è servizio finalizzato a risolvere i problemi e a prevenirli secondo criteri razionali di buonsenso, al di la di ogni posizione ideologica... la storia ci mette davanti a dei paradossi spaventosi (ma solo chi ha coraggio è in grado di presentarli) bisogna chiedersi dopo la II guerra mondiale e la cosiddetta sconfitta dei "cattivi" il nazismo e il fascismo...(metto le mani avanti...non sto facendo nessuna apologia...ma solo analisi) oggi siamo davvero liberi...? o hanno vinto le plutocrazie internazionali massoniche la cui matrice antropologica è solo: l'uomo visto in senso economico e dunque le masse da sfruttare a favore di pochi...l'uomo esautorato della sua identità culturale e sacrale come individuo-persona. In Italia, infatti, si sta consolidando uno strano sodalizio, la sinistra alleata con la falsa destra massonica iperliberista e capitalista...in sostanza sono due facce della stessa medaglia: marxismo e liberismo sono figli dello storicismo hegeliano, l'aspetto inquietante è che questa "ibridazione" si è compiuta in Italia; dove c'è un seguito notevole, soprattutto a sinistra, che vede la politica appunto come strumento dello Stato padrone, lo Stato come una specie di entità metafisica. Gli altri paesi hanno una maggiore libertà culturale e sensibilità verso il ben-essere inteso integralmente..il problema legato ai rifiuti è la cartina di tornasole della condizione italiana...così come il record di morti sul lavoro e sulle strade...sapete qual è il costo sociale di questi due tragici fenomeni? 10 miliardi di euro l'anno...da aggiungere al costo assurdo complessivo dei politici 21 miliardi di euro l'anno.

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  4. Questa bella riflessione mi rafforza nella mia convinzione che la politica vera è altra da quella che vediamo e viviamo oggi.
    Non vi è nessuna competenza e onestà intellettuale in questi mestieranti che pretendono di governare e addirittura fare riforme costituzionali; quel poco di cambiamento che sta cercando di operare la Raggi, pur con qualche errore di troppo viene puntualmente osteggiato dagli avversari a volte anche dai suoi colleghi 5 stelle.
    Che unità politica si ci può aspettare da forze politiche come queste?
    Tutto ciò aumenta in maniera esponenziale l'assenteismo, la sfiducia in questa classe politica che non fa altro che i propri interessi e quelli dei poteri forti che li sostengono. Esiste una diseguaglianza sociale che nessuno, con le loro belle e bugiarde parole ha intenzione di risolvere.
    Oltretutto queste pseudo riforme che spero vengano cancellate dal NO al referendum non porterebbero che confusione e non alleggerirebbero ne i costi della rappresentanza ne lo sveltimento delle approvazioni legislative. Una riforma elettorale che elimina la pluralità e da ampi poteri all'esecuzione è lesiva della democrazia e del dibattito parlamentare. Ma torniamo sul tema..la speranza dell'autore è uguale alla mia, anche se temo che con questi personaggi poco ci sia da aspettarsi.
    Grazie Lorenzo per il tuo intervento...pieno di passione e di speranza.

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  5. Ricordo anch'io i capannelli di discussione animata , in piazza Duomo , a Milano . La politica del quotidiano erano gli argomenti di forza in discussione , quasi assembleari che gruppi di persone gestivano per ore ed ore , senza mai stancarsi , quasi si sentissero artefici del cambiamento che sarebbe dovuto arrivare da li a poco . Si potrebbe oggi vivere la stessa condizione di protagonisti del cambiamento . Parole grosse protagonisti e cambiamento , impegnative , quando si è consapevoli che protagonisti non siamo e , se ci sarà cambiamento , saranno altri a farlo , sicuramente al di fuori della nazione Italia e non pubblicamente , alla luce del sole .
    Lo spirito unitario costituente , nel "45 fu determinato dalla comune esperienza di una sanguinaria guerra fratricida e da una violenta dittatura nazifascista . Questi elementi forgiarono autentici e raffinati intellettuali al senso del collettivo , del bene comune , e delle libertà inalienabili dell'individuo . Furono mossi da queste spinte a scrivere , tutti insieme , la nostra attuale Carta Costituzionale .
    Il clima che oggi viviamo non fornisce alcuna spinta a trovare soluzione unitarie , probabilmente a problemi creati ad hoc , che hanno l'unico scopo di occupare il potere per dominare . Europa della finanza delle banche , globalizzazione dei mercati , sono le crune dell'ago dove vogliono far passare la sovranità popolare di ogni singola nazione .
    Le nuove agorà del web si rivelano in questa nuova prospettiva , utilissime , se non altro a far prendere coscienza ai cittadini , su chi e come sta decidendo sulla nostra sorte .

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  6. Serena e pacata riflessione di Lorenzo Romano. Sarebbe auspicabile l'unità delle forze politiche in campo. Ma l'unità non deve essere perseguita a tutti i costi. L’unità si forma quando ne ricorrono le condizioni politiche e sulla base di idee e progetti condivisi. L’unità si costituisce tra soggetti simili e non agli antipodi. Quando il solco tra i diversi modi di concepire e praticare la politica è così profondo, si ha il dovere di rimanere disuniti e alternativi. C’è una pratica politica rappresentata da questo governo e dalla sua maggioranza di transfughi, e c’è quello interpretato dai 5 stelle. La gente avrà di fronte, con chiarezza, due modelli alternativi e col suo voto sceglierà da che parte stare. Purtroppo l'esperienza fin qui vissuta ha mostrato una finta unità, funzionale solo a confondere i ruoli tra maggioranza e opposizione, uniti come un sol uomo nel comune anelito di spartirsi poltrone e potere. Finchè le cose continueranno ad essere così, evviva la divisione che almeno garantisce la chiarezza.

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  7. Michele Maniscalco19 settembre 2016 07:43

    "Sono convinto che, da sola, una forza politica non potrà mai ribaltare il sistema con l’ambiziosa prospettiva di eliminare qualsiasi diseguaglianza, potrà solamente amministrare l’esistente con il rischio di aggravare la situazione."

    Io resto convinto che se fosse nato un governo Bersani M5S avrebbero potuto fare molte cose buone insieme essendo le due forze politiche entrambe determinanti per l'approvazione delle leggi. Mi piacerebbe se si ripresentassero le condizioni.   

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    1. Sono d'accordo, caro Maniscalco. Il problema è stabilire prima quali leggi approvare insieme. Il Mov. spinge da anni sul reddito di cittadinanza, sulla legge anticorruzione (ma quella seria, non il palliativo di Cantone), sui provvedimenti anti evasione, riduzione della spesa a cominciare dagli stipendi dei parlamentari e all'abolizione dei vitalizi. Siamo sicuri che Bersani e i suoi sarebbero d'accordo? Fin qui non si direbbe che perseguano gli stessi obiettivi. E se è così, perché dovrebbero governare insieme.

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    2. Caro Michele, conoscendo abbastanza lo spirito del Movimento 5 Stelle, credo non sia assolutamente possibile ciò che auspichi. Non è nelle loro corde e non è un'ipotesi praticabile. In sintesi estrema la loro idea è quella di coinvolgere i "cittadini" direttamente nella gestione della cosa pubblica, senza intermediazioni partitiche. Quei partiti e quel sistema che loro vogliono profondamente cambiare.

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  8. Divide et impera è da sempre la strategia del Potere e per la sua realizzazione il Potere non mostra mai direttamente la sua faccia, anche perché non ha una sola faccia, essendo la sintesi di compromesso fra i maggiori detentori delle risorse economiche e finanziarie.

    Il Potere realizza questa strategia, da un lato, con la creazione delle condizioni per contenere le spinte coalizzanti provenienti dal basso e, dall'altro, con il rafforzamento delle divisioni manovrando la politica: supportando chi dimostra di saper gestire le masse senza compromettere gli equilibri e gli interessi del Potere.

    In una situazione del genere le divisioni sono inevitabili. Tuttavia, soprattutto in un contesto democratico, il più efficace antidoto alle derive assolutistiche è l'ampia partecipazione di popolo alla vita politica di un Paese.

    Questa partecipazione, a sua volta, sarà tanto più efficace quanto maggiore è la propensione a comportarsi come cittadini e non come tifosi in modo che la valutazione della politica poggi sui programmi, prima, e sui risultati, poi.

    In Italia, più che in altre parti del mondo occidentale, rispetto al passato rammentato da Lorenzo Romano, assistiamo oggi a un degrado che si manifesta nella volgarità - non solo espressiva -, miopia programmatica e insensibilità sociale di chi fa politica e che tra le sue maggiori cause ha proprio l'astensionismo dalla vita politica e dal ruolo di cittadino.

    Riguardo a quello che l'autore auspica "una unità di azione su un progetto per trasformare l’Italia in una nazione dove eguaglianza e giustizia sociale, previsti dalla Costituzione" mi dispiace dover sottolineare come le prospettive non siano rosee. Infatti, la modifica Costituzionale che siamo chiamati a giudicare con il prossimo referendum è coerente con quanto evidenziò J.P. Morgan nel 2013: che la Costituzione Italiana ha il difetto di favorire uno stato di socialismo costituzionale.

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    1. Francesco, giustamente tu parli del potere in senso generale e non solo in chiave italiana. Sicuramente è una sintesi, un compromesso tra i maggiori detentori del potere economico e finanziario. Ma siamo nel capitalismo e così va il mondo. Tu ed i tuoi interlocutori grillini avete un'alternativa da proporre?
      No perché tu capisci che non basta fare delle analisi e fermarsi lì, la gente mangia tutti i giorni. Quando se lo può permettere.

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  9. Bellissimo auspicio quello di cui parla Lorenzo. Un’unità d’intenti che però non si è nemmeno concretizzata sulla riforma costituzionale. Una riforma della Carta di tutti per la quale il coinvolgimento delle forze politiche “deve” essere il più ampio possibile, e sulla quale qualsiasi “governo” ha il dovere di stare in disparte. Ecco perché siamo ben lontani da quel “clima unitario dei costituenti”. Anzi ne siamo lontanissimi.
    In questo quadro, come dice bene Francesco Salvatore nel suo commento, “il più efficace antidoto alle derive assolutistiche è l'ampia partecipazione di popolo alla vita politica di un Paese”. Che però deve essere fatta di consapevolezza, d’impegno, di capacità di discernimento. Esattamente all’opposto di cosa succede nella stragrande maggioranza dei comportamenti. Un insieme di tifoserie spesso obnubilate dai cannoneggiamenti mediatici che oltre a distogliere l’attenzione sui fatti importanti, spinge tanti altri all'allontanamento dalla Politica e all'astensionismo. Un fatto grave e autolesionistico che non fa altro che dare maggiore spazio di manovra a chi sa cosa vuole e cosa deve fare per continuare a gestire la cosa pubblica. Alla faccia di noi tutti.

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  10. Condivido in toto il commento di Gisa che, ha sottolineato con garbo ma con ferma convinzione l'inutilità di un governicchio fasullo costituito, aggiungo io da gentuccia senza alcuna preparazione storico politica che pensa solo a frgare L'Italia con tutti gli italiani! Nulla di concreto e di utile è stato fatto fin'ora se non una serie di ridicole, pessime figure del nostro renzino ...ragazzotto capricciosetto e birichino..., il pierino della politica (di quale politica si parli, non saprei neanche dirlo...) italiana. Non fatemi parlare di codesto personaggio... mi viene l'orticaria. Da tempo, preferisco non commentare anche per evitare le furiose ire di alcuni amici del blog che lo hanno scambiato per una piazza dove ci si possa offendere, insultare, redarguire, non rispettando nè la buona educazione nè lo scopo del blog che vuole anche essere un luogo di sereno confronto dove non ci siano né vinti né vincitori, né professori, né alunni da bacchettare. Detto ciò non posso che dire un grande Grazie all'amico Romano per il suo esaustivo, pacato, ottimo articolo.

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  11. Analisi chiara ed inoppugnabile. Una volta, questo, era il paese dei tutti contro tutti, dove chi aveva idee assumeva forza necessaria e possibilità di far valere il proprio pensiero. Oggi, è il paese dei tutti contro uno, l'irriverente, il guastatore, l'intruso. Partiti che storicamente si disprezzavano senza sosta, oggi vanno a braccetto, anzi di più, fanno alleanze e si sostengono vicendevolmente persino nel governo, contro chiunque e sopratutto contro i rivoluzionari sovvertitori del "disordine costituito". Mentre gran parte dei cittadini, anestesizzati dell'affabilità dei rassicuranti esperti della politica del tutto va bene e le cose stanno migliorando, preferiscono non porsi domande facendo la inevitabile fine della rana di Chomsky.

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  12. Condivido pienamente. La dimostrazione della deriva autoritaria che si sta instaurando ogni giorno di più nel nostro Paese è data dal massiccio discredito che aleggia sul M5S, l'unico partito (peraltro votato da quasi 10 milioni di elettori) che pone nel suo programma la centralità degli interessi cittadini, coinvolgendoli nella partecipazione diretta alla vita politica e all'amministrazione delle istituzioni pubbliche. Cosa che gli altri partiti manco si sognano di attuare per non compromettere i particolarismi e le personalizzazioni del potere (in termini semplici, le mafiette più svariate). Il paradosso più evidente è che i detrattori additano i 5stelle come un movimento estremista, eversivo, fascista, settario, ecc., quando queste stesse caratteristiche appartengono proprio agli stessi diffamatori che hanno ridotto l'Italia a brandelli.

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  13. Santussa Andriano19 settembre 2016 12:00

    Giovanni Caianiello, verità inoppugnabile anche nel tuo scritto.

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    1. Cara Signora Santussa Andriano, è ahimè una mera constatazione dei fatti. Purtroppo pochi comprendono che il motivo per cui, aumentano i disoccupati, i poveri hanno raggiunto i nove milioni, la sanità viene ridotta continuamente ed i reparti di cura soppressi, la "buona" scuola, il Jobs Acts, l'abolizione dell'articolo 18,sono tutte cose che hanno origini sovranazionali e dettati da gente che nessuna ha mai eletto.

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  14. Leggendo i commenti, la domanda sorge spontanea ( come diceva un noto presentatore), ma quanti hanno davvero chiara di cosa e chi sono i poteri forti sovranazionali e che gestiscono la politica di questo paese, qundi dettando ordini ed agenda al governo ed alla quotidianità dei cittadini? A quanto pare ben pochi, ed ancora meno hanno l'esatta percezione di non essere governati dal reale governo del paese, ma da uno ben strutturato e sovranazionale e che il PdC a tutti appare come il Deo Magno di cosa si decide, in realtà è solo un loro cameriere, proprio sulla scia di Monti e Letta. Se tutti ne avessimo coscienza, smetteremmo di colpo di stare ad accapigliarci nel ruolo di tifosi di una fazione o dell'altra e saremmo tutti in piazza da tempo. Ma se questo può essere di consolazione, non siamo i soli, succede la stessa cosa a tutti i paesi della cosiddetta Europa, Merkel ed Hollande compreso. Altro che uità di intendi. Allo stato in cui siamo, dove la penetrazione del potere sovranazionale è infiltrato in maniera capillare in ogni posizione chiave del paese, esiste una sola possibilità per riprendersi la propria sovranità nazionale e monetaria, una rivoluzione che parta dal basso, e piaccia o meno, è esattamente questo il programma dell'unica forza popolare oggi, che proprio per questo, avversata guarda caso, all'unisono da tutto il sistema partitico e dell'informazione.

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    1. i segreti "inaccessibili" sono sotto gli occhi di tutti...solo che a pochi importa vederli

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  15. antonella albertini19 settembre 2016 16:15

    Come ho già scritto in altre occasioni non trovo affatto scandaloso che un governo abbia proposto una modifica della Carta Costituzionale, peraltro non riguardante i principi ispiratori, e ne abbia avuto l'approvazione del Parlamento. Da molti commenti sembrerebbe che questa riforma sia stata imposta dal governo Renzi, in realtà é stata portata in Parlamento che l'ha approvata. Fra pochi mesi vedremo come si esprimeranno gli italiani. Se dovesse vincere il Sì non si corre assolutamente quel rischio di autoritarismo che molti sbandierano. Se dovesse vincere il No resteremo come siamo ora. Nessuna tragedia. Un fatto importante che spesso si constata nei commenti é la sovrapposizione fra referendum e legge elettorale, che invece viaggiano su due binari ben distinti. Dalle interviste e dagli orientamenti che si sentono, sembrerebbe proprio che il governo sia disposto a discutere sull'eventuale modifica dell'Italicum. Chi vorrà partecipare al confronto lo farà. In democrazia la discussione leale e costruttiva é fondamentale e giusta. Vedremo quali forze politiche saranno interessate. É molto probabile che un movimento che non vuole essere definito partito non lo farà, essendo per propria "natura" contrario alla discussione e al confronto. E qui non si tratta di tifoserie, si tratta di realismo e della serena constatazione degli eventi. Caro Michele, tu pensi ancora con rimpianto al mancato accordo fra Bersani e il Movimento 5stelle. Purtroppo questo movimento non è nato per il dialogo o l'accordo politico, é nato per i "vaffa" , per gli strilli, per i "no" senza alcuna concretezza. I fatti parlano.

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    1. A proposito di realismo...come mai il Governo propone di modificare la legge elettorale quando a suo tempo l'ha difesa a colpi di fiducia?
      Cosa è cambiato da indurre a un ripensamento?

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    2. antonella albertini20 settembre 2016 08:08

      É indubbia un'avversione di alcune forze politiche e di una parte del PD nei confronti dell'Italicum. Da qui la necessità di riaprire un confronto.

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    3. se ciò fosse.....perché non prima?

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  16. Un coinvolgimento unitario è impossibile. Le forze in campo sono impresentabili oltreché diverse come estrazione politica formale. Signori, stiamo parlando di Berlusconi, Renzi, Salvini, Verdini, Alfano; stiamo cercando di capire come buttarli fuori dal panorama politico; stiamo cercando di realizzare una nuova Civitas felix senza alcuna contaminazione col passato. Non m'interessa se vinceranno i Sì; non m'interessanno queste riforme costituzionali; non ho paura di derive autoritarie perché sono certo che non ce ne saranno. Mi sta a cuore solo una cosa: una forte coalizione politica e civica che si sbarazzi di tutti questi cialtroni e dia inizio ad un'era nuova di civiltà italica. Quando la casta dirà no ai privilegi che si è creati, si potrà incominciare a parlare di lavoro, di vera ripresa economica e di Giustizia sociale.

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  17. Interessanti i vostri commenti per le argomentazioni e il pacato confronto. Il vostro contributo è un arricchimento alla mia riflessione. Da quasi tutti i commenti emerge l'esigenza di ampia partecipazione e consapevolezza politica dei cittadini. Si rileva, anche, il forte conflitto politico fra i partiti che rendono impossibile una qualsiasi convergenza su provvedimenti di utilità pubblica: per esempio sui diritti civili. Non essere stati capaci di elaborare, in modo unitario, una riforma costituzionale dimostra lo scarso senso dello Stato che ha l'attuale classe politica. Domanda: Dobbiamo rassegnarci, o siamo convinti che, da sola, una qualsiasi forza politica eletta democraticamente possa rivoluzionare il sistema prigioniero del potere finanziario internazionale e nazionale? Nessuna forza politica da sola può riuscire in questa difficile impresa. Una ampia coalizione non vuol dire inciucio e nemmeno governo di unità nazionale ma la convergenza per realizzare il principio fondamentale dettato dall'articolo 3 della Costituzione. La nostra Costituzione non è immobile ma rivoluzionaria, rinnovatrice, progressista, che mira alla trasformazione della società. Una società piena di disuguaglianze vanifica le libertà giuridiche e politiche, da qui l'esigenza di sviluppare un regime di perequazione economica per far progredire la società. Sta a noi reclamare pari dignità per tutti. La storia politica del nostro Paese non è tutta negativa. Sono tante le esperienze positive del passato che possiamo prendere come esempi, dai rapporti fra le forze politiche e dal tipo di partecipazione dei cittadini. I politici potrebbero ispirarsi ad Alcide De Gasperi che considerava la politica come servizio. Per lui non era importante parlare di chi andava a sinistra o a destra, ma il decisivo era andare avanti e andare avanti voleva dire che bisogna andare verso la giustizia sociale. Aldo Moro, sosteneva che nessun governo poteva prescindere dal valorizzare la dignità umana e, attento alla trasformazione del Paese si convinse della necessità di rafforzare sempre più il sistema democratico allargando la partecipazione. Sostenne la linea del governo di unità nazionale e dell'apertura al PCI. Si dirà che erano altri tempi e i politici erano diversi da quelli di oggi. Quei politici non erano francescani, furono scrollati dai movimenti popolari degli anni 69/70. Anni pieni di lotte e di conquiste, conquiste che gradualmente stiamo perdendo nella totale indifferenza salvo, di tanto in tanto, alzare la voce per sterili reclami. Giovanni Caianiello sostiene che dall'azione di tutti contro tutti siamo passati a quella di tutti contro uno. Aggiungo che qualsiasi azione di contrapposizione danneggia tutti perché il potere visibile e invisibile continua tranquillamente la sua manovra. Come afferma Francesco Salvatore, noi con le nostre divisioni agevoliamo la strategia del Potere. " Divide et impera " . L'accenno al referendum costituzionale fatto da Antonella Albertini mi porta ad esternare una mia convinzione. Con la vittoria del NO, rimane inalterata la Costituzione ma non il sistema politico. Se il NO emerge da una bassa affluenza alle urne, viene sconfessata la sola maggioranza parlamentare. Se il NO emerge da una altissima affluenza alle urne, viene sconfessato tutto il Parlamento colpevole di non avere ricercato l'unità per elaborare una buona riforma. Ringrazio tutti con l'augurio che i dibattiti di questo blog contribuiscano sempre a far prendere coscienza ai cittadini della realtà politica del nostro Paese.

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  18. "La divisione ci indebolisce", dice giustamente Lorenzo Romano concludendo l'ottima riflessione contenuta nel suo bel articolo.
    Ed è proprio sulla divisione politica degli Italiani che vorrei dire qualche cosa.
    Su questo blog, ma forse di più su facebook, ho sostenuto che gli Italiani, per la maggior parte di loro, non votano in base ai programmi delle varie forze politiche, ma votano come lo farebbero i tifosi della juve, piuttosto di quelli di inter e milan.
    Ciò premesso, credo che il nostro popolo debba raggiungere l'unità su ciò che significa politica e la sua alta funzione.
    Per ora siamo lontani dalla comprensione di ciò che significa politica come strumento per risolvere i problemi della gente. Se così è, figuriamoci come si potrà raggiungere l'unità, anzi, credo che non ci siano nemmeno le premesse per raggiungerla in tempi brevi.
    Credo anche che all'attuale potere politico non convenga affatto che la gente trovi una sintesi positiva su ciò che significa la "polis", perchè se la trovasse, per loro sarebbe la fine.
    Sarò troppo pessimista, ma credo che gli Italiani voteranno ancora da tifosi.
    Cosa voglio dire? Sostanzialmente desidero affermare che coloro che pensano di essere di sinistra, voteranno ancora la sedicente sinistra, coloro invece che pensano di essere di destra, voteranno chiunque farà discorsi di destra.
    Non centrano nulla i programmi. E' sempre stato così e non vedo lumi perchè questo andazzo cambi.
    Certo, la novità è il M5S, ma temo che questo movimento, che in fondo non è altro che la fusione a freddo di gente di destra e di sinistra, prima o poi imploda, proprio perchè quella gente lo ha votato perchè ne ha piene le scatole della propria parte, ma non per il rogramma presentato dal M5S.
    Le novità politiche del movimento 5 S. si possono così riasumere: Reddito di Cittadinanza, diminuzione degli stipendi dei parlamentari (loro hano dato l'esempio), via tutti i privilegi dei Parlamentari (compresi i vitalizi), ecc. ecc..
    Chi non può essere d'accordo su tutto questo? Ma tutto ciò è un palliativo rispetto a problemi ben più grossi.
    Ad esempio: cosa faranno per invetire la tendenza all'aumento esponenziale del debito pubblico? Quale piano hanno per risolvere il problema dell'occupazione giovanile? Cosa faranno per riformare la Giustizia? Ed i pensionati che attendono ciò di cui sono stati derubati, cosa faranno?
    Sono tutte domande che attendono risposte, anche perchè quelle della destra e della sinistra sono già state date, e chiaramente non hanno mai risolto nulla.
    Le pongo perchè, secondo me, l'unica speranza che abbiamo sono quelli del M5S, ed è su questo movimento che dobbiamo trovare la maggiore unità possibile. Però ci vuole un programma chiaro, definito, comprensibile da tutti, e sopratutto realizzabile. Se il movimento riuscirà a presentarlo, e se la maggior parte della gente smetterà di votare da tifosi, oppure "CONTRO" anzichè PER, allora, forse allora, incominceremo un nuovo cammino.

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