sabato 14 maggio 2016

REDDITO DI CITTADINANZA? UNA BUONA IDEA

reddito-minimo-garantitodi Nino Pepe - In Italia si parla da qualche anno di “reddito di cittadinanza”.

Di Maio Di BattistaE proposte come quella del Movimento 5 Stelle non sembrano poi tanto peregrine o irrealizzabili.

Il reddito di base, non legato al lavoro, è un’idea che si sta imponendo come  potenzialmente vincente. Immaginate che qualcuno metta a vostra disposizione mensilmente una somma di denaro, diciamo alcune centinaia di euro che voi potete spendere come più vi piace.

Cosa pensereste di fare con questo denaro?

Diciamo che prima di rispondere bisogna riflettere un poco; ognuno ha le sue esigenze. Io andrei in America a visitare le mie figlie e i miei nipoti. Qualche altro pagherebbe i suoi debiti o magari proverebbe a cambiare autovettura, altri si toglierebbero qualche sfizio. Insomma, non ci vuole molto sforzo a trovare buoni motivi per spendere quel denaro.

EuroMa chi darebbe questo denaro?, è facile pensare ad una provocazione. E invece non è una provocazione.

Nel mondo ci sono tanti tra intellettuali e imprenditori, alcuni dei quali operanti nell’americana Silicon Valley, il centro mondiale del progresso tecnologico che pensano ad un reddito base come alla soluzione di tanti problemi tra cui la disuguaglianza del reddito o la differenza  nella retribuzione del lavoro tra uomini e donne.

L’idea è quella di assegnare  ai cittadini una specie di stipendio calcolato in circa 800 euro al mese, una cosa che già l’amministrazione comunale della città di Utrecht (Olanda) sta valutando e pensando di realizzare.

In Svizzera, nel prossimo giugno si terrà addirittura un referendum proprio sul reddito di base.

Ovunque nel mondo stanno spuntando campagne per studiare e sostenere questa idea.

Paul GrahamIn America Paul Graham, finanziatore di una interessantissima ”Start un Y Combiator” ha destinato una ingente somma di denaro per studiare la fattibilità della teoria del reddito di base.

In Germania addirittura c’è un’iniziativa chiamata “Mein Grundeinkommen” (il mio reddito di base) che sta cercando di ASSEGNARE uno stipendio base al maggior numero di persone possibile e ha già raccolto 250mila donazioni. Nel sito, rigorosamente in tedesco, c’è addirittura l’opzione che permette di essere inseriti come possibili fruitori del reddito di base. Il suo presidente, Michael Bohmeyer ha spiegato come funziona e i motivi per cui è nata questa iniziativa:

“Il reddito di base significa ridistribuire il potere” - ha spiegato - “Si basa sulla fiducia nelle persone. Concede alla gente la libertà di dire no e chiedersi ‘Come voglio vivere davvero?’. Il reddito di base non è un’idea di sinistra o di destra. È un’idea umanista. Rafforza gli esseri umani rispetto al sistema, dandogli la libertà di ripensarlo”.

“È il genere di libertà che suona come una bestemmia per ogni economista liberista. Nella concezione attuale dell’economia, gli individui possono scegliere come farsi sfruttare, ma non di sfuggire allo sfruttamento, a meno che non nascano già ricchi. Il reddito di base vuole cambiare questo stato di cose, non solo perché è la cosa giusta da fare ma perché presto LA CRISI non lascerà altra scelta ai governi”.

“Se non separiamo il lavoro dal reddito, le persone dovranno competere sempre più spesso con i computer, e perderanno prima di quanto pensiamo”, spiega Bohmeyer.

“IL RISULTATO SARA’ LA DISOCCUPAZIONE DI MASSA, DOPODICHE’ NON CI SARANNO PIU’ SOLDI PER ALIMENTARE I CONSUMI”.

L’iniziativa ha dato ottimi risultati, al di là delle aspettative. Finora 42 persone scelte a caso hanno ricevuto mille euro al mese, e quasi nessuno ha trascorso i dodici mesi dell’esperimento senza far nulla.

Nel sito si legge:

“Christoph ha lasciato il suo lavoro presso il call center, grazie al reddito di base ed è ora un educatore!”
Uno ha lasciato il suo posto in un call center per fare un corso da insegnante di asilo.
Un altro ha eliminato lo stress legato al lavoro e ai soldi guarendo così le sue malattie croniche.

Quasi tutti hanno cominciato ad avere meno preoccupazioni, un riposo notturno più soddisfacente e una vita familiare più attiva e propositiva. Pensate quali benefici avrebbe la società se tutti , non avendo problemi finanziari impellenti, sarebbero veramente più liberi di vivere la loro vita, e se tutti potessero usufruire del progresso tecnologico, spesso confinato ai soli ricchi. Il reddito di base è un’idea di una semplicità unica, infatti è la soluzione ideale per eliminare tante diseguaglianze, è un rimedio per contrastare non soltanto l’invecchiamento della popolazione ma anche la probabile fine del lavoro retribuito. È stato giudicato positivamente da tutti, compreso il Financial Times, il che è quanto dire.

Oltretutto costringe ad un radicale ripensamento del capitalismo neoliberista che da troppi anni ha governato e sta ancora governando la nostra vita

Occorre a questo punto fare una riflessione.

Siamo proprio sicuri che il lavoro sia una libera scelta delle persone? Una tesi molto verosimile e condivisibile dice che senza  la paura della povertà, dell’impossibilità di realizzare qualsiasi desiderio per mancanza di mezzi, della miseria, la gente non avrebbe alcun motivo per andare a lavorare. Dando per buona questa tesi, se fosse per loro, gli esseri umani resterebbero seduti sul loro bel divano a mangiare popcorn e patatine, fino all’estinzione della specie.

Dunque, sempre secondo la tesi di cui sopra, la paura è indispensabile.

E qui interviene il reddito di base a cambiare radicalmente le cose. Si tratta dell’idea che l’economia debba essere basata sulla fiducia piuttosto che sulla paura.

Infatti noi osserviamo che le macchine stanno soppiantando parti sempre più importanti di manodopera, con la conseguenza che il lavoro salariato non è più, o non sarà più, a breve, la base dell’organizzazione della società, per cui i governi potrebbero ritrovarsi a non potere contrastare il fenomeno perché senza alternative.

Il sistema prima o poi potrebbe collassare.

Ma non dobbiamo permettere alla paura di vincere e di indirizzare la nostra vita verso il punto di non ritorno. L’unica soluzione è quella di avere fiducia gli uni degli altri, i governi dei cittadini e i cittadini dei governi, per permettere a tutti di godere dei frutti del progresso e della tecnologia

IN CONCLUSIONE:

reddito-di-cittadinanza-salvadanaioLa proposta del reddito di cittadinanza non è così fuori dal mondo come sembra.

A ben pensare, è la cosa che salverà l’economia globale, tramite la fiducia tra stato e cittadino, tramite il godimento del progresso portato dalla tecnologia ma soprattutto perché, allo stato attuale, non ci sono previsioni favorevoli ad altre soluzioni, rendendo, dunque, questa, una strada obbligata.

Chi, guardando indietro o in preda a sfiducia per calcoli matematici sbagliati è convinto che sia una cosa impossibile, sarà destinato a combattere una battaglia di retroguardia dall’esito segnato, cioè destinata alla sconfitta.

NINO19122010Nino Pepe
14 Maggio 2016

 

LAURIE PENNY.jpgP.S. Per questa mia riflessione ho preso spunto, tra l’altro, da un articolo, pubblicato su Internazionale, pag. 42, scritto da Laurie Penny. Una giornalista, blogger e scrittrice britannica che scrive per  l’Independent,  in Italia è pubblicata dalla rivista Internazionale, e ha collaborato The New Statesman, The Guardian, The Nation, Salon e altri giornali.

E per chi volesse approfondire, consiglio di fare una ricerca in internet, digitando su google parole come: Michael Bohmeyer  /  Mein Grundeinkommen  /  Start up y Combinator.

25 commenti:

  1. L'articolo di Nino Pepe ci fa riflettere e ci pone davanti ad un grande ed importante quesito. Questa nostra società globalizzata e capitalistica è capace di esprimere umanità e generosità, aldilà delle ipocrite dichiarazioni di facciata? Non c'è altro da dire se non il fatto che ho sempre ribadito: una comunità si può definire tale se non mette i suoi componenti nelle condizioni di dipendere dal bisogno e ,di conseguenza, perdere la propria dignità. Avrei un'idea, che contrasterebbe sicuramente col dictat della nostra amatissima Corte costituzionale: diminuire gli stipendi al di sopra dei 2000 euro del 10% e devolverlo a tal uopo.

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  2. Rosa Pentastelle14 maggio 2016 14:05

    L'unico stato in Europa a non avere il reddito di cittadinanza (molto strano!!!)uno strumento molto utile per i cittadini italiani che non hanno accesso al lavoro o che lo perdono.

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    1. Paolo Giuberti14 maggio 2016 14:07

      Bisogna cercare di creare posti di lavoro con sussidi a chi si impegna..altrimenti è una misura assistenzialistica che induce a non lavorare.

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    2. Rosa Pentastelle14 maggio 2016 14:19

      Paolo ci sono 2 tipi di redditi: uno incondizionato , e l 'altro attivo in tutta Europa collegato al lavoro ovvero il reddito minimo garantito solo per chi non ha accesso al lavoro e chi lo perde. Entrambi sono molto utili ,ma non avere un reddito minimo garantito per chi non trova lavoro come in italia rispetto invece al resto d'Europa dove è attivo da anni , questo in Italia è da 4 mondo. Infatti l'Italia fonte eurostat ha la maggiore percentuale di poveri fra tutti gli stati europei.

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  3. Michele Maniscalco14 maggio 2016 14:13

    Reddito di base per tutti si, ma non senza una contro partita di rendersi utili per i sevizi ai cittadini per cui tutti giorni ci lamentiamo che le nostri amministrazioni non possono darci per mancanza di soldi.

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  4. Concordo con Pepe. Per le ragioni che lui ha esposto e per il fatto che il risparmio di lavoro generato dalle nuove tecnologie è progressivo ed irreversibile.

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  5. Ottima idea, mi stupisce che non ci abbia mai pensato nessuno.

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  6. La prima volta che sentii parlare di reddito di cittadinanza da Grillo, pensai: sta volta l'ha sparata grossa. Ma leggi, informati, e alla fine ti rendi conto della sua lungimiranza e come i soldi che potrebbero essere impegnati per questa scelta vengono invece spartiti dalle lobby o usati senza alcuna prospettiva.

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  7. Argomento interessante. Il reddito di cittadinanza è il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, ma osteggiato praticamente da tutte le forze politiche, perchè? Si dice che chi non ha bisogno non chiede e forse ai partiti tradizionali servono gente che hanno bisogno di chiedere per poter continuare a sopravvivere. Come ha dichiarato Michael Bohmeyer, uomo con grande visione del futuro, riportato anche nell'articolo: “Il reddito di base significa ridistribuire il potere” e negandolo, significa lascialo nelle mani dei soliti pochi. Il reddito di cittadinanza, così come chiesto dai 5 Stelle, significherebbe dare improvvisamente a cittadini senza alcun reddito e pensionati sotto la soglia di 780 euro, la possibilità di gestire la propria vita con più serenità e sopratutto di spendere. Dal punto di vista economico, equivarrebbe ad immettere con costanza sul mercato, una grossa quantità di denaro contante, una linfa vitale direttamente a beneficio dei piccoli negozianti ed artigiani, vera ossatura economica e sociale del paese. Secondo il programma dei 5 Stelle, unitamente alla riforma del lavoro, il reddito, si perde se si rifiutano tre offerte di lavoro. Insomma un reddito di civiltà che manca in solo due paesi europei, uno dei quali è proprio l'Italia. Io mi auguro che 5 Stelle, conquistino il governo di questo paese, se non altro, per l'applicazione del reddito di cittadinanza, che restituirebbe ai cittadini anche un minimo di sovranità e democrazia.

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    1. Concordo completamente il movimento Cinque stelle lo dice da sempre ..il movimento e' al di fuori delle vecchie logiche di corruzione e di VOTO DI SCAMBIO se tu voti a me io ti do qualcosa a te..i vecchi partiti ormai hanno ampiamente fatto il loro tempo ..e0 una nuova forma di democrazie piu' che nuova direi e userei la parola ONESTA ..i fatti dimostrano sempre piu' il livello profondo di corruzione che c'e' nella politica ..poi la perfezione non e' di questo modo ..pero cambiare si puo prima che si mangino gli ultimi brandelli della nazione ..onesta rettitudine coerenza rispetto verso gli elettori cioe' i cittadini quello vero e non la solita propaganda elettorale dare appunto ai cittadini un minimo di sovranita' e democrazia ..praticamente scomparse con l'avvento dell'arrogante supponente renzi ....

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  8. A me interessa di più che non si paghi l'affitto di casa.

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  9. Pur di togliere u n po' di povertà, ci sta tutto, ma temo i conti del nostro Stato non permettano cose simili.
    Tra dare dei soldi come "reddito di Cittadinanza", li vorrei vedere usare in investimenti, atti alla creazione di lavoro, che, oltre essere meglio è anche più dignitoso.

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  10. Mario Cecchini14 maggio 2016 22:04

    Ho sempre pensato che chi non è in grado di mantenersi, per i più svariati motivi, debba essere sostenuto dalla Collettività. Uno Stato giusto e come dice Benigni, con la Costituzione più bella del mondo, non può permettere che vi siano Cittadini che vivono nell' indigenza più nera. Madri disoccupate con figli a carico, che spesso devono soffrire le le pene dell'inferno per mettere in tavola un piatto di pasta per i figli minori, sempre col rischio che le pie Assistenti Sociali, sottraggano i figli per darli in affido. Affido che fa spendere alla Collettività molti più soldi di quanto servirebbe alla madre per mantenersi il figlio a casa sua. Quindi direi che garantire ad ogni Cittadino un Reddito per evitargli di precipitare in una condizione di subalternità verso la vita E' giusto e sacrosanto che lo Stato intervenga per ripianare carenze pesanti, delle quali le persone sono in gran parte incolpevoli. Quindi Reddito di Cittadinanza SI'. Ma per riempire le buche nella strada della Vita, per dare speranza e futuro a chi li ha perduti entrambi. Ma la provenienza di queste risorse, prima di essere a carico della fiscalità di tutti i Contribuenti, occorre un processo che passa attraverso la redistribuzione del Reddito. Mediante il ripianamento dell'asticella su in grafico immaginario. Dove il fulcro retributivo deve essere fissato su una cifra X . Dopo di che l'asta va fatta ruotare fino a diventare orizzontale. La parte livellata superiore deve servire a ripianare quella inferiore. Solo dopo quest'operazione deve intervenire ll Stato. Tutto questo per giustizia e non perché tutti "hanno diritto". Il Diritto ce l'hanno chi ha necessità. Tutti gli altri, vivranno con l'orgoglio di mantenersi con i propri mezzi. Come detta lo spirito della nostra bella Costituzione, nessuno può essere lasciato indietro e abbandonato a se stesso. Soprattutto il Reddito deve essere garantito ai Giovani alla ricerca di un lavoro e/o bisognosi di aiuto per iniziare un'attività. Senza pesare sul bilancio famigliare.... Ma purtroppo tutto questo è utopico. Siamo in Italia e siamo specializzati a complicare le cose giuste e ragionevoli...

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  11. Sarebbe una pessima idea. Molti non lavorerebbero più. Si aiuti solo disoccupati e quelli che non ce la fanno.

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    1. Il reddito di cittadinanza, aumenterebbe il reddito di chi già percepisce una indennità minore a 750 euro. Quelli che non lavorano e ne sono in cerca, non lo percepiranno per sempre, ma solo per il massimo tre anni, gli viene trovato lavoro e se rifiuta dopo tre proposte, ne perde il diritto.

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  12. Molti non lavoreranno più, a prescindere dal reddito di base. Quando le macchine avranno sostituito gran parte della mano d'opera, voglio vedere come verranno alimentati i consumi e quindi l'economia.
    Pessima idea? E' il ragionamento del PD e di chi aderendo a questo sciagurato partito ragiona con la testa degli altri.

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  13. REDDITO DI CITTADINANZA? (Domanda) - UNA BUONA IDEA (Affermazione) - Anche per me è una buona idea, come realizzarla? Anche l'autore dell'articolo, Nino Pepe, si pone la domanda con l'affermazione: " MA CHI DAREBBE QUESTO DENARO? E' FACILE PENSARE AD UNA PROVOCAZIONE. E' INVECE NON E' UNA PROVOCAZIONE " - Quando sento parlare di reddito di cittadinanza o più correttamente di reddito di sussistenza mi domando con quale risorse potrebbe essere realizzato. Vedere gente che vive nella miseria mentre alcuni accumulano privilegi non è accettabile. Spesso mi chiedo quando vedremo un governo, di qualsiasi colore, che avrà il coraggio di eliminare tutti i vergognosi privilegi che vengono definiti diritti acquisiti anche se ottenuti attraverso leggi palesemente incostituzionali. Oltre a far giustizia sarebbero liberate tante risorse da poter intervenire sui bisogni di tanta gente che vive nella miseria. In attesa di vedere realizzare questo miracolo, ci sono alcune situazioni che hanno la precedenza la cui sistemazione rappresenterebbe il preambolo alla realizzazione del reddito di cittadinanza. In Italia molti lavoratori percepiscono un reddito medio di miseria, idem per i pensionati con assegni mensili al di sotto della sopravvivenza. Se alla precaria situazione salariale e pensionistica si aggiunge la totale assenza di uno stato sociale il quadro diventa drammatico. Il primo passo consiste nel definire un reddito minimo che garantisca al lavoratore la certezza di mantenere la propria famiglia. Un tale provvedimento deve essere preso a livello europeo onde evitare la delocalizzazione delle imprese. In un paese dove a parole si difende la famiglia occorrono interventi di effettiva tutela e, basta un semplice provvedimento: erogare consistenti assegni per i familiari a carico. Molte famiglie sopravvivono con la pensione del padre o del nonno. I pensionati in alcune aree del paese, per molte famiglie, rappresentano il vero stato sociale. Un'altra situazione che sta diventando penosa è la impossibilità, per tanti ceti sociali, di accedere alle prestazioni sanitarie per la impossibilità di pagare i ticket. Quella della sanità è la situazione più vergognosa, lo Stato non garantisce la tutela della salute come prevede l'art. 32 della Costituzione. Sistemare queste situazioni che gridano vendetta non vuol dire abbandonare la realizzazione di un reddito di cittadinanza. IL REDDITO DI CITTADINANZA oggi rappresenta una risposta alla continua perdita di posti lavoro e all'alta disoccupazione giovanile. Deve essere una risposta transitoria, in attesa di liberare risorse per creare posti di lavoro. Tutto questo sarà permesso risolvendo la ben nota questione morale.

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  14. Se solo questo governo affrontasse seriamente il problema della corruzione e della evasione fiscale, col recupero di questi svariati miliardi, si potrebbe dare il reddito di cittadinanza a chi non ce la fa, creare lavoro e sviluppo, incrementare i servizi per i cittadini. Ma purtroppo questi temi non hanno la priorità nell'agenda di Renzi.

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    1. Debellare la corruzione è una missione impossibile. Per quel che riguarda l'evasione fiscale, è vero che c'è questo problema ma c'è anche il problema opposto che è quello che questo è uno Stato di polizia fiscale. La pressione fiscale è tra le più alte del mondo e questo genera evasione. Ma soprattutto fa sì che ormai gli imprenditori preferiscano andare a produrre all'estero con conseguente disoccupazione e recessione.

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    2. La pressione fiscale è troppo alta anche perché c'è troppa evasione e i fessi che pagano, pagano anche per i tanti, troppi che evadono e portano indisturbati i loro danari all'estero. Capisco che per questo governo debellare la corruzione sia impossibile, soprattutto perché non si vedono neppure i tentativi. Anzi si porta a 3.000 euro il tetto del contanti per agevolare corruzione ed evasione. Ma in tanti altri Paesi si sono trovati i rimedi.

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  15. Ci mancherebbe anche il reddito di cittadinanza che non farebbe altro che aumentare la disoccupazione, molti giovani se ne starebbero a casa tranquilli senza impegnarsi

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  16. Giacomo Ferraro15 maggio 2016 13:19

    Servirebbe solamente a foraggiare, anche per soli tre anni, una pletora di gente che non vorrà fare nulla, salvo lamentarsi, e molto probabilmente esteso anche ai migranti

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    1. Come in Germania, Francia, Spagna, Olanda, Danimarca e altri paesi europei, che grazie a questo contributo hanno risolto gran parte dei problemi dell'occupazione e fiscali. Solo Grecia, 25 % di disoccupazione e Italia, 12,5% di disoccupazione, sono i fanalini di coda e guarda caso gli unici senza il reddito. Senza contare che sono i 2 paesi con la più grande corruzione ed evasione fiscale.

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  17. Peter Schmailzl16 maggio 2016 09:10

    Questo reddito di cittadinanza sarà l'unica possibilità a ridare dignità ad una minoranza di persone, senza lavoro, che tende a diventare magioranza, dato che non sarà possibile amentare la produzione ad un livello tale da dare lavoro a tutti, l'ambiente vitale non ce lo permette. Ma, esiste una forza ostacolante politica.... il sadismo di chi gode a vedere gente che ha fame.

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    1. Si e' provato di tutto con la legge scellerata sul lavoro e quella delle buona scuola si sono SUBITO rivelate come due formidabilki prese per il CULO dei cittadini ..certo Renzi che non ha mai lavorato la gira facile .beh lui gira con 8 scorte perche ornai se lo trovano solo rischia come il LANCIO NEL CASSNETTO e poi si muove con l'aereo PRESIDENZIALE DA 200 MILIONI ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI ..VOTIAMO NO E MANDIAMOLO A CASA ..PIU' RIMANE E PIU' FA SOLO E SOLTANTO I SUOI PORCI COMODI E DEL POPOLO NON GLIENE FREGA UN BENEAMATO ..PISELLO NON VOGLIO ESSERE VOLGARE !

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