lunedì 4 aprile 2016

IMMIGRATI. UN ALTRO MODO DI AGIRE È POSSIBILE

Domenico Lucano 40°di Giangiuseppe Gattuso - Tutto inizia nel 2006 quando Domenico Lucano, insegnante in aspettativa, Sindaco dal 2004, aderisce all'iniziativa della Regione Calabria dedicata ai piccoli centri che subiscono lo spopolamento.

Riesce in questo modo a riqualificare quasi tutto il centro urbano di Riace. Il paesino calabro della Locride famoso per i bronzi, ma con interi quartieri praticamente disabitati e abbandonati a causa di decenni di forte emigrazione. I residenti, da circa 3000 si erano ridotti a poco più di 400.

sbarchi-di-clandestini-in-calabriaNel 1998 approda sulla spiaggia del litorale ionico un veliero pieno di richiedenti asilo Curdi e il sindaco, come fosse un destino, trasforma quell’incontro fortuito in una incredibile e proficua opportunità.

Insieme a un gruppo di volenterosi e ai suoi assessori trasforma Riace nella città dell’accoglienza. Con uno spirito solidale, utilizzando i valori della cultura locale lontana dal consumismo sfrenato, inventa iniziative per valorizzare quelle risorse umane venute dal nulla. Piano piano le case abbandonate si animano e rinascono a nuova vita interi quartieri.

SPRARL’intelligenza del Sindaco e dei suoi collaboratori, la generosità degli abitanti e la disponibilità dei nuovi arrivati creano un insieme virtuoso che, nel corso degli anni, diventa un esempio invidiabile.  Vengono così attivate tutte le opportunità che lo Stato mette in atto per l’accoglienza e l’assistenza agli stranieri previsti dai progetti SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Tra l’altro, con questo tipo di accoglienza si riesce perfino a risparmiare sui costi a carico della comunità. Infatti, nei Cpt, i centri di permanenza temporanei, ogni immigrato costa 70 euro, invece gli ospiti di Riace di euro ne costano soltanto 21.

Hare Gu in one of the four laboratory in Riace, working with a local citizenMa ciò che fa del piccolo comune calabrese e del suo sindaco un caso a parte, riguarda la politica d’integrazione vera che è alla base dell’idea di accoglienza portata avanti dall’intera comunità. Con il risultato di risvegliare attività economiche quasi scomparse, di creare sviluppo e lavoro e ridare speranza a decine di uomini e donne impegnati nell’assistenza e nell’organizzazione. Gli immigrati, dal canto loro, hanno una casa dignitosa che con il loro lavoro contribuiscono a rendere sempre più confortevole. Ai rifugiati si assicura la dignità e la sicurezza perduta nei loro paesi d’origine.

RicamatriciA Riace c’è una presenza variopinta proveniente da ben 20 nazionalità. Nel corso degli anni sono transitati oltre seimila migranti ma circa 400 sono rimasti stabilmente. Un fatto molto importante per la politica dell’integrazione che in questa realtà del Sud ha raggiunto risultati tangibili e di grande interesse. Si tratta di integrazione vera, di solidarietà, di sviluppo per l’intero territorio. Il Sindaco ha attivato servizi nuovi come la raccolta differenziata dei rifiuti dove sono impegnati lavoratori che utilizzano gli asini per il trasporto. E sono stati aperti laboratori artigianali che producono manufatti in legno, ceramiche, ricami, vetro, dove lavorano abitanti locali e immigrati in stretta collaborazione.

Migrant touring the city with a donkey to collect the trash to recycle. On the cart it's written "Riace gathers and doesn't refuse'Un progetto pilota per l’accoglienza dei rifugiati che insieme ad altri Comuni rappresenta un modello che deve servire da incoraggiamento per altre realtà in una dimensione nazionale sempre più multietnica e multiculturale. E che ha bisogno di forti segnali da una Politica libera dall’inseguire le paure e i facili sentimenti di pancia di quegl’italiani che ritengono gli "altri" i senza diritti, quelli che devono essere aiutati nelle terre d'origine. Dove i loro bambini possono morire in pace senza fare lunghi, stressanti e pericolosi viaggi. Ma un giorno tutto questo finirà, e i popoli oppressi e senza speranza "avanzeranno" a prescindere da qualsiasi muro.

Insomma, Domenico Lucano, il sindaco dell’accoglienza, è stato capace di creare una sorta di miracolo. Un’idea folle e bellissima a dimostrazione che i confini, le lingue e le religioni non sono ostacoli insormontabili. E i pregiudizi e le paure sono categorie create dall’uomo per preservare privilegi e divisioni.

154logo-wgl2Ma la soddisfazione più grande è arrivata con l’inserimento di Domenico Lucano tra i 50 leader più influenti del mondo per il suo impegno in favore degli immigrati e del loro inserimento sociale. Al 40° posto, unico italiano nella classifica stilata dalla rivista americana Fortune.

FortunePensate che al 36° posto c'è Cristine Lagard il direttore del FMI. E al 41°, dopo di lui, c’è Melinda Gates, Co-presidente della Bill & Melinda Gates Foundation che con un patrimonio di 44 miliardi di dollari ha investito negli ultimi 15 anni ingenti risorse per tentare di debellare malattie come la malaria in tutto il mondo in via di sviluppo. Tra i 50 c’è anche Papa Francesco e Angela Merkel. Tanto per capirci meglio.

Lucano nazionalitàRiempire gli spazi vuoti”, dice spesso il sindaco di Riace, un’idea che, superando ogni sterile barriera ideologica guarda a un processo di integrazione e trasformazione dei territori. Riace è un esempio che andrebbe studiato nelle scuole e portato alla conoscenza di tutti. Un caso da trattare in ogni trasmissione televisiva dedicata ai problemi dell’immigrazione e dell’integrazione.

Quest'esperienza, per quanto non pretenda di risolvere i problemi del Sud, dà un contributo. Dimostra che un altro modo di agire è possibile". Parola di Domenico Lucano.

Giangiuseppe Gattuso
04 Aprile 2016

30 commenti:

  1. Avevo già letto qualcosa sull'iniziativa del sindaco di Riace, che avevo subito apprezzato, ma non conoscevo gli ultimi sviluppi. Un'idea saggia e lungimirante, ma bisogna anche dire che ha potuto trovare successo, grazie al fatto che i curdi, che costituiscono la maggioranza dei nuovi cittadini, non sono certo i fanatici integristi islamici che tanto disprezzano le nostre leggi e la nostra cultura. Questo riuscito progetto, potrebbe essere un incentivo per tanti piccoli paesini svuotati dai suoi abitanti di sempre ed altrimenti destina all'oblìo. Grazie al Direttore Gattuso per avercelo fatto conoscere.

    RispondiElimina
  2. Grazie Giangiuseppe di averci fatto conoscere il galantuomo sindaco di Riace Domenico Lucano. Non ci si perde d'animo quando si è generosi e scevri da ogni pregiudizio o forma di razzismo. Bisogna anche dire però che l'osservazione di Giovanni è molto appropriata. Oltre alla nazionalità curda io ci metterei, come fattore incentivante, il fatto che Riace era rimasta spopolata ed il rigoglio di nuove menti e braccia in un territorio semideserto può dare dei frutti incredibili. Un plauso ad ogni modo a questo grande organizzatore, anche se io spero che, a lungo andare, si prendano decisioni a livello mondiale in contrasto con la mentalità opportunistica del Capitale e della Chiesa, come la pianificazione delle nascite ed il risanamento delle zone più povere della terra.

    RispondiElimina
  3. Michele Maniscalco5 aprile 2016 08:08

    Conoscevo già questa bellissima realtà. Adesso ho fatto copia-incolla di tutto l'articolo di Giangiuseppe Gattuso sul diario del mio sindaco.

    RispondiElimina
  4. Questo piccolo e sconosciuto comune calabro era già saltato agli onori della cronaca internazionale nel 1972 quando nel suo mare furono rinvenuti i famosissimi bronzi di Riace del V secolo a.C. Oggi torna al centro dell’attenzione generale per la meritoria opera di un sindaco che, mentre altri alzano muri e filo spinato per proteggere i propri confini dai disperati che seguono l’istinto di sopravvivenza, trasforma il suo comune in un modello di esperienza e di convivenza multietnica. Il sindaco di Riace Domenico Lucano, con un esperimento unico nel panorama dei Paesi dell’Unione europea, è riuscito a ripopolare un territorio, destinato all’estinzione, grazie alla sua propensione all’accoglienza che è riuscito a trasformare in una grande opportunità di sviluppo e di rinascita demografica, altrimenti destinate all’estinzione. Sembra che in quella piccola comunità del profondo sud si sia riuscito a realizzare una piena integrazione, con raro esempio di solidarietà ed intelligenza che ha consentito a quel paese di tornare ad essere una realtà produttiva tornata a crescere anche demograficamente. Un piccolo sindaco di un piccolissimo paesino sperduto ha dimostrato ai tanti capi di Stato europei, che perdono tempo in inutili e inconcludenti vertici sull’immigrazione, che a volte la risposta ai problemi complessi è più semplice di quanto non si immagini. Consiglierei al sindaco di proporre, come sede internazionale del prossimo vertice sull’immigrazione, il comune di Riace.

    RispondiElimina
  5. Un grande sindaco! non c'è che dire. Purtroppo la mentalità ottusa che spopola in Italia determina un confine con un muro insuperabile. D'altro canto la cultura islamica, per cultura, ne ha di altrettanto alti. Ma in questo periodo particolare della storia, dove le loro terre martoriate li costringono a venire in Europa, molti di loro sono disposti ad una sorta di compromesso....un rispetto reciproco sintomo di intelligenza. E noi, invece di coprire le statue per non offendere credo diversi, dovremo essere piu liberi e orgogliosi della nostra cultura e meno ipocriti! copriamo i nudi piu belli al mondo per non urtare il Musulmano in visita e poi disdegnamo e sputiamo spesso in faccia ai migranti ripugnando loro stessi e la religione in cui credono. Ho sempre pensato che una convivenza fosse possibile. Ma solo con lo sforzo di entrambe le parti. S'è voluta questa stra maledetta globalizzazione? adesso, per lo meno, cerchiamo di adeguarci e trarne il piu positivo possibile.... Complimenti a Gattuso che mi ha fatto leggere un piacevole articolo! una boccata d'aria fresca.

    RispondiElimina
  6. Un altro modo di agire è possibile, in tema di immigrazione.

    Certamente.

    La storia dell’umanità è storia di migrazioni, a ogni latitudine e longitudine; nulla di nuovo, dunque.

    Il binomio immigrazione/emergenza è in gran parte falso.

    I politici italiani, ma non solo loro, ci sguazzano a determinare le emergenze, in parte perché sono onesti incapaci, in parte perché sono imbecilli, in parte perché sono criminali che lucrano sulle emergenze che ingigantiscono e perpetuano.

    Alla inadeguatezza della politica italiana, in cui sempre più frequenti sono le connessioni con la malavita, si aggiunge la situazione internazionale, aggravata dalle scellerate scelte della classe dirigente europea e mondiale. Ecco allora il disastro Libia che si somma alla Siria che si somma all'Iraq e via discorrendo...

    Per l’Italia la vera emergenza è l'accoglienza dei migranti e la loro identificazione; lo sappiamo da oltre due decenni; ciò che è noto da tempo, può essere definito emergenza?

    I problemi che accelerano i sempre esistiti flussi migratori sono anch’essi noti da almeno un secolo e richiedono ancora interventi strutturali di lungo periodo (perché un secolo non è bastato): ripensare il modello di sviluppo, porre fine alle logiche predatorie che ancora dominano il pianeta, concordare interventi con i Paesi di provenienza dei migranti, affrontare il problema della crescita demografica, risolvere le situazioni di conflitto bellico...

    L'alternativa alla accoglienza è sparare alle imbarcazioni? Costruire muri ai confini?

    Siamo ancora fermi al QUI BARBAROS ROMANOSQUE DIVIDERET

    L'idea di difendere i confini erigendo muri è molto antica.
    Così nacque il Vallo di Adriano qualche annetto fa per dividere le genti sottoposte alla giurisdizione romana dai "barbari".
    Sappiamo come è andata a finire.
    All'epoca non c'erano i mezzi di comunicazione di adesso, il "mondo conosciuto" era più circoscritto e in gran parte sotto il controllo, con qualche difficoltà, della legge romana.
    Che significa oggi chiudere le frontiere?
    Fermiamo il traffico aereo?
    La navigazione?
    La circolazione delle merci? O solo la circolazione delle persone?
    A quali Paesi ci chiudiamo?
    Solo in entrata o anche in uscita?
    Che facciamo con ENI, Saipem e tante altre aziende italiane?

    Accogliere i migranti non è un problema se si considera la quantità di edifici dismessi di cui lo Stato dispone a partire dalle tantissime caserme militari inutilizzate. Ci siamo dimenticati che sino a ieri avevamo un esercito di leva obbligatoria?
    Hanno preferito costruire "centri modello" invece di adeguare caserme che ospitavano decine di migliaia di giovani reclute italiane...
    Le conseguenze sono le scene a cui abbiamo assistito per anni in Stazione Centrale a Milano o altre storie di ordinario sfruttamento che le autorità fingono di non vedere finché non succede la tragedia, vedi Rosarno, Prato...

    RispondiElimina
  7. Non c'è solo il livello nazionale, quando parliamo di immigrazione.

    C'è l’importante ambito europeo che pone in capo al primo paese, in cui il migrante pone piede, l'obbligo di identificare e determinare lo status del migrante.

    Il primo regolamento di Dublino risale al 2003, il secondo al 2008. L'Italia era rappresentata da prima da Scajola e poi da Maroni.
    Ovviamente, nessuno fu così lungimirante (eufemismo per dire "moderatamente sveglio") per porre il tema delle già note ondate di sbarchi e profughi che già mettevano in difficoltà i paesi di primo sbarco.

    Si poteva già allora prevedere una ripartizione in caso di richiesta di aiuto da parte di un Paese membro della Comunità europea...
    Non fu fatto.

    Eccoci qui. Il paradosso è che ci sono tanti che parlano di emergenza quando in realtà c'è una situazione determinata dalla incapacità (o interessata incapacità) di persone che negli anni hanno affrontato questo drammatico tema.

    La prima legge organica sul tema risale al 1990: la legge Martelli.
    Seguì nel 1998 la Turco Napolitano e nel 2002 la Bossi Fini.
    I regolamenti di Dublino sono successivi, quando avevamo piena cognizione del problema e delle sue complessità.

    Dopo aver perso l'occasione nel 2008, arriva il criminale accordo con la Turchia, che provocherà da un lato l’apertura di nuove rotte migratorie e la ripresa dei viaggi della disperazione via mare, dall’altro lato operazioni di espulsioni indiscriminate. In ogni caso, l’Europa si pone nelle mani della Turchia per ricevere i migranti “buoni”.

    Livello nazionale, europeo e internazionale: siamo deficitari da molti anni a ogni livello.

    Esistono pagine bellissime.
    Il sindaco di Riace e la collega di Lampedusa; i tantissimi volontari che dal nord al sud si prodigano per dare accoglienza e aiuto a tanti migranti, ma ai piani alti delle Istituzioni manca cultura, analisi, progettualità e spesso predominano interessi personali e criminali.

    Perché tutto può essere un business.

    RispondiElimina
  8. Sul fronte internazionale: chi arma e sostiene le diverse fazioni libiche?
    Chi soffia sulla benzina in Siria?

    Dietro ogni centro di potere in lizza con gli altri vi siano i governi di Turchia, Arabia Saudita, Egitto e dietro questi USA, Russia e Cina.

    Siamo in una pessima situazione, frutto di nostre responsabilità dirette, per non aver saputo approntare i servizi di accoglienza e il pessimo ruolo svolto in Europa, e di una situazione internazionale in parte subita.

    Gli stranieri presenti in Italia sono ben 5.000.000.

    Di questi, ben 2.600.000... sono europei; e tra questi i gruppi più numerosi sono romeni (1.130mila) e albanesi (490mila); seguono ucraini, moldavi, polacchi... e chiudono l'elenco 7 cittadini della Città del Vaticano e 4 di Andorra che risiedono in Italia.

    Poi arrivano gli africani, circa 1.030.000; i gruppi più numerosi sono marocchini (450.000), egiziani (103.000) e tunisini (96.000); popoli con cui abbiamo antica confidenza. Mai stati a Mazara del Vallo?

    Gli asiatici sono 970.000
    Il resto sono americani e qualcuno arriva persino dall'Oceania.

    Non sappiamo quanti siano i cannibali... in ogni caso sembrerebbe siano pochi.

    Infine abbiamo circa 100.000 persone nei centri di accoglienza, che ci creano un sacco di difficoltà perché fanno fatica ad apprezzare subito panzerotti e maccheroni... Sembra non ci siano bravi cuochi specializzati nelle varie cucine etniche e loro si irritano per la qualità della nostra cucina.
    Poi sono incazzati perché scoprono che il più importante festival del cous cous si svolge a San Vito Lo Capo...

    Scusate, chi sono gli invasori?

    Io vedo gli invasati S&S (a voi decifrare le sigle) ma faccio fatica a individuare gli invasori.

    RispondiElimina
  9. Lorenzo La Fratta5 aprile 2016 10:41

    Ottimo contributo dal tuo articolo. Grande amministratore il Sindaco ...

    RispondiElimina
  10. Carmen Scelsi5 aprile 2016 10:46

    E così che,ricominciando da zero,oltre che "integrare"rinasce un mondo nuovo,libero da tutti i mali che hanno distrutto il nostro paese...gente umile che lavora e contribuisce alla rinascita di un paese.È la sete di potere e la smania di primeggiare che,insieme a clientelismi,arroganze e presunzioni,hanno creato un paese privo di valori.Onore a questo sindaco che ha impiegato e impiega gli immigrati che sono una realtà....a riprendersi la loro dignità di popolo bistrattato e respinto e di farla ritrovare anche a noi...bravo sindaco...ce ne fossero tanti come lui...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aggiungere altro a quanto scritto da Giangiuseppe sarebbe solo pleonastico e autoincensorio.
      Io sono di origine calabrese e so quanta generosità alberga nei cuori di quella gente, rude all'apparenza ma profondamente ospitale ed entusiasta del bene.
      Certo, qualcuno obietterà: ma allora come la mettiamo con la ndragheta? Io penso che su tale tema ci sarebbe da dire ancora una volta che la perfezione non è fatto umano e il fenomeno esiste come esiste la terra nella sua consistenza ma non riuscirà mai ad inficiare idoni naturali dell'uomo fino a distruggerli.
      Un “fenomeno” però non è la generalità e ci sono i buoni ed i cattivi così come ci furono a suo tempo Caino e Abele.la maggioranza, in particolare nei piccoli centri, è come la vedo io.
      Questo Sindaco ha dimostrato che l'accoglienza è sempre ricca mentre il rifiuto pregiudiziale ed egoistico, quando in più lo si gonfia di una ipocrita interpetrazione del credo religioso, può essere vivificante per la tenuta della pace e per lo sviluppo onorevole del sottosviluppato il più delle volte solo ritenuto tale dalla nostra ignoranza.,
      Se avessimo la pazienza di acculturarci meglio forse saremmo costretti a cambiare idea visto che, proprio l'Italia, ha incrementato le sue civiltà partendo dai contatti, forzati o volontari, con il vicino oriente e in particolare proprio con quell'Asia Minore, dalla quale provengono queste persone,tanto più avanti dal punto di vista culturale, di noi. Se avessimo questa umiltà forse eviteremmo di sentirci superiori a loro.
      Detto questo, penso che sarebbe molto più proficuo per la causa della pace e dell'equilibrio naturale e sociale se in molti seguissero l'esempio di Lucano e, superando gli isterismi ideologici e istintivi dell' “homo rusticus” ricostruendo, approfittando del progresso tecnologico e della possibilità d'incontro, in un mondo oggi diventato piccolo, fra le genti, in noi l' “homo sapiens” forse vivremmo davvero in un mondo migliore.

      Elimina
  11. Annemarie Grenard5 aprile 2016 10:53

    La tolleranza è una parola che non mi piace ma almeno ce ne fosse un po' di più, tutte le persone hanno diritto di vivere come più gli piace, i diritti dovrebbero essere uguali per tutti e anche i doveri si sa è bello potere condividere altre cultura, certamente non è semplice però un po' di buona volontà, no?

    RispondiElimina
  12. Alba Ponticello5 aprile 2016 10:55

    Finalmente un raggio di sole sul problema degli immigrati. Grazie Giangiuseppe per averne dato ampia notizia. Complimenti al sindaco di Riace, "uomo illuminato" che, invece di creare problemi,ha affrontato la situazione in maniera lucida, razionale, intelligente, moderna dimostrando che integrare significa anche arricchirci della loro cultura, delle espressioni bellissime del loro artigianato. Ad maiora.!!!

    RispondiElimina
  13. Molto interessante... e bello... un'iniziativa lodevole...

    RispondiElimina
  14. Alla fine di questo secolo l'Africa avrà 4 miliardi d'abitanti. L'Europa non esisterà più.

    RispondiElimina
  15. Lodevole iniziativa ..del sindaco di Riace che dire di piu' possiamo non tollerare lo straniero ed il diverso ma siamo tutti figli di questa madre TERRA cambiano i colori della pelle e le lingue ma siamo e rimaniamo figli della stessa (madre) TERRA !

    RispondiElimina
  16. Giuseppe Nonno bit Fazzina5 aprile 2016 11:31

    ... Europa , Italia e tutti i paesi che si definiscono civili non hanno imparato nulla dalla storia, ... Respingiamo e Deportiamo dei deboli, che scappano dalle guerre, dalla povertà, dalla fame e dalla violenza. ... poi andate a messa e la vostra coscienza è a posto ...

    RispondiElimina
  17. Il sindaco di Riace ha dato una lezione di umanità e di civiltà al mondo intero.

    RispondiElimina
  18. Luigi Cianciolo5 aprile 2016 13:49

    Caro direttore, il meritevole sindaco si é trovato con un paese senza più cittadini da una parte e un bel numero di aspiranti tali con una buona dote. In quelle condizioni o chiudi tutto oppure investi tempo e parte della dote per ricostruire una comunità, più colorata, ma pur sempre comunità.

    RispondiElimina
  19. Annemarie Grenard5 aprile 2016 13:55

    io sono immigrata dalla francia in italia 38 anni fa però sono sempre definita la francese, ma con il mio carattere anche se fossi marocchina andrebbe bene uguale perche amo le mie radici origini e cultura multietnica, sono cresciuta sui banchi di scuola con musulmani ebrei protestante e altre religioni e etnie ma vi posso assicurare che per i bambini non ci sono differenze sono gli adulti ad avere preconcetti.

    RispondiElimina
  20. Come sempre, il nostro Direttore coglie quello che c'è di buono nell'animo umano, grande esempio il Sindaco di Riace, anche perchè all'inizio immagino ha dovuto smorzare, quell'alone di negatività e pregiudizio che si crea attorno agli extra-comunitari etichettandoli come delinquenti e irregolari.
    Forse magari il tutto nasce dalla casualità di uno sbarco, che ha dato l'occasione o l'ingegno al Sindaco di dare una nuova vita e un' inclusione vera a questa povera gente, facendo rinascere così il suo paese, anche se devo dire altri Sindaci sono aperti all'integrazione degli immigrati,Sindaci che magari non hanno ricevuto un premio, ma che come Lucano pensano che l'immigrato è una risorsa per il nostro Paese, Delia è un piccolo paese della provincia di Caltanissetta è un paese che ha fatto dell’accoglienza e della solidarietà un suo fiore all'occhiello. Da qualche decennio, infatti, il paese ha accolto numerose famiglie provenienti quasi tutte dal Marocco e da diversi anni ha aperto le sue porte a tantissimi immigrati romeni che si sono inseriti ed integrati molto bene nella vita economica e comunitaria dei deliani ed è grazie a loro se Delia è rinata così come Riace, amministrata attualmente da un Sindaco molto giovane Gianfilippo Bancheri ma come Lucano dotato di grande umanità.

    RispondiElimina
  21. Dall'articolo di Giangiuseppe Gattuso emerge la dimostrazione che, con una seria organizzazione ancorata ad una politica di integrazione e agevolata dal senso dell'accoglienza, può essere affrontato il problema dell'immigrazione. L'esempio del comune di Riace smentisce qualsiasi argomento che afferma l'impossibilità di integrazione fra gente di diverse etnie e professioni religiose. Un comune destinato ad estinguersi, grazie alla reciproca collaborazione riesce a creare un modello di sviluppo basato sulla collaborazione di tutti. I valori culturali e l'aspetto umanitario, con la reciproca collaborazione, hanno assicurato dignità agli emigrati e garantito uno sviluppo all'intera comunità. Dall'esperienza del comune di Riace, come afferma il sindaco Domenico Luciano, esiste un diverso modo di agire. Questo metodo di agire potrebbe creare analoghe situazioni in altri comuni se vengono mandate in soffitta tutte quelle tesi pretestuosi legate alle questioni religiose che nascondono la volontà discriminatoria alimentata dall'egoismo e dal poco senso di accoglienza. Riace ci insegna che, malgrado la situazione di povertà, diverse popolazioni del sud dimostrano un alto senso di fraterna accoglienza, mentre in molte zone dell'opulento nord prevale l'egoismo con totale chiusura all'accoglienza. L'argomento dell'articolo ci porta a concepire un diverso metodo culturale di affrontare il problema dell'immigrazione. Le argomentazioni di scantonamento sono pretestuosi.

    RispondiElimina
  22. Antonella Albertini6 aprile 2016 08:22

    Ringrazio Giangiuseppe per avermi fatto conoscere la straordinaria esperienza di Riace dove vivono insieme persone del luogo ed immigrati. L'accoglienza e la solidarietà, oltre ad essere qualità nobili che dovrebbero vivere nei nostri cuori, offrono anche l'opportunità di far rivivere tantissimi paesi piccoli che si sono spopolati nel corso del tempo. L'esempio di questo bravo Sindaco andrebbe fatto conoscere e si potrebbe provare la stessa esperienza in altri comuni. Ce ne sono altri, soprattutto al Sud, che accolgono per un periodo o stabilmente le famiglie di immigrati. Inutile farsi prendere dalla paura e dall'ansia: il fenomeno dello spostamento dei popoli é sempre esistito e quello che sta succedendo in questi nostri tempi non si placherà, ma continuerà per ancora molto tempo. Per cui la ragione ci spinge a gestire questo fenomeno nel miglior modo possibile, sfruttando le opportunità che esso ci offre. Far rivivere paesi deserti, lavorare i tanti campi abbandonati, riprendere lavori di artigianato darebbero dignità e una vita serena a tante persone disperate.

    RispondiElimina
  23. come sono andate le cose? Cosa sta dietro la notizia che, di recente, ha fatto il giro del mondo destando curiosità e incredulità? Tutto iniziò casualmente nel 1998 quando una barca di rifugiati curdi approdò sulla spiaggia di fronte al borgo. Domenico Lucano, allora insegnante, ebbe l’idea di offrire delle abitazioni abbandonate dagli abitanti ai nuovi arrivati oltre a proporre loro corsi di formazione per far loro imparare la lingua e un mestiere. Un’idea semplice ed efficace. E’ così che il paese calabrese è riuscito nella duplice impresa di dare ospitalità a rifugiati, immigrati irregolari con diritto di asilo e di creare laboratori artigianali che diano lavoro a stranieri ed italiani, oltre a mantenere in vita importanti servizi sociali come la scuola, salvata proprio dai piccoli nuovi arrivati.
    Queste sono persone che, una volta tanto, mi fanno sentire orgogliosa di essere Italiana.

    RispondiElimina
  24. Certamente che esiste un altro nodo di agire! Un plauso a questo sindaco e agli abitanti di Riace in primis, perché se non c'è la volontà dei cittadini, l'accoglienza va a farsi benedire. Ce ne fossero tanti sindaci e cittadini come quelli di Riace. Sinceramente ho un ricordo non tanto positivo sui calabresi, non so se sono capitata male io, molto chiusi e diffidenti verso il forestiero infatti io dal profondo nord,me ne andavo nel profondo sud in vacanza .... più forestiero di così!!! Al di là di questo, io penso che se ogni paese che ospita degli immigrati si dessero da fare .... aiutandoli ed insegnandogli a fare qualcosa di utile per la comunità dove vivono in collaborazione con il comune, l'integrazione arriva da sé. Nel mio paese sono arrivati in grandissima parte giovani, molto giovani. Ci sono, vengono pagati, utilizziamo la loro forza, la loro gioventù per qualcosa di sociale!

    RispondiElimina
  25. Marisa Bignardelli6 aprile 2016 21:28

    Apprezzabile articolo e iniziativa lodevole di quest’acuto e lungimirante sindaco. Riace si era spopolata ed era moribonda per l’emigrazione e si è ripopolata con l’immigrazione Parliamo tanto d’immigrazione e dei vari problemi che sta dando, ma per noi italiani l’emigrazione fa parte della nostra storia e i parallelismi sono sorprendenti. Il fenomeno dell’emigrazione, in Italia ha coinvolto milioni di persone e il flusso è stato diverso per aree geografiche e sociali ma anche per le destinazioni. Solo tra il 1876/1900 Interessò 5 milioni di persone. Partivano con imbarcazioni, spesso di fortuna che non di rado affondavano. Famoso il naufragio della Sirio. La canzone popolare “Mamma mia dammi cento lire” ricorda proprio una giovane morta in un naufragio. I nostri emigranti lavorarono per l’arricchimento e lo sviluppo dei luoghi, dove arrivavano. Costruivano strade, palazzi, ferrovie, estraevano il carbone dalle miniere. Molti paesi li ricercavano, perché avevano bisogno di braccia. Altri, quando diventarono troppi, li respingevano. La loro vita è stata difficile e dura. Il governo italiano pensò più ai profitti che alla tutela di questa povera gente e. Gli immigrati di oggi non hanno nessuno, solo la loro disperazione. Come hanno fatto i nostri emigranti, s’integreranno col tempo e con iniziative di civiltà e buon senso e il buon senso non esclude la prudenza. Vorrei concludere con ciò che ha detto Enzo Liguoro “Li chiamano migranti, clandestini, profughi, terroristi, stranieri, extracomunitari.
    Per me ogni padre ed ogni madre alla ricerca di un futuro migliore per i propri figli, si chiama eroe."
    (Enzo Liguoro)

    RispondiElimina
  26. Liliana Olivieri6 aprile 2016 23:14

    Come sempre hai scritto un articolo che è accessibile e soprattutto compreso da chiunque voglia essere informato. E dopo questa sviolinata, passo a commentare l'iniziativa più che lodevole del sindaco di questo paese che mi è noto perché sono sposata a un calabrese. Questa iniziativa dovrebbero attuarla in tutti quei centri a bassa densità di popolazione, non solo perché molti emigrano, ma anche perché da anni in Italia la natalità si è ridotta in modo problematico e si rischia di avere tra qualche anno più gente anziana e non in grado di lavorare e produrre, che persone in grado di lavorare. Questo sindaco è l'esempio che se si pensa al.bene della collettività e non al problema dello straniero, un luogo può crescere e non essere un deposito di persone che per necessità sono fuggite dalle loro terre.

    RispondiElimina
  27. Il sindaco di RIACE ha fatto quello che ha fatto perchè aveva il paese vuoto, cioè, aveva un intero paese a disposizione, mancavano gli abitasnti.
    Di fronte a quel folto gruppo di migtanti l'idea di far ripopolare i quartieri vuoti penso che sarebbe venuta anche ad altri sindaci nelle stesse condizioni. Insomma, una lodevole iniziativa finita bene anche perchè quelli erano curdi e si sa che questo popolo è sempre stato tollerante in fatto di religione, usi e costumi.
    Avrei voluto vedere se al loro posto ci fossero stati questi musulmani che vengono in Europa con la fissazione di compiere attentati e di uccidere gli "infedeli". Vorrei proprio vedere se si sarebbero integrati.

    RispondiElimina
  28. Notizia che già circolava da qualche giorno ma che il ns direttore ha reso più importante sottolineando punti importanti forse alcuni meno noti
    Tutto giusto, esempio che si può possibilmente ripetere in altre zone Tuttavia trovo che in tutti i commenti una cosa non viene messa in evidenza che la massa degli immigranti irregolari provenienti dal Nord Africa e dall’Africa sub sahariana non hanno ragione di venire Sarebbe quindi assolutamente necessario un rimpatrio rapido nei loro paesi d’origine che potrebbe servire anche come deterrente in futuro Purtroppo il Vaticano il buonismo ipocrita di una certa parte degli italiani a cui aggiungerei l’incapacità dei giudici a far rispettare le ns leggi non aiuta e fa passare in secondo piano quanto di bello si è fatto e si sta facendo in Riace

    RispondiElimina
  29. Caro Direttore, in tutta coscienza devo complimentarmi per il servizio, soprattutto perché hai avuto il coraggio e la forza di uscire dal solito coro sull’immigrazione, dalla xenofobia di una destra fascista ai difensori del multiculturalismo comunitario. Come hai saputo mettere bene in evidenza, esiste una terza via, forse la più intelligente: l’utilizzo di questo popolo, ormai senza una patria per la ripopolazione di alcune nostre zone condannate, per vari motivi, all’abbandono ed alla desertificazione. Alcune stime ci fanno notare che in Italia i paesi, cosiddetti fantasma, sono circa un migliaio, escludendo i piccoli borghi, altrimenti le zone da ripopolare salirebbero ad oltre seimila. Potrebbe sembrare eccessiva questa stima, ma reputo corretto includere quei piccoli comuni, addirittura con una popolazione di poche o qualche centinaio di abitanti. Un fenomeno tangibile, visibile, l’abbandono e la desertificazione di paesi specie di montagna o lontani da centri urbani significativi, frutto dell’incedere della storia nei territori, dove ogni luogo (fatto di natura, artificio umano, accadimenti storici) può essere oggettivamente destinato all’abbandono. Ma la cosa non è rassicurante, la rassegnazione all’abbandono denota incapacità di trasformarsi, un declino culturale, economico, ambientale, sociale, ma soprattutto urbano. Tentiamo, nell’individuare in questo post geografie dei luoghi, cause dell’abbandono, effetti, di dare spunti per un ritorno alla vita di paesi ora desolatamente vuoti di giovani, bambini, il più delle volte ci sono solo pochi anziani, senza persone che ci vivono, lavorano, vivono. Perciò, caro direttore, reputo apprezzabilissimo il concetto espresso dal sindaco di Riace, Domenico Lucano di “riempire gli spazi vuoti”, augurandomi nel contempo che venga preso in considerazione dal governo del paese.

    RispondiElimina