giovedì 3 marzo 2016

Sanità. Cittadini costretti a rinunciare alle terapie

Lorenzin MInistra Salutedi Stefania Sardisco - La sanità costa allo Stato circa 110 miliardi all'anno. Una cifra enorme che fa gola, ovviamente, a tutti i partiti.

infermieri E spesso le cronache sanitarie diventano cronache giudiziarie... Ma chi verifica tutto questo? il problema fondamentale è proprio quello dei controlli nelle ASL, perché sono affidate agli stessi politici che hanno nominato i vertici e di fatto le governano. In Lombardia, per esempio, hanno arrestato dirigenti di ospedale perché si fregavano 1 milione di rimborsi non dovuti, pagati naturalmente dalla regione.

2014527162545dlC'erano cartelle truccate, visite private fatturate due volte, pazienti ricoverati inutilmente perché gli dicevano "cosi lei paga solo il ticket altrimenti deve pagare tutto". E continuavano a occupare posti letto soltanto per incassare i rimborsi. Signore sottoposte a interventi di chirurgia plastica spacciati come una operazione antitumorale o addirittura per rimuovere una "giganstomastia". Risultato: l'ospedale rimborsava anche 30 volte il dovuto mentre nella cassaforte del dirigente arrestato sono stati trovati Rolex d'oro e migliaia di euro in contanti. Negli ospedali pubblici, nel contempo, manca tutto sempre di più. Con la scusa degli accorpamenti e del risparmio a tutti i costi interi reparti vengono chiusi, riducendo così i posti letto. In questo modo si riempiono i corridoi di barelle.

infermieri-stress-364x245Gli operatori sanitari sono sfruttati al massimo. Manca il personale perché c'è il blocco delle assunzioni e, in particolare per gli infermieri, c’è una generazione che invecchia e non riesce più a star dietro all’incremento del lavoro. Sono stati aboliti i part time e i rinnovi dei contratti mancano da anni e lo stipendio è rimasto ai minimi termini.

Infermieri sotto stressBloccate anche le mobilità, l’aspettativa è a discrezione dell’azienda e l’esclusività del rapporto di lavoro è applicata con rigidità. Il blocco delle assunzioni costringe i lavoratori e infermieri a turni massacranti fino a 16 ore al giorno. E nel giorno libero hanno addirittura l'obbligo di reperibilità, tenuti a guinzaglio corto persino nei giorni di riposo.

I turni vengono organizzati con sei mesi di anticipo cosicché le eventuali esigenze devono essere programmate mesi prima... in pratica bisogna prevedere da qui a sei mesi se quel dato giorno può essere necessario restare a casa. Il personale, insomma, ostaggio di aziende che rischiano di fallire sulle spalle degli operatori sanitari e a spese dei cittadini.

cardarelli-barelle 1Le emergenze sono continue, barelle in corsia, stanze sovraffollate e pazienti parcheggiati lungo i corridoi. Ad Alghero i Nas hanno riscontrato ospedali in condizioni da "lager". Stesso scenario all'ospedale Cardarelli di Napoli, all'ospedale Di Venere a Bari, e in molti ospedali pubblici. E allora, dove finiscono questi 110 miliardi di euro all'anno? dove sono i controlli? I cittadini devono sapere che la loro stessa salute è a rischio. Un cittadino su tre rinuncia alle terapie per colpa dei costi troppo alti dei ticket cresciuti del 20% negli ultimi anni. Esasperati dalla crisi e con sempre meno soldi in tasca rinunciano alle cure.

L'intento, probabilmente, è quello di privatizzare gli enti pubblici che a causa della corruzione e della speculazione hanno contribuito ad aumentare il debito pubblico e la pressione fiscale. E, come ben sappiamo, l’eccessiva incidenza delle tasse ricade sulle aziende sane, mentre il debito pubblico ricade sulle generazioni future che non ne hanno colpa.

I cittadini, intanto, devono continuare a pagare le tasse per mantenere in piedi aziende fallite e una classe dirigente perdente che ha creato danno a tutti, soprattutto ai più deboli della società.

WCENTER 0WFFDBQFKL NOMEORIG IMGCHGIL -  05311623 FOTO WEBSERVER - img27689 - nuovo pronto soccorso ospedale silvestrini perugia  -     -  MARCO GIUGLIARELLIIl Sistema Sanitario Nazionale italiano è sempre stato un servizio di buon livello con quasi nulla da invidiare a quello delle altre nazioni. C’è purtroppo enorme differenza tra regione e regione e ancora oggi, infatti, continuano i tristi viaggi della speranza. Il livello qualitativo, spesso d’eccellenza, è a macchia di leopardo.

Le ingenti risorse pubbliche devono, quindi, essere spese con onestà e correttezza salvaguardando il personale che non può essere sfruttato oltre i limiti umani. Si facciano le assunzioni necessarie e si distribuiscano le risorse secondo le esigenze dei territori e nel pieno rispetto dei bisogni e dell’uguaglianza tra cittadini.  


Stefania Sardisco
Alessandria
03 Febbraio 2016

45 commenti:

  1. Già. Triste storia che dura da decenni.
    Uno dei tanti aspetti del sistema partitocratico.
    I partiti collocano propri rappresentanti tanto al vertice politico amministrativo regionale quanto a dirigere le ASL.
    Ovunque vi sia un fiume di denaro da controllare ci sono uomini di partito scelti in modo opaco, senza trasparenza e democrazia.

    Non è solo una questione di medicinali, visite specialistiche, ricoveri... c'è anche l'acquisto di macchinari, la manutenzione, le pulizie, la lavanderia, la mensa... gli approvvigionamenti di ogni tipo.
    Denaro, denaro, denaro.

    Basterebbe separare l'indirizzo politico amministrativo dalla gestione, ovvero estromettere i partiti dalla gestione della Sanità e già avremmo un bel risultato.

    Poi, costituire dei Comitati popolari di controllo della gestione.
    Comitati costituiti da persone scelte con sorteggio tra i cittadini, i medici, i docenti, i ricercatori... che si autocandidano alla carica e le cui nomine siano verificate dal TAR in base a un preciso disciplinare.
    I Comitati di controllo dovranno verificare le candidature dei direttori sanitari, i criteri di affidamento degli incarichi dirigenziali, degli appalti e delle forniture.

    In breve, occorre commisariare la gestione partitica e dare potere di controllo al Popolo in nome del quale i servizi dovrebbero essere gestiti e garantiti.
    In fondo, sono nostri quei 110 miliardi di cui ci racconta Stefania.

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  2. La sanità privata non deve ricevere dallo Stato neanche un euro.I poveri hanno diritto a cure mediche gratuite; basta
    estromettere i partiti dalla gestione della Sanità

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  3. Giuseppe Vullo3 marzo 2016 23:22

    Articolo interessante di una sempre più brillante Stefania Sardisco, il cui cognome mi ricorda Un impiegato della mia asl originario di Monreale. Ma sono troppo stanco e mi manca la lucidità necessaria...perciò ci penserò domani...buona notte !

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  4. Io posso dire che sono una fortunata? Operata di tumore al seno nel 1998, ho fatto annualmente tutti i miei controlli e visite fino ad arrivare ad oggi, che l'appuntamento te lo fissa direttamente il reparto di radiologia per l'anno dopo. Una cosa bella, importante di aiuto, infatti non devo più rivolgermi al medico curante per l'impegnativa quindi telefonare al CUP per l'appuntamento ..... ce l'ho già. So già quando dovrò andare e in più la ASL mi ricorda tramite sms il mio appuntamento. Se da un lato funziona, dall'altro meno, infatti evo dire che in passato ho denunciato l'ospedale per una negligenza abbastanza importante che ha subito mia figlia ..... sono passati 8 anni e ancora devono rispondere. I medici che sbagliano non vengono mai toccati, però chi subisce, subisce e basta .... mi sono sentita dire che purtroppo per mancanza di personale non sono potuti intervenire nell'immediato lasciandola tutta la notte con un amorragia..... due facce della sanità pubblica.

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  5. stefi, condividi in toto, ottimo articolo....

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  6. Sicilia docet! Non dimentichiamo che il presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro è stato preso con le mani nella marmellata della sanità siciliana ed è stato condannato a sette anni di galera.

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  7. Giuseppe Vullo4 marzo 2016 07:21

    Stefania complimenti perchè hai scritto di un argomento che colpisce la carne viva dei cittadini. Uno stato può dirsi civile quando riesce ad assicurare salute ed istruzione a tutti i cittadini. Mi sono laureato in medicina nel 1977 , mi sono abilitato nel gennaio 78, la legge 833 che istituiva il servizio sanitario nazionale. Ovvero sanità universale e gratuita per tutti. Ho avuto perciò la fortuna di vedere e capire la differenza tra la sanità privata, non a carico della fiscalità generale, le varie casse mutualistiche per catogorie lavorative, es. inadel, enpdep, artigiani, commercianti, naviganti, enel, inps. Insomma una giungla normativa e differenti coperture sanitarie. Le mutue più ricche erogavano prstazioni sanitarie più ricche, le mutue più povere prestazioni più povere. Per i cittadini poverissimi e senza alcuna assicurazione sanitaria porvvedeva lo stato e tramite i comuni venne istituita la figura leggendaria del medico condotto, dove anche i poveri ricevevano un minimo di assistenza sanitaria. Io stesso da giovane medico ho avuto la fortuna nel gennaio 1978, di avere l'incarico di "medico condotto " in un'isola disagiata, abbandonata e dispersa in mezzo al mare, la più piccola delle pelagie "Linosa ", 400 abitanti a 10 ore di mare da porto empedocle, a 2 ore da Lampedusa, senza porto ed aereo porto, sull'isola io sono sbarcato insieme agli indigeni con la barca a remi. Ero giovane, 26 anni, e non sapevo neanche dove si trovasse questo sputo di terra di origine vulcanica, in mezzo al mediterraneo. Infatti l'isola aveva ed ha un diametro di 3 km. A 26 anni mi trovai sulle spalle una grandissima responsabilità, ovvero di essere una delle massime autorità dell'isola, insieme al brigadiere , al prete, ed al delegato sindaco di lampedusa, in quanto linosa frazione di lampedusa. Ma oltre che medico condotto sulla mia figura confluiva anche il ruolo di farmacista e veterinario e poiche non esisteva ancora la guardia medica e niente altro io ero tutto...pediatra, ginecologo, dentista, dematologo, anestesista etc. ricordo anche che allora condivideo il mio destino di isolano, isolato, con i confinati mafiosi che allora scontavano e bivaccavano guardando il mare, mentre io che avevo lo stipendio e la casa-ambulatorio del comune, mi studiavo le evntuali emergenze a cui l'università non mi aveva preparato e/o non avevo i mezzi sul luogo per una urgenza-emergenza si doveva andare ad agrigento-porto-empedocle, come detto 10 ore di mare...in quei casi potevo chiamare l'elicottero della polizia di augusta a 4 ore di volo da noi. Insomma mi sono perso in questo ricordo personale e significativo del pre SSN...continua

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    1. Grazie! mia sorella è coinvolta in tutto questo. E' un'infermiera professionale da anni. I turni sono massacranti e lei non ce la fa piu. Ha preso un attestato in psicologia un anno fa e adesso sta studiando l'ipnosi. Ma tutto questo non le servirà perchè se lavori per un ospedale pubblico APPARTIENI ALLO STATO e fare un'attività al di fuori dell'ospedale sarebbe conflitto d'interessi!!!!!!!!! è allucinante.....

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  8. Stefania ha fatto una puntuale analisi della precaria situazione sanitaria e Sergio ha trovato una soluzione in un coinvolgimento popolare e l'estromissione dei partiti dalla gestione. Io penso che non basti tutto ciò, ci vorrebbe una presa di coscienza del popolo; e questa può avvenire se ci si scrolla di dosso il triste torpore della rassegnazione e si pretenda dallo Stato una seria, onesta riorganizzazione con pene pecuniarie e detentive esemplari. Forse non ci siamo capiti! La corruzione si è incancrenita, è entrata nei gangli delle Istituzioni, ha contaminato la famiglia e l'uomo ne è pregno. Il danno apocalittico socioculturale che si è concluso mirabilmente con il disonorevole ed ex cavaliere Berlusca non è più recuperabile. Ci potrebbe volere un secolo, senza certezza di riuscita, con un pressing culturale ed educativo, per sperare in un risanamento. Si può aspettare? No! ...ed allora adoperiamo quello che il nostro ipocrita pietismo ha messo da parte: una sferzata cocente di semplici leggi, ispezioni che non danno tregua e pene detentive e pecuniarie che dovrebbero fare epoca. La Scuola e la sanità sono due appuntamenti mancati per il premier tosco, oltre alla corruzione ed alla mafia. Se non si riescono a risolvere questi problemi questa non si può definire una società civile e tutti hanno il diritto a non riconoscere uno Stato di tal guisa.

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    1. grazie! è un argomento che mi sta particolarmente a cuore

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  9. Brava Stefania, era necessario parlarne e farlo in modo così particolareggiato. In tutto questo, quello che mi sconcerta davvero, non sono tanto le magagne che di tanto in tanto vengono messe in evidenza e la sistematica sottrazione di servizi ai cittadini, da questi profumatamente pagati, attraverso le tasse e neppure gli arresti continui, ma il fatto che tutto questo è risaputo da anni a tutti i livelli, dai dirigenti dei vari settori, a salire fino ai ministri che via via si alternano, senza che nessuno si adoperi per cambiare le cose. Il "sistema" creato ad hoc e ben radicato, è conosciuto e sfruttato da anni da politici e compiacenti dirigenti, complici di multinazionali farmaceutiche . Ad ogni azione della magistratura si fa finta di intervenire senza poi cambiare nulla, se non tagliando servizi e strutture. Oggi è la sanità a far parlare di se, ma il sistema è ugualmente strutturato in tutti gli altri settori, come la scuola, l'agricoltura, il lavoro, ed altri e persino nella magistratura. Fino a quando non
    capiremo che ad essere marcio è tutto il quadro politico di questo paese con i suoi rappresentanti e continueremo colpevolmente a sostenerli, non ne usciremo mai. Anzi, al peggio non ci sarà mai fine.

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    1. grazie Giovanni, il tuo parere, data la stima che ho nei tuoi confronti, è importante per me

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  10. Michele Maniscalco4 marzo 2016 10:07

    Non facciamo di tutta l'erba un fascio. Ci sono regioni dove c'è l'eccellenza. Perché queste differenze? Attenzione, dove c'è l'eccellenza non spendono di più rispetto allo regioni dove c'è lo sfascio.

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    1. Fausto Faldetta4 marzo 2016 20:35

      Esattamente come dice Michele...mi pare comu u riscursu delle rate dei mutui...come se oggi, non pagando 4/5 rate di mutuo, la banca non intenta l'azione legale per il recupero che, poi, può diventare una vendita coatta dell'immobile. Ora il limite è fissato in 18 rate...c'è da capire se il Movimento grillista farà si che, stipulato, un mutuo poi non lo si paghi...perchè mi converto al grillettismo domani mattina...lo stesso vale per il canone Rai...

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  11. Purtroppo sto vivendo questi giorni in un ospice, a Vittorio veneto, in provincia di Treviso. Sto assistendo mia moglie, che da oltre un anno sta combattendo contro un tumore ai polmoni. L'articolo di Stefania, mi ha fatto fare questa riflessione: Se a mia moglie fossero state fatte le "cure" che Stefania in generale descrive, probabilmente, pur essendo un non violento, sarei ricorso alla forza.
    Invece devo descrivere una sanità che in Veneto funziona molto bene. Le cure dei medici, di tutti i medici, che hanno seguito mia moglie sono state fatte con competenza, passione, ed oserei dire, con amore. Anche ora che il momento crucciale, purtroppo sta arrivando, è stata ricoverata in una struttura dove si può finire la propria vita con dignità. Il personale è premuroso

















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    1. Insomma, volevo dire che la sanità im veneto funziona. Io non sono affine al potere, ms se gli amministratori, ancorché leghisti, amministrano bene, bisogna dargliene atto. Anzi, è dovere di tutti noi distinguere i ladri dai buoni amministratori. La politica può essere fatta anche da persone oneste. Non è vietato.

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    2. Non ho molto altro da aggiungere, se non che le ruberie nella sanità sono frequenti ed indecorose. Nessuna ruberia può trovare giustificazione, ma quelle a discapito dei malati sono le più abbiette. Questi ladri Dante li avrebbe collocati in nuovo cerchio dell'inferno. Uno ancora peggio di quelli già esistenti nella sua grandiosa Divina Commedia.

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  12. Non sono riuscito a finire..
    . Riprenderò più tardi.

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  13. Giacomo Alfano4 marzo 2016 13:21

    Penso che bisognerebbe togliere la sanità alle singole regioni ...utilizzare le esperienze delle regioni più virtuosi in termini di spesa e qualità del servizio al cittadino ed applicare le stesse cose su tutto il territorio nazionale ...purtroppo in alcune regioni costa molto di più delle altre e i cittadini molto spesso devono correre dal privato che magari è lo stesso che opera nella struttura pubblica!!!

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  14. Si parla di sanità un argomento che tocca tutti, e dopo aver letto il commovente commento del Sig. Botteon è difficile commentare, è difficile pensare come gli interessi finanzari si possano intrecciare con la salute e la vita degli uomini e come la politica e i singoli partiti possano gestire un servizio estremamente importante per i cittadini .
    Ma la cosa comunque che più colpisce quando ci si rivolge ai nostri medici è l'incompetenza di alcuni che si dichiarano anche professori, qualche anno fa, qui al Policlinico di Palermo mi è stato diagnosticato un tumore al surrene, ero sola quel giorno e un' equipe di medici davanti a una macchina ecografica giocavano a indovina indovinello, su chi scopriva più cose alla fine il professore più delicato mi ha detto :eh si questo è un bel tumore e si auguri che non ci siano già le metastasi !Così sono i nostri medici!E da lì il mio calvario per ben sei mesi,ero pronta per l'intervento volo a Milano e lì scopro che era un errore.
    Non li ho mai denunciati ero troppo felice e volevo chiudere completamente con
    quei medici.
    In alcuni dei nostri medici manca professionalità, competenza, cortesia, serietà che dovrebbero essere invece caratteristiche normali di tutti gli operatori sanitari.

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  15. Salvatore G. B. Grimaldi4 marzo 2016 13:25

    Quello che manca, oltre al tutto per gli operatori, sono i farmaci e le strumentazioni adeguate, per svolgere al meglio le loro funzioni, con turni devastanti per chiunque. E' logico che chi investe in cliniche private fa di tutto per distruggere la funzione pubblica, ma quando si è in certi ruoli s'è passibile di abuso d'ufficio. Poggiolini De Lorenzo docet.

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  16. Mario Cecchini4 marzo 2016 13:27

    Il marcio sta nel fatto che la Sanità non è più un servizio essenziale per il Cittadino, ma è diventata un'Azienda. Come tutte le Aziende deve produrre Utili. Inoltre un'Azienda che fa affari con fornitori vari e Aziende Farmaceutiche non sempre Etiche, ma facili a rapporti con la Sanità Pubblica attraverso l' intrallazzo. Infatti negli ultimi anni a finire in Tribunale, sono stati i vari A.D. sia della fornitura di servizi, sia di Politici compiacenti. La Spending Review nella Sanità risulta impossibile, quando le malattie dell'Utenza, diventano la tetta dalla quale succhiano i Politici, che si dedicano all'intrallazzo e il malaffare. Ha ragione Gino Strada, quando dice che la Salute Pubblica accessibile a tutti, deve essere il traguardo primario. Un traguardo da raggiungere, da un qualsiasi Governo Civile. E questo è un obbiettivo (lo avevamo e lo abbiamo perduto) che in Italia deve essere ancora riconquistato...

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  17. Claudia Chiavini4 marzo 2016 13:32

    Avevamo una fra le migliori sanità d'Europa è stata smantellata nel nome delle privatizzazioni. L'idea che tutto ciò che è privato è più efficiente è passata come una verità assoluta. Si è trattato il paziente come il cliente. Chi si opponeva a questa visione delle cose veniva considerato un'idealista ed un inconcludente. Chi doveva garantire controlli faceva accordi più o meno oscuri. Questo in sintesi è quello che è successo in questi ultimi trent'anni, e chi ci rimette sono come sempre i più deboli.

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  18. antonella albertini4 marzo 2016 15:38

    Il Sistema Sanitario Nazionale italiano é, nonostante tutto, uno dei migliori a livello europeo perché garantisce servizi a tutti, italiani e stranieri; considera la prevenzione un'arma indispensabile ( pensiamo al pap-test o alla mammografia gratuite dove vengono chiamate a casa tutte le donne che appartengono alla fascia di età a rischio). Sicuramente si può fare di più é meglio, ma ricordiamoci sempre che esistono paesi come la civile America dove solo chi è ricco si può curare. La signora Sardisco ha scritto il solito articolo disfattista e pochissimo informato. In Italia la Sanità é gestita dalle regioni ed esistono regioni virtuose e regioni per niente virtuose. Vivo in Umbria che appartiene alla prima categoria per servizi offerti e costo del sistema sanitario. Da anni l'assistenza ospedaliera é stata razionalizzata chiudendo ospedali piccoli e costruendone di nuovi e più grandi; la spesa farmaceutica é giustamente monitorata perché non ci possiamo più permettere di spendere in modo irrazionale.La Lombardia appartiene alla seconda categoria perché, anziché potenziare il pubblico, ha permesso la convenzione a tantissime strutture private. Lo sa perché, signora Sardisco, in Lombardia c'è la più alta percentuale di ricorsi al parto cesareo? Perché vengono eseguiti nelle cliniche private e lo Stato rimborsa. Il Veneto é una Regione che ha un'ottima sanità pubblica, come ha scritto Mario Botteon ed ha delle vere eccellenze a livello europeo in molti campi della medicina. Le regioni dove la Sanità non funziona prendano esempio dalle altre, che esistono e come!!! Mai generalizzare. Mi risulta che il personale sanitario pubblico non possa più fare straordinari, quindi i turni massacranti di cui lei parla non so dove siano.

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    1. Signora Albertini, i casi che lei cita si contano sulle dita di una sola mano. In meridione nulla funziona. E al nord non va molto meglio dato che per gli infermieri non è piu possibile chiedere un part time dato il blocco delle assunzioni (vedi ospedale Molinette di Torino). I turni sono massacranti, si parla dalle 16 alle 18 ore! è assurdo. E durante il giorno libero devono essere reperibili quindi impossibilitati ad allontanarsi. L'ultimo taglio fatto alla sanità è una vergogna infinita. Una serie di esami indispensabili sono stati tolti (se non a pagamento, ovvio...) Ad agosto 2015 il DEF di 780 pagine di cui 10 dedicate alla sanità per tagliare 2 miliardi e mezzo! perchè questo governo ha deciso che la sanità è il luogo dove bisogna tagliare nonostante i cittadini, la sanità, la paghino! e la pagano cara. Perchè ricordo che in molte regioni italiane i cittadini pagano l'aliquota massima dell'irpef per avere i servizi sanitari. I 2 miliardi e mezzo sono stati tagliati con un atto di ipocrisia mostruoso perchè le ricordo che la sanità in legge di stabilità è stata finanziata! ed è stata finanziata per ben 112 miliardi. Dopo due mesi si riuniscono il ministro lorenzin va in conferenza e dice "no signori, qui dobbiamo tagliare"! e le regioni tagliano. Eppure la sanità non è la voce di costo piu importante! perchè su una spesa pubblica di oltre 800 miliardi, si spendono per la sanità poco piu di 100 miliardi ossia mano di tutti gli altri Paesi Europei (Grecia a parte). Emergency ha aperto gli ambulatori anche in italia perchè i cittadini non riescono ad accedere al diritto alla salute. L'italia, per le stime della Corte dei Conti, ha un costo della corruzione altissimo computato in ben 60 miliardi! e questa io la chiamo o ignoranza o incapacità oppure totale malafede. Detto questo voglio anche ricordare che noi non siamo, appunto, l'america che ha una tassazione al 18%! cioè se noi paghiamo delle tasse per dei servizi pubblici, questi servizi DEVONO essere dati! perchè non è che noi cittadini dobbiamo pagare le tasse perchè i "lorsignori" fanno debito e non sono in grado di aumentare il PIL perchè non hanno una politica economica seria. Allora la sanità se è pagata DEVE rimanere pubblica! se no che si tolga la tassazione al 40% e la si porti al 18%! A me questi politici che parlano di privatizzare con i miei soldi, da cittadina, mi sono scocciata! siamo tassati per avere i servizi pubblici? e allora che ci vengano dati sti servizi!Il governo, ad agosto, ha tagliato 180 prestazioni diagnostiche diventano a pagamento per tutti. Coinvolte visite di odontoiatria, genetica, allergologia, tac e dialisi! consultazioni diagnostiche che sono diventate a pagamento per tutti, anche per le categoria più disagiate! questo è mostruoso oltre che assurdo.

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    2. L'argomento diventa sempre più scottante. Materiali sanitari sempre più scadenti, acquistati con gare di appalto le cui strategie di scelta sono ambigue. Prestazioni ospedaliere importanti, sebbene non urgentissime, attive solo in settimana, in modo che se il cittadino sta male di venerdì sera, dovrà aspettare lunedì prima di sottoporsi ad alcuni esami specifici. Nel frattempo la patologia avanza e lo fa anche quando si è in liste di attesa lunghe talmente tanto, da indurre il cittadino a pagarsi privatamente la consulenza.
      Bella la realtà dell Umbria. Ma sarebbe istruttivo vedere dal vivo anche altre realtà come ad esempio quella piemontese. Conosco personalmente un'infermiera in una struttura pubblica universitaria. Ricoverano pazienti in mezzo ai corridoi! In oltre, rispetto all argomento degli straordinari, chi l ha detto che gli ospedali non pagano le ore in più lavorate dagli infermieri? Le ore lavorate oltre a quelle previste vengono stipendiate in in più con una percentuale che dipende dalla fascia oraria. Ma solo il 50% di queste ore verrà pagato. Il resto è calcolato nel monte ore che noi infermieri maturiamo per stare a casa con riposi compensativi quando è possibile. Ora so che l Umbria funziona ma prima di dare attributi a chi descrive altre realtà, occorrerebbe conoscerle.

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    3. antonella albertini4 marzo 2016 21:21

      In tutto questo suo discorso sconnesso credo si voglia riferire agli ultimi tagli sulle prestazioni effettuate dal ministro Lorenzin . Vorrei ricordarle che i medici hanno facoltà di decisione insindacabile, perché se si ritiene necessario fare effettuare un dato esame al paziente lo può richiedere tranquillamente. I famosi tagli vanno a farsi benedire. Lei sostiene che le classi disagiate non hanno accesso alle prestazioni sanitarie. Strano, abbiamo tutti a disposizione per 12 ore al giorno del proprio medico di famiglia, per altre 12 ore di notte della guardia medica; l'accesso alle prestazioni specialistiche é gratuito per disoccupati, malati cronici, anziani con basso reddito, invalidi civili o di servizio. Non tutti i paesi danno queste garanzie. Ho parlato dell'Umbria perché ci vivo e opero nel comparto sanità, quindi conosco bene il livello e la qualità; Non solo l'Umbria può vantare un buon livello di servizi sanitari: posso portarle l'esempio delle Marche dove vivono i miei genitori. Mio padre un mese fa é caduto riportando una piccola frattura in una vertebra lombare. Attualmente è ricoverato nella Casa della Salute ( non so se lei sa cosa sia), servizio pubblico ricavato in un ospedale dove sono accolti gli assistiti che hanno necessità di assistenza medica, fisioterapia e riabilitazione. Questa struttura evita il ricovero in ospedale, ma garantisce assistenza gratuita per due mesi. Sono rimasta molto soddisfatta sia del servizio di assistenza sia della qualità della struttura. In queste case della Salute, di nuova istituzione in base alle ultimi indirizzi, i medici di famiglia collaborano con i medici ospedalieri nella gestione del malato. Signora Sardisco, le sembra tutto da buttare via?

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    4. Signora Albertini, l'articolo parlava della mala gestione degli ospedali, della corruzione! i dati che lei definisce sconnessi sono i dati reali. Lei sà cosa sono?

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    5. antonella albertini5 marzo 2016 13:32

      Le rispondo come Totò con i qualunquisti....ma mi faccia il piacere. ...

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    6. si...........s'informi, si convinca!
      saluti.

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    7. si...........s'informi, si convinca!
      saluti.

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  19. La spesa sanitaria pubblica italiana risulta inferiore a quella dei principali paesi europei: poco meno di 2.500 dollari pro capite nel 2012 (in parità di potere d'acquisto) a fronte degli oltre 3.000 spesi in Francia e Germania.

    >> Nel 2012 le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,8 per cento, in calo di oltre due punti percentuali rispetto al 2001.

    Nonostante tutto continuano i tagli in questo settore. Un esempio. per una R.M alla testa, sono stati chiesti 6 mesi di lista attesa, clinica privata... telefonato la mattina alle 9, alle 11 dello stesso giorno era già stata praticata ed elaborata. Costo 500€.
    Credo non ci sia altro da aggiungere, forse che vivo a Genova e non nel profondo sud,ma solo per la precisione, perchè potrei vivere in ogni città, regione italiana, che sarebbe la stessa cosa.

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    1. antonella albertini4 marzo 2016 19:46

      Il medico può scegliere fra quattro priorità nella formulazione della prestazione specialistica; ciò permette di evitare tempi lunghi per chi non può attendere

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    2. in Calabria si muore, in Sicilia è morta una neonata cercando un ospedale "libero" che potesse ricoverarla! i casi sono a centinaia! Beata lei che vive in Umbria e beati i suoi genitori che vivono nelle Marche! Forse questo a lei basta per girare la testa dall'altra parte e non guardare che la sanità pubblica è al collasso! Ma legga unpò, s'informi! perchè potrebbe toccare anche lei e la coglierebbe alquanto impreparata.

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    3. antonella albertini5 marzo 2016 13:51

      Purtroppo i casi di mala sanità ci sono e sono gravissimi, ma sono generalmente causati dall'errore umano che è ineliminabile, in quanto l'essere umano non è infallibile. Inevitabilmente i mezzi di comunicazione di massa ne danno molta evidenza , come se questi episodi fossero la regola, invece rappresentano una percentuale infinitesimale.Per quanto riguarda la mia informazione la rassicuro, non si preoccupi per me perché lo faccio costantemente da sempre

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  20. Ho apprezzato il servizio della Stefania,oltre ad essere d’accordo con lei, l’intuito mi suggerisce che almeno su questo argomento dovremmo condividere le sue tesi. Di fronte ad un problema, quello della propria salute, che investe gli interessi dal primo sino all’ultimo italiano, la difesa della propria ideologia politica, dovrebbe esaurirsi e dissolversi come sale nell’oceano. Non solo ma dovrebbero esaurirsi anche quella stupida polemica innescata dalla “lega” tra il nord ed il sud. Le ultime scandalose vicende della sanità lombarda, dimostra, come afferma l’amica Stefania, che la “ Sanità” rappresenta ….”una cifra enorme che fa gola a tutti i partiti”. Credo sia superfluo spiegare la lunga serie di reati perpetrati ai danni del pubblico erario, perché già ampiamente dettagliati dalla brava articolista. Certamente a queste ruberie ha influito molto il processo di aziendalizzazione delle varie unità sanitarie locali in cui si assegna, alla stessa azienda, un’ampia facoltà di manovra oltre ad una progressiva autonomia. In sintesi come soggetto erogatore dei servizi sanitari rispetto all’ente territoriale da cui dipende, assume a tutti gli effetti le funzioni di operatore privato. A mio parere è qui che dovrebbe essere apportata una sostanziale riforma in quanto nel momento in cui le ASL si sono costituite in aziende possono perseguire i propri fini alla stessa stregua dell’imprenditore privato. Allo Stato, pare, che resta solo la funzione di mettere le mani al proprio portafoglio. Ma fin qui, cara Stefania il discorso sarebbe ancora del tutto riduttivo, se pensiamo che le aziende sanitarie locali possono assumere anche la gestione di attività e di servizi socio-assistenziali su delega dei singoli enti locali su cui gravano i corrispondenti oneri finanziari. A questo punto entra in gioco anche la politica contribuendo con il suo potere, ad incidere negativamente in un settore in cui non sono ammessi furti e privilegi. Nomine, da parte della politica, di alti funzionari, beneficiari di stipendi favolosi ma molto spesso scarsamente preparati ad una serie gestione aziendale. Comunque... complimenti cara Stefania.

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    1. grazie Franco! è una vergogna schifosissima! una di quelle vergogne che mi tolgono l'orgoglio di essere italiana

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  21. bell'articolo, ben documentato, avrei forse messo l'accento sul fatto che volutamente vengono creati disservizi nel pubblico per invocare l'intervento del privato, appropriarsi di risorse e strutture con buona pace della costituzione e del diritto alla cura

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  22. L'articolo di Stefania Sardisco è interessante. Il titolo " Sanità. Cittadini costretti a rinunciare alle terapie" ci invita a riflettere sul dramma di tantissime persone alle quali è precluso, per motivi economici, il ricorso al Servizio sanitario. Per oltre 40 anni ho prestato la mia attività lavorativa nel settore sanitario. Ho visto nascere il Servizio sanitario nazionale. Nel 1978 avevo maturato una decennale esperienza nell' I.N.A.M. La riforma sanitaria rappresentava la più grande conquista di tutti i tempi. I principi fondamentali del SSN si ispiravano all'art. 32 della Costituzione: principi di universalità, di uguaglianza e di globalità. Da un sistema mutualistico che assicurava solo l'assistenza ai soggetti ammalati si passava alla tutela della salute basata sull'educazione sanitaria del cittadino e della comunità. Questo passaggio doveva essere affidato ad una organizzazione di primo livello: il Distretto sanitario di base alla cui realizzazione dovevano concorrere tutti i soggetti sanitari di un determinato territorio. Gli interessi dei politici, l'assegnazione clientelare delle poltrone e la spartizione della torta delle ingenti risorse economiche snaturarono il processo riformatore. I costi sanitari diventavano incontrollabili e, non sempre erano finalizzati ad un miglioramento dei servizi. Erano e sono poche le regioni che offrono dei buoni servizi. Fu necessaria una seconda riforma attuata in due tempi, nel 1992 e nel 1993. Da quel momento ogni regione mise in moto un processo di controriforma creando tanti servizi sanitari. In Lombardia, le riforme varate rappresentano una continuità tra Formigoni e Maroni a favore della sanità privata, anche gli scandali sono analoghi. Quando si parla della spesa sanitaria viene fuori la parola magica: razionalizzare. Anziché eliminare le spese inutili si comprimono i servizi e a volte si aumentano i ticket. Molti cittadini non potendoli pagare rinunciano alle cure, viene calpestato il diritto costituzionale alla tutela della salute. Il nostro sistema sanitario è affetto dalla malattia dello scompenso territoriale, le zone di degrado vengono compensate con quelle di eccellenza. Compensare lo squilibrio territoriale e garantire identici servizi a tutti i cittadini sono i tasselli che mancano al completamento del processo riformatore. Alle proposte di interventi indicate nell'articolo aggiungo la questione dei ticket. Devono essere rivisti i limiti di reddito per essere esonerati dal pagamento dei ticket ed aboliti i super ticket legati al valore della ricetta, in Lombardia sono i più alti. Il ticket , per i soggetti non esenti, dovrebbe essere modulato in base al reddito. L'argomento sanità richiede tanta attenzione, il buon funzionamento del sistema oltre a garantire la salute dei cittadini rappresenta uno dei principali parametri per misurare la civiltà di uno Stato.

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    1. Lorenza la tua lucidità di espressione, mi piace, oltre che a soddisfare il mio desiderio di conoscenza in questo intricato "Servizio Nazionale" che continua imperterrito a succhiare risorse dallo Stato a dal povero cittadino bisognoso di adeguata assistenza. La legge 833 era nata su un principio totalmente differente da quello attuale in virtù di quell'articolo 32 della Costituzione. I Tickets che diventano sempre più gravosi come la stessa spesa farmaceutica. In un hanno bastano un paio di raffreddori per sparire una mensilità. E' proprio vero ... stavamo meglio quando stavamo peggio.

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  23. Armando Pupella4 marzo 2016 20:39

    ARIDATECE LE MUTUE ! E dire che una volta non si pagavano ticket sanitari, ma c'erano meno poltrone da mantenere, le Province erano di meno (errore eliminarle tutte per sostituirle con le città metropolitane NON ELETTIVE !), non c'erano i costosissimi consigli regionali ordinari; purtroppo esistevano già le regioni speciali. Comunque, per evitare sprechi, un ticket moderato sulle SOLE medicine va bene, esonerando dal pagamento disoccupati e meno abbienti
    Plurimae poltronae, carissima, inefficientissima, corruptissima res publica.
    Troppe poltrone superflue e / o in eccesso nel Parlamento Nazionale e dall'Etna alle Alpi

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  24. La Sanita' e' come entrare in un BUCO NERO spaziale che risucchia tutto quello che passa nelle vicinanze ..e' come gia' detto da altri un entrare nella carne viva della nazione Italia , nell'Italia in cui lo spreco il peculato il "FREGARE IL PROSSIMO " e' uno sport nazionale ..la Sanita' fa gola alla politica che dovrebbe tutelare i cittadini sopratutto nella Sanita ' ma poi vediamo la Lorenzin e ci cascano le braccia .mi fermo qua perche' nei post precedenti l'argomento e' stato dibattuto perfettamente ...

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