lunedì 4 gennaio 2016

RENZI, SCUDO UMANO DI GOVERNO E PARLAMENTO

Renzi o con me o controdi Maurizio Alesi - “Se perdo il referendum confermativo la mia esperienza politica sarà fallita”. Questa è l’ennesima sfida lanciata da Renzi, nel corso della conferenza stampa di fine anno alla Camera dei Deputati.
Si avvicina il voto finale sulle riforme costituzionali (la quarta lettura della legge è prevista alla Camera giorno 11 gennaio 2016) e lui, sicuro di sé e sprezzante del pericolo, gioca d’azzardo e alza il tiro contro i gufi che continuano a infastidirlo nella sua splendida azione di Governo.

L’esaltazione del suo ego raggiunge ormai livelli tali da consigliare l’intervento dei suoi spin doctors che ne curano l’immagine pubblica. Il motivo è legato alla sua totale estraneità alle regole e ai principi fondanti della nostra Costituzione. È convinto di essere chiamato ad occuparsi di tutto e di dover decidere su ogni ambito dello scibile umano, ignorando il principio sacro ed inviolabile della separazione dei poteri.

Par7536591Anche i ragazzini sanno che le leggi (specialmente se si tratta di leggi costituzionali) le approva il Parlamento e non il Governo. Il referendum confermativo, previsto per il prossimo ottobre, sulle predette riforme, riguarda quindi l’operato di Camera e Senato, sul quale i cittadini dovranno esprimersi per confermarle o respingerle. Palazzo Chigi e il presidente del Consiglio sono pertanto estranei al tema in argomento. Se è così perché Renzi invade un terreno non proprio e si intesta le riforme costituzionali come fossero provvedimenti del suo governo? La spiegazione è semplice e intuitiva. Con questo gesto plateale, quanto azzardato, delle dimissioni in caso di bocciatura intende chiamare alle armi tutti i suoi deputati e senatori avvertendoli che se va male si va tutti a casa (lo farà?).

Questa sua particolare mania per le riforme costituzionali, portate avanti con la qualificata compagnia del pluripregiudicato Verdini, i reduci berlusconiani e contro metà del suo partito, conferma la sua invasione di campo sul potere legislativo, esautorato di ogni prerogativa e sotto ricatto del voto di fiducia. Da chi riveste responsabilità di governo ci si aspetta azioni efficaci volte ad aumentare il Pil, a far decollare la crescita ferma ancora allo 0,7% la più bassa in Europa, a far crescere l’occupazione. Uno che è arrivato al potere disarcionando un compagno di partito, senza essere eletto, dovrebbe uscire di scena se non riesce a risolvere questi problemi, non certo per la bocciatura della legge elettorale o del bicameralismo perfetto. Casomai dovrebbero andare a casa i parlamentari che le hanno votate non il capo dell’esecutivo.

Renzi.jpgQueste riforme, torno a ribadirlo, stravolgeranno la nostra Costituzione, scatenando contraddizioni e conflitti di competenza, a partire dalla finta abolizione del Senato trasformato in un albergo ad ore per i consiglieri regionali, nominati dai rispettivi consigli, per i quali viene prevista l’immunità parlamentare. Un ottimo rifugio, quindi, per chi si potrà trovare impicciato in problemi giudiziari.
Sulla legge elettorale, varata già con fortissimi rischi di incostituzionalità, come il Porcellum che ha reso politicamente illegittimo l’attuale parlamento, pendono già 15 ricorsi in Corte d’Appello e due quesiti per altrettanti referendum abrogativi depositati in Cassazione. In particolare si punta alla cancellazione della priorità assegnata ai capilista nei vari collegi con la facoltà loro concessa di candidature plurime e l’abbandono del meccanismo del premio.

È bene ricordare che, con la nuova legge, basta meno del 20% dei consensi, per vedersi assegnati 340 seggi su 630. Con questi numeri scompare l’opposizione e, con quattro votazioni, si acchiappa tutto: presidente della Repubblica, giudici costituzionali, presidenti di Camera e Senato, Consiglio Superiore della magistratura, oltre a tutti i vertici di nomina parlamentare. Solo Renzi poteva prevedere riforme così sbilanciate, senza adeguati contrappesi necessari a mantenere in equilibrio il nostro sistema democratico. Quando si mette mano all'impalcatura dello Stato è irrinunciabile coinvolgere la più ampia base parlamentare possibile.

Costituzione italianaI nostri padri costituenti votarono la Carta, ritenuta la migliore dei sistemi occidentali, armonizzando i valori di tutte le anime politiche: destra e sinistra, comunisti e cattolici, liberali e repubblicani. Le regole costituzionali appartengono a tutti e non ad una sola parte; non si fanno a colpi di maggioranza. In questo modo si demoliscono 70 anni di storia percorrendo scorciatoie pericolose. Adesso, ancora una volta impropriamente, il giovane presidente cerca di intestarsi anche il referendum confermativo sottraendolo alla esclusiva prerogativa delle opposizioni parlamentari.

Alla maggioranza non serve confermare il processo di revisione. Ma Renzi continua ad ammonire: o con me o contro di me chiedendo un plebiscito sulle riforme rischiando grosso. In questa consultazione, a differenza del referendum abrogativo, non è previsto quorum e il risultato è vincolante a prescindere dal tasso di partecipazione popolare, da qualche anno molto basso. Questo vuol dire che una minoranza organizzata, politicizzata e contro il governo, può determinare l’esito referendario. Recentemente, nel 2006, il referendum confermativo rigettò le proposte di modifica costituzionale. Matteo Renzi, assalito da arroganza e presunzione sta commettendo il grave errore di trasformare un referendum tecnico in un plebiscito politico su se stesso. Con l’aggravante che i migliori costituzionalisti italiani sono già in campo, schierati per il no.

Maurizio Alesi
04 Gennaio 2015

36 commenti:

  1. Michele Maniscalco4 gennaio 2016 23:26

    Le dichiarazioni di Renzi che avevo riportato di seguito al mio post non so do sono andati a collocarsi. Scusatemi.

    Michele Maniscalco
    2 ore fa ·
    Secondo me Renzi con le dichiarazioni riportate qui di seguito ha fatto un autogol.

    Tutti gli italiani che imprecano contro Renzi e il suo governo avranno una opportunità irripetibile . Potranno sfiduciare lui e il suo governo semplicemente recandosi alle urne e votare no alle sue riforme costituzionali. Se tutte le opposizioni, che sono maggioranza nel Paese, indicassero ai loro elettori l'importanza della partecipazione al voto, potrebbero attuare lo slogan "dimissioni e tutti a casa". Diversamente li avremo fino al 2018 sicuramente e forse anche fino al 2023.
    Quindi niente più alibi, dopo il referendum, se questo fosse approvato dal popolo italiano a prescindere della percentuale dei partecipanti al voto.

    I sondaggi attuali danno una percentuale del 35% al governo ed i suoi alleati. Alle opposizioni, che in questo caso dovrebbero essere uniti, il 65% delle intenzioni di voto esclusi gli astensionisti.

    Io che sono stato un astensionista alle europee andrò a votare al referendum per affossare Renzi e il suo governo.

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  2. Michele Maniscalco4 gennaio 2016 23:31

    Avevo pubblicato quanto scritto sopra in un post 2 0re fa, prima di leggere il bello articolo di Maurizio Alesi. L'ho ritenuto in tema per commentare l'articolo di Maurizio.

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    1. Ma non lo faranno. C'è l'incubo di Grillo e Di Maio. Vade retro.

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  3. RENZI CON IL REFERENDUM GIOCA IL CARICO DA UNDICI
    Il 2016 appena entrato, non sarà solo l’anno delle Elezioni Comunali di Roma, di Torino, Milano, Bologna, Napoli, e quelle di altre città, che comunque avranno un ruolo determinante nel prossimo futuro, ma anche quello del referendum confermativo. Il referendum dei referendum. Quello della riforma istituzionale, che secondo il governo dovrebbe modificare anche il Senato, concentrando di fatto il potere legislativo sulla sola Camera dei deputati. Renzi ha deciso che sarà il suo banco di prova definitivo. Per approvarlo, senza passare dal referendum, occorrerebbero la larghissima maggioranza di ciascuna Camera, che nei fatti Renzi non ha, almeno al Senato. Passerà sicuramente nella doppia lettura, ma in questo caso, (cosa che sembra inevitabile), si renderà necessario il voto degli elettori. Renzi nè è cosciente, così come è cosciente dei rischi che corre se il voto popolare dovesse scegliere di bocciare la riforma. Ha infatti dichiarato che, qualora la riforma dovesse essere bocciata dagli elettori, prenderebbe atto del «fallimento del suo impegno politico». Dalla sua parte, avrà tutti i deputati, sia di destra che di sinistra o del partito unico come ormai vengono definiti i vari “schieramenti” politici, che fino ad adesso hanno sostenuto anche se a malavoglia il governo, perchè se fosse caduto, avrebbero perso privilegi e diritto alla pensione, e lo faranno ancora. Dall’altra parte ci saranno i cittadini. Una parte di questi, continueranno a seguire le sirene ammaliatrici dei politici, ma molti altri di quelli che si recheranno al voto, tra delusi e avversi al governo voteranno contro. In ogni caso, il risultato sarà la diretta conseguenza della propaganda dei media, talk show, Tg etc. più potente, ed al momento, l’ago della bilancia è senz’altro fortemente a favore del governo, potendo contare sulla macchina da guerra della Rai e gran parte dei giornali. La speranza è che in ogni caso, i cittadini sappiano scegliere di distrarsi dagli inevitabili condizionamenti e scegliere informandosi, secondo coscienza.
    Il referendum confermativo, prevede la vittoria del si o del no a maggioranza, cioè anche con un solo voto di scarto e questo sembra non stare bene alle solite penne che godono di troppo inchiostro. I guastatori sono già all’opera. C’è chi come Scalfari, già pronto a tirare la volata a Renzi, pensa che dovrebbero essere legati ad un quorum pari a due terzi dei votanti, tanto per rendere più difficile la possibilità di una imposizione popolare, rispetto al volere del governo. Come dire non servono i carri armati o un esercito per conservare il potere, quando basta servirsi del sistema legislativo, appositamente manipolato all’occorrenza per rendere impossibile il ricambio al vertice.
    Se i cittadini dovessero bocciare il governo, a rischio, non ci sarebbe solo la riforma del Senato, ma anche il Jobs Act, la riforma della “buona”scuola, la legge elettorale, giusto per citarne qualcuna, ma Renzi sembra sicuro di se, non ha timore della sfida del referendum, forte di tanti alleati, in primis l’impresentabile Verdini, oltre ad altri deputati che dalla destra cambiano casacca, mette sul tavolo il carico da undici giocandosi tutto sulla popolarità personale, sperando nella briscola a colore. Intanto, mi addolora pensare che una signorina aretina, nominata ministro, abbia già recato offesa ai padri costituenti, che sotto l'ispirazione divina, che avevano invocato, avevano redatto la costituzione ritenuta da tutti la più bella del mondo. Mentre un paio di sbarbatelli viziati, si arrogano la presunzione di modificarla, oltretutto con il copia rd incolla, tratto dal "piano di rinascita democratica" della P2. Intanto, l'ignoranza degli italiani gli rende facile il gioco.

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    1. Michele Maniscalco4 gennaio 2016 23:57

      Condivido l'argomentazione di Caianielo. Dissento solo in un punto: il giudizio su Scalfari.

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    2. La Costituzione italiana NON è la più bella del mondo. E' una Costituzione frutto di mille compromessi, dove i democristiani e i comunisti di allora , ad ogni articolo avevano il terrore che la sua applicazione potesse favorire il partito avverso.
      Secondo me la Costituzione più bella del mondo è quella americana.

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    3. Gisa Siniscalchi5 gennaio 2016 09:15

      Io invece concordo proprio per aver proposto il quorum

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    4. Giovanni Caianiello5 gennaio 2016 09:16

      Bhe...È proprio Scalfari che ha suggerito l'introduzione del quorum anche nei referendum confermativi, che in questo caso farebbe il pieno gioco di Renzi, dimenticando che il vero motivo per il quale i saggi padri costituenti, l'avessero evitato: la garanzia della democrazia.

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    5. Michele Maniscalco5 gennaio 2016 09:21

      Attenzione, secondo me trattandosi di referendum confermativo, non raggiungendo il quorum significherebbe che il popolo non approva. Infatti Scalfari, temendo un forte astensionismo proponeva che si recassero alle urne almeno i due terzi degli aventi diritto al voto, diversamente per per Renzi sarebbe un plebiscito.

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    6. Giovanni Caianiello5 gennaio 2016 09:23

      Appunto, se teoricamente passasse la linea del quorum anche per referendum confermativo, come suggerisce Scalfari, considerata la forte astensione al voto, il governo avrebbe sempre ragione ed il popolo torto. Grazie a Dio, i padri costituenti si dimostrarono saggi.

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  4. Lucia Vittoria Di Marco4 gennaio 2016 23:42

    Un Presidente del Consiglio sempre più autoreferenziale e ridicolo.
    Per quanto tempo ancora ce lo vogliamo tenere?

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  5. Ottimo articolo del sempre preciso ed esaustivo Maurizio Alesi, analisi perfetta dell'arroganza e faciloneria di una persona, il capo del governo che poco conosce delle regole della democrazia e della nostra bella e invidiata Costituzione, non vi è altro da aggiungere se non la speranza che la sua minacciosa bordata si avveri, che sconfitto come si chiama, lasci, lasci davvero così da dar modo di provare a ritornare ad una democrazia come le volevano i nostri padri costituenti, e amen.

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  6. Renzi è tutto quello che dice Alesi nel suo articolo e anche di più.
    Non starò a parlare della sua abitudine di dire una cosa per poi farne un’altra esattamente all’opposto di quello che aveva detto, nè dirò della sua capacità di farsi strada calpestando quelli che, almeno stando all’appartenenza allo stesso partito, avrebbero dovuto essere suoi amici, e neppure dirò nulla sulle sue battute velenose riservate sempre a quelli del suo partito, del tipo “Fassina chi?”
    A mio parere il problema è il vero potere di chi lo tiene lì, a fare il presidente del consiglio. Ecco, chi sono i burattinai?
    Sarebbe un’impresa meritevole quella di individuarli e indicarli al pubblico ludibrio, magari a cominciare da De Benedetti, uno che è costato all’Italia, cioè a noi, una montagna di soldi tutti usati per riparare i molti fallimenti delle sue imprese, di cui ne cito solo due, Olivetti e Sorgenia.
    Insomma, il nostro presidente del consiglio certamente non è solo in questa sua disastrosa avventura governativa i cui frutti avvelenati a cominciare da un fisco veramente mostruoso e tutto volto a schiacciare i poveri e i pensionati, stanno condizionando in negativo la vita di tutti noi. Perchè poi la cattiva politica Renziana produce il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine.
    Dalla padella di governi definiti da quasi tutti come fallimentari e vergognosi, quelli di Berlusconi, siamo caduti nella brace di un governo, quello attuale, che è riuscito a fare le riforme berlusconiane mai andate in porto, ha aumentato di molto la pressione del fisco, ha fatto la legge bavaglio non riuscita al berlusca, per la quale gli sfigati girotondini e il popolo viola ci hanno menato il torrone per mesi e mesi, per non parlare della legge elettorale, è riuscito a trasformare il senato in quello che ha bene descritto l’autore di questo articolo, e tutto senza che nessuno abbia accennato alla benchè minima protesta. Renzi è persino riuscito a fare un a certa riforma della giustizia, sulla quale è miseramente caduto il proposito berlusconiano.
    E adesso, Girotondini e popolo viola...spariti, Giornalisti sempre agitati e scatenati contro il governo, adesso vergognosamente tutti a cuccia e zitti, a cominciare da quel Giannini che conduce Ballarò.
    Ecco, il nostro Renzi, cioè uno che riesce a fare tutto questo, vuoi che sia un campione di democrazia? Ma nemmeno per sogno, e bene ha fatto il nostro amoco Alesi a denunciarlo nel suo articolo.
    Da parte mia non vedo l’ora che questo governo caschi miseramente nel referendum su cui Renzi ha messo la possibilità di ritirarsi dalla politica, ma non sono tanto sicuro che il popolo italiano lo manderà a casa. Chi vivrà vedrà.

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  7. Renzi con le sue promesse-minacce, ormai, non spaventa più nessuno.Il referendum andrà come dovrà andare.Questa volta non credo funzioneranno i pilotaggi, diretti o mediatici.Funzionerà più la pancia che la testa, degli italiani, a seconda se sarà piena o vuota.

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  8. Michele Maniscalco5 gennaio 2016 07:52

    Rivolgendosi a Napolitano, Scalfari afferma: “Mi pare molto singolare che Napolitano non veda questo risvolto della abolizione di fatto del Senato. Un sistema monocamerale in gran parte nominato dall’esecutivo ci avvia inevitabilmente all’autocrazia. È questo che si vuole?”. E conclude con due domande: “Che fine farà la democrazia parlamentare? Che fine farà la sinistra?”. La minoranza del Pd ha un compito molto gravoso. Altro che ribelli come scrivon.

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    1. Ed è proprio questo che Napolitano voleva quando ha tirato fuori le "larghe intese" e subito dopo, anche perché avendo, per la prima volta nella storia della Repubblica sforato il settenato aveva fretta, si liberò del "parlamentare" Letta e affidò l'incarico al "fattosi da se" Matteo Renzi che, istruito a dovere da Berlusconi serviva meglio allo scopo di arrivare alla desiderata autocrazia ben prevista da Scalfari.

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  9. L'ottimo articolo di Alesi ha già detto tutto sulla questione Renzi e la modifica Costituzionale.
    C'è da ggiungere la mia quasi certezza che il giovin signore toscano (purtroppo) vincerà.
    I motivi di questa futura vittoria li ha spiegati molto bene Caianiello nel suo intervento concludendo che: Riporto integralmente la sua conclusione
    "Mentre un paio di sbarbatelli viziati, si arrogano la presunzione di modificarla, oltretutto con il copia ed incolla, tratto dal "piano di rinascita democratica" della P2. Intanto, l'ignoranza degli italiani gli rende facile il gioco". E' proprio così, non c'è speranza alcuna.
    Aggiungo che oltre che ignoranti, la maggioranza di loro sono rimasti fascisti dentro.
    Cosa voglio dire? Voglio dire che Renzi, agli occhi dei più è diventato il dittatorello delle banane che decide, costi quel che costi. Tutto ciò piace agli ebeti.
    Sono d'accordo ccon chi sostiene che la riforma del Senato è una ciofega scandalosa, così come concordo con chi ritiene l'Italicum, uno strumento per consolidare una dittattura, non importa il colore che avrà, sarà comunque un uomo solo al commando che decviderà per tutti. E' già così, ma Renzi vuole che dal referendum confermativo esca un si che gli dia modo di portare a termine il suo disegno. L'alleanza con la peggior feccia politica che esiste in questo Paese, già patrimonio di berlusconi, glielo permetterà.
    E la sinistra? Ma la sedicente sinistra farà i conti di quanti seggi potrà avere dentro l'Italicum, facendo strepiti e strappandosi le vesti per tutto ciò che Renzi le farà ingoiare, ma in cambio di alcune decine di sedie per i soliti sederi, non le occorrerà nemmeno un bicchier d'acqua per ingoiare i rospi.
    L'altra sinistra, quella che non esiste più, promette (tramite qualche raro superstite) di tornare sempre, ma a questo punto è come aspettare Godot.
    La speranza è che tutti gli oppositori convinti vadano a votare, ma è l'unica speranza che avemo per battere il disegno di renzi sostenuto dai vari marchionne.

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    1. Ed io concordo in pieno col pensiero di Mario.

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    2. Michele Maniscalco5 gennaio 2016 13:23

      Se Renzi vincesse questo referendum, significherebbe che le persone, e sono la maggioranza del Paese, a parole sbraitano contro il governo nei fatti non lo sfiduciano pur avendone la possibilità.

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    3. Proprio così. Sig. Maniscalco...cosa vuol farci: gli italiani so
      no fatti così!

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  10. Ai sensi dell'art. 138 Cost. la legge costituzionale o di revisione costituzionale non è promulgata se non approvata dalla maggioranza dei voti validi, non c'è come per il referendum abrogativo ordinario la necessità che vada a votare la metà più uno degli elettori, quella di Scalfari è solo una proposta che non ha alcun puntello normativo.

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  11. Nino-Elia Risitano5 gennaio 2016 09:28

    Sono convinto che questo referendum lo vincerà Renzi. La quasi totalità dei PD voterà per l'approvazione perché si sente inorgoglita della grande ascesa di un partito che, nonostante tutto, reputa ancora di sinistra. Una buona parte dell'elettorato e' d'accordo con i cambiamenti, costitzionali e no, voluti dal Premier. Il ceto piccolo borghese non vuole perdere la dscreta agiatezza economica imbarcandosi in scelte che prevederebbero veri cambiamenti sociali e conseguenti incertezze economiche..Berlusconi sa che se Renzi uscisse dalla scena politica perderebbe l'unico vero interlocutore, a parte le piccole scaramucce di facciata. Gli "onorevoli" hanno necessità di finire il mandato. Il burattinaio "alfa" resta vigile a protezione del suo pupillo. No! Sono convinto che il principino ce la farà.

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    1. Scaramucce di facciata? Fino a pochi anni fa il PDL prendeva più del 40% dei voti. Da quando c'è Renzi è arrivato sotto il 10%. Chiamiamole scaramucce.

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    2. Siete veramente strani. Per tutto il ventennio berlusconiano della Costituzione si è fatta carne di porco e nessuno di voi ha protestato. Così come nessuno di voi ha protestato contro il porcellum. 20 anni sono tanti paragonati al poco più di un anno di Renzi.

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    3. Giovanni Caianiello5 gennaio 2016 09:33

      Durante il "ventennio" non ha governato solo Berlusconi ma anche il PD, alternandosi al potere. Da ricordare anche, che il tentativo di riforma costituzionale di FI, fallì miseramente, con il voto contrario dei cittadini. Quindi, non mi pare esatto dire che nessuno abbia protestato.

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  12. Peter Schmailzl5 gennaio 2016 11:03

    Non fatevi troppe speranze, già il giorno del voto,Renzi non si ricorderà più della sua solenne promessa, il PD, con una maniacale e malsana disciplina di partito, tipica delle dittature, voterà sî in blocco e più di tue terzi del popolo con diritodi voto non voterà ed il gioco è fatto. Anche se dovese crollare il fronte astensionista, Renzi restererebbe al coverno anche con esito negativo e si organizzeebbe una seconda corsa alla distruzione della costituzione, una terza e forse una quarta.

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  13. Alexis de Tocqueville, ne "La Democrazia in America", individuava, nel diritto della maggioranza in materia di governo di fare tutto, una sorta di "TIRANNIA DELLE MAGGIORANZE". E questa possibilità lui la considerava empia e detestabile, anche se è nelle volontà della maggioranza l'origine di tutti i poteri. Insomma quasi una contraddizione perfetta.
    Volendo riportare ai giorni nostri questa importante intuizione e, in particolare, nel caso di decisioni fondamentali come quelle che riguardano le cosiddette regole del gioco e le norme fondamentali contenute nella Costituzione repubblicana, il principio ci sta tutto. È, infatti, eticamente sbagliato e pericoloso apportare modifiche legislative così sostanziali, che intaccano il sistema istituzionale, con i soli voti di una maggioranza raccogliticcia, figlia di una legge elettorale dichiarata pure incostituzionale.
    Ci si poteva attendere un intervento persuasivo del Presidente della Repubblica passato e anche di quello attuale.
    Un affettuoso monito per richiamare tutti, indistintamente, alla cautela nel mettere mano alla Costituzione. Un invito a collaborare, a creare qualcosa di simile a una bicamerale, un organismo rappresentativo di tutte le forze politiche per decidere su una materia importante e delicata, che non può e non deve essere mai di parte.
    Tutto questo non è avvenuto. Ci si è intestarditi a portare avanti le modifiche costituzionali come fossero la soluzione ad ogni male del Paese. Uno sforzo parlamentare enorme in termini d’impegno e di tempo, tralasciando altri problemi seppure più impellenti. Adesso ci avviamo verso una stagione di battaglie elettorali per le amministrative e poi il referendum confermativo. Non so come finirà. E non credo possa essere effettivamente l’ultima spiaggia per il giovane fiorentino. Troppo furbo e intelligente. Aspettiamo altre sorprese.

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  14. Il direttore mi ha promesso di dedicare un articolo sui buoni governi del passato, esattamente degli ultimi 40 anni.
    Ha deciso insieme a me di lasciar perdere i periodi troppo lontani, solo gli ultimi 40 anni, esattamente da quando seguiamo la politica e la facciamo anche.
    Di certo abbiamo parlato e scritto di Renzi, il peggiore di tutti, di Crocetta il peggiore di tutti, di Orlando il peggior sindaco.
    Ma perchè non ci rifacciamo la bocca e parliamo anche di quelli buoni ed in gamba, quelli che abbiamo sostenuto ed apprezzato.
    I migliori presidenti del consiglio ed il loro governi, i migliori Presidenti di Regione, ed infine i migliori Sindaci.
    Rifacciamoci ai valori del passato, quelli che ci hanno resi orgogliosi e fieri.

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  15. Rosalba Ferrara5 gennaio 2016 22:29

    Come sempre bravo!, Maurizio Alesi è molto attento e critico sui comportamenti del nostro Presidente del consiglio. In tempi diversi, ci sarebbe stato un cenno di reazione, dinanzi a un presidente del Consiglio, che fa le prove tecniche di democrazia plebiscitaria, nessuno ha colto il senso inquietante di ciò che fa e scrive Renzi " Puntiamo al referendum finale, per noi decideranno i cittadini, cosi nessuno potrà accusarci di atteggiamento autoritario". Nessuno ha avuto la dignità di contrastarlo. Renzi, infrange la basi di un referendum costituzionale dentro una democrazia consolidata. Diabolicum. Evidentemente ha copiato il generale De Gaulle, che ricorreva al referendum, visto come plebiscito, o giudizio, che rinsaldava il legame tra un capo e la folla. L'ultimo a De Gaulle, andò male, il plebiscito non diede i risultati sperati, e se ne andò a casa umiliato. Spero ardentemente che ciò si ripeta nel nostro paese, e che gli italiani si ricordino che il referendum è l'ultimo atto difensivo, depositato nelle mani di un popolo

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  16. Caro Sergio Volpe, interessante il suo pensiero che mi piacerebbe anche condividere, se non fosse per il fatto che di "quelli buoni ed in gamba, quelli che abbiamo sostenuto ed apprezzato" così come lei suggerisce, proprio non riesco a trovarne traccia in tutto il corso di questa Repubblica.

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    1. Ma come no?
      Se abbiamo trovato i peggiori, cosi come questo blog ha fatto, sarebbe logico e naturale individuare anche i migliori o se le è più congeniale i meno peggio.
      Altrimenti senza comparazioni tutto diventa sterile ed anche un pò banale.
      Comunque aspetto l'articolo del direttore sulla questione, e da lui mi attendo un qualcosa di dettagliato e basato su fatti concreti.

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    2. Ma come no?
      Se abbiamo trovato i peggiori, cosi come questo blog ha fatto, sarebbe logico e naturale individuare anche i migliori o se le è più congeniale i meno peggio.
      Altrimenti senza comparazioni tutto diventa sterile ed anche un pò banale.
      Comunque aspetto l'articolo del direttore sulla questione, e da lui mi attendo un qualcosa di dettagliato e basato su fatti concreti.

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  17. La sfida lanciata da Renzi costituisce un boomerang. Il referendum costituzionale approvativo non essendo soggetto al quorum, la riforma potrebbe essere bocciata dalla maggioranza dei voti validamente espressi, forse il Presidente del Consiglio, nella sua onnipotenza, è convinto di vincere o in caso di sconfitta, con spregiudicatezza, deciderà di rimanere in sella, è capace di farlo. Voglio sottolineare che rincorrendo i diktat del capo del governo si evita di entrare nel merito della riforma che sta per arrivare alla definitiva approvazione. Si sta ripetendo la medesima sceneggiata della riforma costituzionale elaborata dal governo Berlusconi approvata dal Parlamento e, poi bocciata al referendum. Allora Giovanni Sartori la definì "Mala Costituzione" augurandosi che fosse abrogata con il referendum. Un ampia maggioranza, in dottrina e in politica, è favorevole alla revisione costituzionale, quando si arriva al dunque si registra il più ampio disaccordo. Siamo lontano dai momenti magici dell'assemblea costituente che con un compromesso nobile riuscì a stabilire il carattere unitario del processo deliberativo. A proposito, la presentazione di Umberto Terracini: " L'Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore." Condivido l'analisi fatta da Maurizio Alesi nel suo articolo "RENZI, SCUDO UMANO DI GOVERNO E PARLAMENTO" Poiché cerco di seguire un filo logico o culturale degli articoli precedentemente pubblicati sul blog PoliticaPrima, riporto parte di un mio commento, che ritengo attinente all'argomento, fatto all'articolo dal titolo "CRISI E RIFORME. IL RUOLO DELLE OPPOSIZIONI" di Valentina Falcioni del 7 ottobre 2015. Allora questo fu il mio commento: < Spronato dall'articolo e dai commenti sento l'esigenza di esprimere la mia opinione sulla riforma costituzionale. Prima di tutto sono convinto che per superare l'attuale crisi economica occorrono interventi mirati: a) Investimenti per creare occupazione; b) Una politica sociale per eliminare le diseguaglianze; c) Più determinazione nella lotta all'evasione e alla corruzione. Alla soluzione di questi problemi basta l'azione del governo. Dico azione e non chiacchiere. La riforma costituzionale deve seguire la logica della convergenza di più forze politiche, in quanto la Carta Fondamentale è un patrimonio comune. Condivido il superamento del bicameralismo perfetto, va nel senso della semplificazione dell'iter legislativo del parlamentare. La consistente diminuzione del numero dei senatori doveva essere accompagnata da quella dei componenti della Camera di circa un quarto. Nella riforma del titolo quinto della seconda parte della costituzione è importante rivedere l'autonomia regionale che così com'è ha prodotto corruzione e malcostume dei consiglieri in merito ai rimborsi personali. I compensi, sia dei parlamentari che dei consiglieri regionali, devono essere dimezzati e, il rimborso delle spese personali deve essere adeguato a quello dei funzionari dello stato. E' bene ricordare che se la riforma costituzionale non viene approvata con la maggioranza speciale dei due terzi è soggetta al referendum. Con l'aria che tira nel paese, se la ratio del dibattito non ha convinto l'elettorato, la bocciatura della riforma è una eventualità da non escludere. Risultato, tempo sprecato con il rischio che le contrapposizioni del dibattito producano situazioni ingovernabili. Prendersi il giusto tempo per la formulazione di un ottimo testo di riforma con il giusto equilibrio degli organi riformati è la prassi democratica più corretta. Basta prendere, ad esempio, i limiti e le contraddizioni della riforma elettorale approvata.>

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  18. Giuseppe Vullo7 gennaio 2016 18:47

    Renzi arrivato dopo Berlusconi, Monti e Letta poteva solo migliorare ! Unico rammarico non avere abolito senato e provincie in maniera seria! Per il resto complimenti a Maurizio Alesi politico preparato ed eticamente condivisibile !

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  19. perchè renzi dovrebbe perdere il referendum: vedi opposizione in aula nelle piazze nelle fabbriche in confindustria nei media e nei PALAZZI ?
    Io no, purtroppo

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