mercoledì 25 novembre 2015

L’ambiente è in pericolo. Bisogna fare in fretta...

COP21di Gisa Siniscalchi - La Terra dove viviamo è una sola, come unica è la vita, così dovremmo conservare e salvaguardare il nostro pianeta.
Spesso lo si dimentica, come se tutto debba durare per sempre, qualunque cosa facciamo contro di esso.
inquinamento1-600x300Molti errori sono stati commessi in nome del progresso, l'uomo ha cercato di plasmare l'ambiente esterno, per piegarlo alle proprie esigenze. L’inquinamento provocato dai residui delle lavorazioni industriali e non solo, investe l’atmosfera, l’acqua, il suolo e il sottosuolo. La crescita demografica, la grande concentrazione urbana, l'aumento dei consumi e di conseguenza dei rifiuti, hanno reso invivibili intere zone del nostro e di altri paesi, nella cecità totale dei governi. Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di quelli tossici è stato uno dei settori appannaggio della criminalità con conseguenze disastrose.
Per contrastare, a livello mondiale, le conseguenze dell’emissione dei gas ritenuti uno dei fattori del riscaldamento globale è stato firmato il cosiddetto protocollo di Kioto, un accordo internazionale, risalente al 1997 ma entrato in vigore solo dieci anni fa, nel 2005.
Cina-Emissioni-di-CO2-21Purtroppo non tutti i paesi vi hanno aderito, e altri non lo hanno ratificato, troppe incertezze, troppi interessi di parte. Così, ancora, non si è riusciti a ridurre adeguatamente le emissioni di gas che causano l'effetto serra, responsabile dei cambiamenti climatici e dei conseguenti disastri meteorologici.
Da quell’accordo sono trascorsi anni, sono state celebrate manifestazioni di protesta, petizioni, e altre conferenze affinché si addivenisse ad una vera regolamentazione delle emissioni. Che non hanno portato, però, nessun risultato definitivo. I cambiamenti climatici oggi rappresentano una evidente realtà, non una ipotesi campata in aria come si pensava o si sperava, e rappresentano un pericolo e una minaccia seria per le condizioni ambientali del nostro pianeta. Come si può debellare questa pericolo? Le soluzioni esistono? Un passo importante sarebbe una mobilitazione popolare universale che coinvolga tutti i paesi per un impegno serio in difesa dell’ambiente.
FRANCE-GOVERNMENT-UN-CLIMATEIntanto si approssima la nuova Conferenza internazionale sul clima, COP 21, che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015. La conferenza dovrà segnare una tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale per il dopo 2020. E questa volta, dopo molti negoziati che pochi risultati hanno dato, si spera di poter adottare un nuovo accordo con obiettivi vincolanti per ogni paese, per contenere il riscaldamento globale entro i due gradi. Ci si augura, con questo vincolo, che a partire dal 2020 tutti i paesi contribuiscano alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Un obiettivo ambizioso, che temo non si concretizzerà, malgrado i molteplici allarmi arrivati dalla comunità scientifica, e ciò a causa del modello di crescita che accumuna tutti i paesi, che si basa su un eccessivo utilizzo dei combustibili fossili.
imagesLe posizioni dei paesi sono distanti e diverse, se l'Europa, ad esempio è stata efficiente nella ricerca di energie rinnovabili, mettendo in campo soluzioni concrete, secondo i dati Eurostat in Europa nel 2014 vi è stato un calo di emissioni nella misura del 5%, nel nostro paese la riduzione è del 6,9%, l'Italia è al sesto posto come riduzione di gas serra, buon risultato, ma si può e si deve fare di più, altri paesi non lo sono abbastanza e non sembrano molto decisi nella risoluzione di questo problema.
france1Questa distanza potrebbe portare dunque, ad un accordo inficiato da compromessi e scappatoie, un documento meno vincolante di quello che servirebbe. Si spera che questa nuova conferenza sia risolutiva per la protezione del clima, che presenti soluzioni che abbiano un largo consenso, realistiche ed economicamente sostenibili per ogni paese. Saranno necessari controlli, verifiche sui risultati, vigilanza sugli eventuali imbrogli, e anche flessibilità, rendendo il sistema più efficace con una distribuzione degli investimenti laddove necessitano di più.
A volte ci si chiede il perché di queste conferenze mondiali, che non riescono mai del tutto a centrare l'obiettivo, vuoi per la difficoltà di mettere d'accordo tanti popoli con usi e costumi i più diversi fra loro, vuoi perché gli allarmi della comunità scientifica non sono presi sul serio, eppure il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti, non si può essere ciechi di fronte alla conseguenze per l’umanità intera.
Cambiamento-climatico-e-vecchie-poverta.-Il-futuro-dell-Africa_articleimageLa domanda che bisognerebbe porsi è semplice. Se il modello di crescita adottato finora basata sull’industrializzazione, sul consumismo, si è rivelata un quasi fallimento, ci si deve orientare verso un nuovo modello di vita, di pensiero, più attento alle persone. Viviamo in un mondo dove alcuni paesi hanno enorme abbondanza di tutto, mentre in altri manca persino l'acqua. È una diseguaglianza di cui ci dovremmo vergognare. È il vero dramma che determina l'immigrazione da quei paesi poveri, siamo tutti colpevoli e sarebbe ora che ce ne rendessimo conto. 
obamaConcludo con una frase detta dal presidente americano : "Abbiamo una enorme responsabilità verso i nostri figli e nipoti: quale terra gli lasceremo?
Una frase ad effetto ma condivisibile. Quel che è certo, però, è che bisogna fare in fretta, ogni anno che passa senza soluzioni serie, aumenta il rischio globale.

Gisa SiniscalchiGisa SiniscalchiFusignano (RA)
25 Novembre 2015 











27 commenti:

  1. Bisogna fare in fretta! E come? Cosa possiamo fare per evitare che la Terra dove viviamo possa essere conservata e salvaguardata se il nostro pianeta é in mano ad un pugno di Potenti che pur di star bene loro usano la violenza sugli abitanti del pianeta manipolandone il cervello tanto da rendercene conto ma da rimanere impotenti. Infatti, questa presa d’atto di come stanno le cose non nasce ora, ma c’è sempre stata e questa tragedia è stata sempre presente. L’uomo si è sempre lamentato di questa mala situazione in tutti i sensi, ma le cose non sono mai cambiate, anzi sono sempre peggiorate. Ordunque, la soluzione è una e una sola … rimuovere i potenti e portare avanti una politica di livellamento, ove si è tutti uguali perché la società civile ha bisogno di tutti.

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    1. Un problema che esiste da molto, certo, noi da parte nostra possiamo parlare, i potenti devono agire, tutti insieme, in fondo se ci sono queste conferenze mondiali, è perchè lo vedono il problema, magari non lo risolvono, ma ci provano, politica di livellamento, vuol dire politica di redistribuzione della ricchezza, non dimenticando gli ultimi, e i potenti come li eliminiamo? con una rivoluzione?
      penso non sia fattibile, l'unico mezzo secondo me è il dialogo e la comprensione tra popoli e persone.

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  2. Gisa mi togli le parole dalla bocca. Poni interrogativi comuni al pensiero umano ma che tuttavia chi di dovere disattende puntualmente. Il problema è complesso ma allo stesso tempo di facile risoluzione. Serietà e responsabilità, portano ad un esito certo. Indicatori che valgono tanto per i politici tanto per i comuni cittadini e purtroppo anche questi ultimi hanno perso il senso della responsabilità. Faccio mie le tue parole e ai lettori di questo blog rivolgo un appello ovvero l'impegno parte soprattutto dal singolo individuo. Buona notte

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    1. Grazie, si.. si deve cominciare da noi stessi, e poi pretendere che i governi, i potenti facciano altrettanto, parlare solo lascia il tempo che trova...rendiamocene conto...

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  3. Tutti colpevoli, nessun colpevole, cara Gisa. Invece ì colpevoli ci sono, e sono ben individuabili. Son gli interessi economici perversi delle classi dominanti, perseguiti attraverso il modo di produzione e i modelli di consumo capitalistici devastanti, che si sono imposti come unici ed assoluti su tutto il pianeta. Le domande alle quali dobbiamo dare risposte sono : possono queste classi dominanti auto-riformarsi? Può essere cambiato dall'interno l'attuale modo di produzione capitalistico? Possono essere cambiati gli attuali modelli di consumo, senza cambiare il modo capitalistico di produzione finalizzato esclusivamente al profitto, distruttivo dell'ambiente ed esiziale per la persona umana? Dalle risposte a queste domande dipenderà la concretezza e l'efficacia delle soluzioni da adottare per la salvezza del pianeta e per la salvezza del genere umano.

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    1. Il modo di produzione capitalistico si adegua sempre ai tempi. Certo il controllo deve essere rigido perché per il profitto tutto si fa, anche l'illegale. La Cina ne è un buon esempio. Hanno sempre rifiutato di produrre senza peggiorare l'ambiente ed ora sono costretti a farlo perché se no moriranno d'inquinamento. Per il resto siamo destinati a produrre sempre di più , alla faccia della decrescita felice di grilliana memoria. 4/5 dell'umanità vive in condizione di sottosviluppo e non ci sta a sacrificarsi.

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    2. Io direi che un esame di coscienza dovremmo farcelo tutti. E' indubbio che gli interessati alla speculazione sono quelli che si danno da fare per primi a speculare sull'ambiente costringendolo a soddisfare i loro interessi precipui.....ma anche le "masse" hanno le loro colpe. L'abusivismo edilizio, il non rispetto delle regole naturali dell'ambiente e della terra, la ricerca affannosa di un benessere alle volte pernicioso ma che fa "status simbol".... Insomma, in una parola, educazione e cultura del benessere senza esasperazione e adattando le nostre esigenze alla sopravvivenza della natura forse aiuterebbe a risolvere il problema.

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    3. Io non mi aspetto nulla di buona dalla gente. Mi aspetto invece che lo Stato sia inflessibile con coloro che danneggiano l'ambiente.

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    4. Peter Schmailzl26 novembre 2015 12:18

      Lo stato non è altro che l'insieme delle persone e la loro rappresentanza, se vogliamo migliorare la situazione, allora dobbiamo NOI TUTTI cambiare il nostro comportamento, delegare allo stato od al sistema..... o significa non cambiare nulla. Se noi cittadini non prepariamo il terreno, nessun governo potrà farlo per noi, i governi possono solamente studiare delle regole sensate, il resto è compito nostro.

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    5. Non sono d'accordo Peter. E' proprio in queste occasioni che lo Stato deve essere presente. Lasciar fare ai cittadini sarebbe devastante. Se si lasciasse fare tutti si costruiremmo una casa in riva al mare.

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    6. Peter Schmailzl26 novembre 2015 13:03

      Io ho lasciato la politica di partito proprio perché non ha la capacità di migliorare la situazione, la gente progressista, nel senso positivo della parola, è in chiara minoranza, in politica contiamo nulla, ma come opposizione estraparlamentare possiamo agire e promuovere cambiamenti notevoli, ma anche preparare il terreno per una, futura , politica più sensata. Delegare significa unicamente non assumersi la propria responsabilità. Qui, in Svizzera, siamo circa 5 milioni di adulti.... in Italia saranno qualche 40.... E mi vuoi dire che possiamo far nulla....? Anche da noi, tutti cambiamenti in favore dell'ambiente sono stati imposti dal basso, non dai vari governi. Proprio questo disimpegno personale ha ucciso la sinistra, sia da noi, sia in Italia. E dobbiamo ridurre l'uso del condizionale.... non dire "si dovrebbe" ma "noi dobbiamo" altrimenti resta parola ed aria fritta.

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  4. lorenzo naclerio26 novembre 2015 08:48

    cosa lasceremo ai nostri figli ???? bella domanda da un milione di dollari ........ con questo ritmo di auto distruzione il NULLA !!!!!

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  5. Sono vent’anni che tutti i potenti del mondo conoscono perfettamente modelli energetici alternativi a quelli che stanno distruggendo il pianeta. Esistono migliaia di trattati scientifici sui rischi (anzi ormai si tratta di pericoli) che minacciano la nostra esistenza. Sono stati presentati dai più grandi scienziati del mondo sui tavoli dei vari Kyoto, Parigi, Conferenza ONU sui cambiamenti climatici 2003, 2009, 2010; Convenzione contro la desertificazione, Protocollo di Montréal e seguenti. Non sono le conoscenze che mancano ai potenti del mondo. Se vi fosse la volontà, basterebbe applicare le risultanze delle varie relazioni per disinquinare l’aria, il mare, i fiumi e l’atmosfera nel giro di due o tre anni. Quello che manca è l’interesse economico globale a cambiare rotta. È inutile fare appello ai cittadini e al loro senso di responsabilità (che pure è importante), ma che non risolve i problemi. Se non togli tutti i prodotti nocivi dalla circolazione, se non distruggi e riconverti le industrie che producono il cancro per le persone e la morte dell’ossigeno che respiriamo si continuerà a girare a vuoto. Non sono contro il progresso che ci aiuta a vivere meglio, ma ormai nessuno si pone più il problema delle capacità di resistenza e di contenimento del nostro pianeta. Tutti sembrano ignorare che la vita, in tutte le sue forme, ha bisogno di un suo equilibrio biologico e fisico continuamente alterato e forzato. Non ho bisogno di ricordare i disastri ambientali quasi quotidiani, l’estinzione di specie animali, l’aumento esponenziale di malattie tumorali e genetiche per dimostrare una situazione vicina al punto di non ritorno. Ma tutto questo deve fare i conti col cinismo e la povertà intellettuale di chi continua a rincorrere il cieco arricchimento momentaneo, pensando che tanto, non si vivrà abbastanza per assistere alla distruzione del pianeta azzurro.

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  6. Ringrazio Gisa Siniscalchi per aver trattato questo argomento, così tremendamente attuale, quanto sottovalutato dalla gente e dai media, ma con il quale dovremo inevitabilmente fare sempre più i conti a breve. L’inquinamento industriale, da rifiuti urbani e tossici, da emissioni di gas e da combustibili fossili, sono i principali inquinanti dell'atmosfera, delle acque e del suolo, oltre che essere responsabili dell'effetto serra e di conseguenza dei cambiamenti climatici. Mutamenti, che sono causa di uno stravolgimento del pianeta e causa di una costante modificazione della quotidianità di ogni abitante della terra. Un vero disastro, ma come se questo non bastasse, l'uomo che non conosce freni, si veste anche di onnipotenza scegliendo di imitare il creatore, influenzando volontariamente persino la meteorologia a comando, con gravi conseguenze sul già precario equilibrio del clima del pianeta. Gli esperimenti militari, in particolare, oggi sono in grado di provocare la pioggia dove c'è sole o liberare ampie zone dal maltempo, causare la grandine o innescare veri e propri tifoni per scopi bellici, attraverso il cloud seeding, con speciali aerei che "seminano" l'atmosfera. E’ sempre l’uomo la causa del suo male, ha dimenticato da tempo di essere nato proprio dalla terra, e dal perfetto equilibrio della natura, che oggi invece violenta e distrugge commettendo un matricidio, il più abietto tra i crimini. Posto che è solo questione di tempo, perché la natura gli si rivolti contro, mi chiedo se l'intervento dell'uomo, non arriverà troppo tardi per interrompere un processo di distruzione che ad oggi sembra davvero inarrestabile.

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    1. Sul tema trattato, o direi che un esame di coscienza dovremmo farcelo tutti.
      E' indubbio che gli interessati alla speculazione sono quelli che si danno da fare per primi a speculare sull'ambiente costringendolo a soddisfare i loro interessi precipui.....ma anche le "masse" hanno le loro colpe.
      L'abusivismo edilizio, e la cementificazione selvaggia che ha rubato verde e ossigeno inquinando il poco rimasto con scarichi di rifiuti e gas nocivi dovuti agli impianti di riscaldamento, là dove forse con un po di buona volontà si sarebbe potuto lo stesso provvedere a migliorare lo “status” dei cittadini anche ristrutturando vecchie abitazioni abbandonate rendendole confortevoli e moderne ma conservando l'antica struttura senza rubare altra terra. Il non rispetto delle regole naturali dell'ambiente e della terra, la ricerca affannosa di un benessere alle volte pernicioso ma che fa "status simbol".......Insomma, in una parola, educazione e cultura del benessere senza esasperazione e adattando le nostre esigenze alla sopravvivenza della natura forse avrebbe aiutato e aiuterebbe oggi a limitare se non a a risolvere il problema.
      Qualcuno dice: deve provvedere lo stato ed io mi aspetto che lo faccia. Certo! Ma chi “è” lo stato?
      Lo Stato siamo noi...........Questa dovrebbe essere la prima considerazione da fare.
      E' inutile continuare a volere dallo stato, meglio sarebbe dire dall'amministrazione pubblica, ciò che ognuno di noi sarebbe in grado di fare contribuendo, nel piccolo, a risolvere il grande problema. Prendiamo ad esempio l'uso del mezzo pubblico. I mezzi pubblici che nelle città i maggiori responsabili dell'inquinamento in quanto percorrendo brevi percorsi e compiendo soste frequenti scaricano nell'atmosfera urbana almeno il sessanta per cento dei gas tossici che provocano il letale smog.. Bene, il più delle volte viaggiano vuoti, mettendo oltretutto in crisi i bilanci dei comuni, sempre sono costretti a percorrere a passo d'uomo il loro percorso perché bloccati dall'uso esagerato e spesso improprio delle auto private. Questa credo sia una realtà che colpisce tutti i centri urbani di una certa consistenza. Nella maggior parte dei casi le auto private sono usate solo per magari andare a prendere un pacchetto di sigarette. Se ci abituassimo un po a circolare a piedi per i brevi percorsi o ad usare la macchina solo per vera necessità o solo per spostarci “fuori porta”, ecco che forse un passetto alla volta si ridurrebbe proprio l'inquinamento selvaggio.Quante signore intasano il traffico coi loro “suv” ( che spesso non riescono a posteggiare) solo per andarsi a prendere un caffè e far quattro chiacchiere con le amiche?
      Ci si pensi un po su e forse si riuscirebbe a fare qualcosa tutti per affrontare questo gravissimo problema che interessa, principalmente, non solo noi ma il nostro prossimo, addirittura le generazioni future.
      Ma so di dire delle ovvietà.............ma non posso fare a meno di dirle.

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    2. Michele Maniscalco26 novembre 2015 13:05

      Condivido tutto, punti e virgole comprese, quanto scritto dal Signor Gentile. Aggiungo, (l'ho sempre scritto e attuato nel mio piccolo) che se ognuno di noi facesse il proprio dovere, non solo per l'ambiente, ma in tutti campi, il 60% dei problemi degli italiani sarebbero risolti. Per il restante 40% bisognerebbe si chiedere l'intervento energico dello Stato.

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  7. Che il clima sia cambiato è un dato di fatto. Che tutto ciò sia dovuto ad emissioni di gas serra è un fatto inconfutabile; che tutti noi dobbiamo adoprarci nel diminuire lo sfrenato consumismo e rispettare le norme di riciclaggio è lodevole e necessario; che la popolazione sulla terra cresce a dismisura e che si dovrebbe pensare ad una pianificazione delle nascite, a dispetto della politica d'incremento clerico-capitalistica, è un altro dato incontrovertibile. Ma tu, Gisa, hai trattato il punto più importante e Salvatore ha commentato ponendo tre domande cruciali per la soluzione del problema. I grandi potentati economico-finanziari, gli sciacalli che ancora infieriscono sui rimanenti brandelli di carne della popolazione del terzo mondo, saranno capaci di dialogare? La morale politica prenderà il sopravvento sulla loro insaziabile voracità? Rimaniamo ottimisti e speriamo che al più presto, a Dicembre, ci sia già una piccola tendenza a cambiare il modo di produzione ed i modelli di consumo, imposti sino ad oggi da questo sfrenato ed inumano capitalismo.

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  8. Questo argomento l'ho trattato tante volte in questo blog. abbiamo una rubrica " decrescita felice " che si interessa proprio di ambientalismo e dei rimedi possibili...ma mi sono convinto che l'uomo è un essere autodistruttivo per natura e che il suo destino sia segnato nel suo dna. Nel grande disegno se un dio ha creato tutto questo...ha sbagliato solo una cosa a creare l'uomo ! Perciò l'uomo stesso sarà la causa della propria estinzione...ma quanto questo avverrà per il macrocosmo non sarà neanche un solletico...sarà soltanto un piccolo ghirigoro impercettibile in un puntino periferico e sconosciuto del macrocosmo ! Perchè dico questo, per il fatto che, anche se ll cervello umano possiede 100 miliardi di neuroni, denota tuttavia una certa ottusità ed una compulsione a ripetere ed una profonda ignoranza ed arroganza...nonostante egli sia molto piccolo rispetto all'architettura dell'universo fino a qui conosciuto. continua...

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  9. Come dicevo...penso che la nostra specie non durerà ancora a lungo. Non pare avere la stoffa delle tartarughe che hanno continuato ad esistere simili a se stesse per cantinaia di milioni di anni, centinaia di volte in più di quanto siamo esistiti noi. Apparteniamo ad un genere di specie a vita breve, I nostri cugini si sono già tutti estinti. Poi come detto, noi facciamo danni. I cambiamenti climatici e ambientali che abbiamo innescato, sono cosi ormai frequenti e brutali che difficilmente ci risparmieranno ! Abbiamo scarsa conoscenza e scarsa responsabilità di quello che combiniamo ogni giorno e questo è dovuto oltre che all'ignoranza...soprattutto all'egoismo delle caste parassitarie, come i ricchi e le mafie del mondo, che ragionano secondo il principio del " hic et nunc ", ovvero qui e subito il proprio orto, benessere, denaro, ricchezza, potere,,,etc.mettendo poi per le conseguenze nefaste, la testa sotto la sabbia e rinviando sempre alle prossime generazioni quello che si dovrebbe fare subito !...Allora elaborando un pò i concetti di fisica e di astronomia, l'uomo è partito 5 secoli avanti cristo con la concezione aristotelica e poi tolemaica, nella convinzione di essere al centro dell'universo...questo per 2 mila anni fino alle scoperte di galileo, il quale fu messo in prigione, a causa dell'ottusità umana, per il semplice fatto di avero asserito che la terra non è al centro dell'universo, ma si trova nel sistema solare ed essa con altri pianeti gira intorno al sole. Che questo sistema si trova all'interno di una galassia, la via lattea che ha 100 miliardi di stelle, e che nel cosmo esistono oltre cento miliardi di galassie ! Abbiamo fatto grandi progressi con Eistein e Bohr, il primo autore di una nuova teoria , la relatività, per quanto concerne la gravitazione dei corpi celesti ed le loro traiettorie nello spazio cosmico. Soppiantando definitivamente la fisica classica di Newton. Il secondo è l'autore della meccanica quantistica che ancora sto cercando di capire come funziona ! Perciò cosa pensate che importi al cosmo se un qualche giorno non tanto lontano, questa civiltà di formichine umane scomparirà ? L'uomo è l'unica specie animale che ha coscienza della propria morte individuale. Ma presto prenderà coscienza anche della propria fine collettiva. Poi non sarebbe la prima civiltà a crollare. I Maya e Creta ci sono già passate ! Insomma e per concludere...la razza umana presto scomparirà...ma la terra continuerà a girare intorno al sole per altri 4 miliardi di anni, fino a quando anche questa stella si spegnerà, finendo il proprio carburante fatto di elio ed idrigeno e collasserà su se stessa, divendando un buco nero come altri miliardi di stelle ! Ancora la piccola intelligenza umana deve capire i buchi neri e l'energia oscura che influenza anch'essa la vita del cosmo. Insomma se i piccoli governanti del mondo avessero coscienza di quello che irresponsabilmente stanno provocando, forse potrebbero rallentare di qualche hanno la nostra fine. Ma quando la nostra fine verrà, nel cosmo non lo noterà nessuno e nessuno piangerà !

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    1. Bravo il dr. Vullo che pur avendo una mentalità medico-scientifica, ha sviluppato una gradevolissima e interessantissima lettura della realtà, da vero intellettuale. Condivido totalmente.

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  11. Dott. Vullo, mi sento di condividere in pieno il Suo pensiero. L'uomo, ha nel suo DNA il germe dell'autodistruzione e,non per essere pessimista, ma c'è da pensare che questo ciclo di "civiltà, che Lei fa risalire al 5° secolo avanti Cristo, stia segnando lentamente, la sua fine. Secondo alcuni testi di "Archeologia proibita" e antropologici, prima della civiltà attuale ve ne sono state diverse altre, tutte tragicamente arrivate alla fine del loro ciclo autodistruttivo ed ogni volta, sulle ceneri della precedente, ne sarebbe nata una nuova. Ed anche la nostra sembra essere sulla stessa strada di auto eliminazione.

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    1. Ringrazio G. Caianello e M. Alesi per la condivisione di pensiero e di giudizio!

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  12. Arturo Cacciotta26 novembre 2015 16:59

    Purtroppo, di fronte ad un problema così grande e cosi bene da te argomentato e che, peraltro, nessuno dei "nostri" governanti che ci hanno governato e che, poveri noi, tuttora ci governano, non mi sento in grado di poter fornire alcuna idea al riguardo se non quella di rammentare una grande citazione del più grande uomo finora esistito al mondo e che sento di poter fare a meno di nominare ma che diceva "siamo uomini o caporali". Scusami per la disgressione e mi compiaccio con te cara Gisa per il problema che hai fatto molto bene a sollevare e da tenere vivo e che altrettanto bene hai saputo documentare. Auguri.

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  13. Occorrerebbero fondi, praticamente illimitati per fare delle opere utili e durature. Pare soldi non ce ne siano mai, fatti salvi i vari espedianti elettorali, che cmq sarebbero ben poca cosa dinnanzi alle catastrofi che accadono nel nostro Paese..
    Si dovrebbero utilizzare quelli che sono disponibili, in modo accorto, non è possibile che, ad ogni pioggia, ad ogni cosa, accadano tragedia, Siamo un Paese che è diventato fragile, perchè ab biamo trascurato le campagne, non puliti i boschi. cementificato ovunque è stato possibile. Un maggior impegno verso l'ambiente è diventato obbligatorio ed urgente,

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  14. antonella albertini28 novembre 2015 09:14

    Per prima cosa ognuno di noi dovrebbe imparare a rispettare l'ambiente, evitando di disperdere in giro rifiuti di ogni tipo e facendo un'accurata raccolta differenziata. Dove abito si fa la raccolta porta a porta ed è impressionante la quantità di rifiuti che produce la mia famiglia di quattro persone. Da qui l'esigenza irrimandabile di una differenziata accurata che permette il riciclo di una quantità enorme di materiale buttato. Purtroppo per risolvere il problema dell'inquinamento non è sufficiente il nostro impegno, che comunque è necessario. Dobbiamo per forza affidarci alle classi dirigenti di ogni singolo stato per combattere tutti i danni che la nostra società consumista produce. Serve ricerca per tamponare i danni, leggi severe che puniscono chi danneggia l'ambiente e tanti finanziamenti per correggere le storture . Confidiamo nella scienza e nella politica, non possiamo fare molto di più

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