sabato 31 ottobre 2015

Messina senz’acqua. Emblema della Vergogna

accorintidi Giangiuseppe Gattuso - Lo so che c'è l'imprevedibile, e a volte può capitare che qualcosa succeda nonostante si faccia prevenzione. Ma non è questo il caso.

Renato_Accorinti_con_la_bandiera_della_paceQui siamo di fronte alla sublimazione dall'ignominia, alla certificazione dell'incapacità delle istituzioni e di chi vi è a capo. Siano essi eletti, come nel caso del sindaco di Messina, il buon Renato Accorinti famoso per le sue battaglie ambientaliste e le magliette colorate "no ponte", "free Tibet" etc.. E siano i tanti responsabili di organismi operativi e di società addette alla fornitura di servizi essenziali come l'acqua. 

Il dato inaccettabile per qualsiasi  comunità, anche la più disastrata, è quello di avere consentito che una città importante come Messina rimanesse senz'acqua per oltre una settimana. Circa 250.000 cittadini, ivi compresi scuole e ospedali, abbandonati a se stessi. Autobotti e navi cisterna a fronteggiare una situazione d'emergenza incivile e ingiustificabile. 

Messinesi in coda per l'acquaE con le autorità regionali e nazionali sostanzialmente assenti. C'è voluto, nientemeno, l'intervento sui social network di Rosario Fiorello per portare all'attenzione nazionale il dramma dei cittadini messinesi. Otto giorni. Otto lunghi giorni senza avere la possibilità di utilizzare i servizi sanitari. Una follia.

Ora la riparazione del tubo dall'acquedotto Fiumefreddo, travolto dall'ennesima frana, ha consentito di immettere acqua nelle rete idrica cittadina ma non tutti i quartieri ancora possono usufruire del prezioso liquido dai rubinetti. E intanto la frana continua a muoversi e il tubo potrebbe ancora rompersi.

a rivluzione di CrocettaMa ciò che appare incredibile è la fragilità del sistema di gestione delle emergenze. Di ogni tipo. Gli esempi non si contano e il caso Messina è emblematico. Pensate che si sono persi più di due giorni solo per superare un problema "burocratico" relativo all'accesso all'area dove si era verificata la rottura del tubo. Sembra una barzelletta se non fosse una triste realtà. Mentre i vertici regionali, invece, erano impegnati a varare il quarto governo Crocetta. Una vergogna che ha fatto dimenticare ai siciliani le nefandezze di qualsiasi altro governo del passato. Una responsabilità che le forze politiche di maggioranza hanno tutta per intero e di ciò risponderanno ai siciliani.

giuseppe-zamberlettiMa la questione di come affrontare le emergenze non è nuova. Il Servizio Nazionale della Protezione Civile, nato con la legge n. 225 del 1992, ha proprio il compito di “tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e altri eventi calamitosi”. E da prima ancora il dibattito era incentrato nell'individuare meccanismi operativi di pronto intervento al punto che già nel 1981, Presidente del Consiglio Spadolini, fu nominato ministro per la Protezione Civile Giuseppe Zamberletti, ritenuto il fondatore della moderna protezione civile italiana.

viadotto-crollo-535x300Ma non basta. Le cose si sono ulteriormente complicate e la capacità d'intervento ha subito forti limitazioni e rallentato la capacità d'azione e d'intervento. Con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Per questo è necessario porre al più presto rimedio. Quando si verifica un'emergenza si deve intervenire. Bisogna avere la possibilità di superare le "normali" procedure amministrative, i permessi, le autorizzazioni, i tempi burocratici.

viadotto-himeraAltrimenti si verificheranno altre vergogne come l'acqua di Messina. O l'altra ignominia dell'autostrada Palermo Catania, l'A19, interrotta da una frana decennale che ha travolto una corsia del viadotto Himera. E se si riuscirà a realizzare la bretella di bypass nei tempi previsti saranno passati oltre sette mesi.

Trazzera Caltavuturo trafficoUn periodo di tempo lunghissimo e oltre ogni limite umano. Nel quale i viaggiatori hanno dovuto sobbarcarsi deviazioni e percorsi improbabili, e una vecchia regia "trazzera" è potuta diventare una necessaria valida alternativa. E un ignobile terreno di  pregiudizio e scontro politico. La Politica e i difensori della legalità, facciano lo loro parte, se ne sono capaci.

Giangiuseppe Gattuso
31 Ottobre 2015

34 commenti:

  1. Raffaele Bonafede1 novembre 2015 00:31

    Anche a Bagheria sono rimasti senz'acqua.

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  2. Gersado Gerlando Di Betta1 novembre 2015 00:32

    Posso dire e testimoniare che in alcune zone della Sicilia avvolte l'acqua manca anche 7-9 giorni specialmente in estate dove le giornate sono caldissime , e che non vi sono danni di carattere naturale come si è verificato a Messina con fortissime piogge dove sono scoppiate condotte idriche e che occorre anche del tempo materiale e di manovalanza, la colpa di chi è ? Certo si deve far presto, ma i primi soccorsi sono arrivati e anche subito con navi cisterna.

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  3. SICILIA

    Terra bella
    e senza speranza
    calata dal cielo
    in apparenza
    immersa nel buio
    più profondo
    nella sostanza.

    (17-novembre-2010)
    Di salvatore r. mancuso

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  4. Michele Maniscalco1 novembre 2015 07:37

    La Protezione civile,la burocrazia e i tempi d'intervento.

    Secondo me la burocrazia e i tempi lunghi d'intervento sono dovuti al fatto che siamo un popolo di imbroglioni e di ladri.

    Vi ricordate quando Berlusconi diede potere speciali a Bertolaso, capo della protezione civile, per interventi rapidi e saltare tutti gli ostacoli della burocrazia? Si, in effetti c'è stata la rapidità negli interventi, ma anche negli imbrogli e nelle ruberie. Quindi non solo le Istituzioni, ma anche noi siamo colpevoli.

    Nel caso specifico di Messina non capisco come può essere concepito un acquedotto che fornisce una città di 250 mila abitanti con una sola condotta e una rottura a causa di una frana lascia la città senza acqua per 7 giorni. Si è vero ci sono città come Agrigento che in estate rimangono giorni senza acqua. Ma qui gli abitanti si riforniscono in anticipo per potere fare funzionare almeno i servizi igienici. Immagino le difficoltà di una intera città che improvvisamente rimane senza acque principalmente per i servizi igienici.

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  5. Come non condividere questo Articolo di Giangiuseppe Gattuso. La mancanza d'acqua a Messina, ma anche tutte le nefandezze che voi Siciliani denunciate, mi fnno pserare che la stagione dei Cocetta, e di tutti i governi regionali che si sono succeduti in Sicilia, con le prossime elezioni Regionali, abbiano finalmente terminato di fare del male a questa vostra bella realtà, che è la vostra isola.
    Lo so che non sarà facile, ma penso che se i Siciliani sono stufi delle angherie, delle ladronerie, delle viokenze della malvita, che hanno subìto, e che subiscono da parte dei politici, e briganti vari, non resta loro che una scelta: Eleggere persone oneste e per bene, che abbiano a cuore i problemi della Sicilia che, secondo me, ha delle potenzialità (sopratutto turistiche) che nessuna altra terra ha. E' con questo augurio che termino il mio breve intervento, e, se posso, un suggerimento lo darei. Non si voti il Beppe Grillo che attraversa lo stretto a nuoto, ma i tanti componemti il M5S Siciliani, che, senza fare delle pagliacciate natatorie, riusciranno nel concreto a resettare tutto ciò che di marcio c'è nella politica Siciiana...... e non solo da voi.

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  6. Franco Gentile1 novembre 2015 10:17

    Ho letto l'articolo ed è giusto e preciso nella sua denuncia. Ma ormai, e sono sincero, sono stanco di denunciare tanto non c'è via d'uscita. Gli italiani certe cose non le capiscono o non le vogliono capire ed è uno spettacolo sconcio quello a cui quotidianamente siamo costretti ad assistere... ma tanto la musica sarà sempre la stessa. E se al momento del voto i cittadini continueranno a dare fiducia ai soliti nulla potrà cambiare in meglio.

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  7. E sì' è gravissimo lasciare una città come Messina senz'acqua per tutto questo tempo!
    D'altra parte una conduttura che è interna alla frana....frana con la frana.
    Valla a riparare!
    Certamente il governo Crocetta ha tutta la responsabilità di non saper intervenire con tempestività, ma il problema è generale e ha le sue origini in tempi ben remoti, quando c'erano quegli amministrazioni che tutti conosciamo e che hanno consentito di mettere a rischio il territorio e interi paesi in cambio di illeciti guadagni.
    Così cadono anche i piloni delle autostrade costruite con poco cemento e troppa sabbia; che dunque richiedono lavori di riparazione continui, portati avanti all'infinito per garantire un'occupazione permanente agli “amici”; cosa questa che va a gravare pesantemente sulle spese della regione senza mai risolvere definitivamente il problema.
    L'autostrada per Caltanissetta, e non solo, ha file e file di segnaletiche di deviazione, sempre le stesse da anni. Ormai fanno parte del panorama.
    E poi le pale eoliche a deturpare il paesaggio; e il muos, e le basi militari americane in ogni dove, la mancanza di lavoro (c'entra pure questo, visto che nelle scuole sono stati mandati degli psicologi per l'orientamento che vanno suggerendo corsi di studio “facili” screditando la cultura in generale, e suggerendo agli studenti di andarsene poi al nord: il che aumenterebbe la povertà del sud in tutti i sensi soprattutto nella qualità).
    Qualcuno ci mangia, se no non potrebbe passare tutto così liscio come l'olio!
    Certo la protezione civile andrebbe potenziata nel numero degli operatori e con contributi adeguati.
    Ma poi la storia è sempre la stessa: che fine fanno gli stanziamenti? In che percentuale vengono davvero utilizzati per intervenire come si dovrebbe?
    Fa specie pensare che alla fine ciò che tiene meglio in questa terra baciata dal sole sia la famosa trazzera tanto derisa da chi dovrebbe cominciare a piangere sulle proprie colpe.

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  8. Armando Pupella1 novembre 2015 10:23

    Condivido in toto l'articolo. Il palazzo (notare la p minuscola) dei Normanni è lontano da Giampilieri, Fiumefreddo, Scillato, Messina, e Palermo che erano vicine alle ex Province di Messina, Catania, Palermo. Producente trasformare Palazzo dei Normanni in museo per scriverlo con la P maiuscola e per far soldi facendo pagare un modesto biglietto. Idem per tutte le altre 19 regioni. Preferibili le Province, ridotte di numero, miglior espressione di autonomia locale perché amministrano un territorio più piccolo di quello regionale, ma 110 Province sono troppe. Che senso ha abolire le Province ELETTIVE per sostituirle con le città metropolitane NON ELETTIVE ? Post sciagura seconda guerra mondiale, pur con i dollari del Piano Maeshall, l'Italia fece il miracolo economico ma non aveva l'onere dei costosi consigli regionali ordinari; purtroppo esistevano già le regioni speciali. Per proteggere il territorio da frane e alluvioni bisogna difendere gli alberi dai mascalzoni che li bruciano; le radici degli alberi trattengono il terreno. In aggiunta alla piaga della corruzione c'è la gobalizzazione, madre di tanti problemi, che va affrontata rendendo competitivo il made in Italy con uno Stato snello, poco costoso, senza burocrazia asfissiante. In parole povere, senza spropositati privilegi e senza poltrone superflue. Troppe poltrone anche nel Parlamento Nazionale i cui membri è bene dimezzare senza abolire il bicameralismo paritario anche col quale fu realizzato il miracolo economico post bellico. I soldi non vanno sprecati per poltrone superflue , ma per lo sviluppo economico-sociale, per combattere la disoccupazione, per la manutenzione delle strade, per proteggerci dalle annuali alluvioni e dai frequenti terremoti. Il Giappone balla più dell'Italia, ma i suoi terremoti non fanno danni come i nostri. La legge elettorale, l'italicum, e tutte le riforme costituzionali in corso sono da rivedere. Plurimae poltronae, carissima, inefficientissima, corruptissima res pubblica. 

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  9. Caro Giangiuseppe alla tua sollecitazione rispondo con un solo incontrovertibile dato , l'inutilità , del ponte sullo stretto , ammesso che con le tecniche vigente si possa fare senza un impatto disastroso sull'ambiente . Ecco , le ciarle vengono al pettine , si vuole la luna quando no si ha di che vivere vi sembra una cosa plausibile ? Qualcuno glielo dica ai parolai di turno ( di tutti i colori e di tutti gli schieramenti ) che nella vita vi sono delle priorità, anche se non si può escludere delle eccezioni che confermano la regola,
    Sulla politica regionale non oso dire niente se non che negli ultimi venti anni siamo andati di male in peggio , e per ciò non bastono le lamentele, ma una seria organizzazione di riscossa morale che non intravedo all'orizzonte

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  10. Raffaella Schiavone1 novembre 2015 10:32

    Il vero grande problema è il dissesto idrogeologico e non solo in Sicilia...A Messina ora l'acqua è tornata e si aspetta la prossima emergenza,ma nessuno interviene sulle cause...I politici in tv si riempiono la bocca con ipotetici miliardi stanziati,poi vai a vedere i fatti e di concreto ci sono solo una manciata di milioni di euro....

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  11. Sicuramente qualcuno si e' pappato molti soldi , storia vecchia ormai ..e' quello della Sicilia un problema cronico .pero tanti giorni senza acqua ..nel 2015 fa impressione ..anche la piccola trazzera che ha tamponato ..parzialmente il problema ..che dire ..crocetta e' arrivato al 4° rimpasto ..sempre impegnati a spartirsi potere e poltrone ..i cittadini .ci sara' tempo per pensarci nel mentre rimangono senza acqua ..

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  12. Ringrazio il Direttore Giangiuseppe, per aver messo in evidenza l'ennesimo scempio ai danni della dignità di questa terra di Sicilia e del suo popolo, interamente addebitabile a governanti ignavi e politici incapaci, ai quali i siciliani hanno affidato il loro voto e la cui unica occupazione, sono invece, i propri interessi personali e della casta che sorreggono. Al sentimento offeso di Giangiuseppe, aggiungo la mia personale irritazione per questa classe politica iniqua, della sarebbe utile liberarsi il prima possibiile. Come se non bastassero le condizioni di arretratezza sociale, economica e strutturale in cui quest'isola è stata, prima volutamente tenuta e poi dimenticata, dopo il disastro di Giampilieri, la A19, la Catania Messina, poi frane e dissesti, adesso è la volta di Messina senz'acqua per ben sette giorni. Ma quello che irrita più di qualunque altra cosa, oltre al menafreghismo del governo centrale e regionale, è il fatto che qualsiasi cosa accade a questa malandata Sicilia, non suscita più nessun interesse neppure nei media, troppo occupati ad indirizzare il popolino verso gli elogi all'Expo, per nasconderne il fallimento sul piano economico, la pappa al pomodoro della Clerici, pittosto che le idiozie da raccontare alle stiratrici della D'Urso, che si accorge del dramma di Messina solo perché è un personaggio pubblico come Fiorello a denunciarlo e farlo diventare notizia. Mi sento allo stesso modo irritato anche con i siciliani, che continuano imperterriti a sostenere i mangiapane a tradimento, attraverso il loro voto ai soliti parenti, amici degli amici, che amano poi definirsi disonorevolmente "onorevoli"

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  13. Anna Lo Iacono1 novembre 2015 13:43

    Complimenti, hai centrato in pieno ciò che accade in Sicilia ed è una vergogna che si continui a pagare le tasse senza pretendere i servizi adeguati.

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  14. Bella rappresentazione di un andazzo osere millenario, la Sicilia come l'Italia è governata dai maestri del rappezzo, accade qualcosa? Vi si mette una pezza, spesso anche in ritardo, e poi una volta risolto, nell'immediato intendo, ci si dimentica, e si torna al solito tran tran.
    Nessuno che si preoccupi di andare a fondo del problema, a cercarne le cause, oltretutto alcune sono ben note, e pensare poi a una soluzione definitiva è assolutamente improponibile, siamo all'assurdo e al'incuria più totale, se non si opeva un cambiamento, della politica, dei politici, l' Italia continuerà ad affondare nella melma dell'inefficienza,faciloneria, burocrazia e malaffare...è ora di dire basta.

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  15. Fa naturalmente sgomento la mancanza d'acqua a Messina, durata solo qualche giorno per problemi legati ad un guasto, causato dal solito dissesto idrogeologico del nostro territorio. Ad Agrigento la mancanza d’acqua risale al 1960 e oggi, nel 2015 la situazione è pressoché inalterata. In alcuni quartieri i turni di erogazione sono almeno ogni 13 giorni e nessuno ne parla più, per la rassegnazione che ha preso il sopravvento. Non tutti sanno che, nonostante questo gravissimo disservizio, ad Agrigento l’acqua si paga con la tariffa più cara d'Italia (Osservatorio di Cittadinanzattiva), tariffa media annuale 419 euro per una famiglia di tre persone, quattro volte più che a Milano. E anche i disservizi son da record: dalle bollette pazze ai lavori di manutenzione considerati arbitrari, dall’addebito dei costi di servizi dei quali non si fruisce, ai distacchi selvaggi. Il servizio dell’erogazione è passato ai privati e gli interessi dei gestori costringono i cittadini a vivere come nel deserto. La legge sull’acqua, voluta da Crocetta è stata (come era ovvio) impugnata come lo sono state moltissime altre leggi a causa della sua incapacità ed estraneità alla cosa pubblica. Non ci si può stupire di nulla finchè saremo governati da questa questa mandria di incapaci.

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  16. Perché avviene tutto questo? Per me le cose accadono perché nelle nostre azioni manca la responsabilità quotidiana, nel senso che siamo bravi a puntare il dito verso gli amministratori ma mai facciamo un mia culpa mia culpa. Per oltre 30 anni abbiamo votato e rivotato idee obsolete e ora i nodi vengono al pettine( e ancora niente abbiamo visto). L'articolo è come sempre impeccabile e come sempre approfonditi sono i commenti ma a che servono se poi, non si mettono in atto comportamenti che " puniscono" i responsabili di questi scempi. Il popolo italiano è colpevole quanto gli amministratori. È strafottente quanto gli amministratori e come i politici si lamenta quando è direttamente colpito. Non c'è territorio Italiano martoriato da problemi e non vedo all'orizzonte soluzioni certe ma solo chiacchiere a cui gli italiani continuano a credere.

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    1. Non ci poteva essere commento più appropriato e pragmatico di questo. Grazie ad AsiaLucia.

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  17. Non sono messinese e non seguo la politica messinese ma ho visto il servizio realizzato da Stefania Petix due giorni fa e ho visto come il sindaco tentava di prendere in giro i messinesi. Questo basterebbe a chiederne le dimissioni in una comunità seria e rispettosa dei disagi altrui

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  18. Clarice D'Agostino1 novembre 2015 16:36

    Vergogna delle Istituzioni senza vergogna! Pensano solo a come spartirsi e garantire le poltrone e dei cittadini e dei loro problemi, di cui hanno solo la colpa di averli votati, non gliene frega niente a nessuno! Che lo STATO torni ai cittadini coscienti delle scelte e non imbambolati o ricattati per un piatto di lenticchie!

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  19. Rosalba Ferrara1 novembre 2015 16:44

    Oggi , la dignità del cittadino si è inabissata, assistiamo a situazioni di degrado, dove la violazione della dignità, l'inciviltà da terzo mondo è reale e frequente, sulla pelle del cittadino, come il caso di Messina. una città senza acqua, per giorni, a rischio di epidemie, dove si evince ancora una volta, la sordità della politica, uno scaricabarile scellerato, dove si favorisce il lucrare del privato.L'acqua, elemento primario e necessario, dove non si può consentire, improvvisazioni e inadeguatezze. Quindi, se c'è qualcuno che scalda la sedia, che venga sostituito, e se c'è qualcuno che debba finalmente alzare la voce e farsi sentire, che lo faccia, subito, forte, non parlando a bassa voce per non disturbare i culi sulle poltrone, credo che sia giunto il momento di non permettere che succedano più fatti cosi incresciosi.

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  20. Marisa Bignardelli1 novembre 2015 18:12

    Con il suo articolo, Giangiuseppe, ci fa rivivere un’ennesima emergenza!Giusto che ne parliamo. Il fatto è stato sottaciuto dai media e c’è voluto Fiorello a evidenziarlo, dicendo che siamo terzo mondo anche noi!Già la parola “emergenza” mi fa star male, perché vuol dire mettere pezze senza cercare soluzioni, significa spendere soldi per problemi che si ripresenteranno peggiorati e poi ci vorranno pezze più costose! Nove giorni senz’acqua andando con i bidoni a prenderla in autobotti private che vergognosamente ci hanno speculato! Non attribuisco nessuna colpa al sindaco, una persona che mi ha fatto un’ottima impressione e che ha pure rinunciato allo stipendio di sindaco a favore del comune !Vedere i messinesi caricarsi di bidoni di acqua, vivere il loro disagio e nessuno che se ne facesse carico,mi ha fatto capire a che punto siamo arrivati.Di chi sono le responsabilità?Il solito palleggio! Intanto l'acqua, la pagano a carissimo prezzo. Fa male stato completamente assente, governatore inetto, dissesto idrogeologico. Sembra che tutto si sia coalizzando per farci capire che è il momento per pagare tutti i conti ,ciascuno per le proprie responsabilità e noi cittadini per primi!Spero solo che la finiamo con la farsa dell’autonomia che ci ha solo arrecato danni!

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  21. Mi ha colpito, molto tempo fa, l'articolo su "I Siciliani" dell'ottimo giornalista Giuseppe Fava su Messina e la spartizione del suo territorio tra le famiglie mafiose. Mi ha colpito perche' questo articolo non ebbe la giusta risonanza in campo nazionale e perche', fin da piccolo, la si giudicava a provincia "babba". Un bel salto di qualità': anche Messina assurgeva a territorio mafioso.Ho sentito pero' parlare bene del sindaco ambientalista e stento a credere in un suo coinvolgimento. Messina ha un territorio difficile e problematiche vie di comunicazione, compresa l'autostrada. E' assurdo che una frana possa mettere in ginocchio una città' di 250 mila abitanti. Ma ancora più' assurdo mi sembra il fatto cha la Protezione civile non abbia previsto e non abbia dunque usato le precauzioni necessarie ad evitare tutto questo. Fiume freddo, paese che fornisce acqua alla città', si trova in provincia di Catania, a circa 60 km da Messina. Dove e' avvenuta la frana? Perché si lascia una conduttura cosi' importante in balia di, ormai costanti, stravolgimenti atmosferici? Il territorio messinese, e specialmente la zona ionica, ad iniziare da Giardini Naxos, e' di una pericolosità' estrema. Bisogna che tutte le autorità' della Provincia si attivino, ad iniziare dal Prefetto, ed attenzioni no la Regione ed il Governo. Le alture e i molti torrenti che le attraversano, oltre ad una dissennata urbanizzazione, sono una micidiale polveriera per i paesi della costa. Giampilieri deve rimanere un monito per tutti. E che non si parli di ponte sullo Stretto perche' e' da scellerati farlo considerate le condizioni in cui versa la Sicilia con le sue vie di comunicazione.

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    1. Tutto vero, va anche detto che ieri in unn modo o nell'altro è stato accomodato il danno alla conduttura e l'acqua e tornata nei rubinetti.
      Immagino il malessere ed i disagi dei Messinesi.
      Non immagino invece lo stato d'animo degli Agrigentini,malgrado da sempre filogovernativi, l'acqua dai rubinetti non la hanno mai vista scorrere.

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  23. NON E' MIA, ma credo rispecchi chiaramente l'accaduto. - Lo scandalo di una grande città lasciata senza acqua per una settimana sta nelle immagini dell’assalto di intere famiglie ai furgoni di improvvisati venditori d’acqua, ma sta soprattutto nelle foto scattate a venti chilometri da Messina dove 500 metri cubi al secondo di un acquedotto strozzato, l’Alcantara, si perdono su un ruscello limpido che scorre fino a mare. Con l’acqua buttata via. Come rivela a Corriere.it l’ingegnere che quell’acquedotto fece costruire nel 1965, l’ottuagenario Nino Galatà, 85 anni: «Se lo accaparrò un ente regionale fallito, l’Eas, poi la società ‘Sicilia Acque’, ma imponendo prezzi astronomici al Comune di Messina che, sbagliando, mollò quel bene prezioso. E oggi l’acqua si perde...». shadow carousel Truffe, racket e sete: emergenza acqua a Messina ] MESSINA - Lo scandalo di una grande città lasciata senza acqua per una settimana sta nelle immagini dell’assalto di intere famiglie ai furgoni di improvvisati venditori d’acqua, ma sta soprattutto nelle foto scattate a venti chilometri da Messina dove 500 metri cubi al secondo di un acquedotto strozzato, l’Alcantara, si perdono su un ruscello limpido che scorre fino a mare. Con l’acqua buttata via. Come rivela a Corriere.it l’ingegnere che quell’acquedotto fece costruire nel 1965, l’ottuagenario Nino Galatà, 85 anni: «Se lo accaparrò un ente regionale fallito, l’Eas, poi la società ‘Sicilia Acque’, ma imponendo prezzi astronomici al Comune di Messina che, sbagliando, mollò quel bene prezioso. E oggi l’acqua si perde...».


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  24. Ornella Ferrara1 novembre 2015 23:50

    La totale assenza politica indigna ma posso dire che la protezione civile regionale era presente e si é spesa per mitigare i disagi. Vergognoso che una città con 250 mila abitanti rimanga senz'acqua per tutti questi giorni. Purtroppo la natura ci sta restituendo, con i dovuti interessi, quello che gli abbiamo tolto. Il nostro territorio si é arreso a discapito di tutti.

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  25. Purtroppo parliamo di malanni cronici. Di fatti che accadono con cadenza ciclica, quasi obbligatori. Pensare che la Sicilia possa essere considerata a rischio desertificazione fa sorridere amaramente. L'acqua del cielo si perde nel mare e a volte facendo disastri. Il sistema idrico complessivo fatto di reti urbane, extraurbane, laghi artificiali e canalizzazioni è da sempre carente e, quando previsto, mai del tutto completato. E quindi ecco che abbiano interi territori agricoli con carenza d'acqua per irrigare e dighe poco utilizzate. Servizi per la distribuzione che sono carrozzoni sempre a caccia delle risorse finanziarie per pagare gli stipendi. E centri urbani come Agrigento, e non solo, in perenne crisi idrica dove l'attesa settimanale può diventare la norma.
    Direbbe qualcuno di mia conoscenza e allora che si fa? Ci lamentiamo perché non va niente bene e vediamo il bicchiere mezzo vuoto? E invece dovremmo tifare per i governi in carica e fare fronte comune altrimenti siamo "contro" e siamo solamente i soliti gufi.
    Credo, invece, che non c'è abbastanza protesta, non c'è la necessaria indignazione popolare che si tramuta in manifestazioni vere e di piazza. C'è, questo si, una protesta virtuale, sui social e, al più, quando certi media pilotati lo prevedono, una protesta organizzata davanti qualche microfono.
    Poi, comunque, quando si voterà, e se la consapevolezza sulle reali condizioni del nostro sistema, lo consentiranno, i cittadini, forse, decideranno di cambiare.

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  26. antonella albertini2 novembre 2015 14:20

    Leggere di queste vicende fa venire rabbia, soprattutto perché riguardano una terra ricca di storia e di arte come la Sicilia, una vera miniera d'oro a cielo aperto. Quando qualcuno vaneggiava di ponte sullo stretto mi chiedevo come fosse possibile pensare ad una simile opera, che fra l'altro avrebbe danneggiato enormemente la bellezza del paesaggio, quando la Sicilia ha bisogno di rifare interamente la rete fognaria, quella viaria, la rete idrica. Sono queste le necessità più urgenti che sono anche servizi essenziali. Purtroppo questa regione ha vissuto sulla sua pelle per troppi tempo la connivenza fra mafia e politica, più di ogni altra regione italiana. C'è bisogno di tanta reazione da parte dei siciliani, che oltre a protestare devono organizzarsi in liste civiche, dove persone oneste, competenti e di dirittura morale si mettano in gioco per sostituire completamente la classe politica attuale. C'è bisogno di un ricambio totale, di mettere da parte i partiti e di gestire la Regione come si fa con un'azienda, per ridare dignità ad un territorio bellissimo, per dare risposte adeguate ai cittadini esasperati

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  27. Peter Schmailzl2 novembre 2015 16:02

    Purtroppo l'incuria può diventare tradizione , sarà difficile debellare questo problema,ma non impossibile. Bisogna lottare , sì con la scheda di voto, ma anche con denunce mirate e con insistenza fastidiosa, non mollare, ripetere le proteste senza sosta,solo così si rende l'ambiente politico invivibile ai soliti scalda poltrone. Non mollare, infastidite fino alla disperazione!

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  28. Vorrei chiedere a qualcuno di mia coscienza, dove ero io, e qualche altro quando si violentava il territorio, il mare, le 'coste, si cementificavano gli argini dei fiumi, e potrei continuare
    all'infinito.
    Dove eravamo quando i Verdi e gli ambientalisti ''Rompevano le palle''?

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  29. Lorenzo Romano2 novembre 2015 23:24

    Con il suo articolo, Giangiuseppe Gattuso, partendo dai fatti di Messina denuncia la totale assenza di politiche, ai vari livelli istituzionali, di tutela dell'ambiente per evitare i danni "derivanti da calamità naturali, da catastrofi e altri eventi calamitosi". Condivido l'analisi espressa nell'articolo. Con il contributo del mio pensiero, non sottovalutando le responsabilità dell'amministrazione centrale e degli organismi preposti, vorrei focalizzare l'attenzione sulle responsabilità dell'ente regione. La Regione Sicilia con il suo speciale statuto che, fin dal 1948, le conferisce autonomia funzionale e finanziaria che non hanno le le altre amministrazioni autonome non è stata capace di mettere in campo politiche di sviluppo economico. Con il mare magnifico e le bellezze artistiche si potevano attuare politiche per incrementare il turismo. Con la terra, politiche per l'agricoltura. Nulla è stato fatto e, negli anni 50/60 tanti siciliani sono stati costretti ad abbandonare affetti, casa e pezzetti di terra per emigrare al nord. Tutti i giorni veniamo a conoscenza di episodi di malcostume come l'utilizzo dei fondi pubblici per finanziare enti inutili improduttivi ma, che elargiscono lauti stipendi magari a gente che ha tre incarichi regolarmente retribuiti. Intanto aumentano le famiglie povere il cui unico sostentamento, spesso, deriva dalla misera pensione dei nonni. Come può svilupparsi una regione quando mancano le indispensabili infrastrutture: strade, ferrovie, ospedali efficienti e l'acqua potabile. Il vivere civile di un popolo lo si misura dalla dotazione e dall'efficiente distribuzione dell'acqua potabile. I siciliani sono privati di questo servizio per inettitudine amministrativa a tutti i livelli . L'acqua è sinonimo di vita, la mancanza produce, oltre ai disagi, situazioni di precarietà sanitarie. Tutti sappiamo che in Sicilia le risorse d'acqua sono ingenti, mancano gli acquedotti efficienti ed una corretta e continua distribuzione dell'acqua in tutte le abitazioni dei siciliani. E mentre mancano le politiche per la tutela dell'ambiente prolificano le concessione edilizie che saccheggiano e dissestano il territorio. Poi basta una calamità naturale per far mancare, per un certo periodo, l'acqua ad una comunità, oggi a Messina , domani ad un'altra città. E che dire dell'interruzione dell'autostrada A19 Palermo-Catania. Tante polemiche sui colpevoli, rivendicazioni di fondi, ma intanto i siciliani vengono privati di quelle poche infrastrutture con ulteriori danni ai trasporti locali e disagi alla mobilità in generale. I primi anni, tornando in Sicilia mi arrabbiavo nel constatare che i problemi dell'acqua, delle strade interrotte rimanevano invariate. Passavo da una situazione ,dove la mancanza dell'acqua era inconcepibile e la mobilità agevolata, per trovarmi in una situazione opposta. Ora quando torno in Sicilia e, lo faccio tutti gli anni, sono rassegnato alla situazione di degrado. Io posso permettermi il lusso della rassegnazione tanto poi ritorno a casa. La gravità consiste nella rassegnazione dei siciliani che restano, non hanno più fiducia negli amministratori locali e tanto meno nel governo nazionale. Spero in uno scatto di orgoglio e i siciliani ne hanno tanto.

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  30. https://www.youtube.com/watch?v=R8JN2ayEjso

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  31. Lucia Vittoria Di Marco5 novembre 2015 17:14

    Concordo. E' vergognoso! Un'isola così importante da un punto di vista turistico, abbandonata a livello politico e mediatico. Su Messina si è fatta più informazione su Twitter che ai Tg e sulla stampa.
    Il diritto all'acqua e' un diritto umano universale e fondamentale. Non può essere intermittente o mancare per giorni solo per problemi burocratici o di natura politica.

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  32. Prendersela con gli attuali esponenti della politica, serve fino ad un certo punto e denota, a mio modesto avviso, il solito attegiamento italiano e ancor più meridionale, di darla addosso ai politici dimenticando il proprio attegiamento rispetto alla politica stessa. La domanda è molto semplice...chi ha eletto chi??? E nn mi riferisco solo all'ultimo giro elettorale, ma a decenni di abitudini e convivenze che oggi hanno portato la situazione ad essere com'è. Prendiamo il viadotto dell'A19 crollato... davvero non si poteva prevedere? Chi si è occupato della manutenzione? Il cedimento del terreno è un fatto improvviso o poteva essere evitato con apposite analisi idrogeologiche? In Sicilia come in Italia 'chi si occupa di cosa? E chi si dovrebbe occupare di cosa come c'è finito in un posto di responsabilità e magari contiua ad occuparlo? Non sono un sostenitore di Crocetta, per carità, ne tanto meno come è ben noto, dell'attuale governo, diretto da quell'improponibile tricheco di (r)enzi, ma mi sento in obbligo di puntualizzare che addebitare a queste 'figure' politiche 'tutta' la resposabilità di un dissesto che si trascina da decenni, sarebbe come lamentarsi con la vicina per l'acqua versata sulla biancheria stesa mentre fuori diluvia. Come hanno votato i siciliani per decenni? Come voteranno in futuro?...Voteranno? O preferiranno in quelle domeniche na bella scampagnata pi gghiri arrustiri?

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