domenica 12 luglio 2015

GRECIA. UNA GRANDE PROVA DI DEMOCRAZIA

Democrazia-Tsipras

di Giangiuseppe Gattuso - Domenica 5 Luglio 2015 abbiamo assistito alla celebrazione di una grande prova di democrazia applicata.

Un popolo, in uno dei momenti più difficili della sua storia, al centro di una pressione mediatica senza precedenti, e con gli occhi di mezzo mondo addosso, ha consapevolmente e con coraggio indicato la strada da percorrere, segnando una scheda elettorale.

Tsipras-640x280Alexis Tsipras, il Primo Ministro greco, classe 1974, ingegnere, in carica dal 26 gennaio 2015 è Presidente di Syriza, il partito della sinistra radicale che ha vinto le scorse elezioni del 25 gennaio 2015. Per cinque mesi ha condotto una serrata trattativa con i vertici dell'Unione, insieme al ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Si trattava di concordare pesanti interventi strutturali sulle condizioni socio economiche della popolazione e le modalità di rimborso dei debiti contratti dalla Grecia con le istituzioni finanziarie e i paesi dell’Unione. Una questione rovente che il nuovo Governo ellenico si trova ad affrontare tenendo conto dei disagi e delle difficoltà dei cittadini.  

img1024-700_dettaglio2_Tsipras-e-VaroufakisTsipras, con notevole coraggio e lucida follia, ha voluto portare al giudizio del “suo” popolo una decisione importante e lo ha fatto utilizzando la forma migliore finora conosciuta per governare una nazione. La “Democrazia”. E i Greci hanno risposto e deciso. Il 'No' a quel piano dei creditori ha avuto il 61,31%, contro il 38,69% dei 'Sì', con un’affluenza del 62,5% degli aventi diritto. Il quorum era del 40%, molto più in basso.

oxiUn risultato forte e netto. Senza dubbi, che ha fotografato la volontà popolare. In questo modo il governo ha avuto un mandato pieno che, finito il momento elettorale, lo ha legittimato ulteriormente ad andare avanti. A rappresentare il popolo intero nei confronti dell’Europa, senza distinzione tra chi ha votato no e chi ha votato si. Come si fa, appunto, in democrazia, e come è, e deve essere, quando un Popolo libero esercita l’imprescindibile e fondamentale diritto di voto. Le scelte sono e saranno difficili e i sacrifici altrettanti, come per tanti altri cittadini europei. Ma, in questo caso, si tratta di continuare a vivere, da europei, con dignità e speranza per il futuro. Il popolo greco ha indicato la strada, il Parlamento e il Governo hanno fatto il resto. La Grecia è e resterà in Europa.

È stata, voglio ribadirlo, una grande prova di Democrazia. L’espressione più piena di civiltà e maturità politica. Un messaggio importante per tutto il mondo. La Grecia è stata capace in soli sei giorni di organizzare un referendum, di celebrarlo regolarmente e senza incidenti, con una partecipazione straordinaria al di la di ogni aspettativa. Chissà quali altri paesi avrebbero avuto il coraggio e saputo fare altrettanto.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse<br />03-02-2015 Roma<br />Politica<br />Palazzo Chigi - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi incontra il Primo Ministro greco Alexis Tsipras<br />Nella foto Matteo Renzi regala una cravatta ad Alexis Tsipras<br /><br />Photo Roberto Monaldo / LaPresse<br />03-02-2015 Rome (Italy)<br />Chigi Palace - The Prime Minister Matteo Renzi meets whit the greek Prime Minister Alexis Tsipras<br />In the photo Alexis Tsipras, Matteo Renzi<br />L'Europa, il suo Parlamento, le istituzioni europee tutte, e anche i governi dei Paesi membri ne hanno preso atto. E adesso bisognerà dimostrare di non essere solo un insieme di staterelli, più o meno egoisti, ma una vera “unione” di autonomie con un'anima unica. Niente ricatti e niente terrorismo psicologico. L'Europa ha bisogno di cambiare, di dare maggiore potere ai popoli, di uscire da una politica troppo ragionieristica e spesso diretta dalle aride regole della finanza. Ci sono emergenze per le quali una grande Europa può e deve svolgere ruoli importanti. Ci sono popoli vicinissimi che premono e che hanno bisogno di interlocutori credibili. Insomma c’è tanto bisogno degli Stati Uniti d’Europa.  

640x344_1427135324018_Germany_Greece_rainEd è il momento che la Politica torni a farsi carico del governo dell’economia e non il contrario come è successo in questi ultimi anni. I mercati e le banche non possono e non devono decidere i destini dei popoli e delle nazioni. C'ė bisogno quindi di uno spirito nuovo che ripercorra l’ispirazione originaria per ritrovare e riprendere la strada perduta.

Ho ascoltato i discorsi di Tsipras al Parlamento e al suo Popolo, le reazioni della gente per strada, l’entusiasmo dei più e le forti preoccupazioni. Ho percepito passione, ho sentito il cuore. I cittadini greci hanno partecipato in massa, pacificamente e democraticamente. E perfettamente consapevoli delle conseguenze di quello che stavano facendo. Non è poco. È un risultato enorme e bellissimo. La storia è segnata.

Giangiuseppe Gattuso
12 Luglio 2015

31 commenti:

  1. di Mi dispiace , ma non condivido affatto il tuo definire democrazia ciò che è stato una forma di demagogica di populismo ( come lo ha definito la Bonino che di referendum se ne intente ) e perché dopo il massiccio no il proponente il referendum Tsipras ha riproposto un accordo che ripropone l'accordo che aveva rifiutato tanto da spaccare il suo partito con l'unico effetto di rafforza ii corvi tedeschi che insistono per l'uscita della Grecia danneggiando l'intera Europa . Nei fatti , lo stesso Tsipras ha ammesso di aver fatto degli errori . Ciò non significa che non bisogna lottare per sconfiggere le intransigenze dei duri e puri Tedeschi , ma che si poteva fare più agevolmente continuando a trattare come poi ha in realtà fatto cacciando e/o favorendo la fuoriuscita del suo ministro , cosa che era meglio fare prima , ora le cose si sono complicate e speriamo che il resto di Europa rinsavisca e sia capace di non accettare le stronzate di alcuni falchi tedeschi

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  2. Michele Maniscalco12 luglio 2015 08:26

    Ottima esposizione dei fatti. Articolo che arriva in tempo giusto per commentare la posizione del governo greco e la discussione in corso nella UE se mantenerla in Europa con un piano accettabile per tutti.

    Complimenti al popolo greco e al suo governo per aver saputo organizzare un referendu così importante in tempo da record e senza l'accusa di brogli come spesso avviene dalle nostre parti.

    La cosa che trovo strana è che la destra europea vuole sfruttare il risultato chiaro di questo referendum per rivolgerlo contro l'euro. facendo finta di non sapere, compreso il Grillo e il nostro Matteo 2° che il popolo greco non ha votato contro l'euro, ma contro le condizioni imposte dalla Merkel e compagnia bella. Questi nostri due illustri connazionali vogliono anche loro organizzaro un referendum, ma contro l'euro.

    Quello che mi sorprende è che adesso Tsipras offre sacrifici alla Ue più grandi di di quelli per cui i greci hanno detto no a grande maggioranza: 12 miliardi euro di tagli e risparmi in 2 anni, qualcuno ha scritto che paragonando il PIL greco e quello italiano e come se il governo italiano proponesse una manovra da 100 miliarrdi.. Nonostante questa proposta così avanzata una parte dei membri Della UE dice che non è credibile. Conclusione Questi vogliono l'uscita della grecia dall'euro. Ma in fondo siamo sicuri che nel medio periodo non sia meglio per la Grecia?

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  3. Credo che la testimonianza di questo evento non è stata salutare per coloro che "FANNO POLITICA" - A seguito della grande vittoria dei NO si sono presentati nelle più svariate trasmissioni delle migliori testate televisive una buona parte degli INTERPRETI messi a STIPENDIO del SISTEMA! Questi spocchiosi conoscono e sono coscienti dell'EFFETTO RETARD che questa esperienza ellenica... sanno che ormai tutto NON sarà come prima! Il POPULISMO, l'ANTIPOLITICA... lo vadano a dire a coloro a cui hanno lavato il cervello ed ancora continuano a farlo! Ecco perchè ho sempre sostenuto che solo una GIUSTA COMUNICAZIONE ed INFORMAZIONE - che poi si sostanzia in FORMAZIONE PERMANENTE E RICORRENTE - è la sola capace di svegliare le coscienze! Abbiamo uno strumento che è l'INFORMATICA dove potremmo indicare alcune valiabili significative per la formazione ( E-Learning ) e per rafforzare la propria capacità al fine di rendere capace ciascuno di rafforzare sia conoscenza che comportamenti ( Empowerment ) per avere quelgli automatismi espressivi di fase finalizzate all'esercizio della Cittadinanza attiva. (Piero Liga - Presidente Movimento ULTIMI )

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  4. Rosalba Ferrara12 luglio 2015 08:56

    Domenica, 5 luglio, data storica nella storia europea, una data che dimostra che la parola Democrazia è ancora una speranza per molti. Il popolo greco, messo all'angolo, in questi anni, mortificato e deriso, ha dimostrato e dato uno schiaffo a tutta l'Europa. L'orgoglio e la consapevolezza della propria identità, che quando si sente minacciato, si unisce ribellandosi, come ha sempre fatto nella sua storia, ha avuto il coraggio di sfidare apertamente questa Europa, che ha generato disperazione, non solo ai greci, svilendo la democrazia, negando la sovranità al popolo, con la complicità di chi li asseconda. Uno schiaffo clamoroso, una scossa tellurica, che l'Europa dei tecnocrati non potrà ignorare. Comunque vada, questa Europa, basata su criteri prevaricatori, oggi ha perso. Onore al popolo greco, che con il suo No, potrebbe costringere, a molti, a gettare la maschera...! Oggi, a guardare la Grecia, cosi vicina all'Italia, sembra sempre più lontana.....

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  5. poche cose mi tengono ormai incollata al televiore e domenica scorsa noi tutti in casa siamo rimasti pressoché incollati allo schermo, anzi per meglio dire, facevamo la spola fra il notiziario di sky, la diretta dalla Grecia del canale ERT e gli approfondimenti al computer. Un'ansia di capire, una grossa invidia perché in ogni caso, LORO hanno avuto la forza di dire .....L'Europa è NUDA oggi, non era così che l'avevano immaginata i Padri Fondatori....

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  6. La Germania di Schauble vuole la Grecia fuori dall'euro.
    Almeno per cinque anni.
    Vogliamo riflettere un momento su questa notizia?
    Con calma.
    Prima di andare in escandescenza accusando Tsipras di tradimento....?
    sono molto ma molto diffidente sulle notizie che vengono date. Soprattutto quelle italiane
    (siamo al 72° posto come libertà d'informazione).
    Guardare i TG mi fa male al fegato....
    io sono sicura che non sappiamo quello che veramente accade in queste riunioni e in questi trattati europei. Anche in rete passa poco sull'argomento e comunque bisogna annaspare tra maree di bugie e depistaggi informativi prima di arrivare a leggere una verità!......
    un vero e proprio lavoro!
    Non so cosa succede in Grecia, non so cosa vuole fare Tsipras...sospiro e spero inneggiando, sempre, alla democrazia......

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  7. In primis volevo complimentarmi con il Direttore per il suo splendido articolo,infatti il suddetto sopra citato casca proprio a pennello,considerando il brutto periodo che sta vivendo la Grecia.Intanto si devono fare i complimenti al popolo greco per la loro tempestivita' per esser riusciti ad organizzare il loro referendum,in cosi poco tempo quasi da record.Speriamo possano rimettersi in piedi....e la popolazione greca possa riprender a vivere e a esser proprietari della loro volonta'.

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  8. Populismo o democrazia?
    A ben vedere sono la stessa cosa; né il termine populismo ha in sé un significato così negativo per come lo si voglia fare sempre apparire.
    Populismo a fine ottocento fu chiamato quel movimento rivoluzionario russo che tendeva a rivalutare le condizioni del mondo rurale.
    E populismo, in generale, è quell'atteggiamento che vuole semplicemente sostenere i valori delle classi popolari magari con accenti un po' forti; qualora si scada nell'eccesso e nella retorica, allora giustamente viene attaccato e ridicolizzato; però è già altro, è fanatismo, dunque altra cosa da sé.
    Ma oggi il punto non è questo, se non solo di striscio; in tale contesto il punto sono il popolo greco e il suo destino.
    Grexit sì, Grexit no?
    L'ultima del ministro delle finanze tedesco Shaeuble, è la proposta di un'uscita dall'euro della Grecia per cinque anni!
    A mo' di un padre “severo”, che, consapevole dell'impossibilità di suo figlio di cavarsela da solo, gli dica di andarsene di casa per un tempo, e poi tornare a “ripresentare i conti”, quasi sicuramente - salvo un miracolo- da fallito; di fatto a testa china, per ritrovarsi sottomesso a condizioni di vita più dure di prima, rimproveri compresi.
    Così questo servirebbe anche di esempio a tutti gli scontenti in attesa!
    Guai a chi osi ribellarsi, pur nel rispetto della propria costituzione e senza la volontà di ledere altri!
    Cose da grandi....!
    La Troica ora sembra disposta a mettere in gioco cinquanta milioni “asset”, ma affidati ad un trust, una specie di bad company che se ne prenda carico.
    Che “stravaganza”!
    Ciò che meraviglia sono i parere contrari alla Grecia da parte dell'Irlanda, della Finlandia e del Portogallo (pensa tu!).
    Grillo e Renzi 2 parlano anche loro di un'uscita, concordata con tepore però, dall'euro; solo una chiacchiera?
    Ieri dieci ore di discussione per riaprire stamattina!
    A tra poco le novità!

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    1. Leggasi cinquanta miliardi.

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  9. Poi quella degli aiuti umanitari.....!

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    1. Gabriele Marolda12 luglio 2015 13:20

      Nonostante la febbrile attività degli organi comunitari, nella migliore delle ipotesi la Grecia accetterà un piano molto simile a quello già proposto dalla Troika; nel peggiore uscirà dall'erozona.

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  10. ANDREA FERLITA12 luglio 2015 16:49

    Appena vinto il suo referendum Tsipras si affretta subito a dichiarare che vuole rimanere dentro l'Europa e che questa debba curare le nostre ferite. Non ha ripreso la tematica di riattivare le stamperie nazionali della dracma e e di tornare cosi´ alla sovranita´ monetaria. La vittoria de No avrebbe significato pure la riconferma della Colizione, la sua vittoria politica. E Varufakis cosa fa? Si dimette e se ne torna a insegnare nella sua Universita´ negli USA dove sta la regia di tutto cio´ che accade in Europa. Barattare l´Indipendenza della Grecia finalmente dal ricatto insolente della BCE per una ristrutturazione del debito pubblico mi sembra troppo poco. Soprattutto dopo tutto il casino fatto fino adesso.

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  12. A coloro che contestano la scelta di Tsipras di aver indetto un referendum sullo strapotere finanziario e bancario dell'UE e dei suoi effetti disastrosi, vorrei sommessamente porre due domande: 1) siete contenti di come, non solo la Grecia ma anche il nostro Paese sono trattati dall'attuale sistema di regole e dagli egoismi che vengono imposti ai singoli Paesi membri? 2) Prima di questo referendum avevate avuto notizia di qualche atto concreto di ribellione nei confronti dei disastri compiuti dalla Troika e dai Capibastone europei che hanno messo in ginocchio i Paesi più deboli? Prima della netta posizione, assunta dal Governo greco, abbiamo assistito alle solite sicumere espresse nei salotti televisivi da molti politici i quali, sintonizzandosi con la pancia dei cittadini fingono di voler cambiare le regole e poi, nell’Aula del Parlamento europeo, votano sempre allineati e coperti per non dispiacere madame Angela Merkel. Questa è stata fin qui la reazione dei nostri politici a cominciare dal nostro presidente del Consiglio che, sul punto, continua a tacere (dopo essersi schierano per il si al referendum greco). Evidentemente non si è ancora ripreso dallo schiaffo subìto. Saranno i prossimi mesi a dire cosa cambierà per il popolo greco e nel resto d’Europa dopo gli ultimi esiti scaturiti dalla trattativa Grecia-UE. So bene che nessun esito è scontato. La stampa intanto continua a fare terrorismo e a disinformare i cittadini sul calo di consenso del Presidente di Syriza e su presunte spaccature della sua maggioranza che hanno stravinto le elezioni (ricordate la campagna di bugie per condizionare il voto referendario dei cittadini Greci?). L’importanza di questa prova muscolare, secondo me, consiste nell’aver messo i piedi sul piatto e nell’aver mandato a dire ai potenti che soffocano le democrazie dei popoli, che da oggi si fa sul serio e che si è passati dalle parole ai fatti. Hai visto mai che qualcuno pensi di seguire l’esempio greco costringendo Angelina a rivedere un bel po’ di trattati comunitari?

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  13. In Grecia è nata la cultura, in Grecia vogliono farla morire.
    Un grande Tsipras, un immenso Varufakis (il nome del suo successore, ancora non ho imparato a scriverlo), hanno cercato e cercano di salvare il loro popolo. un Grazie sincero a loro e un oin bocca al lupo al popolo greco, che nessuna colpa ha, se è stato governato da dei masnadieri, in precedenza.
    Forse sarà bene, ci si svegli anche noi, perchè vedere i due greci, e paragonarli a Renzi e a Padoan, non nego, mi viene l'angoscia, Con Tsypras e con il popolo greco, sempre.

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  14. Gloria Trizzino12 luglio 2015 23:38

    A prescindere dal fatto che è mia forte convinzione che la Grecia non debba e non possa uscire dall'Europa a meno che non si voglia indirettamente il suo suicidio, penso che aver indetto un referendum e' certamente più democratico di un governo che fa le riforme (molto discutibili) a botte di fiducia. Io più che in Renzi fido in Padoan. Gli anziani servono sempre se sono onesti.

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  15. Caro Direttore, questa mattina avevo corretto il mio scritto di ieri.
    Mi sembra possa valere come commento al tuo bel articolo..
    Eccolo.
    E' vero che la Grecia (sul piano economico) ha colpe imperdonabili per quanto le sta succedendo, ma è altrettanto vero che l'Europa, così come recitano le regole che l'hanno costituita, non può stare in piedi. L'Eurozona dovrà essere rifondata eliminando alcuni lacci e laccioli, voluti sopratutto dalla Germania e dai paesi del Nord. Se non sarà così, malgrado le rassicurazioni di Renzi e di Padoan, (anzi proprio per questo), i prossimi saremo noi, seguiti da Spagna e Portogallo. La Grecia ora è in "mutande". Tsipras si è messo oltre i 90° di fronte alla Merkel ed Holland, con il fine di ottenere un po di aiuti per tirare avanti. Tsipras è disposto a fare anche l'impossibile rispetto alle richieste che i falchi tedeschi gli stanno richiedendo. Ma non basta! Non basterà mai. Caro Tsipras, arrenditi, dimettiti. Non hai capito, o forse l'hai capito anche fin troppo bene, che questi non vogliono che sia un “comunista” a salvare il proprio Paese? Non gli interessa assolutamente niente dei debiti della Grecia. Se vogliono possono cancellare tutto, come fu fatto per i danni di guerra causati dalla Germania nazista. Ma, caro mio, introdurre in Europa occidentale il "germe" comunista, per di più con la capacità di governo........ eh no questo è intollerabile. Ecco perché non raggiungerai mai un accordo. A meno che Obama non insista tanto perché forzatamente, e per cause di forza maggiore, trovino la quadra per te. Infatti lui teme che tu ti rivolga alla Russia, o alla Cina, e questo non è proprio accettabile da parte degli S.U. d'America. La Russia, la Cina, assieme agli aiuti che ti potrebbero dare quei "comunisti", vorrebbero anche le basi militari sul territorio Greco.
    Questi, secondo me, sono i motivi principali per cui non si trova l'accordo. E questi sono anche i motivi (intervento di Obama) per cui lo si dovrebbe trovare.
    Alla Merkel e gli altri, non interessa la disperata situazione economica in cui versa il tuo Paese, tanto meno a ciò che stanno patendo i tuoi Cittadini più poveri. Per loro potrebbero anche morir di fame i bambini, gli anziani senza i medicinali salvavita. Non è questo il problema. Quello vero sei tu caro Tsipras, per la Gracia, per salvare la tua gente dovresti dimetterti ed andare subito ad elezioni anticipate.
    E forse non basteranno nemmeno le elezioni anticipate, se gli avvoltoi della destra europea non saranno sicuri che le perderai.
    Sono sicuro che a proposito di quanto ho scritto, il detto di Andreotti valga la pena di essere citato in chiusura di questo mio scritto: “A PENSAR MALE E' PECCATO, MA A VOLTE SI INDOVINA”.

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  16. Non posso non condivedere quanto affermato da Mario.
    Rafforzo la sua tesi con il richiedere che chi può deve liberareal più presto l'Italia dalle pastoie di questo governo e mettere al posto di premier una persona capace di far capire alla Francia e in particolare alla Germania che con noi perdono il loro tempo---------questo prima che rinasca un certo spirito di.."Resistenza!"

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  17. Antonella Albertini13 luglio 2015 11:06

    Non si puo' certamente negare che i popolo greco abbia dato una chiara lezione di democrazia; Tsipras e`stato particolarmente coraggioso ad affrontare questa prova, il cui esito non era scontato. Quel no sta a significare che e' necesdario ribellarsi a queste imposizioni di austerity, soprattutto in un periodo di crisi come questo che stiamo vivendo. Questa assurda rigidita` sta affamando i popoli. Come giustamente ha detto il premier greco non e` arrivato un euro alla popolazione, ma i prestiti sono andati tutti alle banche. Non puo' andar bene cosi'; come puo' risollevarsi un paese? La delusione, secondo me, riguarda la posizione delle forze socisliste nel parlamento europeo: sembra non abbiano capito la posta in gioco e non hanno fatto fronte comune per aiutare la Grecia. Non parliamo poi del nostro Renzi che sembra lo scolaretto della Merkel e fa qualunque cosa pur di essere gradito alla maestra

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  18. ACCORDO PRONTO!
    Stanotte si è consumata una grande sconfitta, quella di poter riflettere sul senso vero di essere Europa!
    Il pacchetto è pronto, Tsipras conserva i compiti nel suo zainetto e torna ad Atene.
    Ci sarà sicuramente qualcuno che gioirà nel pensare che abbia vinto il buonsenso.
    In realtà è una disfatta come in una tragedia di Eschilo (ieri pomeriggio canale 23 RAI 5, ne è stata presentata una rimaneggiata con grande arte in dialetto siciliano alternato al greco: parlava di emigranti, e di "invasioni" di fondamentalisti islamici....GUARDA CASO PRESENTATI CON DEGLI ELMETTI TEDESCHI IN TESTA. Nella rappresentazione la vittoria è stata della libertà e della democrazia. In Europa, nella realtà di una discussione di diciassette ore, dell'oligarchia.)
    Accordo pesantissimo, lacrime e sangue, che di fatto mette un'ipoteca notarile su tutto il paese greco, con una pena di insolvenza che lo ridurrebbe (ridurrà?) ad una povertà da esproprio totale.
    In tre giorni pronte quelle riforme che renderanno bene a Germania e banche: Iva, pensioni, codice civile.
    Così le entrate sulle privatizzazioni, compresi porti, e areoporti, non andranno alla Grecia, ma serviranno a pagare debiti e a rifornire le banche.
    Dopo l'approvazione del parlamento greco, si tornerà a discutere, a settembre, sulle decisioni capestri.
    Dunque due tempi:
    uno dell'umiliazione di un popolo,
    uno della risoluzione dettata dall'ortodossia più rigorista a tutto danno dei greci!
    La Germania sta ottenendo ora quello che non ha potuto avere dopo la guerra mondiale: la riduzione della Grecia a protettorato della Germania.
    E dopo?
    L'Italia deve stare attenta!
    p.s. E se il parlamento greco votasse contro l'accordo?
    E se la Grecia abbandonasse l'euro per tornarsene alla povertà dignitosa della dragma....col sostegno russo-americano; e sempre comunque a rischio Turchia?

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    1. Primo rigo leggasi occasione e non sconfitta. Grazie!

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  19. Franco Gentile13 luglio 2015 11:13

    GRECIA, REFERENDUM, ACCORDO!
    Quello che colpisce maggiormente è l'ostinazione con la quale i fautori della politica della Merkel continuino a definire il "referendum greco" un atto "demagogico"!
    Prendo il vocabolario Zingarelli e leggo: DEMAGOGIA: “Democrazia degenarata”! Continuo a consultare e leggo DEMOCRAZIA : “Forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo che la esercita per mezzo di persone legalmente deputate”!
    Ovviamente, poiché nessuno (tranne Berlusconi e Renzi per stare ai giorni nostri) può ritenersi saggio e decidere per milioni di persone del loro “status” un “deputato” saggio e non responsabile della situazione (in questo momento disastrosa nel suo paese) e che sente il peso della responsabilità dell'incarico ricevuto, che fa di fronte all'imposizione degli altri stati con cui ha rapporti per trattati non da lui sottoscritti? Prima tenta di ragionevolmente arrivare ad un accordo con i partner dell'unione e, messo alle strette dall'atteggiamento intransigente di questi, pensa, come è scritto nell'etica di ogni popolo, di chiedere, proprio al “popolo sovrano” che lo ha eletto, se deve o non deve ancora accettare accordi vessatori imposti col ricatto della fame e con la negazione del diritto alla libertà dal “bisogno”, dagli sciacalli che hanno fatto i prestiti per ricavarne utili usurai anche sul piano “ideologico” alle spalle del suo “popolo”!
    La risposta è “OXI” (NO) non devi accettare. Cerca di raggiungere un accordo che sia “onesto” per tutti! e lui… si adegua. Mi domando: dove è stato l'atto di “democrazia degenerata” in tutto questo?
    E, infatti, dopo una trattativa lunghissima l’accordo è stato raggiunto! Tsipras ha dimostrato di avere lavorato per il bene del suo popolo.
    Esaurito questo argomento cerchiamo di fare chiarezza anche sul rapporto degli altri stati componenti l’Unione Europea e guardiamo all'Italia che è quella che davvero dovrebbe interessarci.
    Non si può dire che i nostri rapporti siano “idilliaci”. Tali li fanno apparire le ipocrite azioni di servilismo del nostro governo verso quella potenza che più di tutte sta facendo in Europa il “gioco sporco” dettato dalla secolare convinzione di essere “ Uber alles”.
    L'Italia non sta meglio della Grecia, nonostante i “trionfi” decantati da questo governo e da chi lo esalta sono solo delle grandissime “bolle di sapone” che si sgonfieranno per evento naturale al primo alito più forte di instabilità dell'intero sistema Europa.
    Il modo stesso come è stato formato questo governo e le “riforme” antidemocratiche che intende portare i avanti dimostrano come seguendo questa strada ci ritroveremo, nei fatti, arretrati non di ottanta anni come si paventava ma addirittura di centinaia di anni quando “L'Impero Teutonico” invase l'Europa e l'Italia fu spezzettata e lo rimase fino al 1915.
    Sarebbe tempo che si cambiasse marcia. Qualcosa si è mosso, una nuova forza giovane si sta facendo strada annunciando un nuovo modello di vita e che sia forse nel vero lo dimostra il fatto che sia a destra che a sinistra si tenta di fermarla con ogni mezzo.
    Non mi stancherò mai di ripetere che dopo le elezioni del 2013 fu commesso da parte loro un grande errore. Il loro secco “no” ad una alleanza che non sarebbe stata il massimo (lo si vede oggi alla luce di quanto accade in campo giudiziario) ma almeno, forse, ogni ipotesi è plausibile, forse non saremmo arrivati alla deriva odierna.
    Oggi dico ancora: questa forza è degna di attenzione e potrebbe essere la volta buona ma bisognerà arrivare alle elezioni per poterlo convalidare.
    Avremo presto le elezioni? Saranno veramernte “democratiche” oppure “demagogiche”?
    Non ci resta che sperare nel buon senso e nella buona volontà di chi ha il potere di portarci alle urne e con una legge elettorale che lasci veramente al cittadino la scelta di chi dovrà governarlo.

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  20. Michele Maniscalco13 luglio 2015 21:13

    Secondo me, dopo l'accordo di oggi, ogni commento fin qui fatto e ogni valutazione su Tsipras e il referendum e da riconsiderare.

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  21. Non mi stupisce niente e nessuno, a parte il mio amico direttore, lui si, riesce a stupirmi.

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  22. francogiammarva14 luglio 2015 00:24

    ci si può suicidare come meglio si vuole scegliendo con calma e ponderando con quale strumento o modus togliersi di mezzo: il popolo Greco che non ha mai avuto ne i numeri ne le carte in regola per l'Europa ha scelto il popolulismo di sinistra di Tsipras che contrariamente a quanto aveva promesso non ha mantenuto nulla di tutto cio che aveva promesso in campagna elettorale......un grande bluff che ha consegnato agli avvoltoii un paese ormai stremato con una grave crisi finanziaria e sociale che come ultimo atto democratico è andato a immolarsi sull'altare di un referendum farsa che sarebbe stato meglio non indire e assumersi la responsabilità del proprio fallimento anzichè addossarlo al 70% della popolazione!!!! i due artefici della fine della pessima fine della Grecia uno va a mare l'altro deve fare i conti con il suo partito e con una nuova maggioranza di governo che deve in due giorni accettare , applicare e rendere operativi i diktat della Europa: In Grecia dopo la povertà e la precarietà sono rimaste la povertà e un governo precario come il suo paese......un disastro! se il referendum è stato un esempio di democrazia sul campo è rimasto solo questo il resto sono macerie dello tsumani populista di Tsipras,,,,,,uno scarso giocatore di poker con le tasche vuote!!!

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  23. Chi è quella persona SENZA FACCIA che si firma Stefania Sardisco????? queste cose mi mandano in bestia! e mi piacerebbe che la persona si presentasse mettendoci la faccia! o devo pensare che usa il mio nome????
    Detto questo esprimo la mia opinione.
    Questo è un colpo di Stato.
    Una settimana per spezzare le reni alla Grecia. Varoufakis si dimette (viene rimosso?) dalla guida del suo ministero. L'ingerenza degli USA. La proposta di Tsipras uguale per il 95% a quella bocciata dai greci. Il voto del referendum greco calpestato. La Grecia umiliata dalla Germania. Tsipras che si toglie la giacca davanti a Merkel e Hollande: "Prendete pure questa". Tsipras spinto alle dimissioni per un nuovo governo di "unità nazionale" gradito alla Troika. La democrazia è sospesa: l'umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità. La strategia dell'eurogruppo è quella del terrore: colpirne uno per educarne 19.

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  24. "Ciò che più mi inquieta dell'accordo greco è questo fondo di garanzia. Praticamente monetizzano il Partenone o il Pireo per dare soldi alle banche. E' la prima volta nella storia che si espropriano beni di uno Stato sovrano.
    Hanno inventato la Equitalia degli Stati Europei.
    E come se non bastasse, mentre si mette in mora la Grecia per 1,6 miliardi non restituiti, nello stesso momento la Germania fa uno sconto di 1,5 miliardi all'Austria."

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  25. Giuseppe Rigoni15 luglio 2015 13:40

    TROPPA GENTE SVOLGE UN RUOLO IN POLITICA USANDO LE VECCHIE CARTE DELLA DEMOCRAZIA NUMERICA, E NON COMPRENDONO CHE QUEL GIOCO HA FATTO LA SUA STORIA.

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  26. Lucia Di Marco15 luglio 2015 20:03

    Bellissimo articolo. Complimenti; concordo in tutto. Questa non è l'Europa dei popoli ma dei capitali e questi non amano né condivisione né solidarietà, ed hanno un solo obbiettivo: il loro. Nessuno si illuda: la lotta al Governo greco filo comunista continuerà fino a quando la Grecia non si piegherà alla Troika.
    La Germania cerca ancora una volta di conquistare l'Europa ed ancora siamo costretti a combattere una battaglia che non avremo mai voluto fare.

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  27. Calogero Dolcimascolo16 luglio 2015 13:21

    Tsipras con i due quesiti referendari corrispondenti a OXI e NAI ed alla luce delle decisioni prese ieri sera dal Parlamento Greco ha ormai due scelte: Preparare le esequie e completare la tragedia Greca oppure cercare in extremis di salvare il moribondo.
    Già dal mese di novembre del 2009 Papandreu annunciava misure di austerità per salvare il Paese dal fallimento dichiarando: «La Grecia non è Dubai».
    Ora a pagare saranno i soliti di sempre: lavoratori pubblici, pensionati e dipendenti privati.
    Sull'Europa solo Bettino Craxi ci vedeva molto meglio della casta di oggi,
    che pensa solo a rubare come prima e più di prima
    ma non ha nemmeno un briciolo di cultura, di visione e di competenza quando non è direttamente asservita alle lobbies dominanti che ci stanno fottendo nel modo più dissimulato possibile

    BETTINO CRAXI: "L'EUROPA SARA' UN LIMBO (se va bene) oppure UN INFERNO. DOVEVAMO RINEGOZIARE MAASTRICHT".................

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  28. Una cosa sola dico. E’ vero, la Grecia, qualche millennio fa, ha inventato la democrazia.
    Il problema attuale è che i governi "democratici" della Grecia hanno portato questa gloriosa nazione alla rovina economica e sociale. Conosciamo tutti, o quasi, i motivi che hanno ridotto la Grecia in questo stato. Sappiamo che i Greci hanno fatto il passo più lungo della gamba, che la corruzioneha portato i vari governi greci a falsificare i conti, con la complicità di banche d'affari massoniche come la Goldman Sachs, per entrare nell’euro.
    Il popolo greco sta sopportando le gravissime conseguenze che i loro “democratici” governanti hanno procurato, e siccome i nodi sono arrivati al pettine, non c’è più tempo per continuare in una gestione delle risorse pubbliche che definire “allegra” è un agghiacciante eufemismo.
    Il fatto che Sipras abbia convocato il referendum, in valori di democratici non vuol dire nulla, perché i Greci sono stati costretti a scegliere tra la padella e la brace.
    In sostanza, i governanti hanno detto al popolo: Noi vi abbiamo condotto sul ciglio del burrone. Voi democraticamente dovete scegliere se buttarvi sotto da voi stessi oppure essere buttati sotto dall’Europa.
    Ecco perché, a mio parere, in questo momento, in Grecia la democrazia è andata a puttane. Anzi, visto che siamo in Grecia, è andata a “etère”.
    Caro direttore, hai poco da lodare questa celebrazione di una grande prova di democrazia applicata.
    Ma quando mai. Non è così.

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