lunedì 1 giugno 2015

UN COMUNISTA TERRONE DEL NORD

Terroni ridotto comunisti nord
di Mario Botteon - Sono un uomo del Nord, sono un Veneto di Conegliano, in provincia di Treviso, sto riflettendo sulla situazione politica attuale, sui suoi interpreti, i tanti (non tutti) "magnaccia" che si sono candidati ad occupare le poltrone dei vari consigli regionali.

E nello stesso tempo, sto pensando alla idealità che avevamo noi giovani durante gli ultimi anni ‘50 e ‘60. Speravamo in un mondo migliore, dove vi fosse sempre la pace, il lavoro e il pane per tutti. Non è stato così, malgrado il nostro impegno. Sto pensando ai settantenni (come me), ma anche ai più giovani. Eravamo impegnati seriamente in battaglie che ritenevamo giuste, le abbiamo combattute, qualcuna l'abbiamo vinta, per lo più abbiamo perso.

Che dire di fronte alla situazione politica attuale? La nostra è una storia che ha generato i Berlusconi, i Salvini, i Renzi, i Bossi, e tutta la compagnia del circo Barnum della politica Italiana. Sono di sinistra? Sono di destra? E chi lo sa? Io so di essere nato 72 anni fa in una Famiglia di contadini mezzadri. So che mia madre ha generato 10 figli (7 maschi e tre femmine), io sono l'ultimo. So che mio Padre era analfabeta, e non ho fatto in tempo nemmeno di conoscerlo (avevo 5 anni quando lui è morto). Lui non ha frequentato nemmeno le elementari, perché fin da bimbo doveva lavorare in campagna. So che mia madre è rimasta vedova all'età di 43 anni (mio padre ne aveva 44 quando è scomparso). Questo so!.

Lavorare la terra a mezzadria, significava non essere proprietari della stessa, non solo, ma dovevi vivere con il 50% del raccolto che facevi. E questo era sempre scarso. Il padrone (riceveva il 50% di tutto senza far nulla) si lamentava in continuazione e minacciava di farci fare San Martino. Quando, durante l'anno, veniva una grandinata, non si mangiava che erbe che crescevano spontanee nei prati. Cosa significa fare San Martino? Significa che l'11 novembre era l'ultimo giorno in cui la tua famiglia stava in quella casa, non solo, ma non avevi nemmeno il tempo di trovarti un nuovo padrone per fargli il "servo della gleba". Io ne so di fame, ne so di freddo, conosco i padroni. Questi sono tutti uguali, forse non trattano i propri dipendenti come eravamo trattati noi negli anni 50, ma la totale dipendenza da una persona, da una società, qualsiasi dipendenza, è soggetta ad un ricatto, questo ricatto si chiama: FAME.

Io non sapevo nulla di Marx, Engel, di Stalin, o di Togliatti, sapevo che il padrone inviava il suo fattore nelle campagne di sua proprietà, e veniva a contare perfino le galline nel cortile per controllare che, rispetto alla sua ultima visita, il numero delle stesse fosse ancora esattamente quello di prima.
Il fattore aveva anche il compito di controllare che mia madre non ci desse troppo latte al mattino, altrimenti lui si portava a casa “poco” formaggio.

A noi ci chiamano POLENTONI in modo spregiativo, ma credo che la ragione sia storica, infatti mangiavamo polenta al mattino, a mezzogiorno, e a sera. Ed averne di farina per fare la polenta, a volte mancava anche quella. Io credo che nelle famiglie come quella composta dalla mia, e di tutte quelle che in quei tempi lavoravano la terra a mezzadria le cose stessero più o meno nello stesso modo.

Chiedo scusa per aver raccontata qui la storia iniziale della mia vita (fino ai 17 anni), ma l'ho fatto come premessa per spiegare la ragione per cui sono diventato un comunista atipico, ribelle, anarcoide, che non accetta mai le “verità” del potere. Tanto meno le prese per i fondelli conseguenti della politica marcia, che oggi opprime l'Italia, dal Nord al Sud.


Mario Botteon
Veneto di Conegliano
01 Giugno 2015
www.politicaprima.it

23 commenti:

  1. Signor Mario grazie di esistere....e grazie per avermi inviato questo scritto ...oggi sono un po' triste...la mia regione..il mio capoluogo medaglia d'oro per la resistenza ha votato gli eredi di quelli che prendevano a sassate i missini nel 1960....si sono sconfortata...e questo bell'articolo mi ha tirato un po' su il morale...esistono ancora persone cosi'...ne sono felice

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  2. Gran bella storia, spaccato di un mondo di 60/65 anni addietro, io che sono stato figlio di contadino ed ho 68 anni, ho conosciuto quel mondo. La situazione politica attuale?... E' quello che abbiamo voluto, quello che abbiamo preteso che fosse! Ha generato i Renzi, i Berlusconi, i Bossi, ma ha generato altresì i Monti, i Prodi, i D'Alema, i Bersani, sapessi quanti ne ha generati! Io non sono mai stato nè a destra nè a sinistra, sono nato liberale, ho votato liberale, ho finito di esserlo quando i Fini, i Berlusconi, i Bertinotti, i Veltroni, persino i Di Pietro si sono dichiarati liberali, da quel giorno non voto più! Per fortuna il boom economico degli anni '60 ha reso i nostri genitori non più schiavi del "padrone", ma è stata così radicata la voglia di avere un "padrone" che, in tantissimi lo hanno cercato tra i politici, da ambedue le fazioni, destra e sinistra, al punto che per scaricarli e liberarsene, è stata usata talvolta la magistratura politicizzata, tal'altra la politica trasformata in inquisitrice. Dei "mostri" che abbiamo creato, qualcuno ha lasciato il segno indelebile, qualche altro non sopravviverà all'inverno. Ci hanno lasciato un modo di vivere (Berlusconismo), la "felicità" (Prodi) di ritrovarci ingabbiati nell'Euro, la macelleria sociale (Monti), l'incapacità di reagire (Bersani) e non mi va di continuare, si potrebbe per ore intere, non voglio parlare della corruzione dilagante e delle leggi sulla sicurezza del cittadino, dei tempi biblici della giustizia e dell'inadeguatezza delle pene per chi delinque.

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  3. Benjamn Reilly1 giugno 2015 13:32

    Eccellente analisi contestuale induttiva. La logica oltrepassa i limiti imposti dalle dottrine ideologiche offrendo ragionevolezza a quanto la Coscienza suggerisce. Questo tipo di logica è ispirazione del Bene ed eleva l'individuo a Dignità senza contrapporsi ma edificando alla Gioia dell'Esistenza.

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    1. Miiiiii che filosofooooo ! Vuole ripetere che non ho capito ?

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    2. Benjamin Reilly1 giugno 2015 15:12

      Non ha importanza il capire : ) l'interrogarsi dimostra che interiormente hai percepito. L'animo percepisce più della mente.

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  4. Michele Maniscalco1 giugno 2015 13:36

    Caro Botteon, Se vai a rileggere il mio articolo del 6 aprile 2015,
    pubblicato da Giangiuseppe in "Politica Prima" "DECRESCITA è VERAMENTE FELICE"? e il tuo commento. ti accorgerai che potremmo fare un gemellaggio della nostra vita vissuta da bambini e nell'adolescenza. La differenza sta solo nel fatto che io essendo nato 8 anni prima di te, negli anni '50, conoscevo Togliatti e la dottrina di Marx dalle notizie giornalistiche. Quindi Terrone di San Giuseppe Jato (Palermo) Chiama Terrone di Conegliano Veneto per gemellaggio.

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    1. Mario Botteon1 giugno 2015 14:38

      Caro Michele, ho letto il tuo intervento del 6 aprile, credo anche di aver commentato..... In ogni caso è un gemellaggio che si può fare.

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  5. Giuseppe Vullo1 giugno 2015 14:31

    Il mio amico Amico Mario, che somiglia a Sandro Curzi di telekabul, terrone comunista del nord, è mio fratello... perchè io sono anche terrone ! Mario è mio fratello perchè è un comunista romantico e idealista...perciò è mio fratello perchè io sono un comunista idealista e Platonico, nel senso della repubblica di Platone ! Mario è mio fratello perchè è di conegliano e produce il prosecco e quando ci incontreremo, io gli offrirò un cannolo Siciliano e sopra ci berremo il prosecco, alla faccia di Salvini, della lega. del Veneto razzista dei gattopardi e della mafia Siciliana ! Mario è mio fratello perchè è di Conegliano che appartiene a Treviso, che appartiene a Venezia ed io oltre che appartenere a Palermo ed Agrigento, appartengo a Venezia perchè sono un lagunare della serenessima e del battaglione san Marco e se mi chiamassero in guerra andrei con la divisa da "lagunare del lido di Venezia" ed assieme a Mario difenderei a costo della vita...Venezia, Conegliano, Palermo, Agrigento, la bandiera Italiana e qualsiasi lembo d'Italia da Trieste a Lampedusa. Per questo e tanti altri motivi...Mario Botteon, nato a Conegliano, terrone comunista del nord è mio fratellooooo !!

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    1. Mario Botteon1 giugno 2015 14:44

      Caro Vullo, la pensiamo allo stesso modo, quindi è naturale essere fratelli, sono orgoglioso di avere un fratello come te. Per il resto io sono pronto. ECCOMI. La bottiglia di prosecco docg è in frigo...... la stapperemo alla nosra salute e a dispetto di chi non ci vuole bene.

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  6. Le riflessioni di Mario Botteon (con un cognome come il suo nessuno poteva dubitare delle sue origini nordiche), ci interrogano su un tema davvero complesso e che ci accompagna ormai da diversi anni. La domanda, più che legittima, è: serve ancora andare a votare per questo o per quel partito? Ha ancora senso dichiararsi liberale, moderato, di sinistra o comunista? E, soprattutto, c’è ancora la speranza che la politica possa cambiare nelle sua fondamenta? Dire che non si crede più a niente, che i politici sono tutti uguali fa apparire qualunquisti e superficiali. Se dovessi seguire il mio istinto sarei portato a prendere le distanza da affermazioni liquidatorie come queste ma, più passa il tempo, più i fatti sembrano avallare le posizioni di chi, come Botteon, finisce per definirsi anarchico e nemico del potere. Di ogni potere. Qual è l’atteggiamento più giusto da assumere di fronte a una politica malata, corrotta, cinica e prepotente che sembra irredimibile? Qualche anno fa si sentiva questa frase fatta: se tu non ti occupi di politica, sarà la politica ad occuparsi di te. Ma poi abbiamo sperimentato che la politica, in ogni caso, si occuperà di te anche se non farai mancare il tuo impegno civico. Io, davvero, non mi sento più di contestare chi è profondamente deluso dalla politica, del sistema dei partiti e non riesce più a trovare nessuno stimolo per andare a votare. Per quanto mi riguarda credo che, comunque, rinunciare ad esercitare il diritto di sceglierci i propri rappresentanti sarebbe un ulteriore regalo che faremmo ad una classe politica, sempre più nominata dagli apparati e sempre più autoreferenziale. Se non riusciamo a scalfire il sistema, almeno togliamoci la soddisfazione di dire almeno dei NO!

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  7. Sono d'accordo con Mario Botteon. Oggi non abbiamo una vera e propria cultura politica. Lui si definisce un comunista atipico, ma l'Italia è senza un vero e proprio partito, non esiste la Destra, non esiste la Sinistra, non esiste il Centro. Definirei la nostra bella Italia come una bella donna con tanti seduttori, tutti impegnati a irretirla, cercando di conquistarla con false illusioni e belle parole. Ma come una bella donna, non bastano questi pochi cenni per farla cadere ai propri piedi. Servono anche i contenuti, soprattutto i fatti... ricordiamo che proprio i fatti hanno strutturato un percorso storico.

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  8. Caro Mario, mi permetto di commentarti in seconda persona, non per mancarti di rispetto, ma quanto da te scritto ha penetrato la mia anima come una spada. Sono un “terrone” del sud ed è il tuo stesso orgoglio e la tua acuta riflessione a condividere appieno il tuo stato d’animo. Rivedo nelle tue parole la mia origine contadina fatta di privazioni e sofferenze, quando la mia tenera età non era sufficiente ad essere esonerato dal piegarmi verso quella terra tanto “bassa” ma fonte di risorse e d vita. Avrei dormito fino a mezzogiorno se non fosse stato per quella chiamata della mamma che mi ricordava che, il sole avrebbe ingiallito le piantine se lasciate per troppo tempo senza metterle a dimora. Era necessario farlo presto sfruttando il fresco del primo mattino. Che stanchezza e che noia quella mattina! Mi stiracchiavo nel letto, poi con uno scatto del giovane corpo, mi mettevo eretto e pronto a fare la mia parte. Avevo 10 anni ed era da tempo che pensavo di avere smarrito la via della adolescenza. Un film montato da una generazione forse la nostra, caro Mario, quella dei sessantenni di chi credeva di cambiare il mondo, con la passione e la forza delle idee ed apriva lo sguardo all'orizzonte. Non vado oltre, amico mio, altrimenti diventa il racconto della mia autobiografica povertà, tralasciando la parte più importante del tuo servizio, il valore ed il senso politico delle tue parole. Chi sono questi signori che arbitrariamente si assegnano una appartenenza politica di destra o di sinistra, senza conoscere il vero significato, ma solo, sfruttando gli umori favorevoli del vento. In realtà sono delle sanguisughe senza alcuna voglia di mollare la presa, preoccupandosi per prima, di tagliare ogni appartenenza con quel mondo costruito nella giustizia e nella legalità da coloro che avevano lavorato per un mondo migliore. E’ vero, ogni democrazia “deve” avere un prezzo, in termini di costi della politica che si ripercuotono sui contribuenti. Ma quando tale prezzo viene percepito come ingiustificato, arbitrario, insostenibile dai cittadini il rischio è di assistere ad una lenta ed inesorabile delegittimazione delle politica, e nello stesso tempo fomentando populismi d’ogni genere che rischiano di portare al collasso il Sistema democratico! L’Italia, senza nemmeno accorgersene, si é così ridotta ad un Paese “sotto occupazione”, ma occupato da un esercito di politici mestieranti, benpensanti, brizzolati e dai colletti bianchi, pronti a occupare stabilmente ogni “palazzo”, ogni scranno, ogni seggiola disponibile in ogni ganglio vitale delle Istituzioni.

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  9. antonella albertini1 giugno 2015 16:09

    L'articolo di Mario racconta in modo molto chiaro la vita al nord durante gli anni sessanta, che è poi identica alla vita di quegli anni al sud. Erano tempi molto diversi dai nostri; si agiva seguendo ideali in cui si credeva; i politici al di là di ogni orientamento avevano in genere una dirittura morale che suscitava rispetto. Oggi la nostra classe politica si è livellata verso il basso, i venti anni di berlusconismo ci hanno dato il colpo di grazia. Vivendo una drammatica crisi economica fa rabbia vedere mantenuti tutti i privilegi dei politici e dei ricchi che erano e sono tuttora intoccabili. Ecco perché molti scelgono di non andare a votare.

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  10. Grazie...grazie di averci raccontato questa belle storia personale, io sono un pò più giovane, e non ho avuto una vita così, difficile, ma un padrone l'ho avuto anche io..forse tutti lo abbiamo avuto, visto che non tutti siamo nati...padroni, la mia ascendenza politica è certamente a sinistra, non questa di oggi...no, una molto più ideale, per non dire utopistica...ma tant'è...e sono diventata un pò come te, atipica, ma con la cultura dell'uguaglianza, del bene comune, cose che ormai non esistono più...ti ringrazio, mi hai fatto sentire un pò meno sola, un pò meno atipica...grazie...e sii fiero di quel che sei...

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  11. Ogni commednto guasterebbe la "sincerità" e la "verità" oltre che il "dramma" vissuto in un mondo che ha da sempre anelato a crescere.
    Dopo l'immane ed innaturale lotta per l'esistenza stessa messaci sotto gli occhi dall'Amico Mario sembrava che l'Italia avesse intrapreso la via di una crescita inarrestabile di progresso e civiltà.
    Tanti muri si erano superati e tante barriere abbattute e "libertà" ed "equilibrio sociale" sembravano, finalmente, aver raggiunto un quasi impensabile risukltato ed ecco che.............arrivòla stagione di "mani pulite" seguita dall'era Berlusconiana a dare un primo colpo a tutto questo iniziando a produrre quel "dissesto" ideologico e dei valori portanti del progresso attorcigliandoli attorno ad un palo da "lamp dance" e nel disordine dei vari "bungabunga".
    Il potere economico, distruggendo il potere d'acquisto delle varie monete abbassò il livello di vita dei poveri rispingendoli fra le braccia di una nuova miseria etica ed economica.
    Poteva esserci una soluzione?
    Forse se certi strati della società non avessero ritenuto, che "vivere" consisteva esclusivamente nel far "morire" il proprio prossimo privandolo della " libertà dal bisogno" e riducendolo ancora ai livelli di vita di cui ci parla proprio l'amico Mario.
    Era il mondo della "mafia" che si faceva avanti e, aiutato da "politici" interessati, si imponeva come "modus vivendi" imponendo l'etica più aberrante a livello umano prendendo possesso del potere attraverso uomini senza scrupoli e avidi solo di denaro.
    L'Italia se il "popolo" fosse stato meno ingenuo e avesse coltivato meglio la sua "cultura sociale" forse avrebbe potuto conservare i "diritti acquisiti" ma troppi italiani hanno ritenuto che lasciarsi affascinare dall'"uomo della Provvidenza" del giorno avrebbe risolto ogni loro problema personale e così, caduto Berlusconi, non certo per mano italiana ma per mano straniera, e affacciatosi alla ribalta politica il suo clone nella persona del "giovin signore dei quiz televisivi" si sono affrettati ad applaudire lasciandogli lo spazio per provvedere ad abbattere altri ostacoli al dominio economico ed etico- sociale contenuti nella Costituzione Italiana. Uno dei modi per arrivarci era anche quello di tentare di "rottamare" gli anziani che potevano costituire un ostacolo e sostituirli con il sangue giiovane di "ragazzotti e ragazzotte" presuntuosi e facili da maniovrare per la loro evidente inesperienza del "diritto naturale delle genti": quello della necessità vitale della "libertà"
    .Le elezioni appena concluse hanno solo messo in evidenza come un paio di belle gambe non possono sostituire la "saggezza" di un corpo "vissuto" e lo scranno ha cominciato a scricchiolare..
    Si frantumerà del tutto sotto il peso del malgoverno in atto? A questa domanda mi sembra chiaro che debba solo rispondere l'intero popolo italiano se riesce a capire ciò che sta perdendo e che è costato, malgrado gli inevitabili errori umani, sangue e fatica di uomini liberi come lo dovremmo essere tutti naturalmente!
    Il mio è un augurio e un auspicio!

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  12. Mi fa tenerezza leggere dei ricordi degli anni 50, 60.e paragonarli alla politica attuale,
    Non ci sono molte cose da dire oltre a: si sono smarriti i valori, i pensieri, le prospettive, che, tanto faticosamente, ci avevano insegnate, a costo di notevoli sacrifici, le abbiamo imparate, ma non abbiamo saputo tramandarle pare, se oggi, anno 2015, ci troviamo partiti come la Lega, razzisti e xenofobi secondo partito del Paese. Una cosa che fa venire i brividi.
    Questi razzisti si accingono a governare anche la mia regione, la Liguria, li vedremo all'opera. D'altra parte le cose sono andate così, ora sta a noi, iniziare nuovamente da capo, per cercare di cambiarle nel modo migliore.

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  13. Apprezzo tanto quello che hai raccontato, perchè è una realtà che il mio bisnonno di Roma, Zagarolo per la precisione, mi raccontava sempre. Anche lui lavorava la terra, anche lui era un comunista atipico come te. Ideologia politica che secondo me è la più bella mai coniata dall'uomo. Esserlo non vuol dire per forza appoggiare coloro che l'hanno usata a loro convenienza. Io ho 31 anni quasi, ma mai mi sono staccato da questa ideologia. Un racconto che mi ha fatto ricordare le prome chiacchierate politiche col mio bisnonno, quando ero bambino.

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  14. Susanna Boretto1 giugno 2015 23:14

    Caro Mario, ti potrei essere figlia, in tutti i sensi, nelle mie vene scorre sangue piemontese,da parte di padre ma in larga misura veneto da parte di madre. Sono stata cresciuta a polenta e zucchero, polenta e baccalà, polenta bianca, polenta gialla ma soprattutto polenta e amore da parte di una nonna che ha sempre e solo parlato veneto e che mi ha radicato alla terra del Polesine dove è nata e cresciuta a" pan e poenta" quando c'era. Ho avuto un bisnonno che alla fiera di Rovigo, nera e fascista, comprava tutti gli anni la foto di Giacomo Matteotti, ostentandola perché si capisse il suo dissenso per il regime. Quello che è stato il tuo vissuto lo conosco sin da piccina, perché mi è stato raccontato mille e mille volte per non dimenticare... come vedi non ho dimenticato. A mia volta sono madre, di un ragazzo di 22anni che mi ha fatto conoscere da vicino l'impegno, la voglia, la speranza e l'onestà di molti giovani impegnati profondamente sul territorio appartenenti al Movimento 5stelle. Bhe, io l'onestà di intenti la tocco con mano tutti i giorni e ho deciso di sostenere la speranza per una politica al servizio dei cittadini. Non so se si guasteranno lungo il cammino. Per il momento sono integri e intonsi negli intenti e meritano il mio rispetto e il mio sostegno. Perché ogni epoca è bene che abbia giovani che ci credano nella possibilità di poter cambiare il mondo. Io voglio essere dalla loro parte anche se giovane non lo sono più.

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  15. Liliana Olivieri1 giugno 2015 23:19

    Mario la sua storia mi ha portato indietro nel tempo.quando mia nonna mi raccontava delle povertà di tanta gente che conosceva, io ho pochi anni meno di lei, ma vivevo una realtà diversa, non da padroni come nel suo racconto bensì di una famiglia che non era agiata ma non ho patito la fame, anzi mi davano da mangiare e da bere degli intrugli tremendi per stimolare almeno l'appetito. A scuola ho conosciuto bambine che vivevano come lei, ed io ogni giorno mettevo nella cartella del cibo che prendevo dalla dispensa. Un giorno la cartella si è aperta e mia nonna mi ha rimproverata perché mi ha detto che sono prodiga. Ricordo anche che mia nonna ( la mi era una famiglia matriarcale), ogni volta che qualcuno diceva comunista, lei si faceva in segno della croce perché diceva che i comunisti sono senza Dio. Ma io fin da bambina ho decretato che sarei stata sempre di sinistra e mai di destra. Mi sono sempre battuta per ottenere la giustizia sociale quando non c'era questo malgoverno e quando ancora le proteste venivano ascoltate. Oggi Mario dobbiamo solo sperare di non andare alla deriva malgrado il grande disordine morale di cui la politica è un porta bandiera e di esseri fieri per aver lottato anche nel nostro piccolo per gli ideali del nostro pensiero. Grazie per il tuo racconto, mi hai dato la possibilità di raccontarmi.

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  16. Armando Pupella1 giugno 2015 23:44

    Io, terrone panormita, vado pazzo per la polenta. Ci sono terroni del Sud, del Centro, del Nord e di tutti i colori politici. Terrone non è un termine offensivo bensì un complimento: sinonimo di contadino, con la terra dei campi appiccicata agli scarponi, e cervello fino.
    Approfitto per fare un breve commento a caldo sulle elezioni regionali del 31 maggio 2015. Non ho i dati precisi dell'affluenza alle urne ma, da quel che ho sentito pare abbia votato circa il 50% e forse meno. Nelle ultime elezioni regionali in Sicilia, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, votò meno del 50 % degl'iscritti a votare. Gli italiani stanno iniziando a capire quel che dico da una vita: le 20 regioni ordinarie e speciali sono un inutile pericoloso costo che frega economia ed occupazione perché, gravando ANCHE sulle aziende con i loro costosissimi consigli, compromette la competitività del made in Italy senza la quale ci sono disoccupazione, cassa integrazione, emigrazione all'estero di aziende che possono permetterselo, aumento di reati contro la proprietà, suicidi di disoccupati e imprenditori, decadenza economica sociale morale. Dopo il disastro della seconda guerra mondiale l'Italia, realizzò il risorgimento economico, anche con l'aiuto dei dollari del Piano Marshall, ma non aveva il costo politico strutturale dei consigli regionali ordinari; PURTROPPO esistevano già quelli speciali. Per fronteggiare la globalizzazione, madre di tanti problemi, con euro o lira, occorre uno Stato snello, poco costoso, con burocrazia non asfissiante. Errore eliminare le Province, miglior espressione di autonomia locale assieme ai Comuni. Ma 110 Province sono troppe; economico e produttivo unire le piccole poco popolate confinanti. Idem per I piccoli Comuni con centri abitati contigui e vicinissimi; abbiamo più di 8.000 Comuni in difficoltà economiche. Troppi. Un altro miracolo economico, dopo quello degli anni sessanta del secolo scorso, è possibile ed urgente.

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  17. Gloria Trizzino2 giugno 2015 10:00

    Il "racconto" di Mario Botteon, aldilà, del mestiere o della professione è una fotografia di tutti i settantenni di oggi.
    È vero, abbiamo creduto in ciò che facevamo senza chiederci perché. Lottavamo per migliorare (!) ma non sapevamo che era tutto scritto. È lo stesso per i giovani di oggi che si trovano a fare a gomitate sotterrando i vecchi, senza sapere che stanno lottando a favore di chi vogliono eliminare. È difficile fingere di non sapere che non ci possiamo liberare da un clima di oppressione.

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  18. Abbiamo condizioni comuni,caro mario Botteon, anche se le nostre radici sono diverse, ma, allora, nei tempi che tu ricordi, e ci ricordi, le condizioni comuni di povertà generavano uomini e donne che puntavano al riscatto collettivo. Quel riscatto che ha fatto storia e sviluppo, ma non ha generato potere per noi, che avevamo gli ideali nella testa e la passione nel cuore. E con gli ideali e la passione soltanto non si conquista il potere, come dimostrano i fatti, i nostri fallimenti, purtroppo. Auguriamoci buona vita, caro amico, visto che, gli egoismi e gli individualismi imperanti, ce la vogliono distruggere. Un caro saluto da un libero pensatore, che ha militato per 40 anni nel sindacato che stava dalla parte dei lavoratori e dei più deboli.

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  19. sergio savino5 giugno 2015 14:52

    Splendido articolo.

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