lunedì 13 aprile 2015

TRANSUMANZA, DEMOCRAZIA E SOVRANITÀ

Transumanzadi Franco Luce - Settembre, andiamo. È tempo di migrare...” Così, Gabriele D’Annunzio poeta pescarese rievocava il fenomeno della transumanza,

la periodica migrazione di greggi ad opera dei pastori abruzzesi, che necessariamente dovevano spostare i loro armenti dai freddi altipiani aquilani ai pascoli lussureggianti e temperati della pianura pugliese. La transumanza fu per molti secoli  una importante componente economica, tanto che per una corretta  gestione fu costituita a Foggia l’importantissima  struttura giuridico-istituzionale della Dogana delle pecore. Questa dava la possibilità ai pastori di accedere ai pascoli fiscali del Tavoliere dopo aver corrisposto un pagamento a titolo oneroso detto ‘fida’, e nello stesso tempo assicurava ai locati ampie garanzie per eventuali controversie.

Gabriele D_AnnunzioPare, però che la ritualità di questa pratica bucolica, abbia ripreso a funzionare direttamente nelle aule parlamentari. È nata, infatti, una nuova generazione di pastori con il compito di “transumare” parlamentari da un’area politica meno “produttiva” ad una più “florida e rigogliosa”, proprio come avveniva con i corregionali del D’Annunzio. E considerando  gli innumerevoli  passaggi di campo di questi ultimi anni, si ha l’impressione che ci sia la volontà di far rientrare nella normalità una forma di “transumanza politica”.

Al contrario del vecchio sistema, però, gli attuali “pastori” non sono assoggettati al pagamento della ‘fida’, anzi sono concessi loro compensi e privilegi nel caso riescano a condurre attraverso un “erbal fiume silente” il “gregge” in una diversa “locazione”. Ma a un eletto è concesso questo enorme spazio di autonomia, e nel momento in cui il cittadino è chiamato a deporre  il suo consenso nell’urna, subisca l’esproprio della sua sovranità? Se la parola democrazia deve essere letta nel suo giusto significato, è necessario che la linea di demarcazione della sovranità popolare è, e dovrà rimanere un limite invalicabile, e solo il popolo, legittimo detentore, può modificarla.

Sovranita popolare“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Primo articolo, 2° capoverso della Costituzione Italiana, così precisa, da scongiurare ogni altra interpretazione. Perciò sbaglia o peggio è in mala fede, chi pensa che la sovranità del singolo cittadino, e quindi il suo potere, si interrompe nel momento in cui si depone nell’urna il proprio consenso. Il vero significato è stato spesso mistificato da un’informazione distorta o soggiogata dalla volontà dei gestori della politica. L’ambiguità di talune affermazioni, infatti ha portato gradualmente il cittadino comune ad interpretare il nostro sistema politico come fondato, sì sulla sovranità popolare, ma delegata ad organi istituzionali quali il Parlamento e il Governo.

A parere di chi scrive, la sovranità è un potere che appartiene solo al popolo e che non viene trasferito con il consenso di voto alle istituzioni dello Stato. Leggendo la nostra Costituzione, risulta di facile comprensione che ciò che noi erroneamente definiamo: potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario, in realtà si tratta di funzione legislativa, esecutiva e giudiziaria. Perciò quei “poteri” citati spesso dai mass-media o dai libri scolastici, posseduti dagli organi istituzionali, sono in realtà solo “funzioni” e sono queste che vengono affidate dal popolo alle varie istituzioni.

A tal proposito appare evidente che l’uso del termine “funzione” non può essere considerato casuale, ma è stato scelto dai “padri costituzionalisti” per dare un significato inequivocabile a tutela della democrazia. Furono proprio questi saldi principi ad essere carenti nello “Statuto Albertino” che favorì la nascita  della dittatura fascista. Perciò i nostri politici, dovrebbero “misurare” il loro atteggiamento da queste esperienze vissute, guardando con più rispetto la nostra Costituzione non come un “vario ed eventuale”, ubicato sempre all´ultimo punto dell’ordine del giorno della politica.

Bondi RepettiIl popolo è il solo destinatario della sovranità, e la stessa non può essere considerata cedibile all’atto del consenso. Purtroppo la linea di condotta dell’attuale maggioranza fa emergere una volontà di attribuirsi a tutti i costi un potere politico che non potrà mai essere concesso, per quanto sia evidente, il consenso ricevuto.  Si scende perciò nella determinazione che chi non la pensa come “il titolare del consenso”, cioè la maggioranza, automaticamente non rispetta il popolo, non ne condivide gli ideali e le giuste aspirazioni.

Questo diventa un vero e proprio delirio ideologico che ha come conseguenza una errata considerazione delle minoranze e delle opposizioni, fino ad essere nemici da sconfiggere. Si finisce così, senza accorgersene, con sminuire l’irrinunciabile funzione del Parlamento, che rappresenta il vero contenitore della sovranità popolare.

Franco LuceFranco Luce
13 Aprile 2015

 

P.S. Una breve rassegna del fenomeno della “Transumanza” di cui parla l’autore. Di seguito alcuni link sul fenomeno.
- È colpa nostra 
se il deputato tradisce (Ainis su l’Espresso)
- Da Scilipoti a Migliore, l’esercito dei voltagabbana (Huffington Post)
- Ars, è boom di voltagabbana: un deputato su due ha cambiato partito

***

24 commenti:

  1. Bisona solo appuntarsi i nomi di tutti i voltagabbana di ogni formazione politica e poi organizzare una serissima campagna per non farli eleggere. La vecchia DC, aveva mille anime, ma dopo aver preso una decisione, la votazione era unanime. Nei partiti della prima repubblica, casi di voltagabbana si contano sulle dita di una mano, e se qualcuno ci provava poteva dimenticarsi di essere rieletto. Un esercito di Scilipoti?... no, un esercito di irresponsabili sensa serietà di cui sia la politica, ma soprattutto la società può farne a meno!

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  2. Condivido in pieno l'articolo.
    C'e da dire che il problema di fondo secondo me e' che la "transumanza", la "vostra" classe politica (uso il termine vostra perche' io personalmente non ho mai votati sti partiti qui, quindi non mi sento ne rappresentato ne tantomeno responsabile di quello che fanno e han fatto) l'ha fatta diventare una cosa normale.
    Certo la nostra costituzione e' bellissima anche perche tutela ,da un certo punto di vista, la liberta di pensiero e di azione di un eletto. (vedi art 67), salvo poi vedere che son quasi 20anni (o quantomeno da quando ne ho memoria io, ne ho 24) che non li eleggiamo piu, ma vengono nominati questi grossi esperti di mondo e di politica.
    E a me ha fatto veramente schifo, lo spot di Repubblica per la canzone di Razzi. (ricordo che Repubblica riceve finanziamenti pubblici quindi soldi nostri!)
    https://www.youtube.com/watch?v=aTnJhGF884Y

    Chiara dimostrazione che ormai fanno in modo che diventi normale tradire il mandato con i propri elettori e farsi due risate rubandosi i soldi pubblici.
    Possiamo parlare per ore ore ore ore ore, giorni e giorni.
    Ma io credo (come poi e' pensiero fisso dei 5 stelle), che se vuoi fare politca, va bene, solo che la politica non e' Professione, ma "arte del governare" e soprattutto si e' DIPENDENTI del popolo, che come citato prima all inizio dell articolo, e' sovrano.
    Quindi tutti sti carrieristi della politica, che son li da non si sa nemmeno piu quando, non potranno mai far nulla di buono per il paese, perche obbiettivamente non gliene frega niente.
    Renzi si occupa di politica dal '96.
    Salvini dal '90.
    Quindi noi a questi signori qui paghimo lo stipendio da quando sono nato io, e con il passare degli anni han solo migliorato il loro salario.
    Credete veramente che faranno mai qualcosa per dimezzarsi gli stipendi o per diminuire il numero di parlamentari?(o voltagabbana)
    per non parlare dei mille e uno scandali che coinvolgono i loro partiti.
    mi fermo che vado troppo off topic dopo :)

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  3. Carla Di Summa13 aprile 2015 15:05

    Solo a vedere queste "facce".....mi vergogno del mio Paese!!!!! Ormai la Politica italiana è un vero e proprio "teatrino dei burattini" in cui si alternano personaggi squallidi, grotteschi e privi di dignità.......sempre pronti ed a disposizione del partito politico che consenta loro di assicurarsi vitalizi, scorte, privilegi, immunità ed altri innumerevoli benefici in cambio di..........assoluta disposizione e servilismo. E gli italiani.....continuano a votare e prediligere ....questa politica!!!!!!!!!

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  4. Articolo interessante, molto, ma il tutto è riconducibile, anche, al "disimpegno" e alla mancanza di senso di responsabilità della maggior parte degli italiani... che si riflette anche nei ‘nostri rappresentanti’. L'Italia è degli italiani e la sovranità appartiene a loro. Ma purtroppo i burattinai fanno il buono e il cattivo tempo stravolgendo la volontà popolare e i principi costituzionali, già abbondantemente, vilipesa e calpestata. Bellissimo l’accostamento con i pastori della transumanza e la poesia di D’Annunzio. Ma oggi, come dice bene l’autore, i pastori non devono nemmeno pagare, e anzi, sono loro ben retribuiti con qualcosa di meglio…

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  5. Da molto tempo avevo rilevato questo modo di “transumanza” politica e mi chiedevo che forse è davvero adatta a questi nuovi rappresentanti politici i quali con facilità passano da un partito all’altro senza tenere conto che sono stati eletti da cittadini i quali a suo tempo li hanno votati perché condividevano il partito in cui si erano collocati ed i programmi che avevano offerto ai propri elettori. Purtroppo questa classe politica se ne fotte dei propri elettori e si dimentica delle promesse fatte a suo tempo e degli impegni presi con gli stessi i quali li hanno votato soprattutto per questi motivi e cioè condividendo ideali e progetti politici. Alla luce di questa anomalia ebbi a dire tanto tempo fa che i nostri rappresentanti, una volta eletti, non potevano più cambiare casacca, pena la decadenza della carica! Esempio: quando io votavo un compagno socialista, lo votavo perché era di quel mio partito e se per caso, cosa che non succedeva spesso ,cambiava partito era chiamato “BANNERA DI CANNAVAZZU”. Oggi che tale modo di “transumanza” ,per usare il termine testé letto, è molto diffusa come dobbiamo chiamare questi nostri rappresentanti politici che cambiano casacca offrendosi al migliore offerente e cioè a quel pastore che offre ricchi e verdi pascoli? Alcuni li chiamano “traditori” io, invece li chiamo “Giuda”!

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  6. Franco Gentile13 aprile 2015 16:36

    Commentare ampliando, o controbattendo il concetto espresso dall'Autore? No! L'unica azione saggia è farsi partecipe di esso, condividerlo come parto del proprio pensiero tanta è la "verità" in esso espressa. Resta però la "sofferenza" di dover constatare e prendere atto di tanti "tradimenti" perpetuati da coloro ai quali si è data fiducia credendo alla loro parola e poi si è dovuto constatare che a loro bastava solo il "si" per fare il "no"!
    La realtà è questa però perché, a mio povero giudizio, si è lasciato che divenisxsero, come dire, "dei professionisti politici" invece che degli "incaricati" temporanei all'amministrazione della cosa pubblica. Forse una riforma della Costituzione che trattasse meglio l'argomento, sarebbe giusta: "Fissare, costituzionalmente che non ci si può candidare in più di due mandati e poi tornare a fare ciò che si faceva. Sono certo che scomparirebbero, di colpo, tutti gli "inviati dalla provvidenza" e nel ricambio si avrebbe l'accortezza, almeno si spera, di una maggiore correttezza. Ma son solo utopie le mie: state pur certi che non si avrebbero più candidati volontari.................ergo......ai posteri l'ardua sentenza! Di Cincinnati s'è persa la matrice!

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  7. Marisa Bignardelli13 aprile 2015 20:00

    Franco Luce è uno storico,un buon conoscitore della politica e ha una buona esperienza di articoli giornalistici ma emerge sempre l animo poetico!!!!Parla della transumanza citando d'Annunzio e il paragone con la transumanza politica è veramente originale!!Ma la transumanza politica è un fenomeno vergognoso,segnato da passaggi da un partito all'altro e magari dalla scissione e formazione di altri pascoli.Un fenomeno,come precisa l'articolo che si vuol far passare come normale routine e non lo è . A quale cittadino può piacere votare un candidato del suo partito e trovarselo in un altro e addirittura in un nuovo partito,fondato ad Hoc?Domanda retorica naturalmente!!!La democrazia attenta alla sovranità popolare????Mah io mi comincio a domandare se stiamo o comunque staremo in democrazia!!!Noi eleggiamo i nostri prescelti (forse è meglio dire li eleggevamo)e poi tra loro si accoppiano,si scoppiano ,scoppiano( che politica scoppiettante abbiamo)Chiaro è l'invito ,nell'articolo, a difendere i nostri diritti di cittadini e non delegarli semplicemente. I nostri delegati esplicano funzioni del potere i detentori restiamo noi!!!E' incostituzionale e immorale ciò che fanno i nostri politici,ma noi siamo le pecore che ci facciamo portare ai loro pascoli.Io vedo una nave parlamentare condotta da tanti Schettino. Non si preoccupano dove andremo a sbattere e che ricadute hanno le loro decisioni e i loro imbrogli!!Rivedere la costituzione ?sarebbe giusto ,ma come mai per i loro privilegi è sempre incostituzionale ,rivediamola questa Costituzione. Ogni pastore ,dovrebbe pagare la "Fida" quando è eletto e quando,magari per aver occupato per pochi giorni una poltrona,decade con un vitalizio.Grazie Franco Luce di aver messo la tua competenza a servizio del Blog!

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  8. Michele Maniscalco13 aprile 2015 22:21

    La Transumanza. Ottimo accostamento riferito ai nostri Parlamentari.
    Comunque la transumanza non è e non è stata solo dei politici, ma anche del corpo elettorale.
    Dopo la prima repubblica abbiamo avuto una grande transumanza di elettori, prima verso Berlusconi, poi verso Bossi, poi ancora verso Grillo, verso Salvini, ultima, in ordine di tempo, verso Renzi.
    Percentuali di voti spostati che vanno dal 25% di Grillo al 15% di salvini. Mentre nella prima repubblica gli spostamenti erano dallo o, al massimo del 2%. Con la differenza che
    la transumanza del corpo elettorale è dovuto alla ricerca di politici più onesti e capaci, mentre i nostri parlamentari sono in cerca di prati verdi per essere rieletti e continuare a mangiare.
    Scrive Mario Scamardo nel suo commento: "nella prima repubblica, casi di volta gabbana si contavano sulle dita di una mano" . Questo era dovuto al fatto che "i prati verdi" dei politici di allora erano ampi e stabili. Dal 1948 a tutti gli anni '80 la Democrazia Cristiana prendeva il 40% dei voti, il partito Comunista il 30%, il partito Socialista il 10%. Questa stablità è durata per tutta la prima repubblica con piccolissimi spostamento dei voti.
    Adesso, i politici, cercano tutti il carro vincitore dove potere essere rieletti a precsindere della collocazione politica.
    La domanda: è giusto che possano cambiare gruppo e schieramento politico tradendo il mandato degli elettori? la mia risposta è NO. Ma la costituzione lo consente. Per evitare questo bisognerebbe cambiare la Costituzione. Cosa impossibile perchè a beneficiare della transumanza è sempre la maggioranza pro tempore.

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  9. Pinella Aliberti13 aprile 2015 23:43

    Posso affermare che oggi manca la formazione politica e la transumanza ne è una conseguenza anche x la legge elettorale che ha tirato dentro ogni specie

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  10. Benjamin Reilly14 aprile 2015 00:12

    la maggior parte del popolo non vuole la democrazia, ma gli è concessa la scusa della delega per porsi a disposizione di un ulteriore padrone da cui essere sfruttato... è sufficiente che quel padrone propini le illusioni con cui esorcizzare il timore di affrontare la Vita, perchè in fondo Democrazia implica RESPONSABIITà e quindi da essa garantirsi un'esistenza libera. La gente non vuole la libertà, desidera soddisfare quei desideri che gli consentano di evadere dalla prigionia che hanno scelto: l'individualismo.

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  11. Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione e esercita la sua funzione senza vincolo di mandato. Art. 67 della costituzione.
    Detto questo, sacrosanto e giusto, il problema posto ha tanti aspetti che non possono essere sottovalutati ma che attengono a una sfera molto personale di ogni singolo eletto. Bisogna evitare credo il mercato delle vacche o delle pecore, per restare in tema.....

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  12. Il malcostume dei parlamentari voltagabbana non può farci meravigliare più di tanto. E’ più di un ventennio che la politica italiana è diventata solo e soltanto un business riservato ad una casta autoreferenziale e lontana anni luce dalla gente che avrebbe il compito di rappresentare. In questo contesto è impossibile stupirsi se deputati e senatori passano da un partito all’altro con una frequenza impressionante. Molti dei politici del 3° millennio fanno politica senza avere il minimo rispetto del loro ruolo e delle loro funzioni. Stare in un partito o in un altro non deriva da valori morali o etici in cui si crede, ma è solo un problema d’ingaggio. Tranne rarissimi casi un parlamentare migra da un partito all’altro secondo un calcolo di opportunità personale e di garanzia di essere ricandicato (o meglio rinominato). Dobbiamo ricordare che un ex presidente del Consiglio è sotto processo con l’accusa ignobile di aver fatto compravendita di parlamentari? Elencare tutti coloro che sono passati da una sponda all’altra è davvero difficile e l’elenco è sempre in fase di aggiornamento. Se persino fedelissimi (veri e propri cortigiani) come Bondi e consorte lasciano il partito dove hanno sguazzato per vent’anni siamo alla frutta. Bondi scriveva addirittura poesie avendo come Musa ispiratrice il suo “datore di lavoro” Berlusconi, ma quando si è sentito fuori dai giochi ha fatto un triplo salto mortale e adesso, senza provare alcuna vergogna sorride a Renzi.. Tuttavia non credo che questa volgare prassi, ormai consolidata, della transumanza sia la piaga più grave del nostro sistema politico. Credo infatti che per svolgere con onore e dignità il ruolo di parlamentare non basta essere fedele al proprio partito. Si può restare fedeli al Gruppo d’origine, ma farsi i fatti propri. Che dire, per esempio, dei vari Razzi e Scilipoti, considerati vere e proprie caricature che offendono il Parlamento italiano pagati profumatamente dai contribuenti. Si può essere deputati o senatori e non partecipare alle Sedute o alle Commissioni, tradendo il proprio mandato. Se andiamo a vedere le classifiche delle presenze in Aula scopriremo che tantissimi personaggi che ogni giorno vediamo in televisione a raccontarci le loro chiacchiere, si trovano agli ultimi posti per presenza e partecipazione ai lavori parlamentari. Il vero problema principale è la qualità dei nostri rappresentanti che, da tempo, gli italiani non possono più scegliersi per volontà della solita casta che tutto decide e tutto controlla. Alla faccia di chi ancora s’indigna.

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  13. Marcello Morelli14 aprile 2015 12:50

    E' indubbio che il parlamentare non ha vincoli di mandato ma è e rimane un "voltagabbana". Abbiamo assistito a transumanze vergognose da parte di chi, votato da elettori di destra, tradisce il mandato ricevuto trasferendosi armi e bagagli a sinistra. Più raro il contrario. Nessuna motivazione ideologica, solo ricerca di vantaggi elettorali in vista di probabili trombature o di poltrone. Eclatante il caso della tal Dorina Bianchi, passata negli anni dal CCD e l'UDC, poi con La Margherita e il Partito Democratico. In seguito è ritornata nell'UDC, transumando poi al Popolo della Libertà, aderendo infine al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano ma nuovamente in odore PD? Fenomeni di transumanza si verificano anche all'interno dei partiti con trasferimenti al seguito dei padrone di turno, bersaniani adoranti improvvisamente travolti da insolita passione per il novello imperatore Renzi da Pontassieve. Art. 67 della Costituzione? Ma per favore?

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  14. Bello l'articolo di Franco Luce. Bellissima anche la sua osservazione a proposito della differenza tra "potere" e "funzione". C'è una differenza abissale tra le due cose, solo che il "POPOLO", citato più volte, non sembra proprio accorgersene.
    Come spiegare diversamente la storia politica Italiana degli ultimi 30 anni?
    Se gli Italiani, o il popolo che dir si voglia, avessero finalmente capito la differenza che c'è tra potere e funzione, mai avrebbero delegata la "funzione" ai personaggi che hanno popolata la politica in questi ultimi decenni.
    Certo, possiamo anche incolpare i "traditori" che regolarmente rivotiamo, ed eleggiamo, ma non credo e non penso che la colpa sia da scaricare solo su di loro.
    Per esempio: Quand'è che finalmente il "Popolo" si prende le sue responsabilità? Mi ci metto anch'io dentro al popolo, mettiamoci tutti dentro, e riflettiamo, se siamo in grado di farlo.
    Dico questo, perchè è tempo di finirla di piangerci addosso perchè eleggiamo i Razzi e Scilipoti.
    Di più. Basta affermare che la Costituzione Italiana è la migliore del mondo, e non protestare in massa, quando essa viene disattesa, vilipesa, offesa, ignorata, non presa in considerazione.
    Sono anni che ci sentiamo dire che abbiamo una Costituzione vecchia, che va riformata, cambiata, ecc, ecc,. Ma sono altrettanti anni, che i politici che sono stati da noi delegati ad una "funzione", hanno trasformata questa "funzione" in potere personale, o per ristrette cerchie di amici.
    Il triste, rovinoso e funesto periodo berlusconiano, ne è la prova
    più evidente. Ora Renzi sta agendo sulla stessa lunghezza d'onda di berlusconi, con la differenza che per lui la strada è più semplice, infatti gli Italiani sembrano aver interiorizzata e metabilizzata la"lectio magistralis" di Berlusconi.
    Si potrà andare avanti così? Credo proprio di no, ne va del futuro dei giovani.
    Proprio perchè nel nostro Paese si è fatto strame della Costituzione, il futuro dei giovani sarà sempre più difficile.
    Certo, spiegare agli stessi, che i resistenti hanno combattuto il fascismo, ed il nazismo, per dare una Costituzione all'Italia, e con essa un futuro migliore a tutti, sopratutto alle giovani generazioni, sarà davvero difficile per chì vuole, o meglio, fa finta di volere il cambiamento.
    Ma che di cambiamento vogliamo parlare, se la Costituzione da "cambiare, o modificare", non è mai stata applicata, sopratutto nel suo primo articolo che prevede che: L'Italia è un Paese fondato sul lavoro, e lo stesso è un diritto per tutti? Non dico nulla sulla trasmigrazione (transumanza) dei parlamentari, condivido quanto è stato affermato dai più. Aggiungo solo un'osservazione, che è questa: Pensavo che con la provocatoria elezione in Parlamento di cicciolina, la provocazione si fosse fermata lì. Nò, purtroppo non è così. Il Parlamento italiano è composto da tantissime ciccioline, ovviamente portando rispetto alla cicciolina ex Parlamentare.

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  15. Gabriele Marolda14 aprile 2015 16:31

    I voltagabbana in Parlamento, più o meno, ci sono stati sempre. Ed è illusorio che con la legge elettorale quasi pronta per essere sottoposta alla firma del Capo dello Stato, che aggrava il difetto di sottrarre alla scelta dell'elettore la formazione della camera dei deputati, la "transumanza", tanto efficacemente descritta nell'articolo, possa diminuire.
    Né il danno potrebbe essere eliminato, come propone il boss dei 5stelle, con la modifica dell'art.67 della Costituzione, che esclude per gli eletti il vincolo di mandato, che è alla base della democrazia parlamentare.
    Il problema esiste, ed è di difficile soluzione, ma può essere affrontato solo politicamente.

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  16. Il problema esiste, ed è di difficile soluzione, ma può essere affrontato solo politicamente. Parole sagge quelle di Gabriele Marolda, che condivido.
    Il cosiddetto vincolo di mandato, perorato dai capi bastone di turno, è un arma troppo pericolosa per essere affidata alla gente che abbiamo imparato a conoscere. Sarebbe come rendere i parlamentari come dei piccoli schiavetti del voto agli ordini di chi decide, di solito al di fuori delle aule parlamentari. Il problema, è indubbio, ha una sua specificità e non può essere trattato con faciloneria e nemmeno con superficialità sulla base di quanto avvenuto e dei casi diventati famosi in questi ultimi anni. E bisogna distinguere nettamente, ciò che ha il sapore della politica, delle scelte fatte secondo coscienza, dai cambi di linea imposti da accordi sottobanco così come quelli che riguardano e competono la sfera della giustizia.
    E quindi che si fa? Certamente toccare l'art. 67 della Costituzione, è l’ultima cosa da fare e non se ne parla proprio. I padri costituenti hanno voluto dare al parlamentare uno status particolare e pieno di significato che, principalmente, fa affidamento ai dettami della costituzione stessa e alla sua coscienza. Le regole e le imposizioni di qualsiasi partitino vengono dopo.
    Torniamo, quindi, all’inizio. È una questione politica che attiene alla democrazia interna dei partiti alla partecipazione dei cittadini, e quindi, al rapporto quanto più possibile diretto con il corpo elettorale.
    Negli USA, per esempio, esiste il cosiddetto “recall”: la revoca popolare di titolari di cariche elettive realizzata attraverso una petizione motivata, una raccolte di un numero adeguato di firme, e, se viene raggiunto il numero richiesto l’eletto può dimettersi subito, o, altrimenti si procede a nuove elezioni.
    Insomma un qualcosa che può sembrare fantascienza ma che, invece, esiste e funziona anche come deterrente per eventuali comportamenti bizzarri del rappresentante del popolo. Un anti-RazziScilipoti.

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  17. Non tutti i comportamenti si possono dettare per legge.Dove non arrivano le leggi, però, arriva l'etica personale e pubblica, che purtroppo, di questi tempi è caduta in disuso: da qui nasce la "transumanza" e da qui hanno origine le metamorfosi del potere.

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  18. Benjamin Reilly14 aprile 2015 21:39

    a proposito, passano da un partito della casta ad altro partito della casta perchè il partito della casta/cosca è UNICO... difficile da capire (altrimenti bisognerebbe ammettere di esser presi per i culo e soprattutto di permetterglielo). Capisco perchè questa gente ha avversione per la massa, perchè fondamentalmente consci che la massa ha bisogno di (vendersi) assoggettarsi loro.

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  19. Francesca Cottoni14 aprile 2015 22:52

    Questo vagabondare da un partito all’altro come la transumanza mi piace.... perché sono le pecore che vanno in transumanza. È vero che la sovranità appartiene al popolo, anche se questo governo ha un atteggiamento molto prepotente e crede che tutto sia permesso. Per me sarebbe giusto che chi lascia un partito e ha una poltrona dovrebbe lasciarla fino alle prossime elezioni e per ricandidarsi se lo deve nuovamente meritare. Purtroppo, però, viene deciso tutto tra pochi e il popolo non conta nulla.

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  20. Franca Ciantia15 aprile 2015 18:01

    Perfetto il termine transumanza, come le greggi i nostri politici sono sempre alla ricerca di nuovi pascoli più verdi!

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  21. Rosalba Ferrara15 aprile 2015 22:30

    La parola "transumanza", deriva dal verbo transumare, transitare sul suolo, in altri termini spostare. Riferendoci alla pastorizia, era un modo di soddisfare il gregge, oggi il connotato non è cosi lusinghiero, come una volta, perchè è un modo, e un fenomeno di branchi di pecoroni che si spostano da una poltrona all'altra, a dirla tutta, un mercato delle vacche. Un tempo transumare, spostare le greggi, era un passaggio faticoso, dignitoso ed onesto. Attualmente, non abbiamo bisogno di guardare in faccia i nostri rappresentanti per distinguerli l'uno dall'altro, basta guardare attentamente il loro lato "B". Una volta c'erano i partiti che facevano riferimento a delle ideologie, a delle visioni di vita, e a delle concezioni della società. Oggi è avvenuta la morte delle ideologie, per sostituirla con la parola "potere". Insomma, la lunga transumanza non è ancora finita, dal 2013 ad oggi, abbiamo assistito a ben 250 cambi di casacca. Uno squallore!!!!!! Da questo dobbiamo dedurre, che la politica è per tutti, ma forse non fa per tutti, e la ricerca di un posto al sole è alla portata di tutti.

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  22. Antonella Deri15 aprile 2015 22:34

    A quanto pare la "transumanza" è di moda, i politici passano da un partito all'altro con una facilità disarmante. Questo non sarebbe un grosso problema se accadesse tra due partiti che, più o meno, sono sulla stessa linea, PD-SEL per esempio, si può arrivare a capire (anche se rimane un pochino idigesto). I problemi, invece, secondo il mio punto di vista, arrivano quando politici che hanno militato all'opposizione per anni girano la giacca (i classici volta gabbana) e fanno le fusa vistosamente e vergognosamente all'oppositore mettendosi a pascolare nel suo prato, "Ill giardino del vicino è sempre più verde" e bruciarsi dentro renda molto di più, una poltrona è più comoda di una sedia. La migrazione, di solito, inizia con un politico che però piano piano si porta dietro un pezzo di gregge. Così però, sempre secondo me, la politica perde di credibilità, se ne possono vedere i risultati con l'astensione alle urne, in sempre meno vanno a votare.

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    Risposte
    1. noi nelle Marche la stiamo vivendo adesso questa bella stagione di "transumanza", ecco qui, fresco fresco, dopo tentennamenti, riserve, si no, forse, come alla fine è andata la storia.....
      Spacca, accordo con Forza Italia «Il centrosinistra non esiste più»


      Il Pd contrattacca, Ceriscioli: «Cambia casacca per la poltrona»


      Alfredo Quarta ANCONA «IL CENTROSINISTRA non c'è più». Questa frase pronunciata ieri dal governatore uscente delle Marche Gian Mario Spacca apre' ufficialmente la campagna elettorale per le regionali del 31 maggio. L'affermazione arriva subito dopo che proprio Spacca, attualmente ancora appoggiato da una maggioranza guidata dal Pd con gli alleati, ha siglato l'accordo con Forza Italia che lo appoggerà nella sua sfida al terzo mandato candidato dalla lista civica da lui creata, ovvero Marche 2020, e da Area popolare. Il governatore rincara la dose sostenendo che è sbagliata l'idea del Pd nelle Marche di poter sovrapporre la propria «burocrazia all'amministrazione regionale», pensando a un «esito elettorale ormai scontato». «E' finita con questa legislatura dice Spacca un'esperienza iniziata nel 1997 che aveva visto la collaborazione tra partiti e comunità regionale, in particolare con i ceti medi imprenditoriali. Si è preferita, da parte del Pd, una soluzione di tipo politico pensando a un esito elettorale ormai scontato, e che si potrà realizzare una sovrapposizione tra la burocrazia del partito e l'amministrazione regionale. Da parte mia e di molti altri si ritiene che sia un scelta sbagliata». Alla base del programma politico-programmatico definito da Marche 2020-Ap con Fi, «c'è il sostegno al rilancio del sistema imprenditoriale marchigiano. L'accordo con Fi, che nelle Marche è soprattutto espressione delle iniziative e della cultura imprenditoriale è nato soprattutto su questo fatto». Parole c he hanno fatto sobbalzare quelli del Pd. In primis il candidato governatore del centrosinistra, il democrat Luca Ceriscioli: «Finalmente come tanto desiderato e tanto ricercato da Spacca, l'accordo tra Marche 2020 e Forza Italia è stato raggiunto. I marchigiani sapranno riconoscere la coerenza e le pratiche di buon governo del centrosinistra e chi in questi anni ha perseguito il bene della comunità marchigiana. AL CONTRARIO identificheranno l'opportunismo e il trasformismo dell'attuale governatore, che pur di restare attaccato alla poltrona ha cambiato casacca e si è inventato un partito abbracciando la destra di Berlusconi pur di fare il terzo mandato e creare la dinastia Spacca in regione. Noi siamo pronti: abbiamo un programma condiviso con cittadini e associazioni, un candidato scelto da oltre 43mila marchigiani e liste rappresentative dei territori. I marchigiani sapranno scegliere e daranno il ben servito alla dinastia Spacca».

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  23. Se passano riforma Senato e legge elettorale ci titilleremo senza costrutto su questioni terminologiche circa la distinzione tra "poteri" e "funzioni" con tanti saluti alla sovranità popolare, lo Statuto Albertino non aprì la strada al fascismo, tanto vero che le norme più garantiste in termini di diritti e libertà furono abrogate dai fascisti, vero è che potettero farlo agevolmente perché lo Statuto Albertino in quanto costituzione flessibile abbisognava per essere modificato della stessa maggioranza semplice richiesta per approvare una qualsiasi legge ordinaria.

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