mercoledì 8 aprile 2015

Non sono le vacanze i problemi della scuola

La scuola che cambiadi Antonella Lo Presti - Sono ormai 23 anni che insegno nella scuola primaria, da quando la circolare 116/92 riconosceva a noi specialisti di lingua inglese un riconoscimento economico mai avuto.

Dagli anni della sperimentazione la formazione che abbiamo volontariamente subito è stata numerosa e faticosa: 150/300 ore di corsi ministeriali fuori dall'orario di servizio; corsi di sostegno alla lingua annuali di 100 ore; borse di studio ministeriali all’estero.

Per non considerare il carico lavorativo al quale siamo sottoposte quotidianamente: numero di classi elevato con conseguenti riunioni dei genitori infinite e così per le molteplici schede di valutazione.

Ministro Lavoro PolettiTroppi 3 mesi di vacanza, il tema è da discutere”. Così si è espresso, nei giorni scorsi, il ministro del lavoro Giuliano Poletti. E il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a ruota: “Nel ddl sulla Buona scuola è prevista attività di stage nei periodi di sospensione dell’attività didattica, estate inclusa”.

GianniniCome se il problema della scuola fossero i giorni di vacanza, dimenticando completamente le 80 ore, da contratto, annue che abbiamo di obbligo GRATIS.

Sì, infatti. Le riunioni di collegi docenti, programmazione inizio e fine anno, riunioni con le famiglie, rientrano nelle 40 ore da espletare in maniera gratuita ed in più altre 40 per i consigli di interclasse. Spesso, inoltre, i dirigenti sforano tali ore, evitando in tutti i modi di affrontare la questione.

Nulla è lasciato al caso. In più noi docenti non possiamo fruire le ferie durante l'inverno se non per gravi motivi familiari e personali e abbiamo soltanto 9 giorni l'anno di permesso per badare ai figli, mariti, genitori e motivi personali (contro, per esempio, i 45 dei dipendenti della Regione Siciliana).

L’organizzazione del tempo scuola, forse è mal distribuito, lasciando due mesi estivi liberi. D’altronde, d’estate, le aule infuocate non permetterebbero la permanenza di alunni se non con aria condizionata.

Prendendo a modello il sistema britannico si potrebbe organizzare il tempo scuola in trimestri oppure allungare le vacanze di Pasqua estendendo il termine di giugno.

Buona ScuolaPenso, però, sia meglio discutere nelle sedi opportune e con il personale competente come gestire e organizzare il tempo scuola. Lanciare proclami, come è stato fatto, serve solo a ledere e offendere la professionalità e la dedizione degli insegnanti, che ogni giorno affrontano con coraggio e impegno i tanti problemi della scuola italiana.

La riforma cosiddetta della “Buona scuola”, purtroppo, si allontana dalle norme contrattuali introducendo una flessibilità interpretativa al dirigente, lasciando così largo spazio a molteplici contenziosi che nasceranno in futuro.

classe scolasticaGli insegnanti si sono sempre formati ed aggiornati senza alcuna remunerazione o gettone di presenza e con senso del dovere, professionalità e serietà. Lo dimostra il fatto che dopo anni di precariato molti docenti non siano ancora in ruolo, pur sperandoci, continuando il proprio lavoro, aggiornandosi a proprie spese, frequentando corsi, anche fuori sede, per acquisire punteggio aggiuntivo.

La riforma proposta dal governo sembra introdurre l’obbligatorietà della formazione lasciando quindi al dirigente ampia autonomia e decisionalità sulla ricaduta didattica. Penso sia legittimo, pertanto, introdurre un riconoscimento economico orario o forfettario per le ore extracurricolari con una voce di bilancio ad hoc. 

Gli insegnanti sono stanchi di investire sulla propria pelle espletando ore aggiuntive senza alcun riconoscimento e senza nessuna gratitudine, anzi ogni volta che c’è da reperire risorse per fare quadrare il bilancio statale si tende a risparmiare sulla sanità e sulla scuola… i cardini della società, e mai sui privilegi “Romani”.

Antonella Lo PrestiAntonella Lo Presti
08 Aprile 2015 

 


P.S.:
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante articolo sulla scuola. In un momento nel quale il Governo è impegnato a presentare un progetto organico di riforma della scuola. L’articolo, in particolare, focalizza il controverso punto riguardante le vacanze estive posto all’attenzione dell’opinione pubblica dal Ministro del Lavoro Poletti. Antonella Lo Presti, è un’insegnante nella scuola primaria dal 1991. Specialista di lingua inglese dagli anni della sperimentazione, quando si insegnava senza libro di testo. Ha condotto numerosi progetti lingue per bambini nelle scuole di Palermo e di tutoraggio nei corsi di lingua inglese per docenti con fondi europei. Ha svolto attività sindacale e, ad oggi, è Rappresentante della Scuola Primaria presso il Consiglio Scolastico Provinciale. Esperta di problemi scolastici, e, ovviamente, appassionata di politica.
Benvenuta su PoliticaPrima e buon lavoro.

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24 commenti:

  1. Franca Ciantia9 aprile 2015 00:27

    Sempre di più mi convinco che queste sparate servono per rimestare il brodo e distogliere l'attenzione dai veri problemi, lanciano un osso, tutti i cani vi si lanciano sopra e loro possono continuare a fare i loro interessi, a coprire gli scandali che li sfiorano, far dimenticare che dalla crisi non ci stiamo muovendo di un passo! Niente paura ritireranno il tutto, come se niente fosse, perchè le giornate scolastiche nel resto d'Europa sono pari se non inferiori alle nostre, perchè la nostra scuola non è attrezzata per sopportare il nostro caldo estivo, perchè l'industri delle vacanze ne vorrà conto e ragione, perchè la scusa degli stage formativi, delle esperienze lavorative interesserebbero solo una piccolissima porzione dell'utenza scolastica , terze e quarte del superiore (e alla scuola primaria e secondaria inferiore e nel biennio delle superiori cosa gli fai fare? Animo! Piuttosto stiamo attenti a quello che ci stanno combinando con la dirigenza!!!!

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  2. E indubbio siano "sparate" atte a farci perdere di vista i veri problemi e, sopratutto, le loro vere intenzioni sia sull'assetto politico che finanziario.
    Sugli insegnanti, non voglio dire nulla, sta a loro essere corretti e, purtroppo, non tutti lo sono. come non è una buona riforma quella della "buona scuola".è solo una pagliacciata che.andrà scemando come è giusto accada.

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  3. L'argomento sulla riduzione delle ferie degli insegnanti fa il paio con quello usato sulle ferie dei Magistrati. Con queste sparate il governicchio di Matteo Renzi dimostra di non saper individuare i veri problemi di cui soffre il Paese e di non saper trovare le soluzioni da adottare. Invece di intervenire sui vari comparti della vita pubblica, che andrebbero completamente ripensati e fanno acqua da tutte le parti, questi scienziati scelti da Renzi, scelgono sempre la strada della demagogia e del consenso facile, girando la testa dall’altra parte per non affrontare i gravi problemi della scuola, degli insegnanti, della qualità della formazione scolastica. Esattamente come fecero quando quel genio che siede al ministero della Giustizia, messo di fronte al problema dello sfascio e alla lentezza della Giustizia civile e penale, individuò il problema delle ferie dei Magistrati come il primo, vero ostacolo da affrontare per risolvere il problema. I più informati ricorderanno che la soluzione decisa dal Governo è degna delle comiche finali. Con un provvedimento avventato del Governo, infatti, scritto con la solita inesperienza e superficialità, invece di ridurre le ferie dei magistrati addirittura le aumentarono. Questo è il livello di chi ci governa. Con buona pace degli insegnanti, degli studenti, degli impiegati, dei professionisti, degli imprenditori, dei pensionati e dei disoccupati.

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  4. Cettina Alongi9 aprile 2015 08:58

    I problemi della giustizia sono le ferie dei giudici, quelli della scuola le vacanze, pensavo queste fossero le possibili scelte di un governo Razzi!
    Credo che ci sia abbastanza da vergognarsi di questo utile idiota sorridente che propina soluzioni simili mentre l'Italia affonda...
    Però se guardo agli italiani in massa posso facilmente constatare che abbiaamo il governo che meritiamo!

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  5. Gloria Trizzino9 aprile 2015 09:56

    Cerco affannosamente di capire se sono scema o troppo intelligente. Gli argomenti che vengono esposti sono esattamente la riproposizione di quelli che per oltre cinquanta anni ho letto, sentito e discusso, mentre stiamo bruciando soli e senza speranza. se veramente volessimo riformare qualcosa, e nella scuola in misura maggiore, si dovrebbe, a mio avviso, iniziare dalla scuola nido per insegnare che il lavoro è un diritto ma anche e soprattutto un dovere. So che l'insegnamento logora, se fatto bene, ma credo che fare corsi di formazione su persone adulte e rivolte a fanciulli, giovani e adulti sia soltanto uno spreco di danaro a favore dei docenti dei corsi che normalmente sono "scelti" per fama di nome. Mi direte che significa questo intervento. Bene, vi accontento, significa che siamo tutti, dico tutti, stufi di essere presi per scemi e guidati da fantocci che sono soltanto prestanomi di potenze più grandi di noi. È meglio che mi fermo qui: non vorrei aiutare chi vuole farmi passare per pazza.

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  6. Chi mettiamo nel mirino?
    Gli insegnanti!
    Ormai è diventato un pensiero ricorrente....
    Per ora si parla della riduzione delle vacanze estive.
    Per migliorare la scuola? O no! In parte per risolvere problemi familiari, in parte per punire questi nulla facenti di professori che se ne vanno a spasso tre mesi!
    Intanto si tratta di un mese e non di tre; infatti la richiesta al preside è per un solo mese.
    Che poi non si venga chiamati è un altro discorso; ma per legge è così: un solo mese, o luglio o agosto! E a volerla tirare, caso mai, due mesi; infatti si arriva sempre alla fine di luglio!
    La verità è che abbiamo un governo che non intende creare luoghi di accoglienza estiva per i ragazzi, anche all'interno delle stesse strutture scolastiche: laboratori di apprendistato, di arte, di musica.
    Dove i giovani potrebbero coltivare le loro passioni durante i mesi estivi!
    E no! Non ci sono i soldi!
    Quale insegnante non sarebbe disposto a restare a scuola in estate....se gli venisse pagato il servizio come di giusto!
    Intanto gli edifici scolastici diventano sempre più fatiscenti; e le attività durante l'anno si vanno riducendo sempre di più solo all'interno dello spazio classe!
    Ma al fondo c'è anche altro! Non nascondiamoci dietro un dito.
    Un'avversione “ingenerata” verso la scuola e i suoi insegnanti.
    Verso coloro, guarda un po', che si occupano della buona crescita dei nostri figli.
    Lavorano poche ore, si assentano spesso, non sanno spiegare, sono troppo rigidi, sono troppo morbidi, non fanno niente.
    Che sia presente una deriva anche morale all'interno dell'istituzione scolastica, è innegabile!
    La superficialità la fa da padrona da parecchio e in molti versanti; non disgiunta da un certo malessere e da una crescente demotivazione da parte dei professori.
    Ma, da questo a volerla distruggere, ce ne passa!
    Ieri sera a Porta a Porta si è avuta l'immagine chiara di quello che si vuole fare per demolire la scuola definitivamente.
    Uno spettacolo penoso!
    Tra sorrisetti acidi, e facili battutine, l'attacco frontale è stato fatto, si è capito benissimo, alla libertà d'insegnamento. Cioè a quel valore intrinseco-la libertà-su cui solo si possono formare in maniera sana le coscienze; e che non può essere sottoposto ad alcuna valutazione da parte di chi, alla fine, resta fuori dalla classe: il gerarca, il preside! Il nuovo prefetto d'istituto!
    Quale futuro dunque per gli insegnanti?
    Tutti adulanti, ossequienti per avere una buona qualifica....e magari qualche progetto ben pagato, tanto per arrotondare uno stipendio-diciamolo-da fame!
    Chi vincerà la corsa?
    Di certo non sarà chi non si inchinerà e vorrà conservare un briciolo di dignità: quella stessa che ha il dovere di “trasferire” ai suoi ragazzi, perché diventino cittadini pensanti e liberi.
    Perché l'insegnante educa innanzitutto con l'esempio, cosa impossibile in uno stato di sottoposti!
    Nella scuola debbono esserci collegialità, coesione, progetto condiviso, libertà!
    Comunque la si voglia mettere, nella scuola si è avviato un processo di demolizione veramente perverso!

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  7. Si va bene, gli insegnanti non hanno tutti i torti e conseguentemente ci ritroviamo ragazzi ignoranti, impreparati e pure svogliati. I docenti sono sottopagati, non gratificati, non adeguatamente preparati dai continui corsi di aggiornamento, che almeno nella mia scuola, si svolgevano con frequenza. Non sono nemmeno incentivati al recupero dei ragazzi difficili, con l'istituzione di laboratori pomeridiani. Ma dove sono le famiglie? le istituzioni? i sindacati veri, con i controcogl..... che ci affiancavano. Dove sono gli esperti che tenevano i corsi di aggiornamento? E le sperimentazioni didattiche, la didattica, i rapporti forti ed umani tra docente e discente? Mi sento di dire che la scuola è stata massacrata. Tutti i governi, chi più, chi meno, hanno deliberatamente abbassato il livello creando un popolo di ignoranti e un corpo docente deluso e mortificato!

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  8. articolo interessante anche se non dice nulla di nuovo, la mia personale opinione è che non solo gli insegnanti devono mantenere il diritto a tre mesi di vacanze, ma andrebbe esteso a tutti i lavoratori pubblici e privati.... si lavora allo sfinimento e non si ha tempo per la propria preziosa vita. Come fai a ragionare con una ragazzina che ti dice che questa vita è assolutamente ingiusta? si nasce, si va a scuola (oramai una scuola disumanizzata per i poveri studenti sottoposti ad estenuanti ritmi di studio), si lavora (un lavoro decente oggi, è solo un miraggio, come detto sopra siamo schiavi per pochi spiccioli) e se sei fortunato prima di morire ti godi qualche mese di pensione.....
    mia figlia ha ragione, questa società va cambiata radicalmente se vogliamo regalarci un po' di vera gioa di vivere

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  9. Michele Maniscalco9 aprile 2015 12:17

    "NON SONO LE VACANZE I PROBLEMI DELLA SCUOLA". Ottimo titolo. Si può discutere di una diversa distribuzione delle vacanze durante l'anno scolastico tenendo conto del differente clima tra nord e sud. Ma questi sono dettagli che non possono assurgere a "soluzione dei problemi". Secondo me la scuola ha bisogno di insegnanti motivati con buoni stipendi, di edifici scolastici sicuri, di aule bene arredate, di riscaldamento in inverno e aria condizionata in estate per avere studenti e insegnanti sempre efficienti nell'apprendimento e nell'insegnamento. Per quanto riguarda le varie riforme proposte e attuati dai Ministri alla Pubblica Istruzione che si alternano con i vari governi bisogna interrogarsi se è vero che siano sempre sbagliate. Da quando mi interesso di politica, cioè da sempre, non ricordo che non ci sia stata una protesta generale contro il Ministro di turno. Ricordo invece che le proteste hanno fatto Piangere il Ministro Berlinguer. Ma gli insegnanti hanno mai costituito un comitato nazionale dove discutere dei problemi reali della scuola, fare una sintesi e poi presentarla al Ministro di turno?

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  10. Marcello Morelli9 aprile 2015 12:45

    Ridurre le vacanze estive? C'è ben altro su cui riflettere. Il governo dovrebbe porsi il problema del livello della scuola italiana che certo non brilla per qualità nella classifica mondiale. Gli insegnanti hanno nulla da dire al riguardo?



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  11. .. che dire ... le "proposte" di Poletti mi sono sembrate assurde ed ingiuste; non sono stata un'insegnante ma so bene che sono una favola, ormai, i famosi "tre mesi di vacanza" .... vedo mia cognata che non è mai libera, insegna nelle scuole superiori con grande impegno e non si risparmia mai, sacrificando a volte anche i giorni festivi ..... i mesi estivi in realtà, tra scrutini, esami e periodi in cui deve dare la disponibilità (durante il mese d'agosto) si riducono tantissimo, per cui ritengo che abbiano tutte le ragioni di ribellarsi a queste "fantomatiche" novità .... vorrei dire a questi "tromboni incompetenti" che non sono questi i problemi della scuola ma ben'altro

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  12. Gianfranco Savino9 aprile 2015 14:57

    Tutte le …”riforme”… della Scuola, succedutesi nel corso degli anni, poco o quasi nulla hanno cambiato ma, talvolta , hanno semplicemente contribuito a stravolgerla solo dal punto di vista organizzativo senza migliorarne i contenuti.
    Pertanto anche l’ultima proposta del Ministro Poletti, quella di accorciare il periodo feriale, appare del tutto risibile e nessun fruttuoso risultato produrrebbe, in assenza di ben più necessari importanti e sostanziali cambiamenti che, invece, una Scuola moderna e degna di tale nome richiederebbe.
    In Italia, infatti, da più di mezzo secolo, a parte alcune piccole riforme, la Scuola, nella sua SOSTANZA, è rimasta più o meno sempre la stessa non avendo tenuto adeguatamente conto dei cambiamenti della società che, invece, anche per effetto della globalizzazione, ha subito e subisce costantemente.
    La scuola dovrebbe, una volta per tutte, uscire dal suo ormai obsoleto “guscio corazzato” e tener sempre presenti tutti gli aspetti della Società in cui opera e, nel contempo, guardare al futuro .
    Perché questo possa verificarsi non è più possibile limitarsi a trasmettere il “ sapere”, ma la Scuola dovrebbe avere anche e soprattutto una funzione ancora più importante, quella di una EFFETTIVA PREPARAZIONE dei ragazzi e dei giovani ALLA VITA SOCIALE.
    Ovviamente ,perché tutto questo possa avvenire, sarebbe necessaria una reale, profonda e radicale trasformazione sia organizzativa che, soprattutto, di contenuti così come sarebbero necessari seri investimenti anche per una più adeguata retribuzione del Corpo Docente che, da parte sua, dovrebbe ancorpiù impegnarsi con alto senso di responsabilità.
    Res sic stantibus la proposta del Ministro Poletti nulla cambierebbe ma servirebbe solo ai…nostri…governanti di riempirsi la bocca e poter dire di aver “riformato” la scuola ! ! !
    P.S. Preciso di non essere un insegnante per cui ho parlato solo per esperienza professionale e di vita per cui se non condividete il mio pensiero, senza tema, potrete tranquillamente contraddirmi.

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  13. Antonella Lo Presti9 aprile 2015 14:58

    Caro Eugenio, la verità è che ogni governo tende a risparmiare sulla scuola e sanità perchè sono gli unici due bacini di denaro sicuri. Anzicchè combattere l'evasione fiscale che, tra l'altro, farebbe diminuire la pressione fiscale del 53%, cifra abnorme.

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  14. Ma siiii, ma noooo… banda di vagabondi che non fanno nulla…. E insomma, qualunque problema urlato alla pancia genera risposte da bar.
    Come sempre io parlo solo del MIO vissuto e delle MIE esperienze. Sono mooolto terra terra, niente voli d’angelo o vagheggiamenti di scuole perfette.
    Ormai chi mi legge nei commenti o nel mio blog, avrà capito che ho 4 figli. Ragazzi che alternano lo studio di Dante in inverno e poi al primo sole, sempre per rimanere in tema vanno scoprendo “di come sa di sal lo pane altrui”, lavori estivi che danno loro una relativa e sudatissima autonomia. Ho cugine insegnanti, che non mi pare che alla fine dell’anno scolastico buttano i libri al vento e corrono al sole in spiaggia, anzi io vedo proprio che fra esami di maturità, corsi d’aggiornamento, scrutini, colloqui genitori etc etc, sanno quando escono di casa e non sanno a che ora rientreranno nel pomeriggio.
    Mah. E’ facile prendersela con gli insegnanti. Peccato che parli di loro sempre gente che non conosce il problema scuola. Ma si, facciamoli stare tutti a scuola, allunghiamo il periodo scolastico e già che ci siamo, perché non gli mettiamo un bel cappellino di carta da giornale, di quelli da muratore d’antan, una bella cazzuola nella mano destra, un bel pennello nella sinistra e li impieghiamo a sistemare vecchie scuole cadenti, crepe storiche, finestre che tutte le volte che le chiudi, lo spiffero “birichino” ti gela la classe, tanto gli infissi sono del 1940!!!
    Ah, e poiché lo stato (sempre minuscolo, perché da parte mia non merita l’onore della lettera maiuscola) ha finito i soldi (persi, mangiati, bustarellati a chissà chi) si premunissero i gentili insegnanti anche di fare una colletta per comprare il materiale atto alla ristrutturazione degli immobili scolastici.
    E il personale non docente, via tutto a piantar rose e fior per abbellire l’ingresso principale.
    Ministro??? MA MI FACCIA IL PIACERE (di stare zitto) !!!!!

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  15. che bello vedere l'articolo della mia splendida collega Antonella Lo Presti:"Bella,BRAVA e COMPETENTE!" ho seguito il mio primo piccolo corso di lingua inglese con Lei. Dopo ho frequentato un corso a pagamento in un liceo linguistico e con tanto di esami sperando in una riconversione visto che sono abilitata per la lingua francese..........Infine non ci è stato riconosciuto sebbene (vabè! Questa è un'altra storia).
    Mia Cara Antonella! Com'è diventato difficile essere insegnanti di questi tempi! Ieri sera NON si poteva sentire la MINISTRA che parlava delle graduatorie, dei precari e degli insegnanti in genere ( ruolo e precari). Poi mi è anche venuto da ridere quando ha chiarito che la SENTENZA ha detto di ELIMINARE il precariato e NON di ASSUMERE TUTTI! beh! Poi questa sciocchezza delle VACANZE! Immagino già le proteste delle famiglie siciliane a causa delle AULE BOLLENTI! Per carità, con dei buoni condizionatori forse gli alunni verrebbero a scuola in estate......Chissà!

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  16. Marisa Bignardelli9 aprile 2015 19:18

    Saluto Antonella, di cui conosco l'impegno e la serietà, e la ringrazio per aver parlato di scuola!La scuola è come la salsa, tutti sanno come si fa e tutti la sanno rimescolare ma ,come dice un detto siculo "I guai ra pignata i sapi a cucchiara" Devo impormi la sinteticità ma mi viene difficile. Una breve sintesi di questi ultimi anni. Nel 1990 una legge rivoluzionaria, ma a parer mio, alla fine un po’ tradita e mal applicata, toglieva l'insegnante unico. Riforma Berlinguer del febbraio 2000. Eravamo entrati nello spirito della riforma ed ecco l'abrogazione e la riforma Moratti del 2003 che abrogava la precedente!!! E va buò. Ma nel 2006 arrivano i nuovi provvedimenti di Fioroni, altro riconvertimento e studio (devo dire che Fioroni è stato quello che ho gradito di più). Abbiamo pensato che adesso per un po’ saremmo stati tranquilli. NOOOOOOOOO!! 2008 riforma Gelmini. Altra riconversione e grande disorientamento! Ora aspettiamo LA BUONA SCUOLA con grande disillusione. Forse però riuscirà a togliere il precariato, speriamo! Ma se fosse Buona ci saranno iscritti in più, tolti alla scuola privata. Tanti euro risparmiati in sovvenzioni alle famiglie e noi insegnanti non dovremmo elemosinare carta igienica e materiale didattico, quest'ultimo spesso, comprato a spese nostre. Certo il Papa non sarebbe contento, ma le scuole private e religiose, li potrebbe finanziare la Curia!!! Magari potremo sperare di lavorare in edifici meno fatiscenti. Chiamare certe scuole AMBIENTI EDUCATIVI DI APPRENDIMENTO fa sorridere (ho lavorato per 17 anni in una scuola che raggiungeva i 45 gradi ai primi caldi e si ballava di freddo in inverno). E intanto siamo alla gogna sociale!!! Inutile nascondersi che insegnanti capre ci sono, cattivi insegnanti poco preparati e che, peggio ancora, fanno danni! Per questi, dico io la prima, allontanateli voi genitori e noi colleghe! Di contro, tantissimi di noi, la stragrande maggioranza danno l'anima e tanti genitori possono testimoniare la nostra competenza e il nostro amore! Altro problema i Presidi giudicanti e chi giudica i presidi? Certo avranno dei criteri per indicare i più bravi e per loro ci sarà un incentivo! Intanto il primo criterio è che nessun coniuge insegnante sia nella stessa scuola del coniuge preside e poi staremo a vedere. Prevedo indecorose operazioni di lecchinaggio. Non sono d'accordo per la formazione a pagamento! Se lo stato investe in una BUONA formazione (senza favoritismi) avrà un costo a noi deve dare la possibilità di usufruirne magari con permessi studio! Infine vorrei dire che siamo a rischio di malattie cardio vascolari ed esaurimenti nervosi, per non parlare della voce e le corde vocali, riconosciuta come malattia professionale e dei forti abbassamenti di udito che hanno un'altissima percentuale di insegnanti ma non riconosciuta come malattia professionale. Tra tutti questi problemi il nocciolo sono le vacanze estive? Un mese in più!! Allora o ci dite come ben utilizzarle o riconoscete che è salute mentale!!! Mi dispiace solo di non aver potuto continuare, perché tanto c'è da dire! Antonella scriverà ancora ed io continuerò!!!

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    1. Antonella Lo Presti9 aprile 2015 22:30

      Cara Marisa, ci vorrebbe un tomo per annotare tutte le problematiche della scuola.
      l'idea delle scuole private pagate dalla curia è fantastica. Sarebbe un buon compromesso alle insegnati di religione che lavorano nella scuola senza concorso e sono scelte dalla Curia ma pagate dallo Stato.

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  17. antonella albertini9 aprile 2015 20:35

    I problemi della nostra scuola non sono certamente la " quantità" dei giorni di vacanza degli insegnanti; non capisco come si può allontanarsi dal nocciolo dei problemi in questo modo superficiale. A me interessa che la scuola formi i futuri cittadini italiani in maniera concreta e approfondita. La scuola è fondamentale per la formazione culturale dello studente ma deve essere anche una palestra di vita, un luogo dove i nostri figli possano sviluppare senso critico, capacità di confrontarsi, abilità alla riflessione. Per questo servono insegnanti bravi, preparati, formati per l' insegnamento e conoscitori profondi della psicologia. La questione della vacanze é assolutamente irrisoria

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  18. Antonella Deri10 aprile 2015 17:40

    Quindi, secondo Poletti, tagliando le vacanze agli studenti,facendogli fare degli stage, non retribuii precisiamolo, durante i periodi di chiusura delle scuole. I problemi che attanagliano la scuola sparirebbero? Meglio che avere una bacchetta magica insomma! La buona scuola, sempre secondo il ministro, sarebbe questa? Secondo me "la buona scuola" dovrebbe , piano piano, assorbire i precari avere insegnanti preparati, del resto fanno aggiornamenti continui, precisando sempre che non sono retribuiti, dovrebbe dare istituti sicuri e non fatiscenti, dove i ragazzi possono rischiare la vita a causa di qualche crollo. Dal ministro Poletti vorrei sapere se,questa assurda richiesta comprende anche le scuole private, è una domanda che faccio perchè non lo so,lo chiedo perchè le scuole private attingono dai fondi statali. Per quanto posso aver capito io, la riforma della scuola introduce una flessibilità interpretativa al dirigente scolastico e questo non mi sembra che abbia nulla di buono.

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  19. Buona sera a tutti
    Concordo con la Professoressa Lo Presti che sicuramente non sono le vacanze il problema prioritario della ns scuola, ma che tuttavia può essere oggetto di discussione Giusto l’esempio con le scuole anglosassoni Ma si deve anche dire che in queste scuole l’orario settimanale si articola su 5 giorni e sempre orario lungo
    Ho avuto dirette esperienze di scuole estere frequentate dai figli Svezia USA GB .mai avuti problemi ne noi ne loro, sia in clima freddi caldissimi e normali.

    Desidererei dire tuttavia che sono almeno 60 anni che ogni governo, salito al potere, ha proposto una riforma scolastica, subito bocciata da chi era all’opposizione. Ho sempre pensato e continuo a farlo che, in politica, ognuno ritiene di essere il tenutario della verità assoluta e quindi non si prendono decisioni. Io ricordo di aver fatto le medie e i cinque anni di ragioneria sempre di pomeriggio 14.00 19.30 compreso il sabato I professori insegnavano noi studiavamo Abbiamo fatto le ns battaglie ricordo il 56’ per l’Ungheria, tuttavia il livello era sempre considerato molto alto. Quando poi in giro per il mondo mi sono trovato a confrontarmi con altri dirigenti di altre nazionalità cosi come miei colleghi ingegneri o altre specializzazioni, abbiamo sempre dialogato allo stesso livello anzi più di una volta sicuramente migliori Basta vedere quanti ns ricercatori sono in giro per il mondo e apprezzati Quindi poi questa scuola non deve essere poi tanto sbagliata Oggi forse si è perso quel rispetto verso gli insegnanti che ai ns tempi era alla base dei rapporti. Ma come si dice il rispetto va guadagnato
    Sicuramente una riforma è assolutamente necessaria, si debbono coinvolgere tutti gli attori ma alla fine qualcuno deve decidere e si deve accettare e poi migliorare eventualmente lungo la strada Ma si deve fare Il solo parlare e l’immobilismo non portano a nulla il che è ancora peggio.

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    1. Antonella Lo Presti10 aprile 2015 22:13

      Caro Dott. Magrini, la ringrazio per il suo prezioso intervento. E' vero che la gente non ha più fiducia nelle istituzioni e così anche nella scuola, dato che nooi rappresentiamo lo stato. Una riforma va fatta, ma perchè??
      Ogni volta che sale un governo nuovo deve riformare la scuola? Oppure devono soltanto risparmiare? I ricercatori da lei indicati sono usciti dalla "vecchia" scuola. Noi docenti abbiamo paura, invece, di ritrovarci colleghe ignoranti ma raccomandate perchè scelte direttamente dal Preside, che anzicchè formare menti eccellenti, possano formare asini eterni:

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  20. La Buona scuola di Renzi è una scuola che fa acqua da tutte le parti ed i tagli previsti per i prossimi anni lo dimostrano già. A mio avviso va riformato ogni singolo aspetto perchè diciamocela tutta, le scuole italiane non vanno. Da mamma e con una figlia al liceo, mi sento di dire che la scuola italiana è un fallimento. Non è normale che mia figlia rientra e non riesce a studiare da sola per le difficoltà che incontra. Mi dice sempre che non capisce come spiegano i prof ma guarda caso a 25 euro l'ora capisce benissimo e Se non fosse per le lezioni private che io garantisco a mia figlia, rinunciando ad altro, lei sarebbe veramente nei guai. Lascio a voi le deduzioni.

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  21. appena letto l'articolo , avrei voluto contestare punto per punto , orario di lavoro, giornata libera a costo di fare un orario da schifo ; ferie , preparazione , esame per accesso all'insegnamento , valutazione di attitudine all'insegnamento ecc ecc . poi mi sono chiesto a cosa serve tutto questo ed ho desistito ; ma una cosa la desidero dire sul mestiere più bello del mondo. Fare l'educatore , è si , il mestiere più bello , il più faticoso , il peggio pagato , ma se uno non sa educare , non dovrebbe nemmeno entrare in questo mondo . Perché , fare questo mestiere comporta sacrifici enormi , ma in una scuola fatte per gli alunni e non al contrario , ed una scuola libera di capestri , ove l'educatore , senza guardare a niente , si dedica completamente ed unicamente all'educazione degli alunni/allievi /discendi , possibilmente , fuori di quel carcere chiamato AULA , come facevano i greci , ma anche i romani non erano male .
    Allora mi domando , può partire da queste considerazione una vera riforma ? o gli siamo incapaci ad un vero e profondo rinnovamento dove il centro sono i ragazzi ed il resto viene solo dopo ? ( contratto , paga, carriera , valutazione , merito , possibilità di essere licenziati se ritenuti inadeguati , e via dicendo ??? )

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  22. Armando Pupella25 aprile 2015 19:26

    Per molti professori e maestri i mesi di vacanza non sono tre considerando scrutini, esami, preparazione del nuovo anno scolastico. Quando frequentavo la scuola le vacanze erano più lunghe perché le lezioni, in tutta Italia, iniziavano il primo di ottobre. Era la scuola predisposta dal filosofo, Giovanni Gentile, (durante la dittatura) ma che frequentai dopo la restaurazione della Democrazia post seconda guerra mondiale. Negli ultimi quattro decenni circa si sono succedute riforme scolastiche che non mi pare abbiano migliorato la condizione della scuola e dei docenti. Quella scuola non aveva bisogno di particolari riforme, ma di qualche lieve modifica: nella scuola media inferiore meno ore di latino che, invece di abolire, sarebbe stato utile insegnare anche nella scuola media inferiore di avviamento professionale, più conversazione per le lingue estere, una o due lingue estere nella scuola elementare, non kilometriche poesie a memoria ma brevi.Quella scuola preparò l'Italia a diventare, da Paese preminente agricolo e di emigranti, a diventare la quinta potenza industriale al mondo. Era una scuola ad indirizzo umanistico che stimolava la mente, il senso critico, lo spirito di osservazione. Un giorno, mentre parlavo col Direttore dell'Azienda in cui lavoravo, il discorso cadde sulla scuola. Era un ingegnere che conseguì la laurea dopo il liceo scientifico. Mi disse: "Quando entrai all'Università snobbavo con i compagni provenienti dal liceo scientifico quelli provenienti dal liceo classico. Noi pieni di matematica e materie scientifiche ci sentivamo scienziati e dicevamo "ma dove vogliono arrivare questi abbuffati di latino bus e greco rum? ". Dopo pochi mesi ci surclassarono, elaboravano tutto velocemente, il loro cervello era elastico! ". Indro Montanelli diceva che i veri progressisti sono i conservatori che prima di varare una qualsiasi riforma valutano il suo impatto nell'economia, nella società, ecc. Oggi si parla di riforme. Ma non sarebbe mica male qualche giusta controriforma ad iniziare dalla scuola per tornare all'Italia del miracolo economico degli anni sessanta del secolo scorso quando Catania era definita Milano del Sud e la lira moneta forte che nel 1960 vinse l'Oscar Mondiale. Per superare questo periodo di decadenza economica, morale, sociale la soluzione è il modello di Stato anni sessanta post disastro maledetta guerra mondiale. Sembra un paradosso ma l'Italia di allora era più attrezzata per risolvere i problemi di oggi è superare le sfide odierne: globalizzazione euro o, se venisse reintrodotta, la lira che, dopo aver vinto l'Oscar Mondiale, fu strapazzata da tutti in malo modo.

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