venerdì 20 marzo 2015

Tunisi non è Parigi e nemmeno Europa

Terror in Tunisiadi Giangiuseppe Gattuso - Siamo tutti Charlie Hebdo, siamo tutti Parigi. La grande manifestazione dei capi di stato per solidarizzare con il popolo francese e mostrare fermezza e orgoglio.

Immagini bellissime per dimostrare al mondo e a noi stessi che la grande vecchia Europa non si fa intimorire. Così è stato all’indomani della strage dei vignettisti del settimanale satirico Charlie Hebdo dello scorso 7 e 9 gennaio 2015. Un’azione terroristica per colpire e punire chi offende la loro religione.Venti morti. 

MAnifestazione PArigiE con quel ricordo ancora vivo è arrivato un nuovo orrore. Un nuovo avvertimento, gravissimo, al mondo occidentale e all’Europa, una scossa per l’opinione pubblica. Questa volta ci tocca da vicino. Sia per la distanza che per le vittime. Quattro turisti italiani uccisi e numerosi feriti. Due giovani terroristi, tunisini, al Museo del Bardo di Tunisi, lo scorso 18 marzo 2015, hanno fatto una strage. Morti anche loro. Un’azione terroristica che ricorda quello dei fratelli Kouachi contro la redazione di Charlie Hebdo. Un totale di 23 morti e circa 50 feriti.

Tunisi manifestazione contro l'attacco al Museo BardoMa Tunisi non è Parigi e nemmeno Europa. La Tunisia è, però, il paese dove la  primavera araba ha dato i frutti migliori. Dove c’è un sistema politico democratico nel quale la coesistenza pacifica tra le religioni e lo stato è realtà. La meta preferita per moltissimi connazionali per turismo, affari. E luogo dove vivere stabilmente grazie al favorevole regime  fiscale che spinge numerosi pensionati a trasferirsi per una vita migliore.

Je-Suis-BardoEcco dove è arrivato il terrore e la spinta di quei gruppi di fanatici che hanno il potere di permeare le società, di attrarre i giovani verso un ideale che nulla ha a che fare con quel Dio che rivendicano. Per commettere le nefandezze più riprovevoli, per sottomettere e schiavizzare, per sovvertire la democrazia e imporre il ‘loro’ sistema oppressivo e dittatoriale.

E c’è di che preoccuparsi. Si tratta della sponda meridionale del Mediterraneo, di fronte a noi. Quelle terre da sempre vicine e accoglienti dalle quali provengono migliaia di uomini e donne stabilmente presenti nel nostro Paese. Dove vivono e lavorano integrati nella nostra società. Esempio per tutti Mazara del Vallo. Ma che possono trasformarsi in una polveriera e, in un attimo, in un inferno.

Ma oltre la preoccupazione e la paura cosa c’è? Possiamo immaginare azioni preventive di chiusura delle frontiere, di controlli ferrei degli sbarchi, di blocchi navali. E, magari, come qualche benpensante scrive, poiché siamo arrivati al punto di "non ritorno", sospendere il recupero delle imbarcazioni e i salvataggi in mare, per scongiurare il rischio di "importare" estremisti, fanatici e terroristi o simpatizzanti. Insomma, in buona sostanza, per la salvaguardia del nostro territorio e della nostra cultura, dovremmo, “organizzarci” alla difesa, con le armi?. Non è dato sapere. Quelle armi che cinicamente ci piace produrre e vendere per fare profitti milionari a prescindere dal sangue versato.

Tunisia cartaNon c’è dubbio però che bisogna fare qualcosa. Ma gli interventi non possono che essere di dimensione europea. Questo è il momento di dimostrare che l’Unione non è solo monetaria ma un insieme di popoli che hanno nella dignità umana, nella democrazia e nella libertà i loro caratteri fondamentali. E per questo bisogna attivare tutte le opzioni per difendere quelle democrazie, come la Tunisia, che rappresentano l’esempio vivente di come possano coesistere pacificamente uno stato laico e una popolazione a maggioranza islamica.

Gli interventi devono essere rivolti a rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita e l’evoluzione culturale, partendo dalla madre di tutte le battaglie che è quella contro la povertà e la disperazione. Non potrà esserci democrazia e libertà, e quindi l’antitesi del terrorismo, fin quando non verranno riconosciuti i diritti fondamentali di ogni essere umano. La prima è la dignità. Il valore dei valori che non si acquista per meriti ma è insita nella persona. E, ancora, fin quando ogni uomo non avrà il diritto di spostarsi e abitare ‘liberamente’ in ogni angolo di questo nostro pianeta.

Giangiuseppe Gattuso
20 Marzo 2015

27 commenti:

  1. Antonella Deri22 marzo 2015 00:03

    Il terrorismo o Isis si avvicina sempre di più, ha colpito in Francia, confina con l'Italia, ora in Tunisia, ci divide un lembo di mare, così la paura si sta impadronendo di noi, ci sta contagiando. Nella strage del Museo del Bardo di Tunisi, sono morti quattro italiani, più diciotto di altre nazionalità,ci sono stati diversi feriti, i sopravvissuti hanno raccontato che sentivano urla lamenti di persone ferite e spari, raccapricciante. Come riporti nell'articolo Tunisi è una delle nazioni in cui si vive meglio, infatti in molto vi si trasferiscono al momento della pensione, è anche meta di turismo per le sue bellezze. Forse i terroristi, tunisini,volevano proprio colpire il loro paese in un punto particolare, con tantissime persone presenti, un po' come successe in Francia, "colpire al cuore". L'Europa tutta, ma non solo, perchè questo è un problema a livello mondiale, devono in qualunque modo trovare la soluzione per bloccare queste stragi, perchè di stragi si tratta. Non credo che si debba imbracciare le armi, per fare morti su morti, e nemmeno lasciare che i profughi muoiano in mezzo al mare senza essere soccorsi, non penso nemmeno che a bordo di quelle carrette arrugginite, che chiamano imbarcazioni, con centinaia di persone ammassate l'una sull'altra, ci siano terroristi disposti di morire in mare prima di avere raggiunto il loro scopo.

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  2. Michele Maniscalco22 marzo 2015 07:27

    "Mentri u mericu sturia u malatu sinni va"

    L'ONU "studia l'intervento diplomatico"
    L'Europa studia l'intervento diplomatico"
    Renzi "medita l'intervento diplomatico"
    Intanto l'ISIS avanza. Tiene ben salde le posizioni in Siria. Tiene ben salde le posizioni in Irak. Lo Yemen sembra già in loro mani.
    La libia, a 2 passi dall'Italia, la conquisteranno tutta.
    Secondo me, in questi Paesi dove già la fanno da padroni, occorre L'intervento massiccio di truppe internazionali sotto la guida dell'ONU perché non si tratta di conflitti locali, ma di una cosa terribile che se non fermata distruggerà la civiltà occidentale. Non esiste soluzione diplomatica che possa fermarli. Libia, Siria ed Irak non c'è la faranno mai da soli.
    Per quanto riguarda l'infiltrazione del terrorismo in Europa spetta al coordinamento dei vari srvizi segreti europei prevenire e contrastare.

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  3. Pasquale Nevone22 marzo 2015 08:18

    L'odierna civiltà globalizzata è entrata in crisi ed ha partorito, tra le tante brutture e distorsioni,
    Il cd. Occidente, ed in primis l'Europa, appesantito dal suo ventre molle , culturale e sociale, si preoccupa, ma non sia allarma.
    Io considero solo che questa ISIS è sorta pressocchè dal nulla ed all'improvviso. Ne sentiamo parlare da poco più di un anno. Cosa e chi c'è dietro? non lo sappiamo. Facciamo solo congetture.
    Io credo, piuttosto, che il fenomeno ISIS sia un altra pagina che la storia sta scrivendo, con il sangue di innocenti e inermi cittadini.
    Non mi piace e la temo. Mi rendo conto che non ho mezzi personali per eliminarla. Spetta agli Stati farlo. Non mi sembra che, oltre alle parole. facciano granchè, eccetto le solite attività di spionaggio dei servizi segreti. Mi pare che si dovrebbe andare oltre.

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  4. L'arma delle "bombe umane" si sta rivelando strumento di distruzione più efficace delle armi convenzionali. Più efficaci perfino della bomba atomica, quanto ad effetti devastanti che durano nel tempo e si riproducono come metastasi nelle recondite pieghe dell'anima di chi sopravvive agli attentati terroristici e di chi li vive da lontano. Siamo sorpresi, stupefatti, allarmati e disarmati di fronte a questa forma guerra inaspettata e inimmaginabile soltanto qualche anno fa. Il terrorismo è lontano e vicino, è visibile e invisibile. Che fare? Dobbiamo usare l'intelligenza, prima di usare i muscoli, certamente, ma dobbiamo costruire un fronte unito di tutti i paesi del mondo contrari a questo terrorismo criminale (occidentali, orientali e arabi) per affrontarlo a viso aperto, prosciugare il suo brodo di coltura ed estirparlo dalle radici definitivamente.

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  5. Il problema è grosso, le soluzioni, che a mio giudizio saranno solo e sempre temporanee, potrebbero essere altrettanto immense.
    La verità è che si stanno raccogliendo i frutti di centinaia di anni di malgoverno dell'umanità intera e di atti di ingiustificato potere da parte di società evolute nei confronti di entità umane più arretrate, . ovviamente se misurate secondo il nostro,egoistico e partigiano, metro di valutaziione - ma certamente molto più vicine alla natura e all'incerta evoluzione culturale e sociale che noi siamo portati a definire civiltà ma che, alla fine, altro non è che una forma di accapparramento egoista e unilaterale delle stesse risorse vitali di quel mondo che siamo adusi definire, per comodità, "sottosviluppato"..
    C'è chi invita alla controcrociata, c'è chi invita alla comprensione, c'è infine che sta pensando di sfruttare il tutto, ancora una volta, "pro domo sua".
    Sarà anche questa rivolta,( a me piace definirla tale) che si manifesta in termini di vero e proprio terrorismo una controcrociata dell'islam nei confronti della cristianità? Può darsi, ma a mio parere è soltanto una ribellione, non so quanto strumentale, utile solo a mantenere nel mondo quello stato di tensione che fa la fortuna dei fabbricanti di armi.
    Sotto,sotto, a mio povero parere esiste la possibilità che tutto questo sia artatamente voluto per mantenere l'occidente, da identificarsi con la sola Europa, in istato di incertezza per meglio sfruttarne la disponibilità, ancora una volta, a servire le grandi potenze mondiali forti delle ricchezze alle volte strappate al resto del mondo che, purtroppo,continua a gingillarsi con il "nazionalismo", lo sciovinismo più vieto e la, direi inumana, pretesa di superiorità razziale, anche fra popoli rinchiusi negli stessi confini geografici e politici. che, se si vuole essere onesti e liberi, non esiste in natura ma solo nella volontà egemonica di singoli in nome delle varie e naturali etnie che popolano il pianeta.
    Che fare? Si fa presto a dire : aggredirli con la potenza delle nostre armi e distruggerli.Qualcuno ci ha provato in passato e i risultati ritengo siano sotto gli occhi di tutti.
    Dal tempo delle crociate fino alla seconda guerra mondiale è stato un susseguirsi di tragedie umane tese a "purificare" la razza e non si è ancora smesso di lottare in tal senso volendo dare un significato ai numerosi focolai di guerra che tormentano l'umanità in ogni parte dell'universo conosciuto. Avranno una fine? Chi può dirlo? Se ne spegne uno e subito se ne accendono altri. Guardiamo attertamente attorno a noi, si, attorno all'Europa e a quella parte dell'Asia che le sta attaccata naturalmente:. Iraq,Siria,Israele e Palestina,Turkia e Kurdistan,Africa settentrionale e meridionale,Afganistan.....Qualsiasi soluzione si sia, con sincerità o con scopi occulti, tentato di adottare ha portato ad un rincrudelirsi della sofferenza umana per le popolazioni senza dare soluzioni veramente definitive.
    Sinceramente penso che possa esservi una sola soluzione ai problemi che ci affliggonoi: ritrovare l'umiltà ancestrale, la consapevolezza della propria, insufficiente, umanità, guardare negli occhi gli uomini di buona volontà che esistono sia pure in minoranza, forse a causa della necessità di stare sul chi vive in continuazione contro la malvagità cainesca del più forte che sfrutta, sopratutto, il sentimento religioso della povera gente, e ne fa uno scudo al proprio fallimento civile.

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  6. Le preoccupazioni di Giangiuseppe sono molto condivisibili e, senza creare allarmismi, c'è davvero da essere preoccupati dalla spietatezza di questa nuova ondata di atti terroristici che sembrano avanzare e diffondersi nel territorio europeo sfiorando il nostro Paese e facendoci sentire il loro fiato sul collo. Altra aberrante e inedita violenza dei questi animali è la distruzione dei beni culturali, dei musei patrimonio dell'umanità, che mira a cancellare la memoria storica e il patrimonio artistico del cristianesimo e delle sue radici. La preoccupazione cresce e diventa angoscia se si pensa che a doversi occupare di questa emergenza è l'attuale classe politica italiana che dovrebbe occuparsi della nostra protezione. In un momento così difficilie per l'Italia ci troviamo al ministero degli Interni, nientemeno che uno statista come Angelino Alfano che da quando ricopre questo incarico ne ha combinato di tutti i colori e le sue gaffe ci hanno fatto coprire di ridicolo. Alla Farnesina siede siede un uomo senza infamia e senza lode come Gentiloni che sembra tutto, tranne che il ministro degli Esteri. Sempre con l'aria tranquilla e rilassata, come se fosse lì di passaggio. Ecco, questo per gli italiani è un ulteriore elemento di forte preoccupazione.

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    1. Tutto vero! Come al solito l'analisi del Dr.Alesi mette il dito nella piaga. Abbiamo un governo talmente pasticciato e fatto per servire interessi di "fazione", se non addiritturta "personali", piuttosto che gli interessi del Paese. Forse sarebbe ora che il Presidente della Repubblica esaminasse con attenzione la situaziione interna e, possibilmente, si adoprasse perché si torni ad avere dei governi responsabili e pensosi del bene di tutti piuttosto che di quello del proprio orticello....familiare.

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  7. Benjamin Reilly22 marzo 2015 12:06

    L'energia prodotta e le risorse consumate dai cd popoli "civilizzati" con il consumismo proviene da terre sottomesse con il pretesto del Corano e del terrore delle dittature... l'Isis è l'ennesima "VALVOLA DI SFOGO" offerta dal sistema delle lobbi energetiche, belliche, edili e farmaceutiche, in affari con quei dittatori a popoli sopraffatti dalla sottomissione. L'isis è stata creata dai servizi più o meno segreti occidentali ed è una minaccia velata delle lobby delle armi ai popoli "civilizzati" con il consumismo: o comprate armi e pagate anche indebitandovi, o scateniamo l'inferno terrorizzandovi (sicchè la sanità riduce i finanziamenti del 50%, ma si acquistano 90 cacciabombardieri difettosi pagandoli 14 miliardi di euro. Ma cosa vuoi siano 14 miliardi di euro per chi è incapace di contare per chi è analfabeta funzionale? il 50% della popolazione italiana è analfabeta funzionale). La massoneria e le lobby sono la peggiore forma di settarismo e terrorismo che possa subire il nostro pianeta con il beneplacito di popoli "civilizzati" con il consumismo (che con i propri comportamenti consuetudinari hanno lo scopo esistenziale di alimentare, lobby, politici corrotti, dittatori, e terrore medesimo). il SERVILISMO dei popoli "civilizzati" dall'individualismo ha prodotto l'isis in un sistema corrotto dall'avidità, dalla prepotenza e dalle ingiustizie di venali avidi posti al potere delegando per quieto menefreghismo: il rifugio confortevole della codardia.

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  8. Le bestie di Satana hanno confuso dei croceristi, di casalinghe e pensionati, per crociati! Gli animali dell' isis si sentono dei leoni, invece sono dei volgari assassini!

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  9. Se l'Europa ha un debito morale accumulato nei secoli scorsi nei confronti di interi continenti, Africa in testa, bene, forse è l'ora di fare qualcosa di riparatorio.
    Se invece questo debito non c'è, o comunque pensiamo non ci sia, o anche non intendiamo pagarlo, allora si faccia altro, d'altronde abbiamo esperienze secolari, l'Europa sa bene come si fa.
    Francesi, Portoghesi, Inglesi, Italiani etc..etc...sono stati maestri in materia.
    Questo che vediamo è l'ultimo fotogramma di un lungo film.
    Sarebbe bene riavvolgere il nastro e vederlo sin da principio.

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  10. Gloria Trizzino22 marzo 2015 14:18

    L' articolo di Giangiuseppe è una eccellente analisi della situazione terroristica che ci sta attanagliando. Questi macellai assassini mirano, a mio avviso, ad affamare il popolo colpendo gli unici beni che possono vantare i paesi agricoli ed il terziario artistico ossia le uniche fonti di sopravvivenza dell' Italia e della Tunisia. Lo dimostra il fatto che colpiscono dove possono fare più vittime senza distinzione di fede. Infatti, dietro false motivazioni religiose contro i cristiani, usano bambine e donne anche nello Yemen, Nigeria ed altri paesi arabi e/o asiatici. È estremamente difficile difendersi dai loro attacchi che ormai non hanno alcuna direzione se non la distruzione e provengono dal basso, dall'alto da est e da ovest. E poi, non ce lo nascondiamo, è inutile pensare di fermarli nei loro "barconi", sono e sono sempre stati anche nel nostro paese. I soldi comprano tutti e tutti.

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  11. Liliana Olivieri22 marzo 2015 15:00

    Ho letto con interesse questo articolo che descrive minuziosamente il problema di questo nuovo e crudescente terrorismo che mira a colpire non un certo tipo di individui bensì ogni tipo di persone. Non è il loro fanatismo un fanatismo religioso bensì una violenza bruta su ogni tipo di civiltà. Questo è un odio pieno di livore che vuole aggredire ogni forma di società per riportarla a l'oscurantismo e all'aberrazione perché essendosi rotto quell’equilibrio che portava l’essere umano a vivere la propria esistenza mirando a un miglioramento per se stesso e per altri generava uno stato di pacificazione che ora manca. Non voglio ripetere quello che ho sempre detto e cioè che è stato l'occidente con la sua corsa al liberalismo e alla speculazione su ogni risorsa umana a generare questa generazione di terroristi. Rimedi non ce ne sono, non esistono rimedi per coloro che credono in un ideale talmente forte da sacrificare la propria esistenza a scapito di tante altre. Temete sempre coloro che non hanno niente da perdere e chi non teme di morire. Questi non hanno paura delle bombe degli attacchi militari o di altre azioni belligeranti, per combatterli bisogna che siano disarmati. Ma se l'occidente parla della lotta a questi terroristi e poi gli fornisce le armi, dobbiamo solo sperare che non facciano altri attentati.

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  12. Gabriele Marolda22 marzo 2015 15:40

    Hai proprio ragione, caro Gian Giuseppe: la strage di Parigi ci ha fatto gridare "Siamo tutti parigini". Ora non si è levato il grido "Siamo tutti tunisini", anche se tra le vittime c'erano quattro nostri connazionali, perché, aggiungo io, in fondo siamo un po' razzisti.
    Urge un piano dell'UE, in uno con l'ONU, per fermare questa furia sanguinaria dei fondamentalisti islamici, che cresce come una valanga, facendo proseliti in tutto il mondo.
    Fa raccapriccio la visione dei tanti corpi straziati e la crescente adesione che proprio questa efferatezza e la propaganda immonda riesce a fare fra tanti giovani senza speranze da tutto il mondo.
    Gli organismi internazionali non possono rinviare.

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  13. Bell'articolo, complimenti, solo un punto... aiutarli a casa loro (?), se portano via la MADRE di tutti i drammi, la GUERRA, per far questo tutti gli stati occidentali dovrebbero disarmare i propri siti in quei paesi, ma credo sia utopia, mai dimenticare di dirlo, però!

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  14. Ormai é risaputo: io sono di poche parole e ciò che penso lo dico subito senza creare preamboli o girare attorno al problema. Lo stato Italiano non esiste é solo una parvenza di organizzazione sociale. Tanti sono i problemi ed i mali di questa società dove ha come comune denominatore l'arricchimento personale. Se non si capisce che é arrivata l'ora di smetterla capendo e facendo capire che su questa terra nulla deve esserci di personale ma solo intercambiabile a seconda dove ognuno andrà a lavorare, perchè tutti devono svolgere un lavoro e chi non non vuole lavorare arrestarlo e metterlo in isolamento. Ci vuole una società nuova organizzata con eguaglianza totale perchè una società ha bisogno del beccamorto e dello scienziato ma entrambi devono essere uguali. Oggi mi sono alzato incazzato perchè ho dormito poco e non mi va più di ssprecare fiato, perchè tanto è una battaglia contro i mulini a vento. Ecco cosa ci meritiamo: mafia, terrorismo, bombe umane e chi più ne ha più ne metta! Le frontiere sono le porte di una nazione e quando un estraneo vuole venire prima deve bussare alla porta altrimenti se entra si prende il fucule...mio nonno così faceva...quando bussavano alla porta e qualcuno non rispondeva nella notte sparava due colpi in aria per spaventare i meleintenzionati. Esempio! Ma siccome chissà quali loschi affari ci sono dietro si lascia correre tutto e nel frattempo i nostri figli non trovano una soluzione.

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  15. Non meravigliamoci se, la Tunisia, non ha suscitato lo scalpore di Parigi,m al solito, al mondo esistono Nazioni/cittadini di serie A e di serie Z.
    Che sia necessario fare qualche cosa, è indubbio, ma cosa? Certo non saranno le armi a fermare il terrorismo, che di violenza si nutre. Cercare, invece, di aiutare questi popoli a crescere,, eliminando quelle troppe, sacche di povertà, della quale la violenza si nutre. questo vale per tutti, nin solo, oggi per la Tunisia, la Libia e quanti altri.
    O, l'Europa" gli USA, cercano di mettere pace, una vera PACE, o continueremo a piangere morti.
    Decidiamoci a fare la PACE, quella vera e duratura,solo allora , molto sangue smetterà di scorrere.

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  16. Mario Botteon22 marzo 2015 18:31

    Il Direttore ha scritto di un problema attualissimo, che preoccupa tutto il mondo.
    Complimenti, per la chiarezza con cui hai espresso ciò che preoccupa ogni persona di buon senso.
    Io vorrei iniziare con una riflessione che feci in Consiglio provinciale di Treviso (Presidente Zaia di una maggioranza leghista) molti anni fa.
    I leghisti avevano presentata una mozione contro l'immigrazione clandestina.Quello, allora era il propblema dei problemi a Treviso.
    Vi lascio immaginare ciò che volevano ottenere con quella mozione (c'è da tener presente che in quel periodo a Treviso imperava quale Sindaco Giancarlo Gentilini), se la sono votata, era pura propaganda.
    In quella assemblea io affermai che ".... chi ha fame cerca il cibo, a qualsiasi razza egli appartenga, chi vive nei paesi in guerra, vuole scappare e rifugiarsi in quei paesi in cui possono dare un futuro alla propria famiglia..... e non è con le fiaccolate in centro a Treviso, che si potrà fermare una immigrazione che sposterà popoli interi verso zone del mondo ove si pensa si possa stare meglio......". Va beh, dopo questo ragionamento, ovviamente rimasi in minoranza..... come sempre.
    Perchè, e me ne scuso, riporto questo mio ragionamento? Ma perchè i politici del nostro Paese, come sempre, affrontano il problema, o gonfiandolo di importanza che non ha, oppure sminuendone la portata, non solo, ma sono sempre tesi a ricercare che impatto elettorale può avere la loro posizione rispetto alle prossime elezioni. Sarà meglio dire la verità? E se poi la gente si allarma? Sarà bene tacere della portata del fenomeno? Oppure sarà meglio affermare che in qualsiasi supermercato d'Italia, o in qualsiasi galleria d'arte potrebbe succedere ciò che è già successo a Parigi e Tunisi? Questo, secondo me è l'approccio alla problematica dei governanti Italiani. E non è solo per disistima nei loro confronti che affermo ciò, ma come voi tutti sapete, nel nostro Paese la politica si fa in questo modo inverecondo.
    L'immigrazione clandestina, così come quello ben più grave dell'IS, è affrontato con la scaricamento della responsabilità all'Europa, o all'ONU.
    Non c'è assolutamente una riflessione autocritica. Non si dice che culturalmente, l'Italia, come altri Paesi Europei (ma di più il nostro Paese) non si è mai posta il problema della famosa "valvola di sfogo", della quale qualcuno quì ha parlato.
    La valvola di sfogo dalle povertà, dalla fame, dalla guerra, da lavoro, dal CREDO RELIGIOSO, DAI FANATISMI, dall'inquinamento atmosferico, dalla mancanza d'acqua che andrà sempre più verso l'esaurimento. Certo non sarà un problema di pochi anni, ma alcuni nodi stanno venendo al pettine. Uno di questi è il fanatismo religioso. L'ho già scritto in un altro commento, io non credo che si tratti solo di fanatismo, si tratta sicuramente di una questione più complessa, e sono convinto che la risposta si trovi in quanto sopra ho accennato, e cioè, MANCA UNA VALVOLA DI SFOGO GENERALE.
    Quello che preoccupa, non è tanto la confusione sulle "competenze" di chi dovrà intervenire nell'immediato futuro contro questi assassini, ciò che preoccupa è che non c'è all'ordine del giorno una strategia culturale, politica, morale, e, se volete anche religiosa, da dare in "pasto" alle giovani generazioni, ma anche alle vecchie, per far sì che simili bestialità scompaiano dalla faccia della terra.
    Non è per fare il pessimista a tutti i costi, ma credo che l'attuale filosofia del capitalismo mondiale non sia, e non voglia dare una risposta a ciò che sta succedendo....... forse nemmeno gli conviene.

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  17. francesco giammarva22 marzo 2015 21:46

    Si rimane esterefatti difronte tanto fanatismo padre di una crudeltà immensa;,una raffica di mitra e via, un taglio netto alla gola,un falò di carne umana,schiavitù,violenza sulle donne poi arse vive,bambini addestrati ad uccidere.........dobbiamo aspettare che questa feccia umana si impadronisca di qualche arsenale chimico o atomico? Pensiamoci! Non è giusto generalizzare perchè non me la sentirei di pensare che l'amico islamico che incontro ogni mattina vicini casa sia mio nemico e penso non mi odi per il mio credo..........e se invece mi odiasse? se fingesse con quel mite atteggiamento amicale che mi riserva? Cosa dobbiamo fare? Innanzi tutto applicare leggi interne che ostacolino a chi è cittadino europeo con religione islamica di fondare movimenti che potrebbero avere in futuro rappresentanze polititiche! bisogna creare i presupposti per una risposta militare che agisca nei territori dove si annidano i fanatici islamici sia via aerea che per via di terra, con relativo blocco navale e embargo di qualsiasi genere di primaria necessità......il cancro va estirpato prima che diventi una metastasi!! certo ci sarà molto sangue ma non possiamo vivere con lo spettro di attentati entro i nostri confini .bisogna interrompere qualsiasi collegamento con i fondamentalistiTutti i paesi democratici Europei, America e i Paesi Arabi che condannano il terrorismo islamico devono unirsi militramente e programmaticamente per ristabilire non dico la democrazie ma instaurare dei governi fantoccio che gestiscano per qualche anno il territorio prima di raggiungere la piena autonomia. in Libia andava fatto tutto questo.........oggi non ci sarebbe un pericolosissimo caos!!

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  18. dove sono finiti quelli che inneggiavano alla Fallaci alle sue idee folli ?

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  19. Armando Pupella23 marzo 2015 00:00

    Armando Pupella
    Condivido totalmente l'articolo. Je suis Bardo e sono vicino ai Tunisini che sfilano per difendere la loro democrazia, la loro libertà, le loro opere d'arte, il loro turismo. Purtroppo il sanguinoso kaos in alcuni Paesi Islamici sta rovinando gli stessi Musulmani con bombe pure dentro le Moschee e non solo su chiese cristiane. Molti di loro ritengono di essere in buona fede attenendosi al loro Libro Sacro che predica guerra "santa" con relativo bottino. Il Padreterno, onnipotente, non ha bisogno di defensores Dei e non credo Gli piaccia essere impelagato in faccende e problemi umani anche economici che si possono risolvere con la ragione e il buon senso. Le guerre, eccetto quelle difensive è molto igienico evitarle. La conversione alla propria religione si fa con la parola e il buon esempio, non con le bombe né imbottendo di esplosivo povere bimbe ignare per trasformarle in bombe umane. Per quel che riguarda questa stranissima massiccia immigrazione accoglienza e lavoro per perseguitati politici e religiosi (capisco che non è facile distinguerli nella massa), e, per i veramente poveri, un piano internazionale per farli sviluppare economicamente e socialmente nelle loro Patrie. Tra gli immigrati, a parte il rischio attentati per l'allergia alla cultura occidentale e tentativo d'invasione, c'è la possibilità che i Musulmani litighino ferocemente anche a casa nostra. Nel 2014 sono arrivati 170.000 immigrati che si aggiungono ai nostri milioni di disoccupati. Anche sotto questo aspetto questa strana immigrazione MATEMATICAMENTE non quadra. I mezzi d'informazione hanno riferito del bisinissi dell'accoglienza. Quelli che non sono perseguitati politici e religiosi se sono poveri come fanno a pagare agli scafisti migliaia di dollari per venire con famiglie numerose? Si consideri anche la notevole differenza cambio tra loro monete e dollaro! In Italia ci sono famiglie che, in una sola volta, non hanno mai visto i soldi che una famiglia d'immigrati paga agli scafisti col rischio di annegare e la quasi certezza di venire a fare i disoccupati. Se sono poveri chi da' loro tanti soldi per venire? Immigrazione? O invasione di tanti prolifici cavallini di Troia? Nei secoli passati l'Europa, Italia compresa, fu parzialmente invasa con scimitarre e cannoni provenienti da sud e sud est del Mediterraneo. Aiutare economicamente i Paesi Musulmani in pericolo di essere destabilizzati. Dialogo, con
    pari dignità commerci col Mondo Islamico, ma con prudenza e sopratutto rafforzando la nostra economia per superare la cosiddetta "crisi economica", le cui cause sono morali: tangentopoli e privilegiopoli. Uno stato moralmente ed economicamente fragile ha ben poco peso politico sul piano internazionale, corre seri rischi. Esistono le soluzioni decenti ed efficaci, senza rompere le tasche ag'italiani, per il risorgimento morale economico occupazionale sociale pur con la globalizzazione e l'euro, o con la lira. Alle moltissime aziende costrette, per un insulsa politica economica-sindacale-istituzionale, a spostare la produzione all'estero ci sono anche aziende prestigiose, come Perugina e Alitalia, comprate da stranieri; ora anche la Pirelli è stata acquistata da stranieri: dai cinesi. L'atto del lavoro "job act" da solo non può far miracoli e non può far tornare il lavoro dopo che dal Bel Paese è stato mandato a .....quel paese! In queste precarie condizioni economiche, con disoccupati e imprenditori che continuano a suicidarsi, sono a rischio anche la nostra sicurezza fisica, la nostra Libertà e la nostra Indipendenza. Tocco ferro!

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  20. Rosalba Ferrara23 marzo 2015 07:09

    Da parte dell'Italia, essere Charlie Hebdo è stato un modo per rendersi visibili, fare la sfilata di convenienza, un attimo alla ribalta, dove non abbiamo ne considerazione ne parola. Come si spiega che con l'attentato a Tunisi, con varie vittime in maggioranza italiana, non siamo diventati tutti "je suis Bardo"?...Con rammarico, mi rendo conto delle differenza di valutazione umana. In questo frangente, triste, e doloroso, alla fine si potrebbe ribaltare in bene, potremmo noi "Europa", considerare aiutare e sostenere un popolo, un paese che è vulnerabile, a differenza dei paesi confinanti che possono contare su rendite petrolifere, la sua economia è fragile come la sua giovane democrazia, anche se determinata e solida. Dare un supporto per aiutare a rafforzare un ideale, una libertà di pensiero e parola deve essere, oggi, un impegno europeo. che non cada nel dimenticatoio, come tutto e come sempre. Se cosi sarà, che senso ha avuto essere tutti per mesi, Charlie Hebdo? Quindi oggi ripeto, in memoria delle vittime dovremmo essere tutti "je suis Bardo.

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  21. Ormai la partita da giocare, credo sia chiara a tutti caro direttore. Sin’ora si riteneva il Califfato Islamico come una riedizione, riveduta e corretta di Al Qaeda, ripulita dalla retorica anti-americana e dagli inutili obiettivi simbolici, che a loro volta erano frutto di una strategia globale eccessivamente visionaria e di una gestione verticistica e dirigista del potere che ne ha determinato la fine. Ma l’Isis si è rivelato essere molto di più. Memore dei fallimenti dei suoi illustri predecessori, lo Stato Islamico ha concentrato le proprie azioni in maniera sistematica, tese anzitutto a requisire quante più ricchezze possibili per finanziare la guerra. Così ha puntato su obiettivi molto concreti, rivolgendo le proprie milizie alla conquista e al controllo diretto dei territori e dei relativi beni, in un’area che ora si vorrebbe di esclusiva pertinenza araba. Ecco perché assistiamo alla fuga in massa di cristiani e di altre confessioni. Il reato di apostasia e la sola appartenenza a un culto differente dall’Islam sunnita, cosa che dunque vale anche per i musulmani sciiti, sono punibili con la morte. Dunque, si rischia davvero un genocidio. Eppure, secondo il Pentagono, fino a ieri la minaccia dell’ISIS non esisteva. Tanto per tastare il polso agli Stati Uniti, poco tempo fa la CNN, citando fonti militari, scriveva che “l'Occidente può trovare conforto nel fatto che ISIS abbia molti nemici nel mondo arabo e musulmano” tanto da far ritenere che…..“questa non è la nostra guerra”. Ma non era una battuta di spirito quando apparve in pubblico Al Baghdadi. Il Califfo ha voluto mostrare il suo volto al mondo per affermare che lui non è mai stato un semplice terrorista e non ha bisogno di nascondersi come all’epoca faceva Osama Bin Laden ….. lui è un capo di uno Stato che vuole e vorrebbe conquistare. Anche così, grazie alla sottovalutazione del rischio, il Califfato Islamico ha potuto proliferare. Un piccolo nemico che viaggiava con meno di cinquemila uomini male equipaggiati in colonne di pick-up lungo le autostrade dell’Iraq - ben riconoscibili da un qualsiasi satellite o drone - non è stato ritenuto pericoloso né tantomeno meritevole di attacchi preventivi. Al contrario, lo si è lasciato crescere in armi e potenza, nella convinzione che la minaccia fosse circoscritta solo a una porzione di Medio Oriente. Ora, dopo l’attacco d Parigi e quello di Tunisi, anche se con due strategie diverse si è ancora convinti di poter intervenire come s è fatto fin’ora, e con la stupida presunzione di portare la democrazia occidentale? Io so convinto di no.

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  22. Francesca Cottoni23 marzo 2015 16:17

    Io non sono ne Charlie Hebdo e nemmeno Parigi. Mi sembra che questi disegni non portano cose buone, se non un guadagno a chi li fa. Forse un po’ di decenza non farebbe male, e ognuno abbia la religione che si è scelto. Offendere con vignette o altro può suscitare reazioni come quelle di Parigi. In quanto a Tunisi,... conosciamo come è la situazione nei paesi arabi..., direi che per il momento si potrebbero scegliere altre mete.

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  23. la politica e lenta, anzi in letargo mentre l' nemico punta sulla velocità.Ormai e alle porte, o si interviene o credo proprio che il prossimo obiettivo sara in Italia.

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  24. Marisa Bignardelli24 marzo 2015 19:38

    Molte delle cose che volevo dire,sono state ampliamente trattate da altri autorevoli commenti!Mi trovo perfettamente d'accordo nell'intervento immediato e senza tentennamenti di truppe internazionali sotto l'ONU!Il problema non è di qualcuno ma riguarda il mondo intero!! Dopo l'attentato a Tunisi,molte teste sono cadute,perchè la sicurezza non era sotto controllo,cosa che in Italia forse non sarebbe successo.Abbiamo tutti notato che i macellai dell'ISIS,svolgono i loro riti assassini,in maniera plateale e certo non è un caso.La regia vuol creare terrore in tutti noi e c'è riuscita benissimo.In questo caso ,io mi chiedo,se non sarebbe un bene che la stampa si limitasse a dare le notizie senza video e senza soffermarsi su quelle messe in scena crudeli!Non è facile prevedere gli attentati ,soprattutto quando sono fatte con bombe umane.Questo è lavoro per i servizi segreti.Ma certo la strategia non è nuova se pensiamo ai Kamikaze giapponesi!Mi chiedo la minaccia di sbarcare in territorio italiano non è pure plateale!?Non sono un esercito che disponga di missili o bombe atomiche!Posseggono armi(Che gli forniscono) son ben organizzati,ma nell'ipotesi di uno sbarco si troverebbero ben altri nemici armati e speriamo preparati!certo la classe politicainetta non ci fa stare tranquilli!Il direttore ha citato che una possibilità potrebbe essere fermare gli sbarchi!Ma possiamo allontanare e condannare poveri disgraziati,solo per la possibilità che ci siano infiltrati terroristi?Alcuni propongono di aiutarli a rimettere in piedi dei governi e portarwe pace e legalità aiutandoli a riorganizzarsi,fermando così gli sbarchi.Questo va fatto anzi bisognava farlo subito.personalmente la mia paura va ai tanti musulmani che lavorano da anni nei nostri stati europei,integratii in un sistema occidentale,si associa a questi assassini.La mia paura va ai tanti occidentali acculturati o meno che forse abitano al nostro piano di sotto.Ai tanti siti che fanno proselitismo e che vanno subito oscurati.Alle moschee Tutto ciò mi fa più paura dei barconi di disgraziati che fuggono da orrori.Vorrei poi tanto che tutti i musulmani moderati si uniscano,fortemente alle proteste,dando un segnale forte!Grazie direttore è sempre un bene parlare di ciò che sta succedendo e stiamo a guardare,forse qualcosa succederà,ma speriamo di non dover attendere un altro attentato!!!!!!

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  25. Alla fine morirò, ma avrò ragione io. Metti che finisco in mezzo ad un attentato, magari salterò in aria con una bomba, mi sparerà un cecchino, finirò azzittata e azzoppata nella migliore delle ipotesi, ma tanto ho ragione io. Bisogna studiare, bisogna studiare PRIMA di capire, studiare, informarsi, reperire quante più nozioni possibili.
    Alla mia età si cominciano a tirare le somme di quanto conosciuto ed imparato sia con lo studio che con l'esperienza. Due sono le frasi che mi hanno fatto (e fanno) da faro nella vita; il detto latino "Gutta cavat lapidem" e "La chiarezza richiede conoscenza, la conoscenza aumenta la tolleranza. La tolleranza è l’unica mediatrice di una pace per tutte le forze ed in tutte le situazioni." (Goethe) Il mio libro guida è dal lontano mellenovecentosettantotto il mitico "1984" di Orwell. Tutto il resto è un valore aggiunto. Una scoperta continua, i soggiorni studio in Giordania, il Marocco della gente che si arrabatta a pagare affitto e bollette, i nostri luoghi comuni, i LORO luoghi comuni. Nel mezzo poche grandi verità assolute: siamo tutti sotto lo stesso cielo, soffriamo la fame e la sete in egual modo, abbiamo il sangue dello stesso colore, da morti puzziamo in egual modo. Qualcuno puzza pure da vivo. Chi puzza di più è quello che si nasconde dietro le frasi comuni. Tutte le mattine io faccio una passeggiata (quasi) all'alba col mio cane e passo davanti ad un condominio, dove da un terrazzo sventolano i brandelli della bandiera del Tibet. Tanto parlare allora, poi non se n'è parlato più. Così adesso. Ci indigniamo a comando, a seconda dell'avvenimento che ci strugge il cuore, ma mettersi a tavolino e studiare il perché, questo mai. La nostra vita ormai è avvilentemente uniformata ai due minuti d'odio giornalieri narrati da Orwell. Se rinasco, voglio essere uno stupido prolet, perché studiare fa male, apre la testa e ti fa vedere le cose anche con altri punti di vista; purtroppo per ora sono qui in questa vita sofferente dove la notizia che ci viene data in pasto la vado sempre a ricercare alla fonte e spesso son sorprese....

    Quoto in maniera particolare il commento di Sergio Volpe

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