giovedì 26 marzo 2015

La corruzione in Italia da record mondiale!

corrottidi Maurizio Alesi - Il diffondersi delle pratiche corruttive mina la fiducia dei mercati e delle imprese, scoraggia gli investimenti dall’estero, determina una perdita di competitività del Paese.

Lo dice il Governo Italiano in una sua relazione mentre però il disegno di legge anticorruzione rimane nei cassetti del Parlamento da ben due anni. Scandali e mazzette spuntano come funghi. Muos, Tav, Expo e in Sicilia il caso Gesap-Helg, per parlare solo degli ultimi eclatanti scandali che mortificano e squalificano l’Italia in tutto il mondo.

Ettore IncalzaIl caso di Ettore Incalza, trent’anni al ministero delle Infrastrutture, sette governi, cinque ministri, fa emergere come la corruzione nel nostro Paese sia diventato un vero e proprio “sistema” supportato da leggi che ne favoriscono la prolificazione. Il caso Lupi mette a nudo ancora una volta il rapporto perverso tra politica, affari, interessi personali e familiari. Regali, viaggi gratis per ministro e consorte, abiti sartoriali, orologi da 10.000 euro e un posto di lavoro per il figlio. È lo stesso film già visto con tanti altri ministri. I casi più recenti riguardano la ex Ministra Cancellieri, il cui figlio Piergiorgio Peluso ha incassato 3,6 milioni di euro di Buonuscita da Fonsai per 14 mesi di lavoro per occupare, subito dopo, una poltronissima Telecom.

Lupi ex MinistroNon è da meno la figlia dell’ex ministro del Lavoro Fornero, Silvia Deaglio che ha una cattedra all'Università di Torino (dove madre e padre sono professori ordinari), e lavora in una fondazione finanziata da Banca Intesa (dove la madre era nel consiglio di Sorveglianza). Altro che occuparsi dei problemi del Paese. L’ex magistrato antiracket e consulente di Palazzo Chigi, Raffaele Cantone, nel ritenere endemica la corruzione in questo Paese, sostiene: “Una legge ben scritta sugli appalti serve molto più di 2 milioni di intercettazioni”.

Antonio Di PietroLa legge Obiettivo del 2001 che concedeva il potere al direttore dei lavori di essere nominato dall’impresa è una legge criminogena, cioè che genera criminalità. In trent’anni di permanenza e di comando assoluto sui più grandi mega cantieri del Paese, nessuno si era accorto che quell’uomo aveva mani libere sull’assegnazione degli appalti, sulla nomina dei suoi collaboratori, sull’enorme lievitazione dei prezzi delle opere pubbliche. Unica eccezione Antonio Di Pietro che, quando arrivò al ministero, ricordandosi di Ercole Incalza lo allontanò non solo dalle funzioni ma addirittura dal Ministero. Ma durò poco, perché il suo successore subito lo reintegrò.

Secondo Il principale quotidiano economico del Paese, Il Sole 24 ore, in Italia “c’è troppa corruzione e si trova penultima nell'elenco dell’Eurozona". I parametri presi in considerazione vanno da 10, che indica un paese onesto, fino a zero, sintomo di una corruzione diffusa. L'Italia, che nella classifica si posiziona al 69esimo posto nel mondo, porta a casa solo 3,9 punti e si trova messa peggio di Paesi come il Ghana, la Slovacchia e il Montenegro. La relazione dell’Unione Europea sulla lotta alla Corruzione descrive un contesto politico nel quale la corruzione danneggia gravemente l'economia e la società nel suo complesso, mina la democrazia e lede la giustizia sociale e lo Stato di diritto. L’Italia, secondo questo rapporto, è prima in Europa, e sorpassa Bulgaria e Grecia. Un triste primato.

Se allarghiamo lo sguardo oltre l’Europa, in una scala da zero (gravemente corrotto) a 100 (assolutamente pulito), il nostro paese con i suoi 43 punti si colloca tra le nazioni al mondo che non raggiungono neppure la sufficienza in trasparenza. Nel 2014 l’Italia è sorpassata dal Sud Africa e dal Kuwait (in 67esima posizione) e seguita da Montenegro e dall’isola africana di Sao Tomé (in 76esima posizione). Solo il 18% delle nazioni europee non raggiunge la sufficienza. E tra queste, di nuovo, l’Italia.

I giudizi della Commissione Europea sull'Italia sono durissimi, la legge italiana contro la corruzione "lascia irrisolti" vari problemi perché "non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l'autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio". Secondo il rapporto, il 97% degli italiani, ritengono che la corruzione sia diffusissima nel nostro Paese. E per l'88%, le mazzette e l'utilizzo di legami, sono il modo più semplice per ottenere alcuni servizi. Rispetto a questa radiografia del nostro Bel Paese, il Governo, invece di affrontare il problema lo lascia incancrenire e continua ad occuparsi delle finte riforme istituzionali di cui non importa nulla agli italiani.

corruzione ItaliaE intanto la povertà e la disoccupazione non accennano a diminuire. È stato calcolato che la Corruzione in Italia vale 4% del Pil ovvero 64 miliardi all’anno. Ma al danno si aggiunge la beffa. In Italia i corrotti non pagano quasi mai e, nonostante la dimensione del malaffare, nelle patrie galere i condannati per reati di corruzione sono solo poche decine. E i processi sono stati più volte ostacolati da leggi ad personam, per favorire politici imputati, come il lodo Alfano, la ex Cirielli, la depenalizzazione del falso in bilancio, il legittimo impedimento. La lunghezza dei dibattimenti e le conseguenti prescrizioni determinano l'estinzione di un gran numero di procedimenti.

Nessuno pensa di mettere in atto adeguati poteri di controllo e prevedere l'applicazione di sanzioni dissuasive. Ci scandalizziamo, ma solo per qualche giorno, quando scoppia una nuova rogna per i nostri politici. Sempre pronti a coprirsi e difendersi a vicenda. Qualche tempo fa un vecchietto che aveva rubato per fame una salsiccia di 1,74 euro è stato fermato e poi condannato ad una sanzione di 11.000 euro! Questo è il nostro Paese: forte con i deboli e debole con i forti.

Foto Cons. Maurizio AlesiMaurizio Alesi
26 Marzo 2015

21 commenti:

  1. Benjamin Reilly26 marzo 2015 22:51

    Chi la paga?

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  2. Questo è il nostro Paese: “forte con i deboli e debole con i forti”. Ormai questa è una frase svalutata ma non perché nessuno la prende in considerazione ma semplicemente perché lo sappiamo tutti ma nessuno muove un dito! Perché? Tutto va ricercato e scavato nell’interiorità dell’uomo, cosa già fatta, ma col risultato che tutto è rimasto sempre lo stesso. Chi piange le conseguenze sono sempre i deboli, cioè la classe più povera, perché “o muru vasciu si ci appoianu tutti” e d’altro canto “cu è scimuniti s’arristassi a casa”. Se qualcuno si illude di poter cambiare le cose o è pazzo o è un illuso! L’uomo è nato cattivo e per addomesticarlo (belva) ci vuole tempo: e qui casca l’asino! Quanto tempo ci vorrà? E chi lo può sapere? Tutto dipende dalla temperatura del sole che fin quando resterà acceso le cose resteranno sempre le stesse e solo quando eventualmente si spegnerà cambieranno le cose perché le cose finiranno e con esse il malessere dell’umanità. Non ci resta solo che sperare in un miglioramento con alti e bassi, corsi e ricorsi, ma la ragione dice che non cambieranno mai. Da che mondo e mondo “cu sparti ci àvi a so parti” anche se ci potrebbe essere “ergastolo e scomunica”.

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  3. Michele Maniscalco27 marzo 2015 00:39

    Secondo me la corruzione in Italia non finirà mai. E' nel nostro DNA, nella nostra mentalità. In sicilia c'è un detto: "nuddu fa nenti pi nenti". Corrotti e corruttori si trovano a tutti i livelli della nostra società. Si parte dal basso con regalie e raccomandazioni per ottenere piccoli vantaggi e si arriva ai vertici politici e istituzionali dove girano miliardi tra corrotti e corruttori. Non dimentichiamo che per ogni corrotto ci sono centinaia, migliaia di corruttori altrettanto colpevoli perchè la loro azione scaturisce dal potere ottene vantaggi nei confronti di altri. Chissà, forse tra una cinquantina di anni sarà cambiata la mentalità degli italiani.Gli svedesi un tempo erano il terrore d'Europa, tanto che ancora oggi i tedeschi per spaventare i loro bammbini dicono loro: "attento che arriva lo svedese". Oggi sono il popolo pù pacifico del mondo. Quindi non saranno le leggi pù severe ad abbattere la corruzione.

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  4. Mario Botteon27 marzo 2015 08:49

    Maurizio Alesi, pone nel suo bello e dettagliato articolo, la questione della corruzione nel nostro Paese, quale ostacolo allo sviluppo economico dello stesso. E' così, Sono d'accordo! In Italia, paese ove operano organizzzioni delinquenziali quali: la mafia, 'ndrandheta, sacra corona unita, camorra, e via delinquenziando, ci si può aggiungere anche con la complicità dei politici, dirigenti pubblici, ed anche qualche ex Giudice comprato dall'ex presidente del consiglio dei Ministri. Cosa vogliamo di più? Noi cerchiamo sempre di essere i primi, gli ultimi in questo caso, sulle posizioni estreme, non ci batte nessuno.
    Berlusconi inventò perfino il leggittimo impedimento per non andare in Tribunale a rispondere ai Giudici delle sue tante marachelle. Gli Italiani non si rivoltarono, anzi, continuarono impassibili a votarlo in massa.
    Cosa voglio dire con questo? Semplicemente che è convinzione (purtroppo) di massa, che chi ruba è più furbo degli altri, non un ladro. Chi ruba allo Stato è un "eroe".
    La corruzione, le tangenti, i "favori", sono entrati nella "cultura" della gente, di tutta la gente, dai più umili e poveri, per salire fino ai ricchi, ai quali nulla è impossibile.
    Si badi bene che la corruzione è una "cultura", un sistema di vita nel nostro Paese, per questo è endemica.
    Chi ha una certa età, può testimoniare di aver vissuto molti casi di corruzione, dalla precedenza non rispettata nel fare il bollo della macchina all'ACI, alla stessa precedenza nel fare altre mille cose. L'esempio sarà anche banale, ma è così.
    Perchè dico questo? Ma per suffragare quanto già affermato da altri ed anche da me sull'argomento.
    Certo, fanno sorridere gli esempi da me portati, ma le tangenti ricevute da Galan (Presidente del Veneto per 15 anni) non fanno certo sorridere, ma rabbrividire.
    Sarebbe lungo l'elenco dei grandi corrotti, evito di farlo, tutti li conoscono.
    In televisione, in questi giorni stanno trasmettendo "1992", la fiction che da forma a quanto ha fatto Di Pietro in quel periodo. Quelle inchieste, gli arresti eccellenti, fecero finire il Craxismo, e con esso la prima Repubblica.
    E' stata una lezione dalla quale gli Italiani che tirarono le monetine a Craxi all'usctta dell'hote Raphael avevano imparato? Ma nemeno per sogno. Arrivò Berlusconi, ed il sistema continuò come prima, anzi anche peggio, perchè nel periodo berlusconiano si fecero le leggi ad personam e a discolpa del reo.
    Crollò berlusconi (1911), il sistema non cambiò. Tutt'ora siamo in mezzo al guado.
    Si voterà la legge anticorruzione (primo firmatario il Presidente del Senato) in questi giorni? Si, forse si voterà, ma essa è stata stravolta rispetto al testo originario. Ieri sera con la Gruber c'era la Ministra Lorenzin che tentava di dire al deputato Morra dei 5S, che ciò non è vero, che la legge sarà inflessibile. Morra diceva, assieme a Canfora, che non sarà così, ed argomentavano bene la questione. La Lorenzin li guardava con lo stesso sguardo che la Ravetto (FI), la Santachè, ed altre della compagnia di berlusconi, guardavano coloro che ai tempi d'oro del loro vate, tentavano di contraddire i loro ragionamenti e le stupidaggini portate a difesa del reo. Ebbene, da quello sguardo ho capito che nemmeno questa volta cambierà nulla.

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  5. Analisi corruzione
    Ho letto con particolare interesse l’articolo di Maurizio Alesi, il quadro è abbastanza sconfortante, devo dire che non ho letto niente di nuovo, di una corruzione costantemente presente che porta necessariamente ad una personale analisi del “fenomeno”. Nel frattempo però, vorrei chiarire che seppure i nostri politici siano particolarmente corrotti non ci deve indurre a pensare che il popolo italiano sia peggiore di altri popoli. Dobbiamo considerare la netta separazione che vige nel nostro paese tra politica e società, fino a quando non ci sono interessi per politica. Siamo un popolo altamente morale, ma diventiamo altamente immorali quando cerchiamo di difenderci, a titolo individuale, dalle prepotenze dello Stato. Uno Stato che chiede d'essere pagato e obbedito, così il cittadino più furbo scarica sul più ingenuo il costo e i doveri di quanto lui stesso dovrebbe sostenere. Le spiegazioni che generalmente vengono accreditate a questo increscioso fenomeno, che offre di noi un'immagine assai poco lusinghiera, sono da riferirsi a fattori di tipo storico e non psico antropologico. Credo che nessuno possa mettere in discussione come l'Italia ha fino ad oggi avuto una politica altamente corrotta a partire dal boom economico degli anni ’60 ed al progressivo sviluppo economico in uno Stato mai diventata Nazione. Ho sempre sostenuto, che l’Italia non è mai stata una Nazione, se proviamo a consultare le Treccani: “Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla sua realizzazione in unità politica”. Non avendo mai avuto, l'Italia unificata, un impero coloniale equivalente a quello inglese o francese, ne ha dovuto creare al proprio interno una colonia (il Mezzogiorno) con cui far decollare lo sviluppo industriale del centro-nord. All’inizio la politica ha dovuto svolgere una funzione di compromesso con cui rassicurare gli agrari del sud affinché i loro interessi non sarebbe stati minacciati. Ha dovuto perciò permettere una facile carriera politica o amministrativa o militare agli intellettuali meridionali, e trasformare questi intellettuali, in agenti, diretti o indiretti, del capitalismo, contro gli interessi dei contadini del sud, che andavano velocemente trasformati in operai per le fabbriche del nord. E così, mentre i politici settentrionali hanno rappresentato (anche tutt’ora), l'espressione esplicita degli interessi della borghesia industriale e commerciale, i politici meridionali sono invece l'espressione di una borghesia rurale poco competitiva. Ciò ha contribuito a relegarli in un ceto impiegatizio che cerca di estorcere allo Stato padrone quanto più possibile: diplomi e carriere facilitati all'assistenzialismo, agli investimenti a fondo perduto, che tante cattedrali nel deserto hanno edificato. A volte i politici possono anche essere l'espressione di una criminalità organizzata, cioè di un ceto storicamente di estrazione rurale che vuole arricchirsi sulle spalle della borghesia del sud e del nord. La criminalità organizzata, che è molto diffusa in Italia, proprio perché la colonia da sfruttare è stata tutta interna alla nazione, rappresenta il modo più violento, sicuro e veloce di diventare borghesi senza averne le caratteristiche fondanti, che sono quelle tipiche dell'imprenditore industriale. Oggi la criminalità organizzata può essere considerata una delle componenti essenziali della corruzione della politica nazionale.

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  6. Gabriele Marolda27 marzo 2015 10:55

    La corruzione, è inutile negarlo, esiste da quando si è formata la prima società umana, come del resto la povertà. Combattere l'una senza cercare di ridurre l'altra è impensabile. Quello che più fa rabbia è che, pur essendo ormai nota a tutti grazie all'opera di diffusione dei mezzi d'informazione, diversamente dalle epoche in cui si viveva in regimi dittatoriali o comunque in assenza di democrazia, pare quasi che ci si sia rassegnati.
    L'opera della magistratura rischia di essere vanificata dalla debolezza dell'azione degli atri due poteri dello stato nel combatterla.
    Non nutro simpatia nei confronti del Movimento 5 stelle, per via della sua stretta dipendenza dagli ordini dei suoi fondatori, ma devo riconoscere che appare uno dei più determinati nella lotta alla corruzione.
    Delude poi l'operato del governo Renzi nel portare avanti rimedi alla corruttela, come il ripristino del falso in bilancio in forma più moderata di quanto non fosse in epoca pre-berlusconiana, il contrasto all'evasione fiscale, per la non rilevanza penale di omissioni percentualmente (3%) di redditi non dichiarati al fisco.....Ricordate l'affermazione dei difensori di Berlusconi sull'insignificanza di 7 milioni di evasione per un contribuente che ne paga per centinaia? E lui stesso, che schioccava le dita due volte consecutive oer dare la percezione dell'esiguità della contestazione?
    Dispiace dirlo, ma Renzi si dimostra sempre più degno erede dell'ex cavaliere, e le prospettive non sono le più rosee: è molto giovane e di vivacissima intelligenza.

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  7. Gloria Trizzino27 marzo 2015 11:36

    L'articolo di Maurizio Alesi, eccettuata l' ultima frase che ormai non fa presa, mi sembra ineccepibile per contenuto e dimensione del fenomeno corruzione. Come cittadini italiani e gioco forza occuparci del nostro paese, anche se ho tutta l' impressione che il fenomeno sotto i più' svariati modi sia internazionale e investa ogni campo di attività' imprenditoriale e politica. Proprio questa sera ho appreso che il capo del governo ha ottenuto lo stralcio della norma che autorizza le intercettazioni e l' esame dei pc dai metodi investigativi. Vi sembra questa la via per combattere la corruzione e la delinquenza? Capisco e condivido la volontà' di chi vuole scappare da questo misero paese di ladri e mafiosi. Perché' la mafia non è', a mio avviso, in Sicilia, ma è' a nord, a sud a est e a ovest, senza considerare anche i paesi intermedi. So che questo non è' un intervento molto interessante, ma vi assicuro che mi sono pentita aspramente di essere stata onesta, di aver lavorato 40 anni credendo di fare il mio dovere facendo licenziare dei ladri. Ne sto pagando ancora oggi le conseguenze.

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    1. Mi scuso per il clichè dell'ultima frase ma non mi sono posto il problema di" far presa". Volevo solo esprimere un concetto, ormai ampiamente condiviso mettendolo in relazione alla vicenda del vecchietto e dell'accanimento che ha subito. Mi sembrava un quadretto emblematico dei due pesi e due misure usato dallo Stato.

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    2. Signora Trizzino, lei afferma che la mafia non è in sicilia.
      Voglio sperare che con questa affermazione volesse intendere altro.
      Comunque, è ceto che sul fronte della corruzione non siamo messi bene, dico siamo perché il ragionamento del signor Maniscalco
      è sacrosanto.
      è proprio un fatto di dna, un fenomeno sociale antichissimo che ci appartiene.
      Vorrei vedere in volto colui capace di scagliare la prima pietra.
      Tutti onesti ed incorruttibili questi Italiani, vittime dei politici tutti ladri e corrotti.
      Ma per favore......

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  8. Il re è nudo e diffcilmente potrà recuperare la credibilità perdutà. In gioventù ho fatto il 68, leggevo Marx, frequentavo i circoli del manifesto ed idealmente e sinceramente per la dittatura del proletariato ! Oggi che sono un ex proletario, diventato grazie all'ascensore sociale una dignitosa classe media istruita...vedendo i miei figli senza certezze per il futuro e tanti giovani laureati e non, da buttare...son tornato al giovanile convincimento che socialismo e comunismo è bello e capitalismo è male...IN TUTTI I CASI CORRUZIONE E' ATTRIBUTO CONSUSTANZIALE AL CAPITALISMO...PERCIO' SONO PER LA DITTATURA DEL PROLETARIATO PLANETARIA !! BRAVO ALESI !

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    1. Grazie per la cortese attenzione

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    2. Invece nei paesi comunisti corruzione non ce n'era...

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  9. Nel tempo la mia visione della politica si va spostando sempre piu' a sinistra tanto che sono gia' partito per la mia rivoluzione personale, do da mangiare a tutti quelli che mi chiedono aiuto .
    Di contro chi ha la responsabilita' dell 'incremento del disavanzo del servizio rifiuti , che ha portato a determinare il raddoppio delle "bollette " che peseranno su pensionati e meno abbienti avranno l'arroganza di ricandidarsi sia a livello regionale che amministrativo.

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  10. Carmen Scelsi27 marzo 2015 15:08

    Ma chi si meraviglia più della corruzione....è stato sempre così...C'ERA.prima di Tangentopoli,c'è stata dopo,ci sarà sempre...è il sistema marcio fino all'osso e sta bene a tutti coloro che ci marciano sopra....le raccomandazioni esisteranno sempre come il clientelismo,la meritocrazia rientra nel merito di chi conosci....più è meritevole in potere chi conosci...meglio starai tu e i tuoi figli....è così...è ipocita dire il contrario....e il guaio è che sinistra e destra sono compiacenti con questo sistema....anzi ne sono parte integrante e ci vivono in simbiosi

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  11. Non c'ė che dire. Il tema ė all'ordine del giorno e l'autore ha centrato la questione, rovente. Ed ė pure vero che bisogna mettere un freno. Siamo sommersi di notizie su reati compiuti da rappresentanti e servitori dello Stato. Una vergogna indicibile oltre ogni limite. Ecco, abbiamo esagerato. Si, abbiamo. Perché, diciamocelo, a chi non ė capitato di avere sussurrato all’orecchio che bisogna "ungere" per ottenere un qualcosa. Una parolina molto comune in certi ambienti. Quasi un'abitudine del nostro vivere quotidiano. Anche quando nemmeno ce ne accorgiamo. Non si contano le volte che ho "regalato" qualche moneta al posteggiatore di turno. E in passato altro ancora. Cosa voglio dire con questo. Niente di più del fatto evidente che stiamo parlando di un problema, tanto per cambiare, culturale. Della nostra percezione di società, di servizi, di giustizia. E di onestà. E le leggi? Attenzione anche a quelle. C'ė una ventata di giustizialismo che non mi piace. Non mi ė mai piaciuto. Un sentimento di pancia che obnubila il cervello di troppa gente. Che porta alla cosiddetta giustizia popolare e di piazza. E allora va bene fare leggi severe. Processi giusti. Certezza delle prove e cosi via. E, inoltre, va bene chiedere alla Politica qualcosa in più, un supplemento di onestà e trasparenza. Magari molto di più di ciò che si fa nei rapporti privati e che riteniamo normali. La Politica DEVE essere migliore della società che rappresenta. E credetemi non ė affatto facile.

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    1. Mentre attendiamo i processi giusti, la certezza delle prove e cosi' via, possiamo anche chiedere ai politici, aldilà delle responsabilità giudiziarie e degli avvisi di garanzia, di compiere un passo indietro, soprattutto quando emergono comportamenti immorali e indegni, anche se non sono penalmente perseguibili.

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  12. Rosalba Ferrara27 marzo 2015 18:19

    Condivido questa analisi in tutti i punti. Oggi è come se fossimo tutti ostaggi della corruzione, del malaffare. Le maglie sono cosi fitte e articolate, che pensare di combatterla e distruggerla, è diventato impossibile. La corruzione percepita dall'area OCSE, è pari al 90%, è ciò che emerge dal rapporto "Curbing Corruption", dell'organizzazione di Parigi e di conseguenza è percepita, pari alla sfiducia nel Governo, dove emerge, che il dato Italiano è il più alto, e dell'altro lato della classifica troviamo la SVEZIA con solo il10%, misera, e onesta da vergogna. Non volendomi dilungare su fatti e disfatti, vorrei dare un parere sulla famosa legge, di cui si discute. Gli italiani saranno beffeggiati, con una legge, svuotata, alleggerita e annacquata, per l'ennesima volta. E quindi tutto rientrerà nella normalità, disperdendo centinaia di milioni, NOSTRI, nei meandri burocratici, passando di tasca in tasca. E come sempre la faranno franca. Vorrei ricordare, che nel 2008, Bernard Madoff, venne condannato, in America, per frode fiscale, a 150 anni di galera, ed ancora oggi, alla tenera età di 77 anni, sta scontando la sua pena. In Italia, sarebbe in una villa con piscina, agli arresti domiciliari...Forse!

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  13. Maurizio, la tua è un'analisi puntuale e precisa, fotografica. Sono senza parole, anche se, dopo più di trent'anni di pubblica amministrazione di parole ne avrei tante.

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  14. Antonella Deri27 marzo 2015 23:08

    Il governo ammette che c'è molta corruzione, allora cosa aspetta a fare una "Legge anticorruzione"! o meglio, cosa aspetta a metterla in vigore, visto che qualcosa ci dovrebbe essere ma giace tranquilla da qualche parte. Il Governo si riempie la bocca di tante parole ma poi, alla fine, per risolvere questo problema spinoso non è che faccia tantissimo. Di corrotti ce ne sono per tutti i gusti; da Ettore Incalza, per arrivare a Lupi (ultimo ma non l'ultimo purtroppo), dall'inchiesta "Mafia Capitale" stanno tutt'ora uscendo fuori nomi corrotti e non è ancora finita. In qualsiasi "Grande Opera" che viene o dovrebbe essere realizzata esplode qualche inchiesta di corruzione con uno spreco enorme di danaro PUBBLICO (cioè degli italiani, nostro in pratica). A conclusione di tutto i problemi restano aperti. Non si riesce a garantire la realizzazione delle opere pubbliche in tempi ragionevoli, e nemmeno il corretto utilizzo dei soldi in ballo che ci sono. Possiamo solo sperare che al più presto possano essere approvati i provvedimenti per migliorare questo grave stato di cose.

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  15. Devono cambiare le teste degli italiani per debellare la corruzione. Bisognerebbe fare una rivoluzione, ma quante se ne dovrebbero fare? Mi pare, invece, che non se facciano proprio nessuna. Forse ci piace così.

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  16. cuor di leone28 marzo 2015 13:56

    Riccardo cuor di leone. sei na necchia !

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