mercoledì 14 gennaio 2015

SICILIA NEL BARATRO. QUALE FUTURO?


Pippo Russodi Pippo Russo - Dopo gli ultimi dati ufficiali relativi alla situazione economica della Sicilia, in aggiunta a quelli già conosciuti ed elaborati da istituti di ricerca assolutamente terzi rispetto a qualsiasi appartenenza politica,
pure gli ottimisti per natura sono stati assaliti da sentimenti di profondo sconforto e di forte preoccupazione. Pil ripetutamente negativo, migliaia di imprese che chiudono, la disoccupazione giovanile con percentuali da bollettino da guerra, decine di migliaia di nuovi disoccupati e lo spettro della povertà in vasti segmenti sociali prima ritenuti al sicuro. Qualcuno potrebbe dire che è colpa della crisi che ha investito il mondo intero, non solo l'Europa e l'Italia, ma non è così.
Crocetta presidenteVero, esistono ragioni e meccanismi di carattere internazionale, legati al mercato globale, alla base dei fenomeni recessivi, anzi depressivi, che ancora ci tormentano, angustiando giovani, famiglie ed imprese, ma è pure vero che in Sicilia la crisi economica, condivisa con altre regioni italiane ed europee, è stata aggravata ulteriormente dalla politica cattiva, nel migliore dei casi distratta, asserragliata nei palazzi del potere, appagata dei propri privilegi, lontana dai bisogni concreti della comunità civile. Non ci riferiamo solo al passato, basta leggere la cronaca di questi mesi, di queste ore, per comprendere come tuttora siamo alle prese con un governo regionale che si conferma sostanzialmente impreparato ad affrontare la spaventosa drammaticità dei problemi sul tappeto, di scontri tra le forze politiche e all'interno delle stesse, frantumate in correnti, fazioni e potentati personali, motivati non dalla ricerca di soluzioni possibili per uscire dal tunnel, ma dalla permanente attività di composizione e ricomposizione della mappa del potere, di governo, sottogoverno e alta burocrazia.
Alessandro Baccei Assessore Economia Regione SicilianaAbbiamo dovuto assistere, addirittura, ad un conflitto istituzionale, di gravità inaudita per le ricadute sull'azione di governo ed amministrativa, oltre che sui già difficili rapporti tra Palazzo d'Orleans e Palazzo Chigi, tra il presidente Rosario Crocetta e l'assessore al Bilancio Alessandro Baccei, ritenuto l'inviato di Matteo Renzi. Un autentico braccio di ferro su come scrivere, a quale livello di veridicità, i documenti contabili. Da Baccei toni e contenuti da lacrime e sangue, probabilmente la realtà dei fatti, da Crocetta toni e contenuti improvvidamente più rassicuranti, di rimprovero sia nei confronti di Baccei, accusato di catastrofismo, sia del governo nazionale, accusato di volerci affamare con tagli e “scippi” di risorse originariamente destinate all'Isola, dimenticando che di “peccatucci”, chiamiamoli sprechi e devastazione di beni comuni, nel tempo in casa ne abbiamo commessi parecchi.
sicilia-regione-affondaIn buona sostanza stiamo continuando a navigare a vista, con la differenza che le nebbie si sono fatte fittissime, le onde altissime e accresciute sono le probabilità che la nave Sicilia vada a distruggersi sugli scogli del fallimento finanziario, di una crisi economica e occupazionale senza precedenti e del conseguente conflitto sociale ormai non più controllabile. La risposta della classe politica appare deludente perché non mostra la volontà di cambiare musica e finalmente operare con obiettivi concreti, da raggiungere in fretta.
L’Assemblea regionale siciliana lavora poco e male, i partiti rimangono chiusi nelle loro dinamiche interne dilanianti. Manca una visione di largo respiro, una programmazione concordata con Roma, di cui abbiamo un disperato bisogno, e con i soggetti protagonisti della vita istituzionale, economica e sociale dell'Isola, comuni, sindacati, imprenditori, agenzie culturali e formative, associazioni, movimenti, in luogo degli interessi di bottega, dell’improvvisazione umorale e dell’approssimazione.
Il lavoro è dignitàOccorre, però, non limitarsi alle analisi e alle giuste lamentazioni. Una responsabilità su quanto sta accadendo, e sulle prospettive future, riguarda noi cittadini. Troppe volte abbiamo scelto, nel segreto dell'urna, il peggio del peggio, abbiamo fatto anticamera nelle segreterie politiche e dei singoli politici in attesa di favori, non sempre legittimi, in cambio del voto, consentendo a mediocri personaggi e a politicanti senza scrupoli e cuore di rappresentarci nelle istituzioni. Non sono mancati, ce lo dicono migliaia di atti giudiziari e processuali, corrotti, mafiosi e amici dei mafiosi. Ecco il risultato, allora ricominciamo da noi stessi.
Pippo RussoPippo Russo
14 Gennaio 2014

P.S.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante contributo di Pippo Russo sulla drammatica situazione nella quale versa da troppo tempo la Sicilia. L’autore, nato a Palermo il 25/3/1958, è un appassionato di politica da sempre. Ha frequentato le suole dei salesiani e ha svolto un'intensa attività giovanile nel volontariato cattolico, che gli ha consentito di conoscere personalmente Padre Pino Puglisi, Madre Teresa di Calcutta e di tenere il discorso ufficiale a nome dei giovani cattolici nella prima visita a Palermo di Giovanni Paolo II, nel novembre del 1982.
Ha iniziato la sua attività politica come coordinatore regionale della Rete, il movimento fondato da Leoluca Orlando, negli anni terribili delle stragi di mafia. Ha proseguito con i Democratici di Romano Prodi e con Italia dei Valori di cui è stato segretario provinciale e portavoce regionale fino ai primi mesi del 2013. Ha ideato lo spazio di buona politica “Io Mi Arruolo” per favorire la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica al di là delle appartenenze. In atto è responsabile del dipartimento delle Politiche cittadine del PD del capoluogo siciliano.
Benvenuto su PoliticaPrima e buon lavoro.

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25 commenti:

  1. Giuseppe Vullo14 gennaio 2015 11:26

    Pippo Russo benvenuto su questo blog. La sua presenza inaspettata mi rincuora. Egli è nella palude della politica il classico fiore che nasce nel letamaio palermitano. Persona sempre coerente e portatore dei valori della buona politica, insomma un idealista. Ancora mi chiedo come sia possibile che in una assemblea regionale siciliana piena di cialtroni e personaggi scadenti...un politico di rara e cristallina onestà e competenza, non sia a rappresentarci meritatamente tra gli scranni della politica Siciliana. CMQ Pippo felice di leggerti e mi riservo con calma per un commento pertinente per il tuo articolo. Ti abbraccio.

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  2. L'analisi dello stato dell'arte non può che essere condivisa.
    Il ricominciamo da noi stessi invocato in conclusione da Russo, sia da sprone per la sua attività da responsabile per le politiche cittadine del partito di appartenenza, rilanciando un'idea di partecipazione consapevole che ci elevi dall'attuale condizione di seguaci fedeli dei soliti ascari.

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  3. sergio Potenzano14 gennaio 2015 11:50

    Un caloroso benvenuto a Pippo Russo con il suo primo articolo nel blog di Politicaprima.
    Un articolo molto interessante che ci illustra la catastrofica situazione della Regione Sicilia, vittima di tantissimi anni di mala gestione sia politica che burocratica, un gioiellino che via via si è consumato davanti all'incolpevole (o quasi) popolo siciliano.
    Bene o male uno po tutti conosciamo la storia politica degli ultimi anni, che in particolare ha interessato la Sicilia, quindi sappiamo anche cosa è cambiato, e, purtroppo, cosa non è cambiato affatto, è aumentata la disoccupazione, raggiungendo valori mai registrati prima, mentre le indennità e gli stipendi dei parlamentari non sono stati ridimensionati, è aumentato a dismisura il numero dei lavoratori precari, mentre di concorsi non se ne parla più da molti anni, il nostro clima, per fortuna continua a regalare sole per nove mesi l'anno e delle coste marittime meravigliose, e non ultime, bellezze monumentali e artistiche di tutto rispetto, ma il turismo continua a non incrementarsi per mancanza di una politica turistica adeguata e che sappia rispondere alle esigenze dei fruitori in maniera competitiva. La Regione Sicilia ha il più alto numero di dipendenti di tutte le regioni italiane, eppure non trova personale per mantenere i musei aperti anche la domenica...... incredibile.
    Ci sarebbe da scrivere ancora tanto delle carenze siciliane, ma preferisco fermarmi, perchè io amo la mia terra e mi rattrista molto doverne parlare male, mi affido alla speranza che un giorno non molto lontano, i nostri figli abbiano la forza e la volontà di far rinascere questa terra, riportandola al posto che merita, che non è affatto quello in cui si trova.

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  4. L'analisi spietata, quanto razionale e lucida di Pippo Russo ci richiama alle nostre responsabilità che troppo spesso hanno lasciato spazio solo alle lamentele e ai malumori nei confronti della politica, esercitata solo in nome dei propri interessi personali e di casta. Uno dei drammi della nostra società è quello di avere la memoria corta da pesci rossi che ci fa rimuovere , al momento del voto, i comportamenti e lo schifo cui abbiamo assistito nei 5 anni di Governo precedente. Pippo Russo è certamente uno che riesce a mettere in fila tutti gli episodi di malapolitica che meriterebbero di essere valutati quando ci rechiamo alle urne. E se non sapremo guardare con distacco e obiettività i comportamenti ma, soprattutto, i pessimi risultati inanellati da questo inutile e dannoso governo, costringeremo l’ottimo Pippo Russo a scrivere altri 100 articoli come questo. Personalmente ritengo che Pippo dovrebbe scendere in campo e dare il proprio contributo, raccogliendo la stima e l’affetto che lo circonda anche per aver rivestiti, per tanti anni, ruoli importanti in politica senza avere mai esercitato il potere. A condizione, però, che ci faccia respirare aria nuova!

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  5. Michele Maniscalco14 gennaio 2015 14:00

    Basterebbe scrivere: condivido al cento per cento quanto scritto da Pippo Russo poiche è stato esauriente nell'elencare i difetti dei partiti tutti e le colpe di noi cittadini.
    Con questa classe politica che attualme siede nei banchi dell'Assemblea Siciliana la Sicilia non solo non ha futuro per un miglioramento economico e di qualità della vita, ma addirittura peggiorerà. Personalmente mi sono illuso nella mia ormai lunga vita, che la sinistra sarebbe stata capace di cambiare le cose in meglio. In Sicilia, questa sinistra si è rivelata incapace di governare e cercare di portare le cose in un binario diretto verso un futuro migliore. Dopo più di 5 anni di governo, prima con l'appogio a Raffaele Lombardo e poi direttamente con Crocetta, hanno portato tutto all'emergenza. L'immondizia ha invaso la Sicilia, la situazione economica è un disastro, la disoccupazione ha livelli recdord, si accende un mutuo di 2 miliardi per la spesa corrente. per non creare ulteriore disoccupazione non si licenzia nessuno nella pubblica amministrazione, ma al contempo non sono capaci di darci servizi accettabili. Questa la "mia sinistra" in Sicilia.
    La sinistra nazionale, a parte qualche piccolo partito, non esiste più. Presto saremo il Partito della Nazione, ovvero il Partito di Renzi.

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  6. Giuseppe Vullo14 gennaio 2015 14:14

    Dopo i convenevoli passiamo alle dolenti note. Fermo restando che la penso come Alesi, ovvero che Pippo Russo dovrebbe scendere in campo direttamente. Detto ciò bisogna dire senza ipocrisia che la regione Siciliana dovrebbe essere abolita a cominciare dal suo statuto speciale, utile solo ai ladri di privilegi. Infatti ormai moltissimi siciliani ci sentiamo figliastri di questa terra, dove ci accorgiamo di esserci, quando guardiamo il cedolino pensionistico dell'empam, con la trattenuta regionale e comunale, che falcidia il nostro magro reddito, e grida vendetta sapendo, in quali mani sporche e tasche bucate di truffaldini vanno a finire le nostre tasse e sacrifici. Tutto ci spinge fuori dalla Sicilia e dall'italia, ci vuole un pò di coraggio, per spezzare quei fili affettivi che ci tengono legati a questa terra matrigna e ci impediscono altri approdi più onesti e dignitosi rispetto ai gattopardeschi figuri che ci tengono per le palle. Bisogna avere l'onesta intellettuale di dire che ormai la sicilia è fallita per il malaffare e la malapolitica e che Roma ed il Nord hanno chiuso tutti i rubinetti per finanziare lo spreco e l'assistenzialismo. Infatti l'assessore Baccei speditoci dal governo centrale non è altro che un commissario liquidatore di questa regione fallita che sta a galleggiare con i mutui ed i debiti. Baccei ci ha comunicato che chiuderà tutti i rubinetti di spesa e che serviranno 10 anni di lacrime e sangue per uscire dalla crisi...?! Ma la verità è che in questo marasma quelli che pagano sono sempre i più deboli, mentre la casta regionale incassa regolarmente il suo lauto ed immeritato stipendio ! Allora i sacrifici lacrime e sangue a carico degli 8 mila della formazione, tutti licenziati...! Senza ammortizzatori sociali, perchè il ministero del lavoro dice che gli enti di formazione non sono imprese e quindi non è prevista la cassa integrazione ! Se tre criminali islamici, hanno messo sotto scacco parigi, immaginate cosa potrebbero fare gli 8 mila della formazione, se acquistassero coscienza di essere lavoratori e padri di famiglia spinti al suicidio, per mancanza di reddito e da ingiustizie perpetrate a loro danno, e decidessero di mettere a ferro e fuoco il palazzo con la sua casta....continua

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  7. Giuseppe Vullo14 gennaio 2015 15:06

    La verità caro Pippo, vado al sodo perchè non vorrei dilungarmi troppo.... la madre di tutte le politiche è il lavoro ed il reddito soprattutto per le giovani generazioni. I padri politici cattivi si stanno mangiando il futuro dei nostri figli, per cui urgentemente occorre mettere in moto tutti i cantieri rallentati dalla mala burocrazia, incompetente e corrotta, per esempio Palermo la cui prima industria era l'edilizia, intendiamoci edilizia non speculativa, ma per esempio centro storico e le cooperative per il recupero dei capannoni industriali dismessi, quindi senza consumo di suolo o di verde agricolo, perchè non si fanno partire queste cooperative gia finanziate, dando lavoro all'edilizia e tutto l'indotto e la possibilità di una casa per i giovani a prezzi sociali. Questo dipende dal comune e dal sindaco, chiaro ? Poi naturalmente un impulso alle specificità siciliane come il turismo, i monumenti, il mare, l'agricoltura, i trasporti, l'energia rinnovabile i rapporti con i paesi rivieraschi del mediterraneo. Scusami penserai che questo sembra quasi un programma di massima per il prossimo presidente della regione...si augurandoti che il prossimo presidente della Sicilia possa essere tu ! Ciao a presto.

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  8. l'articolo è troppo generico nell'individuare le responsabilità che , prima che dei gruppi , politici o di potere , ( i cacicchi ) sono dei singoli ed , a mio avviso , bisogna passare dal generico al particolare facendo nomi e cognomi ,accoppiandole a responsabilità specifiche ed incontrovertibili
    Per me la responsabilità può risalire ad un gruppo che si può contare sulle dita delle mani e/o di una mano , sta a chi ne sa più di me , indicarli all'opinione pubblica per farsi che si tolgano dai " cabasisi " come direbbe il Camilleri

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  9. Quando si parla della situazione politica, economica e sociale della Sicilia mi viene subito l'orticaria, perchè abbiamo a che fare con politici vergognosi, truffaldini ignoranti, intrisi di mafiosità, grassatori, ladri e spreconi che hanno sempre fatto i loro porcissimi comodi a spese nostre.
    Le uniche parole che mi vengono in mente sono quelle che il giornalista Francesco Merlo ebbe a scrivere in un articolo pubblicato da Repubblica il 6 ottobre 2012. Queste parole sono sono adesso più attuali che mai.

    "Esistono Regioni d'Italia in cui lo Statuto speciale è virtuoso o magari soltanto utile e storicamente giustificato, ma sicuramente in Sicilia l'autonomia deve essere abolita per bancarotta economica, politica e morale.

    E bisogna cancellarla dalla Costituzione, come atto d'amore verso una terra meravigliosa, e liberare i siciliani da un baronaggio feudale che dissipa il più grande tesoro del Mediterraneo e non parlo solo del buco di 5,3 miliardi e delle spese che nel 2012 supereranno i 27 miliardi."
    "L'Autonomia ha prodotto un ceto parassitario senza uguali in Europa che non gestisce risorse locali, se non in minima parte, e che lucra per se stesso più dei laziali. Il deputato guadagna tra i 15 e i 20 mila euro netti al mese tra stipendio, diaria, spese per lo svolgimento del mandato e indennità di soggiorno. Il rimborso ai gruppi raggiunge il record di 12 milioni l'anno. È una "specialità costituzionale" quella del più ricco Parlamento regionale d'Italia, che costa 170 milioni di euro, due volte più del Lazio e cinque volte più della Lombardia.

    Lo Statuto speciale trasforma in liquame infruttuoso questo enorme fiume di danaro statale ed europeo, non Nilo che nutre con il suo limes ma fogna a cielo aperto che sporca anche le buone intenzioni e che periodicamente costringe l'Europa a intervenire: meno di un mese fa sono stati bloccati "perché sprechi " finanziamenti per 90 milioni, e 150 milioni sono stai chiesti indietro "per vizio e irregolarità", e già nel luglio scorso l'Europa aveva bloccato altri 600 milioni. Ebbene, dal 2007 al 2013 l'Europa ha destinato alla Sicilia un totale di sei miliardi e mezzo di euro che la Regione non riesce a spendere, se non in minima parte."

    SUGGERISCO A TUTTI LA LETTURA INTEGRALE DELL'ARTICOLO. Ecco il link:

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/10/06/news/ruberie_sprechi_e_baronaggio_feudale_ecco_perch_lo_statuto_speciale_va_abolito-43993505/


    E non mi si venga a dire che Merlo ha torto, perchè ha TRAGICAMENTE ragione!!!

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    1. Concordo pienamente con l'abolizione dello Statuto Speciale, che di speciale ha solo i guadagni spropositati dei deputati e dei membri del Governo. Che cosa abbiamo guadagnato rispetto alle altre regioni in cui vige uno statuto ordinario? E che cosa si può fare con lo Statuto speciale che non si possa realizzare in regime di ordinarietà statutaria? La lombardia, il Veneto. l'Emilia Romagna non sono regioni a statuto speciale, eppure sono considerate regioni modello. Esse dimostrano che non è la specialità statutaria che rende efficienti le regioni, ma la serietà di una classe politica. Ai siciliani, di speciale, servono solo i politici. Quelli si che ci sarebbero utili. Purtroppo dobbiamo solo accontentarci di una massa di gente inconcludente, parolaia e rozza che si aggira nei palazzi del potere.

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  10. Mah ci dobbiamo accontentare?
    Perchè mai dovremmo accontentarci?
    Io penso che i siciliani non dovrebbero accontentarsi e tanto meno stare a guardare.
    Se siamo ridotti come siamo è perché ci sono questi partiti e perché questi partiti hanno questa classe dirigente, che la minoranza dei siciliani sostiene. Non dimentichiamoci che alle ultime elezioni è andato a votare solo il 48% dei siciliani , mentre il 52% è rimasto a casa, perché non si sentiva rappresentato da nessuno, perché non ci sono più partiti credibili.
    Questa è la realtà e rimarrà tale, o peggiorerà, se la parte migliore della società continuerà a stare alla finestra.
    Io penso comunque che oggi non è tempo di analisi, i fatti che succedono li vediamo tutti e tutti ne stiamo piangendo le conseguenze. Se vogliamo che cambi qualcosa bisogna cominciare a costruire qualcosa di nuovo e di diverso, ma per farlo occorre avere idee chiare ed una visione altrettanto chiara. Bisogna avere la capacità di elaborare un nuovo pensiero politico per affrontare le sfide del futuro e tanto, ma tanto coraggio per dire basta a questo scempio.

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  11. Non c'è che dire, le parole di Pippo Russo rispecchiano la realtà dei fatti. E su questo blog ne abbiamo discusso tante volte. La Sicilia ha mille potenzialità, tante opportunità di sviluppo, ma anche troppe occasioni perdute. Io non sarò mai dalla parte di quelli che attaccano la nostra specialità statutaria. Il nostro essere quasi un piccolo stato nello stato. Una potestà legislativa enorme e una capacità d’intervento che le altre regioni fino a poco tempo fa si sognavano. Spesso, però, sprecate e utilizzate male.
    No non è questa la strada. Sarebbe come il marito che si evira per fare un torto alla moglie. E allora che fare? Nella Toscano dice che siamo vittime di partiti che rappresentano una minoranza. Alle ultime elezioni è andato a votare il 48% dei siciliani. Tutti gli altri hanno disertato le urne pensando di dare un segnale e una lezione a quella classe dirigente che ritengono inadeguata. Ma è una scelta inutile e pure controproducente. In questo modo abbiamo solamente concesso ancora più spazio di manovra ai partiti di sempre, alle loro logiche e anche ai loro errori. Come quello macroscopico di avere lasciato il campo ad un personaggio come Rosario Crocetta (per evitare equivoci, però, dico subito che ha illuso anche molti di questo blog a cominciare dal sottoscritto).
    Dipende, quindi, sempre da ognuno di noi, dalle nostre scelte, dal nostro impegno dalla nostra partecipazione. E anche dal nostro coraggio di urlare ciò che non va. E agire di conseguenza.

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  12. Rosalba Ferrara15 gennaio 2015 13:19

    Un caloroso benvenuto a chi ha la capacità di fare un'analisi schietta e sincera della nostra situazione attuale, decisamente più addentrato di noi nei meandri di questo malaffare, che è la classe politica siciliana. In un certo senso siamo stati in ritardo come sviluppo rispetto ad altre regioni, dove, anche lucrando, hanno alla fine fatto o dato dei servizi discreti ai cittadini. I nostri sono privi di coscienza, entrati in questo giro per raschiare fino in fondi il barile,. Amando questa terra, oggi senza futuro, dove 80% delle famiglie, ha regalato i propri figli gratuitamente, a paesi dove esiste la civiltà di riconoscerne i meriti, oggi mi rendo conto, di provare vergogna, rabbia, schifo, per questa fogna, dove ci ha relegato,, una destra, e una sinistra, una peggiore dell'altra, con un pacco chiamato Crocetta, che è il peggio al Quadrato. Ma siamo orgogliosi di essere il più RICCO (per alcuni) e antico Parlamento d'ITALIA, dove soltanto nel 2014 sono stati arrestati a Palermo 655 persone, per peculato, frode negli appalti, per più di 400 milioni tolti dalla bocca di tanti cittadini che vanno nei cassonetti giornalmente. L'unica cosa che ci è rimasta è un BAGAGLIO di pensieri e parole al vento, e al bel tempo di cui godiamo e che tutti ci invidiano!!!! E concludo, dicendo, che mi vergogno di Noi e per tutti Noi, non avendo gli attributi per buttare fuori a calci, chi ci toglie la vita e il decoro........!!!!!

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  13. Liliana Olivieri15 gennaio 2015 14:37

    Pippo Russo sei riuscito quasi a farmi piangere. Che ritratto desolante di una isola che potrebbe essere un paradiso terrestre se fosse stata valutata nella sua dimensione di bellezza anziché trattata come una miniera dalla quale attingere ogni tipo fi beneficio a scapito di questa meravigliosa isola. Ora dalla sua descrizione mi sembra un posto catastrofico dove nessuno è in grado di emergere sprofondato come è nel malcostume nella cattiva politica nell'incapacita' di chi ne ha preso il governo di precipitarla sempre più giù. Cosa dire se non che sono desolata perché non so che prospettive ci sono per questo.mare di problemi di cui il governo Renzi non ha la minima idea perché a lui interessa solo la presidenza e non i problemi del paese. Auguro alla Sicilia di uscire da questo pantano con la sola forza dei siciliani.

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  14. Armando Pupella15 gennaio 2015 19:58

    Sicilia nel baratro - Il 31 Dicembre 2014 la Trinacria era ricoperta di neve sino in riva al mare. Il giorno successivo, more solito, splendeva il sole. Chisto è o Paese do Sole che non dovrebbe vivacchiare di burocrazia, enti superflui, e assistenzialismo, ma vivere alla GRANDE col turismo. Idem tutto il Mezzogiorno. Anche in inverno i nostri alberghi, ristoranti, negozi, teatri dovrebbero essere pieni di pensionati in gita turistica. Ma per la promozione turistica occorre non spennare i turisti ed accoglierli in un territorio senza boschi dati alle fiamme e pulito senza più praticare lo "sport" usa e getta a terra e sporca persino col fazzoletto di carta col quale si è soffiato il naso. Occorre il rispetto e la valorizzazione del territorio, trasformato in un giardino, e non un immondizia. Non occorre una barca di miliardi ma senso civico e cervello. Pulire Palermo costa un sacco di soldi, ma è sempre fitusa! I nostri monumenti, le bellezze naturali, la cucina, i vini, la pasticceria, il nostro calore umano, il Sole sono il nostro petrolio. Non si capisce perché non si possa fare una seria raccolta differenziata per trasformare nei termovalorizzatori i rifiuti di origine organica in energia elettrica! E a proposito di energia elettrica torno al nostro sole. Se non fossimo tartassati per finanziare spropositati privilegi, enti, e poltrone superflue, sui tetti delle nostre case e sui capanmoni agricoli e industriali potremmo installare migliaia di km quadrati di pannelli fotovoltaici; si possono costruire anche alcune centrali solari. Urge l'Indipendenza Energetica, per tutta l'Italia avvalendoci dell'uso intensivo dell'energia solare e delle altre energie pulite non rischiose. Sarà un caso, eccetto alcuni Paesi, i posti del mondo ove c'è più kasino del necessario sono quelli dove c'è puzza di petrolio. Non importando petrolio o importandone meno Fratel Sole ci aiuterebbe a limitare l'effetto serra, a non surriscaldare a Terra, a farci respirare aria pulita e di conseguenza ad ammalarci meno con notevole risparmio sulla spesa sanitaria personale e pubblica. Et Dulcis in fondo, Fratel Sole ci agevolerebbe anche a superare la cosiddetta crisi. Sono stufo del piagnisteo nordista e sudista; oggi dinanzi alla globalizzazione e all'euro, o alla lira se venisse reintrodotta, non esiste una questione meridionale ne' settentrionale. Ma una questione nazionale, risolvibile con soluzioni decenti ed efficaci, senza rompere le tasche agl'italiani. Tasche nell'accezione di portafoglio. I molti suicidi di disoccupati e imprenditori si verificano da ben 25 anni dalla Sicilia alla Val Padana. Per la Sicilia e per tutto il Mezzogiorno, ove i giorni senza sole sono pochi, turismo, pannelli fotovoltaici, raccolta differenziata, termovalorizzatori, centrali solari. CHISTO È O PAESE DO SOLE !

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  15. Non conosco bene la realtà della Sicilia, ma ogni volta sento parlare, è come se il tempo andasse all'indietro. Si ascoltano solo le parole: turismo, petrolchimnico di Gela..Vada per il turismo, ma è possibile continuare a danneggiare, oltre l'ambiente, la vita dei cittadini? Non è possibile, e non dovrebbe neppure essere una cosa costosissima, trovare il modo di creare energie alternative non inquinanti?.Non credo si possa ancora continuare a morire di chimica, In Sicilia, come in altre realtà del nostro Paese. Neppure bastano le arance, che ho ascoltato, meglio distruggere e fare arrivare dall'Africa, costano meno.Ogni regione, ogni pezzo di territorio, sta dando troppo a quello che viene pomposamente chiamato "progresso" quando invece si tratta solo di "profitto per pochi", ma la Sicilia, Paradiso in terra, da veramente troppo, e lo dico da Ligure.regione che problemi, di territorio ne ha da vendere.

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  16. Francesca Cottoni dal Lussemburgo15 gennaio 2015 21:01

    La cattiva politica di sicuro non proviene dalla distrazione, questi politici ne sono la causa. Sono dei delinquenti e non pensano ad altro che rubare i soldi del popolo per gonfiare i loro conti in banca. Il popolo siciliano deve andare in piazza e farsi sentire. Nessuno di questi che avrebbe potuto ha pensato alle vostre eccellenze, cibo di ogni genere, dal pomodoro agli agrumi, dai salumi al formaggio, il vostro olio d’oliva e il vostro vino. No a Bruxelles fanno contratti con il nord Africa, ma vorrei dire, dimenticatevi questi politici, cercate di dare il voto a chi vi promette cose positive. Gli altri mandateli a quel posto... , e non dimenticate di tirar fuori le vostre ‘lupare’... queste fanno miracoli. Popolo siciliano buona fortuna!

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  17. Sono uno dei tanti che ha votato Crocetta, e me ne sono amaramente pentito. Basta pensare al dramma di migliaia di famiglie della formazione professionale una vergogna e una indecenza

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  18. Intanto do il benevuto a Pippo per la sua prima volta su questo blog. Detto questo, cercherò di essere breve tanto da non lasciare dubbi sulla mia politica. Già nell'articolo e poi anche nei commenti, appare evidente una sconclusionata e generica linea di personale contrapposizione contro l'attuale presidente della regione siciliana e del suo governo, certamente espressione di una sinistra che finalmente, piaccia o no, è riuscita ad imporsi democraticamente per la prima volta in Sicilia.
    Ho letto i nomi dei precedenti 32 presidenti della regione, tranne il primo Giuseppe Alessi e Piersanti Mattarella, non ve ne è stato uno che in un modo o nell'altro non abbia avuto a che fare con le tristissime e note storie di questa terra.
    Per essere ancora più chiari, mantengo le stesse posizioni quando altri, in maniera altrettanto sconclusionata, assumono i medesimi e astiosi atteggiamenti contro l'attuale sindaco di Palermo, il prof. Leoluca Orlando.
    E mi chiedo. Quando la sinistra smetterà di azzoppare i propri uomini migliori
    Per quanto inutile, mi sento di rivolgere un appello all'unità a tutto il popolo della sinistra pur nelle ovvie e naturali differenziazioni.

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  19. Scusami Sergio, se gli uomini migliori della sinistra hanno dato di sè le prove che sappiamo e se sono Crocetta e Orlando...mi sa che la sinistra in Sicilia non è messa male e nemmeno malissimo, è semplicemente morta.
    Alleluia.

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  20. Giacomo Alfano16 gennaio 2015 23:19

    La Sicilia dovrebbe e potrebbe anche diventare una regione come tante altre ...intanto credo che bisognerebbe abbandonare questo cappello di Statuto Speciale che magari è servito a qualcuno e non è servito ai siciliani ...ma il problema a mio avviso non sono i politici o per meglio dire solo i politici ...tra l'altro i politici all'ARS vengono mandati con le preferenze e quindi nel bene e nel male rappresentano i siciliani ...poi non possiamo far finta che la mafia non esiste e non ha il suo peso dentro e fuori la politica ...vorrei chiudere ricordando a me stesso e anche a voi che i siciliani si sono sempre affidati al nuovo ma importante che non puzzava tanto di sinistra e così anche Crocetta che arrivava da sinistra mi sembra che per governare ha dovuto trattare con pezzi del centrodestra ...purtroppo anche il M5S ha deluso le aspettative e mi viene difficile vedere per il futuro una Sicilia che riesca a camminare con le proprie gambe senza l'indispensabile aiuto dello stato centrale!!! ...CHIUDO DANDO UN SALUTO ED IL BENVENUTO A PIPPO RUSSO

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  21. Articolo perfettamente condivisibile, purtroppo la politica è lo specchio della società e quindi, questa è la politica che ci meritiamo. Se non cambierà la cultura della tanto acclamata "società civile" non cambieranno neanche gli uomini che rappresentano la politica ..! 

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  22. Carissimi Amici,
    desidero, intanto, ringraziarvi per la benevola ed affettuosa accoglienza. Ringrazio, in particolare, Giangiuseppe Gattuso e mi complimento per questo Blog, non solo perchè fatto bene ma, soprattutto, per l'opportunità che offre nel promuovere partecipazione, confronto di idee, proficui dibattiti. C'è sete di politica, quella animata da autentica passione civile e dall'amore per il bene comune. Ognuno dei commenti al mio articolo meriterebbe un approfondimento a parte e costituisce un articolo in sè, con uguale dignità di quello commentato che ha il solo merito di avere offerto uno spunto di discussione. Non ho alcun titolo per "insegnare" qualcosa a qualcuno, anzi, spesso sono io che imparo dagli interventi che man mano si susseguono. Sul piano generale, io rimango convinto di una cosa e cioè che è proprio vero che la classe politica e, conseguentemente, la politica tout court, sono lo specchio della realtà sociale che le esprime. Sono convinto, quindi, che il cambiamento non può partire, o non può solo partire, dai palazzi del potere. Deve partire da noi, dalla nostra volontà e capacità di essere cittadini e non più suditi in cambio di qualche favore personale. La vera rivoluzione nasce al momento del voto. Paolo Borsellino diceva che noi cittadini possediamo un coltello affilatissimo, il più affilato dei coltelli: la matita usata nella cabina elettorale! utilizziamola per mandare a casa definitivamente politici inadeguati, nel migliore dei casi, delinquenti, corrotti e mafiosi, nel peggiore. Per quanto riguarda l'altro tema ricorrente, l'autonomia speciale, dico subito, in estrema sintesi, il mio pensiero che farà storcere il naso a più di uno. A me non piace, non è mai piaciuta e non m'interessa. L'ho sempre guardata con sospetto, anche per le iniziali motivazioni parecchio ambigue e per le implicanze mafiose storicamente accertate. Credo, perdonatemi, che i fatti accaduti in molti decenni, e attuali, mi diano ragione. A parte gli aspetti giuridici, ormai si corre verso la specialità di tutte le ragioni; a parte gli aspetti storici e sociali, ampiamente superati, mi dite a cosa è servita e a cosa, rebus sic stantibus, servirà con l'attuale campionario di politici mediocri e dal momento che siamo comunque, nonostante la specialità goduta, tra le regioni più povere d'europa? Su tale argomento ho scritto recentemente su LiveSicilia un articolo che mi permetto, qui di seguito, di sottoporvi.
    http://livesicilia.it/2014/11/23/ci-meritiamo-lautonomia_568198/
    Grazie ancora e tanti auguri ad ognuno di voi. PoliticaPrima è destinata a crescere e a dare un concreto contributo alla crescita morale e politica della nostra martoriata terra.
    Un abbraccio
    Pippo Russo
    P.s. Per chiunque vuole contattarmi il mio numero di cellulare, assolutamente pubblico, è 3298319011; email: pipporusso@yahoo.it

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  23. R. Crocetta....va avanti? Per fare cosa? Per far perdere tempo e denaro a tutti i siciliani? I risultati alquanto deludenti della sua amministrazione a puntate, tipo telenovellas, sono sotto gli occhi di tutti siciliani.....la Sicilia ormai è in procinto di cadere nel baratro della crisi, profonda e irreversibile, regalata da chissà chi........che comunque sarebbe da sottoporre al risarcimento di tutti i danni alla Regione Sicilia e quindi ai siciliani parte lesa.

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  24. Salve a tutti,
    è un piacere leggere l'articolo del dott. Russo e dei commenti a cui ha dato seguito.
    Sono un giovane di 33 anni, andato via dalla meravigliosa Palermo circa 7 anni fa. Non me ne andai per motivi lavorativi: per noi infermieri a quel tempo il lavoro era ancora una garanzia, tant'è che trovai un impiego appena 10 giorni dopo il conseguimento della laurea. Andai via per scelta, per la cuiriosità di esperire un sistema sanitario (quello lombardo) che a detta dei più funzionava bene e offriva buone opportunità di crescita professionale. Ambizioso com'ero non persi tempo, preparai le valigie e partii dal porto di Palermo con auto al seguito e tutto il necessario per un trasferimento che a quel tempo non consideravo definitivo. I primi anni trascorsero spensierati e felici, poi, esortato anche da una profonda passione che mi lega al mare, cominciai a sentire la stretta malinconica che mi riportava coi ricordi nella mia Sicilia, nella NOSTRA Sicilia: ancora il Mare e i suoi riflessi, i profumi, i paesaggi stagliati sempre nello stesso cielo azzurro limpido, le temperature miti... La voglia cresceva (e cresce!) di giorno in giorno, ma ogni volta si scontrava con quanto sentivo dai racconti dei miei familiari, dei miei amici, dai media e soprattutto dal web! La bellezza della Sicilia risiede nei suoi territori e nella latitudine geografica, e non ha eguali! Ma è una terra abusata e bistrattata su ogni fronte. Certo, i politici dovrebbero essere l'esempio massimo del rispetto delle norme civili ed etico-deontologiche; tuttavia sappiamo tutti che il cancro è ben più radicato e diffuso nella cultura siciliana. Occorrerebbe (ri)cominciare dai più giovani, dalle scuole, dal dialogo con le istituzioni... e ovviamente dal lavoro. Investire in progetti protetti, combattere più seriamente e coraggiosamente la mafia, promuovere le idee orientate al progresso e incoraggiare i giovani a crescere, in un contesto di competizione sana e non omertosa. Processo lungo e probabilmente interminabile, se non addirittura, tragicamente, irrealizzabile.
    Sogno una Sicilia che naviga negli allori; sogno una costa palermitana costellata di alberghi, B&B e ristoranti; sogno un centro storico pieno zeppo di turisti; sogno strade pulite; sogno di poter parcheggiare il motorino sotto casa senza paura di non trovarlo dopo poche ore. Ma perché si realizzino questi sogni è necessaria una propedeutica ripresa economica e culturale. Allora vi chiedo e mi chiedo: è possibile una ripresa? E' possibile per un sognatore tornare a godere delle bellezze che la Sicilia sa offrire?

    PetLake

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